venerdì, febbraio 24, 2012

John Peel e i dischi





La collezione di dischi di John Peel (25.000 LP, migliaia di CD e circa 40.000 singoli) diventerà un museo online interattivo grazie alla BBC e all'Arts Council

Peel che iniziò nella radio pirata Radio London entrò nella neonata Radio 1 della BBC nel 1967 dove rimase per quasi quarant'anni, diventando uno dei personaggi più influenti del rock.
Scomparso nel 2004 il suo lascito diventerà un progetto denominato Space con i dischi disponibili a tutti.

Mi chiedo spesso che fine faranno le tonnellate di dischi, cd, singoli, libri, nastri, volantini, fanzines, riviste che ho accumulato in ogni angolo della casa e che al mio erede non sembrano interessare per nulla.

A chi interesseranno gli album degli Yardbirds, quelli solisti di Roger Daltrey, le compilation di garage o punk o mod da ogni parte del mondo, le pile di modzines degli anni 80, i bootleg dei Jam, i singoli dei Sonic Yuth o dei Meat Puppets, quell idei Secret Affair e dei Makin Time ?.............

22 commenti:

  1. Sono i tuoi dischi ?

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  2. Una piccola parte.
    Il grosso è in un'altra libreria ma ce ne sono altri in un'altra stanza e su un'altra parete...dappertutto.

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  3. Li prendo tutti in eredita... Io.
    ;)

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  4. Probabilmente i dischilibrifanzineecc. finiranno disseminati in altre collezioni.

    Penso l'importante in ogni modo sia che l'erede capisca che al meno ne può trarre un beneficio economico, di non svendere il tutto per due soldi! ;-)

    Al meno quello!

    A

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  5. Mi metto in fila anche io!

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  6. Tra via tùt!

    Tieni soltanto una cassetta di Nino D' Angelo, cazzo ti frega!

    AndBot

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  7. Eh no, fino a quando non sarò cremato rimane tutto a casa !!!!

    A parte questo il dilemma è se vendere ORA cose di cui conosco il valore e che so a CHI vendere oppure tenere tutto lì e tra chissà quando mio figlio si troverà per casa senza sapere cosa farne.

    Tra 30 anni un VINILE dei Secret Affair, un 45 giri dei Circles o dei Chords a chi interesserà ??

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  8. Mah, credo che una certa forma di collezionismo esisterà anche fra 30 anni: magari saranno ricercatissimi, chissà.

    Oppure non fregherà un cazzo a nessuno. Ma io non credo.

    Personalmente ho venduto quel poco che avevo tempo fa: mi sono tenuto qualche disco dal quale proprio non riesco a separarmi e il resto è tutto masterizzato dagli originali, più il download.

    In pratica ho solo plastica da smaltire.
    Ma non sono mai stato un collezionista vero e proprio, più un catalogatore di suoni, un curioso ricercatore, uno 'storico', se vogliamo, ma non ho mai dato troppa importanza all' oggetto fisico in sè: mi interessa più il contenuto. Però capisco anche il collezionista.

    AndBot

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  9. Ultimamente mi sto vergognando di avere un muro della sala pieno di lp e cd ed l'unico posto dove posso metterli (circa 4000).
    Ai miei figli non interessano più di tanto.

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  10. Ah dimenticavo ...circa 500 videocassette sono già finite in solaio

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  11. ...alla collezione di Classica di mio zio ci penserà il sottoscritto con un lanciafiamme...ah ah ah...

    Io ho delle borse dell' Esselunga piene di cd (copiati) e riposte in cantina: sono quei dischi che mi fanno cagare, salvo poi andarli a recuperare ogni tanto e chiedermi: ma come cazzo ho fatto a non ascoltarlo prima?? E' bellissimo!!

    Il resto su varie librerie, con ordine molto mentale: un po' per genere, un po' per anno, molto a cazzo di cane...

    Sono vent' anni che mi dico: domani metto tutto in ordine alfabetico...siii, ciao...

    AndBot

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  12. AndBot. Il problema è proprio quello.
    I miei 6.000 dischi non hanno valore collezionistico (a parte qualcosa).
    Il dilemma è appunto se tenere 6.000 dischi, bauli di fanzines, centinaia di libri che , nel 95% dei casi, non interesseranno più a nessuno.

    ADESSO se metto in vendita il secondo album in vinile dei Jam, originale, probabilmente mi metto in tasca due soldi. Tra 30/40 anni mio figlio 43/53enne che si troverà a dover svuotare la casa di mamma e papà quel disco lo porterà alla rudina, probabilmente.

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  13. ma è proprio escluso che il piccolo Face non si appassioni a Jam e quant'altro? Non sarà mica già un piccolo fan del metallo pesante o di Fabri Fibra? Nel tal caso ricordati Tony che il "metodo Montessori" NON paga :-)

    charlie

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  14. No della musica gliene può fregà de meno. ma proprio de meno...

