mercoledì, settembre 12, 2012

Sweet Soul Music: Blue Eyed Soul



Do you like good music ?
That sweet soul music


Un viaggio periodico alla scoperta di tutti i filoni della SOUL MUSIC dal Chicago Soul allo Pychedelic Soul, via Northern, Country Soul, Blue Eyed Soul, Memphis Soul, Smooth, Southern etc.

Il BLUE EYED SOUL è quella frangia soul (e rhythm and blues) interpretata dai mid 60’s in poi da cantanti e artisti bianchi (sostanzialmente NON una caratterizzazione artistico/sonora vera e propria ma un ambito più che altro giornalistico).
Fu il conduttore radiofonico di Filadelfia George Woods a coniare il termine riferendosi, a metà dei 60’s, ai Righteous Brothers.
Il termine poi si allargò anche a personaggi come Tom Jones, Mitch Rider, Box Tops di Alex Chilton, Rascals , Timi Yuro (una delle rare rappresentati femminili del “genere”) e perfino a Spencer Davis group e Small Faces fino, a cavallo tra 60’s e 70’s, a Van Morrison, Eric Burdon, Joe Cocker.

Negli anni 70 anche David Bowie nel periodo “Young Americans” venne sfiorato dalla definizione, più consona all’epoca, al pop soul di Hall&Oates, Average White Band, Robert Palmer, Tower of Power.
La parola non fu mai troppo amata dalla comunità nera americana che si sentiva culturalmente (per l’ennesima volta...) defraudata.
Negli anni recenti del termine si è spesso abusato.
Probabilmente i riferimenti più corretti sono per Amy Winehouse, Duffy, la prima Joss Stone, in parte Adele.

Discografia consigliata:
Righteous Brothers - Greatest hits
Micht Ryder & the Detrot Wheels - Breakout (1966) e Sock it to me (1967)
Joe Cocker - With a little help from my friends e Joe Cocker (entrambi del 1969)
Van Morrison - Astral Weeks (1968) e Moondance (1970)
Box Tops - Greatest Hits (1982)
Average White Band - AWB (1975)
Tower of power - Tower of power (1973)
David Bowie - Young americans (1975)
Joss Stone - The soul sessions (2003)
Amy Winehouse - Back in black (2006)


54 commenti:

  1. Anche Rod Stewart ci può stare

    RispondiElimina
  2. Ah la divina Amy.....pure il minatore Tom Jones è un cavallo di razza. Mi incuriosisce il Bowie del 1975, sapevo che il Duca aveva avuto un periodo modernista (in molte compilatione di genere si trova la sua interpretazione di I dig Everything) ma non ero al corrente di questa connessione con il soul degli anni 70. Il Duca è sempre stato poliedrico, sarà il caso di studiarlo meglio.

    Charlie

    RispondiElimina
  3. Diciamo che la visione "soul" di Bowie era molto contaminata e, come sempre, personalissima.
    Più che soul è black music (con tanto funk) a 360 gradi ripassata attraverso la sua creatività.
    Bowie con il nome David Jones ha fatto un tot di 45 giri di classico rhythm and blues bianco con varie band, in pieno stile mod...ma poco interessanti.

    Rod Stewart in effetti per certe cose soliste ci può pure stare ma solo occasionalmente.

    Mi manca MOLTO "il prossimo album di Amy Winehouse"

    RispondiElimina
  4. Anche i KC & Sunshine Band sono considerati Blue eyed Soul ;-) (Massimo Oldani docet)

    RispondiElimina
  5. ecco diciamo che così a caso, senza sapere il nome della corrente, mi ci ritrovo dentro! mi ritengo "young american", come musica rappresentativa del mio essere, e la mia nuova scoperta in mp3 di questa settimana è proprio Amy Winehouse.MI segno gli altri link utili, e studio ^_^ grazie!!!

    RispondiElimina
  6. Uhmm KC ? A parte che erano due bianchi su 9 ma senza entrare in dispute "razziali" erano decisamente funk e disco music più che soul...

    RispondiElimina
  7. ElenaSole: dai un ascolto a qualcuno dei suddetti nomi (e se ti piace Amy gradirai sicuramente anche Joss Stone) e poi da lì si può arrivare ai mille meandri della soul music. Un sound eccezionale !!
    Di cui continueremo a parlare nelle prossime esaltanti e fantasmagoriche puntate di "Sweet Soul Music"...dopo la pubblicità.

