martedì, gennaio 24, 2012

Neil Young e la qualità della musica d'oggi



Dice Neil Young (non un sapientone ma un oche comunque è nel giro della musica ai livelli più alti da una cinquantina d’anni o quasi) che :
“Gli standard audio di oggi non mi piacciono
Parlo della resa delle sonorità: siamo nel ventunesimo secolo e abbiamo una qualità audio inferiore a quella dei vecchi 78 giri. Dove sono i nostri geni dell'elettronica? Cosa è successo?".

"Non credo che la colpa sia degli artisti: immagino che la causa di tutto questo sia stato il cambiamento nel modo di ascoltare musica.
Adesso la si ascolta ovunque, e credo che per questa ragione - a parte le parti ritmiche, messe sempre in evidenza - tutto il resto, ascoltando una qualsiasi canzone, sia a malapena percettibile.
Il calore e la profondità del suono ormai ce li siamo persi".


Io trovo che abbia DRAMMATICAMENTE ragione.

64 commenti:

  1. Loudness war ? http://it.wikipedia.org/wiki/Loudness_war

    RispondiElimina
  2. Occhio, che sta arrivando Allelimo...

    RispondiElimina
  3. Sostanzialmente si, sono d' accordo. A me piace ascoltare un bel suono ed è il motivo per cui non vado d' accordo con gli mp3 e con la musica che esce dal pc. Possono andar bene per farti l' idea, punto.

    La ritmica (e nient' altro) sparata in primo piano è la base della (peggiore) musica pop: anche nei dischi con una superproduzione alle spalle è sempre stato così.

    Dall' altra parte conosco molto bene certi maniaci dell' audio perfetto, cose assurde, visto che poi, l' orecchio umano medio percepisce fino a un certo punto. Ma anche quello 'super', oltre certe frequenze non può andare.

    Diciamo che, come sempre, dovrebbe prevalere il buon senso: una buona qualità audio, soprattutto quando ascolti suoni molto stratificati è essenziale. Senza impazzire, però.

    AndBot

    RispondiElimina
  4. Il problema è COME ormai si ascolta la musica.
    Prima (cassette a parte unanimemente considerate di qualità inferiore) l'ascolto era per forza, in qualche modo, attento e limitato.

    Ora la musica è colonna sonora ore ed ore al giorno (dal posto di lavoro a qualsiasi negozio) ed è diventata un accessorio.
    Si ascolta distrattamente un po' tutto.
    Di conseguenza molto probabilmente sono cambiati anche i parametri di produzione della stessa.

    MOLTO INTERESSANTE la Loudness War

    RispondiElimina
  5. Si, credo sia anche quello. Per me l' ascolto rimane un 'rituale' con regole precise: non mi interessa una distratta colonna sonora della giornata. Anche a un disco che non mi ha fatto impazzire offro sempre una seconda possibilità, come minimo.

    Non sono nemmeno un maniaco della 'musica che deve respirare': mi piace il ritmo.
    Ma una cosa sono i ritmi di "Remain in light" o le sincopi del free-jazz post Coltrane, oppure lo stomp del blues. Altra cosa è il misero tum-tum-tum da centro commerciale...

    AndBot

    RispondiElimina
  6. Sostanzialmente d'accordo con Neil Young,anche se credo che non ci sia alcun bisogno di atteggiamenti nostalgici o di ritorno all'analogico,per rendere più umane le sonorità.
    Esempio personale : prima che iniziassimo la registrazione dei "Cristalli" tutto il giro "neo-sixties" ci aveva consigliato la tecnica del LO-FI e della riproduzione su nastro magnetico...
    noi,da bravi bastian contrari,abbiamo fatto il contrario e registrato i suoni esattamente come vengono fuori dal vivo,ma con tecnica digitale ! Le sonorità avanzate si possono utilizzare benissimo in modo naturale e pulito,senza scadere nella banalità da supermercato.
    Mi sembra di dire una ovvietà,però tra il rimpiangere sterilmente il passato e l'adeguarsi all'appiattimento generale,ci sono molte alternative che andrebbero valutate,piuttosto che produrre certi dischi (soprattutto nel circuito americano) che costano una mazzata,in limited edition,ma che suonano peggio di una radiolina a transistor di 50 anni fa.

