venerdì, novembre 13, 2015

I Giganti - Terra in bocca



GLI INSOSPETTABILI è una rubrica che scova quei dischi che non avremmo mai pensato che... Dopo Masini, Ringo Starr, il secondo dei Jam, "Sweetheart of the rodeo" dei Byrds, Arcana e Power Station, "Mc Vicar" di Roger Daltrey, "Parsifal" dei Pooh, "Solo" di Claudio Baglioni, "Bella e strega" di Drupi, l'esordio dei Matia Bazar e quello di Renato Zero del 1973, i due album swing di Johnny Dorelli, l'unico dei Luna Pop," I mali del secolo" di Celentano, "Incognito" di Amanda Lear, "Masters" di Rita Pavone, Julian Lennon, Mimmo Cavallo con "Siamo meridionali"e i primi due album dei La Bionda di inizio 70's, il nuovo album dei Bastard Son of Dioniso, "Black and blue" dei Rolling Stones, Maurizio Arcieri e al suo album "prog" del 1973 "Trasparenze", Gianni Morandi e "Il mondo di frutta candita", il terzo album degli Abba, "666"degli Aphrodite's Child, la riscoperta di Gianni Leone in arte Leonero, il secondo album di Gianluca Grignani, Donatella Rettore e il suo "Kamikaze Rock 'n' Roll Suicide", Alex Britti e "It.Pop", le colonne sonore di Nico Fidenco , il primo album solista dell'e Monkees, Davy Jones, Mike McGear (fratello di Paul McCartney), Joe Perrino, il ritorno di Gino Santercole, l'album del 1969 di Johnny Hallyday con gli Small Faces, la svolta pop della PFM, gli esordi degli Earth Wind and Fire e quelli degli UFO, e l'ultimo di Jovanotti, uno dei primi lavori di Bruno Lauzi, l'album prog del 1972 dei Dik Dik, Riccardo Fogli e la sua opera prog rock del 1979 "Matteo" , del nuovo di Massimo Ranieri "Malìa" , torniamo al 1971 con la dimenticata opera rock dei GIGANTI "Terra in bocca".

Le altre puntate de GLI INSOSPETTABILI qui:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Gli%20Insospettabili

A due anni dall'improvviso scioglimento i GIGANTI tornano nel 1971 con un inaspettato album concept che cambia radicalmente la prospettiva sonora a cui avevano abituato il loro pubblico fino ad allora, tra soft beat e canzoni per SanRemo.

TERRA IN BOCCA parla esplicitamente di mafia (pur non nominandola mai) a partire dall'introduzione acustica in cui si palesa il contenuto del disco:
un ragazzo siciliano, ribellandosi al pizzo sull'acqua imposto dalla mafia, decide di trovarsela da solo e di distribuirla gratuitamente. Di conseguenza, viene ucciso a tradimento e poi vendicato dal padre.

I Giganti sono affiancati da Vince Tempera e da futuri mostri sacri della musica italiana come Ellade Bandini (ha suonato con TUTTI) e Ares Tavolazzi (Area e tanto altro) oltre a Marcello Della Casa dei Latte e Miele e i La Bionda alle chitarre acustiche.
Il risultato è stupefacente tra rock, blues, jazz, prog, ogni brano legato al precedente come in una unica suite.
Sound decisamente datato ma tutt'ora ricco di interesse e particolarmen te originale soprattutto se contestualizzato all'anno di uscita .

L'album fu trasmesso solo una volta alla radio, ottenne pochissima pubblicità e interesse, vendette poco e scomparve ben presto da negozi e giornali, decretando la fine del gruppo (che fece in tempo ad incidere solo un altro 45 giri).
Terra in bocca è stato ristampato in due versioni: l'una originale, con gli arrangiamenti orchestrali e un'altra (per errore) più scarna e immediata.
Infine nel 2009 è stato ristampato, con una bonus track, dalle edizioni Il Margine, ed allegato ad un volume che ricostruisce la nascita delle canzoni e la registrazione dell'album, con molte interviste ai musicisti che hanno collaborato.

giovedì, novembre 12, 2015

Hattie Carroll e William Zantzinger



Il 9 febbraio 1963 William Devereux Zantzinger, un bianco di 24 anni, proprietario di una piantagione di tabacco, ordinò da bere a Hattie Carroll, una cameriera nera di 51 anni che lavorava all'Emerson Hotel di Baltimora.
Ubriaco fradicio, aveva già aggredito due impiegati di colore dell'hotel e altre persone in un altro locale.

Zantzinger insultò pesantemente la Carroll con il termine "puttana negra", accusandola di non averlo servito velocemente e la colpì con numerose bastonate sulla schiena ed in testa. Dopo di che picchiò anche la sua stessa moglie, mandandola al tappeto con un cazzotto.
Hattie Carroll, madre di undici figli morì la mattina dopo di emorragia cerebrale.

