“The Help Album”, uscì nel 1995 a cura di War Child per raccogliere fondi destinati ai bambini che vivevano nelle aree devastate dalla guerra, in particolare nei Balcani. Partecipò il fior fiore della scena britannica: Radiohead, Blur, Oasis, Suede, Stone Roses, Massive Attack, Portishead, Charlatans e Chemical Brothers insieme, gli Smokin Mojo Filters ovvero Paul McCartney, Noel Gallagher e Paul Weller, alle prese con “Come together” .
Un album che ebbe una storia soprattutto artistica a sé, non mera compilation ma un contributo attivo da parte dei partecipanti che cntribuì a raccogliere milioni di sterline.
Il secondo capitolo esce con le medesime particolarità ed è in funzione di raccolta fondi per i bambini di Ucraina, Gaza, Sudan e Siria.
Il produttore James Ford ha occupato per una settimana gli Abbey Road Studios, portando con sé un altro parterre di artisti interessantissimi, spesso in diretta collaborazione.
Ne esce un album ricchissimo di piccole gemme, che splendono per la loro esclusività e unicità.
A partire dal nuovo brano degli Arctic Monkeys, che prosegue lo stile "crooner" delle ultime produzioni e dalla successiva unione di Damon Albarn, Craig Chatten dei Fontanies DC e Kae Tempest, sorprendente per costruzione compositiva, sorta di breve operettta, vetta dell'album.
Beth Gibbons ci delizia con una versione oppiacea di "Sunday Morning" dei Velvet Underground.
Coraggiosa e riuscita la cover di "Universal Soldier" di Buffy Saint marie ripresa dai Depeche Mode.
Bravi gli Ezra Collective con il reggae di "Helicopters", ottima la rilettura dei Fontaines DC di “Black boys on Mopeds” di Sinéad O’Connor, potentissimi i Pulp con il rock quasi punk sparatissimo di "Begging for change".
I brani sono 23, prevalentemente di taglio semiacustico, contemplativo, lento.
L'operazione ha finalità nobili, la musica è davvero eccellente.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento