lunedì, maggio 23, 2022
P 38 La Gang, le Brigate Rosse e le provocazioni
Riprendo l'articolo pubblicato ieri per "Libertà", quotidiano di Piacenza, nell'inserto "Portfolio".
Il canovaccio è collaudato e consolidato: spararla grossa, esagerare, anche a rischio del grottesco.
Suscitare scalpore e indignazione.
Alla fine tra esecrazioni, proteste, rimbrotti, scandalo, pubblica gogna, il nome rimarrà in testa, in molti si avvicineranno per curiosità, qualcuno ne rimarrà affascinato, tutti ne parlano e il gioco è fatto.
Il caso recentissimo del gruppo trap/rap dei P38-La Gang ha smosso firme illustri, i quotidiani più letti, sdegno delle istituzioni, interventi altolocati, note di biasimo.
La band nei suoi testi fa diretti riferimenti alle Brigate Rosse e caso Moro, parteggiando in sostanza per il terrorismo rosso, esibendo nei video bandiere di BR, Unione Sovietica e Corea del Nord, facendo, come minimo, un po' di confusione ideologica.
In considerazione del fatto che basterebbe leggere qualche libro di storia e conoscere le basi di ciò di cui si parla, per sapere che i tre riferimenti di cui sopra sono politicamente e storicamente incompatibili e non basta l'ombrello di una falce e martello per unirli.
Dunque una provocazione studiata ad arte o semplicemente particolarmente ingenua e superficiale per potere essere discussa o presa minimamente sul serio.
Qualcuno lo ha però fatto, intraprendendo azioni legali nei confronti del gruppo (e di alcuni locali che li hanno ospitati) per “istigazione a delinquere”.
Purtroppo la “macchina mediatica” necessita in continuazione di materiale di cui parlare e da sparare in prima pagina per ricevere attenzione. E più la notizia è curiosa, bizzarra, anomala, e si trova un mostro da esibire, e maggiore attenzione si coglie.
Peccato che il gioco sia stantìo.
Basti pensare ai Sex Pistols che grazie alle idee del loro manager Malcolm McLaren trovarono pubblicità e attenzione mediatica esibendo svastiche su magliette e vestiti in un'Inghilterra che portava ancora i segni dei bombardamenti nazisti di vent'anni prima.
I quattro ragazzi ne approfittarono e, grazie anche a originalità e capacità artistiche, ottennero un successo mondiale. Malcolm McLaren era lo stesso che pochi anni prima rivestì i New York Dolls, che fino ad allora avevano scandalizzato esibendosi con abiti femminili, con tute in latex rosso e una bandiera dell'Unione Sovietica con grande falce e martello in evidenza, mandandoli in giro per l'America in paranoia per la Guerra Fredda. Quella volta non andò bene, la provocazione passò praticamente inosservata e la band poco dopo si dissolse.
Alla fine quello che contano sono il contenuto, la sostanza, la coerenza, la chiarezza delle idee, altrimenti queste inutili polemiche si scioglieranno ben presto come neve al sole.
Ben altri sono i riferimenti in musica da ricercare se si vuole parlare di un certo periodo. Ancora oscuro e parzialmente inesplorato, soprattutto politicamente e antropologicamente, derubricato nella semplice e semplicistica definizione di “anni di piombo”.
Fu ben altro, sommerso da mille contraddizioni, da centinaia di tragedie, omicidi, annientamento di una o più generazioni, repressione ideologica e fisica di un'idea, di un'utopia, di una speranza, perseguita in modo sbagliato, uccisa in modo altrettanto ingiusto.
Forse il dolore è ancora così forte e la ferita tanto aperta che è raro trovare canzoni che si siano occupate di quegli anni in modo lucido, costruttivo, intelligente e profondo.
Fabrizio De André ne parla in “La domenica delle salme”, uno dei suoi brani più ispirati dall'album “Le nuvole” del 1990, scritto con Mauro Pagani: “E furono inviati messi, fanti, cavalli, cani ed un somaro ad annunciare l'amputazione della gamba di Renato Curcio, il carbonaro”. Spiegò bene questi versi:
“Il riferimento a Curcio è preciso. Non si capiva come mai si vedevano circolare per le nostre strade e per le nostre piazze, Piazza Fontana compresa, persone che avevano sulla schiena assassinii plurimi e come mai il signor Renato Curcio, che non ha mai ammazzato nessuno, era in galera da più lustri e nessuno si occupava di tirarlo fuori. Direi solamente per il fatto che non si era pentito, non si era dissociato, non aveva usufruito di quella nuova legge che, certamente, non fa parte del mio mondo morale”.
“Io se fossi Dio” di Giorgio Gaber uscì nel 1980, poco tempo tempo dopo l'assassinio di Aldo Moro e il suo testo è quanto di più diretto e spietato si possa ritrovare nella canzone d'autore italiana.
Tra varie invettive rivolte all'ipocrisia della politica e della società nostrana, si sofferma anche sul caso Moro con parole impietose ma di una lucidità unica.
“E se al mio Dio che ancora si accalora, gli fa rabbia chi spara, gli fa anche rabbia il fatto che un politicante qualunque se gli ha sparato un brigatista diventa l'unico statista!
Io se fossi Dio, quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio, c'avrei ancora il coraggio di continuare a dire che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia Cristiana è il responsabile maggiore di trent'anni di cancrena italiana. Io se fossi Dio, un Dio incosciente enormemente saggio, avrei anche il coraggio di andare dritto in galera, ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora quella faccia che era!”.
Anche i Gang di Marino Severini, la cui visione politica e della società è degna dei migliori pensatori e storici italiani del '900, ne hanno parlato in “Via Italia”, tratta dall'album “Storie d'Italia” del 1993. “In via Italia han messo i sigilli li hanno mesi su tutti i dintorni da via Fani a via Caetani ci puoi mettere anche cinquanta cinquantacinque giorni”. Lo stesso Severini ha precisato l'intento della canzone:
“E' un viaggio nella storia di questo paese alla ricerca di quel che resta dei valori della democrazia e della libertà per poter costruire dalle macerie. La canzone si chiamava prima Via Fani, poi abbiamo pensato che era sicuramente più utile allargare la prospettiva e avere una visuale più ampia che comprendesse vent'anni e più di stragi che hanno caratterizzato la gestione del potere in questo paese. Resta soltanto una parte del testo che riguarda più da vicino Via Fani e i cinquantacinque giorni del sequestro di Aldo Moro. Questo perché pensiamo che anche questa vicenda non sia stata chiarita, resti tutt'oggi 'oscura'”.
I loro “cugini” Modena City Ramblers ne hanno parlato nella loro celebre “Cento passi”, dedicata alla tragica vicenda di Peppino Impastato:
Era la notte buia dello Stato Italiano, quella del nove maggio settantotto. La notte di via Caetani, del corpo di Aldo Moro, l'alba dei funerali di uno stato.
Un capitolo a parte merita la recente opera elettronica di Blak Saagan, nome d'arte del compositore veneziano Samuele Gottardello che ha intitolato il nuovo album “Se ci fosse la luce sarebbe bellissimo”, da una frase estrapolata dalle lettere che Aldo Moro spedì alla moglie durante la sua carcerazione ad opera delle Brigate Rosse, in cui ogni canzone ha un titolo che si collega alla vicenda dello statista della DC, da “Dentro la prigione del popolo” a “E lo spettro disse Gradoli”.
Anche i Virginiana Miller scrissero di quelle storie in “Anni di piombo”.
