domenica, gennaio 17, 2016

Il Tempio Kaos



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
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Originariamente progettato dall'architetto asturiano Manuel Del Busto nel 1912, la chiesa di Santa Barbara a Llanera, nelle Asturia, era stato abbandonata da anni e ormai fatiscente.
Per fortuna, un gruppo di intraprendenti ragazzi guidati da un collettivo chiamato la Church Brigade con l'aiuto di raccolta fondi on-line e la Red Bull, la chiesa è stato recuperata e trasformata in uno SKATE PARK pubblico chiamato Tempio Kaos.

E se avere uno skate park all'interno di una bellissima chiesa abbandonata non era sufficiente, l'artista Okuda San Miguel è stato incaricato di addobbare le pareti e i soffitti a volta con il suo marchio unico di figure geometriche colorate.
Quasi ogni superficie interna piatta è ricoperta da un arcobaleno di colori, illuminato da ogni lato da alte finestre, rendendo questo un luogo davvero speciale.

sabato, gennaio 16, 2016

Cervo Bianco e il fascismo



Edgar Arthur Laplant fu un cittadino americano che nell’Italia degli anni ’20 si finse un capo indiano della tribù dei Tuscarora con il nome “Capo CERVO BIANCO, o Tewanna Ray e dall'alto di questo falso lignaggio frequentò per anni i principali salotti europei, facendosi amici e, spesso, truffando attori del cinema, nobili e gerarchi fascisti.
Sulla storia di Laplante ha girato un documentario il regista Beppe Leonetti.

Fascino esotico e portamento virile sembrava disporre di ricchezze illimitate visto che era uso a dispensare mance a reduci di guerra, vedove e orfani e in particolare alla Federazione Provinciale Fascista. A Fiume viene proclamato “fascista ad honorem”, ad Ancona è accolto da un drappello ufficiale, a Bari riceve una seconda tessera fascista.
Nell’estate del 1924 Cervo Bianco vuole incontrare Benito Mussolini ma l’incontro salta all’ultimo momento, le contesse austriache Melania e la figlia Antonia Khevenhüller di Fiumicello gli mettono a disposizione la loro villa vicino a Trieste Amante della buona tavola e forte bevitore, trascorre l'estate ospite in giro per l'Italia, sottraendo con l'inganno alla famiglia austriaca un milione di lire (una fortuna ai tempi).
A Firenze, Richard Ginori fa realizzare per lui un busto in porcellana.
Il 28 ottobre 1924 Cervo Bianco pronuncia un discorso ufficiale alla cerimonia di commemorazione della Marcia su Roma, primo e unico Indiano d’America Fascista è un orgoglio per i gerarchi.

Cervo Bianco è in realtà Edgar Laplante, un meticcio nato il 16 marzo 1888 a Pawtucket (Rhode Island)da padre canadese e madre nativa americana.
Edgar studia canto e si mette a lavorare in vaudeville itineranti, che lo porteranno fino alla costa Ovest degli Stati Uniti. Nel 1918 sposa Bertha Thompson, una nativa americana. Vive a lungo di truffe ed espedienti, lavora in teatro dove interpreta canzoni della tradizione irochese e balla indossando i costumi tipici.
Il 13 dicembre lascia l’Italia per la Svizzera dove lo raggiunge un mandato di arresto internazionale spedito dagli Stati Uniti.La sua carriera finisce nel manicomio cantonale di Medrisio.
Il 27 agosto 1929 Edgar viene rispedito nel Stati Uniti. Muore nel 1944 a Phoenix (Arizona).

