martedì, febbraio 14, 2017

Georgie Davis



Le precedenti puntate della rubrica CRIMINAL WORLD ovvero i criminali che hanno avuto connessioni con la musica e l'arte, (dedicate ai Kray Twins, Ronnie Biggs, Luciano Lutring, Gary Gilmore, Janie Jones, i Moor Murders Ian Brady e Myra Hindley, Bonnie & Clyde, Hattie Carroll e William Zantzinger, Stagger Lee, Charles Manson, Ted Bundy, John Wayne Gacy il Killer Clown), Ed Gein, Leonarda Cianciulli, Mark David Chapman, Jack H Abbott, Charles Starkweather e Caril Ann Fugate sono qui:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Criminal%20World

ALBERTO GALLETTI ci porta alla scoperta di una storia sconosciuta e particolarissima.

George Davis, conducente di minicab, ex segnalatore ai docks del Porto di Londra ed ex-camionista, sposato e padre di due figli con amicizie pericolose nel quartiere,Stepney East End londinese, fu al centro di una clamorosa vicenda a seguito di un (presunto) errore giudiziario.
Nel 1972 fu fermato per guida in stato di ubriachezza e gli fu ritirata la patente. Camionista, s ritrovò dall’oggi al domani senza lavoro. Facendo ricorso alle sue discutibili amicizie locali finì presto nei guai. Fermato e rilasciato per presunta partecipazione ad una rapina, fu arrestato di nuovo l’anno dopo quando fu trovato in possesso di merce rubata, e poi rilasciato.
Si impiegò quindi insieme al fratello in una ditta di minicab a Stepney.

Il 4 aprile 1974 un gruppo di banditi rapinò l’ufficio paghe del London Electricity Board a Ilford, sobborgo nord-orientale di Londra. Ci fu un inseguimento tra parecchie auto e una sparatoria, due poliziotti rimasero feriti.
La rapina venne filmata da alcuni agenti sotto copertura, e tre campioni di sangue furono prelevati sulla scena della sparatoria.
La polizia arrestò tre persone, un quarto, George Davis, fu catturato dopo alcune settimane, su soffiata di un informatore che affermò di averlo visto scendere da una delle auto dei rapinatori.
Riconosciuto da cinque testimoni durante un’identificazione, Davis fu l’unico dei quattro arrestati a finire in carcere.

‘Fu una trappola- ha sempre affermato Davis- fui identificato da cinque poliziotti, provammo che gli investigatori avevano nascosto informazioni importanti, non ci fu nessuna prova scientifica’.

Ad una seconda identificazione infatti 34 testimoni su 39 sbagliarono a riconoscerlo.
Peter Chappel, il suo migliore amico, affermò con sicurezza di averlo incontrato quella mattina, di averlo invitato a colazione, invito rifiutato da parte di Davis che gli disse doveva recarsi in ufficio in quanto il fratello era assente. George affermò che dopo essere andato in ufficio quella mattina fece una consegna di pesce ad un ristorante della City. Anche la moglie di Gorge, Rose, era convinta della sua innocenza ‘non credendolo capace di un’impresa simile e di aver dopotutto sposato un uomo ‘a posto’.
I due, convinti dell’innocenza di George, cominciarono una campagna di protesta contro la sua detenzione.
I primi ad aderire furono i cognati, i cugini di George, gli amici del quartiere unitamente ad altri abitanti della zona.

La protesta crebbe di dimensioni, la testardaggine, unita senza dubbio all’ esuberanza di Peter, lo portò a compiere alcune clamorose azioni dimostrative: andò a schiantarsi con un camion sull’entrata degli uffici del Daily Mirror, poi del Daily Telegraph in Fleet Street, fece poi irruzione con il suo camion nel cortile di Buckingham Palace protestando l’innocenza dell’amico, nel caso la questione fosse sfuggita a qualcuno. Infine si diresse verso Dover, caricò il camion sul traghetto e raggiunse a Parigi e fece lo stesso contro l’entrata dell’Ambasciata Britannica. Peter non si fermò e fece pubblicare da un’amico, Pat Cross, giornalista del locale East London Advertiser , appelli per la liberazione di George ogni settimana.
Scritte ‘GEORGE DAVIS IS INNOCENT OK’ apparvero sui muri e sui ponti dell’East End prima, e un po ovunque nel Regno Unito poi. Non passò molto tempo e la vicenda fini sulla stampa nazionale creando un caso enorme.
Le manifestazioni di solidarietà si susseguirono, attivisti si incatenarono davanti alle sedi dei maggiori quotidiani londinesi. Dopo che un appello per la scarcerazione di George fu respinto in autunno, Rose Davis passò il Natale 1974 fuori dalla porta di Scotland Yard in veglia per la sorte del marito, mentre Peter Chappell faceva saltare tutte le luci sull’albero di Natale di Trafalgar Square provocando grande costernazione.

