giovedì, aprile 16, 2009

Niente scherzi !




Il nuovo direttore generale Mauro Masi ha intimato a Michele Santoro e alla sua redazione un «immediato e doveroso riequilibrio relativo ai servizi andati in onda dall'Abruzzo giovedì scorso».
Mentre Vauro, soltanto per le sue vignette, è stato «sospeso» da tutti i programmi del servizio pubblico.
In parole povere, è stato di fatto licenziato in tronco.
La vignetta incriminata («Aumento di cubatura. Dei cimiteri») è stata giudicata «gravemente lesiva dei sentimenti di pietà dei defunti e in contrasto con i doveri e la misione del servizio pubblico».
La censura però potrebbe non finire qui.
Perché la questione sarà comunque all'attenzione del prossimo cda della Rai previsto il 22 aprile.

"Berlusconi è l’unico che può essere triviale, irriverente, disumano con i malati, volgare con le donne e le ministre. Gli altri devono tacere"
DARIO FO

martedì, aprile 14, 2009

Storia della Psichedelia Italiana 2






Dopo l'intervento di Ursus D'Urso sulla Pischedelia Italiana dei 60's e 70's, provo a completare il percorso con uno sguardo agli 80's e 90's fino ai giorni nostri

Spazzato via (almeno da un punto di vista mediatico) alla fine dei 70’s da punk e new wave, il termine pischedelia ricominciò a comparire nei primi 80s’, quando le sonorità e l’estetica degli anni sessanta ritornarono in auge, prima con il mod revival e poi con le bands di garage beat.

In Italia si abusò spessissimo del termine, anche in contesti del tutto avulsi al concetto base dell’etica e del sound psichedelico, anche se furono numerosi i gruppi che fecero riferimento all’ambito.
Bands come i “miei” Not Moving ebbero sempre riferimenti psichedelici nel loro sound (senza dimenticare che nel 1982 suonavamo una cover di “You’re gonna miss me” dei 13th Floor Elevator) , ma anche in bands come F.B.Art o i primissimi Afterhours non era difficile trovare riferimenti in merito.
Ma il termine psichedelico venne applicato indiscriminatamente a bands mod, garage, new wave, che in realtà poco avevano a che fare con il genere.

Ad emergere dal marasma poche band, che possiamo senza dubbi attrribuire all’ambito PSICHEDELICO.

A partire dai NO STRANGE di Ursus D’Urso, profondamente intrisi di quella psichedelia tipicamente italiana che assorbiva anche influenze mediterranee (non a caso tra i rari, se non unico, esempio di band con i testi in italiano). Tre LP , dall’85 al 91, di cui “L’universo” è forse il più significativo.

Poco lontano da Torino, ad Alice Castello, operarono a lungo gli EFFERVESCENT ELEPHANTS di Lodovico Ellena, molto più vicini ai Pink Floyd di Syd Barrett.
Un LP nel 1987 per “Something to say” e una serie di antologie e singoli.
Da quell’esperienza si innescherà una lunga serie di altre bands animate da Lodovico, dai Mirrors, ai Folli Di Dio , agli Arcanes, Astral Weeks, fino ad opere soliste (tra cui un riuscito omaggio a Barrett) e altre bands sempre in ambito psycho a cura degli altri componenti (su tutti i Looking Glass Alice).

In Toscana operarono gli splendidi BIRDMEN OF ALCATRAZ di Daniele Caputo , poi fluiti negli STANDARTE, più incline al progressive, fino alla recente creatura dei LONDON UNDERGROUND molto vicina al Brian Auger dei mid 60’s.
Ma anche gli STEEPLEJACK di Maurizio Curadi, splendidamente west coastiani (tra Quicksliver M.S, , Jefferson Airplane, blues contaminato), i SOUL HUNTER dell’ex Diaframma Nicola Vannini e i LEANAN SIDHE.

A Roma i TECHNICOLOUR DREAM incisero un buon album di psichedelia inglese, prima di sciogliersi e dare vita a MAGIC POTION e PALE DAWN , sempre indirizzati verso quei suoni.

Da ricordare anche ALLISON RUN, gli abruzzesi VEGETABLE MEN (molto interessanti quanto sottovalutati) e un paio di nomi da Milano: PETER SELLERS & the HOLLYWOOD PARTY (non propriamente psichedelici seppur affini) e i misconosciuti NICOTINE SPYRAL SURFERS, precursori dello stoner rock con concerti incredibilmente “dilatati”.

Negli anni 90 da ricordare l’interessante esperimento discografico della fiorentina SHADO Records attorno alla quale si coagulò una serie di gruppi “consaguinei” che suonavano una sorta di psichedelia moderna, molto pop e dalle influenze beat e lounge, dai VALVOLA ai SUBTERRANEANS ai MIRABILIA.

Ma furono probabilmente i comaschi KRYPTASTHESYE, attivi dal 92 al 96 ad incarnare al meglio lo spirito psichedelico dei tempi, tra fughe “soniche”, quasi sperimentali ed estrema modernità.

Attualmente, oltre al ritorno ormai prossimo dei NO STRANGE risulta difficile individuare bands effettivamente psichedeliche in circolazione in Italia

DISCOGRAFIA CONSIGLIATA

NO STRANGE - No Strange 1985
NO STRANGE - L'Universo 1987
NO STRANGE - Flora di Romi 1991
BIRDMEN OF ALKATRAZ - From the Birdcage 1989
EFFERVESCENT ELEPHANTS - Something to say 1987
STEEPLEJACK . Pow Wow 1988
TECHNICOLOUR DREAM - Pretty Tomorrow 1985
KRYPTHASTESYE - Shaking at the sun 1992

venerdì, aprile 10, 2009

Raduno Mod



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mercoledì, aprile 08, 2009

Storia Della Psichedelia Italiana






Storia della Psichedelia Italiana 60/70 a cura di Salvatore URSUS D'Urso

"La musica pop si è liberata dalla standardizzazione tipica della canzonetta e si è ampliata fino a diventare
un fenomeno complesso che ben risponde alla definizione di MUSICA PSICHEDELICA che per un certo tempo ne era stato lo slogan pubblicitario.
I musicisti che danno questo nome alla loro musica,per psichedelico intendono qualcosa che allarga la coscienza e che è al tempo stesso coscienza allargata"

(Da "Guida alla musica pop" di Rolf Ulrich Kaiser - ed.Mondadori 1971)

L'Italia,nel periodo di massimo fulgore psichedelico,non è certo sfuggita a questa prassi...anzi,sono stati in
molti gli artisti (musicali e non) che hanno battuto questi territori, sfociando poi in direzioni diverse,ma tutti
accumunati da un filone comune:
In generale si può dire che i gruppi e musicisti esplosi nel marasma BEAT dal 1964 in avanti,hanno tutti avuto il loro periodo psichedelico e questo comincia all'in circa con l'estate del 1966:dall'altra parte del mondo i fiori e colori di S.Francisco e dintorni espandevano "good vibrations" su tutto il resto del globo,dai locali
underground londinesi fino alle comunit‡ libertarie tedesche (R.U.Kaiser ne era un alfiere) e francesi,molto
influenzate dal pensiero situazionista espresso da Debord e Vanegheim.

Il beat italiano,commercialmente molto in voga da almeno tre anni,rivede a modo suo l'intero fenomeno ed i gruppi
maggiori:dall'EQUIPE 84 ai NOMADI,dai POOH fino ai CORVI(quest'ultimi venuti alla ribalta proprio con uno sconosciuto
brano dei BROGUES, divenuto "Un ragazzo di strada" al Cantagiro 1966)fino ai torinesi RAGAZZI DEL SOLE ed ai fiorentini
CALIFFI,nonchè molti altri:tutti tendono ad allargare le proprie sonorit‡ ed a sperimentare nuovi connubi creativi.

MARIO SCHIFANO,pittore e padre di creazioni POP sul filone già lanciato da Warhol e Lietchteinstein,fonda nel
1967 la risposta italiana ai Velvet Underground:LE STELLE DI MARIO SCHIFANO sono in parte nate dallo scioglimento dei milanesi NEW DADA,in parte dalle cantine del nord-est...ma si fanno sentire sopratutto nei locali romani e torinesi,tanto che proprio a Torino incidono verso il finire del 1967 il loro album "Dedicato a...", stampato in
poche centinaia di copie e destinato ad un ristretto giro culturale (mostre del pittore,happenings e ai loro
concerti)...
Ë un esempio lampante di musica psichedelica,ma non è il solo attivo dentro alla penisola:
altri nomi importanti rimangono i torinesi FANTOM'S, con all'attivo due storici 45 giri e una serie di brani molto acidi registrati tra il 1966 e il 1969,che furono ristampati qualche tempo fa dalla Destination X di Bologna, per via del sottoscritto e di Riccardo Scanna...così come sempre da Torino provenivano GLI ASTRALI ed i TEMPLARI:
i primi riesumati addirittura con un intero lp della fine del'67: "Viaggio allucinogeno",composto da alcune covers
molto personalizzate(ovviamente in italiano!)e da brani strumentali incredibili,addirittura precursori di certo
rock cosmico esploso pochi anni dopo.

Sempre nel 1967 escono allo scoperto LE ORME, nella primissima formazione a quattro,nonchè i NEW TROLLS nati da una scissione dei precedenti TROLLS,ben classificatisi al concorso "Rapallo Davoli" dell'anno precedente.
Sono entrambi gruppi fondamentali per i seguenti sviluppi del pop nazionale,che trare spunto dalle sonorit‡ acide
del giro californiano,ma ancor più dai light shows dei primi Pink Floyd e dai figli dell'underground europeo.

Alberto Radius è tra i primi chitarristi a capire l'importanza rivoluzionaria di un genio quale Jimi Hendrix,per cui
la fa sua rivisitandole in forme pi˘ vicine alla canzone pop,prima nei QUELLI e in seguito nella FORMULA TRE,un trio
che comprende anche l'ex tastierista dei SAMURAI,una band gi‡ devota a certe sonorit‡(e che incise un singolo in
compagnia dell'attore Andrea Giordana,lo stesso "Dies irae" poi ripreso proprio dalla FORMULA TRE).

Malgrado l'appoggio della stampa giovanile e di certi autori emergenti come Lucio Battisti, Francesco Guccini e
Fabrizio De Andrè(che scrivevano regolarmente canzoni per questi complessi) i signori discografici non credettero
molto a queste tendenze,forse considerate poco commerciali(in parte a ragione),preferendo spingere su nomi meno
impegnativi e su motivi più orecchiabili...infatti sono pochi i nomi dell'epoca ad essersi spinti fino al formato
LP,la maggior parte incisero alcuni singoli a 45 giri:formato più popolare e di fruizione ben più veloce.

Dal 1968 in poi,però,la tendenza esce molto pi˘ allo scoperto e si fa maggiormente "sociale":i nuovi suoni non sono
pi˘ un semplice svago giovanile,ma un fenomeno di massa,spesso molto politicizzato...qui nascono le formazioni che poi
sfoceranno nel POP PROGRESSIVO dei primi anni'70,che fino ad un certo punto perÚ conserveranno molte caratteristiche
del BEAT e della psichedelia precedente.

Lo stesso FRANCO BATTIATO già attivo discograficamente fin dal '65,percorrerà tale strada fino alla met‡ degli anni 70,nonchè CLAUDIO ROCCHI esordiente con gli STORMY SIX e poi lanciatosi nella propria personale esperienza mistico-rivoluzionaria.

Val la pena ricordare ancora CHETRO&CO.,i GLEEMEN(poi divenuti GARYBALDI),LE MANI PESANTI,I BACI,IL BALLETTO DI BRONZO (perlomeno agli esordi)I TRIP,I GIRASOLI,i FREE LOVE,FABIO CELI E GLI INFERMIERI,i TOP 4,gli AKTUALA,i LIVING MUSIC
...e moltissimi altri sparsi un po' in varie parti della penisola.

DISCOGRAFIA CONSIGLIATA:

ORACOLO (antologia stampata dalla TOAST nel 1988,contiene ANCHE gruppi psycho-beat dell'epoca)
FIORI E COLORI (Altra antologia con gruppi vari dal 1967 al 1969)
NEW TROLLS - Senza oraio,senza bandiera (primo LP del 1968,con testi di De AndrË)
NEW TROLLS - omonimo (album uscito nel 1970,contenente singoli del periodo 67/70)
ORME - Ad gloriam (1968)
ORME - L'aurora (promo del 1970,con singoli dei primi anni)
ASTRALI - Viaggio allucinogeno (mai uscito all'epoca,edito da Destination x negli anni 90)
TEMPLARI - La luce (idem come sopra,contiene brani di studio + l'acetato registrato nel 1968)
FANTOM'S - Le insegne pubblicitarie (contiene il primo singolo + altri brani inediti)
EQUIPE 84 - Stereoequipe (1968)
EQUIPE 84 - ID (1970) -sono rispettivamente il terzo e il quarto LP del gruppo modenese,particolarmente psycho.
BALLETTO DI BRONZO - Sirio 2222 (primo album del gruppo napoletano,registrato tra il 1969 e il 70,nella ristampa in cd compare anche il primo singolo "neve calda")
I CALIFFI - "CosÏ ti amo" (1969)
LE STELLE DI MARIO SCHIFANO - "Dedicato a..." (1967)
GLEEMEN - Omonimo (1970) molto hendrixiani,cosÏ come i due seguenti LPs incisi col nome di
GARYBALDI - "Nuda" (1972)
GARYBALDI - "Astrolabio" (1973) erano guidati da Bambi Fossati,fratello di Ivano.
THE TRIP - Omonimo (1970)il primo LP Ë molto psichedelico,mentre i seguenti pi˘ strettamente prog
JACULA - In cauda semper stat venenum (registrato nel 1969,ma pubblicato solo da pochi anni:il primo
rarissimo esempio di DARK mistico-esoterico,unici!)
BATTIATO - "Fetus" / "Pollution" / "Sulle corde di Aries" (i primi tre LPs di inizio'70,vera avanguardia!)
STORMY SIX - "Le idee di oggi per la musica di domani" (1969)
FORMULA TRE - "Dies irae" (1970)
CLAUDIO ROCCHI - "Viaggio"/"Volo magico n.1"/"Volo magico n.2" (non sono i soli dischi interessanti di Rocchi,
ma sono quelli del periodo pi˘ fertile,tra il 1970 e il 72)

CONTINUA...

lunedì, aprile 06, 2009

Gli spari sopra



A Modena in una settimana sette SUV incendiati.