    RispondiElimina
  8. "Contro il logorio della vita moderna..."

    W

    RispondiElimina
  9. Occhio. Qualcosa di Southside Johnny (la bomba dal vivo Reach up and touch the sky con il medley di Sam Cooke), il live di Graham Parker Parkerilla, Frankie Miller (una raccoltona dei suoi dischi su Chrisalys, di cui un tot. prodotti da Allen Toussaint) e il numero uno, ma veramente, EDDIE HINTON. Il suo Very Extremely dangerous ed il successivo Letters from Mississipi (pubblicato, al tempo, in vinile bianco). Negli italiani gli Hot Mama.....ma vai a cagare, Carlo.....

    RispondiElimina
  10. Eddie Hinton , non conoscevo....grazie per la dritta !

    RispondiElimina
  11. Io ci metterei filologicamente STEVE WINWOOD ( e sue bands tra 60 e 70)
    E metterei pure CHRIS FARLOWE.

    (Bowie: i suoi singoli,con i Lower Third, per la PYE che citava Charlie a me piacciono parecchio..piu' pop che R&B come i precedenti con Mannish Boys e King Bees)

    C

    RispondiElimina
  12. Vero, grande dimenticanza: Chris Farlowe grandissimo.

    RispondiElimina
  13. Georgie Fame si può cnsiderare Blue Eyed Soul?

    E George Micheal?!

    W

    RispondiElimina
  14. beppekin: ahaha! ma l'ha detto Oldani?
    C

    RispondiElimina
  15. e ugo pagliai? e paul newman?

    RispondiElimina
  16. haha! se pero' parliamo di gruppi "misti" penso ai FOUNDATIONS..ma non so se assimilabili al BES
    C

    RispondiElimina
  17. datemi ascolto, cazzoni. recuperatevi Eddie Hinton, l'unico bianco che avrebbe potuto tenere botta con Otis Redding. Mica uno qualsiasi. Se poi fate i bravi e mi invitate a bere un bicchiere vi masterizzo (faccio masterizzare, neh) un Live in Porretta di qualche decennio fa', prodotto da Sweet Soul Music, inesistente in commercio. O sara', magari, in rete? Boh, fate un po' voi. E comunque anche con la chitarra era un mostro, amico di Duane Allmann. Quando mori' questo, indovinate un po' chi voleva il buon Greg nella band?

    RispondiElimina
  18. piano..piano..
    prima il Boss deve rispondere ai vari quesiti postigli:
    G Fame
    G Michael
    U Pagliai
    P newman
    Foundations

    chi era Blue Eyed Soul?

    RispondiElimina
  19. Te lo posso dire io? Nessuno. Forse Blue eye ero il solo Franchino Sinatra. Ho vinto quaccheccosa?

    RispondiElimina
  20. Io ci metterei il poco conosciuto BARRY RYAN (quello di Eloise,credo suo unico successo)..

    C

    RispondiElimina
  21. Georgie Fame è di una categoria A PARTE!
    Si tratta della categoria PIU' ELEVATA!
    E' L'UNICO A FARNE PARTE!!!

    cheers!

    RispondiElimina
  22. E Fay Hallam che dal vivo fa un'esaltante versione di "Nothing but a heartache" delle Flirtations ce la vogliamo mettere tra gli esponenti del cosiddetto Blue Eyed Soul?

    Scherzi a parte, due sole citazioni: la grandissima Dusty Springfield, bianca, British ma molto molto "nera" in quanto a voce, e Viola Road Adami, de noantri ma con un favoloso approccio soul.

    Fabio T.

    RispondiElimina
  23. Io inserisco i Faragher Brothers e il loro primo album, una vera chicca blue eyed soul.

    RispondiElimina
  24. E comunque, per il genere, Hall&Oates sono una spanna sopra a tutti.

    RispondiElimina
  25. Foundations ci possono stare come pure Dusty e Chris Farlowe.
    Anche Georgie Fame anche se molto più R&B e beat.
    Eddie Hinton grande (ascoltato alcune cose).

    George Michale in mezzo a tante tavanate ha piazzato pure qualcosa di new soul niente male

    RispondiElimina
  26. Una volta qualcuno mi ha detto che grande voce soul nostrana assolutamente underrated è... Drupi...

    ...ma i caratteri del blog son cambiati ancora?...

    W

    Behind Blue Eyes - Cass Ulah

    RispondiElimina
  27. Drupi ha una grande voce ma la musica proosta non lo ha mai aiutato.
    Lo stesso per Fausto Leali mentre la voce più soul è quella di Rita Pavone. Spacca!

