giovedì, novembre 07, 2013

Bruno Brancher e il Rock n Roll a Milano



Bruno Brancher fu un assiduo frequentatore delle patrie galere, quelle più dure e spietate.
Lì conobbe un mondo e da lì se ne affrancò, imparando a scrivere e a raccontare.
E’ mancato qualche anno fa dopo una vita veramente spericolata.
Ho trovato questo suo scritto, “Jailhouse rock” sulla rivista “Musica 80’ dell’ottobre del 1980 in cui parla del ROCK N ROLL a Milano.
Ne ho trascritto buona parte e lo trovo molto bello e istruttivo.


Il rock n roll scoppiò improvvisamente a Milano.
Beh non è che io voglia fare l’analisi della musica o cose così anche perché politicamente non ci capisco un tubo, voglio dire che si ballava e il suono era guerresco e gli istinti si scatenavano giustamente nelle dovute direzioni.
Bello rubare avendo un bel ritmo che ti gira nella testa.
E la voce , nel ricordo, i gesti flessuosi di Elvis Presley e il piccolo indiano Richard:
Tutti frutti baliamabalulem balimbembum, tutti frutti tuti frutti
e il piano frenetico di Lewis e l’allegria al pensiero del ritorno nelle balere di Milano, al Branca, in via Jenner, all’Aretusa in via Santa Tecla, al Pulverun , al K2, e la divisa da diverso, pantaloni strettissimi sul culo e larghissimi sotto, alla marinara, maglietta con il nome del preferito davanti o dietro, a volte davanti e dietro, giacchettone nero attillato in pelle.
E l’entrata: duri, truci: quelli di Porta Romana da una parte, gruppo della Comasina dall’altra: in mezzo il circolo di quelli del Ticinese.
I più numerosi; quelli di Baggio che volevano sfidare tutti; un po’ riservati quelli di Sempione ma erano tutti figlioli di impiegati; poi c’erano gli Ariosi e i Brianzoli; erano i più pericolosi, perché si sentivano derisi e allora cercavano la rissa per poi anche menarsene vanto al ritorno nelle brughiere.
Per loro era come cercarsi uno scalpo. Noi accettavamo la battaglia se non c’era la provocavamo ad arte e poi, non contenti, buscate o date, organizzavamo spedizioni nei loro feudi e foreste. I soliti inviti alla fine di ogni rissa “neh balurd, fatti vedere a Garbagnate se hai il coraggio”

Luci rosse e a volte candidi e accecanti abbagli in quelle balere.
Poi la musica cominciava e cominciavano i numeri dei più ganzi dei rioni: con le loro ragazze, passi complicatissimi, già studiati con furore e amore.
Al ricordo un’estasi per ciò che sapevo fare allora: un tormento per quello che non so più fare ora. Tormento perché conosco i passi e le variazioni più pazzesche del rock n roll, desiderio di fare e coscienza di non poter fare….
CocaCola, aranciate, coca, gazzose.
Con la bocca smorfiavamo passaggi repentini, con il corpo accompagnando suoni acidi e striduli a volte rimbombanti di note basse.
Alla fine o a casa o in cerca di qualcosa da fare.
E si faceva.
A volte il fare terminava bruscamente nelle bracca dei poliziotti e allora non sentivamo più tuti fruti, tuti fruti , ma il gracidio delle radiotrasmittenti e le voci giocose allegre dei poliziotti che rispondevano dalla Centrale: “Bravi bene ragazzi, portateli qui”…….
A Milano tutto fioriva a quel tempo, gli animi erano allegri, gli occhi splendevano convinti che il giorno sarebbe arrivato: “Vedrai vedrai, qualcosa cambierà” canticchiavano sorridenti e misteriosi convinti i ragazzi/e.

Le balere non sono più quelle di prima, sparite le bande di quartiere, i luoghi si adeguano alle mode, qualche ragazzone blouson noir, qualche ragazza avventurosa e ballano alla musica di micidiali suoni, quasi simili una canzone o musica all’altra.
Non conoscono i passi del rock, seguono con il corpo anfetaminiche cadenza, si dimenano fino alla spossatezza.
Immagini…..
Vennero i dieci anni di cui io, scusate ma è così, non ho voglia di parlare.
Confusi, comunque.
L’altro ieri ricompare il rock n roll.
Tutto un’altra cosa, soprattutto i ragazzi/e.
Perbene, molto per bene.
A loro del rock piace soprattutto il “fatto culturale”.
Diciamo che sono i blouson noir della mamma.