Nel lussuoso Ristorante del Cambio di Torino al grido di "Questa volta voi ricchi non mangerete" una pioggia di letame lanciato a secchiate

Un manager dell'Omnia Center di Milano "sequestrato" per qualche ora in assemblea

La villa del magnate scozzese Fred Goodwin presa d'assalto da un gruppo di persone indignete per la sua pensione da 800.000 euro, managers sequestrati per una notte dagli operai, ville assediate in Francia, USA, Inghilterra.

I tempi stanno cambiando, la gente è stanca.

NON SORRIDETE ... GLI SPARI SOPRA SONO PER VOI....

venerdì, aprile 03, 2009

Statuto





Ho già parlato di Clash (13 marzo 2009) Small Faces (6 feb 2009) , Rolling Stones (23 genn 2009) De Andrè (8 genn 09) Beatles (9 dic 08), Graham Day (27 ott 08), Oasis (7 ott 08), Paul Weller (27 mag 08) Prisoners (6 giu 06), , Ruts (23 sett 06), Who (22 mag 06), Monkees (28 giu 06).

Era ora di incominciare a dare spazio ai gruppi italiani.
E non potevo non farlo con il mio preferito di sempre, gli STATUTO, a cui sono legato da un rapporto di stima, affetto e amicizia fraterni (oltre che, in vari periodi del passato, professionale).
Non mi dilungo quindi oltre.
Sono solo orgoglioso di poterne parlare in questi termini.
E alla fine anche qualche domanda per condire il tutto nel migliore dei modi

www.statuto.net

Vacanze (1988, Toast Records) 8
Dopo gli avventurosi esordi a 45 per la DTK, la torinese Toast sancisce l’esordio sulla lunga distanza con un classico della band, in cui confluiscono tutta l’urgenza mod degli esordi, ska, rythm and blues, rabbia e stile.
“Ghetto” , “Ragazzo Ultrà” e la title track sono subito dei classici

Senza di lei (1989 Toast Records) 7
Un ep/12” con il prezioso guest di James Taylor e l’immortale “Piera” coglie la band nella transizione dall’undeground alla popolarità

Zighidà (1992 EMI) 6.5
L’album della consacrazione.
Seguito alla fortunata partecipazione al Festival di San Remo è un specie di “best of” , rifatto e risuonato, del repertorio degli esordi. Risente della necessità di proporsi ad un pubblico più vasto pur conservando orgogliosamente e palesemente l’anima 100% mod.

È tornato Garibaldi (1993 EMI) 6.5
Un album transitorio in cui gli Statuto affermano prepotentemente la propria etica e in cui la rabbia torna a farla da padrone: nella title track palesemente contro la Lega Nord e a causa della quale subiranno censure e boicottaggi, in “Vattene Sceriffo” contro l’ingerenza USA e in “Signorno” contro la leva obbligatoria

Canzonissime (1996 Audiar/SonyMusic) 7
Con i titoli delle canzoni che si rifanno a famosi brani italiani, “Canzonissime” si avvicina al brit pop elettrico imperante all’epoca, tra Oasis, Blur, Menswaer, Bluetones ma non ne spersonalizza l’identità.
L’album regala classici come “Solo tu e “Pugni chiusi”.

Tempi Moderni (1997 Epic/SonyMusic) 6.5
Ancora pop mod rock e nessun brano ska, per un ottimo album, seppur lontano dal classico sound Statuto

RiSKAtto (1999 Epic/SonyMusic) 7
Con l’eccezione di “grande” , dedicato al Grande Torino, sono tutti brani ska rifatti in italiano e con la verve e la personalità degli Statuto. Un ritorno alle origini e l’abbandono della fase “brit pop”

Il migliore dei mondi possibili (2002 2Toni/Sonymusic) 7.5
Seguito alla pubblicazione dell’omonimo libro di Oskar e ad esso direttamente ispirato nei testi, si configura come la prima (ed unica) “opera ska soul italiana”
Eccellente produzione, maturità , grandi brani, album eccellente

Sempre (2005 2Toni/Venus) 8
Il loro capolavoro: 14 brani che coprono tutta la storia artistica della band dallo ska al soul, mod e rocksteady in un unitarietà che conferisce all’album un’dentità assolutamente unica

Come un pugno chiuso (2007) 7.5
Altro grande album che ripropone classici del northern soul rifatti in stile Statuto e in italiano con classe, energia, giusto approccio.

Completano la discografia le due antologie "I campioni siamo noi" , la recente Elegantemente rudi e il live Le strade di Torino (2006 2Toni/Venus) tra classici e brani dimenticati.

L'INTERVISTA

Un quarto di secolo di attività Gli Statuto ci sono da SEMPRE, intorno al duo Oskar e Naska
Avete mai rischiato lo scioglimento, la fine del gruppo ?
Ma soprattutto come vedete il futuro della band ?
Io voglio immaginare che ci sarete per sempre.


R- Certo, Naska e io siamo due dei fondatori del gruppo e siamo gli unici di essi ancora in attività e presenti.
Non abbiamo mai pensato di smettere in questi anni, neanche un solo momento e neanche quando avevo perso completamente la voce e ci siamo dovuti fermare per forza con i concerti. Mai abbiamo pensato che non saremmo tornati a registrare e a suonare dal vivo e devo ribadire la forza di volontà e la caparbietà di Naska nel tener duro in quei giorni allucinanti.
Mai mi ha evidenziato suoi cedimenti, sue voglie di “abbandono” o sua rassegnazione.
Non suonavamo in pubblico, ma intanto componevo canzoni e fischiavo le melodie che spiegavo per scritto agli altri. Cantò i provini de “Il Migliore dei Mondi Possibili” Sergio Toya e di lì a un anno, cantai finalmente io su le basi già pronte da qualche mese.
Il senso degli statuto è quello di dare voce in musica ai Mods dei piazza Statuto e far sapere che i mods esistono e agiscono in tutta Italia e in tutto il mondo. Si è mod per la vita gli Statuto non potranno mai sciogliersi o finire come qualsiasi complesso musicale normale.
Artisticamente, sia musicalmente che ideologicamente, sentiamo energia, necessità e tanta voglia di esprimerci, componendo musica, facendo dischi e facendo concerti. Chi viene ai nostri concerti può verificare tranquillamente ciò che affermo e se ci vengono fatte queste domande (legittime) è perché, comunque, sono 26 anni che suoniamo!!
Proprio perché il senso degli Statuto non è dato dai componenti ma dall’essere mod, il mio progetto (e sottolineo che non ho detto “sogno“) è quello che quando per insorti impedimenti fisici (temo solo la morte possa fermarci..) a suonare negli Statuto ci saranno altri musicisti mod, presumibilmente provenienti da piazza Statuto.
Sarà così, sempre.