“In quella vicenda ci siamo giocati il futuro del Paese. Che se non ci fosse stato il rapimento Moro, con quell’epilogo atroce, il Paese oggi oggi sarebbe diverso. Avremmo anche una sinistra diversa, con idee più chiare e moderne, consolidate in una pratica di governo più rodata negli anni. Credo che se ti interessa il presente, ed è di questo che in fondo si parla, tu non possa non farti delle domande su quel che fu in gioco allora. Gli anni di piombo congelarono il Paese in una morsa asfittica: adesso paghiamo il conto della nostra arretratezza. La canzone è dedicata ai Padri. Moro fu uno di questi padri di cui la nostra società è tragicamente orfana e di cui pure c’è ancora un disperato bisogno”.
Ritengo sia sufficiente la lettura degli approfondimenti in musica citati per comprendere come si possa affrontare un tema così lacerante, divisivo, decisivo, quanto difficile e impegnativo per la storia italiana, con intelligenza e competenza, senza ricorrere a superficiali e impalpabili provocazioni su argomenti così seri.
Evidentemente non alla portata di tutti.
Sicuramente non per chi ha deciso di speculare in un modo che possiamo bonariamente definire ingenuo e che si spera sia solo frutto di mancanza di conoscenza e cultura.
A cui si può rimediare con un libro di storia.
sabato, maggio 21, 2022
Rock Around The Book
Con Gianni Fuso Nerini (DJ e boss del Festival Beat) abbiamo lavorato per mesi alla nuova edizione di ROCK AROUND THE BOOK.
Il risultato è quanto segue: una serie di appuntamenti all'insegna del connubio di musica, letteratura e, talvolta, calcio.
INGRESSO GRATUITO, vi aspettiamo!
COMUNE DI ALTA VAL TIDONE presenta ROCK around the BOOK – Estate 2022
Il rock è una faccenda di libri, oltre che di dischi e concerti: lo è fin dagli anni Settanta, quando studiosi come Greil Marcus e critici come Lester Bangs hanno trasformato lo scrivere di rock in una forma d’arte.
“ROCK AROUND THE BOOK” è una manifestazione dedicata all’abbraccio tra musica e letteratura rock: organizzata dal Comune di Alta Val Tidone con la direzione artistica di Gianni Fuso Nerini e Antonio Bacciocchi.
“ROCK AROUND THE BOOK” porta nelle piazze dei comuni valtidonesi una serie di incontri con musicisti, DJ e scrittori, in serate in cui ascolti scelti con cura da intenditori festeggeranno il loro matrimonio con la pagina scritta.
ROCK AROUND THE BOOK su FB:
https://www.facebook.com/groups/647206386524037
ROCK AROUND THE BOOK su IG:
https://www.instagram.com/rockaroundthebook/
PROGRAMMA
SABATO 28 MAGGIO Trevozzo-Piazza Papa Giovanni XXIII-ore 21.30
MICHAEL PERGOLANI
presenta il suo romanzo autobiografico “Nudo”
Un racconto grondante disperazione, narcisismo, umorismo, voglia di vivere misto a tragedia, il romanzo di un testimone eccezionale.
Pergolani è un conduttore radiofonico, scrittore, attore, noto per le sue apparizioni a fianco di Renzo Arbore in alcune delle sue più celebri trasmissioni televisive.
GIOVEDÌ 2 GIUGNO Nibbiano-Piazza Martiri della Libertà-ore 18.30
RINO GAETANO
Michelangelo Iossa presenta “RINO GAETANO, sotto un cielo sempre più blu”. Nel giorno del 41° anniversario della scomparsa del cantautore, Iossa, giornalista, critico musicale e docente di Musicologia campano, racconta la storia del musicista partendo dal “suo sud” fino all’incredibile culto vivo ancora oggi. Ad accompagnare la serata le canzoni di Rino, eseguite da Roberto Garioni.
VENERDÌ 10 GIUGNO-Trevozzo-Piazza Papa Giovanni XXIII-ore 21.30
CRISTIANO GODANO presenta il suo libro “Nuotando nell’aria”.
La mente dei Marlene Kuntz scrive un’involontaria, anomala e generosa.
autobiografia delle origini, densissima di aneddoti, di riflessioni e di materiale inedito: un vero e proprio atto d’amore verso il pubblico, verso la storia e il futuro della sua band, e soprattutto verso le parole e la musica, muse ispiratrici di ogni sua creazione.
SABATO 11 GIUGNO Nibbiano-Piazza Combattenti-ore 20.30
Rock’n’Gol
Eraldo Pecci (ex Calciatore di Bologna, Torino, Fiorentina e Napoli di Maradona-commentatore partite Nazionale italiana e Domenica Sportiva).
Andrea Pavan (giornalista Tuttosport-Scrittore).
La piazza di Nibbiano come uno studio TV Eraldo Pecci ci parlerà dei suoi 2 libri: Ci piaceva giocare a Pallone e Il Toro non può perdere, e ci racconterà della musica che ascoltava durante i lunghi ritiri con club e nazionale italiana.
Dalle 20.45 sarà trasmessa la partita Inghilterra-Italia con il commento in diretta di Eraldo Pecci ed Andrea Pavan.
BEATLES DAYS-TREVOZZO ALTA VAL TIDONE 18-19 GIUGNO 2022
In concomitanza con l’ottantesimo compleanno di Paul McCartney (18 Giugno), il Comune di Alta Val Tidone organizza, il 18 e 18 giugno a Trevozzo, la prima edizione della rassegna Beatles Days, in stretta collaborazione con l’Associazione Beatlesiani d’Italia.
I Beatlesiani d’Italia sono il Beatles Fan Club più numeroso ed importante in Italia, ufficialmente operante dal 1992, e riunisce oltre 1.900 iscritti fra musicisti di prim’ordine, collezionisti e fan dei Beatles.
L’Associazione culturale-musicale è stata fondata il 5 ottobre 1992 a Brescia da Rolando Giambelli, musicista ed estimatore, da sempre, dei Fab Four, proprio in occasione del 30° Anniversario della pubblicazione di “Love Me Do”, il primo disco ufficiale dei Beatles.
Durante la tre giorni valtidonese sarà presentato il Beatles Fan Club di Trevozzo, primo fan club dei Beatles in terra piacentina (a cui sarà possibile aderire direttamente in loco), verrà allestita una mostra con oggetti rari ed evocativi, un’expo dischi e verranno presentati libri ed eventi.
Nelle varie serate suoneranno cover band dei Beatles provenienti da varie parti d’Italia ed alcuni gruppi locali reinterpreteranno brani di Paul, John, George e Ringo.
Live Music-Memorabilia-Mostra Beatles-Presentazione Libri
Sabato 18 Giugno
Happy Birthday Paul McCartney
Piazza Giovanni XXIII Trevozzo, ore 21.00
The BEATROLLS – The BEAT-LESS – The FAB TWO – The ODD
Bar La Canteina, ore 18.30
SARA BELLI TEBANO live
Bar La Delizia, ore 16.30
Rock around the Beatles-Presentazione libri
Nik Maffi e Maurizio Galli presentano
“I solchi della Storia” scritto da Maurizio Galli
e “Paul McCartney-Many Tears from Now”
SABATO 18 GIUGNO
Ore 10 INAUGURAZIONE mostra e visita guidata alla presenza di Rolando Giambelli-Presidente dei Beatlesiani d’Italia
Domenica 19 Giugno
Piazza Giovanni XXIII Trevozzo
ore 21.00
The BEAT BARONS – FLOWERS – SARA BELLI TEBANO
Bar La Delizia ore 18.00
ANDREA GREEN Live
Orari Mostra sab 18 e dom 19 ore 9-12.30 15-24
Comune di Gragnano Trebbiense
MERCOLEDÌ 29 GIUGNO
Campremoldo Sotto-ore 21.30
Donne e musica.
Intervengono:
Chiara Ferrari autrice di “Le donne del folk. Cantare gli ultimi”
Laura Carroli, autrice di “Schiavi nella città più libera del mondo”
Laura Pescatori autrice di “FemIta”.
Modera: Elisabetta Pallavicini
SABATO 16 LUGLIO SALA MANDELLI
-Serata Battisti- Area Feste
Presentazione di alcuni libri dedicati a Lucio Battisti, attraverso i quali si affronteranno ed approfondiranno alcune tematiche per conoscere meglio il Lucio nazionale e capire la sua grande influenza che ha tutt’oggi sui cantautori italiani della nuova generazione.
A guidarci in questo percorso sarà Francesco Paracchini, coordinatore della rivista L’isola che non c’è, realtà editoriale dedicata agli artisti italiano e direttore artistico del Festival Battisti di Molteno.
Moderatori Antonio Bacciocchi e Oliviero Marchesi. Accompagnamento musicale di Roberto Garioni.
Prima e dopo la presentazione Musica dj
VENERDÌ 22 LUGLIO-Serata Battiato
GENEPRETO-Piazzale della Chiesa
Presentazione di alcuni libri dedicati a Franco Battiato
A guidarci in questo percorso sarà Francesco Paracchini, coordinatore della rivista L’isola che non c’è, realtà editoriale dedicata agli artisti italiano
Intermezzo musicale curato da Giuseppe Garavana, giovanissimo musicista piemontese che vanta già collaborazioni con Ghemon, Fabio Treves, Ornella Vanoni, Omar Pedrini e Bernardo Lanzetti! Dj anni 60-70 prima e dopo la presentazione.
Moderatori Antonio Bacciocchi e Oliviero Marchesi.
MERCOLEDÌ 27 LUGLIO Caminata-Campo Giochi
Giacomo Spotti presenta “Ritratti di una maglia”
Da Cosenza alla promozione, per la prima volta, in serie A del Piacenza Calcio.
Il libro ci fa rivivere quel periodo, quel biennio 92/94 e quella rosa che ancora oggi a distanza di tre decenni, siamo in grado di snocciolare come un rosario. Ci si rituffa in quella notte di giugno 1993 quando il Piacenza volò in serie A.
Saranno presenti alcuni dei protagonisti di quella epica promozione.
VENERDÌ 29 LUGLIO: Pecorara-Piazza XXV Aprile
Radio Libere
Nel 1976 nacquero le prime radio libere in Italia.
Durante la serata saranno presentati alcuni libri che parlano di questo momento storico per la musica in Italia.
Tantissimi i personaggi che hanno iniziato come Dj in radio libere, tra cui Vasco Rossi, Jovanotti e Gerry Scotti. Ricordiamo il bellissimo film Radiofreccia di Luciano Ligabue. Anche la Val Tidone diede il suo contributo, e per raccontare gli inizi di queste meravigliose avventure interverranno alcuni dei fondatori di Radio Melody di Borgonovo e Radio Patriots di Pianello.
Conduttore Antonio “Tony Face” Bacciocchi
Moderatore Oliviero Marchesi
Musica Dj by Radio Melody Crew
MERCOLEDÌ 10 AGOSTO: Cicogni-Piazza Sant’Antonio Abate
“La Notte di San Lorenzo con Le stelle della disco”.
Il ballo ha radici ancestrali e nel corso dei secoli si è sviluppato e manifestato in svariate forme. Nel corso della serata si parlerà in special modo della nascita delle discoteche in Italia negli anni 70 come fenomeno sociale, di costume e di aggregazione. Interverranno Francesco Vaccari DJ dai primi anni 70 ad oggi che presenterà il suo recentissimo libro “C’era una volta la disco, quando si ballava ancora” e Carlo Maffini DJ e Presidente dell’Associazione culturale Vinylistic che si occupa di eventi e promozione del vinile, ritornato di gran moda anche fra le nuove generazioni. A seguire il loro DJ set con la musica disco.
Moderatore Antonio Bacciocchi
Comune di Rivergaro
VENERDÌ 19 AGOSTO
Piazza Paolo Araldi-ore 21.30
Serata Battisti-Rivergaro
Fabio Miani presenta il Libro
Lucio Battisti e la Numero Uno
Partendo da questo libro fotografico si andrà ad esplorare
un mondo dove la creatività era regina ed il mercato il suo servitore. Un mondo dove la gioia del fare era più importante delle classifiche di vendita, una cronaca di piccoli fatti, di piccoli eventi che ci mostrano come la storia é inconscia e sottile.
Parole e musica by Fabio Miani, musicista e compositore.
Ha collaborato e suonato con Massimo Luca (storico chitarrista di Battisti), Aldo Tagliapietra, Paki Canzi, Bruno Lauzi, Maurizio Vandelli e A. Pappalardo.
Prima e dopo la presentazione Dj set Summer of Love
VENERDÌ 2 SETTEMBRE: Caminata-Piazza del Popolo
Amore, morte e rock n roll/Crocodile Rock con Ezio Guaitamacchi
“Amore, morte e rock n roll” raccoglie una serie di storie, raggruppate per tipologia di “crimine”, che raccontano le ultime ore di 50 stelle del rock. Scritto come un “noir”, in modo originale e appassionato, presenta retroscena, curiosità, aneddoti e tesi alternative pur documentando il tutto con puntualità e rigore giornalistici.
“Crocodile Rock” è un libro che, per la prima volta, raccoglie band, canzoni, strumenti, cuccioli delle star… e che racconta a 360° tutti i più interessanti e divertenti legami tra il mondo della musica e quello degli animali.
Ad affiancare Ezio e i suoi strumenti a corda, ci saranno la sua storica partner artistica nonché formidabile vocalist, BRUNELLA BOSCHETTI, e il talento di ANDREA MIRÒ, polistrumentista, cantante, attrice e direttore musicale dello spettacolo.
Moderatore Oliviero Marchesi
Comune di Pontenure
SABATO 3 SETTEMBRE
Valconasso di Pontenure-ore 21.30
Serata Beatles
Antonio Bacciocchi e Nik Maffi presentano
Il mito dei Beatles continua. Una serata di musica e libri per ricordare l’arte di John, Paul, George e Ringo, attraverso le loro canzoni e l’influenza che hanno avuto sulla società, attraverso aneddoti e riferimenti storici.
Musica by the Fab Two
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Rock around the book
venerdì, maggio 20, 2022
Ezio Bosso - Le cose che restano di Giorgio Verdelli
Dopo essere stato presentato presentato in anteprima nella sezione Fuori Concorso della 78° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Rai3 ha riproposto ieri sera il docu film su EZIO BOSSO di Giorgio Verdelli.
Ezio si racconta e viene raccontato attraverso una lunga serie di interviste e testimonianze, raccolte nel tempo, con i contributi di numerosi amici e colleghi.
Il doc si basa sulla consueta commistione di apporti di amici e collaboratori e sue dichiarazioni nel corso degli anni.
Ne emerge una figura di una profondità, di un'umanità, di una genialità uniche.
Non ci sono altre parole.
Abbiamo perso un enorme, irripetibile, unico tassello della cultura italiana.
Che perdita, che perdita, che perdita.
"La vita è dolorosa.
Ha spine, come il gambo di una rosa.
La cultura e l'arte sono le rose che sbocciano sul gambo.
Il fiore è te stesso, la tua umanità.
L'arte è la liberazione dell'umanità dentro di te.“
Daisaku Ikeda
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Film
giovedì, maggio 19, 2022
Cristiano Godano
Nuotando nell’aria – Dietro 35 canzoni dei Marlene Kuntz
CRISTIANO GODANO, anima dei MARLENE KUNTZ, ripercorre canzone per canzone i primi tre album del gruppo – Catartica, Il vile, Ho ucciso paranoia, addentrandosi nel "backstage del processo creativo".