Da "Marcia su Roma e dintorni" di Emilio Lussu

Il governo ordinò che la Legione fosse nuovamente ricomposta e riportata in Sardegna.
La notizia del suo arrivo si diffuse in un attimo. In Sardegna, tutti volevano vedere la Legione.
Nell'Isola, dopo la guerra, non v'era stata mai tanta curiosità, tranne nell'occasione in cui era stata divulgata la notizia dello sbarco a Cagliari del 'Cervo Bianco'.
Era costui uno dei più famosi discendenti dei capi indiani che avevano lungo tempo dominato attorno ai Grandi Laghi, ai confini fra gli Stati Uniti e il Canadà.
Vestito da capo indiano, con piume e pipa era sceso in Italia.
Aveva manifestato grande simpatia per il fascismo e dichiarato persino che, al suo ritorno in patria, avrebbe organizzato le sue tribù alla fascista e fatto adottare la camicia nera alle sue pellirosse più bellicose, riluttanti alla piatta democrazia dei discendenti di Washington.
Il fascismo tutto e lo stesso 'Duce' non erano rimasti insensibili ai suoi entusiasmi, e lo avevano coperto di onori.
A Firenze, era stato nominato console "ad honorem" e invitato a prendere parte a numerose cerimonie fasciste, in camicia nera.

In parecchi teatri, aveva riscosso ovazioni frenetiche e non poche donne dell'aristocrazia toscana si erano invaghite di lui.
L'indiano era bellissimo.
Il 'Cervo Bianco' doveva venire anche in Sardegna.
Era atteso con tanto interesse che, un mese prima, si erano venduti, come i posti a teatro, i posti delle finestre sulle strade che egli doveva percorrere.
Malauguratamente il 'Cervo' aveva scorrazzato disordinatamente nelle piazze d'Italia. Egli aveva troppa fiducia in se stesso.
La polizia giudiziaria volle interessarsi di lui e lo arrestò mentre passava sotto un arco di trionfo.
Si era scoperto che egli era un avventuriero internazionale, olandese d'origine, ricercato dalle polizie di parecchi paesi d'Europa.
Il suo progettato viaggio in Sardegna non ebbe luogo.

Classic Rock



Nel nuovo numero di CLASSIC ROCK c'è come sempre tanta bella roba da leggere.
Io scrivo di British Sea Power "Sea of brass", del cofanetto "Fire and skill" dei JAM, di "The chosen one" dei Three Blind Mice, di Many moons" di Martin Courtney e del DVD "Italian Punk Hardcore"

venerdì, gennaio 15, 2016

Alejandro Aravena



Alejandro Aravena, cileno, 48 anni, si è aggiudicato il Premio Pritzker 2016, una sorta di Premio Nobel per l'Architettura.
Nella motivazione, la giuria sottolinea che il cileno Aravena si è impegnato per migliorare gli spazi urbani così da rispondere alle sfide sociali ed economiche di oggi.
Nello scorso luglio il cda della Biennale di Venezia ha nominato Alejandro Aravena direttore del Settore Architettura, con lo specifico compito di curare la 15esima Mostra Internazionale di Architettura della Biennale che si terrà dal 28 maggio al 27 novembre 2016.

Dal 2006 è il direttore esecutivo di Elemental S.A., un'organizzazione con fini sociali che propone progetti di infrastrutture, trasporto, spazi pubblici e alloggi.

Elemental è un’iniziativa internazionale nata in Cile per promuovere l’innovazione nell’architettura, le tecniche edilizie, l’urbanistica e lo sviluppo della progettazione e realizzazione di alloggi a basso costo.
Nella città di Iquique, Alejandro Aravena ha sviluppato un progetto pilota di edilizia “da completare” che interessa 93 famiglie, e che servirà come primo modello per la verifica di queste intenzioni.
Dal momento della sua apertura nel dicembre 2004, “Quinta Monroy” di Iquique si è prestata con successo all’espansione e all’adattamento graduale dei suoi volumi originari, al costo di soli 7.500 dollari statunitensi per unità, corrispondenti al sussidio governativo per l’acquisto dell’area, agli oneri di urbanizzazione e al costo di costruzione.

La forma è importante, come è importante lo stile, ma l’architettura deve dare prima di tutto risposte ai problemi delle persone, soprattutto di chi è meno fortunato.
Meglio un edificio meno bello, magari persino imperfetto, ma che serva davvero a qualcosa e che migliori la qualità della vita di chi ci abita.