    RispondiElimina
  28. Grande Drupi! casula!!!
    Ho l'autografo di fausto leali
    C

    RispondiElimina
  29. Rita Pavone è un mito. Una Lulu nostrana...

    Fabio T.

    RispondiElimina
  30. L'ho sentita cantare un pai odi anni fa in TV un paio di classici soul (non mi ricordo cosa). Da paura.
    Quanto talento sprecato.

    RispondiElimina
  31. "Bella e strega" di DRUPI del 1997 fu inciso a LA con Larry Duun ( Earth Wind and Fire), di Vinnie Collaiuta (tra i più grandi batteristi al mondo), di John Patitucci (bassista di Chick Corea) di Jim Crespo (chitarrista degli Areosmith) di Charles Fearing (chitarrista di Michael Jackson), del The Pentecostal Community Choir (il più importante coro gospel di L.A., spesso chiamato da Mariah Carrey per spettacoli dal vivo).
    Non so con che risultati....

    RispondiElimina
  32. Risultati parziali su tutti i campi, direi...beh, basta cacciare la pila...se Tony Levin ha suonato su un disco di Gigi D'Alessio...

    OT: ma la taccata di Biagio Antonacci a Miss Italia, spero nessun di voi sia stato così sfigato da imbattervisi...

    W

    RispondiElimina
  33. Beh, Rita Pavone ha avuto un grandissimo successo nei Sessanta. Poi, come tanti altri legati a quella particolare felice stagione, si è un po' persa per strada. Credo che poi abbia avuto anche qualche problemino di salute che certo non aiuta.
    Anche Carmen Villani, prima di derivare nel softporn casareccio, credo abbia avuto un trascorso r&b/soul di un certo livello...

    Fabio T.

    RispondiElimina
  34. Infatti Carmen Villani viene citata da qualche parte come interprete di BES.
    Pure Mina

    RispondiElimina
  35. Beh, Mina è interprete di tutto. E di più.

    Fabio T.

    RispondiElimina
  36. Mina altro talento sprecato.
    Poteva diventare una Ella Fitzgerald, una Nina Simone.
    Si è invece appiattita su dischi sempre uguali, faciloni, pallosi

    RispondiElimina
  37. E il povero Joe South?

    W

    RispondiElimina
  38. Sentito qualcosa su youtube di Eddy Hinton! Grandissimo! Grazie Carlone!

    W

    RispondiElimina
  39. Cantanti italiani bravissimi ce ne sono stati molti,anche come interpreti della black music.
    Uno su tutti l'ho conosciuto io,cioè Pierfranco Colonna,che dopo un paio di anni con i Ragazzi Del Sole nel 1966 mise su i BOA BOA : autentica band di R&B sul modello americano dell'epoca,con tanto di ballerina di colore (c'era anche nelle serate al Brancaccio di Roma,come supporter di Jimi Hendrix).
    Il problema è che,come lui stesso ha sempre ammesso,la lingua italiana mal si adatta al soul/blues ed i suoi derivati,per cui quando doveva interpretare in modo preciso i grandi classici doveva farlo in inglese...dal vivo andava benissimo,ma i discografici non facevano incidere quasi mai in inglese i gruppi italiani.
    Infatti di formazioni italian sixties che riprendono il sound "nero" ce ne sono pochissime,su disco la maggior parte incidevano brani beat o tipicamente bianchi (con risultati spesso stupefacenti),mentre una piccola minoranza si adattava ai ritmi souleggianti...un altro vocalmente dotato era Leali,che però eccelle anche lui nel beat (soprattutto nel secondo LP con i Novelty)e persino la Zanicchi agli esordi aveva una grande voce "soul"...ma il problema resta,perchè la lingua non è così ritmica come lo è quella anglosassone.
    Infatti ancora oggi la scelta della lingua italiana cade sempre su musicalità maggiormente POP melodiche che altro,per via delle radici storiche e culturali della nostra musica.