Grazie ai suoi avvocati Zantzinger (e alla segregazione razziale vigente in America) si vide ridurre l'imputazione da omicidio volontario a colposo, fu condannato a una pena di sei mesi ma ne scontò appena tre per buona condotta. Dopo la sentenza il New York Herald Tribune sostenne che la condanna fu ridotta per evitare di doverla scontare in una prigione di Stato e rischiare così la vendetta dei detenuti afro-americani.
Zantzinger visse per sempre nei dintorni di Baltimora, nel 1991 venne arrestato per truffa a danno di poveri neri.

Il giovane Bob Dylan rimase molto colpito dalla sentenza e scrisse "The lonesome death of Hattie Carroll", eseguita dal vivo nei suoi concerti prima di essere inserita nel suo terzo album The times they are a-changin' pubblicato nel gennaio 1964.

Nel 2001 Zantzinger (deceduto nel 2009) definì Dylan un "insignificante figlio di puttana".

Il brano è stato ripreso da Steel Pulse Billy Bragg Rx Bandits, Michael Rose dei Black Uhuru, Christy Moore, Mason Jennings, Martin Carthy, Phranc, Cage The Elephant, Judy Collins hanno ripreso il brano di Dylan

mercoledì, novembre 11, 2015

Il primo negozio di dischi in Mongolia



Ha aperto a Ulan Bator DUND GOL RECORDS il primo negozio di dischi della MONGOLIA.

Fino ad ora si potevano acquistare (rari) CD in qualche libreria ma i dischi in vinile erano introvabili nel paese e chiunque fosse interessato doveva rivolgersi ai negozi di Pechino, qualche migliaio di kilometri più in là...
Ora Batbold Bavuu, tornato da Londra dopo alcuni anni di studio, ha deciso di dare un'opportunità ai connazionali di appassionarsi a questo tipo di collezionismo. Anche se, per sua stessa ammissione, i clienti sono all''80% stranieri, molto spesso collezionisti che arrivano da Giappone, Usa ed Europa, oltre che per turismo, per recuperare pezzi ovviamente introvabili altrove, sia di musica locale che di stampe sovietiche di album classici.

"Ogni famiglia mongola aveva qualche disco negli anni '80.
Era una specie di moda anche se spesso lo usavano solo per giocarci a frisbee"
(...!!!....).

Batbold ha infatti setacciato (e continua a farlo) le case dei suoi connazionali (e perfino i bidoni della spazzatura) alla ricerca di materiale rimasto per anni in qualche angolo.
Ha incominciato negli anni 90 a collezionare dischi di funk, soul e jazz per campionarli per suoi brani hip hop. Da lì la passione si è allargata, è diventata ragione di vita e la base per provare questo esperimento unico nel suo paese.
Nel suo negozio ci sono ora 3.000 album dei più svariati generi, dai Beatles stampati in Urss, a gruppi rock mongoli, folk bielorusso o yemenita, hip hop, dischi di gospel africano stampati nei 70's in Cecoslovacchia etc.
Pare che il negozio stia andando discretamente e attirando sempre più clienti.
Buona fortuna.

Fonte: BBC.co.uk.
Thanx to Paul 67

martedì, novembre 10, 2015

L'educazione sessuale nelle scuole



L’educazione sessuale “è obbligatoria in tutti i paesi dell’Unione tranne che in Italia, Bulgaria, Cipro, Lituania, Polonia, Romania e Regno Unito”.

In Italia decenni di proposte ma neanche una legge in materia.
Nelle scuole i corsi sono lasciati all’iniziativa dei docenti.
In Svezia già nel 1955 diventò obbligatorio l'insegnamento in tutte le scuole, in Danimarca e in Austria nel 1970.
I genitori non possono chiedere che i figli siano esentati. In Olanda i primi programmi nascono negli anni ’60.
In Francia nel 2001 l’educazione sessuale divenne obbligatoria in tutte le scuole di ogni ordine e grado con almeno tre diversi cicli di lezioni durante l’anno.
La Germania, dopo la riunificazione, nel 1995, ha reso obbligatorio l’insegnamento in tutto il paese.
Perfino il Pakistan ha introdotto corsi in materia sessuale nelle scuole.

In Italia non esiste una legge, nonostante ci sia richiesta di formazione, con gli istituti che organizzano incontri e i consultori che offrono corsi nelle scuole.
Se ne parla da decenni ma tra veti incrociati vari non si è mai arrivati ad un soluzione.
L’11 gennaio 2011 papa Benedetto XVI condannava la “minaccia alla libertà religiosa delle famiglie in alcuni Paesi europei, là dove è imposta la partecipazione a corsi di educazione sessuale o civile (…) che riflettono un’antropologia contraria alla fede e alla retta ragione”. Contro i corsi a scuola si è scagliato il 26 marzo 2014 anche il cardinale Angelo Bagnasco

lunedì, novembre 09, 2015

Il ritorno del vinile



Periodicamente una serie di dati viene a confermare il RITORNO del VINILE, con percentuali che testimoniano incrementi vertiginosi delle vendite.
Ovvio, visto che fino a pochi anni fa era praticamente scomparso, ma il fatto che nel 2011 negli Stati Uniti sono stati venduti 4.1 milioni di Lp, mentre nel 2014 13 milioni con un incasso è stato pari a 9.2 milioni di dollari, con un aumento del 52 per cento rispetto al 2013, è comunque significativo.
Stessa cosa in Gran Bretagna: nel 2014 venduti 1.3 milioni di copie in vinile e le previsioni parlano di 2 milioni nel 2015.
In Italia il 2014 ha fatto segnare una crescita dell'84 per cento rispetto all'anno precedente con un fatturato che è passato da 2.1 milioni di euro a 3.871.

