mercoledì, agosto 28, 2013

Gualtiero Jacopetti e Africa addio



A cura di Andrea Fornasari

Personaggio scomodo e controverso, visionario ma realista, protagonista di scandali, tacciato dalla critica di razzismo e fascismo, Gualtiero Jacopetti (1919 - 2011) è stato un testimone d' eccezione della storia politica, sociale e culturale italiana a partire dallo scoppio della seconda guerra mondiale fino alla metà degli anni settanta.
Autore con Franco Prosperi dei fondamentali documentari "Mondo cane" (1962) e "Africa addio" (1966), due successi di pubblico mondiali, vincitore del David di Donatello e del Golden Globe, giornalista per la Settimana Incom e per il Corriere d' Informazione, fondatore della rivista Cronache e direttore del cinegiornale "L' Europeo Ciac", Gualtiero Jacopetti ha avuto il destino - o la straordinaria capacità - di trovarsi sempre al centro delle cose e degli avvenimenti.

Accusato da più parti di essere il padre del cinema "trash", "un mistificatore per vocazione", "forse il filmaker più irresponsabile che sia mai esistito", Jacopetti è stato senza dubbio un 'cattivo maestro' che non ha disdegnato di sfruttare - a torto o a ragione - la faciloneria e l' arretratezza culturale della società del tempo per propinare immagini shock.
Ma al tempo stesso è stato anche un uomo dall' indubbio talento, un cronista curioso e feroce, un viaggiatore dalle avventure epiche, la cui unica vera casa è stata il mondo.
In ogni caso una figura impossibile da ignorare.

L' umile consiglio è quello di visionare le due pellicole sopracitate e di conseguenza farsi un' idea del prodotto. Personalmente apprezzo molto sia "Mondo cane" che "Africa addio" e li ritengo due capolavori.
Spenderò solo due parole su quest' ultimo: un film-documentario che mostra senza alcuna censura gli effetti e le conseguenze della rapida e sregolata decolonizzazione africana operata dalle principali potenze europee a partire dagli anni sessanta.
Al di là delle polemiche - ragionevoli e non - suscitate all' epoca della sua uscita, alcune mirate a enfatizzare la rilevanza del montaggio delle scene in fase di produzione a scapito dell' urgenza e del "vero", altre di ordine politico che denunciavano la presunta volontà degli autori di mostrare un continente talmente barbaro e arretrato, così primitivo e brutale, da risultare tendenziosi fino a giustificare - secondo queste critiche - un fascismo imperialista in grado di riportare ordine e civiltà in un paese totalmente in preda all' anarchia, al di là di tutto questo, resta uno degli esempi più coraggiosi e originali di pellicola volta a documentare una fase cruciale e problematica dell' intera e tormentata storia africana.
Ai posteri l' ardua sentenza.

Il sottoscritto si limita a rilevare, fra le altre cose pregevoli, l' incredibile apporto musicale di Riz Ortolani con i suoi temi sempre "in contrasto con le immagini" che sottolineano in maniera magistrale gli aspetti più contraddittori e le sequenze più crude, così come quelle più poetiche.
La voce fuori campo che ci accompagna per tutto il film, mai sopra le righe, rivela la triste ironia che spesso si cela nelle tragedie.

36 commenti:

  1. Questi due documentari si trovano sul Tubo?

    Charlie

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  2. Si ci sono. Alcuni sottotitolati in altre lingue

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  3. Grande AndBot come sempre!
    Come mai non commenti più? Troppo preso nei tuoi argomenti? Ricordo le due cose quando ero bambino, in particolare infatti mio padre (abbastanza conforme all'epoca) ne diceva di tutti i colori, io ovviamente ne son rimasto sempre incuriosito. Comunque ho ancora la cassetta di Mondo Cane più un bel po di mp3 assortiti del grande (davvero) Riz Ortolani

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  4. E ad ogni modo non è che lui si è inventato le storie, filmava quello che succedeva davvero, poi i pirla s'incazzavano perché ovviamente si sentivano sputtanati (gli italiani ovvio, gli altri manco sapevano di cosa si trattasse probabilmente).
    Acuto, cinico e dissacratore, proprio come piace a me.

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  5. Buongiorno Sir, sono un po' a corto di tempo: non commento ma vi seguo appena posso.

    I due films si trovano su youtube: "Mondo cane" in italiano e diviso in tre parti, "Africa addio" sempre in italiano con sottotitoli in spagnolo o portoghese (mi pare) e in un' unica soluzione.

    In effetti molte polemiche erano davvero sterili, ma d' altra parte si era abituati ai documentari edulcorati che mostravano il "buon selvaggio" con l' osso al naso, ovvero un' immagine più subdolamente razzista che non quelle mostrate da Jacopetti e company.

    Che senz' altro calcarono la mano in alcune scene ma che, tutto sommato, tranne qualche piccolo "trucco" in fase di montaggio (irrilevante, secondo me) non erano altro se non ciò che stava realmente succedendo.

    AndBot

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  6. Ai tempi, in mancanza delle possibilità attuali di informazione (internet etc) per quelli di "destra" il Terzo Mondo era un mondo selvaggio tenuto a bada dai bianchi buoni che portavano la civiltà per quelli di "sinistra" i neri oppressi erano i buoni che lottavano contro l'invasore.
    Far vedere e dire che invece i bianchi erano schiavisti e razzisti e massacravano quando gli pareva necessario e che i neri si massacravano spesso fra loro per questioni tribali era scomodo e poco credibile.

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  7. Si io mi riferivo a spezzoni di mondo cani dove c'era anche roba girata in Italia, paese all'epoca sottosviluppatissimo e sottocivilizzato (in particolar modo per questioni religiose specialmente al sud)e che causarono le ovvie reazioni che ben sappiamo e conosciamo.

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  8. "Mondo Cane" suscitò in effetti un vespaio di polemiche proprio in Italia: le tradizioni religiose, le ricorrenze di santi e patroni, le processioni da paese sottosviluppato mostrate alla stregua di usi e costumi primitivi non furono accettate di buon grado, com' era prevedibile, in una nazione sostanzialmente devota al cattolicesimo.

    Ma è proprio interessante il fatto che anche in paesi civilizzati restino intatte certe forme di tribalismo ben camuffato: vedi parate militari, funerali e superstizioni varie.
    Tutto ciò può farci capire come, in un certo senso, tutto il mondo (cane) è paese.

    Detto ciò, è ovvio che l' azione civilizzante ha il compito di mitigare gli istinti naturali più barbari e feroci.

    Ma è anche difficile capire come mai siamo più colpiti da una scena di caccia con lancia che non con fucile, da scene di guerra a colpi di machete che non di armi tecnologiche: sembra che la morte inflitta (e le sofferenze) siano diverse. Pensiamo che uccidere con le bombe sia preferibile all' usanza di mangiare fegato e cuore del nemico, ma ciò che vogliamo nascondere è il sangue, e con la tecnologia ci riesce meglio.

    AndBot

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  9. Per virare in termini culinari ognuno di noi prova orrore all'idea di mangiare un cane (pratica comune per milioni e milioni di cinesi e coreani).
    Magari davanti ad un piatto di cavallo crudo....

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  10. Mia moglie (e tutti i britannici e australiani) inorridisce al solo pensiero della carne di cavallo, la considerano infatti una pratica assai barbara.

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  11. Io mai mangiata ma quotidianamente lo fanno i miei colleghi.
    Ma neanche bruciare vive le aragoste o le lumache è pratica particolarmente civile

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  12. Bisogna distinguere.
    Io la carne di cavallo (cruda) da bambino l'ho sempre mangiata, me la dava mia mamma che era di Parma a dir la verità non ho mai pensato che ci fosse qualcosa di sbagliato, adesso non la mangio da 25 anni o giù di li perché non mi piace più.
    Aragoste e lumache è l'unico modo per cucinarle,(arcane)pratiche francesi sul cui grado di rispetto per gli esseri viventi incluse le persone fino a ben dopo l'era napoleonica nutro più di un dubbio (ad ogni modo le mangio ancora e con gran gusto), ma non che quando si mandano bovini,suini e pollame al macello parliamo di pratiche particolarmente raffinate.
    La storia dei cavalli e delle popolazioni di lingua inglese è una cosa a se stante.

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  13. Anch'io mangio la carne (raramente ma la mangio) e i salumi e so bene cosa succede nei macelli.
    Nelle società "arcaiche" (come era l'Italia fino a poco tempo fa) macellare gli animali da sè era pratica comune. Ammazzare il maiale era una gran festa. Da piccolo in campagna da me ho assistito un po 'di volte alla cosa.
    E non lo facevano con la scarica elettrica.....

    E' la modernità che ha anestetizzato il tutto.
    E il discorso si ricollega alla normale e quotidiana brutalità evidenziata nei film di Jacopetti che tanto scandalizzavano

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  14. Si, io però nel caso particolare mi riferivo di più alle storie legate alle superstizioni religiose
    Se si mangia la carne in un modo o in un altro le bestie van fatte fuori. Il discorso vero secondo me è che poi quando uno fa una roba del genere con le solite stronzate 'tradizioni', 'usi, costumi', 'cultura contadina' e poi gli fan vedere com'è nudo e crudo attraverso una tele o un cinema, di sicuro ci resta male e le reazioni vanno dal minimo dell'indignazione al massimo della condanna nazionale attraverso stampa, tv, e chi più ne ha più ne metta.