    RispondiElimina
  40. Ci terrei a nominare Chris Clark, prima bianca che ha firmato per la Motown, e a proclamare Tom Jones mia voce maschile bianca preferita, e soprattutto che se la cava ancora piuttosto bene, riascoltatevi If he should ever leave you di un paio di anni fa. Ma solo se vi fidate di uno che oggi girava con la maglietta di un certo gruppo beat che mi dicono fossero bravi ragazzi, tali Cris Zebra e i Metallurgici...
    Marco MODS Trieste

    RispondiElimina
  41. Drupi...suonato come una campana. Concordo con Tony, grande voce. Poi le canzoni sono quelle che sono. Comunque ancora di successo, nelle tristi lande tipo Polonia. Adesso lo trovate tutto il giorno sul suo barce' a pescare, sul Ticino. Forse, dico forse, riesco a coinvolgerlo con qualcosa di soul-ballad. Ma ha una voglia di "lavorare" che saltami addosso. Ai tempi del Lido Po di Pieve Porto Morone, quando si andava oltre il liscio, faceva una parte di stagione estiva con il suo gruppo, Le Calamite. Che spaccavano con soul e R&B. Negli italiani, un blue eyed della madonna era Andrea Mingardi con i Supercircus. Anche loro facevano stagione al Pierrot di Sarmato a botte di black. E fischio se suonavano! "quest che l'e' un fanchi....fanchi fanchi fancul....

    RispondiElimina
  42. ...e Zucchero. Potra' non piacere e stare sui marroni, ma qualcosina di bello l'ha fatto. Siamo dalle parti dei primi dischi, Blue e Oro Incenso e Birra, quando, anche lui, era andato a sciacquare i panni nel Mississipi, dalle parti di Memphis. Anche lui gironzolava i locali con la black.

    RispondiElimina
  43. Irraggiungibile MARCO MODS!!!
    Cris Zebra e i Metallurgici!
    Solo un fine conoscitore come te poteva ricordsarseli..
    Ogni tanto arrivano info,ma incerte..sono ancora "in pista"?
    Grande gruppo..idoli Casula per eccellenza
    Qualche notizie dal batterista,che ora sta in Liguria,arriva..

    E' ora di un loro nuovo rilancio!

    C

    (MarcoMODS..what about USA?)

    RispondiElimina
  44. Il paragone Rita Pavone/Lulu è bizzarro ma ci sta e neanche poco. Ho letto una carrellata di nomi interessanti, stasera Youtubbo e studio. Oh poi secondo me Marco Mods ha ragione: la voce di Tom Jones ancora oggi è da delirio.

    Charlie

    RispondiElimina
  45. Appoggio Tom Jones. Ha fatto anche un paio di album ultimamente di grande livello in particolare "Praise and blame" disco di blues, soul, gospel, duro e ruvido che la casa discografica ha rifiutato e lui si è pubblicato da solo.
    Consigliatissimo.
    E poi un ex minatore gallese merita solo per le sue origini

    RispondiElimina
  46. e allora tutti in coro la versione italiana della sua Delilah..
    Mai mai mai ti lasssioooo
    Mai mai mai da solaaaaaaaaaa....

    C

    RispondiElimina
  47. Ehehehhh
    "La nostra favola" di Jimmy Fontana,ma era molto più ruvida nella versione dei Ribelli
    con Demetrio non c'erano rivali !

    RispondiElimina
  48. Ma Stratos stesso ha avuto molto a che fare con la black-music et similia : a parte che,per conto mio,la versione dei Ribelli di "Get Ready" è persin più bella di quella dei Rare Earth (uscita dopo)
    mio fratello mi disse di averlo conosciuto alle Rotonde di Cuorgnè,un po' prima di entrare negli AREA...ed aveva un gruppo di R&B e funky !
    Forse sono citati anche nel libro di Giampiero Madonna,ma adesso mi sfugge il nome.

    RispondiElimina
  49. Armando Madonna su rigore (mannaggia a lui!)
    ha ha ha ha ha ha ha ha ha

    RispondiElimina
  50. Old boys casula vi seguo a intermittenza ma siete nel mio cuore anzi nelle mie orecchie. Apprendo con gioia del successo (di nicchia) del gruppo psych beat Cris Zebra e i Metallurgici con il pezzo Dont Bogart It

    Anche Diana Krall non è male anzi ahahahah

    Tom Jones talento da vendere e classe

    Demetrio era la VOCE anche se andò via di testa con le sperimentazioni vocali (inascoltabile), in Daddy's Dream canta con la voce Suol di un nero di Chicago con i coglioni

    Rita Pavone voce che spacca ma non l'ho mai sopportata, troppo maschiaccio

    RispondiElimina
  51. La versione di "Get ready" dei Ribelli è fantastica da antologia soul accanto ai grandi nomi

    RispondiElimina

Related Posts with Thumbnails