    RispondiElimina
  7. Già, credo che la strada dell' integrazione analogico/digitale, vecchio/nuovo, sia l' idea di base da seguire.

    No alla nostalgia! Ieri, esattamente 35 anni fa, usciva "Animals"...

    AndBot

    RispondiElimina
  8. ...poi, immagino che Neil sia un po' ossessionato dal sound chitarristico caldo e avvolgente tipico dei suoi verdi anni. Una chitarra come quella di Andy Gill (Gang Of Four), ritmica, essenziale, e dal suono glaciale lo farà già vomitare...

    AndBot

    RispondiElimina
  9. Animals non è sicuramente il mio album preferito dei Pink Floyd (forse bisognerebbe risalire un po' più indietro,in quel caso) però rende bene l'idea di cosa si possa ottenere con una tecnologia professionale,ma senza pompare oltre ogni limite le frequenze (fino ad ottenere dei suoni glaciali,senza anima)...e per fare ciò non occorre nemmeno essere dei geni dell'elettronica,per fortuna !
    Però quando sento certe produzioni amatoriali,dove spesso le buone idee vengono limitate dalla ricerca del suono d'epoca,con strumenti d'epoca e amplificatori valvolari ormai distrutti...mi incazzo (anche perchè negli anni 60 non si registrava così male,basta ascoltare certi album basilari,costruiti con un semplice 4 tracce) perchè è un atteggiamento forzato e innaturale,persin peggio delle produzioni pop-dance fatte in serie.

    RispondiElimina
  10. Anche perchè negli anni 60 si registrava così (ma anche negli anni 80 a quanto mi ricordo) perchè non c'era altro...

    RispondiElimina
  11. Non c'era altro,ma quanti capolavori sono stati fatti in quel modo !
    Segno che la prima tecnica da utilizzare è la CREATIVITA'...tutto il resto viene di conseguenza,ma considerando in quale vicolo cieco si siano infilati certi cultori del "garage" a tutti i costi,mi pare che di quello spirito si sia salvato ben poco.
    REVIVAL ? NO,GRAZIE :-)))

    RispondiElimina
  12. Ha ragione Neil Young, sentiamo peggio la musica perchè è riprodotta peggio, perchè l'abitudine all'ascolto (il consumo) è cambiata, in peggio.

    Ho messo sul giradischi Smile dei Beach Boys, impianto hi-fi a componenti separati, casse da pavimento. Cazzo il risultato è la percezione di averci Brian Wilson al pianoforte in salotto!

    Stessa cosa con i Faces, questa volta un cd, il suono è pulito, chitarre in evidenza, voce centrale, sezione ritmica non invadente, si distinguono gli artisti è un piacere l'ascolto, come essere li

    il bello di avere l'influenza

    RispondiElimina
  13. Questione spinosa sulla quale sostanzialmente mi allineo a Nello e agli esimi casula, ...Per il resto anche io penso che dipenda molto dal proprio orecchio, dalla propria percezione e distinzione del suono/suoni/frequenze, oltre che al proprio gusto personale...Per quanto riguarda me, ad esempio (che nel mio piccolo di musica ne ascolto e ne suono), devo ammettere di non avere un orecchio molto sensibile riguardo ai "suoni" (oltretutto sto anche diventando un po' sordo), faccio perfino fatica a regolarmi l'amplificatore del basso per trovare il suono "giusto": probabilmente il problema è che in realtà non ho nemmeno le idee così chiare su quale sia il suono "giusto", o meglio: il suono che mi può andare bene oscilla in una gamma di frequenze piuttosto ampia, mentre conosco un sacco di gente che ha le idee molto più chiare sul sound desiderato, si tratti di un suono di chitarra o di una traccia audio...insomma equalizzare per me rimarrà sempre un gran casino e fonte di frustrante indecisione...altra cosa è distinguere tra i gusti: per esempio tra le chitarre calde e avvolgenti anni 70 ed il suono flat anni '80/90...ogni epoca ha il suo sound...e allora è meglio il suono lo-fi o quello hi-fi? Questione di gusti...Sul lo-fi, poi - e chiudo - mi associo a Ursus: è assolutamente ottenere un sound caldo e "vintage" con apparecchiature digitali, diende come le utilizzi. Al contrario, è altrettanto possibile ottenere risultati piatti e addirittura apparentemente digitali usando apparecchiature vintage (ammesso che si possa evitare in toto il digitale: come fai a masterizzare un cd in analogico?)...