Per una visione più esaustiva dell filosofia di Aravena è consigliata la visione di questo video:
https://www.ted.com/talks/alejandro_aravena_my_architectural_philosophy_bring_the_community_into_the_process?language=it

giovedì, gennaio 14, 2016

David Bowie a Monsummano



In questi giorni di cordoglio per la prematura e inaspettata scomparsa di DAVID BOWIE è rispuntato un bizzarro episodio risalente al 31 luglio 1969 quando l'ancora (sicuramente in Italia) sconosciuto cantante apparve al Festival di Monsummano in provincia di Pistoia, dove vinse il Premio Internazionale del Disco , con "When I Live My Dream" (tratto dal suo primo omonimo album del 1967) per la migliore produzione ma arrivando secondo nella classifica generale.

Gli affidarono, come sponsor, il calzaturificio Fiorella (erano gli anni in cui il mercato delle scarpe conosceva un periodo florido).
L'azienda gli offrì il soggiorno.
La serata fu presentata da Daniele Piombi.
Bowie era accompagnato dal manager Kenneth Pitt che ricorda così l'episodio nel suo libro "The Pitt Report" tradotto in italiano in "David Bowie, Interviste Storie e Mutamenti" (Arcana 1986).

Il 30 luglio volammo tutti a Roma, prima tappa del viaggio verso Monsummano Terme, in provincia di Pistoia...
Arrivammo alle prime luci del giorno e ci fermammo all'Hotel Reale dove erano state riservare le nostre stanze.
Era stato convenuto che ogni cantante avrebbe cantato una canzone con l'accompagnamento musicale fornito dall'organizzatore locale e poi avrebbe cantato sulla pista registrata di uno dei propri dischi. David aveva con sé la pista di When I Live My Dream. Quando entrammo in una sala per registrare con il gruppo, scoprimmo che era composto soltanto da tre musicisti che non erano in grado di leggere la musica.
Non avrebbero mai potuto accompagnare i cantanti neppure con un grande sforzo immaginativo, ma ormai il concerto era fissato per la serata e bisognava pure fare qualcosa. Passammo al vaglio tutti i cantanti per trovare un sostegno e stendemmo un elenco di informazioni sui loro talenti reconditi. La maggior parte di loro sapeva suonare uno strumento, come del resto molti tra gli accompagnatori.
E così ogni cantante poteva avere un accompagnamento ragionevolmente efficiente.

Mentre eravamo tutti riuniti nell'ingresso dell'hotel, in attesa di raggiungere il teatro, David e Angela iniziarono a scendere lentamente l'ampio scalone. Era un'apparizione di grande effetto che provocò grande eccitazione.
I capelli di David erano striati di nero e tenuti insieme da un nastro di velluto nero.
Indossava una magnifica camicia vecchio stile che Angela aveva trovato per lui al mercato di Portobello Road: Angela indossava un lungo abito diafano e sottile, così trasparente che si poteva vedere chiaramente che sotto non portava nient'altro che un paio di slip. Mentre ci dirigevamo verso il teatro, con Angela e David alla testa del gruppo, sembravamo più una bizzarra congrega nuziale che i partecipanti ad un festival di musica internazionale. Per capire meglio l'effetto che provocavamo sulla popolazione locale bisogna ricordare che ci trovavamo in una piccola comunità italiana molto chiusa, in cui ogni pensiero ed ogni azione erano modellati sulla secolare tradizione Cattolica Romana……

Quella sera a teatro il nostro accompagnamento era poco superiore al minimo indispensabile per una festa, ma probabilmente quella fu la notte più eccitante che la gente del posto abbia mai trascorso.
Tutti i biglietti erano stati venduti e ogni artista ricevette applausi entusiasti.
Per quel che riguarda David, ai loro occhi era il biondo Shelley, il poeta inglese che aveva colpito i loro cuori più di un secolo prima e che era annegato nella vicina La Spezia e le cui ceneri erano sepolte a Roma come quelle di Keats.
Prima di ritornare a casa Francesco Figueras, il delegato spagnolo, mi prese da parte per dirmi che lui e gli altri delegati erano dell'opinione che David avrebbe dovuto ricevere un premio di riconoscimento per il suo contributo al successo del festival. Li aveva impressionati tutti con la sua cordialità, la sua disponibilità ad aiutare e la sua indiscutibile arte.
Venne proposto di creare una categoria speciale, quella del disco meglio prodotto, e per decisione unanime il premio andò a David per When I Live My Dream, che senza dubbio era il disco meglio prodotto presente al festival. Naturalmente fui d'accordo, e David vinse il trofeo.


