giovedì, febbraio 09, 2017

Piss Factory - Patti Smith



PISS FACTORY (brano pubblicato nel 1974 su 45 giri con una versione personalissima e minimale di "Hey Joe" sull'altro lato) di PATTI SMITH è uno dei primi esempi di attitudine e approccio PUNK, per quanto il brano sia una ballata piano e voce su cui lei declama un suo testo/poema.

In un momento in cui Stooges e New York Dolls si erano disintegrati, glam e prog imperavano e ancora non si vedevano i semi di quello che sarebbe accaduto di lì a poco, Patti Smith, accompagnata da Lenny Kaye e Tom Verlaine alle chitarre e Richard Sohl al pianoforte affittò per UN'ORA (pagata dal fotografo Robert Mapplethorpe, compagno di Patti) gli studi Electric Ladyland di New York.

Stamparono il 45 e lo distribuirono manualmente, anticipando uno dei concetti base dell'era punk, il Do It Yourself.

Il testo è un grido claustrofobico contro l'alienazione della vita in fabbrica (lei aveva lavorato in una di passeggini).

"Parlavo del fatto che ero una persona giovane e che avevo ancora dei desideri nella vita, desideri di vivere meglio.
Ma forse in fabbrica molta gente aveva perso tutti i desideri e posso capire perchè questo succede.
"Piss factory" parlava di qualcuno che in mezzo ai morti si sentiva vivo".


https://www.youtube.com/watch?v=wFcWBrkQ87M

21 commenti:

  1. Adesso si pagherebbe per quel lavoro. Mondo fottuto.

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  2. Ironico come quarant'anni dopo uno della sua età (di allora) debba augurarselo di entrare in fabbrica ogni mattina. Senza stipendio non solo non si sogna, ma non si vive.
    Cosa scriverebbe la poetessa oggi, in proposito?

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  3. RIP John Wetton.

    GMV

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  4. Giuste le vostre riflessioni sul lavoro..mondo fottuto davvero.

    Piss Factory era anche sulla raccolta seminale Punk Collection vol 1 (RCA) mentre Hey Joe era su New Rock Champions (LineaTre RCA). Un amico amava unire in sequenza le sue due cover Hey Joe e Gloria, entrambe molto minimal..
    Patti Smith viene davvero in Italia a maggio? Io mi sono perso il Traffic del 2008
    C

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    1. Ai primi di maggio sarà a Parma per ritirare laurea ad honorem + mostra + concerto...

      W

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  5. Patti Smith torna abbastanza regolarmente in Italia (credo sia il luogo dove ancora riempie teatri e locali senza problemi. Dal 1979 è sempre stato così).

    Riguardo il lavoro in fabbrica il mondo si è ribaltato. Ai tempi i lavoratori erano vessati allo stesso modo ma riuscivano ad ottenere diritti. Oggi un posto in fabbrica viene accettato a qualunque costo, visto che dietro di te c'è una fila di gente che aspetta di prendere il tuo posto per sopravvivere.

    Meno male che ci avevano detto che "in futuro" si lavorerà meno guadagnando gli stessi soldi. Certo.

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    1. In realtà il commento l'ho fatto io ma con l'account di mio figlio :)

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    2. E' ora di passare allo smartphone!

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    3. Gallo..scherzi???
      Io mi tengo il mio Nokia casula!!!
      C

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  6. Grandissimo pezzo. Secondo me Smith non ha più raggiunto questi livelli in futuro, pur avendo realizzato cose epocali.
    Le immagini del disco che ha messo Tony sono quelle della ristampa della Sire del 1977. La versione autoprodotta del 1974 è un'altra.
    Noi italiani l'abbiamo tutti conosciuta dalla raccolta "Punk Collection" di cui parla Cristiano.
    :)

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    1. Non l'avevo mai vista ma scopro ora che la Sire pubblicò anche un'altra versione con cover a colori più accattivante (e tshirt con KRichards)
      C

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    2. dopo Piss factory il secondo singolo fu Pi.... in a River (sic!)
      ..tema ricorrente )))
      C

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  7. Io sono stato allo storico concerto di Patti Smith tenutosi a Firenze nel 1979 (quello della contestazione degli "Autonomi"); ero di ritorno dall'altrettanto storico Gran Premio di Formula 1 di Monza, che laureò Jody Sheckter campione del mondo con la Ferrari (e Gil Villeneuve suo fedele scudiero).
    Scrivo queste frasi tra le lacrime.

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  8. Nostalgia canaglia.

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  9. IO ero stato a quello di Bologna del giorno prima.
    Grande festa ma concerto mediocre (non era abituata a decine di migliaia di persone), impianto inadatto ma grande avventura a 18 anni dormire in stazione a Bologna con un sacco di altre persone e tornare all'alba.

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    1. A quel concerto andarono le mie due sorelle coi loro amici. Avevano 16 e 17 anni. racconti epici..Mi lasciarono giustamente a casa perche troppo piccolo, ma mi rifeci abreve cominciando a girar per concerti gia da ragazzion..!
      C

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    2. Anch'io avevo diciotto anni; avevo lo zaino in spalla con dentro un sacco a pelo e la tenda canadese (!) che avevo condiviso con un mio amico per tre giorni, nel campeggio dell'autodromo di Monza.
      La mattina ci svegliavamo con la rugiada (era l'umidità che filtrava dalla tenda), stiravamo le nostre membra (la tenda era talmente piccola che dormivamo con i piedi di fuori) e dopo la toilette mattutina (culo tappato per tre giorni a causa di bagni alla turca eco insostenibili), una buona colazione (scatolette di tonno ed altri imprecisati cibi in scatola a tutte le ore).
      Ricordo che quando dal parco sentii la prima volta il rombo devastante dei motori, mi stava per scoppiare il cuore; ed erano solo i motori delle Renault 5 che allora correvano il monomarca!
      Un abbraccio a voi tutti, REDUCI DEGLI ANNI SETTANTA.

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