venerdì, settembre 21, 2012

Cultura 70's: Muzak e Gong

Primi anni settanta, epoca di continui cambiamenti anche in ambito musicale, dove al beat e alla psichedelia degli anni 60 si era sostituita una nuova visione musicale, più complessa ed elaborata che passava attraverso il prog, le contaminazioni tra jazz e rock, mentre la tradizione del decennio precedente si evolveva in hard rock e glam.
In Italia si aggiunsero cantautori e una strettissimo connubio con l’estremismo politico.
In ambito editoriale a fianco dell’istituzionale “Ciao 2001” e a varie pubblicazioni underground, furono due le riviste che provarono ad aprire altri orizzonti e ad entrare più dettagliatamente e con più coraggio nei nuovi gusti giovanili: MUZAK e GONG.

MUZAK nasce nell’ottobre 1973 (400 lire per 68 pagine) con l’eloquente sottotitolo di “Mensile di musica Progressiva-Rockfolkjazz”, direttore Giaime Pintor e redattori come Lidia Ravera (che fu anche vice direttore nel 1975 e di inchieste sui giovani studenti medi e la libertà sessuale), Riccardo Bertoncelli , Fernanda Pivano, Enzo Caffarelli, Marco Ferranti, Manuel Insolera, Piero Togni.
Spazio alla musica dei tempi, molto jazz, tanta politica (la provenienza era l’estremismo radicale di sinistra) e riferimenti alla cultura della droga.
A giugno del 1974 una parte della redazione si staccò dalla rivista per fondarne un'altra, Gong, a novembre dello stesso anno interruppe le pubblicazioni per qualche mese per riprenderle poi ad aprile del 1975 e chiuderle definitivamente a giugno del 1976.

GONG nasce nell’ottobre del 1974 (800 lire per 80 pagine) con direttore Antonino Antonucci Ferrara e i succitati giornalisti esuli da Muzak e altri collaboratori (tra cui il disegnatore Moebius) L’impostazione ricalca quella di “Muzak” con grande spazio a prog, Frank Zappa e jazz sperimentale, con Bertoncelli che nel numero 3 demolisce Beatles e John Lennon e subito dopo Bob Dylan ma spazio anche alla Kosmische Music e agli 'omosessuali rivoluzionari' del F.U.O.R.I.
Si stroncano anche gli Stones e si esaltano Area, Alan Stivell, Fugs, Popol Vuh, Rober Wyatt, Sonny Rollins, Soft Machine ma nel 1976 si parla anche dell’esordiente Patti Smith).
Frequente lo spazio a tematiche extra musicali come “Sessualità e politica” , Medicina alternativa o nel 1975 all’avanzata della sinistra alle recenti elezioni amministrative, una guida (nel 1976) alle prime Radio Libere che incominciavano a nascere in Italia e poi femminismo e omosessualità, del dopo Mao in Cina, si inseriscono interessanti fumetti.
Nel 1977 si parla anche (ironizzando) del punk mentre la rivista incomincia ad allegare (anche per giustificare l’aumento del prezzo , ora a 1.500 lire) EP dal vivo di Pink Floyd, Neil Young, Bob Dylan, Sam Rivers.
Nel 1978 la rivista incomincia ad avere seri problemi, cambia spesso direttore ed indirizzo editoriale e chiude i battenti alla fine dell’anno.

21 commenti:

  1. Ho qualche numero ma con gli occhi di oggi sono illeggibili e anche un po' ridicoli con tutta quella politica

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  2. E' comprensibile.
    Sono passati 30 anni (un terzo di secolo).
    E' come se nel 1980 avessimo letto riviste musicali del 1950.
    Però lo "spessore" era tutt'altro rispetto a quanto si vede (e si legge) spesso (non sempre) al giorno d'oggi nell'editoria musicale italiana

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  3. Si,persino a noi che seguivamo quelle riviste (non c'era altro tipo di informazione,a parte la radio e la TV) buona parte di quel linguaggio risulta datato (Bertoncelli poi non si capiva manco ai tempi,figuriamoci adesso!)
    ma il livello professionale era alto,soprattutto perchè le tirature e le vendite nelle edicole erano considerevoli e permettevano un lavoro accurato,sia nella grafica che nella stesura del testo.
    "Muzak" era partito in maniera più musicale,ma in effetti ha virato abbastanza presto verso il politichese (ai tempi il connubio musica-politica era molto più diffuso di oggi) e in un certo senso fu il grosso handicap finale,perchè passato quel periodo di sbornia "rivoluzionaria",tutto rientrò nei ranghi della critica musicale pura e semplice : da lì l'emergere di altre testate come "Popster","Rockstar" e poi "Rockerilla"/"Mucchio"/"Buscadero".
    Negli anni 80 sopravvisse solo ciao 2001,ridimensionando un po' l'aspetto e adeguandosi al nuovo corso.

    Tra tutte queste io ho sempre preferito GONG.

    PS : per gli amici di TO e dintorni,stasera alle 21,30 siamo di scena al BLAH BLAH di via Po : apericena e concerto.

