lunedì, marzo 12, 2018

Nieciezka K.S.



Una delle grandi storie pallonare a cura di ALBERTO GALLETTI

La stagione 2014/15 vide una grande del calcio polacco sprofondare nell’abisso della III Divisione.
Il Widzew Lodz, ex-grande nei primi anni ottanta chiuse il campionato di serie B al diciassettesimo (e penultimo ) posto, posizione che ne decretò la retrocessione in terza serie.
Un brutto colpo per una squadra che può vantare un bel palmares tra i quali spiccano i quattro scudetti del 1981, 1982, 1996 e 1997 e la Coppa di Polonia del 1985, oltre ad una semifinale di Coppa dei Campioni, nel 1982/83 dove fu eliminato dalla Juventus, e ad una dozzina di partecipazioni alle coppe europee.
Tanti grandi campioni, un nome su tutti quello di Zibi Boniek, asso della Juventus e della Roma e della nazionale polacca terza al mondiale di Spagna vinto dagli azzurri nel 1982, ma anche Zmuda, Smolarek e Mlynarczyck vestirono il bianco-rosso in giorni decisamente migliori. Un brutto tonfo con ritorno alla terza serie dopo un periodo, il migliore nella storia del club, durato 45 anni.

Molto interessante, per motivi opposti, quello che successe invece all’altro capo della classifica, con il Nieciecza K.S. che si classifica secondo e viene promosso, per la prima volta nella sua storia, in Serie A.
Fin qui niente di strano, non mancano, un po ovunque, squadre che si qualificano alla rispettiva prima serie nazionale per la prima volta.

Nieciecza fa un po eccezione però in quanto con i suoi 723 abitanti diventa così il più piccolo paese in Europa ad avere una squadra nel massimo campionato nazionale di calcio.

Fondata nel 1922, è rimasta per ottant’anni una squadra di paese che, seppur di buona tradizione, non uscì mai dall’ambito locale. In quei primi tempi, avendo anticipato la fondazione di club centri più grandi nelle vicinanze, le partite erano rare e le divise da gioco inesistenti. I giocatori si presentavano infatti vestiti come credevano.
Ci fu un primo buon periodo negli anni 50 quando la squadra arrivò a disputare il campionato regionale (VI Divisione) arrivando a giocare in grossi centri quali Cracovia, Tarnow o Bochnia.
Poi un lento declino fino al nadir degli anni 70 quando la squadra di fatto quasi scomparve. Poi la rinascita, nei primi anni ottanta e il raggiungimento della Klass A (la nostra serie D) nel 1983. Dal 1994 Brik-Bet, l’industria di Witkowski cominciò a sponsorizzare la squadra, ma ancora nel 2004 militava in Klasa A (ottavo livello, Girone di Tarnow 3).
Vinto il campionato quell’anno, la squadra fu promossa alla Region Liga (settimo livello) in cui rimase tre stagioni, ottenendo due secondi posti consecutivi.
Nel 2007/08 con la vittoria della Region Liga (Girone di Nowy Sacz-Tarnow), parti una fenomenale scalata ai vertici del calcio polacco che vide il piccolo Nieciezca ottenere quattro promozioni consecutive che spalancarono agli arancioni le porte della I Liga, la serie B polacca.
La prima stagione in I Liga fu dura e il Nieciecza si salvò per un solo punto., ma dalla stagione successiva le cose cambiarono in meglio e la squadra chiuse al quinto posto con 56 punti, 19 in più dell’anno prima a soli 5 punti dalla seconda classificata che fu promossa.
Nel 2012/13 le cose andarono ancora meglio, ma forse peggio, visto che la promozione in seria A svanì per un solo punto: 63, contro i 64 del Krakow Cracovia che fu promosso. Obiettivo raggiungere la massima serie ormai dichiarato, le cose non andarono per il verso giusto nel 13/14, quinti. Tutto rimandato alla stagione successiva, 2014/15: secondi e promozione alla massima serie. Un grande traguardo per una realtà minuscola.

Incredibilmente la squadra non ha deluso e ha ottenuto due salvezze, la prima con un tredicesimo posto e la seconda, in netto miglioramento, con un convincente ottavo posto con ammissione ai playoff per il titolo, condito dalla vittoria in casa (2-1) sul Legia Varsavia, che vincerà poi il campionato.

Nieciecza è l’ultimo posto dove ci si può aspettare di trovare una squadra di vertice di un campionato nazionale, sia pure polacco, dopotutto si tratta sempre di una nazione da quaranta milioni di abitanti con una solida e sporadicamente gloriosa tradizione calcistica.
723 anime sulle rive del gentile Dunajec, circondate da campi di mais a perdita d’occhio, 66km da Cracovia, 20 da Tarnow,ruralità profonda, unica eccezione lo stabilimento cementifero e manufatti all’estremità settentrionale del paese.

