mercoledì, aprile 15, 2026

Orbited Factory

Dall'amico PincoPanco (https://www.facebook.com/pincopancoeccentrico) la presentazione dell'etichetta ORBITED FACTORY.
Orbited Factory is a label born to pay homage to Oliver’s “Standing Stone” through a series of reinterpretations of the album’s songs, performed by artists from later generations.
Nel 1974 in Galles, Oliver Chaplin pubblica, in sole 250 copie, un album tanto originale quanto misterioso: “Standing Stone”.
Ma di cosa si tratta? Oliver registra, nella sua fattoria, una serie di canzoni legate al folk e al blues ma imbevute di psichedelia.
E, con l’aiuto di suo fratello Chris, ingegnere del suono della BBC, confeziona il lavoro prima con la copertina blu e poi con la copertina verde. Chris, a quel punto, regala alcune copie del disco ai suoi colleghi ma i dj non possono passare in radio i pezzi di un’autoproduzione.
Allora l’ingegnere si accorda con la Virgin per mettere altre copie dell’album in conto vendita in negozio. Oliver, però, non sottoscrive il contratto e parte per un viaggio in Grecia.
E, al suo ritorno in Galles, si dedica a tempo pieno al mestiere di fattore.
“Standing Stone” cade, così, nel dimenticatoio per molto tempo.
Con il passare dei decenni, quel disco così strano e così raro diventa un oggetto di culto. Dopo le prime riedizioni degli anni ’90, nel 2022 la Guerssen ristampa “Standing Stone” in grande stile, con la copertina verde.
E quest’anno rilancia l’album in una nuova edizione con la copertina blu.
L’obiettivo dell’operazione è quello di riproporre il misconosciuto capolavoro della tarda psichedelia nella sua veste originale, cercando di prestare più attenzione possibile ai dettagli.
Rispetto alla prima tiratura, però, la ristampa contiene anche le note di Richard Allen sulla vita di Oliver e uno scritto di Giacomo Checcucci sulla fortuna di “Standing Stone”.
L’edizione in vinile blu è andata esaurita in 24 ore dal lancio del preordine, a riprova del crescente interesse per questo disco.
Ma resta disponibile l’edizione in vinile nero, sempre con copertina blu.
Orbited Factory: come la Virgin ma senza aerei.
Unitamente all’uscita della ristampa della Guerssen, è nata un’etichetta che omaggia quel capitolo così trascurato della storia della musica.
Orbited Factory pubblica, per ora solo su Bandcamp, una serie di singoli di artisti delle generazioni successive a quella di Oliver alle prese con i brani di “Standing Stone”.
Il progetto si chiama “Stepping Stone” come quelle pietre che garantiscono un appoggio sicuro a chi vuole guadare un fiume. L’obiettivo dell’iniziativa, infatti, è accompagnare gli ascoltatori alla scoperta dei tesori di “Standing Stone” e dimostrare quanto quell’opera possa ancora essere materia viva nella scena musicale di oggi.
Insomma, il lavoro di Orbited Factory fornisce sostegni stabili per passare agevolmente da una sponda all’altra del fiume, per rivalutare la gemma perduta del 1974 e approfondire i musicisti attivi nel 2026.

https://orbitedfactory.bandcamp.com/
L’iniziativa è curata da Giacomo Checcucci, produttore esecutivo e direttore artistico, Jethro Chaplin, nipote di Oliver e ingegnere del suono, e Jacopo Valli (geometrichorsehair), supervisore del lavoro.
Ogni canzone è registrata dall’artista di turno nel suo studio di fiducia ma viene masterizzata da Jethro ai Mwnci Studios in Galles.
Per ora sono usciti quattro singoli. Hey Danny Young ha inciso una rilettura di “Trance” con telefoni vintage e registratori giocattolo, in piena sintonia con l’approccio di Oliver.
Nella sua cover di “Flowers on a Hill”, invece, Kevin Coleman ha fuso l’american primitive alla sperimentazione elettronica, riproducendo i suoni creati in fattoria con i ronzii di un synth. Isaiah True Weaver, poi, ha reinterpretato “Orbit Your Factory”, riuscendo a cogliere la passione dell’autore per i paesaggi naturali e l’autonomia artistica.

https://orbitedfactory.bandcamp.com/track/flowers-on-a-hill
Il 7 aprile è uscito il quarto singolo: una rivisitazione di “Where’s My Motorbike”, la traccia che chiude “Standing Stone”, ad opera di Jason Simon, cantante e chitarrista dei Dead Meadow. In questo caso, Simon riesce nell’impresa di cambiare l’umore generale del brano. Nella versione originale, infatti, "Where's My Motorbike" è una canzone spensierata e divertita: Oliver sembra scherzare quando chiede dove sia finita la sua moto. Nella reinterpretazione di Simon, invece, l'atmosfera diventa molto più cupa e inquietante.
Quando il cantante pronuncia l'unica frase del pezzo, "where's my motorbike" appunto, è evidente che dietro a quella domanda si nasconda un presagio sinistro. In fondo, è proprio così che si creano le grandi cover: rimanendo fedeli allo spirito dell'originale ma invertendo, in modo deciso, la direzione del brano.

https://orbitedfactory.bandcamp.com/track/wheres-my-motorbike

Il prossimo singolo, il quinto, verrà pubblicato martedì 21 aprile.
Il protagonista sarà Momus, il geniale musicista scozzese. Il titolo del brano, invece, è ancora segreto. Invitiamo tutti ad acquistare una copia di “Standing Stone” nella nuova ristampa della Guerssen e a supportare il progetto “Stepping Stone” di Orbited Factory.

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