lunedì, aprile 13, 2026

Maureen Tucker

Moe Tucker ha letteralmente inventato uno stile batteristico, basato su un minimalismo essenziale, all'estremo limite dell'imperizia tecnica. Quest'ultima diventata una caratteristica sostanziale, distintiva, più volte imitata. Ha all'attivo una discreta produzione solista e alcune collaborazioni prestigiose (Lou Reed, John Cale, Half Japanese). Ormai ritiratasi dall'attività artistica, è un fervida sostenitrice dell'estrema destra americana.
Playin' Possum (1981)
Un esordio solista sconcertante in cui suona tutti gli strumenti, coverizzando "Heroin" brani di Chuck Berry, Little Richard, Bob Dylan, Vivaldi (!), "Louie Louie". Registrazione ìsotto i limiti del demo tape, esecuzione quanto meno "incerta". Puro trash.

Life in Exile After Abdication (1989)
Dopo l'esordio di dubbia qualità, trascorsi 8 anni (e un ep non eslatante), torna finalmente con album di ottima qualità avvalendosi dell'apporto di Lou Reed in due brani (uno dei quali è una versione di "Pale Blue Eyes" con Kim Gordon al basso), dei quattro Sonic Youth sparsi in varie canzoni, Daniel Johnstone e Jad Fair degli half Japanese. Il mood è sempre all'insegna dell'improvvisazione ("Chase" con i Sonic Youth e altri), della dissonanza, della precarietà esecutiva. Ma "Talk So Mean" è un piccolo gioiello e il resto si lascia ascoltare nella sua specificità e ci mostra una batterista non sempre così minimale. Moe restituisce il favore a Lou Reed suonando due brani (contributo quasi impercettibile) nel suo capolavoro "New York" nello stesso anno.

I Spent a Week There the Other Night (1991)
Ancora tanti amici a dare una mano (tra cui Lou Reed, John Cale e Sterling Morrison che suonano insieme, per la prima volta dal 1969) in "I'm Not", i Violent Femmes, Sonny Vincent), un'ammaliante (e riuscitissima) versione di "I'm Waiting For My Man", chitarra e voce, altre belle cose, più crude e punkeggianti del solito. Il suo drumming è più elaborato, seppure non si discosti troppo daallo stile conosciuto. Un lavoro discreto.

Dogs Under Stress (1994)
Un lavoro più "pop", meglio realizzato da un punto di vista della produzione e della ricerca dei suoni. Al suo fianco ci sono l'ex batterista dei Cramps Miriam Linna, Sterling Morrison, Sonny Vincent e Victor De Lorenzo dei Violent Femmes. Proprio la maggior cura dedicata al disco lo normalizza e rende meno distintivo.

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