martedì, luglio 02, 2013

Intervista a MARINO SEVERINI (GANG) - parte 1



Prosegue la serie di brevi interviste ad alcuni personaggi della scena musicale italiana (amici e conoscenti).

Dopo FEDERICO FIUMANI dei DIAFRAMMA
http://tonyface.blogspot.it/2013/05/intervista-federico-fiumani.html
al giornalista FEDERICO GUGLIELMI
http://tonyface.blogspot.it/2013/05/intervista-federico-guglielmi.html
ad OSKAR GIAMMARINARO, cantante e anima degli STATUTO
http://tonyface.blogspot.it/2013/05/intervista-oskar-giammarinaro-degli.html
al presidente dell'Associazione Audiocoop GIORDANO SANGIORGI
http://tonyface.blogspot.it/2013/06/intervista-giordano-sangiorgi.html
e a JOE STRUMMER
http://tonyface.blogspot.it/2013/06/intervista-joe-strummer.html
tocca ora a MARINO SEVERINI dei GANG.

Intervista divisa in due parti perchè Marino ha tanto da dire e dice tanto.
Cose bellissime, intense, vere e poetiche.
E Vostro Signore sa quanto c'è bisogno di POESIA al giorno d'oggi.


I Gang hanno incominciato avendo come chiaro riferimento i Clash.
Pensi che Joe Strummer e soci siano ancora fonte d’ispirazione per le nuove generazioni ?
A me sembra che l’insegnamento che fu di Woody Guthrie e poi di Dylan, dei Clash, di Billy Bragg si sia perso e non esista più , se non per qualche nicchia, una giovane nuova “politica”.


Anche un Grande Fiume , se la stagione o piu' stagioni sono state aride e non è caduta pioggia a sufficenza...è costretto ad attraversare delle " secche ", a volta diventa anche palude, ma prima o poi ecco di nuovo la stagione delle Grandi Piogge e il Fiume torna ad essere nuovamente  Maestoso.
Strummer e la cultura rock che lo ha attraversato vive ancora magari lungo rigagnoli , torrenti ma si muove comunque verso l'Oceano.

Anzi io posso affermare l'esatto contrario di quel che dici perche' non ho mai incontrato come negli ultimi anni tanti giovanissimi che conoscono bene  Strummer e i Clash, suonano le sue canzoni e comunque traggono ,dalla sua opera ,ispirazione, metodo, disciplina , STILE ! .
Quando si dice che l'incontro " rock e politica " è finito si dice una cosa non supportata dalla realta'. Basti pensare a carovane di sconosciutissime giovani band  che danno il loro supporto a momenti di lotta , che cantano con ogni stile le storie degli ultimi ,degli sfruttati , dei combattenti di oggi e di ieri ..la lista che potrei fare è lunghissima e ogni stile ha molti protagonisti che accostano il loro lavoro ad una sorta di organicita' ,direbbe Gramsci ,con chi si oppone al modello culturale economico e politico egemone in questo paese. E queste Bande continuano a battere i territori ,a " camminare " lungo questo paese anche con molte difficolta'.
 Tu dici che cio' è una sorta di nicchia...ma  quand'è che la Nostra Cultura non lo è stata in Italia ?
Io userei la parola Minoranza ,che ha a che fare con Movimento ,piu' che nicchia che ci riporta piu' ai salotti o al garage di casa o ai fortini dei duri e puri.
 Con tutta sincerita' Tony ti confesso che io sono molto sereno rispetto a quanto sta accadendo oggi.
I nomi e cognomi che tu fai come Guthrie , Dylan , Clash , Bragg appartengono tutti ad una cultura popolare che ha come suo tratto distintivo il fatto che è eterna e non universale.
  Il Rock'n'Roll non è stata altro che l'espressione piu' importante di quella cultura nel secolo passato.
Il R'n'R è stata una delle tre grandi rivoluzioni del secolo passato, insieme a quella dei soviet del 17 e quella della Teologia della Liberazione.
Sono culture queste che hanno radici profonde, arcaiche ,quindi destinate sempre a mettere le ali...quando la stagione è buona , tornano. poi potranno cambiare i nomi i linguaggi gli stili ,ma la sostanza , il Sogno, resta sempre lo stesso.
 Si tratta sempre di un Grande Umanesimo. E Strummer resta e restera' per sempre un suo profeta.
Anche se come per Geronimo o Jessy James proveranno a svuotarlo a renderlo un'icona un eroe, ma non l'avranno vinta, vedrai.
Aggiungo anche una cosa : Se in Emilia durante il periodo fascista non ci fossero stati personaggi come Massarenti o Prampolini veri apostoli del socialismo cristiano noi non avremmo avuto storie come quelle dei Cervi .
I Cervi li conoscono tutti , o quasi , nessuno ricorda o conosce le gesta di Prampolini....
L'oggi va sempre messo in relazione a ieri e a domani senno' non saremmo eterni , la nostra cultura non apparterrebbe all'Eternita'.
Per finire ti dico che io mi sento un pastore in mezzo a tanti pastori quindi quando la cometa tornera' nei cieli ci trovera' svegli e primi ad accorrere.
I Re arriveranno dopo molto tempo dopo,  a Festa finita..
Fidati !