La peculiarità del libro è nella lunga serie di aneddoti, alcuni divertenti, altri più drammatici e nelle analisi in cui si addentra spesso: dal ruolo (spesso malefico) di internet e dei social allo "stato delle cose" per un gruppo al giorno d'oggi, sempre traballante tra una discografia ormai ridotta al lumicino alla progressiva riduzione di spazi per suonare.
L'aspetto più rilevante è la costante (auto)ironia con cui tratteggia quella che è una sorta di autobiografia dei primi tempi.
Consigliato e coinvolgente.
Cristiano Godano
Nuotando nell’aria – Dietro 35 canzoni dei Marlene Kuntz
La nave di Teseo
350 pagine
euro 18
CRISTIANO GODANO sarà ospite della rassegna musicale/letteraria ROCK AROUND THE BOOK in cui presenterà il libro (moderato da Antonio Bacciocchi e Oliviero Marchesi) e suonerà alcuni brani in acustico.
Venerdì 10 giugno alle ore 21
Piazza Papa Giovanni XXIII
Trevozzo (Piacenza)
Ingresso gratuito
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Libri
mercoledì, maggio 18, 2022
The Stranglers - Nice in Nice
Nice in Nice è un brano che gli STRANGLERS inserirono nell'album "Dreamtime" del 1986, in cui fanno riferimento a un arresto con denuncia di sei anni prima dopo un concerto a Nizza.
La band suonò il 21 giugno 1980 all'Università della città del sud della Francia.
Purtroppo trovando un impianto inadeguato e ripetute interruzioni della corrente che rese il concerto fallimentare.
La band dal palco informò gli spettatori, già spazientiti e insoddisfatti, che se avessero voluto un rimborso si sarebbero dovuti rivolgere agli organizzatori, responsabili del disastro.
Al che una parte del pubblico se la prese con il luogo del concerto facendo 15.000 euro di danni.
La mattina successiva la band fu arrestata per avere incitato alla rivolta, tenuta per alcuni giorni, rilasciata su cauzione e bannata dal circuito concertistico francese.
Nel 2011 il batterista Jet Black scrisse un libro, "Seven days in Nice" in cui riassumeva in dettaglio quanto accaduto, accusando le autorità di averli usati come capro espiatorio per colpire le attività culturali dell'Università.
Nice in Nice official video
https://www.youtube.com/watch?v=QfpyZKuI1GU
Nice in Nice Tv show
https://www.youtube.com/watch?v=tS198tGw47w
Nice in Nice live 1987
https://www.youtube.com/watch?v=Igl_6OnnTq0
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Songs
martedì, maggio 17, 2022
Garageland
E' un immenso piacere segnalare l'uscita di una nuova rivista/fanzine.
"Garageland" si occupa di quel mondo delle sottoculture nelle sue espressioni più approfondite, competenti, poco conosciute, principalmente ma non esclusivamente di derivazione punk, post-punk, skinhead e mod, della musica (punk rock, Oi!, hardcore punk, ska, reggae, soul), del cinema (soprattutto indipendente) e dello sport popolare.
La rivista ha cadenza trimestrale.
Sono pubblicazioni "marginali" ma che reputo IMPORTANTI.
Perché "se non racconti la tua storia, qualcun altro la racconterà per te e potrebbe non essere nel tuo migliore interesse o molto lusinghiera" (Fantastic Negrito che ho appena intervistato).
I protagonisti parlano, raccontano, svelano particolari e particolarità.
Di un mondo che va scomparendo e di cui, grazie a queste testimonianze, rimarrà traccia in futuro.
In questo primo numero (a cui ho avuto il piacere e l'onore di collaborare con l'articolo: Culti giovanili: un confronto tra l'Italia e il luogo in cui sono nati, tra ieri e oggi):
° Sotto la Lanterna di Genova: intervista con Fabrizio Barile
° Il ribelle della collina: intervista con Valerio Lazzaretti
° Speciale Romper Stomper: la strana rilevanza di un bonehead movie
° Dalla blackness alla darkness attraverso il pop
° Gli skinhead conquistano la Luna
° I redskin di Berlino Ovest: intervista con Ugly
° Zoot riots
E inoltre contributi artistici e fotografici di Alo, Mattia Dossi, Michela Midossi, Enrico Zanza.
"Una volta avevamo la gioia di stare insieme, di frequentarci, di fare gruppo e sputare in faccia a tutti la nostra volontà di cambiamento radicale.
Si stava insieme e si cercava di non farci abbattere dalla repressione, avevamo qualcosa per cui provare a lottare: per la nostra libertà individuale e per proteggere i nostri spazi di vivibilità.
Col tempo però forse ci siamo un po' tutti accontentati del nostro spazio, del nostro concertino, della nostra birretta e abbiamo abbandonato radicalmente la strada, perdendone sistematicamente il controllo.
(Valerio Lazzaretti)
"Tutte le persone possono avere delle idee politiche ma l'impressione è che le necessità delle personi normali, quelle che si svegliano alla mattina e vanno a lavorare in fabbrica o in ufficio, non siano le priorità dei politici, di cui non ho alcuna stima o fiducia.
Penso che questi badino principalmente ai loro interessi e questa crescente sfiducia allontana sempre di più il cittadino dalla politica... la politica ha sempre tentato di intromettersi nelle sottoculture giovanili, confondendosi con i ragazzi sotto ai palchi.
Ha tentato di conquistarli per averli come manovalanza negli scontri di piazza o per aumentare il proprio consenso e potere.
In realtà alla politica le sottoculture non sono mai interessate se non in questa misura, cioè nel proprio interesse e nel tentativo di accrescere il loro consenso e il loro potere.
Secondo me non ha fatto che dividere i ragazzi piuttosto che unirli".
(Fabrizio Barile)
https://www.facebook.com/garagelandrivista
https://blog.crombiemedia.com/
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Libri
lunedì, maggio 16, 2022
Oscilloscope Laboratories
Prosegue la rubrica TALES FROM NEW YORK.
L'amico WHITE SEED è da tempo residente nella Big Apple e ci delizierà con una serie di brevi reportage su quanto accade in ambito sociale, musicale, "underground", da quelle parti, allegando sue foto.
Le precedenti puntate sono qui:
https://tonyface.blogspot.com/search/label/Tales%20from%20New%20York
Nel quartiere di Williamsbourg a Brooklyn, di fronte al mio appartamento al 140 Havemeyer Street ha sede la Oscilloscope Laboratories fondata 2008 da Adam MCA Yauch (nella foto in basso) membro fondatore dei Beastie Boys.
Casa di produzione e distribuzione cinematografica indipendente, la sede è anche studio di registrazione e laboratorio per la produzione di film.
Anche dopo la morte di Adam Yauch avvenuta il 4 Maggio 2012 la Oscilloscope ha continuato la sua attivita' sotto diverse gestioni.
Ogni tanto lasciano fuori in omaggio centinaia di DVD o Blu-ray non perfetti nella confezione che loro non possono vendere.
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Tales from New York
domenica, maggio 15, 2022
Not Moving LTD "Love Beat" sold out
La prima stampa dei CD di "Love Beat" dei NOT MOVING LTD è SOLD OUT (ancora pochissime (una decina) copie disponibili - con scaletta sbagliata...corretta nella ristampa. Magari un domani varrà di più!).
Il VINILE quasi...anche in quel caso ne rimangono pochi e difficilmente sarà di nuovo disponibile in quel formato.
"Sold out" è sempre una parola che fa piacere...
Arrivata or ora la ristampa.
Thanx Area Pirata la migliore e più sincera etichetta in circolazione.
