lunedì, marzo 26, 2018

Sick Rose - Someplace better



La band torinese compie 35 anni e festeggia dando alle stampe (per Area Pirata) il settimo album che ne conferma la capacità di rinnovarsi, guardare avanti, con freschezza e spirito artisticamente progressista.

Gli undici brani (per la prima volta tutti autografi), magnificamente prodotti da Ken Stringfellow (personaggio che ha vagato nei fertili campi di nomi come (REM, Posies, Big Star, Marky Ramone Band), spaziano nell'ampio cielo del più puro power pop (Shoes, Records, Raspeberries, Knack ma anche Buzzcocks, Undertones e un tocco dei Clash più pop).
Un album perfetto nel suo genere.

A seguire una breve e veloce intervista con Luca Re, voce della band.

1)
Qual’è il segreto della longevità dei Sick Rose, attivi dal 1983 ?


Credo che la ragione per cui siamo ancora insieme sia essenzialmente il divertimento.
Siamo 5 vecchi amici che si divertono ancora un sacco a suonare insieme, ad andare in tour, a fare le ore piccole, a bere, a passare i weekend chiusi in uno studio e a spendere un sacco di ore in furgone in giro per l’ Italia e per l’ Europa.

2)
Il nuovo album prosegue spedito verso sonorità power pop. Siete ancora legati in qualche modo al garage originale o lo avete definitivamente superato?


Direi che con il nuovo disco abbiamo tentato di superare generi ed etichette, è un disco r’n’r a tratti raffinato e sicuramente molto più concentrato sulla composizione.
Se per garage intendiamo la maggior parte delle band che oggi si definiscono tali, allora rispondo che quel suono non ci interessa oggi come fondamentalmente non ci interessava neanche 35 anni fa.

3)
Com’è stato lavorare con Ken Stringfellow?


Molto rilassante, è un personaggio che ha la capacità di metterti assolutamente a tuo agio in studio e a tirare fuori il meglio da ogni componente della band.
Ha il grosso pregio di saper ascoltare e cogliere lo spirito di una canzone e farla suonare al meglio. Spero si possa ancora collaborare insieme in futuro.

4)
Quali sono i dischi che avete ascoltato di più durante la composizione dell’album ?


I dischi che ascoltiamo sono fondamentalmente sempre gli stessi da oltre 30 anni, poca roba nuova.
Siamo noi ad essere migliorati musicalmente e oggi possiamo permetterci di suonare cose che 30 anni fa non ci sarebbero assolutamente riuscite.
Ricordo che ai tempi di "Faces" io e Diego pensavamo di fare live una cover degli Only Ones, “The Beast”, l’ abbiamo provata forse una volta e veniva una cagata, la roba texana era sicuramente più facile!
Comunque diciamo che forse su questo disco vengono fuori a tratti influenze pop anni ’90 gente come Jason Falkner e Gigolo Aunts, ma anche gruppi più recenti come Tinted Windows.

5)
Che tipo di scaletta proporrete nel tour promozionale ?


I concerti che faremo con Ken saranno essenzialmente incentrati sul nuovo disco che suoneremo per intero, poi un po' di pezzi da Blastin’ Out e No Need for Speed e qualche cover a sorpresa (non facciamo pezzi dei R.E.M. chi verrà ai concerti è pregato di non chiedere "Losing my religion"!).
Dopo il Faces tour del 2016/17 basta anche ai nostri “classici” del passato!

5 commenti:

  1. Eroi inoxidabili!
    ciao Luca un saluto a Valter e agli altri!
    C

    (ma come ..non fate Losing my religion? e neanche un pezzo dei Raspones???)

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  2. Motivi vari. La band ora va avanti con un tour in Germania.

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