giovedì, marzo 06, 2014

Mondiale Argentina 1978



Prosegue la rubrica ASPETTANDO IL MONDIALE che ogni settimana proporrà un racconto o una storia relativa all'appuntamento quadriennale che si svolgerà quest'anno in Brasile.
Oggi ALBERTO GALLETTI ci parla del MONDIALE del 1978 in ARGENTINA.

PRIMA PARTE

Qui le altre puntate: http://tonyface.blogspot.it/search/label/Aspettando%20il%20Mondiale

Uno dei mondiali più controversi della storia, forse il più controverso in assoluto, fu la XI edizione della Coppa del Mondo che si svolse in Argentina dal 1 al 25 giugno 1978.
Considerata dai critici non tra le migliori, rimane per me un punto fermo nella conoscenza e nell'apprezzamento del calcio giocato, parecchia roba maschia soprattutto da parte dei padroni di casa, coniugata ad una tecnica più che buona per almeno la metà delle 16 finaliste fu palcoscenico per quasi tutti i migliori giocatori del mondo di quella generazione eccezion fatta per gli inglesi che non si qualificarono.

PROLOGO
L’Argentina venne designata come paese organizzatore del mondiale 78 il 6 luglio 1966 e si ritrovò a fare i conti con una dittatura militare salita al potere nel marzo 1976, instaurando un regime basato sula ferocissima repressione degli oppositori.
I militari decisero così di sfruttare l’occasione per mostrare al mondo una facciata efficiente, pulita e vincente, in modo da sviare l’attenzione sui pesanti sospetti relativi alle atrocità commesse quotidianamente, non solo volevano anche la vittoria speculando sulla smisurata passione del popolo per il pallone e riuscirono a convincere la FIFA a mantenere l'organizzazione.
La reazione della comunità internazionale fu blanda, non quella di Paul Breitner campione del mondo in carica con la nazionale della Germania Ovest, di aperte convinzioni maoiste, che in segno di protesta politica decise di non partecipare.
Un'altra assenza, ben più pesante in relazione al peso tecnico del torneo (e forse anche del risultato finale), fu quella di Johan Cruyff all’epoca il miglior calciatore al mondo in circolazione.
Benchè anche per il suo caso si sia sempre pensato, sin da allora, ad un gesto di condanna verso la giunta militare argentina, fu lo stesso Papero d’Oro a spiegare i motivi del forfait in un intervista di circa trent’anni più tardi, in cui dichiarò a Radio Catalunya di essere stato oggetto di un tentativo di rapimento nel 1977 da parte di banditi che entrarono nella sua villa armati e gli puntarono un fucile alla testa, legarono la moglie ad una sedia minacciandoli di morte in caso di mancata estorsione, davanti ai bambini, terrorizzati, della coppia. Johan riuscì con un po di fortuna a liberarsi e il rapimento fallì, ma le ripercussioni del fatto sul campione olandese furono molto pesanti ‘mi domandai se non fosse giunto il momento di smetterla col calcio e uscire dall’occhio del ciclone mediatico per il bene della mia famiglia, così rinunciai alla convocazione per il mondiale e nell’estate mi trasferii a Los Angeles, lontano dai miasmi del calcio e della (malata) sociatà europea’.
Va detto comunque che la delegazione olandese, sotto spinta diretta dei giocatori fu sul punto di boicottare la manifestazione, ripensamenti ci furona anche in Svezia e Francia.

A capo del comitato organizzatore fu posto il generale Omar Actis che assune la società di pubbliche relazioni americana Busron & Marsteller al fine di ripulire la facciata del paese per mostarla a tutto il mondo durante lo svolgimento dei mondiali, diversi quartieri malfamati di Buenos Aires vennero rasi al suolo e suoi occupanti non pericolosi spediti nella provincia di Catamarca, quelli compromessi col regime internati alla ESMA e poi scaraventati vivi giù dagli aerei nel Rio della Plata, gli arresti di persone sospette aumentarono al ritmo di 200 al giorno per paura che qualcuno parlasse con i giornalisti stranieri e denunciasse cosa succedeva in realtà tutti i giorni.
A Rosario vennero erette barriere con paesaggi dipinti per nascondere i barrios più degradati, i costi di organizzazione passarono dagli iniziali 70 milioni di dollari a 140 e quindi ai definitivi 800, una follia in una nazione dove la gente ancora moriva di fame, ma Henri Kissinger , aveva dato ampie garanzie di copertura finanziaria, e non solo a quanto pare, vedremo poi.

EL FLACO
Il calcio argentino viveva tempi piuttosto grami alla metà degli anni 70, la nazionale era stata eliminata dal mondiale inglese nei quarti con il famnoso incidente che coinvolse il capitano Rattin e altri, la condotta violenta dilagava in campionato e anche nelle competizioni internazionali ogniqualvolta gli argentini erano coinvolti, questo portò in primo luogo i brasiliani ad autoescludersi da alcune edizioni di Copa Libertadores in segno di protesta e poi gli europei a boicottare l’Intercontinentale.
L’Argentina non si qualificò al mondiale del 70, e la spedizione al mondiale del 74 fu un altro mezzo fiasco, sebbene con qualche incoraggiante segno di ripresa tecnica.
Gli eventi calcistici del 1978 ruotano dunque intorno alla figura sicura ed elegante di Cesar Luis Menotti l'allora quarantenne tecnico argentino. Menotti era stato un centravanti, prima nel Rosario Central e poi anche nel Santos dove fu riserva di Pelè, giocatore dotato di grande tecnica e scarsa voglia, divenne un sostenitore del gioco ai tempi quasi perfetto dei brasiliani, e dopo aver assistito al mondiale del 70 come spettatore interessato, rientrò in Argentina per diventare egli stesso allenatore e impostare le sue squadre secondo il credo verdeoro, bel gioco, preparazione atletica, fondamentali ottimi e preparazione di ogni dettaglio.
Dopo una stagione al Newell’s Old Boys, nel 1971 fu ingaggiato dal Huracàn squadra di quartiere di Buenos Aires, grande in epoca dilettantistica, ma ancora all'asciutto di trofei in epoca professionistica.
Qui Menotti sviluppò il talento di un gruppo di grandi talenti come Renè Housemann, Carlos Babington, Miguel Brindisi , Omar Larrosa, Alfio Basile e Roque Avallay e del ruvido capitano Carrascosa.
Grazie al suo carisma indiscusso e alla visione chiara del gioco del calcio in suo possesso l'Huracàn vinse il Campeonato Metropolitano del 1973 a suon di gol e grandi prestazioni il ocnsenso di pubblico e critica è unanime, si tratta di una delle migliori formazioni argentine mai viste.
Il suo credo di calcio fatto di stile e attacco, sostenuto da concetti quali 'Il successo del nostro gioco dipende da quanto chiaro è ai giocatori ciò che gli viene chiesto, chi non ha una chiara idea di cosa stà cercando, non troverà mai nulla' trovò la giusta consacrazione.

 L'AFA gli affida l'incarico di allenatore della nazionale a fine 1974.
Mantiene l'ossatura esistente e vince subito qualche torneo.
Pian piano comincia la sua opera di ricostruzione della rosa, ma si scontra con i grandi club di Buenos Aires Boca e River in testa (ma anche S.Loranzo) che sono piuttosto restii a concedere i loro giocatori, non si fidano di Menotti, sanno che è un democratico e che l'Huracan, club dal quale proviene, ha forti legami con il sindacato operaio, non vogliono grane con il regime militare che nel frattempo è salito al potere , decide così di puntare su giocatori di grande talento provenienti da lontane province come Rosario (la sua città), Cordoba e Santa Fe, quali Ardiles, Luque, Galvan e Ortiz che si aggiungono ai punti fissi Fillol Passarella e Kempes, per il quale deve recarsi in Spagna a trattare di persona col Valencia e convincerne i dirigenti a liberare il giocatore prima della fine della stagione.
Ai primi del '78 deve rinunciare anche a Carrascosa, capitano del suo Huracan e della nazionale, che si rifiuta di giocare in nazionale per protesta contro i dittatori e non essere loro complice nel bailamme mondiale e si ritira dal calcio giocato.
Non piaceva ai militari, come disse Ardiles più tardi ' ..era chiaro che non la pensasse come il governo, e i miltari hanno pensato tante volte di sostituirlo, ma sapevano che era la loro unica speranza di vincere il mondiale e trionfare agli occhi del mondo e lo lasciarono al suo posto.'

SI GIOCA
Il mondiale prende il via il 1 giugno 1978 con lo 0-0 tra Germania Ovest e Polonia, partita che segna l’esordio sulla ribalta del (bellissimo) pallone ‘Tango’, modello che l’adidas designò appositamente per la manifestazione e che resterà a lungo in auge nel calcio internazionale e nei desideri di un sacco di bambini e ragazzini dell’epoca che si accontentavano di giocare con qualsiasi cosa rotolasse e avesse parvenze sferiche.
Per la prima volta dal 1930 si gioca in inverno (sebbene australe) e le immagini dei calciatori in maniche lunghe rimangono ancora nell'iconografia calcistica classica, nessun problema legato al caldo per una volta.
L'Argentina balbetta al primo turno, batte Francia e Ungheria non senza patemi d'animo, ma poi perde contro l'Italia una partita in ogni caso per larghi tratti dominata.
Il secondo posto costringe i padroni di casa a lasciare lo stadio Monumental e giocare a Rosario dove comunque battono, convincentemente la Polonia 2-0, pareggiano 0-0 col Brasile, prima di rifilare un roboante 6-0 al Perù e qualificarsi per la finale.