Occorre sottolineare che da questi dati è escluso l'USATO, ambito in cui il VINILE ha probabilmente un mercato altrettanto "florido" (sia tra i collezionisti che si scambiano pezzi a peso d'oro, sia tra i semplici appassionati che recuperano vecchi titoli a prezzi ancora sostenibili).

Singolare che questo ritorno ha creato un problema di difficile soluzione legato alla produzione.
La maggior parte delle vecchie fabbriche di dischi in vinile sono state dismesse da anni, i macchinari sono di vecchia generazione, con decenni di attività sulle spalle, i procedimenti artigianali.

Gli impianti di produzione sono una ventina in tutto il mondo e non riescono a soddisfare tutte le richieste in tempi brevi (si arriva anche a sei mesi per una consegna, inimmaginabili in epoca di fruizione immediata).
Installare nuove macchine ha costi altissimi (300.000 euro) che non giustificano la produzione.

In Italia è rimasta solo la Phono Press di Settala, in provincia di Milano, costretta di recente a cambiare sede proprio per le richieste di un mercato in imprevedibile ascesa.
Fino a qualche anno fa stampavano tra i mille e i duemilapezzi al giorno. Oggi arrivano a seimila.
Secondo MusicWatch, una società di ricerca americana sui consumi, il 54 per cento dei clienti del vinile ha meno di 35 anni.
E quando gli si chiede perché preferiscono i vecchi dischi al cd rispondono: "Quella è roba che comprava mio padre. Perché dovrei farlo io?".

domenica, novembre 08, 2015

Il Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci



Il Labirinto della Masone, il più grande labirinto al mondo di bambù e' un parco culturale progettato da Franco Maria Ricci (editore della FMR e designer di fama mondiale) con gli architetti Pier Carlo Bontempi e Davide Dutto, in provincia di Parma.
Ospita spazi culturali per più di 5.000 metri quadrati, in cui è inserita la collezione d’arte di Franco Maria Ricci (circa 500 opere dal Cinquecento al Novecento) e a una biblioteca dedicata ai più illustri esempi di tipografia e grafica oltre atutti i libri curati da Franco Maria Ricci in cinquant’anni di attività.
Il Labirinto con pianta a stella copre 7 ettari di terreno ed è realizzato interamente con piante di bambù di specie diverse.

Il percorso è abbastanza divertente e piuttosto complesso da percorrere senza l'apposita cartina.
La struttura parecchio inquietante, palesemente piena di simboli massonici e riferimenti "oscuri" ma piuttosto affascinante (seppure un po 'asettica).
Interessantissima e molto curiosa la collezione di Ricci (anch'essa abbonda di reperti non propriamente "solari" tra teschi, ritratti cruenti e altre delizie), ancora più la mostra (conclusa da poco) di una serie di quadri di Antonio Ligabue, emozionanti visti così da vicino.
Nota assolutamente negativa il prezzo esorbitante di 18 euro.

"Da sempre i Labirinti mi affascinano.
Insieme ai Giardini, sono tra le fantasie più antiche dell’umanità.
Il Giardino, o Eden - così bello che Adamo ed Eva, freschi di creazione, continuavano a stropicciarsi gli occhi - incarna l’innocenza e la felicità; il Labirinto è, invece, una creazione del Potere e una fonte di turbamenti. Riflette la perplessa esperienza che abbiamo della realtà.
Sognai per la prima volta di costruire un Labirinto circa venti anni fa, nel periodo in cui, a più riprese, ebbi ospite, nella mia casa di campagna vicino a Parma, un amico, oltreché collaboratore importantissimo della casa editrice che avevo fondato: lo scrittore argentino Jorge Luis Borges.
Si tratta del più grande labirinto al mondo, almeno per ora, e anche una delle più vaste piantagioni di bambù, almeno in Europa"
.
Franco Maria Ricci

sabato, novembre 07, 2015

Ezio Bosso - The 12th Room



Ezio Bosso, torinese, 44 anni, una vita passata a comporre (parecchie colonne sonore di Salvatores portano la sua firma senza dimenticare il suo ruolo di bassista nei primi Statuto), dirigere, suonare il piano giunge al primo album “The 12th Room”, doppio cd per piano solo registrato con il pubblico in sala a Gualtieri (Reggio Emilia), il primo con 12 brani, il secondo una sonata di 45 minuti senza interruzioni.