Nell’estate 1974 Rose e i membri del movimento per la liberazione di George Davis organizzarono un concerto benefico allo stadio del Chalrton Athletic per la raccolta di fondi a favore della protesta.
Aderirono tra gli altri gli Who, raggiunti sul palco da Rose ad inizio concerto, vennero loro consegnate le famose magliette con la scritta ‘George Davis is innocent’, Roger Daltrey la indossò per tutto il concerto.

La campagna di liberazione, originatasi per le strade dell’Est End, coinvolgeva adesso anche i ceti medi di sinistra, tra loro Peter Hain, che fu anche arrestato e rilasciato dopo processo e che divenne poi deputato del Partito Laburista e quindi ministro nei Governi di Tony Blair e Gordon Brown.
Ma per i veri protagonisti della protesta questa era la lotta tra i poveri, gli operai, e il potere di uno stato paternalistico e oppressore.

La mazzata è comunque dietro l’angolo e al processo, celebrato all’Old Bailey nel marzo del 1975, George Davis viene condannato a 20 anni di carcere per rapina mano armata, ferimento di un agente di polizia e resistenza a pubblico ufficiale.
Rose e Peter non si danno per vinti , la campagna si intensifica, ottengono un appello, George continua a dichiararsi innocente, l’appello viene comunque respinto.
Un secondo appello fa ridurre la condanna da 20 a 17 anni, ma Peter Chappel, autentica forza trainante della campagna, non se ne da per inteso. Prende così forma nella sua mente l’idea di un’azione clamorosa a sostegno dell’innocenza dell’amico.

Il 14 agosto è cominciato a Headingley, Leeds, il terzo cricket test match tra Inghilterra e Australia: in palio gli Ashes, come sempre durante lo svolgimento di queste epiche sfide l’Inghilterra è attraversata dal solito fremito di febbre da Ashes, gli occhi della nazione sportiva e non son tutti puntati su Headingley L’Australia, detentrice, è in vantaggio 1-0 avendo vinto il primo test-match e pareggiato il secondo, in questo terzo match l’Inghilterra ha l’occasione, vincendo, di rimettere in parità il conto delle partite e giocarsi tutto nel quarto e ultimo incontro della serie a Londra. Giunti al quinto ed ultimo giorno di gioco l’Australia deve segnare 224 runs per vincere (tanti) , l’Inghilterra deve eliminare 7 battitori australiani per aggiudicarsi il test-match (tanti ma più fattibile).
Poco dopo la mezzanotte del 17 agosto, un commando di quattro persone comandate da Peter Chappell (guarda caso stesso cognome del capitano australiano quel giorno, Greg Chappell),e comprendente il fratello di Rose, Colin scavalca il muro di cinta del campo, entra e distrugge il wicket, scavandovi buche enormi, rovinando l’erba circostante e versando olio combustibile sui due creases, rendendo così la superficie impraticabile. Inoltre dipingono sui muri vicino all’ingresso la famosa scritta GEORGE DAVIS IS INNOCENT, completata questa volta da un messaggio di scuse ai tifosi, SORRY IT HAD TO BE DONE.