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  15. Secondo me dovremmo creare - ma sul serio - una fondazione che raccolga le nostre "collezioni" e le metta a disposizione di tutti, per scongiurare futuri smaltimenti in discarica.
    Perchè il valore di dischi, riviste e fanzine è in quello che c'è dentro, mica nel fatto che alcuni idioti possano pagare X euro per una prima edizione in vinile o simili.
    Per dire, ho visto chiedere su Discog 600 euro per il numero 5 di VM (la fanzine che facevo negli anni '80)... una vera follia.
    E invece quanto sarebbe bello (magari dopo morti, ma con un progetto serio anche a partire da subito) far confluire tutte le nostre raccolte in un solo posto, a disposizione di chi vi fosse interessato?

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  16. Una bellissima idea !
    Realizzarla è un po' più difficile.
    Ma sarebbe cosa degna e giusta, soprattutto in Italia dove certe cose non appartengono alla cultura nazionale ma sono ad appannaggio di pochi

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  17. Io mi ero già posto il problema tempo fa...ma ho deciso abbastanza in fretta per 2 motivi :
    1) non ho figli o eredi
    2) Il mio lavoro era quello di vendere e non avrei potuto comunque mantenere due status molto diversi tra loro : quello del collezionista e del commerciante (qualcuno ci riesce,ma evidentemente hanno altre entrate)

    Mi sono sbarazzato di tutti i vinili,oltretutto con ampissimo margine di guadagno,perchè molte cose che io cercavo ai tempi (vedasi il beat italiano,tra le tante) le pagai una cifra ridicola,che poi (con l'evoluzione del settore) si è moltiplicata in modo notevole.
    Non è stato facile,ma sicuramente meno difficile per me che per altri...anche perchè un negozio offre molti più vantaggi,sia nella conoscienza della materia (in tutti i generi,nessuno escluso) che nella reperibilità,rispetto ad un acquirente classico.
    Al momento conservo una grossa collezione di fumetti e materiale cartaceo,da quelli non sono mai riuscito a separarmi (anzi,sono in aumento) ma fortunatamente,facendo i debiti scongiuri,li ho già promessi (più tardi che mai) a mio nipote,che ha ereditato tutte le passioni di famiglia.
    D'Urso junior promette molto bene !

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  18. Bellissimissimissima idea..
    MUSICOTECA CASULA
    completissima,nutritissima,anche di cazzate (vedasi AndBot molto simile a me,ma con beste di CittaMercato,PennyMarket etc)a disposizione dell'umanita Casula.

    Il discorso di Ursus e' legittimo ma io ho imparato a non buttar o dar via piu' niente.
    Ovvio che dipende anche dallo spazio,problema che ho da sempre,dal bilancio,dalle spese,dalla voglia di alleggerire scaffali e ripostigli..nu probblema

    (AndBot,Galletti: madrid fantastica,tenute in evidenza vostre indicazioni,Chueca vivace,jamon e canas a gogo!)

    Cristiano

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  19. Ogni tanto sistemo e riordino delle sezioni,ingredienti..piacevole solitudine,no limiti di tempo,musica in sottofondo (che si aggiorna man mano che si manipolano i dischi),birrette e "metallurgiche" gia pronte cosi non perdo tempo a farmene.
    bello
    C

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  20. BUTTARE MAI !...ci mancherebbe
    però è sempre meglio riflettere su quali siano i modi più fruttuosi (non solo in termini monetari) per passare il patrimonio ai posteri.
    Io personalmente ho spesso elargito rarità notevoli e di un certo peso,anche a persone che mi erano particolarmente simpatiche,magari ricavandone MENO del dovuto,ma con la soddisfazione di aver visto delle facce soddisfatte e di sapere che finivano in buone mani.
    Sul discorso del collezionismo,cui si accennava prima,pesano molte INCOGNITE :
    anche una collezione che attualmente riveste un valore medio-basso,potrebbe (secondo gli umori del mercato o le mode del momento) prendere una impennata nelle quotazioni,oppure viceversa crollare ancora più a terra...ma tastare il polso di certi meccanismi non è cosa facile,dipende da infiniti fattori.
    L'esempio classico è quello del VINILE,che fino ad una decina di anni fa sembrava agonizzante (se non definitivamente morto) e tuttavia ha ripreso a marciare in modo evidente un po' dappertutto,
    ma c'è l'incognita dei GENERI e dei settori musicali : oggigiorno si vendono dischi che prima non si riuscivano neppure a regalare (le sigle dei cartoni animati,ad esempio) e viceversa arrancano altre cose,che sembravano determinanti...
    è un gran casino,come tutti i generi di consumo che vanno soggetti a manipolazioni e speculazioni (cioè TUTTI,praticamente).

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  21. a casa mia cè posto tony!!!

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  22. Potresti donarli alla Biblioteca Comunale di Gragnano, il circuito delle bilbioteche di Piacenza funziona piuttosto bene, se cominci adesso, magari si riuscirebbe ad allestire uno spazio diciamo "di ascolto". Direi vicino al tuo ideale e decisamente alla portata del popolo.

    Mel Tormè - Sunshine superman

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