Il titolo è ricavato da una teoria che spiega come la vita sia composta da 12 stanze, in ognuna delle quali lasciamo qualcosa di noi.
La prima stanza, quella della nascita, riusciremo a ricordarla solo quando raggiungeremo l'ultima.
Nel frattempo il Comune di Bologna gli conferirà il Nettuno d'oro, l'onorificenza cittadina assegnata a chi ha onorato la città.

Io non ho la competenza per giudicare lo spessore di un lavoro come questo.
Ma ne avverto istintivamente l’importanza, l’immensa qualità intrinseca.
Ezio lotta da anni con LA malattia ma il lirismo e la forza di queste composizioni sono un Inno alla Vita, come “direbbe” il suo amato Beethoven.
Un album di cui condividere la passione, l’anima, lo spirito (libero e pulito “in circostanze difficili”) e di cui apprezzare oltre che la tecnica, la raffinatezza e la classe.

venerdì, novembre 06, 2015

Il calcio che (non) conta



Rubrica periodica che va a visitare i campionati meno seguiti e noti in giro per il mondo.
In precedenza se ne è parlato qui
:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Il%20calcio%20che%20%28non%29%20conta

Nei paesi nordici i campionati sono già stati assegnati, prima del Grande Inverno.
E così al Norkopping è andato quello svedese, al Rosenborg il norvegese, all’SJK il finlandese, al Fimleikafélag Hafnarfjörðar (meglio conosciuto come FH) l’islandese, al solito Bate Borisov quello bielorusso (10° scudetto consecutivo), al B36 Tórshavn quello delle Far Oer.
In Irlanda del Nord se lo stanno contendendo Crusaders e Linfield in testa a pari punti, in Scozia il Celtic ha taccato di sei punti gli Hearts of Midlothian e di 7 l’Aberdeen. In Championship (la serie B) i Rangers hanno preso il passo giusto per tornare su, davanti ad Hibernian e Falkirk.

Sono otto invece le squadre che giocano la Premier League Afgana, fondata nel 2012. Il titolo quest’anno è andato al De Spin Ghar Bazan dopo i precedenti due successi di Shaheen Asmayee e del Toofaan Harirod.
Il calcio in Afghanistan si giocava regolarmente dal 1946, prevalentemente a Kabul ma le varie guerre hanno sospeso i campionati per lunghi periodi.
L’ Afghanistan è al 157° posto del Ranking Fifa ed è ormai eliminato nelle qualificazioni ai Mondiali del 2018, nel girone con Siria, Giappone e Singapore.
Il Brunei è stato subito estromesso dalla corsa ai Mondiali da Taipei ma anche lì si gioca un campionato da alcuni anni (dopo che una rappresentativa giocava in quello Malese).
Campione di quest’anno il MS ABDB !

In Suriname il campionato si gioca dal 1924 quando ancora era una colonia olandese e l’ultimo l’ha vinto l’Inter...Moengotapoe che ha dominato l’ultimo decennio con 7 titoli su nove.
Ma nella Champions caraibica e stata estromessa subito nel girone con squadre giamaicane, di Trinidad e Haiti.
A proposito di Mondiali.
Le qualificazioni sono iniziate ovunque e ci sono squadre già a casa come Nicaragua, Belize, Suriname e soprattutto Cuba, eliminata da Curacao (...) a sua volta poi fatto fuori da El Salvador.
In Africa niente da fae al primo turno per Sierra Leone, Somalia, Eritrea, mentre lo Swaziland ha spazzato via Gibuti con un 6-0 e un 2-1 che non ammettono repliche ed ora affronterà un match senza speranza contro la Nigeria.

In Asia senta sempre la Cina (dove è appena finito il campionato vinto per la quinta volta consecutiva dal Guangzhou di Felipe Scolari che aveva sostituito Cannavaro) dietro a Qatar e Hong Kong nel suo girone mentre non bastano i campionati con vecchie stelle decadute per far fiorire il calcio in India, 5 partite e 5 sconfitte nel suo girone dominato da Oman e Iran, dopo aver passato il primo turno a fatica contro il Nepal.
Il Bhutan aveva clamorosamente colto una delle sue rare vittorie battendo lo Sri Lanka e passando il primo turno.
Il cammino nel girone è impietoso: 15-0 dal Qatar, 7-0 da Hong Kong, 6-0 dalla Cina, più onorevoli il 3-4 dalle Maldive (con i tre gol segnati negli ultimi 4 minuti) e lo 0-1 casalingo da Hong Kong all’ultimo minuto.

Paul Weller in Toscana



Stasera si torna a presentare "L'uomo Cangiante - Paul Weller. The Modfather" mia bio su PAUL WELLER.
A fianco Alex Loggia a suonare in acustico brani del Nostro.