Perchè secondo te con tanti talenti che sono usciti in Italia negli utlimi decenni praticamente nessuno è riuscito a sfondare all’estero (come hanno invece fatto gruppi da tante nazioni non anglofone) ?

Semplicemente perche' il confronto non regge.
Il confronto non si basa unicamente sull'espressione musicale , sul talento o  su un fatto puramente estetico, ma su un'Unicita' , un'Organicita' ,una Consapevolezza, un'Identita',che normalmente nel caso dei gruppi italiani è carente rispetto a chi non fa Rock ma lo VIVE ! E vivere non significa adottare i tratti estetici , truccarsi da viventi ma essere consapevoli delle scelte che fanno una Vita ! 
Ti confesso che io non mi sono mai sentito un clone o un derivato del Rock'n'Roll in quanto tale, parlo della sua essenza , del suo spirito guida , anzi l'ho considerato come una derivazione di una cultura che nel nostro paese si è sviluppata molti secoli prima . Parlo dell'Umanesimo , dell'uomo planetario, di una cultura sincretica che si sviluppa tenendo insieme molte e molte culture diverse. Questo gli americani , parlo di molti artisti ,lo sanno bene e quando si rapportano a me   sperano di intravedere nel mio lavoro quella  cultura che loro conoscono bene e che riconoscono come fonte ispiratrice del Rock'n'Roll.
Perche' è Affine direbbe Goethe.
Non solo ma basti pensare ai costruttori di ponti fra l'America e l'Italia , vedi Lomax e e De Martino, e poi Carpitella e Bosio fino a Portelli.
Come dire John Boyd e Peter Jenner in Inghilterra altri abili costruttori di ponti. Produttori veri , ispiratori , agitatori musicali, le migliori menti.
Nel caso inglese ancora di piu' trovi una radice culturale italiana che moltissimi musicisti ci riconoscono che è Gramsci !
Molti citano a memoria i Quaderni e in particolare un capitolo che è Americanismo e Fordismo dove Gramsci spiega benissimo l'espansione del Rock in Europa , le cause e le motivazioni ,molto prima del suo avvento.
E questo perche' c'è una critica musicale inglese a cui si sono sempre ispirati o confrontati i musicisti inglesi di stampo gramsciano.che non ha niente a che fare con l'aspetto ideologico....ma queste storie le conosci benissimo meglio di me.
Un esempio di come si potrebbe o dovrebbe fare per poterci confrontare all'estero alla pari ce lo ha dato Sergio Leone.
Certo quello è cinema e non rock ma è cosi' che si dovrebbe fare.
Il Western è un genere americano ma ispirato all'epica greca , bastava metterci la Commedia dell'Arte italiana ed ecco qua che il gioco è fatto e Leone e' stato riconosciuto in America come uno fra i dieci grandi registi della storia del cinema.
In America..per non parlare poi di Morricone che e' una conseguenza del successo del Maestro !
E te dici allora perche' i Gang non ce l'hanno fatta all'estero ?
perche' io non prendo l'aereo come Aretha Franklin !!! e mi sento italiano come Paul Weller si sente inglese.
E come Chuck Berry alla fine della serata vorrei sempre tornare a dormire sul letto di casa...Ridi , ridi   pure ...che ogni tanto una cazzata ci vuole .

