lunedì, aprile 27, 2026

Fourth Sensation /The Pleasure Machine

I Fourth Sensation sono stati un supergruppo ante litteram (i componenti diventeranno famosi in seguito) composto da Vince Tempera alle tastiere, Ares Tavolazzi alla chitarra (passerà al basso con gli Area), Ellade Bandini alla batteria, Angelo Vaggi al basso.
Autore dei lro brani (probabilmente come prestanome) il trombettista Max Catalano dei Flippers poi diventato il popolare "Filosofo dell'ovvio" nella trasmissione di Arbore "Quelli della notte".
Nel 1970 incidono l'unico, omonimo, album della carriera (i nomi non compaiono sulla copertina ma i personaggi sono identificabili nelle foto sul retro) a base di una potente miscela di Hammond sound, psichedelia, funk, rock blues, tutto strumentale.
Le composizioni sembrano frutto di jam session in studio più che di brani ben strutturati.
Un buon lavoro, in cui si apprezza la tecnica degli strumentisti e tanta energia esecutiva.
L'album ha avuto a lungo quotazioni altissime, fino alla ristampa della Cinedelic nel 2017.

La band in realtà opera anche con il nome di The Pleasure Machine (a cui collabora il chitarrista Gigi Rizzi, già nei Califfi di Clem Sacco e che suonerà con Guccini, Giganti, Venditti, Lauzi, Mia Martini, Toto Cutugno, Al Bano e Romina Power).

L'esordio è sempre nel 1970 è con il 45 giri "Ballad of easy rider" / "The Pleasure Machine" con un altro nome: Vince Tempera e la Macchina del Piacere.
Carina la versione del brano dei Byrds, sul retro uno strumentale jazz funk velocissimo.
Il successivo 45 con una versione fotocopia di "The Long and Winding Road" dei Beatles non dice granché come d'altronde lo sdolcinato pop di "Fuoco di paglia" del singolo successivo del 1971 (meglio il retro strumentale, "Express 9:15", un ossessivo groove funk rock).

La band suona in "L'isola non trovata" di Francesco Guccini di cui coverizzano "Asia" in una versione soul prog con sezione fiati e un grande groove.
Sul lato B una versione italiana di "Friends" di Elton John, intitolata "Amici" di cui esiste anche un video:
https://www.youtube.com/watch?v=mOFJw4JueZY

La carriera discografica si chiude con una reinterpretazione del tema di Gato Barbieri de "L'ultimo tango a Parigi" dopo di che il gruppo si scioglie (pur se i membri continueranno a collaborare), non prima di avere suonato nello storico "Terra in bocca" de I Giganti.
A complicare la storia c'è un album inciso da Vince Tempera, Ares Tavolazzi e Ellade Bandini nel 1970 accreditato a Vince Tempera & La Macchina Del Piacere, ristampato poi nel 1980 come Vince Tempera - Pleasure Machine.

Lavoro molto particolare e godibile con versioni jazzate, intrise di funk, di "Rain" (bellissima), "Ticket to Ride" (ottima, in chiave fusion) e "Let It Be" (bruttina) dei Beatles, una tiratissima "Mas Que Nada" pianistica, "Lay lady lay" di Dylan e la conclusiva, autografa, breve e swingata ma piena di stile, "Sexual Resolution".

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