Alle ore 18: PISTOIA "Caffè la Corte" + Alex Loggia
https://www.facebook.com/events/1516147182011725/

e alle ore 21.30 a FIRENZE "Caffè Letterario Le Murate"
https://www.facebook.com/events/449035968620225/

Poi altre presentazioni:
SABATO 21 novembre ore 19: FIDENZA (PR) "Pagina 99" + Matteo Bianchi
SABATO 4 dicembre ore 18: ARCO (TN) "Cantiere 26"

giovedì, novembre 05, 2015

La battaglia di Birmingham dei Cockney Rejects



Nel maggio del 1980 la punk oi band dei COCKNEY REJECTS incise una versione ad hoc, violenta e tiratissima, di Forever blowing bubbles ,classico della musica americana, composto nel 1918 da John Kellette e che negli anni ’20 divenne l’inno del WEST HAM F.c.
La band inglese da sempre presente sugli spalti del Boleyn Ground ad Upton Park riuscì a farlo arrivare nella top 40 e il 31 maggio del 1980 a partecipare a Top of the Pops (https://www.youtube.com/watch?v=0yJRVgIjYvI) con il cantante Jeff Geggus che indossava la maglia del West Ham. Fu la fine dell’attività concertistica.
Ogni serata fu teatro di durissimi scontri tra i fans della band, la stessa band (i fratelli Geggus, l’uno alla voce l’altro alla chitarra, erano, oltre che membri della famigerata Inter City Firm, pugili amatoriali di buon livello) e tifosi delle squadre avversarie che non perdevano l’occasione per una bella rissa.
Una prima avvisaglia fu un furioso scontro all’Electric Ballroom di Londra quando 200 tifosi del West Ham buttarono fuori dal locale a calci e pugni 50 fans dell’Arsenal.

Poco tempo dopo successe il gravissimo incidente di Birmingham quando al Cedar Club 200 tifosi del Birmingham City arrivarono ad applaudire i loro idoli locali Kidz Next Door (in cui militava il fratello di Jimmy Pursey degli Sham 69, Robbie).
Ma non appena presero posto sul palco i Cockney Rejects si riversò loro addosso una pioggia di bicchieri di plastica e portacenere.
Quando, durante il secondo pezzo, ne arrivò anche uno di vetro che si schiantò sul palco, il cantante lì sfidò “ Se qualcuno vuole tirare dei bicchieri lo aspetto fuori e gli faccio un culo così”.
Partì un nuovo lancio di oggetti e quando uno del pubblicò gli urlò “ Come on, vieni” Micky si buttò nella folla e gli tirò un pugno in faccia.
Successe il finimondo, i membri della band e i roadies furono assaliti, picchiati, feriti, la strumentazione e buona parte del locale finirono in briciole, Mickey in ospedale (da cui scappò da una finestra per evitare una piccola folla di Brummies che lo aspettava fuori) e la band si salvò solo chiudendosi nei camerini fino all’arrivo della polizia.
La mattina successiva i fratelli Geggus, non paghi, girarono i pub della città per cercare chi aveva rubato la strumentazione non andata distrutta.
A Wolwerhampton Road finì a coltellate e solo otto mesi dopo i fratelli furono assolti da varie denunce che gli piovvero addosso.
Il concerto di Birmingham gli costò caro, la voce si sparse e dovettero rinunciare a Liverpool dove centinaia di Scousers li aspettavano a “braccia aperte” e ad una lunga serie di altre date ormai diventate impraticabili e la carriera live si fermò per lungo tempo.

mercoledì, novembre 04, 2015

Fuori i compagni dalle balere di Raffaele Meale



Curioso che sia un romano ad addentrarsi con tanta passione e altrettanta dovizia di particolari nella musica emiliano-romagnola.
Eppure Raffaele Meale ci riesce alla perfezione come un conterraneo da infinite generazioni.

Parte da lontano, dalla nascita del liscio e da Nilla Pizzi, arrivando a Nomadi, Morandi, Dalla, Guccini, Lolli, fino ai primi vagiti punk/wave di Gaznevada e Skiantos, alla scena 80's di CCCP (e pure Not Moving, nobilitati da un intero capitolo...grazie...) e giunge ai nostri giorni, passando attraverso le forche caudine ma doverose dei vari Vasco e Ligabue.

Da rimarcare una scrittura cristallina, ficcante, brillante, freschissima e il coraggio di dispensare (talvolta) doverose e giustificatissime mazzate quando necessario, senza troppi giri di parole o esitazioni.

"Fuori i compagni dalle balere" (titolo geniale), edito da Arcana, racconta di una terra particolarmente prolifica per il rock nostrano ed è un compendio necessario (con opportuna discografia consigliata finale) per chi vuole un quadro esaustivo di ciò che è successo da queste parti in questi decenni.

martedì, novembre 03, 2015

Mondiale Rugby 2015



Disamina finale del Mondiale di Rugby 2015 a cura di ALBERTO GALLETTI.

Si è chiusa sabato sera l’ottava coppa del mondo di rugby, la vittoria è andata, come ampiamente pronosticato un po' ovunque alla Nuova Zelanda.
Vittoria meritata, la seconda fase ha cancellato ogni dubbio sorto durante la prima fase probabilmente dovuto,alla luce del poi, ad un giusto dosaggio delle forze disponibili.