Gli arbitri dopo aver rilevato lo stato del campo non hanno altra scelta ma di dichiarare il test match abbandonato e dichiarato pari.
L’Inghilterra abbandonò le speranze di riconquistare gli Ashes, visto che una vittoria nell’ultimo test (che finì in pareggio) avrebbe pareggiato i conti della serie e il trofeo sarebbe rimasto in mani australiane, incredulo davanti ai televisori il pubblico inglese rimase attonito. Il clima si avvelenò ulteriormente, il direttore del Times chiese pene esemplari per i colpevoli.
Peter , che fino ad allora era stato trattato dalle autorità con clemenza, pagò a caro prezzo l’ultima bravata, arrestato insieme agli altri tre fu condannato, lui solo, a 18 mesi di detenzione, gli altri uscirono su cauzione, ma l’azione diede i suoi frutti.
Il caso arrivò sul tavolo del Ministro dell’Interno che ordinò una revisione delle prove a carico di George, ne scaturì un bel quadretto secondo il quale la polizia aveva falsificato le dichiarazioni di Davis e tre dei cinque poliziotti che lo identificarono a distanza di settimane si trovavano sulla stessa auto non proprio vicini al luogo della sparatoria, e che la Squadra Speciale Rapine di Scotland Yard aveva mentito.
Una commissione esterna condusse un’inchiesta sull’operato della Squadra Speciale e dopo aver riferito al Ministro dell’Interno, quest’ultimo ordinò la scarcerazione di George Davis in quanto la sua identificazione risultava essere molto, molto dubbia.
Fu firmata una prerogativa reale di grazia dal Sovrano in persona e George Davis venne liberato l’ 11 maggio 1976.
La sua condanna non venne comunque cancellata.
Lasciò il carcere di Albany sull’Isola di Wight insieme alla moglie Rose e a Violet Kray che ivi era andata a visitare i due figli, ben più celebri colleghi e compaesani di George Davis.
Al suo arrivo alla stazione di Waterloo fu accolto come un’eroe, in un trionfo che non fu solo il suo, ma anche di chi aveva creduto e sostenuto la causa con grande impegno contro uno Stato che aveva mentito per imprigionare un uomo innocente.
Il trionfo gli diede alla testa, incline per natura ai vizi che lo avevano messo nei guai, visse i successivi 18 mesi tra sbronze, donne, mondanità e qualche vecchia pericolosa amicizia, dimenticandosi di moglie e figlio che a casa si rimanevano emarginati da tutto.
Nel settembre 1977 George Davis venne arrestato in flagranza di reato durante una rapina a mano armata alla Banca di Cipro su a Holloway, processato per direttissima, si dichiarò colpevole e si beccò questa volta 15 anni, ridotti ad 11 in appello, ne scontò 7.
Fu un colpo terribile per Rose che lavorava come cameriera per sbarcare il lunario mentre il marito uscito di galera era assurto a celebrità e trascorreva il suo tempo tra bagordi, ragazze e vecchie amicizie pericolose. Tutto l’impegno profuso, l’ardore, il coinvolgimento sincero suo e di un’intera nazione alla causa di un marito innocente, improvvisamente le crollò in testa.
Il profondo senso di vergogna verso tutti quelli che avevano sostenuto la campagna, per qualcuno che adesso, si vedeva, forse proprio così innocente non era, prese il sopravvento.
Rose, reagì con la stessa passione e veemenza, questa volta contro il marito, chiese ed ottenne il divorzio, riprese il suo cognome da nubile e tornò a vivere a Stepney, vicino ai famigliari, agli amici e inevitabilmente ad alcuni vecchi fantasmi.
Nel 2011 George Davis fu definitivamente assolto dal tribunale sulla base che le prove a suo carico fossero state falsificate oltre che insufficienti e la condanna a 20 anni fu cancellata.
Il che non significa che lei non fosse colpevole, affermò il giudice chiudendo la questione.
Nei giorni della sua scarcerazione, in quell’estate del 1976, George Davis divenne un’eroe popolare, in particolare il movimento punk lo elesse a proprio idolo incontrastato.
Dopo l’eclatante presa di posizione degli Who in piena campagna, nel 1978 gli Sham 69, ben noti su queste frequenze, scrissero ed incisero il brano George Davis is innocent, contenuto nel loro LP d’esordio Tell us the truth, che gli fu dedicato.
All’altro capo dello spettro musicale britannico anche i Duran Duran celebrarono Davis nella loro Friends of mine, contenuta nel loro omonimo LP (anche qui d’esordio).

Una storia londinese, dai tratti decisamente cockney.

Colonna sonora:

The Who – I’m free
Sham 69 – George Davis is innocent
Duran Duran – Friends of mine

11 commenti:

  1. "georgie davis is coming out no more heroes we twist and shout", quante volte l'ho cantata e ballata....senza sapere assolutamente a cosa si riferisse!
    bella storia e bellissimo articolo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io conosciuto GD e la sua storia grazie a Tell Us The Truth, che ci sta anche come titolo viste le questioni giudiziarie fumose..
      Slendido pezzo Albe..top!
      C

      Elimina
    2. Il nome mi è risaltato fuori un paio di settimane fa proprio riascoltando 'Friends of mine', ad un certo punto mi son ricordato che già ai tempi mi chiesi chi fosse mai Georgie Davis. Stavolta sono andato a vedere.

      Elimina
  2. Uno dei migliori articoli mai usciti su questo blog, davvero !

    RispondiElimina
  3. grande Gallo!!
    ahahah...e dal vivo dopo Anvei, Cotechino e Freisa, tutti a livello supremo, il racconto ha toccato punte di epicità
    Clodoaldo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ha ha ha ha ha vero, mi sa che a voce è venuto meglio, pancia meravigliosamente piena e tre bottiglie spettacolarmente vuote (la quarta sarebbe presto seguita).
      Però con lo scritto ci divertiamo n di più.

      Elimina
  4. Siete una manica di ubriaconi!!!!!!

    RispondiElimina
  5. ...e vi nascondete fra le nebbie di Vori per ritrovare l'anima di Gianni Brera.
    ....cHe poi provvedete a fare annegare.
    Ubriaconi!!!!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Annegare nel barbera...si
      credo che approverebbe...

      Elimina
  6. Dummàa vun chi puedeva becàa Vori.
    Parò stavoelta seram a Santa ed nebia agh 'nera bele mia.
    Tucaràa gni su anca a Pavia.
    Prepara al bùtiglion.

    RispondiElimina

Related Posts with Thumbnails