In tutti questi anni sia dal palco che direttamente da Piazza Statuto o in giro per l'Italia avete visto cambiare radicalmente la società italiana e non solo
Da testimoni "particolari" (in qualità di artisti), come avete visto il trascorrere di questi anni , come avete vissuto i cambiamenti ?


R-Abbiamo avuto solo conferme di ciò che abbiamo sempre pensato e professato. Il Modernismo è l’unica risposta, l’unica soluzione per vivere al meglio in un sistema che proprio non ci piace e che non si può cambiare.
Anzi,che peggiora quotidianamente.
Il troppo “sviluppo” ha portato inevitabilmente a una crisi globale, ambientale e tecnologica che ci riporterà indietro negli anni. La “Crisi” dimostra che l’uomo ha nell’egoismo e nella cupidigia i suoi sentimenti più radicati, ma non dimentichiamoci che “uomo” lo siamo tutti (anche le donne..) e allora la vita Mod ci ha dato modo di affrontare ogni avversità quotidiana con una positività, una rabbia elegante e soprattutto con il coraggio che pochi hanno.
Credo che se c’è un aggettivo che possa definire il nostro percorso artistico è coraggioso. Nati sulla strada, sulla strada abbiamo toccato ogni tipo di palco e vetrina, senza mai abbandonarla un solo attimo.
Questo vivre realmente la strada, portando in musica il nostro quotidiano, ci ha fatto vivere una carriera artistica veramente diversa da ogni altro artista, è sbagliato definirci di “nicchia” (vedere il tipo di pubblico che abbiamo), così come è impossibile inserirci nel “mainstream” così attaccati ai punti estremi delle realtà metropolitane. Proprio questi estremi legati alla mia personale quotidianità urbana metropolitana mi hanno portato negli anni, spesso a rischiare e a subire, come un bersaglio mobile, aggressioni infami da parte di vigliacchi che mai avrebbero avuto il coraggio in situazioni diverse.
Abbiamo dovuto fare spesso i conti con l’invidia di elementi tipo i vigliacchi sopra citati o musicisti dalle belle speranze poi falliti e magari diventati pennivendoli al soldo del padrone o di regime, questo perché arrivare ovunque con un’identità precisa e coerente nel modernismo come la nostra è cosa che “rode” dentro a questi vermi.


Qual'è l'album o il brano a cui siete più affezionati, quale l'album che giudicate migliore e più rappresentativo per voi, quale invece rifareste volentieri o se ce n'è qualcuno che in qualche modo rinnegate

R-L’album più importante è “Il Migliore dei mondi Possibili”, registrato e pubblicato dopo che avevo recuperato la voce, un “concept” tratto dal libro omonimo che racconta storie vere di Mods della nostra piazza. Modernismo di piazza Statuto al 100%!!
Il migliore è “Come un pugno chiuso” che rifaremmo molto volentieri. Non rinneghiamo affatto ma riconosciamo che gran parte dei brani di “Tempi Moderni” non avevano alcun senso per la nostra dimensione in concerto, quella per noi più importante.


Il rapporto con Torino è sempre stato strettissimo.
Gli Statuto credo siano uno dei pochi gruppi che si identifichino totalmente con la loro città, le sue strade, le sue persone, la sua socialità.
Eppure negli ultimi anni è esplosa una forte conflittualità con alcune parti della Torino "artistico/culturale" . Ci sono svolte su questo fronte ?


R- La conflittualità non è esplosa in questi ultimi anni. Certi personaggi, quegli “invidiosi” di cui ti parlavo prima, hanno rinnegato la loro matrice giovanile legata alla cultura di strada. Ex punk, ex dark, ex freaks, ex compagni o camerati, ex tutto, sono attuali gestori dei soldi pubblici destinati alla cultura.
Nell’ambito più strettamente musicale, negli anni delle tensioni metropolitane tra Mods e altre realtà urbane, ci siamo sempre fatti rispettare fino in fondo e abbiamo umiliato fisicamente con coraggio e combattività tutte le altre situazioni. Qualche sopravissuto del periodo, ora completamente trasformato in ingranaggio del regime e interessato al “grano” pubblico e degli sponsor, ha forti poteri nelle proprie mani che usa per vendicarsi nei confronti di chi, come noi, li ha sempre visti di schiena e a gambe levate, scappare dalle loro responsabilità.
Sarebbe ora che questi signori smettessero di ostacolarci, boicottarci, offenderci. Sarebbe ora che questi signori riconoscessero la nostra importanza storica e la nostra credibilità artistica e ideologica.
A noi non interessa far loro la guerra né creare “altri” poli o fare i grilli parlanti. A noi interessa il fatto che la smettano di farcene di tutti colori. E basta!
Noi siamo i mods, fieri ed eleganti e sempre..un passo avanti!

mercoledì, aprile 01, 2009

Black Power : Marvin Gaye






Prosegue la serie periodica dedicata agli artisti più rappresentativi della Black Music, intesa come commistione di radici nere, impegno civile, impegno anti razzista, qualità della proposta musicale.
Nel 2008 il 24 giugno si è parlato di NINA SIMONE , l'8 Luglio di SLY & THE FAMILY STONE , il 18 luglio di GIL SCOTT HERON, il 15 settembre i TEMPTATIONS, il 7 ottobre di FELA KUTI, il 10 novembre a MIRIAM MAKEBA, nel 2009 il 14 gennaio della MOTOWN RECORDS

Marvin Gaye nasce 70 anni fa (2 aprile 1939) e muore 25 anni fa (1 aprile 1984).
Una carriera folgorante di successi da classifica, album storici, maturazione artistica di livello qualitativo difficilmente eguagliabile, impegno sociale.

Marvin Gaye ha saputo essere duro e sofisticato, sensuale e diretto, enigmatico e solare, disimpegnato e introspettivo.
Una vita pesante, segnata da tragedie, depressione, tentativi di suicidio, fino alla tragica fine, ucciso dal padre.