La storia dei Gang viaggia da decenni in mille strade e svariate vesti (dall’autoproduzione alle major). 
Come vedi il futuro di una band così longeva e, mi permetto, con così tante cose ancora da dire  ?


Prossimo anno sono 30 dal primo disco.
Una vita !
Ho intenzione di festeggiarli con un disco di inediti , che non facciamo da 13 anni, guardando quindi verso l'orizzonte che abbiamo avanti piu' che volgendo lo sguaro indietro, alle nostre spalle. Poche volte mi capita di pensare o meditare sul passato o di tornare sulle tracce,..
Come se fossi sempre in fuga. Di fatto tutto cio' col passare degli anni lo considero come Il Viaggio della mia vita . E' cominciato con una sorta di esilio per poi proseguire sulle strade del Ritorno .
Una piccola grande Odissea.
E in questo Viaggio ho trovato quello che cercavo magari inconsciamente : l'Appartenenza. l'unica condizione per essere libero.
Altrimenti la liberta' sarebbe solo fare quello che ti pare , invece cosi' diventa fare quello che Vuoi  cioe'  assumerti le responsabilita' rispetto a quella comunita' a cui appartieni.  sono diventato grande in questo modo imparando questa lezione che è la Vita .Ho vinto , e questo mi basta e avanza. Posso andare in ogni sperduto villaggio e citta' di questo meraviglioso paese e trovare sempre chi mi ospita , mi fa sedere alla sua tavola , mi presenta i suoi genitori e i suoi figli, mi racconta le storie della sua vita e di quel posto e mi presta anche il suo letto per riposare.
Poi si canta insieme per la gioia di stare insieme e di condividere.
Di piu' non avrei mai immaginato. Per il futuro vorrei soltanto continuare a girare in questo Cerchio Sacro e essere utile portando con me delle nuove canzoni da cantare insieme.
Ho gia' ricevuto tanto che avrei bisogno di mille e una vita ancora per ringraziare tutti di tutto cio' che mi hanno regalato e che non ha prezzo  : la Bellezza!

7 commenti:

  1. Grandissimo Marino !

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  2. Mi levo il cappello di fronte ad un artista a tutto tondo, che ha fatto dell'onesta' il suo cavallo di battaglia. Almeno cosi' la vedo io....
    Una prima parte di intervista BELLISSIMA! Grande Antonio.
    E aspetto con ansia i prossimi capitoli, intervista e nuovo disco.

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  3. Un Padre!W Marino e W i Gang!
    C

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  4. A 17 anni Le Radici e le Ali mi ha ribaltato come un calzino. I Gang sono un grande progetto musicale ma ancor prima sono un grandissimo progetto di cultura popolare che poi è la migliore delle culture. Giu' il cappello davanti a questo diavolo marchigiano.

    Charlie

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  5. Ho intervistato Marino tantissime volte ed il suo fiume di parole sincere e appassionate ti travolge e conquista come la prima volta ed è sempre affascinante ascoltare le sue "storie". E questa prima parte è l'ennesima riprova.

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  6. Il ponte tra gli USA e l'Italia, più che Portelli, fu Portella della Ginestra

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  7. il ponte radio fu di marconi

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