Da Velvetgoldmine.it e IlTirreno.it

mercoledì, gennaio 13, 2016

I vinili più venduti in Italia nel 2015



Torna in Italia la classifica dei VINILI PIU' VENDUTI.
Sebbene si tratti di una quota di venduto marginale (a novembre 2015 si attestava intorno al 4% del mercato discografico italiano, +74% rispetto all’anno precedente , continua ad avere un aumento progressivo e costante.
La FIMI ha rilasciato la lista dei vinili più venduti nel 2015:

1) Rattle That Lock David Gilmour
2) Lorenzo 2015 CC. – Jovanotti
3) The Dark Side Of The Moon – Pink Floyd
4) Led Zeppelin IV – Led Zeppelin
5) The Wall – Pink Floyd
6) Led Zeppelin III – Led Zeppelin
7) Wish You Were Here – Pink Floyd
8) The Endless River – Pink Floyd
9) The Division Bell – Pink Floyd
10) Led Zeppelin – Led Zeppelin

Nella prima settimana di gennaio invece troviamo in testa "Le Cose Che Non Ho" di Marco Mengoni davanti ad Adele "Endkadenz VOL.2" dei Verdena "A Head Full of Dreams" dei Coldplay "Random Access Memories" dei Daft Punk. Al 10° posto "Back to Black" di Amy Winehouse.

In Inghilterra (venduti 3 milioni di dischi, +64% rispetto al 2014, 800.000 copie in più) l'album vinile più venduto nel 2015 è "25" di Adele davanti a "Back to black" di Amy Winehouse, poi Stone Roses, Ed Sheeran, Arctic Monkeys, Royal Blood, "Dark side of the moon" e Noel Gallagher.
Quest'ultimo piazza 4 singoli (in vinile) ai primi quattro posti.
PAUL WELLER ha "Saturns pattern" all'11°, "Going my way" al 16°, "I'm where I should be" al 20°.

In USA venduti 12 milioni di vinile (il 5% del mercato) con Adele prima con 116.000 copie.

martedì, gennaio 12, 2016

I dischi più venduti nel 2015



La FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana) ha reso noto la CLASSIFICA degli ALBUM PIU' VENDUTI nel 2015.
Nove delle prime 10 posizioni sono occupate solo da produzioni italiane.
Altri dischi stranieri li troviamo solo al 13° posto con i Coldplay, al 18° con gli One Direction e al 22° con Madonna.
Ma sono solo 26 nei primi 100....

Non sono state rese note le quantità delle copie vendute ma Jovanotti ha conquistato 5 dischi di platino (un disco di platino sono 50.000 copie, quindi più di 250.000). Sette sono quelli per l'album di Tiziano Ferro (ma è uscito nel novembre 2014).
Ai Kolors e a J Ax sono stati assegnati tre dischi di platino a fine luglio, tre anche al Volo (che troviamo però anche al 14°, 57° e 69° con altri album) due ai Modà.
Mengoni è in classifica con l'album uscito a dicembre "Le cose che non ho" (doppio platino) e quello a gennaio "Parole in circolo" (triplo platino).

1. Jovanotti - "Lorenzo 2015 CC"
2. Tiziano Ferro - "TZN - The Best"
3. The Kolors - "OUT"
4. Adele - "25"
5. Marco Mengoni - "Parole in circolo"
6. J-AX - "Il bello d'esser brutti"
7. Il Volo - "Sanremo Grande Amore"
8. Marco Mengoni - "Le cose che non ho"
9. Modà - "Passione maledetta"
10. Ligabue - "Il giro del mondo"

Unico album italiano indipendente presente nei primi cento è quello dei Verdena al numero 76 con "Endkadenz vol.1"

domenica, gennaio 10, 2016

Calais Jungle



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
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La GIUNGLA di CALAIS è un agglomerato di rifugi improvvisati costruiti a pochi kilomentri dalla cittadina francese da migranti, in attesa di passare in Inghilterra (che rifiuta loro l'accesso), attivo, a fasi alterne dal 2009.