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  15. Poi anche io assistetti da bambino allo sgozzamento del 'nimal' e a pensarci ne son traumatizzato ancora oggi, ciò non toglie che mangereri un salame al giorno (se non mi scoppiasse il fegato)

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  16. bisognerebbe poter mangiare gli animali da vivi senza ucciderli

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    1. A poco a poco, una fettina al giorno

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  17. In effetti ciò che ad una latitudine è considerato efferato altrove è considerato normale. Immagino che impatto può aver avuto questo tipo di film (che cercherò senza dubbio nel Tubo) in un periodo come quello dei tardi anni 60 dove quasi tutto era politica e le sfumature erano andate a puttane. Andare poi ad infastidire le gerarchie vaticane (minusclo d'obbligo) evidenziando l'anacronismo di certe manifestazioni deve aver procurato diverse rotture di coglioni a chi distribuiva il film. Ah proposito di religioni ed animali pure lo sgozzamento dell'agnellino non è che sia proprio il top. Anyway pure io come alcuni di voi, pur non essendo eccessivamente carnivoro, davanti ad un bel paio di fette di prosciutto tagliato rigorosamente a mano mi arrendo.

    Ps: il Gallo ha la foto più bella di tutto il forum. UTV

    Charlie

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  18. un maiale una volta mi voleva mangiare
    mi sono battuto da casula e ho avuto la meglio

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  19. chi e' quello della foto gallettiana?
    oink oink

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  20. Dennis Mortimer capitano del Villa vincitore Coppa campioni 1982 contro il Bayern (boooohhhh)..1-0

    eh?

    C (cugino claret&blue)

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  21. beh, qui a casa mia (io abito in una vecchia corte) facevano quella pratica ,.. veniva un cosiddetto 'masalèr' (norcino).e d'inverno facevano salami, pancetta, cotechini, grepùlj (ciccioli), coppe , lardo etc. etc. ,...era purtroppo così ma il cosiddetto 'masalèr' imparava l'arte a 12 anni e imparava anche a come non far soffrire il povero maiale,...o mia nonna aveva centinaia di galline,..ogni tanto doveva fare il brodo per i capelletti,..mica era crudeltà,...eran pratiche che duravano da 500anni

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  22. da 1500 anni, sorry,...d'altronde anche in Texas se magnano li 'brasöli 'di manzo,...in Norvegia ho visto in un doc. mangiano la testa di pecora,in Thailandia di scimmia...qui si faceva il salame di lingua di pursèl (non Frank),....mi ricordo una volta durante un esame un prof. , guardando il libretto mi disse: 'ahh, lei è di mn??,..sono venuto mercoledì a mangiare le rane in un ristorante dalle vostre parti, ottime',...sono tradizioni,...mondo cano:)(chi era faletti??:)

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  23. cmq esulando dalla gastronomia ,..Jacopetti inventò effettivamente un 'genere',...ricordo un film italiano fine anni '60 sulla 'liberale' Svezia fatto con un taglio palesemente catto-moralista, non ricordo il titolo ora

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  24. ah, et voilà,...Svezia: Inferno e Paradiso (1968),...muy sensazionalistico-moralista con la voce 'giudicante'

    http://www.imdb.com/title/tt0063660/reviews?ref_=tt_urv

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    1. Rivisto un dieci anni fa, ma ricordo che feci il giro al contrario, recuperai prima la colonna sonora del grande Piero Umiliani e poi il film.

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  25. sul discorso, ciddì,...copio/incollo letteralmente da un sito :

    'Interamente girato a Parigi, esce domani #Non passerai, il nuovo video di Marco Mengoni che racconta la storia del 'Collezionista d'amore'. Questo strano personaggio passeggia per Parigi con un grande cuore e con una strana scatola di cartone sulla testa, chiedendo di scattare foto ricordo a tutti quelli che incontra. Tutti si prestano e posano al fianco di questo strano personaggio che solo nel finale scopriamo essere proprio lo stesso Mengoni.'


    e chi se ne frega??...:)aridatece i Wall Of Voodoo,..poi non ci si lamenti.

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  26. ...i Rolling Stones mica avevano bisogno di comunicati del genere,...e chi l'ha scritto , Faulkner??

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  27. mah in Africa non è che la situazione sia granchè migliorata, la vita continua a non valere un cazzo, come quando han girato la pellicola doc sulla decolonizzazione, ci vorrebbe qualcuno con le palle adesso a mostrare certe nefandezze (bianche e nere of course)

    poi dovendo scegliere tra morire con un colpo alla nuca oppure sgozzato con un machete, scelgo la prima, gli omicidi rituali valgono doppio ma solo per i carnefici

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  28. infatti la colonna sonora era il massimo,...la 'voce giudicante-moraleggiante' stucchevole

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