martedì, marzo 04, 2014

Intervista a Nada



Dopo FEDERICO FIUMANI dei DIAFRAMMA, al giornalista FEDERICO GUGLIELMI, ad OSKAR GIAMMARINARO, cantante e anima degli STATUTO, al presidente dell'Associazione Audiocoop GIORDANO SANGIORGI, a JOE STRUMMER, a MARINO SEVERINI dei GANG, a UMBERTO PALAZZO dei SANTO NIENTE, LUCA RE dei SICK ROSE, LUCA GIOVANARDI e NICOLA CALEFFI dei JULIE'S HAIRCUT, GIANCARLO ONORATO, LILITH di LILITH AND THE SINNERSAINTS, a Lorenzo Moretti, chitarrista e compositore dei GIUDA, il giornalista MASSIMO COTTO, a FAY HALLAM, SALVATORE URSUS D'URSO dei NO STRANGE, CESARE BASILE, MORENO SPIROGI degli AVVOLTOI e FERRUCCIO QUERCETTI dei CUT, RAPHAEL GUALAZZI, ospite oggi uno dei personaggi e delle voci più carismatiche e particolari della canzone italiana: NADA,nell'imminenza dell'uscita del nuovo album "Occupo poco spazio"

L'intervista è stata pubblicata ieri da www.radiocoop.it
Le precedenti interviste sono qua:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/Le%20interviste

Un aspetto predominante della tua carriera è l’estrema poliedricità e versatilità che l’ha caratterizzata, dal pop a collaborazioni con Zamboni, Zen Circus, Criminal Jokers, Cristina Donà (ma contemporaneamente hai scritto per “Meticci” della Vanoni).
Una personalità artistica che non è difficile definire a 360 gradi.


Nada:

E’ così, il mio percorso comincia tanto tempo fa e quindi è normale che andando avanti uno incontra e scopre altre cose che ha voglia di sperimentare di volta in volta.
E poi mi viene così.


Fare il musicista in Italia è notoriamente piuttosto complesso.

 Con le dovute proporzioni immagino che anche un personaggio popolare come te incontri un certo tipo di ostacoli suonando una musica che ha riferimenti ed influenze così desuete per il pop nostrano.


Nada:

Non tengo mai in considerazione gli ostacoli, altrimenti non comincerei mai nessun progetto.Quello che mi spinge è la passione e il credere in quello che faccio, dopo si vedrà.

Il nuovo album è, come sempre, personale e con un’impronta ben riconoscibile.
E’ spesso anche molto duro e concede poco al “facile ascolto”.

E’ una scelta precisa o è uscito spontaneamente in quest’ottica ?


Nada:

E’ una scelta spontanea che nasce dalla mia sensibilità.
Non so se il mio nuovo disco è duro o di poco facile ascolto, sono domande che non mi pongo quando scrivo le canzoni e progetto un album. Per me vale quello che mi piace o che non mi piace.

Quali sono stati i principali riferimenti per la stesura del nuovo album ?

C’è una forte anima blues ma anche arrangiamenti quasi sinfonici (“Sonia” e “Auguri” ad esempio), un twist “malato” come “Gente così”, un approccio quasi punk in altri brani (“La terrorista” o “Il tuo Dio”)


Nada:

 Di riferimenti ce ne sono tanti, ma nessuno in particolare.
Noi diventiamo unici attraverso quello che conosciamo. C’è del Rock, del Punk, un filo di letteratura, magari un po’ di Ciampi, ma soprattutto spero di esserci io.
Gli arrangiamenti quasi sinfonici di alcuni brani di “Occupo Poco Spazio” sono nati collaborando con Enrico Der Maurer Gabrielli che ha prodotto con me il disco e ha diretto una piccola orchestra di dodici elementi negli studi delle Officine Meccaniche di Milano, con al mixer Tommi Colliva.
Devo dire che hanno fatto un lavoro eccezionale, e sono stati bravi anche gli ingeneri dell’Optimum di Bristol dove abbiamo masterizzato.

“Occupo poco spazio” sembra titolo ironico.
In realtà il brano omonimo è di ben altro tenore.


Nada:

 Occupo Poco Spazio può avere molte letture, è anche ironico. Un filo d’ironia non guasta mai.
Ma sicuramente quella canzone in particolare denuncia un disagio interiore che è un po’ il filo conduttore di tutto l’album. Per farmi capire meglio, nel ritornello: “ Sfatta, come una polpetta, lanciata da un tempo morto, che non sa stare al suo posto” c’è una forte intensità drammatica ma con una sorta di ironia nera del linguaggio, nelle parole.


Personalmente ho sempre apprezzato molto un tuo album “dimenticato” del 1975 “1930: il domatore delle scimmie”. Cosa ricordi e cosa ci puoi dire di quel lavoro anomalo e perduto?

Nada:

 Me lo ricordo bene.
Entrai in studio con La Reale Accademia di Musica, un gruppo di musicisti bravissimi e molto molto psichedelici.
Ci chiudemmo nella sala C, della RCA di Roma per più di un mese e in totale libertà registrammo tutto l’album in diretta, improvvisando.
Alcune canzoni nacquero proprio suonando insieme.
Tra di noi c’era molta armonia e fu facile fare un lavoro per niente facile. Mi ricordo che la nostra idea era di fare un disco su un dittatore del 1930, ma poi oltre a Weimar venne fuori anche dell’altro. E’ ancora un disco molto contemporaneo, con un bel suono acustico e delle belle parole.


Puoi fare un breve elenco di album o brani che ti porteresti sulla famosa isola deserta e quali tra i tuoi lavori?

Nada:

Delle mie canzoni oggi porterei sicuramente Occupo Poco Spazio, ma anche Luna in piena, Guardami negli occhi, Amore disperato...
In generale ce ne sono veramente troppe. Le prime che mi vengono in mente sono Mother,
 Wish you we here, tutto Ok Computer, Heroes, Sweet Jane, Pink Moon... Mi porterei anche un paio di libri, i miei cani e un amico.

11 commenti:

  1. Brava Nada. Come si trova l'album “1930: il domatore delle scimmie” ?

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  2. W mnada! grande intervista...ma questa rubrica rischia di diventare un classico del blog bravo Boss!
    C

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  3. L'album è su youtube a pezzettini. Molto bello ,strano, "avanti".
    Anche il nuovo album è davvero particolare !

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  4. "Di riferimenti ce ne sono tanti, ma nessuno in particolare.
    Noi diventiamo unici attraverso quello che conosciamo."
    In questa frase mi ci riconosco al 100%

    La Reale Accademia di Musica erano grandi musicisti romani,che discendevano dai FHOLKS (gli stessi che supportarono Hendrix in alcune date italiane del 1968)...

    URSUS :-))))

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  5. Adorabile.
    E disco molto bello.

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  6. vado a spanne, ma mi sa' tanto che Reele Accademia di Musica sia stato il primo LP che ho comprato. L'avevo ascoltato a Supersonic (quello con gli Iron Butterfly di In a gadda da vida come sigla) ne lontano.....e chi si ricorda. Ma la canzone me la ricordo bene: Ognuno sa'.
    Non sapevo della registrazione con Nada. Provvedere.
    Ursus: dei Fholks esistone registrazioni?

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    Risposte
    1. Come FHOLKS incisero un unico singolo nel 1970 ("Cerchi"/"Mi scorri nelle vene"),ma dopo aver partecipato alle incisioni di Roby Crispiano...mentre la Reale Accademia incise un interno album,mi pare nel 72...
      URSUS

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    2. INTERO,non interno...pardon !

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  7. E' morto un bischero
    tapin, tapun,
    all'ospedale
    tapin, tapun,
    senza le bale
    tapin, tapun,
    senza i maroni
    tapin, tapun;
    ...e dietro al feretro
    tapin, tapun,
    quattro puttane
    tapin, tapun,
    senza le braghe,
    tapin, tapun,
    a cul buson
    tapin, tapun.

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  8. e' un pezzo dei Fholks?

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