martedì, agosto 27, 2013

Lo strano caso dei Klaatu e i Beatles



Uno degli episodi più particolari e divertenti dell’infinita miniera di aneddoti relativi ai BEATLES risale al 1976 quando uscì l’album d’esordio dei canadesi KLAATU.
Copertina senza indicazioni e una voce, che si sparse in breve a macchia d’olio, che la band non era altro che quella dei BEATLES riformati in segreto.

Le assonanze musicali sono infatti facilmente riconducibili ai Beatles tardo 60’s, post “Sgt Peppers”, psichedelici, con il basso pulsante “alla Paul McCartney” e il drumming spezzato “alla Ringo Starr” nell’introduttiva “Calling Ocupants Of Interplanetary Craftcon” (dove appare e scompare spesso l’incedere di “I’m the walrus”), un brano come “California Jam” che incrocia il riff di “Get back” con melodie tipicamente beatlesiane (anche se più Beach Boys o Bee Gees), accenni vaudeville alla “When I’m 64 four”, vere e proprie citazioni beatlesiane (i più accorti si possono divertire a scoprire evidenti plagi e furti da questo o quel brano), arrangiamenti di fiati ed archi che ritroviamo in abbondanza sul “White album” o in “Abbey Road”.
Il tutto attualizzato in chiave pop glam (Electric LIght Orchestra, Queen, Wings) in voga all’epoca.

Non mancarono subito altre prove “inconfutabili” come un’università di Miami che confrontò le voci di Paul con quelle dei Klaatu e le dichiarò uguali o un DJ australiano che invece dichiarò che si trattava di un “lost album” dei Beatles intitolato “Sun” (guarda caso la copertina riportava un sole), suonando al contrario (ti pareva...) il brano “Sub Rosa subway” e filtrandolo con un oscillatore a bassa frequenza (......) era evidente il messaggio 'Its us, its the Beeeeetles!'.
Ma la prova regina veniva dal nome della band ovvero il protagonista del Bmovie degli anni 50 “The day the earth stood still” (“Ultimatum alla terra” in italiano) che Ringo Starr aveva impersonato nella copertina del suo album “Goodnight Vienna” del 1974.
Non appena fu ventilata l’ipotesi che fossero i Beatles l’album impennò il numero delle vendite e prontamente sia il manager che i dirigenti discografici alimentarono il mistero rifugiandosi dietro ad un furbesco “no comment”.

Il gruppo proseguì la carriera per altri quattro album sempre seguiti, nonostante successive ed espliciti smentite con tanto di nomi e cognomi, foto dei componenti, da un alone di mistero da parte dei beatlesiani più irriducibili.
Il secondo album “Hope” del 1977 venne addirittura registrato a Londra con la London Symphony Orchestra (evidenziando quindi qualsiasi estraneità con i Fab Four).

5 commenti:

  1. Storia mai sentita.
    Stranissima ma in effetti sono molto somiglianti ai Beatles

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  2. Sempre stato curioso e adesso, finalmente, posso togliermi la curiosità: Spotifato all'istante!

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  3. Il primo album c'è tutto su Youtube

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  4. Ridicoli: L'ho tirato giù dopo quattro pezzi.
    A me ricordano al massimo gli Styxx o Reo Speedwagon, che credo avranno tratto ispirazione da sti tizi, ma per favore.....

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  5. Era però il 1976 e le aspettative erano altre.
    In ogni caso il timbro Beatles è evidente e pesante

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