martedì, settembre 23, 2014

Marshall "Major" Taylor



Marshall Major Taylor fu un grandissimo campione di ciclismo, uno dei primi e pochissimi ciclisti afro americani che dominò la scena dal 1896 al 1910 quando a 32 anni si ritirò.

Vinse una serie infinita di gare e di titoli (velocità, sprint e nel 1896 una “Sei Giorni” indoor al Madison Square Garden di New York) conquistando in poco tempo sette record mondiali in sole sei settimane nel 1899.
Nel 1902 sbarcò in tour in Europa vincendo 40 gare su 57 contro i campioni di Germania, Francia e Inghilterra per poi arrivare fino in Australia e Nuova Zelanda.

Si ritirò a 32 anni, stanco, come disse, dei numerosissimi atti di razzismo a cui era continuamente vittima soprattutto in Usa. Ricchissimo (aveva guadagnato sui 30.000 dollari - dei tempi! - all’anno) e famosissimo, sperperò tutti i guadagni in investimenti fallimentari (tra cui la sua autobiografia) e morì poverissimo, malato, dimenticato e abbandonato in un ospizio di Chicago nel 1932 all’età di 52 anni e fu seppellito in una tomba senza nome. Solo nel 1948 la sua salma venne tumulata con il nome e gli fu dedicato un monumento nella città di Worcester.
Durante una “Sei Giorni” si ritirò rifiutandosi di prendere, cosa comune ai tempi, della nitroglicerina (!!) per restare sveglio e avere forza per continuare.

30 commenti:

  1. Bella la tuta nella prima foto anche se stranissima..
    Fa effetto parlare di nitroglicerina (!!) come dopante di inizio secolo ma e' sempre stato un farmaco cardiaco tuttora usato..

    La nitroglicerina provoca dilatazione arteriolare riducendo le resistenze periferiche; diminuisce il post-carico cardiaco e di conseguenza provoca riduzione del volume ventricolare e del lavoro cardiaco; aumento della gittata; riduzione della pressione arteriosa (Chesi, Reverzani, 1989).


    C

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  2. Ma bella storia, con un triste finale la sua, parecchio sfortunato...

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  3. Non si è mai imbattuto nel Diavolo Rosso però.....

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    1. ahaha! quindi Il Barone? (non Causio,l'altro)

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  5. Storia del ciclismo italiano prime pagine:
    Giovanni Gerbi da Asti detto il Diavolo Rosso per via della maglia completa rossa che indossava SEMPRE in gara.

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    1. Preciso..
      Fu il primo o uno dei primi ciclisti a rasarsi,ricordo bene?
      C

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  6. Eh, mi pare.
    Comunque un personaggione, in uno dei primi giri d'Italia quando la classifica era ancora a punti in base al piazzamento in tappa (tappa anche da 350/400km!) passava talmente in anticipo che girava i cartelli stradali per far sbagliar strada agli avversari, ma una volta uno di questi trucchi gli fece perder davvero tempo e ci smenò la vittoria al Giro che non riuscì mai ad ottenere.
    Capitò anche che chiamato per la partenza in ritardo per colpa degli organizzatori partì dopo che tutti se ne erano già andati, ma li riprese e vinse la corsa per distacco, un diàul!

    ...diavolo rosso dimentica la strada
    vieni qui con noi a bere un'aranciata
    controluce tutto il tempo se ne va....

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  7. grande Gerbi e le vecchie Sei Giorni fin du siècle ,..e grandissimo il Learco Guerra, aka ' the human locomotive', champion du monde a Kobenahvn 1931...notare i 'galùn' impregnati di 'smalta' (= fango,dal Gotico smaltjan),....ciclismo leggendario,.....

    http://1.bp.blogspot.com/_yaAhiB6jh2M/StWQqIv9ApI/AAAAAAAAAdo/RyPFsn7UvOA/s400/Ciclismo%2520-%2520Campioni%2520Learco%2520Guerra.jpg

    ps: ma il velocista e 'keirinista' (su pista)Giapponese anni '70 Nakano ve lo ricordate? una Leggenda

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  8. ue Mich..acc che memoria
    si lo ricordo! una scheggia
    C

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    1. Grandissimo Nakano!!
      Cri IE

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  9. Sto Gerbi mi affascina. Mo mi metto sulle sue tracce virtuali.

    Charlie

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    1. devi prima depilarti

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    2. ci proverò anche se mi dicono sia doloroso.....

      Charlie

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  10. esatto, Nakano avrà vinto 10 titoli mondiali di fila ,se non ricordo malaccio, ...w le telecronache di Adri (Van) Der Zan (gran bravo telecronista ,by the way)

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    1. Ahia Mich hai messo il dito nella piaga: dopo il grande Adriano de Zan, nessun telecronista del ciclismo è stato piú degno del ruolo

      Cri

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    2. concordo,le sue sequele 'quasi rap' durante una volata tipo: 'allooora: Moser, De Vlaeminck, Goodefroot, Gavazzi, GB Baronchelli, Knetemann, Chinetti, Alfio Vandi, LUdo Peeters, Pollentier ,Knudsen, Edwards, Fons De Wolf' etc. erano leggendarie,....tra l'altro mio padre lo vide giovane cronista durante un oscurissimo match di serie D (poi C2)di moltissimi anni fa prendere appunti a mano (quindi, era uno che aveva fatto la cosiddetta gavetta

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    3. Quando fu (indegnissimamente) sistituito dall'inutile Auro Burbarelli, quando lo sentivo usare espressioni tipo "enfant du pays" o " parterre de roi" mi salivano i conati dalla disperazione

      Cri IE

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    4. Peggio ha fatto il figlio Davide De Zan che come tutti gli (s)fortunati figli d'arte ha finito per essere una brutta e povera copia del padre.
      Burbarelli insopportabile.

      Io ricordo De Zan soprattutto per come pronunciava il nome di Enrique AJA, con la J aspirata che diventava K. Ogni volta che lo pronunciava era una goduria.

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    5. haha:) è vero, grande Enrique Aja(Aka) e Marino LeKaarreta,..ma De Zan aveva passione e competenza, si capiva subito,....come Brera o Oddo,..Bulbarelli sta a Adriano De Zan come Focolario A Zeno Colò:)

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    6. Noooooooooooooooooooooooo Focolari noooooo
      Michele, capperotti, ci ho messo anni per togliermi dalla testa la voce del nano furioso ch sparava cavolate avvolto in quelle superfirmate tutine multicolor e ora sono di nuovo caduta nel baratro...
      Scherzi a parte. Non credo deZan figlio sia così orribile. Purtroppo molto forte è l'imprinting paterno e molto facile (soprattutto per noi, esigenti zabettacce) il parallelo col grande padre.

      Cri IE

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  11. Basi leggere il suo curriculum:
    Nel 1955 diviene il telecronista ufficiale del Giro d'Italia, che seguirà fino al 2000;
    Nel 1964 inizia a seguire il Tour de France, del quale sarà il telecronista fino al 1999;
    6 edizioni della Domenica Sportiva, dal 1976 al 1983.

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  12. Un saluto a Cri Irriverent E cosi non ci confondiamo

    C(ristiano)

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  13. ora tutti a leggere e interiorizzare lo scritto di AndBot

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