Di lui rimane una serie di fantastici hits (spesso rifatti da monumenti come Stones, Who, The Band, Creedence, Aretha Frankin, Diana Ross, S.Wonder, Quincy Jones, Small Faces, Sonics, Temptations, Gil Scott Heron, Joe Cocker, Weather Report etc) che caratterizzarono la carriera nei 60’s da "I Heard It Through the Grapevine” (al 1° posto nel 1968) a "Can I Get a Witness" del 1963, “Try iy baby” del 65 (con i Temptations ai cori) , “Ill be doggone” , “Baby don’t do it” , “Stubborn kind of fellow”.

Nel 1971 “What’s goin on” (primo album Motown su cui un artista ha potuto avere tutto il controllo) sancisce il passaggio ad una dimensione di musica totale, dove al soul e al funk si affiancano tematiche sociali ed ecologiche (tema ancora inesplorato ai tempi).

La vita privata si tinge nel frattempo di scuro, tra bancarotta, divorzi, abuso di cocaina, nonostante il successo prosegua alla grande con il sofisticatissimo “Let’s get it on” del 72, l’album con Diana Ross “Diana & Marvin” del 73, “I want you” del 76 e il controverso ed incompleto “In our lifetime”del 1981 , l’ottimo “Midnight love” del 1982 , che precede la tragica fine nel 1984

lunedì, marzo 30, 2009

Marzo 2009. Il Meglio



Le Kessler nel 1966

Foto sempre rubata da http://tarkus-magicmac.blogspot.com/




ASCOLTATO




SOUNDTRACK OF OUR LIVES “Communion”
Uscito alla fine dello scorso anno, doppio album di stupendi e travolgenti umori 60’s tra Who, Stones, Dodgy, Primal Scream, gli Stones Roses di “Second coming”, psichedelia, Kinks tardo 60’s.





JUNE - Circles

Da Parma un grande album che viaggia dai Beatles di “Revolver” attraverso i Jam fino a Graham Day. Tocchi di psych e jingle jangle qua e là. Splendido

JULIE’S HAIRCUT - Our secret ceremony
Il miglior gruppo italiano ? Probabile.
Il nuovo album è un condensato di buone idee, sperimentazione, verve, elettricità, orizzonti dove in pochi hanno osato .
Difficile fare meglio nel 2009 da noi...



IAN MACLAGAN - Never say never
L’ex Small Faces non ha fatto un garnde album (classico rock di stampo 70’s) ma per affetto mi sento di segnalarlo tra i migliori




ROSALIA DE SOUZA - D’improvviso
Latin jazz, boogaloo, bossa nova. Grande voce, arrangiamenti e sound elegantissimi. Da scoprire.

ASCOLTATO ANCHE
MOJOMATICS - Don’t believe me I’m High . Un grande singolo, come sempre !!
VIEW - Deludente e scontato
DENTE - Dalle parti di Battisti nei 70s’ e del nuovo cantautorato indie italico
ITALIAN SECRET SERVICE - Lounge, bossa, cool jazz, molto acattivante
LOW FIDELITY JETSET ORCHESTRA - Loung beat, electro jazz, boogaloo. Ottimo
AGNESE MANGANARO - Latin, bossa, jazzy, samba. Molto cool e ben cantato.
BIRDPEN - Suonano come i Coldplay ma peggio e con meno idee (detto tutto!)
RAKES - Du palle ‘sto suono new wave/JoyDivision/Interpol. Basta !
CHRIS CORNELL - Pemsare che cantava nei Soundgarden . Inascoltabile
GUIDO FODDIS - Onesto combat rock all’emiliana
ISOLA DI NIENTE - Molt ocarini tra Ridillo e Dirotta Su Cuba. Easy funk.
ACUSMATIC GROUP - Electro funk
RICO -Bassista del Liga tra Bruce, roots e..Liga





LETTO

TOM ROBBINS - Il fungo magico
In 10 pagine tutto quanto avreste voluto sapere sulle religioni.
Si scarica gratis da internet . Fondamentale.

OSVALDO SORIANO - Artisti, pazzi e criminali
Ritratti di celebrità e sconosciuti (almeno da noi) con il taglio tipicamente malinconico di Soriano. Carino.

PIER VITTORIO TONDELLI - Rimini
Deludente, prolisso, noioso, invecchiato male.

MARCO BOSONETTO - Requiem per un’adolescenza prolungata
Da leggere ! Geniale ed ironico al punto giusto. Soprattutto scritto molto bene.








VISTO


**Aguirre Furore di dio di Herzog
Glaciale, furioso e cattivo. Con Klaus kinski all’ennesima potenza.
**Women
Leggerino ma godibile e con Sharon Stone
**L’assassinio di Jesse James
Grande Brad Pitt ma film eccessivamente statico, plumbeo. Troppo lungo.






COSE & SUONI


In concerto con Lilith & the Sinnersaints venerdì 24 aprile a Cesena “Corte Dandini”



** WWW.LILITHANDTHESINNERSAINTS.COM (iscrivetevi alla nostra mailing list per tutte le news)



**www.myspace.com/tonyfacedrummer



CANZONI


Behind here lies nothin - Bob Dylan
Barber shop- The June
Luiza Mannequin - Rosalia De Souza
Mensa’s marauders - The Soundtrack Of Our Lives
Killing me with love - Ian Mac Lagan





BANDS DA SCOPRIRE E CONOSCERE




The June
www.myspace.com/thejuneband





CALCIO



Vola un po’ meno il CAGLIARI ma va fin troppo bene !!! 

Risorge il Piacenza in B, ormai salvo e con un occhio ai play off (non si sa mai..)
Tutto il resto è noia

BASKET il Copra Piacenza in C1 arriva a 28 vittorie su 28 partite
Dal 25 aprile i play off e la B all’orizzonte
RUGBY : figuraccia al Sei Nazioni






IN CANTIERE


°Il 23 maggio il Beatles Day a Castelsangiovanni (organizzato by moi)

°La ristampa di “Sinnermen” dei Not Moving

°L’album della Tony Face Big Roll Band fuori in autunno per Area Pirata

°Produzione e consulenza artistica al nuovo album della PELUQUERIA HERNANDEZ
* Ora i libri in cantiere sono: DUE

venerdì, marzo 27, 2009

Rischiatutto





Torna Mike Bongiorno con RISCHIATUTTO !
12 puntate su Sky, dopo che il Mike Nazionale , a 85 anni, ha rotto il contratto con Mediaset («Se penso che mi fanno fare solo le televendite, ci rimango male. Ho proposto a Mediaset una mezza dozzina di trasmissioni" - E' il capitalismo, baby, è Berlusconi , darling)

Rischiatutto (versione italiana del fornat americano "Jeopardy" ) andò in onda su RAI 2 prima, poi sul Programma Nazionale (RAI 1), alle 21.15 del giovedì sera a partire dal 5 febbraio 1970 fino al 2 maggio 1974 .