    W

    PS: Animals gran disco (e per anni ho ascoltato il vinile tritato e arato di mio padre inascoltabile...)

    RispondiElimina
  14. Anche perchè oggigiorno non abbiamo più dei produttori al pari di George Martin o Gomelski...per cui mi sembra allucinante pretendere una estrema cura dei suoni,quando si utilizzano tecniche obsolete.

    RispondiElimina
  15. minchia Allilimo non ha ancora sparato le sue cazzate? ascoltare non e' sentire bla bla bla ma va a caghe'

    RispondiElimina
  16. Oltretutto mi pare che lo stesso George Martin utilizzi "una qualche" apparecchiatura digitale nel suo megastudio da milioni di sterline!

    Lo-fi o hi-fi che sia...non è tanto l'apparecchiatura in sè (anche se pure io credo nel giusto mix di gioventù ed esperienza, come si dice per le squadre di calcio: un bel programma audio abbinato magari a qualche compressore digitale, ecc...) quanto l'uso che se ne fa. Poi sarà una bestemmia, ma esistono plug-in - diciamo pure 'campionamenti' digitalissimi - che riproducono in modo assolutamente fedele suoni ed effetti vintage con risultati potenzialmente ottimi e 'a prova d'orecchio'...che fai, non li usi, se puoi?

    Ma probabilmente Neil Young non voleva fare un paragone diretto con il passato, quanto più affermare tù cùrrr (alla fransè) che oggi si produce e si ascolta musicaccia e la si consuma male...insomma, un po' come il cibo al fast food...in fondo è vero: niente calore e basi ritmiche noiose e sempre in primo piamo ad uso e consumo dell'ascolto radiofonico...

    W

    RispondiElimina
  17. Caro anonimo, direi che per sparare cazzate basti e avanzi tu :)
    p.s. Neil Young è anche bravissimo, ma "abbiamo una qualità audio inferiore a quella dei vecchi 78 giri" è una cazzata degna dell'anonimo qui sopra.

    RispondiElimina
  18. il loudness war è molto evidente da anni su molte registrazioni soprattutto mainstream. io che da ignorante giochicchio un po con le onde sonore ed i livelli da quando "faccio la radio" (haha che frase del cazzo) usando softwares non professionali, ho notato come molti remasters recenti di album vecchi siano stati brutalmente normalizzati e compressi "in alto" per avere il massimo livello sonoro.

    comunque vero come dice tony che anche noi che viviamo da sempre di pane (figa) e musica siamo ormai abituati ad ascoltare i dischi male per forza di cose (tempo, lavoro, auto etc)

    a casa mai pur avendo uno stereo decente (seppur datato anni 80) e fra l'altro collegato anche al pc, è raro che accenda ampli e casse, quasi sempre ascolto musica dalle cassette attive del pc o dalla cuffia...

    RispondiElimina
  19. La "loudness war" è una cosa ampiamente sopravvalutata in termini di "qualità sonora".
    Un compressore è, in sintesi, poco più di una manopola del volume automatica: alza il livello quando è basso e lo abbassa quando è alto.
    Niente di drammatico...

    RispondiElimina
  20. allelimo vs neil young: gia' che poi uno si monta la testa come lo sborone qui sopra
    (anonimis e' plurale hai tanti amici ma quelli come te godono a fare il personaggio: hippies use backdoor)

    RispondiElimina
  21. E a proposito di lo-fi, hi-fi e suono d'epoca, ha ragione Ursus: non sono gli apparecchi che contano, ma come li usi. Senza dimenticare che il suono d'epoca, all'epoca, era ottenuto con le migliori apparecchiature possibili esistenti, non con quelle di cinquant'anni prima...

    RispondiElimina
  22. La "polemica" (se così si può chiamare) era già nata negli anni 80,quando molti dei gruppi garage-beat lamentavano il fatto che le loro incisioni,nel passaggio dal nastro magnetico al vinile,perdessero la qualità originaria e si trasformassero in finti suoni artigianali o neo-sixties...
    ma la cosa era,di fatto,elementare : si possono usare tutti gli accorgimenti tecnici che si vogliono,nel tentare di imitare il suono di epoche lontane,ma una volta che si riproducono con supporti moderni,questi diventano automaticamente artificiali...è come se si girasse un film con pellicola super 8 e poi lo si riproducesse in DVD digitale : più che un modello artigianale,risulterebbe una parodia,simile a quelle fatte per gioco da "Stracult" (ma quelle sono,per l'appunto,un gioco).
    Altra cosa,invece,è ridare smalto e brillantezza ai suoni (pur utilizzando tutte le possibilità della tecnica attuale) evitando l'omologazione squallida del mainstream,che dietro l'assoluto predominio della tecnologia,nascondono spesso evidenti carenze di idee e di fantasia.

    RispondiElimina
  23. come spesso accade NON sono d'accordo su nulla con allelimo, specialmente sul suo ultimo sintetico intervento. ma perlomeno lui ci mette "la faccia" al contrario di chi lo insulta a partito preso senza avere il coraggio di firmarsi.

    RispondiElimina
  24. scusate penultimo intervento, quello "loudness" l'altro lo devo ancora leggere

    RispondiElimina
  25. Rimane che , concordo con Neil Young, Tony e altri, attualmente l'ascolto della musica oltre ad essere diverso è spesso di qualità inferiore.
    Ed è sorprendente visti i progressi che si sono fatti nel settore.

    RispondiElimina
  26. Io ho lavorato per 20 anni in uno studio di registrazione e produzione anche se non mi occupavo dell'aspetto tecnico.
    Non ne so molto quindi ma mi pongo al contrario la domanda : ci sono stati questi progressi ? O è stato un semplice "girarci intorno" ?
    Cioè si è spacciato il CD, l'mp3 e quant'altro come "enorme progresso"/"Grande passo avanti" quando in realtà il passo è stato invece molto breve.

    RispondiElimina
  27. "senza dimenticare che il suono d'epoca, all'epoca, era ottenuto con le migliori strumentazioni esistenti". mah...in altà centinaia di garage bands dei 60's suonavano con cheap guitars in studi di registrazione della provincia americana. un suono grezzo che molti anni dopo venne definito PUNK. una necessità che divenne un'attitudine, un modo di suonare e affrontare le cose della musica. non tutte le bands che oggi suonano "lo-fi", garage, ecc sono necessariamente retrò. forse, ma dico forse, recuperano semplicemente quell'attitudine.

    m.

    RispondiElimina
  28. Domanda legittima, Tony. E bello anche l'intervento di m. ... ecco, prendiamo un disco per esempio, che so: "Elephant" dei White Stripe. Un suono retrò, vintage, che cerca di recuperare lo spirito di certa musica '60 (ecc...). Però è anche un sound 60punk in qualche modo "rinfrescato" come diceva Ursus. Sul disco si legge che non sono state utilizzate apparecchiature digitali o computers per realizzare il disco... sarà vero per quel che riguarda registrazione delle tracce e mixaggio, ma per il mastering un qualche aggeggio elettronico l'avranno pure usato. E fino qui parliamo di un DISCO, di una 'produzione artistica' e dei suoi contenuti. Secondo voi, come suona 'sto disco? Bisogna distinguere tra il cd, l'edizione in vinile, l'mp3 scaricato da i-tunes, ecc...e qui si passa dunque alla distribuzione e fruizione del prodotto, senza contare che c'è stereo e stereo, pc e pc, autoradio e autoradio, ecc...
    Stiamo inoltre parlando di una produzione che (pur avendo venduto vagonate di copie) resta nell'ambito indie, direi, quindi realizzato con altri standard rispetto alle produzioni mainstream, anzi, più mainstream (un po' lo sono anche loro, per forza e giustamente)...

    A questo punto, io non ci capisco più un cazzo...

    W

    RispondiElimina
  29. Wite anch'io non ci sto capendo una fava perchè come sempre non si stà sul pezzo

    capisco però che la (ri)produzione di musica oggi, idea-supporto-consumo, è peggiore di quella diciamo dell'età analogica, non è diversa è proprio peggiore

    RispondiElimina
  30. m.
    ok, correggo la frase precedente:
    "senza dimenticare che il suono d'epoca, all'epoca, era ottenuto con le migliori strumentazioni che i gruppi/studi potevano permettersi".

    Qualsiasi studio di registrazione, da sempre, cerca di avere le apparecchiature migliori rispetto ai soldi che può spendere.
    Quando i Beatles registravano su 4 tracce, non era un vezzo: i quattro tracce erano il massimo della tecnologia disponibile in quel momento.

    Tony:
    i progressi ci sono stati e mi sembrano innegabili.
    Oggi con un computer da 400 euro e una scheda audio da 100 hai a disposizione quello che nessuno studio per quanto miliardario poteva fare solo venti anni fa.
    Per la questione vinile/cd/mp3, ne abbiamo discusso fin troppe volte, ma mi sembra sempre più una questione di fede che di razionalità.
    C'è chi crede nei padelloni neri e chi crede nei dischetti argentei... basta non arrivare a fare le crociate e c'è spazio per tutto e tutti :)

    RispondiElimina
  31. Infatti lo SPIRITO è ciò che resta maggiormente,anche quando si interpretano delle covers o si fanno evidenti riferimenti alle "glorie storiche"...
    questo,per conto mio,è ciò che conta davvero al di là di tutte le scelte tecniche o dei mezzi con cui si vuole fare musica.
    Strumenti antichi o moderni,purchè liberi dai condizionamenti e dalle mode pre-confezionate.

    RispondiElimina
  32. Gira la testa anche a me ,Cortez
    E per restare sul pezzo a questo punto farei girare un supporto che gira,anche perche' sul pc non ho quasi nulla,at the moment..in futuro chissà
    C

    RispondiElimina
  33. compro un vino da un'azienda agricola a conduzione familiare, mi costa circa la metà alla bottiglia di un vino omologo della coop, con la differenza che quello che costa meno, oltre ad essere migliore di gusto, non mi provoca bruciore di stomaco e mal di testa (dopo il terzo bicchiere)...eppure son due vini, stessa uva, stessa gradazione...stessa origine di produzione...eppure ci sento la differenza, non solo nel prezzo ma anche nella QUALITA'

    per chi vuol intendere, of course

    RispondiElimina
  34. perfettamente ragione ,pensiamo ai beach boys di pet sound....

    RispondiElimina
  35. I dischi di Neil Young suonano parecchio male su qualsiasi supporto, di certo quando dive che Si va di corsa ha ragione, ma meno male che ci sono i mezzi del girornodoggi se dovessi contare solo su un giradischi sarei messo male.
    Beella Cortez fai girare...
    Allelimo 4 President, chi lo insulta non e' casula

    Lena Horne - Maybe I'm amazed (su una vecchia cassetta registrata dalla radio, ma Chissenefrega e' talmente una figata...)

    RispondiElimina
  36. Ascolto "Ah Um"(1959) di Charles Mingus, supportato da un paio di bicchieri di Gutturnio Superiore, e mi viene duro.
    Cosa vorrà dire?

    "Better git it in your soul"( "hard" 6/8 tipico di Charles)

    AndBot

    RispondiElimina
  37. "I dischi di Neil Young suonano parecchio male su qualsiasi supporto"

    hahahahahahaha grande Galletti

    "Ascolto "Ah Um"(1959) di Charles Mingus, supportato da un paio di bicchieri di Gutturnio Superiore, e mi viene duro"

    grande AndBot, dati per insostituibili i 2 bicchiesri di GS, stasera provero' a passare anchio dal mio solito momento catartico quotidiano "Camille Crimson's The Art of Sensual Blowjob" a "Ah Um" per vedere di nascosto l'effetto che fa...