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  4. In ogni caso restano alcuni nomi, da Lidia Ravera alla Pivano, via Bertoncelli (i cui gusti sono sicuramente opinabili tanto quanto lo stile giornalistico ma in quanto a competenza ha sempre avuto pochi rivali), ai disegni di Moebius poi diventati in qualche modo storici cosa che dubito troveremo tra qualche anno tra coloro che scrivono adesso (con le opportune eccezioni)

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  5. Ci sono passato anch'io, da quelle parti. D'altronde se volevi leggere di musica quello era. A dire la verita', dopo un po' erano abbastanza pesanti. O io non ero pronto per certi polpettoni politici. Fatto sta' che benedissi l'arrivo del Mucchio, con tutti i pro e contro, ma almeno si andava decisi di musica. Relativo a quegli anni, mi sono fatto mandare il libro da Max Stefani (costa un occhio della testa) che dice la sua sul mondo editoriale musicale da Music box di Suono in avanti. Boh!

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  6. Letto qualche numero ma di sfuggita..ero troppo giovane e capivo poco del linguaggio (soprattutto) a cui si riferisce Ursus.
    I gruppi di fatto erano quelli e le stroncature ai "venduti" (e commerciali)erano quelle..
    Certo che leggere "sessualita e politica" doveva essere decisamente costruttivo..quasi come leggere "vangelo violenza e rivoluzione" (che posiiedo)!
    Spaccato di un tempo.
    Tutto ha insegnato (in bene e male)
    Gong mi piaceva di piu.
    C

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  7. Guarda Tony, per le storie che racconta non e' male. Pieno zeppo di fotografie, sei citato anche tu. Lo riconosco come una parte della mia vita, musicale e non. C'e' una barbarita' di acredine verso un bel po' di gente che e' passata sulle pagine del Mucchio. Ecco, e' da leggere come una sua biografia. Se vuoi ti do'm la mia copia da leggere, senza problemi.
    P.S. Fischio se ce l'ha a morte con Guglielmi! Porca vacca, non risparmia nulla a lui e a quelli che sono al Mucchio ora. Magari tu che li conosci meglio riesci meglio a valutare chi....caccia balle.
    Se facciamo la famosa uscita da Giovannelli te lo porto.

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  8. Io sarò eternamente grato a Max Stefani per avermi fatto odiare Springsteen grazie alla sua fanzine dedicata al cantautore del New Jersey... però il libro a 50 euri no!

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  9. Carlo se me lo presti l oleggo volentieri perchè , anch'io, 50 euro non li tiro fuori.
    Guglielmi e soci l'hanno infatti querelato perchè dice cose piuttosto pesanti (e così ad occhio, da quello che ho letto in giro su FB, poco opportune, ma non conosco la storia e quindi mi astengo, ovviamente e rigorosamente da qualsiasi giuduzio)

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  10. OT: domani recensione del nuovo "Soho dreams" dei Secret Affair piccolo capolavoro....giuro, bellissimo non me lo aspettavo.
    Eccellente anche il nuovo Jon Spencer Blues Explosion, pura rabbia rock n roll.
    Solita zuppa ma saporitissima.
    E vogliamo parlare di Martha High con "Soul overdue" ??
    Soul & rhythm n blues di caratura eccelsa !!!
    Un mese di dischi magici !!

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  11. Se mi posso permettere, il nuovo "Staring at the sound" dei Galileo 7 di Allan Crockford è notevole, migliore dei precedente.

    Fabio T.

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  12. ma senza spendere 50 euri cosa e' successo tra stefani e gli altri?

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  13. Mah casini interni e separazione molto turbolenta a suon di querele, rischio di chiusura per Il Mucchio, "nuova" rivista, "Suono" , per Stefani e una storia infinita di insulti reciproci.

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  14. info di servizio... il prossimo mojo che esce adesso in uk(che noi vedremo tra un mese...ieri è arrivato quello prima con gli smiths) ha i jam in copertina ed un gran bel cd.

    mojo ha anche appena pubblicato uno dei suoi albi monotematici sul paolino (non ancora arrivato, ho chiesto all'edicolante e mi ha estratto il precedente con i fottutissimi ledzep..)

    buon we

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  15. Si vocifera che il prox Mojo abbia il main article dedicato a Fay Hallam con annesso cd tribute to con suoi pezzi dai Makin Time in poi. Pare che contenga una inedita versione di Springboard interpretata da Julie Driscoll. Incredibile, no?

    Fabio T

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  16. Queste riviste sono uno dei motivi per cui in Italia non avremo mai giornali come Mojo. Pessime.

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  17. Secondo me, oltre alle riviste, un po' la colpa della musica italiana cosiddetta mainstream...
    Marco MODS Trieste

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  18. e' sempre solo colpa di Vasco Rossi e della Juve ( e di Agnelli)

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  19. salve a tutti e chiedo scusa se mi intrometto ma sto cercando copie di queste riviste
    qualcuno è disposto a venderle?
    grazie!

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