Ci eravamo lasciati col racconto al termine della fase a gironi che aveva qualificato per i quarti:
Sud Africa 23-19 Galles:
una partita di grande intensità fisica, i gallesi sembrano ormai aver impostato il loro gioco sulla forza e trovano pane per i loro denti contro gli springboks che vincono molto più nettamente di quanto non dica il punteggio, splendida la meta di Du Preez che decide l’incontro a pochi istanti dal termine.
Nuova Zelanda 62-13 Francia:
una rotta di dimensioni epocali per i transalpini in capo ad una prestazione inesistente contro la squadra più forte al mondo che li punisce senza pietà 8 mete contro 1 e una serie di manchevolezza francesi da star male, brutta partita.
I neozelandesi si rivelano comunque a sto punto in tutta la loro sfavillante potenza.
Argentina 43-20 Irlanda:
grande grande partita degli argentini che ottengono una clamorosa vittoria su un avversario leggermente favorito rispetto a loro.
Il punteggio è pesante, 4 mete argentine a fronte delle 2 irlandesi (decimati da assenze pesanti) frutto di una gara esemplare, mischia chiusa forte e mai in crisi, tre quarti splendidi, alimentati da un grande Sanchez (e da una brillante mentalità di gioco), l’ala Imhoff imprendibile fa due mete e mi fa esaltare.
Australia 35-34 Scozia:
la partita più controversa del torneo.
Per me anche la migliore anche se si risolve in una beffa atroce e crudele per i miei preferiti scozzesi.
La partita è un continuo susseguirsi di ribaltamenti di punteggio ci sono tante mete (5-3) tanti piazzati, una squadra più forte con due assenze pesanti e una più debole ma ottimamente preparata e decisa fino in fondo a provare ogni cosa per vincere.
In questo tourbillon si arriva al 78’ con la Scozia in vantaggio 34-32, due gravi errori dell’arbitro in successione generano un calcio di punizione per l’Australia quando il tempo stà per scadere, Foley non sbaglia e l’Australia vince di un punto e va in semifinale.
I giocatori scozzesi distrutti non riescono neanche a parlare, il capitano Laidlow migliore in campo accenna la protesta ma è talmente distrutto che fa ‘lasciam stare’.

In semifinale gli All Blacks battono il Sud Africa con merito.
Grandissima partita vecchio stile in un clima da epica ovale d’antan. Primo tempo con sudafricani in vantaggio e partita incanalata su binari a loro più congegnali, stallo territoriale e forza bruta, gli all backs comunque non temono questo tipo di sfida.
Nel secondo tempo infatti la mischia nera riesce a guadagnare spazio e Carter prende il sopravvento su tutti riuscendo a far vincere la partita ai suoi, di poco 18-20 ma basta.
Nella seconda semifinale l’Australia batte l’Argentina agevolmente in avvio , due mete nei primi dieci minuti dovuti alla sconsideratezza argentina di continuare a mandare palloni al largo senza guardare che si rivela letale. Ashley-Cooper realizza una bella tripletta a fronte di 5 piazzati di Sanchez e anche se l’Argentina chiude in attacco decisamente meglio dei wallabies, il punteggio 29-15 rispecchia una vittoria per me più netta di quanto setito da alcuni espertoni.

Nella finale del terzo posto gli argentini restano vittime ancora del proprio voler giocare sempre al largo esponendosi a rischi elevatissimi contro un Sud Africa comunque più forte di loro e che vince 24-13 in modo anche più netto di quel che non dica il punteggio.

La finale, vantaggio iniziale all-blacks al piede sempre parzialmente ridotto dall’Australia, ma ecco che negli ultimi 6/7 minuti del primo tempo gli all-blacks cercano la segnatura e la ottengono con una grande dimostrazione di forza sul gioco in avanzamento da raggruppamenti. Si va al riposo sul 16-3 e alla ripresa un’altra marcatura neozelandese porta il punteggio sul 21-3, virtualmente osso del collo rotto,ma gli australiani reagiscono incredibilmente segnano due volte e accorciano sul 21-17, quindi cercano il sorpasso e si buttano all’assalto. Ben contenuto dai neozelandesi che mantengono una grande linea difensiva e riescono in contropiede a segnare ancora due volte 34-17 in una bella finale, di gran lunga migliore delle ultime due, infatti non c’era una squadra europea.Il tutto sotto la splendida regia del favoloso Dan Carter, il migliore in campo di gran lunga e insieme al terza linea australiano Pocock a mio avviso il miglior giocatore del torneo.

Splendido il fine partita come al solito quando gli anglosassoni sono padroni della scena, nelle interviste dal campo il capitano australiano Moore che dichiara di aver provato di tutto ma niente da fare, troppo forti per noi questi all-blacks, ma comunque orgogliosi del nostro mondiale (nonostante la delusione della serata aggiungo io). McCaw ovviamente raggiante e i due allenatori con stati d’animo contrapposti, Hansen freddo e calcolatore parla di missione compiuta, complimentandosi con gli avversari mentre per Cheika la delusione è evidente, ci credeva davvero.