    RispondiElimina
  38. Fai girare..frase da Casula!
    approvato!

    Grande Face: pensa ( e fai girare) Pet Sounds!

    Galletti: i dischi di N Young sono brutti,questo e' il problema (aaaahhhh...gia vi sento! ma insultatemi pure anonimi o omonimi, who fucking cares?)
    Allelimo x president? Max rispetto,Allelimo, ma galletti bevi meno..esageruma nen..

    And Bot:Mingus! a me e' successo con "passion of a man" ,dopo due birre e vino..ma ero in macchina con due amici e ho apettato che passasse naturalmente..haha!
    salute Casula!!
    C

    RispondiElimina
  39. @Andbot, Mingus ha avuto un passato da pappone, conosceva la materia figa...

    @Galletti, ma non ti piaceva un casino Comes a Time di Neil Young??

    @Cris, fai girare...

    RispondiElimina
  40. A me la produzione solista fa abbastanza dormire...grandissimi invece i due album con i Buffalo Springfield :-)

    RispondiElimina
  41. Il Galletti che può solo leggere e mi chiede di postare il seguente intervento:

    "Hahahahahahaha, grande!
    Io ho Live rust e Hawks & doves, in vinile, After the gold rush, Harvest e American stars and bars in mp3, sai è quel genere di cantautore che ha successo per via di ciò che dice, la musica è un accompagnamento al messaggio e non mi è mai sembrata particolarmente "evoluta", ma sebbene capisca (ora) i testi, l' ho sempre trovato infinitamente palloso (come Bob Dylan), eccezion fatta per una manciata di canzoni".
    Alberto Galletti

    Per me, non sono d'accordo. Nello ha fatto anche grandi cose da solo... diciamo che probabilmente è stato anche troppo prolifico...

    W

    W

    RispondiElimina
  42. Secondo pizzino di Don Galletti su qualità sonora e Young:

    "L' atmosfera creata da una canzone che mi piace tantissimo, su una cassetta vecchia, malandata e registrata dalla radio, suonata su un autoradio appena decente stamattina nel traffico della periferia di Milano non ha uguali, poco importa (o niente affatto), da dove esce, E' COSA ESCE DAI FUCKIN' ALTOPARLANTI. @ Cortez, si mi piace ancora, così come Like a hurricane,e qualcun,altra, ma son poche davvero. La mia preferita di Neil Young rimane Lotta love versione di Nicolette Larsson". A.G.

    W

    RispondiElimina
  43. Oltre ai lavori coi Buffalo Springfield (il 2ndo è, grazie a Neil Young, perlomeno incredibile) per me 'Zuma' è stato fondamentale.

    RispondiElimina
  44. E "Everybody Knows This is Nowhere" con Cinnamon Girls, Cowgirl in The Sand, Down By The River, dove lo mettiamo? Il primo album, poi, ancora in odore di Buffalos, contiene, oltre alla bellissima The Loner, una delle ballate più belle di sempre (per me): Here We Are In The Years...Non solo testi, ma grande music!

    W

    RispondiElimina
  45. Pibio & W concordo

    Cowgirl in the Sand e Cortez The Killer brani assoluti. La mia preferita resta A man needs a Maid da Harvest, per me un grande nonostante le cose più soporifere e noiose

    @Galletti, mighty spurs, il miglior calcio in premier league

    RispondiElimina
  46. fate girare..fate girare..
    C

    RispondiElimina
  47. Ascoltare Neil Young non mi procura lo stesso effetto alle zone basse che invece, pare, riesca a indur(ir)mi Mingus...

    Però, Nello Giovane ha una discografia di tutto rispetto: "Everybody knows this is nowhere" e "Tonight's the night" sono capolavori assoluti. Ma anche "After the gold rush" e "Zuma" non scherzano. Lo stesso "Harvest", pur tirandomi un po' due coglioni, è notevole.

    Sono invischiatissimo con i Pink Floyd dei 70's...ma la cosa incredibile è che mi piacciono pure!

    Cosa mi succede? Help me!

    AndBot

    RispondiElimina
  48. Harvest suona male su vinile (anche prima che fosse frustato) su cassetta e su CD, quindi Nello sei un grande ma pensa anche alle tue registrazioni d'epoca prima di giudicare

    RispondiElimina
  49. Caro andbot, i Floydz 70 sono anche un mio vecchio vizietto (anzi, il primo amore)...per cui io di sicuro non posso aiutarti;-)...eccoli, a proposito di pulizia del suono, aspetto per cui non brillano certo i dischi di Nello, in effetti. Ma qui si rischia ancora di non stare più sul pezzo...mi sembra che Nello alludesse ad altro quando parla di resa e qualità del suono (poi bisognerebbe sapere se lui stesso si consideri pienamente soddisfatto delle sue produzioni, col senno di poi)...

    W

    RispondiElimina
  50. Sicuramente lui si riferisce ad ALTRO...e in linea di massima lo condivido,dove sbaglia (secondo me) è nell'attribuire tutto questo pompaggio dei suoni alle nuove tecniche di registrazione !
    Quello,per conto mio,continua ad essere un mezzo NEUTRALE...i mutamenti di stile (le ritmiche particolarmente fredde e metronomiche,ad esempio) sussistevano già prima dell'avvento del digitale,infatti mentre lui ed i suoi colleghi cantastorie usavano ancora le ritmiche "demodè" c'erano i gruppi dark-wave degli 80 che dettavano legge,in ambito rock,mentre in contesti più popolari i modelli imperanti erano la dance elettronica e il tum tum tum dei volumi compressi.
    Persino i Rolling Stones avevano,ai tempi,quelle ritmiche simil-disco (infatti li trovo insopportabili,in quella fase)...è ovvio che i gusti delle masse si siano appiattiti con il passare degli anni,ma questo non è tanto da imputare alla tecnologia ma ad altri fattori culturali,sociali e bla bla bla...
    l'abuso tecnologico,forse,va visto come una conseguenza,non una causa.

    RispondiElimina
  51. Pur non conoscendo la sua musica, anch'io approvo ciò che afferma Young.
    D'altra parte, questo fenomeno non tocca soltanto la musica, purtroppo.
    Tutto ciò che è scaricabile ed immediatamente fruibile, subisce le stesse sorti.

    Laurent

    RispondiElimina
  52. Bè, quello del Nello è sempre stato un rock ruspante e non esattamente hi-tech. Forse non a caso era molto amato dalla flannel-grunge- generation che lo considerava un po' un padre (o un nonno). Insomma, quel genere post-freak sballato ma dal piglio deciso, abbastanza ruvido...

    AndBot

    RispondiElimina
  53. ...e stasera ci riprovo con Coltrane, per vedere se ottengo lo stesso effetto "corroborante"...

    Naturalmente, per non tenervi in ansia, sarete informati quanto prima del risultato.

    So che ci tenete! ah ah ah...

    AndBot

    RispondiElimina
  54. Del Nello ho parecchia roba ma sempre ascoltata poco. Dischi trovati a 3.000 lire o a 3 euro usati, usatissimi, in qualche mercatino e immediatamente scattava il NOOO a cosi poco non li posso lasciare li !
    Portati a casa, ascoltati un paio di volte e rimasto poco nella memoria.
    Ottimi i Buffalo S. invece

    RispondiElimina
  55. A proposito di mp3, ecco cosa ne pensa un amico che ha studiato a fondo questo genere di cose:

    Io ho sentito tanta gente dire che la qualita' degli mp3 e' atroce e che si sentono malissimo che si fomentano dicendo quanto e' raffinato il loro orecchio, allora giusto per vedere se effettivamente dicevano il vero ho fatto del...le prove e molti non sapevano distinguere fra .AIFF e .mp3 @320kbps, e molti di questi non erano manco in grado di distinguere fra .mp3 @320 e .mp3 @192, quindi quando sento persone fare sti discorsi ormai devo un po' ridere. Inoltre se hai piu' di 20 anni e' molto difficile distinguere fra .AIFF e .mp3 @320kbps (specie se l'mp3 e' scritto in VBR o VBE) perche' tanto le frequeunze piu' acute gia' non le senti piu. L'unico vero problema potrebbe risultare dal bit depth, pero' con l'ultima generazione pure quel problema e' stato piu' o meno eliminato. Cmq mi piacerebbe sapere se davvero pensi che saresti in grado di riconoscere il bitrate di una traccia o di distinguere fra .AIFF e .mp3 @320kbps semplicemente ascoltando senza sapere come e' stata salvata la traccia, perche' a parlare sono buoni tutti, ma francamente ho solo conosciuto 4 persone che lo sanno fare con un livello di successo che e' statisticamente significativo e fidati che sto test l'ho fatto con tante persone.

    AndBot

    RispondiElimina
  56. AndBot: applausi per il tuo amico!
    Non è popolare sostenere la sua tesi, io lo faccio da un po' :)

    RispondiElimina
  57. Si è laureato a Bristol, presso una scuola per compositori. Si chiama Daniel Cioccoloni e, se interessa, si possono ascoltare alcuni suoi lavori. Ci sono due buone recensioni anche su OndaRock, sia di musica elettronica colta (a suo nome), sia di un 'roba' più pop (con uno pseudonimo, che ora non ricordo)

    Comunque dipende dal brano, dalla bontà del ripping effettuato (per una comparazione corretta il cd deve diventare wav), dall'encoder usato per la compressione, dal bitrate scelto, dalla catena di ascolto, e dall'apparato uditivo di chi asc...olta.
    Potendo ottimizzare tutti questi elementi, l'evidenziare differenze macroscopiche si fa veramente dura, entriamo nel campo della 'percezione teorica'.
    In realtà continua a rimanermi oscuro perchè fossilizzarsi sugli mp3, quando esistono formati lossless più utili alla bisogna, vedi il flac ad esempio.

    AndBot

    RispondiElimina
  58. Allelimo: interessante quello che hai scritto sul tuo blog. Credo che potresti andare d' accordo con Daniel...

    Poi, non dimentichiamoci, che fondamentale rimane l' impianto, la posizione delle casse audio, il tipo di 'cuffie', magari la possibilità di insonorizzare, etc.

    Perchè puoi avere una qualità della madonna, ma se poi si sente il traffico...

    AndBot

    RispondiElimina
  59. Io Neil Young lo prenderei a badilate.
    Non sono nemmeno d'accordo sul discorso relativo alla qualità sonora: se hai un buon impianto la musica la senti sicuramente meglio nel 21° secolo. Se non hai un buon impianto puoi provare a confrontare un walkman della sony (audio cassette) con un ipod. Esempio Jimi: compravo i suoi vinili molto attratto e rimanevo regolarmente deluso dal sound... una volta acquistati gli album rimasterizzati, le nubi si sono diradate all'istante.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Guardate che Neil Young non è contrario alla tecnologia del 21° secolo. Infatti ha pubblicato i suoi "Archives" in 3 formati: cd, dvd e blue-ray. Lui stesso dal suo sito consigliava quest'ultimo formato, sia per la possibilità di avere contenuti extra rispetto alle altre versioni, sia per la superiore qualità sonora. Secondo me il suo discorso si riferisce al modo di fruire musica ed alla scarsa qualità del supporto scelto ormai dai più (mp3). Per quanto riguarda la sua produzione solista mi piace molto, con almeno 2 dischi (Everybody knows e After the gold rush) nella mia personale Top 50.
      Mario

      Elimina
  60. quanto hai ragione!!! vedo e sento la stessa cosa nella fotografia!!! Sempre fedeli alla qualità!!!!

    RispondiElimina
  61. Minchia.... Ho letto più puttanate sulla musica in questo blog che in 40 anni.......

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Meno male che ci sei tu che ne sai...

      Elimina

Related Posts with Thumbnails