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Not Moving LTD
Cometa Rossa Edizioni
100 copie numerate e autografate di libri che non saranno mai più ristampati).
I libri si trovano esclusivamente presso la distribuzione di HellNation.
hellnation64@gmail.com
https://www.facebook.com/roberto.gagliardi.9828
COMETA ROSSA EDIZIONI
Antonio Bacciocchi "Sandinista" 2020 (sold out)
Antonio Bacciocchi "Small Faces" 2021
Antonio Baccocchi/Luca Frazzi "40 anni di musica targata Graham Day" 2021
Roberto Calabrò "Rolling Stones. Exile on main st." 2022
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Cometa Rossa Edizioni
sabato, maggio 14, 2022
Maurizio Solieri - Questa sera Rock 'n Roll. La mia vita tra un assolo e un sogno
Autobiografia aggiornata con nuovi capitoli e inserto fotografico della vita artistica (ma non solo) di MAURIZIO SOLIERI, uno dei migliori e più importanti chitarristi italiani. Le vicende si incentrano sulla lunga permanenza (infarcita di abbandoni, "licenziamenti", ritorni, alti, bassi, scontri, amicizia) nella band di VASCO ROSSI ma ricorda anche il proficuo periodo con la Steve Rogers Band, le esperienze soliste, collaborazioni prestigiose, eccessi nei backstage, avventure e tanto altro.
L'aspetto che emerge è come, in Italia, anche i musicisti che hanno raggiunto il vertice nel mainstream, siano costretti a integrare con attività collaterali durante le pause con i grandi nomi, per arrivare "alla fine del mese".
Vivere di "rock" e genericamente di "arte" è sempre un'impresa eccezionale.
Maurizio Solieri (con Massimo Poggini)
Rock 'n Roll. La mia vita tra un assolo e un sogno
Volo Libero Edizioni
euro 20
200 pagine
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Libri
venerdì, maggio 13, 2022
Raffaele M. Petrino - Amerigo Verardi. Il ragazzo magico
Amerigo Verardi è un musicista italiano.
In questa apparentemente banale affermazione c'è tanto e tutto.
Ovvero che per poterti connotare in tal guisa devi inventarti una vita a sé stante.
Fatta di sacrifici, rinunce, fallimenti, ripartenze, occasioni mancate, pochi soldi, fregature, strutture discografiche approssimative.
Amerigo è passato dagli Allison Run ai Betty's Blue, dai Lula, Lotus alla carriera solista, a quella di produttore (dai Baustelle ai Virginiana Miller) sudando letteralmente sangue, circondato dalla giusta e meritata approvazione della critica e da quella (insufficiente) del pubblico.
Nel suo carniere dischi stupendi, avventure uniche, incontri epocali (i pochi secondi al cospetto di uno stralunato Syd Barrett davanti al suo eremo!!!) e tutto il corollario che ogni musicista italiano conosce drammaticamente molto bene.
Nel libro di Petrino c'è tutto questo, ricostruito con minuzia di particolari, recensioni, spezzoni di intervista, dichiarazioni, aneddoti, discografia completa.
Un doveroso omaggio a uno dei migliori autori, artisti e musicisti che possiamo vantare in Italia.
Raffaele M. Petrino - Amerigo Verardi. Il ragazzo magico
Arcana
22 euro
320 pagine
Raffaele M.Petrino è anche autore di "Amore alzati che passa la cummedia di Cesare Basile"
https://tonyface.blogspot.com/2020/11/raffele-mpetrino-amore-alzati-che-passa.html
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Libri
giovedì, maggio 12, 2022
Roberto Calabrò - Rolling Stones. Exile on main st.
Il nuovo, quarto, volume di COMETA ROSSA EDIZIONI è a cura di ROBERTO CALABRO' (scrittore e giornalista) e dedicato a "Exile on main street" dei ROLLING STONES nel 50° anniversario dell'uscita.
Ogni uscita di Cometa Rossa coincide con una ricorrenza precisa.
Il libro ricostruisce nel dettaglio la genesi del capolavoro degli Stones, dai brani lasciati fuori dai dischi precedenti all'irripetibile magia di Villa Nellcôte fino alle session finali a Los Angeles.
Contiene un'intervista esclusiva a MICK TAYLOR, recensioni originali dell'epoca (inglesi, americane, italiane), contributi di Dome La Muerte, Ferruccio Quercetti, Paolo Barone, Fabio Redaelli, il sottoscritto.
Di nuovo nella collana 100 CLUB (100 copie numerate e autografate di libri che non saranno mai più ristampati).
Il libro si troverà esclusivamente (non chiedetene copie a me, non ne ho!) presso la distribuzione di HellNation.
hellnation64@gmail.com
https://www.facebook.com/roberto.gagliardi.9828
“A un certo punto ho capito che se stampi solo cento copie di un disco, allora finisce che quel disco arriva alle cento persone nel mondo che lo desiderano di più”
ALEX CHILTON
Per passione, divertimento, un ennesimo assalto al cielo, spesso sconfitto, mai arreso.
COMETA ROSSA EDIZIONI
Antonio Bacciocchi "Sandinista" 2020
Antonio Bacciocchi "Small Faces" 2021
Antonio Baccocchi/Luca Frazzi "40 anni di musica targata Graham Day" 2021
Roberto Calabrò "Rolling Stones. Exile on main st." 2022
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Cometa Rossa Edizioni
mercoledì, maggio 11, 2022
New York Subway
Prosegue la rubrica TALES FROM NEW YORK.
L'amico WHITE SEED è da tempo residente nella Big Apple e ci delizierà con una serie di brevi reportage su quanto accade in ambito sociale, musicale, "underground", da quelle parti, allegando sue foto.
Le precedenti puntate sono qui:
https://tonyface.blogspot.com/search/label/Tales%20from%20New%20York
La metropolitana di New York City è funzionante tutti i giorni 24 ore su 24, è il mezzo piu usato a New York City e raggiunge tutti i punti della citta'.
Aperta dal 27 Ottobre 1904 con attive 472 stazioni e circa 36 linee.
Ospita tutto il folklore della citta', underground al punto giusto un vero pisciatoio.
Dominato da gente assurda, preserva comunque un fascino irresistibile dove si mischiano personaggi di ogni tipo:
musicisti fighissimi, gente persa fuori da ogni realta', tossici, matti, vagabondi, gente che ci dorme, studenti, turisti e lavoratori.
Molti non pagano il biglietto scavalcando il tornello o passando dalla porta di sicurezza dato che solo la polizia puo multarti se colto sul fatto.
Le stazioni piu importanti sono controllate da polizia mentre nelle stazioni minori il controllo è raro.
Cambi linea e treni all'inizio non sono semplici da capire, molti sono Express e saltano delle fermate, in molte stazioni se sbagli fermata non puoi tornare indietro, devi uscire e rientrare d'altro lato della strada.
Il prezzo per una corsa è 2.75$ e puoi raggiungere ogni stazione della citta', la Metro Card ricaricabile costa 4$ con 1$ trattenuto, altrimenti il biglietto singolo è 3$.
Anche i battelli hanno lo stesso prezzo mentre quello per raggiungere Staten Island è gratuito.
I treni diminuiscono oppure cambiano la percorrenza nel fine settimana.
I famosi Graffiti della New York del passato che tappezzavano treni e stazioni ormai sono rari, un po' per le telecamere che hanno reso sempre piu' difficile per i graffittari rimanere impuniti ma anche l'utilizzo di nuovi solventi che rendono facile la rimozione.
Quello che una volta facevano graffiti a NYC ora sono artisti/pittori molto richiesti e ben pagati per decorare la citta'.