Divisi in una decina di campi conta una cifra di persone che può variare dalle 1.000 fino alle 6.000 unità (ultimo censimento del novembre 2015). L'assistenza esterna è minima (frutto prevalentemente di volontariato) ma lentamente la "GIUNGLA" si è autostrutturata, cercando di costruire una parvenza di normalità, con luoghi di culto (moschea e chiesa), "ristoranti", mense, perfino zone di divertimento.

Ciò nonostante con l'arrivo della rigida stagione invernale le condizioni diventano pressochè proibitive e non sono rare sommosse e scontri con la polizia durante vari tentativi di sgombero.
In sostanza l'Inghilterra rifiuta l'ingresso alla stragrande maggioranza delle persone della "giungla", la Francia l'accoglienza, i rifugiati (in prevalenza siriani, eritrei, afgani, egiziani) sono impossibilitati a tornare nei loro paesi (e spesso senza documenti).

sabato, gennaio 09, 2016

Kids against Renzi



Nel 1994 uscì una compilation con alcuni dei principali esponenti della scena OI! italiana intitolato "Oi Against Silvio".
Coerentemente si replica oggi grazie a Rudeness e Milano Reietta Records con un tristemente attuale KIDS AGAINST RENZI.

Il sound è vario, passando dallo ska di STATUTO e I.D.P. al rude soul di RUDY & LICKSHOTS, al pub rock dei GHETTO 84 fino all'hardcore de GLI ULTIMI e degli ASSEDIO, al tiratisismo oi! dei ROTTEN BOI!S fino alla ballata acustica di PAT ATHO che chiude il CD con "Music against Renzi".

Sedici brani per altrettante bands, grande varietà di stili e un solo obbiettivo: sfanculare Renzi !

https://www.facebook.com/kidzagainstrenzi/

A seguire una breve intervista a David Bardelli, autore della compilation.

1)
C'era già un precedente "Oi! against SIlvio" del 1994. Vi siete ispirati a quello ?


Certo, OI! AGAINST SILVIO è stata come compilation la vera ispirazione per fare, dopo 20 anni esatti, KIDZ AGAINST RENZI.
Dopo tutto questo tempo credo nulla sia cambiato, anzi.....

2)
Renzi è un nemico come Silvio per la classe operaia. La musica può essere ancora un modo per protestare e combattere?

Esatto, Renzi rappresenta, al pari di Berlusconi (dal mio punto di vista anche peggio), una vera minaccia per i lavoratori.
E per lavoratori intendo tutte le persone oneste che, dipendenti o meno, cercano lavorando di arrivare a fine mese.
Renzi è dal mio punto di vista un nemico tanto quanto lo potrebbe essere un qualsiasi liberal-capitalista.
Che la musica in se possa risolvere questioni politiche di tale portata, ti direi di no.
Ma il fatto che ben sedici gruppi abbiano partecipato alla compilation vuol dire che dal "basso" qualcosa si sta muovendo e certi messaggi arrivano prima in forma "musica" che in qualsiasi altro modo.
E' una goccia d'acqua pulita in un mare di merda, ma è già un punto di partenza.
E noi non molliamo di certo!

3)
Credi ci sia ancora unità nella "scena" italiana ?


Io non ho mai visto dal mio punto di vista una vera unità nella scena Italiana (parlo per lo meno dal punto di vista della scena che frequento io, quindi quella mod/skin/rude boys/punk).
Però quando succede in periodi di vera crisi e recessione, una certa unità arriva anche non volendo.
Alla fine certe diversità sono solo a fior di pelle e se vogliamo creare davvero qualcosa che dia "fastidio" (per usare un termine in uso nella compilation, ovvero il pezzo scritto da me ed eseguito dai Grossetani PEG'S) e che sia davvero contro questo sistema, serve unione, e come ci insegnano gli SHAM 69 uniti qualcosa possiamo farla, divisi si perde solamente.

4)
Come e dove si trova il CD e quante copie ne avete stampate ?