Altrove:
L'Italia si comporta egregiamente, tra la sorpresa generale, con due esordienti quali Cabrini e Rossi vince le prime tre partite mettendo in mostra un buon gioco e si qualifica al secondo turno dove vince ancora con l'Austria, molto forte (1-0), prima di uno scialbo pareggio 0-0 contro gli imbolsiti tedeschi, campioni ormai decisamente uscenti e di una sconfitta per 2-1 contro l'Olanda maturata grazie a due tiri da lontano che scateneranno un mare di polemiche contro Zoff. Si qualifica per la finalina del 3° posto, in finale ci vanno gli olandesi.

 (fine prima parte)

74 commenti:

  1. Interessantissimo ! Grazie

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  2. Il pallone Tango ! Ricordo, negli anni a venire, fu il regalo più richiesto (e io a non capirne il perchè ) da tutti i miei amichetti di scuola

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    1. Fu il pallone più bello mai prodotto fino ad allora, per giunta in un epoca in cui c'era penuria anche di palloni di gomma, ed in più prodotto dall'Adidas il mito dell'equipaggiamento calcistico, le scapre modello World Cup erano irraggiungibili..

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    3. Su un altro pianeta stavano invece i palloni inglesi a mio parere negli anni 70/80 i più belli in assoluto, ma avevano le loro marche Umbro e (soprattutto) Mitre. Qui nessuno all'epoca (a parte me e pochissimi altri subnormali) sapevano cosa fossero.

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    4. i tuoi colleghi degenti del Mondino..ahaha!
      C

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  3. ma noi li abbiamo battuti!!! gran goal di Bettega e ricordo bene la storia dei tiri da lontano,povero Zoff quante glliene hanno dette..e goal di Dirceu da lontano pure quello.
    Bellissimo il tango!

    C

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    1. Un giorno sulla metà/finire degli '80 eravamo al Bar Roma di Borgonovo. Un bel momento arriva una Ferrari 308 e chi viene giù fresco fresco? Dirceu!! Era un grande, gentilissimo, rimase con noi, che all'epoca avevamo 12, 13 anni un'ora buona...Aveva qualche affare da queste parti, passò dentro altre 2 o 3 volte...

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    2. Morì poi in un incidente stradale....

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    3. Si, verso metà anni 90 mi pare. Ci rimanemmo malissimo, era un del Bar, ormai...
      Ciao Dirceu, salutaci Zico e Falcao...e portali qui anche loro!
      Si si, ciao...

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    4. Grandissimo! Dotato di un grande tiro

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    5. Aveva amici di origine parmense che frequentavano la zona di Rivalta, passava spesso da quelle parti.
      ho avuto la fortuna di incontrarlo piu' volte e confermo che era veramente una bella persona, gentile e disponibile con chiunque ... tutto il contrario dei ragazzini viziati di adesso.

      GMV

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  4. sigh, il Tango... noi si giocava con il Super Tele da 280 gr., traiettorie imprevedibili, altro che le punizioni di Pirlo :-)

    The Real WC

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  5. http://www.youtube.com/watch?v=qlEuIrSs-_g

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  6. mmmh...chiediamo agli esperti: il super tele mi pare fosse addirittura piu leggero di 280 gr,peso invece del santos,altro mito.
    quello da 420 qual'era gia?

    c

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  7. tango molto bello, palloni mitre inglesi fantastici. ricordo le foto sul guerin sportivo e quanto ne volessi uno. alla fine ne comprai nei primi anni 90, dopo 4 partite al parco di trenno (MI) diventò ovale...
    cmq con l'austria l'italia vinse 1-0
    alberto

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    1. Vero ho visto, ho sbagliato a scrivere

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  8. COSI SEI PASSATO AL RUGBY!

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    1. ahah, no ne comprammo uno adidas, se non ricordo male. però il mitre esteticamente era stupendo, bianco con i triangoli verdi
      alberto

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  9. urge un post sui palloni di plastica degli anni '70!
    mi ero dimenticato del Super Santos, l'altro più pesante era probabilmente il San Siro?

    The Real WC

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    1. il san siro era di legno!! era impossibile alzarlo, io e i miei amici ci specializzammo in tiri rasoterra. tra i nostri acquisti anni 80, prima di passare a quelli di cuoio, anche il tango plastificato, lo zico e il rumenigge
      alberto

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  10. Tra l'altro il Super Santos ha un sacco di riferimenti musicali:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Super_Santos

    The Real WC

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    1. tutta la crema del r&r! ahah!
      C

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    2. in effetti... però c'è anche de gregori :-)

      The Real WC

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    3. ma li le prove non sono certe..pare un super santos ahah!
      C

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  11. Il Super Tele era un pallone di merda, ma anche gli altri di plastica più pesanti se il primo non saltava (volava si diceva all'epoca) questi qui saltavano decisamente troppo.
    Dalle mie parti circa 1975/78 imperversò il Parola di cuoio a righe! A ripensarci adesso molto più bello di quello desideratissimo a pentagoni e decisamente in stile inglese.

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    1. Ah ah io (che non ho mai giocato a pallone) col Super Tele ci giocavo interminabili partite a palla prigioniera...effettivamente faceva schifo anche li :-)

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  12. ma per noi calciatori "veri" l'ambizione era il pallone di cuoio..regalo di natale atteso due anni e finalmente arrivato..un tarocco dello yashin di cuoio marrone..ideale per le partire sotto la pioggia e per i terreni pesanti diventava un'arma impropria per colpire la gente in bici
    C

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    1. Vero, l'ho avuto anch'io (lo chiamavamo carton) in regalo per un Natale o un compleanno, prima del Parola, che era decisamente più bello (un po duro forse)

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  13. si diceva "volava" anche da noi
    C

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    1. come il "portiere volante" :-)

      The Real WC

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    2. Grande Real WC! Il Portiere Volante...epica del calcio giovanile
      C

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    3. che poi tutti i portieri sono "volanti" se lo vogliono......
      C

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  14. il migliore in assoluto che ebbi fu un Valsport ufficiale a pentagoni bianco-neri, regalatomi da uno zio piemontese e juventino (of course), tutta un altra cosa!

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  15. stile juventus,infatti
    C

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  16. Il Tango rimase anche per il Mundial 82, solo che era un po' diverso da quello 78 perchè era impermeabile e non si inzuppava più neanche da vecchio (si spelava molto meno anche...) Per Italia 90 invece arrivò l'Etrusco. Del mondiale '78 ho ancora il portachiavi pesantissimo con su il distintivo ufficiale del mondiale che era in omaggio con lo Stock 84.

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    1. nel 1986 in messico c'era l'azteca, con dei disegni dentro i triangoli neri..
      alberto

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    2. Si ma eran tutte variazioni sul tema del Tango

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    3. anche l'etrusco era una variazione del tango, o sbaglio? comunque un primato italia 90 lo detiene, la peggior mascotte di sempre
      alberto

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  17. Pibio va' che bel pallone..

    http://ilnegoziodieuterpe.blogspot.it/2012/05/juventus-inni-1964-1972.html

    C

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    1. te ne regalo uno con l'autografo di Cuccureddu
      C

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    2. Meglio Furino!
      A Nedved l'hai più visto??

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    3. eeeh ..no
      C

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  18. A quel mondiale Aldo Maldera ci smenò il posto in favore di Cabrini, ci rimase MOOOLTO male

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    1. io, benchè all'epoca avessi 7 anni, ricordo che contro l'argentina avrebbero dovuto giocare un po' di riserve, quelli del toro, maldera, addirittura manfredonia, poi invece fu confermata la squadra titolare e ci furono un sacco di polemiche.
      alberto

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    2. Si è un aspetto che ho esplorato ma tralasciato nel post. Bearzot dietro pressioni dei dirigenti della FIGC (per favorire la vittoria argentina e il loro primo posto nel girone) si decise a fare un turn-over come diremmo adesso e schierare un bel po di rincalzo, i titolari (blocco Juve con Bettega in testa) si ribellarono e in una riunione fiume che durò tutta notte (non quella prima della partita) fecero rientrare il piano dei dirigenti e ottennero che si schierasse la l' XI titolare.

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    3. In quella partita Causio uber alles .....
      Fece letteralmente girare la tasta ai difensori argentini

      GMV

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    4. davvero!! blocco juve..
      C

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    5. In una partita, non ricordo quale (stò andando a memoria), quando entrò Cuccureddu per Bellugi o Zaccarelli si trovarono in campo 9 su undici della Juventus.
      Record appartiene al Torino in una partita contro il Belgio (mi pare) a Torino 10/11 solo il portiere Viola era della Juventus.
      La capitale del calcio italiano si sa qual è....
      e anche la culla.....

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  19. ..azzi suoi...hahaha!
    C

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  20. http://cdn.calciopro.com/wp-content/uploads/2007/12/palloni-calcio-mondiali.jpg

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  21. http://www.passionemaglie.it/wp-content/uploads/2013/12/storia-palloni-mondiali.jpg

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  22. Di quel mondiale ho ricordi quasi del tutto sbiaditi, avevo 6 anni, col senno di poi posso dire che la grande incompiuta di Argentina 78 fu la Scozia, che usci al primo turno in maniera incredibile, che aveva secondo me una delle maglie più belle di sempre.

    Charlie

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    1. la scozia perse con il perù (dei mitici quiroga e cubillas, dopo il mondiale quando si giocava in cortile si diceva "io faccio cubillas" ) e pareggiò con l'iran!! poi però battè l'olanda, con un incredibile gol di gemmil che fu immortalato anche in una splendida scena di traispotting
      alberto

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    2. ahahah! vero Alberto...un classico era "fare" i giocatori appena scoperti in TV ai mondiali o competizioni extra capionato. Un mio amico dell'epoca invece "faceva Quiroga" e il nomignolo gli e' rimasto per molti anni!
      Un po come per tutti quelli della nostra eta se uno stava in porta (anche "portiere volante" con l'elastico fermacapelli ERA Tomaceski (scritto e detto cosi...ahaha!)

      C

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    3. io, il dio del calcio mi perdoni, facevo tosetto, "il keegan della brianza"

      The Real WC

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    4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    5. ahahah! mitico Tosetto!


      Poi arrivò Nils Liedholm. "Ragassi, Tosetto è il Keegan della Brianza", stabilì il santone svedese allenatore del Milan.

      C

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    6. Il dio del calcio verrà a lucidarti le scarpe!
      Il Keegan della briansa (avrebbe detto Liedholm) lo hai visto giocare nella finale dell'anglo Italiano 1976 ( magari qualche altra volta al Sada), so chi sei caro il mio milanista di rito riveriano....

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    7. Sir, non è difficile sapere chi sono: c'è la firma :-)

      The Real WC

      (comunque sì, alla finale dell'anglo-italiano 1976 c'ero...)

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  23. Alla Scozia ho dedicato alcune righe nella seconda parte, quella maglia ce l'ho.
    Concordo con te su entrambe le cose

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  24. per i calvi molto precoci il (cattivo) esempio era Lato della Polonia

    C

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  25. L'inno del Mundial di Ennio Morricone era una figata!

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  26. ..la Francia non era una brutta squadra...solo che durava un tempo scarso!!...c'era il folletto Didier Six sulla fascia ...idolo del Lens e...del Tacco!!!...che trasformava qualsiasi giocatore d'attacco del Subbuteo in Didier Six...in soffitta da Nonna Angi ( citazione solo per Sir Galletti!!)

    The Raven

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  27. Ricordo le disfide a Subbuteo a casa di Nonning (la chiamava così lui), il Lens ai tempi era tra lue sue preferite perchè aveva rifilato un clamoroso 6-0 alla Lazio in Coppa UEFA, una partita che fu rigiocata a subbuteo non so quante volte.
    Ai mondiali del 78 Lacombe segnò il gol più veloce nella storia della coppa del mondo a Zoff dopo appena 22'', record che durò fino a quando Hakan Sukur che fece gol alla Corea dopo appena 11''.

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  28. Francia forte, vero gli argentini penarono parecchio per batterli (2-1) reclamarono un rigore per clamoroso atterramento in area proprio di Six, e poi ne ebbero un contro molto dubbio, ci fu anche altro che ho descritto nel seguito del racconto.
    Six rimase un idolo del Tacco (e poi anche del Pez che stravedeva pure per Rocheteau) fino al 1984 quando vinsero l'Europeo

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  29. ...vero gallo, vero...il 6-0 fu clamoroso alquanto...la lazio aveva vinto l'andata 2-0 ( sbaglio?) l'idolo Six ne fece 3 quella sera...Rocheteau era anche un mio idolo ed anche Lacombe (giocavano insieme nel St.Etienne...poi Lacombe andò al Bordeaux...Rocheteau con Bathenay altro bel personaggio perse la finale di C.Campioni del 76 contro il Bayern del primo Rummenigge...)...il Pez di Idoli extra juve ne ha avuti a centinaia non ultimo Bruno Pezzey ahahahah!!!

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