Fu affiancato dal "sogno di tutti gli adolescenti" di allora, Sabina Ciuffini , che, con le sue minigonne e un atteggiamento "ribelle", rappresentò nella bigottissima e chiusissima TV di allora, una ventata di proto femminismo e di "libertà dei costumi".

Il programma ebbe un successo enorme, arrivando a punte di 20 milioni di spettatori, e portando alcuni concorrenti, come Inardi o "la Signora Longari" a diventare icone dell'immaginario collettivo italiano

mercoledì, marzo 25, 2009

X Factor




Pur se caratterizzato in un ambito POP (popolare), pur se strettamente connesso all'area della musica leggera, pur con tutti i difetti dello spettacolo generalista (le finte liti, le finte suspense) X FACTOR è uno dei migliori programmi musicali e di intrattenimento che la televisione abbia proposto negli ultimi anni.

Staff (Ventura rigorosamente ESCLUSA) competente e professionale, con la serietà e l'esperienza discografica della Maionchi, il talento di Morgan (piaccia o no è un vero talento) e la sincera e matura verve dell'insospettabile Facchinetti.

I cantanti sono bravi, talentuosi, preparati, appassionati, le versioni spesso eccellenti.

Improbabile che il risultato non sia pilotato e/o già deciso a tavolino da dinamiche contrattuali pregresse, ma poco importa del risultato.
Condito da ospiti di ottimo livello (fino all'eccellenza di Fossati ieri sera, ad esempio) , X FACTOR è un ottimo programma che mette finalmente la musica al centro.
Un semplice spettacolo di musica POP, nel buio e nel deserto televisivo italico.
Ci voleva.

PS: forza Juri, nettamente il migliore.

lunedì, marzo 23, 2009

Gigi Riva.it





Pare che Gigi Riva tenesse in garage due scatoloni pieni di ritagli di giornali: Nazionale, Cagliari, scudetto.
Ora il figlio Mauro ha messo tutto in rete, creando un SITO EMOZIONANTE, da groppo alla gola.

www.gigiriva.it

Un omaggio ad un'icona, ad uno stile, ad un idolo TOTALE (per quanto lo riguarda ad un papà).

289 presenze e 156 reti in serie A, capocannoniere nel 66/67 nel 68/69 e nel 69/70, uno scudetto con il Cagliari , un campionato Europeo nel 1968, 35 reti in Nazionale (attualmente quello che ha segnato di più in maglia azzura, difficilmente raggiungibile in breve tempo)

giovedì, marzo 19, 2009

It’s not a crime to download




«It’s not a crime to download» (scaricare non è un crimine): parole di Billy Bragg che parla a nome dei 140 musicisti e gruppi britannici della Featured Artists Coalition, (tra cui Robbie Williams, Annie Lennox, Billy Bragg, David Rowntree dei Blur, David Gilmour dei Pink Floyd, i Verve, Ed O'Brien dei Radiohead, Peter Gabriel, David Gray, Fran Healy dei Travis, Nick Mason dei Pink Floyd e Mick Jones dei Clash) che nel loro manifesto ideologico divulgano le proprie posizioni raccogliendole in sei punti fondamentali, uno dei quali è la ferma convinzione di non voler criminalizzare gli utenti che scaricano musica illegalmente.

Il punto fondamentale del manifesto degli artisti è che i diritti di sfruttamento delle opere restino nelle mani dei musicisti e che l’utente che scarica musica non è un ladro.

Secondo gli artisti britannici non è più tempo di criminalizzare i consumatori e sarebbe il caso che siti come MySpace o Youtube remunerassero i gruppi musicali quando utilizzano la loro musica a fini pubblicitari, mentre è giusto cedere gratis la musica ai propri fan attraverso Youtube e altri servizi.
I protagonisti veri della musica fanno sapere di essere dalla parte della gente comune e che, a fronte di un cambiamento senza precedenti della fruizione musicale, sono le case discografiche e i protagonisti del business a dover rivedere alcune regole.

martedì, marzo 17, 2009

I Me Mine





Venerdì 20 marzo alle 21/21.30 tutti a Milano in Piazza XXIV Maggio al Circolo Lato B (www.latobonline.com) con la presentazione del mio libro "Uscito vivo dagli anni 80" , affiancato dalla "moderazione" di Luca Frazzi.
Si parlerà di anni 80, 90, 2000, 60, 70, 50 e di quello che volete.
Poi, magari mettiamo su anche qualche disco , alternandoci con i RollOver DJ's.

NELLA FOTO I DUE BRILLANTI PROTAGONISTI IN UN MOMENTO DI ENTUSIASMANTE SLANCIO EMOTIVO

Già che ci sono anticipo l'appuntamento per il 23 maggio a Castelsangiovanni (PC) con il BEATLES DAY , quello del 24 aprile a Cesena con LIlith and the Sinnersaints a Corte Dandini e ricordo che su www.piacenzasera.it ogni tanto escono delle mie stupende recensioni.
A breve su http://groundnoise.wordpress.com una mia top list dei migliori brani della storia (...)

venerdì, marzo 13, 2009

The Clash






Ho già parlato di Small Faces (6 feb 2009) , Rolling Stones (23 genn 2009) De Andrè (8 genn 09) Beatles (9 dic 08), Graham Day (27 ott 08), Oasis (7 ott 08), Paul Weller (27 mag 08) Prisoners (6 giu 06), , Ruts (23 sett 06), Who (22 mag 06), Monkees (28 giu 06).

Ma nella mia top list delle bands preferite non sono mai mancati i CLASH

Band dalle capacità compositive ed espressive eccelse, travolta “ideologicamente” dal suo stesso approccio naif a tematiche troppo grandi e affrontate spesso in modo dispersivo e superficiale pur se, ne sono convinto, assolutamente sincero e non speculativo.
E in qualche modo penalizzata proprio da questa patina “movimentista” che ha spesso fatto passare in secondo piano la qualità epocale della loro arte.

Musicalmente sono riusciti in 5 anni, dal 1977 al 1982 (escludendo l’ultimo improponibile periodo seguito alla fuoriuscita di Mick Jones ) a produrre 5 album (di cui uno doppio e uno triplo, cioè 8 album !!) e un mini LP di assoluta eccellenza, passando dal punk primigenio ad una sorta di musica “totale” che ancora oggi continua ad influenzare gran parte di chi fa musica.
Senza dimenticare che “London calling” (a parer mio il MIGLIOR ALBUM DELLA STORIA DEL ROCK) è unanimemente considerato un classico.