Abbiamo stampato 300 copie, quindi una quantità limitata.
Ne ristamperemo altre 200 se ci sarà richiesta.
Il cd lo potete trovare da me in negozio, il contatto lo trovate su www.rudenesswear.com (dove trovate nella homepage anche i miei contatti facebook, ebay e discogs), oppure dal mio socio Angelo (della MILANO REIETTA RECORDS) che lo vende su discogs cercando il suo account che si chiama "nomoneynohouse".

venerdì, gennaio 08, 2016

Cezeta



La CEZETA era uno scooter molto in voga nei Paesi dell’Est europeo in produzione in Cecoslovacchia dal 1957 al 1964, caratterizzato da un design frontale molto particolare con il serbatoio montato sopra la ruota anteriore. Il motore era di 175 cc.
Entrò in produzione anche in Nuova Zelanda con il nome di N-Zeta ma fu nei paesi d'OltreCortina che assunse la popolarità pari a quella della Vespa e della Lambretta da noi.

Ne furono prodotti vari modelli tra cui uno a tre ruote, il 505, con carretto posteriore e uno con il sidecar (in 900 esemplari), il 502 Druzeta.
Dal 2013 è rientrato in produzione con motore elettrico.

www.cezeta.com

giovedì, gennaio 07, 2016

Redemption Song: The Definitive Biography of Joe Strummer di Chris Salewicz



Di JOE STRUMMER si è scritto in tutte le salse, soprattutto dopo la prematura morte nel 2002.
Ma mai in maniera così esaustiva e precisa come in questa biografia di quasi 700 pagine (uscita nel 2006, disponibile solo in inglese, mai tradotta da noi) redatta dall'amico di lunga data (since 1977) Chris Salewicz che, intervistando parenti, amici, compagne, musicisti, testimoni di ogni genere, ha ricostruito minuziosamente la vita del "portavoce di una generazione" (anche due o tre...).

Il ritratto è lungi dall'essere un'apologia acritica, anzi, emergono sovente difetti, egoismi, eccessi e un carattere turbolento, tanto generoso quanto dispotico e lunatico.
L'uso smisurato di mariuana e di alcool, le infinite notte insonni, la scoperta dell'Ecstasy, il rapporto con i musicisti talvolta scorbutico e autoritario, quello con i fan sempre disponibile e accondiscente.
I lunghi periodi di crisi post Clash e la fine inaspettata a 50 anni.

Un libro ponderoso, ovviamente ricolmo di aneddoti e particolari anche molto personali, ideale per i fan, prolisso per chi non è del tutto addentro alla "devozione" per Strummer.

mercoledì, gennaio 06, 2016

Osvaldo BOT



Nato a Piacenza nel 1895 scomparso nel 1958 OSVALDO BOT (vero nome Osvaldo Barbieri, BOT è l'acronimo di Barbieri Oswaldo "Terribile") fu un pittore futurista della seconda ondata legato soprattutto all’ambiente milanese, nel decennio 1928-1938.
L'adesione al movimento futurista ( dopo l'apprezzamento ricevuto da Marinetti nel 1929 che lo sosterrà in alcune mostre milanesi e nella produzione editoriale) e la simpatia (più o meno forzata dai tempi e dagli eventi) per il fascismo lo portarono alla ribalta nel Ventennio con personali alle Biennali di Venezia del 1930 e del 1932, alle Quadriennali romane e alle mostre futuriste di Milano e di Roma.

Numerose le sue xilografie realiste e parodistiche o grottesche oltre al "periodo africano", quando visse in Libia, ospite di Italo Balbo per un paio d'anni.
Tutta la sua vita fu un esperimento, con risultati disuguali.
Forse i migliori li ottenne quando si trovò di fronte al vero, quando lo affrontò con umiltà. Si dedicò anche alla scultura e alla ferroplastica.

Durante la guerra torna ai paesaggi: eterei, con case diroccate, nature morte.
Morirà dimenticato e in povertà.