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Tales from New York
martedì, maggio 10, 2022
National Wake - Punk in South Africa
Può sembrare impossibile ma nel Sud Africa razzista e segregazionista di fine anni Settanta operò brevemente una punk band in cui militavano due bianchi e due fratelli di colore.
I NATIONAL WAKE si formano nel 1976 in una comune clandestina unendo Ivan Kadey e i fratelli Gary e Punka Khoza, a cui si unì Steve Moni.
Non era raro che le persone vivessero in comuni in Sud Africa a quel tempo, anche se ciò che era raro è che avevamo persone di razze diverse che vivevano insieme, in una zona bianca.
Occasionalmente, la polizia irrompeva e molestava tutti, minacciando l'arresto o accusandoci di fumare marijuana. Avevamo appena deciso che avremmo vissuto le nostre vite in un modo post-apartheid, nonostante, o senza riguardo per tutte le leggi che erano state stabilite per governare il modo in cui dovevamo relazionarci".
La band suonava un misto di pub rock, punk rock, reggae, funk, in modo rabbioso ma competente ed efficace, fresco e potente (ascoltare "Black punk rockers") con testi che descrivevano la difficoltà di vivere in uno stato fascista, razzista e repressivo.
Pubblicarono un solo album nel 1981 (in sole 500 copie) prima di soccombere alla pressione di polizia e istituzioni ma soprattutto al boicottaggio dei locali che rifiutavano di farli suonare.
Recentemente è stato ristampato tutto il materiale in 'Walk In Africa 1979-81' su ight In The Attic.
"Siamo stati chiamati per un interrogatorio alla stazione di polizia di Hillbrow con un poliziotto molto sinistro, in borghese.
Ci ha detto: Ragazzi dovreste andare all'estero, chiamatevi Exile, farete fortuna.
Lo ha presentato come un consiglio per la carriera, ma sapevi cosa stava dicendo: vi stiamo controllando ragazzi, dovreste andarvene affanculo".
"Era molto stressante. Eravamo giovani, e ci spingevamo oltre i limiti, ma era anche pericoloso.
Non solo a causa della polizia.
Abbiamo suonato nelle township dopo mezzanotte e lì c'erano persone di colore che non pensavanohe fosse bello per i neri suonare bianchi sotto quel regime.
Era piuttosto insidioso in tutto e per tutto".
I fratelli Khoza sono morti prima dei 40 anni (uno suicida, l'altro di Aids) mentre Kadey lavora come architetto a Los Angeles.
"Avevamo iniziato con la visione che questo fosse in realtà un modo per passare a qualcosa di molto più luminoso, un Sud Africa migliore.
Sognavamo che avremmo trasceso tutte le cazzate e che le persone avrebbero ascoltato le nostre cose e sarebbe successo".
" Everybody Loves Freedom
https://www.youtube.com/watch?v=yG6YcEoZscU
Black Punk Rockers
https://www.youtube.com/watch?v=5rN2JHand0g
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Sounds of Africa
lunedì, maggio 09, 2022
Alessandro Stradella
Riprendo l'articolo che ho scritto per "Libertà" ieri.
Immaginiamo sempre il mondo della musica classica o operistica come qualcosa di paludato, rigoroso, fatto di persone integerrime e un po' noiose, concentrate solo sulla musica, intente a scrivere note dalla mattina alla sera.
La storia ci insegna che, anche secoli fa, alcuni dei migliori rappresentanti dell'ambito erano tutt'altro che personaggi seriosi e posati ma, al contrario, non avevano nulla da invidiare alle vite eccessive ed estreme delle rockstar più scatenate. Esistenze costellate da intrighi, reati, attentati alla vita dei protagonisti, eccessi di vario tipo.
Ovviamente a noi arriva solo una parziale rendicontazione dei fatti realmente accaduti e soprattutto non ne conosciamo una buona parte.
Ma bastano a darci un'idea di come un certo mondo abbia sempre avuto un'aura se non proprio “maledetta”, sicuramente poco conformista.
Alessandro Stradella è stato uno dei massimi compositori italiani della sua generazione, ha ispirato fin dall’Ottocento romanzi, film e opere in musica, che ripropongono l'affascinante immagine del genio maledetto, in grado di scrivere opere sublimi ma che nella vita privata indulgeva in pratiche spregiudicate, molto spesso poi amplificate da leggende e racconti esagerati. Non è stato facile ricostruire la sua vita ma pare certa la data di nascita, nel 1.643, in Toscana o a Bologna.
Dopo la morte del padre Alessandro si trasferì da Roma col fratello Stefano e la madre, per vivere a palazzo Lante Della Rovere come paggio del duca Ippolito. E' qui che apprende i primi rudimenti musicali.
La sua fama si forma lentamente ma già intorno ai vent'anni gli vengono commissionati, da importanti committenti, vicini alla Chiesa o di alto rango nobiliare, i primi incarichi come compositore.
Arriva a una certa notorietà nella capitale ma il lavoro è saltuario, mai fisso, basato solo su ingaggi occasionali, pur ben remunerati, che non gli consentono di avere un'entratura costante e sicura e mantenere lo stile di vita di alto livello che già prediligeva.
Il che lo inducono a cercare anche fonti di guadagno non sempre lecite.
Prosegue la sua carriera lavorando duramente per la nobiltà romana scrivendo piccoli classici come Lamento del Tebro (1671) e Il duello (1674), per intrattenere Cristina di Svezia.
Nel 1.670 apre il primo teatro romano, il Tordinona, e Stradella collabora fattivamente a una serie di opere veneziane, scrivendo anche nuove arie. Fino alla sua prima opera, a lungo scomparsa e ritrovata da poco, Doriclea a cui segue San Giovanni Battista, composto per la Quaresima dell’anno giubilare 1675 ed eseguito nella chiesa romana di San Giovanni dei Fiorentini, in una rassegna che prevedeva quattordici oratori di autori diversi.
Nel frattempo Stradella, che è persona di bell'aspetto e di ormai discreta fama, arrotonda i magri guadagni dando lezioni alle donzelle della nobiltà romana ed è cosa nota e risaputa che non siano solo insegnamenti musicali ma che si espandano anche là dove abitualmente non batte il sole.
La cosa non passa inosservata, soprattutto avendo a che fare con clero e ambienti che, almeno apparentemente, richiedono un galateo comportametale piuttosto rigoroso e rigido. Ma non gli basta e allora incomincia a organizzare finti matrimoni tra attempate signore e giovani attraenti e scapestrati, alla ricerca di una dote. Ogni tanto gli va bene ma non di rado finisce nelle maglie della legge o ricercato dai nipoti delle ricche buggerate che, ai tempi, non andavano troppo per il sottile per vendicarsi. Quando punta troppo in alto, facendo sposare un nipote di un potente cardinale con una signorina dalla scarsa moralità, succede il finimondo e questa volta l'unica soluzione è una fuga precipitosa da Roma (dopo essere finito anche in prigione).
E' l'autunno 1.676 e, fortunatamente, trova appoggio e alloggio a Venezia dal gentiluomo Polo Michiel, suo grande estimatore. Ma anche in questo caso, non pago del recente e triste precedente, non rinuncia alle consuete abitudini.
Irretisce l'amante del nobile veneziano Contarini (a cui dava lezioni di musica) e fuggono insieme a Torino dove riparano in due conventi separati, in attesa del matrimonio.
Ma il marito della sua amante non ha accettato di buon grado il tradimento e manda due sicari per far fuori Stradella, che viene accoltellato.
Sopravvive ma è costretto a una nuova fuga, abbandonando la promessa sposa al suo destino e rinunciando ai favori della scandalizzata corte piemontese che lo aveva inizialmente accolto con grande favore.