Ultima maenzione per Sonny Boy Williams ala all-black bi-campione del mondo a fine gare un ragazzino di tredici anni è saltato in campo e si è aggregato ai suoi idoli nel giro d’onore. Un’addetto alla sicurezza lo ha placcato rudemente e immobilizzato lo stava trascinando fuori quando è intervenuto Sonny-Boy che gli ha strappato il ragazzino dalle mani, Splendida la dichiarazione del giocatore ?Lo ha placcato come se fosse una partita, brutta cosa da vedere, ci son rimasto male. Ovviamente si tratta solo di un ragazzino esaltato dal momento, quindi ho voluto rendergli la cosa indimenticabile’. E prontamente si è tolto la medaglia dal collo infilandola a quello del ragazzino, poi dopo averlo ammesso al giro d’onore insieme alla squadra (per coraggio e sfacciataggine lo meritava) lo ha riaccompagnato dalla madre.

I genitori del ragazzo hanno poi contattato il giocatore per restituire la medaglia, ma questi ha insistito affinchè il ragazzo la tenesse, sta meglio al suo collo che non sul muro a casa mia, se la ricorderà a lungo e questo è ciò che voglio per lui, aveva su una maglietta della squadra quindi potrebbe diventare un futuro all-black.
Questi sono i veri campioni.

Infine, a livello personale, la classifica finale è giusta ha vinto la squadra più forte, direi più forte di gran lunga degli altri, il podio è quello non si scappa, per quel che riguarda dal terzo posto in giù, Argentina quarta con merito, sorprendente la Scozia e deludentissima la Francia.
L’Inghilterra delude ma lascia dubbi su quel che poteva essere e non è stato (in ogni caso non più della semifinale), l’Irlanda miglior squadra europea dell’ultimo biennio paga carissimi infortuni e squalifiche.
La meta di Foley contro l’Inghilterra a mio avviso è stata l’azione più bella del mondiale, dei giocatori ho gia detto.

lunedì, novembre 02, 2015

Premio Macchina da Scrivere a "Statuto/30 La ribellione elegante"



"STATUTO 30 La Ribellione Elegante" , la mia biografia sugli STATUTO edita da Vololibero Edizioni ha vinto il PREMIO MACCHINA DA SCRIVERE “per aver affrontato con particolare eleganza e leggerezza 30 anni di intenso percorso artistico”.
Premio che nasce a fine estate 2013 da una idea di Giulio Tedeschi (con la collaborazione di Toast Records ed AudioCoop Piemonte e Valle d’Aosta), per segnalare libri, documenti, ricerche, saggi dedicati alla musica popolare contemporanea italiana e pubblicati dal 1970 ad oggi.

Un libro scritto con passione con e per degli Amici da tempo immemorabile.
Libro che mi permise, grazie ai loro contributi alla pubblicazione, di venire in contatto con personaggi come Massimo Gramellini, Paolo Pulici (emozionante il dialogo telefonico con il Campione), Enrico Ruggeri, Ron, Gianni Maroccolo, Rudy Zerbi, Nina Zilli, Giuseppe Culicchia, Max casacci, Federico Guglielmi e tanti altri.

Vincere un premio non vuol dire niente, ma pur NON considerandomi uno scrittore, mi piace scrivere libri su ciò che piace e un riconoscimento è sempre piacevole.
GRAZIE a tutti coloro che lo hanno reso possibile !

Expo 2015



Sono stato per ragioni lavorative venerdì scorso all’EXPO.
Mi incuriosiva vedere e capire.
Il tempo libero è stato poco ma la cosa che più saltava all’occhio era la tremenda disparità tra paesi ricchi che ostentavano padiglioni mozzafiato e irraggiungibili se non dopo ore di coda (io faccio al massimo un’ora di coda per Who, Rolling Stones, Weller o McCartney, figurati per il padiglione del Kazakistan all’Expo) e quelli poveri che si limitavano ad una stanzetta con due cestini di bigiotteria e poco altro.
Lasciamo stare il capitolo prezzi, esorbitanti e senza senso (“diritto al cibo?”).
Altra impressione sgradevole è che le decine di migliaia di persone che vagavano su e giù fossero lì perchè BISOGNAVA ESSERCI.

Infine:
L’Expo è stato un successo.
Inutile arrabattarsi con calcoli astrusi su quanto speso e quanto incassato.
Il capitalismo è muovere il capitale, far girare soldi, produrre, indotto etc etc.
I segni “Più” o “Meno” contano solo per noi a casa nostra alla fine del mese quando si tira, preoccupati e affranti, la riga.

Ah e sulle mazzette che sono girate, le infiltrazioni mafiose etc....davvero qualcuno si stupisce e scandalizza ?
Ma se ne arrestano ovunque uno al giorno !

domenica, novembre 01, 2015

Douamont



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
I precedenti post:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

A cura di ALBERTO GALLETTI

Douamont è un piccolo comune del dipartimento della Mosa nel nord-est della Francia, non lontano da Verdun e conta sette abitanti.
Il villaggio, originariamente più grande, ma pur sempre piccolo, contava fino al 1914 poche centinaia di abitanti e si trova(va) in prossimità di un’altura dominante il digradare verso nord. All’indomani della catastrofica guerra Franco-Prussiana del 1870/71 i militari della terza repubblica francese, approntarono un sistema di difese fortificate a protezione del confine franco-tedesco.