Piacenza gli ha dedicato un'interessante e completa mostra (fino al 10 gennaio) alla Fondazione di Piacenza e Vigevano – Spazio Mostre di Palazzo Rota Pisaroni Via Sant’Eufemia, 13– Piacenza

martedì, gennaio 05, 2016

David Bowie - Blackstar



L'approccio ad un album di DAVID BOWIE è sempre quanto mai impegnativo.
Soprattutto quando ci si trova al cospetto di un'opera così complessa, "avant", personale e coraggiosa come BLACKSTAR.
Caratteristiche abbastanza, paradossalmente, prevedibili per un Artista di tale levatura ma che riesce, ancora una volta, a sorprendere e affascinare.

In "Blackstar" troviamo il Bowie più classico in brani percussivi e ipnotici come "Tis a Pity She Was a Whore" o nella conclusiva, apparentemente più rilassata "I can't give everything away", che riporta (soprattutto nel solo chitarristico) alla trilogia berlinese.
Ma è soprattutto l'anima più sperimentale di Bowie (e del produttore Tony Visconti) che emerge, quando decide di utilizzare come singolo la title track di 10 minuti, tra avanguardia e jazz o che nel momento forse più particolare (e riuscito) dell'album, "Sue (Or In A Season Of Crime)", mischia jazz e drum n bass con una base da marchin' band di New Orleans, su cui si staglia un cantato lirico e dissonante, con il sax dell'onnipresente Donny McCaslin protagonista eccellente.
Ancora il sax colora la cupa, drammatica e romantica ballata "Dollar days" e l'intenso industrial blues "Lazarus".
Potrebbe stare su "Scary monters" invece "Girl loves me" e, di fronte a tanto dispiego di creatività, forse proprio per questo risulta il brano meno convincente dell'album.

"Blackstar" è un album cupo, duro, claustrofobico a tratti, melodrammatico, lirico.
Non assomiglia a nulla, nemmeno allo stesso Bowie.
In pochi se lo possono permettere.
Ed è per questo che sarà uno dei lavori più importanti del 2016.

lunedì, gennaio 04, 2016

I migliori dischi del 2016



Come ogni anno da queste parti ci si diverte a stilare un’ipotetica classifica di quelli che saranno/potranno essere i migliori album dell’anno che verrà. Pratica già fatta, con risultati apprezzabili nel:

2011
http://tonyface.blogspot.com/2011/01/i-migliori-album-del-2011.html

2012
http://tonyface.blogspot.it/2012/01/i-migliori-album-del-2012.html

2013
http://tonyface.blogspot.it/2013/01/i-migliori-album-del-2013.html
v 2014
http://tonyface.blogspot.it/2014/01/i-migliori-album-del-2014.html

2015
http://tonyface.blogspot.it/2015/01/i-migliori-album-del-2015.html

Il 2016 si prepara ad accogliere, a giorni, l'atteso (nuovo) ritorno di DAVID BOWIE con "Blackstar" che dai primi ascolti si preannuncia molto interessante.
Sempre in ambito geriatrico dovrebbe arrivare un nuovo PAUL MC CARTNEY, mentre si vocifera (come da anni accade) di una REUNION dei KINKS e nuovi lavori per WHO e ROLLING STONES. Non mancherà YOKO ONO con “Yes, I'm a witch too” con collaborazioni di Death Cab for Cutie, Cibo Matto, Tune Yards, Sean Ono Lennon, Pete, Bjorn & John.

Attesa per il nuovo PRIMAL SCREAM e per quello di PJ HARVEY a 5 anni da "Let England Shake" (e che avrà tra i musicisti il "nostro" Enrico Gabrielli).
Spero in un nuovo più convincente lavoro degli STRYPES e chissà che PAUL WELLER non voglia deliziarci con qualcosa di inedito nel 2016.
Se anche gli SPITFIRES facessero il bis sarebbe una grande cosa.
Dal mondo SOUL invece sono sicuro arriveranno montagne di cose eccellenti, come accade spesso negli ultimi anni.
Personalmente credo che il secondo capitolo dei LAST SHADOW PUPPETS, in arrivo in primavera, sarà nella mia top 10 (sperando non finiscano tra le delusioni dell'anno...).
Avendolo già ascoltato invece sono sicuro della presenza di "Amore di Classe", nuovo lavoro degli STATUTO, fuori il 22 gennaio.
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