The Clash (1977) 8
L’esordio fulminante, tra i migliori in assoluto.
La lista dei classici è lunga ed emerge immediatamente la capacità di andare oltre gli schemi punk dei tre accordi (pur in una dimensione di estrema immediatezza). Nei brani c’è già melodia, riferimenti 60’s, testi duri ma densi di poesia di strada ( i fantasmi di Woody Guthrie e Bob Dylan che compaiono qua e là) e poi la stupenda commistione da punk e reggae nelle irranggiungibili “White man..” e nella cover di “Police and thieves”.
Subito un classico

Give ‘em enough rope (1978) 7
Poteva essere un capolavoro, e lo spessore delle canzoni lo testimonia, ma purtroppo rimane il rammarico di un suono che snatura (o almeno al tempo sembrava) lo spirito della band. In effetti con il senno di poi “Give ‘em..” appare come un transitorio passo evolutivo verso altri lidi sonori, con il punk ancora ben presente nell’anima e nel “tiro”, ma con una maturità espressiva ormai già ben sviluppata, a cui non basta più il semplice assalto sonoro.
La struggente “Stay free” di Mick, la corposa “English civil war”, la stupenda “Tommygun” e l’ispiratisisma “All the young punks” ne sono un esempio.

London Calling (1979) 10
Il CAPOLAVORO
In due album i Clash raccolgono la storia della musica rock, dalle origini alla fine dei 70’s. In “London calling” c’è tutto, dal rythm and blues al punk, dal reggae al folk, dallo ska al rock, dl rockabilly al jazz.
Il tutto con una personalità e un marchio di fabbrica inconfondibili ma soprattutto con un’identità e un’integrità senza pari
Aggiungiamo un suono (in particolare della batteria) che ha pochi eguali in altri album rock.

Sandinista ! (1980) 7,5
Difficile valutarlo.
I Clash esagerano, tre album (con 36 brani) sono troppi ed è spesso evidente che alcuni brani sono riempitivi ed inutili, ma è il contesto generale ad essere superlativo, anticipando (al pari dall’altra parte dell’oceano dei Talking Heads con “Remain in light”) il concetto di world music o patchanka (come la chiameranno i Mano Negra). Se “London calling” riassumeva la storia del rock qui si va oltre, esplorando mille altri rivoli musicali, soprattutto di sapore “black” (funk, reggae, dub, calypso, gospel).
E a distanza di 30 anni continua a stupire per inventiva e coraggio.
Un altro classico....ah, se fosse stato un doppio....

Combat Rock (1982) 7
Nato come doppio poi ridotto a singolo è l’ultimo lavoro prima dell’usicta di Mick Jones e Topper Headon
Meno sperimentale, più classico, rappresenta al meglio la nuova (e ultima) strada dei Clash, ormai assurti a stars (e che i successi “Should I stay should I go” e “Rock the casbah” contribuiranno ancora di più a farli volare nelle charts), dilaniati da conflitti interni.
I brani e il sound sono più prevedibili e “rassicuranti”, il tutto è più “impacchettato”.
Rimane comunque un eccellente album ma che perde il confronto con quanto è stato fatto finora

Cut the crap (1985) s.v.
Difficile considerarlo un album dei Clash. Senza Mick Jones e topper Headon, con lo stesso Paul Simonon che suona in un solo brano è una specie di raccolta di provini di Strummer con l’aggiunta di altri musicisti sotto la nomea di Clash.
Con l’esclusione dell’ottima “This is England” e, con molta difficoltà, un paio di altri episodi, è uno dei peggiori album della storia del “buon” rock.

ALTRO
Oltre alle solite raccolte da segnalare il 12” “Black Market clash” del 1980 con 9 brani (di cui 4 covers)tra reggae e rythm and blues, tra cui la stupenda “Bankrobber”, diventata un classico dei concerti e l’EP “Cost of living” (con 4 brani, uscito nel 1979)
Entrambi i lavori raccolti nell’album “Super Black Market Clash” ricco di Bsides e rarità varie
Ottimi i live “From here to eternity” e “Live at the Shea Stadium”

DOPO I CLASH
Purtroppo poco da segnalare.
Discrete (ma nulla più) le prove di JOE STRUMMER sia solista (spesso in colonne sonore) che con i Latino Roackabilly War e Mescaleros.
Spesso mediocri quelle di MICK JONES con le sue varie incarnazioni (tra funk , hip hop e sperimentazioni) da Big Audio Dynamite ai recenti Carbon/Silicon.
Meglio come produttore dei Libertines
Trascurabili le carriere di PAUL SIMONON dapprima con i mediocri Havana 3 AM e con la recente collaborazione con Damon Albarn in The Good The Bad and The Queen, che, pur interessante, non ha prodotto grandi risultati artistici e TOPPER HEADON (assillato da problemi di dipendenza e salute) che pure pubblicò un ottimo album di soul e rythm and blues nel 1986 “Waking Up”

mercoledì, marzo 11, 2009

Stanley Kubrick






Il 7 marzo di dieci anni fa se ne andava a 71 anni STANLEY KUBRICK, il più grande regista cinematografico della storia (giudizio personale ma poco opinabile).

Visionario, perfezionista, tecnico, lucidamente folle e follemente lucido, Kubrick ha creato una storia a sè all’interno di quella del cinema, riassumendo nelle sue creature TUTTO il cinema, scrivendone un capitolo inimitabile e irraggiungibile.

Basti citare “Arancia meccanica”, “2001 Odissea nello spazio”, “Shining” , “Full Metal Jacket” , “Il dottor Stranamore” per avere già titoli a sufficienza per una top list assoluta della storia del cinema
Senza dimenticare il conturbante, seppur incompleto, atto finale di “Eyes wide shut” , il monumentale “Barry Lindon”, la morbosità di “Lolita”, il disperato “Orizzonti di gloria”.
Un GENIO ASSOLUTO per una visione della vita e della realtà TOTALE.

É buffo come i colori del vero mondo divengano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo.
Da “Arancia meccanica”

lunedì, marzo 09, 2009

La Giornata della Lentezza





Si celebra il 9 marzo, in tutto il mondo, la Giornata della Lentezza.
Un modo simbolico per recuperare il "nostro tempo"

Di seguito i 14 comandamenti (da www.vivereconlentezza.it)

1) Svegliarsi 5 minuti prima del solito per farsi la barba, truccarsi o far colazione senza fretta e con un pizzico di allegria.
2) Se siamo in coda nel traffico o alla cassa di un supermercato, evitiamo di arrabbiarci e usiamo questo tempo per programmare mentalmente la serata o per scambiare due chiacchiere con il vicino di carrello.
3) Se entrate in un bar per un caffè:ricordatevi di salutare il barista, gustarvi il caffè e risalutare barista e cassiera al momento dell'uscita(questa regola vale per tutti i negozi, in ufficio e anche in
ascensore)
4) Scrivere sms senza simboli o abbreviazioni, magari iniziando con caro o cara...
5) Quando è possibile, evitiamo di fare due cose contemporaneamente come telefonare e scrivere al computer...se no si rischia di diventare scortesi, imprecisi e approssimativi.
6) Evitiamo di iscrivere noi o i nostri figli ad una scuola o una palestra dall'altra parte della città
7) Non riempire l'agenda della nostra giornata di appuntamenti, anche se piacevoli, impariamo a dire qualche no e ad avere dei momenti di vuoto.
8) Non correte per forza a fare la spesa, senz'altro la vostra dispensa vi consentirà di cucinare una buona cenetta dal primo al dolce.
9) Anche se potrebbe costare un po' di più, ogni tanto concediamoci una visitina al negozio sottocasa, risparmieremo in tempo e saremo meno stressati.
10) Facciamo una camminata, soli o in compagnia, invece di incolonnarci in auto per raggiungere la solita trattoria fuori porta.
11) La sera leggete i giornali e non continuate a fare zapping davanti alla tv.
12) Evitate qualche viaggio nei week-end o durante i lunghi ponti, ma gustatevi la vostra città, qualunque essa sia.
13) Se avete 15 giorni di ferie, dedicatene 10 alle vacanze e utilizzate i rimanenti come decompressione pre o post vacanza.
14) Smettiamo di continuare a ripetere:"non ho tempo". Il continuare a farlo non ci farà certo sembrare più importanti.