Nell’ambito della piazzaforte di Verdun, già fortificata da Vauban nel ‘700, che doveva diventare la più forte dell’intero sistema, venne deciso di erigere il forte sull’altura di Douamont come pietra angolare di un sistema composto da 19 fortezze e altri piccoli forti.
I lavori cominciati nel 1885 proseguirono a varie fasi fino al 1913, il forte era protetto all’origine da una copertura di calcestruzzo spessa 2,5 metri, e da 4 metri di terra, era difeso sul lato rivolto al nemico da un’ampia zona trincerata irta di ostacoli, filo spinato e posti per mitragliatrici, e circondato da un fossato profondo oltre sette metri.
Nel 1914 Fort Douamont era universalmente considerato la più potente opera di difese militare al mondo e virtualmente inespugnabile.

Nel 1916 il Feldmaresciallo Von Falkenheyn, capo di stato Maggiore dell’esercito tedesco, a seguito dei fallimenti ripetuti di sfondare sul fronte occidentale, escogitò l’operazione ‘Giorno del Giudizio’ un attacco senza precedenti alla piazzaforte di Verdun, simbolo per i francesi della resistenza contro l’invasione tedesca.
Il piano assolutamente diabolico, poggiava su un ragionamento di incredibile malvagità: conscio del valore militare e simbolico di Verdùn, Falkenheyn sapeva che i francesi si sarebbero immolati fino a consumarsi completamente nella difesa ‘ad ogni costo’ di Verdun e i tedeschi avrebbero attaccato solo in quel punto fino al dissanguamento totale (a poco a poco secondo la lugubre definizione di Falkenheyn) del nemico francese.
Tralasciando la storia della tragica battaglia di Verdun che durò dieci mesi e causò perdite di oltre 420.000 uomini tra morti e feriti per ciascuno dei due schieramenti (le cifre ufficiali sono leggermente inferiori), oltre ad 800.000 intossicati dai gas, l’effetto dei bombardamenti dell’artiglieria su Douamont (e su tutti i campi di battaglia di Verdun), causò la distruzione di interi villaggi e del terreno circostante facendogli assumere aspetti sinistramente lunari ancor’oggi visibili.

I tedeschi approntarono per l’attacco ben 1500 pezzi d’artiglieria tra i quali le famose ‘Grandi Berta’ capaci di sparare proiettili del peso di oltre una tonnellata! e rovesciarono su Douamont un inferno di due milioni e mezzo di bombe, granate e altri proiettili che rasero al suolo ogni cosa.
Ma il forte non cedette e fu conquistato casualmente da un manipolo di tedeschi in avanscoperta che s’intrufolò in una breccia e trovò la piazzaforte sorprendentemente sguarnita (a causa dell’ottusità degli alti comandi francesi). La riconquista del forte costò ai francesi circa 100.000 uomini tra morti e feriti devastati dall’artiglieria tedesca.

Nella battaglia di Verdun che si rivelò un inutile macello, nel più ampio scacchiere del conflitto, l’artiglieria tedesca sparò oltre 22 milioni di colpi, quella francese oltre 15 milioni di colpi, cifre impressionanti.
Nel 1940 i tedeschi travolsero la linea Maginot con le loro divisioni corazzate e impiegarono poche settimane per issare la bandiera del terzo Reich sul forte di Douamont, con perdite ristrette a 200 unità.

Mi sono trovato, viaggiando verso e di ritorno dall’Inghilterra, a lambire questi luoghi tre/quattro volte negli ultimi sei anni ed ogni volta, passando, il pensiero va sempre inesorabilmente alla battaglia e a cosa doveva essere la zona durante il conflitto.
Particolarmente emotivo il viaggio di ritorno compiuto a febbraio quest’anno proprio nei giorni in cui cento anni prima (99 per l’esattezza), l’Impero del Male dava inizio all’opera di dissanguamento francese.
In compagnia di mio padre una breve deviazione dall’uscita dell’autostrada di Verdun, lungo le stradine delle collinette, ondulate per via dei colpi che le massacrarono un secolo fa e ancora visibili come cicatrici, landa desolata ma pur verde, l’ossario di Douamont imponente, sinistro, lugubre, triste infine ma capace di suscitare in ammirazione e stima per tutti coloro che finirono di vivere in questo maledetto posto, insieme ad un’inconsolabile sensazione di tristezza.
Senza scendere dalla macchina, poi rientro in autostrada verso Metz, Strasburgo simbolo delle contese franco tedesche e giustamente scelta a sede del parlamento di un Europa che si vuole unita, poi il lungo rientro verso l’Italia.

Fotografie:
1 Cartello del paese
2 Via principale di Douamont oggi
3 Douamont una via
4 Fort Douamont prima del bombardamento
5 Fort Douamont dopo il bombardamento
6 Soldati tedeschi davanti al forte
7 Interno del forte oggi
8 Campo di battaglia Douamont 1916
9 Campo di battaglia Douamont 2014
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