Eppure oggi, con il campionato fermo per la pausa invernale, il Nieciecza S.K. è alla sua terza stagione consecutiva nella massima serie.

La vista dello stadio è stridente, una struttura moderna, nuova con un nuovo grande parcheggio, in prossimità di vecchie e modeste abitazioni di campagna, ma è grande motivo di orgoglio per gli abitanti e in special modo per Krzysztof Witkowski , nato e cresciuto qui e che una trentina di anni fa avviò la sua attività di produzione di manufatti in cemento e similari che, durante questo lasso di tempo, si è ampliata e consolidata fino ad assumere carattere e dimensioni nazionali: lo stabilimento Bruk-Bet, proprio quello situato all’estremità nord del paese.
Così, dopo aver raggiunto enorme successo nella sua attività, Witkowski, sta facendo adesso la stessa cosa con la locale squadra di calcio. Un caso che ricorda parecchio quello di Hoffenheim e di Dietmar Hopp.

Nel corso degli anni non ha badato a spese nel corso di una fulminea scalata al vertice.
La promozione in Serie A fu ottenuta sotto la guida tecnica dell’esperto Piotr Mandrysz e ai gol del bomber Emil Drozdowicz. Dopo la prima salvezza del 2016 Witkowski non si è accontentato e così non ha rinnovato il contratto a Mandrysz , chiamando alla guida della squadra Czeslaw Michniewicz, detto il Mourinho polacco, potenza delle tv, che ha cambiato i connotati alla squadra impostandola su una difesa forte e molto organizzata tatticamente. Poche concessioni allo spettacolo, pragmatismo e punti in classifica.

Interessante a tal proposito quanto reso da Michniewicz in’intervista ad un quotidiano nazionale:
‘ Con un budget minuscolo a disposizione tutto quello che possiamo fare è concentrarsi al massimo sul nostro lavoro.
Alleniamo il cervello alla stessa maniera dei piedi, e in squadre coma la nostra, i calciatori devono dedicare tutto se stessi a quello che fanno. So che quando i risultati non arrivano gli opinionisti più tradizionalisti mi fanno a pezzi, ma io ci credo fermamente (in quello che faccio).
Sto usando un software che mi sono fatto fare appositamente in Spagna, LongoMatch, e oggi siamo i primi ad usare questi metodi, ma tra cinque anni lo useranno tutti, ad ogni modo spero per allora di avere a disposizione qualcosa di più nuovo.’


L’ottavo posto e, forse, i metodi estremamente moderni, sono valsi a Michniewicz la chiamata federale e dallo scorso agosto è stato nominato allenatore dell’ Under 21 polacca. Il club ha un’organizzazione esemplare, sotto la guida ferma e attenta della moglie di Witkowski, Danuta, che gestisce la campagna trasferimenti, i contratti dei giocatori e i pagamenti, sempre regolari, cosa non scontata in Polonia. E’ l’unica donna ad avere una carica così importante nel calcio polacco.

Aspetto fondamentale nel successo del Nieciezca, questa volta un po più tradizionalista è l’ambiente familiare che avvolge un po tutto intorno alla squadra, dal rapporto con il presidente, con il quale la squadra si incontra una volta a settimana alla familiarità nei rapporti tra i calciatori , parecchi dei quali vivono nello stesso complesso residenziale. Witkowski ci tiene al senso di comunità ed ha ammodernato lo stadio per adeguarsi alle norme federali nel giro di sei mesi. Lo stadio contiene anche un nuovo cinema a disposizione gratuita degli abitanti del paese.

‘Non mi fermerò fino a quando non avrò raggiunto almeno la qualificazione all’Europa League’ - ha dichiarato.

Nel frattempo il presidente, cioè sua moglie, ha provveduto a costruire, aprire rendere funzionante la scuola elementare del paese, dopo che questa era stata chiusa dai tagli governativi ai fondi per l’istruzione pubblica.
Il caso di questa piccola squadra ha aperto in Polonia, un acceso dibattito, circa l’opportunità o meno , per una realtà minuscola, di avere una squadra così in alto. Niente di strano, succede anche da noi, robe tipo Carpi o Sassuolo, più simili a quest’ultimo vista la potenza economica che sta dietro e che, strano, opera nello stesso settore.
Il contrasto ha però esposto il Paese ad una brutta diatriba tra la Polonia, diciamo così metropolitana ed economicamente evoluta, e quella più tradizionalmente campagnola ed arretrata, con i primi a vergognarsi dei secondi in nome di una superiorità a livello di civilizzazione che rinfaccia loro un arretratezza globale che non andrebbe pubblicizzata.
Ma che come sappiamo il calcio riesce a diffondere invece velocemente e diffusamente.
Davvero brutto, non c’è che dire.
Con la squadra per il momento impelagata in zona retrocessione, per il momento bravi; e arrivederci in Europa League, magari.

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