venerdì, marzo 06, 2009

Swinging Addis Abeba






Dalla metà degli anni 60 alla metà degli anni 70 si sviluppo' nell' "insospettabile" ETIOPIA una eccitante scena musicale, da alcuni definita la Swinging Addis Abeba, che ci ha lasciato (ripresa dall'encomiabile lavoro della label francese Buda Musique nella serie di volumi "Ethiopiques"), alcune perle di inestimabile valore.

Tra gli ultimi decadenti anni del regime di Selassiè e prima di quello comunista di Menghistu, in uno scarso decennio di vitalità e relativa libertà, un nutrito numero di musicisti creò un sound particolarisismo e originalissimo che seppe mischiare suggestioni soul, jazz, qualche scampolo di beat, con la tradizione musicale locale e influenze arabe.
Ne salta fuori un SUONO che ricorda spesso il primo rocksteady , il reggae dei tardi 50's.
C'è ritmo e malinconia, i brani hanno spesso una ritmica sincopata o in 3/4 , i cantati in aramaico rendono il tutto più "esotico" e originale.

Imperdibile MULATU ASTATQE e il suo raffinato jazz spesso tinto di latin soul (fu a lungo il vibranosita di Duke Ellington !!! ) i cui brani starebbero benissimo in qualsiasi dancefloor (ascoltare il boogaloo di "The panther" , il latin jazz di "Askum" o "Asmarina- My Asmara" brani che potremmo tranquillamente trovare in un disco di Ray Barreto , Jimmy Smith o Quincy Jones).
Due suoi brani sono inseriti nella colonna sonora dello stupendo "Boken Flowers" di Jim Jarmusch

L'Elvis o James Brown di Addis Abeba ALEMAEYHU ESHETE non tradisce i soprannomi anche se in versione...etiope.
Sembra un Ray Charles tarantolato mentre un Farfisa stende un tappeto acido e complesse ritmiche spingono intrecci di piano e basso. Stupefacente !

Più classici, tradizionali ed etnici gli stili di altri monumenti della scena etiope come MAHOUMUD AHMED o TILAHOUN GESSESSE, curioso invece il sound di BEZUNESHE BEKELE , una sorta di mambo beat con largo uso di fiati arabeggianti, e dalle ritmiche sinuose.

Per tutti i SOUL CONNOISSEURS, una scena da scoprire, piena di sorprese e di cool sounds

Tante info qui http://www.ethiopiques.info/
Tanta di questa musica nella serie ETHIOPIQUES e sul sito della Dusty Groove (www.dustygroove.com)

mercoledì, marzo 04, 2009

Mourinho



Non sono interista, ma Moratti mi è sempre stato simpatico e poi apprezzo un certo "stile" Inter, mi piacciono certi giocatori che non buttano tutti i soldi guadagnati in ciò che sappiamo, ma li destinano a persone meno fortunate di loro.
Ma quello che mi piace di più è MOURINHO.
E' COOL, CLEAN and HARD.
Mourinho è uno che stava bene nei JAM nel 1977.

"Per favore, non chiamatemi arrogante, ma io sono campione d'Europa e penso di essere speciale" (conferenza stampa di presentazione al Chelsea).

- "Se avessi voluto un lavoro facile sarei rimasto al Porto, con una bella poltrona blu, la Coppa dei Campioni, Dio e dopo di lui io".

- "Volete sapere se ho fatto i salti di gioia quando ho saputo che Poll era il nostro arbitro? No".

- "Wenger ha un vero problema con noi e credo che lui sia quello che in Inghilterra si chiama voyeur. Gli piace guardare. Ci sono ragazzi che quando sono a casa hanno un grosso telescopio per per spiare nelle case degli altri. Wenger deve essere uno di questi. Ed è una malattia".

- "Mi rimpiangerete, soprattutto quando comincerete a perdere anche le partite in casa. I fan del Chelsea non hanno mai lasciato Stamford Bridge in lacrime, perchè non abbiamo mai subito sconfitte casalinghe, ma quando il Chelsea perderà il prossimo incontro davanti al suo pubblico, allora qualcuno si ricorderà che questa cosa non succedeva da tre anni" (rivolto ai dirigenti del Chelsea pochi giorni dopo il suo addio).

- "Non so cosa sia la pressione nello sport. Mi spaventa di più un'influenza. La pressione ce l'ha la povera gente che non riesce a sfamare la sua famiglia".

- "Ho visto il pubblico del Manchester che applaudiva i suoi giocatori dopo che li avevamo battuti. In Portogallo gli avrebbero tirato le bottiglie".

- "Sul rigore di Balotelli c'è stato un lavoro di manipolazione dell'opinione pubblica. Così non si è parlato di Roma e Milan che non vinceranno nulla e della Juve che ha conquistato tanti punti con gli errori arbitrali"

- Io parlo con la stampa perché sono obbligato. Spalletti parla prima della partita, parla durante l'intervallo e parla dopo la partita: è 'primetime', è amico di tutti. Io non sono così"

lunedì, marzo 02, 2009

La morte del Po





Il 24 settembre 2007 scrissi un post sulla fine della “mia” via Emilia “di un tempo”
Un necrologio è doveroso anche per il “m
io” Po

C’era una volta il Po, sulle sponde del quale ferveva la vita, nel quale si facevano i bagni d’estate, si pescava bene e sano.

Ora è la classica fogna in cui si riversano i rifiuti di ogni tipo dei 16 milioni di abitanti che vivono sulle sue sponde (oltre a quelli di Milano che non ha alcun depuratore ...).
Argini selvaggiamente cementificati, escavazioni senza regole, dighe e sbarramenti che sottraggono acqua per l’irrigazione e conseguente degrado faunistico, spesso di aree dagli equilibri delicatissimi, incuria diffusa, hanno quasi definitivamente distrutto lo stretto legame che c’è sempre stato tra l’uomo e il suo fiume, diventato ormai un maleodorante corpo estraneo da cui tenersi alla larga.
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