La sua fama di artista e musicista supera però quella di uomo di malaffare tanto che nel nuovo rifugio, Genova, trova, di nuovo, ospitalità da uno degli esponenti più in vista dell’aristocrazia locale, Franco Imperiale Lercari.
Socio del Teatro Falcone, concede a Stradella, oltre a scrivere musica sacra, da camera e a impartire lezioni private, l'incarico di produrre un’intera stagione d’opera, tra 1678 e il 1679.
E' nella città ligure che esprime il meglio di sé componendo La forza dell’amor paterno e Le garre dell’amor eroico, oltre all'opera comica Il trespolo tutore. La sua permanenza a Genova diventa stabile, si inserisce bene nell'ambiente, ritrova popolarità e anche una buona entratura economica.Gli viene affidato l'allestimento di una sonata a tre voci, archi e tromba, per il matrimonio tra Carlo Spinola e Paola Brignole.
Gli artisti suonano e cantano su un battello, gli sposi assistono da un'altra imbarcazione, ognuno degli ospiti ha a disposizione una barca personale con aiutanti e servitori.
Monumentale rappresentazione dell'importanza ormai raggiunta da Stradella.
Ma anche questa volta le abitudini non cambiano, anche perché vanno di pari passo con il successo. Il 25 febbraio 1682, viene assassinato in Piazza dei Banchi.
Non si conoscono mandanti e colpevoli ma pare sia l'ennesimo frutto di una tresca, questa volta con la sorella del nobile Giovan Battista Lomellini, il 108° Doge di Genova.
Stradella era appena stato processato ma assolto per mancanza di prove ma con la reputazione distrutta.
Non essendo rimasti tanti altri luoghi in cui rifugiarsi aveva deciso di rimanere nella capitale ligure e lasciare che le acque si calminassero.
Ma due persone non erano dello stesso parere e lo lasciarono, una notte, esanime sui gradini di una chiesa. Lomellini verrà anche lui processato ma assolto.
Ci lascia così alla soglia dei quaranta anni un geniale compositore ma soprattutto un personaggio dal profilo unico, destinato a rimanere nella storia, non solo della musica ma anche del costume.
Dalla Treccani:
Stradella fu uno dei massimi compositori italiani della sua generazione. Coltivò quasi tutti i generi musicali: oltre alle opere e agli oratori qui citati, circa 180 tra cantate da camera e serenate, madrigali polifonici, mottetti, musiche strumentali da camera. Nelle sue musiche si osserva la ricerca di mezzi stilistici che, imprimendo maggior forza espressiva all’elocuzione canora rispetto alle opere della generazione precedente, puntano a una rappresentazione degli affetti sempre più ampia e organizzata, in linea con gli sviluppi che fiorirono poi nell’ultimo ventennio del secolo. Tali mezzi includono l’impiego di risorse strumentali ricche e varie (frequente è l’uso di organici divisi in «concertino» e «concerto grosso»), sperimentazioni armoniche, sapienza contrappuntistica, un’invenzione melodica florida e melliflua, e un’acuta sensibilità per gli aspetti ritmici.
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Di cosa parliamo quando parliamo di musica
sabato, maggio 07, 2022
Soul a Bologna + Dome La Muerte a Piacenza
Venerdì prossimo a BOLOGNA al Circolo Sociale della Pace, via del Pratello 53.
ORE 19.
Si parla d SOUL con il sottoscritto, Graziano Uliani (fondatore e direttore del Porretta Soul Festival) e Carlo Babando (scrittore e giornalista di "Blow Up").
Questa sera alle 19 al Circolo ARCI Belleri di Piacenza si chiacchiera un po' con Dome la Muerte e il suo libro "Dalla parte del torto".
Dome suonerà anche un po' in acustico con la partecipazione anche di Madame Lilith.
Alla fine io e Dome intratterremo gli astanti con una selezione di (rigorosamente) 45 giri di vario genere e oscura provenienza (in particolare Prehistoric Sounds dall'infinito passato, leggi blues, rock 'n' roll, rhythm and blues, soul, garage, tutta roba gracchiante e distorta).
Old, loud and snotty!
A seguire "Rockin' pneumonia & boogie woogie flu - Dj Set by Dandy Boy & Walrus"
https://www.facebook.com/events/391430589557864
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I me mine
venerdì, maggio 06, 2022
Utopia - Deface the music
Todd Rundgren è stato (e continua ad essere) una delle menti più geniali e musicalmente anticonformiste della scena pop rock.
Nel 1980 si dedicò con i suoi UTOPIA a un incredibile esercizio di stile con “Deface the music” in cui compone 13 nuovi brani ispirandosi direttamente al repertorio dei Beatles ma con la superba abilità di far apparire ogni episodio come se fosse un inedito dei Fab Four, attingendo dall'ampia gamma di influenze di John, Paul, George e Ringo.
C'è un'ironia di fondo ma in costante equilibrio con una geniale e puntigliosa forma di tributo, corredata da una ricerca di suoni, accordi, progressioni armoniche, modalità ritmiche fedelissime a quelle dei Beatles.
Ogni brano ha un riferimento più o meno preciso a uno o più canzoni della band di Liverpool.
"Everybody Else Is Wrong" è un mix di "I am the walrus" e "Strawberry fields forever", "Hoi Poloi" è una nuova "Penny Lane" (con un pizzico di "Maxwell's Silver hammer"), "Take it home" rivolta "Day tripper" e "Paperback writer".
L'ascolto è un vero e proprio piacere per ogni Beatlesiano ma va apprezzato per la grande capacità compositiva.
Steve Lake, "Melody Maker": “Ever hear Americans trying to sing like Liverpudlians who were trying to sing like Americans?”.
Todd Rundgren: We Did The Whole ‘Beatlemania’ Thing.
I Just Want to Touch You
https://www.youtube.com/watch?v=VCEMuYnP6q8
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Dischi
giovedì, maggio 05, 2022
Abiodun Oyewole
Riprendo l'articolo che ho pubblicato per Il Manifesto sabato scorso.
Abiodun Oyewole è un eroe minore dell’epopea della musica pop(olare).
Membro dei Last Poets, i primi che nei tardi anni Sessanta seppero scrivere le basi di quello che sarebbe stato successivamente conosciuto come hip hop e rap.
Lo stesso Jimi Hendrix, noto visionario e preveggente, nel novembre del 1969 registrò nei mitici studi Electric Ladyland il funk rap “Dorella Du Fontaine” con la voce di un altro Last Poet, Jalalmansun Nuruddin (ai tempi ancora noto come LightinRod). I Last Poets declamano versi al vetriolo su basi tribali, parlano di diritti civili, senza metafore e giri di parole.
Fanno proseliti nei club di New York e anche un giovane scrittore e attivista ne rimane affascinato. Li raggiunge nei camerini e chiede loro come potere fare una cosa simile “Vai su un palco e fallo”.
E così il giovane scrittore Gil Scott Heron diventa musicista.
Abiodun è nella band nell’esordio del 1970 ma per un po’ è costretto ad abbandonarla perché si prende quattro anni di galera per furto.
La buona condotta gli permette però di frequentare un college vicino alla prigione e di laurearsi, aumentando nel frattempo la propria autoconsapevolezza socio politica:
"Malcolm X è stato il nostro percorso verso una comprensione rivoluzionaria. Malcolm X ha attraversato una serie di riti di passaggio. Tutto questo perché l’uomo Malcom non ha mai smesso di cercare di sviluppare e riconoscere il meglio di sé.
Era autodeterminato.
Malcolm stava dicendo che dobbiamo essere di più. E noi lo abbiamo percepito. E lo ha detto meglio di chiunque altro.
Ci ha chiarito le idee.
Quindi tutto ciò che volevamo fare era essere discepoli di Malcolm, usando la poesia per illuminare gli stessi valori che lui ha piantato nella nostra testa”.
Sfrutta la laurea intraprendendo la carriera accademica, insegnando poesia e scrittura.
Negli anni ‘90 torna nei Last Poets, appena riformati, e nel 1994, insieme a un altro membro originario del gruppo, Omar Ben Hassen, siede a fianco di Pharoah Sanders nella compilation “Stolen Moments: Red Hot + Cool”, prima di pubblicare il suo esordio solista, "25 Years", a cui fa seguito, solo nel 2014, "Love Has No Season”.
“Graduate” è il nuovo lavoro, uscito da poco, in cui la sua voce baritonale torna a scavare l’anima, a parlare di una realtà che dai suoi esordi fatica ancora a cambiare, nella quale è sempre necessario ribadire la bellezza della cultura nera, il suo spessore artistico e sociale, in un momento in cui è indispensabile urlare con il pugno chiuso “Black lives matter”.
“Siamo in guerra in America.
È una guerra spirituale e va avanti da molto tempo. Siamo sempre stati in guerra. Quella guerra continuerà finché non ci rendiamo conto di essere una razza: la razza umana”.
Personaggio sempre lucido e attento alla realtà circostante, in un'intervista dell'ottobre 2020 preconizzava un futuro che abbiamo poi visto realizzarsi:
“Tutte queste proteste (del Black live matters), causate dal vivere in un mondo radicato nel razzismo, non significheranno nulla se i neri non si faranno avanti per essere coloro che decidono, definendo chi siamo e chi dovremmo essere. Insomma, dobbiamo avere un potere reale nel 2021. Biden dovrebbe essere il presidente, ma Trump ha in programma di barare come al solito. L'America lotterà contro entrambe le pandemie (Trump e il Covid), ma alla fine l'umanità vincerà la battaglia”.
Ma altrettanto razionalmente ci tiene a sottolineare il suo ruolo:
“Non mi vedo come un profeta. Mi vedo come un poeta attento a tutti i segni circostanti.
Essere qui da un po', mi permette di avere chiarezza sulla vita e su ciò che la vita ha da offrire. Tutto avviene in cicli. Mentre andiamo in giro, dovremmo anche evolverci. La storia ci insegnerà il nostro futuro”.
I Last Poets furono i figli diretti di una generazione di afroamericani che riuscì, a un prezzo altissimo, a evolversi, a conquistare spazi sociali, culturali, politici.
Che prese in mano il proprio destino e ciò che possedeva. La soul music dei primi anni Sessanta dimostrò che poteva gestire il proprio patrimonio culturale.
Le etichette Motown e Stax non erano più entità alla mercé di proprietari bianchi che diluivano il contenuto “nero” per renderlo rispettabile. Chi componeva, suonava, cantava, produceva era nero e finlmente possedeva i diritti sulla propria musica, proposta secondo i propri gusti.
E che incominciò non più solo a lamentarsi di una condizione sociale subalterna nell'America razzista e segregazionista del tempo ma a proporre, a emanciparsi, a parlare di ciò che accadeva nelle città, nelle strade, nei ghetti.
Non a caso Abiodun crebbe in una famiglia in cui il jazz era di casa, con Sarah Vaughan, Ella Fitzgerald, il gospel di Mahalia Jackson in costante sottofondo e dove i genitori successivamente fecero passare sul loro giradischi i dischi della Motown, dagli Impressions ai Tempations e portarono riviste e libri che parlavano dell'autodeterminazione degli afroamericani.
E così il 19 maggio 1968 nacquero i Last Poets.
Non a caso il giorno del compleanno di Malcom X (diventato in una quindicina di Stati degli Usa, il “Malcom X Day”), ucciso tre anni prima.
“Erano i tempi giusti. Avevamo a che fare con le idee di Malcolm e il suo intero concetto di autodeterminazione e nazionalismo nero. Volevamo essere la voce di questa cosa. Quello fu lo slancio della nostra esistenza. Non potevo davvero accettare il programma di Martin Luther King. Rifiutavamo l'idea di sederci accanto a loro in una sala da pranzo o in un bagno. Devi costruire il tuo bagno. Non pregare nessuno per la tua amicizia. Sii quello che sei. Sii rispettoso di te stesso e di ogni cosa vivente intorno a te. Fai sapere loro che queste cose tu non le stai avendo e perciò non li includi nella categoria del rispetto. Questo vale per qualsiasi razza, sesso o religione”.
Un collettivo di poeti, inusuale, ognuno con un'idea diversa ma uniti dallo stesso ideale.
Un connubio difficile che ebbe infatti una vita interna complicata, tra contrasti, scioglimenti, scontri personali. Ma furono la scintilla che diede fuoco a quello che conosciamo come rap.
“Eddie Jefferson e Oscar Davis erano rapper. Avevano intuizioni proto rap, allusioni liriche a cui non avrei mai pensato. C'è molto che può contribuire al concetto di rap. Penso che quello che è successo è che i Last Poets hanno davvero giocato un ruolo importante. Gli schemi in rima che usava Jalal (altro membro della band) erano contagiosi, quella era la roba che catturava l'immaginazione di molte persone. È stato ascoltato ed è stato tramandato. Jalal aveva sempre una poesia. Non ho mai conosciuto nessuno che potesse mettere tutto in rima come lui. E non erano rime sciocche o stupide. Il suo genio è indiscutibile. Onestamente credo che sia stato il suo genio ad accendere le menti di questi giovani rapper. "Deve fare rima, se non fa rima, non va bene."
Un suono seminale, un'idea primitiva che fece partire tutto che arrivò, sia a Gil Scott Heron che alla Sugarhill Gang, sia ai Clash che ai Public Enemy.
“Noi Last Poets eravamo arrabbiati e avevamo qualcosa da dire. Lo abbiamo fatto con il linguaggio. Dritto sulla tua faccia. Siamo stati genitori della generazione hip-hop. Non posso negarlo. Ho lavorato con molti di loro e hanno la nostra stessa rabbia e li capisco. All'epoca c'era un movimento con i Black Panthers e altre organizzazioni, che cercava di garantire i diritti umani per la comunità. Avevamo queste linee guida. Questi ragazzi non hanno queste ringhiere. La rabbia va in ogni direzione. È autodistruttivo. Bisogna ristabilire queste linee. Altrimenti, voleranno tutti giù dalla scogliera. Amo questi ragazzi”.
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Black Power
mercoledì, maggio 04, 2022
No Tax in New York City
Prosegue la rubrica TALES FROM NEW YORK.
L'amico WHITE SEED è da tempo residente nella Big Apple e ci delizierà con una serie di brevi reportage su quanto accade in ambito sociale, musicale, "underground", da quelle parti, allegando sue foto.
Le precedenti puntate sono qui:
https://tonyface.blogspot.com/search/label/Tales%20from%20New%20York
Una cosa particolare di New York City ma credo si cosi anche in tutti gli Stati Uniti è quello di potersi mettere in strada e poter vendere qualsiasi cosa.
Che siano alimenti, vestiti oppure oggettistica varia mettersi su un marciapiede a vendere liberamente non è un reato e moltissimi lo fanno.
In metropolitana si vendono alimenti come la frutta ad esempio tagliata e preparata direttamente sul posto senza autorizzazione, addirittura ho visto vendere un pollo (vivo) sulla 14esima strada.
Insomma stando sotto una determinanta cifra annuale non ci si trova nell'illegalita'.
In Italia interverrebbero subito i vigili urbani allontanando o multando perché illegale.
Un po' di denaro non tassato che non fa male all'economia, come ad esempio le Tips che non sono tassate e possono arrivare anche a cifre molto alte sono totalmente legali.
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