Sono un abituale frequentatore di questi nuovi ritrovi: Chicote, Puntorosso, Frizzi&Lazzi, Ancona.
A volte si andava d’accordo.
Però successe che al Chicote grande locale di via Plinio di grida e spassi io volli una notte risentire Edith Piaf. Altri non vollero.
Erano vestiti in nero.
Uno giovane e glabro, le unghie rosicchiate mi disse “Molla tutto, stronzo”.
Io insistevo per la Piaf.
Il molla tutto si trasformò in qualche banale insulto.
Niente di nuovo.
Cose ripetitive.
Gettai del whisky di marca buono e prezioso addosso ad un gestore di locali alternativi.

55 commenti:

  1. Grandissimo, andrò alla ricerca dei vecchi posti nei miei girovagare lavorativi per la metropoli.

    OT: Grandissimo programma musicale, tre giorni rimasti di ascolto: http://www.bbc.co.uk/programmes/b03ft2sb

    Mods, mods, mods, mods, mods

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  2. Non so se ci sono ancora tracce di questi posti ma la descrizione di Brancher (un personaggio ! Cercherò i suoi libri, alcuni scritti in carcere...) è affascinante.

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    1. Tracce magari no, ma essendo in giro, mi basta saper dov'erano....poi ci vuole un po di immaginazione, ma non è un problema girando in macchina per Milano da solo.

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  3. Hai fatto benissimo a riportare, tali e quali le parole di Brancher. Soprattutto nella prima parte il suo modo di descrivere è quasi "tridimensionale", trasporta, come in una macchina del tempo, a vedere, sotto forma di piccoli quadri, quei momenti.
    Bella scelta Tony

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  4. Bello "il suono era guerresco"

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  5. Bello il tappo Pepsi appeso al muro, ne ho uno uguale appeso in cucina.

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  6. Bel racconto, peccato però che anche lui, già negli anni '80 e riferendosi ad almeno 10 anni prima, non sfugge al classico e banale "non ci sono più ... di una volta":

    "le balere non sono più quelle di prima...ballano alla musica di micidiali suoni, quasi simili una canzone o musica all'altra"

    Oltretutto, visti gli anni, quelli che non sono più quelli di una volta sono grosso modo i nostri genitori/fratelli maggiori, che a loro volta l'hanno detto a noi, che a nostra lo diciamo etc.

    A me piacerebbe, una volta ogni tanto, trovare qualcuno che non piange sulla sua perduta gioventù, quando tutto era meglio per definizione.

    The Real WC

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  7. Il buon Brancher ha avuto una vita un po' complicata e glielo perdono, visto che una parte di quegli anni li ha perduti altrove.

    Non vedo necessariamente un male rimpiangere la perduta gioventù se è stata bella e intensa. L'importante è comunque andare avanti belli svelti e non restarsene seduti a sfogliare l'album dei ricordi.

    Ma temo che sia inevitabile prima o poi guardarsi indietro e sospirare sul tempo andato.
    A 52 anni non mi è ancora capitato ma prima o poi....

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  8. Non è un male rimpiangere la perduta gioventù, ci mancherebbe.
    E' però un male cercare di convincere gli altri che quando eravamo giovani noi era tutto meglio di adesso.
    Invece no: eravamo solo noi a essere più giovani.

    Magari provo a chiedere a Michelin cosa ne pensa...

    The Real WC

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    1. Non credo sia sempre così.
      Ci sono periodi oggettivamente migliori.
      Va a gusti etc etc ma musicalmente è abbastanza oggettivo dire che gli anni 60 hanno prodotto musica migliore rispetto agli anni 90.
      Per estremizzare in modo esponenziale si può dire che il decennio successivo a quello della guerra sia stato migliore, giovani o non giovani.

      Infine: personalmente non riesco a vedere la gioventù come il periodo migliore della nostra vita.
      Io mi diverto di più e sto molto meglio adesso di certi periodi giovanili (in cui non mi facevo comunque mancare niente)

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    2. Mi sono un po' incartato sul discorso ma spero si sia capito

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    3. Non ci vedo nulla di oggettivo nel dire che gli anni 60 hanno prodotto musica migliore rispetto agli anni 90, o che il decennio dopo la guerra sia stato il migliore.

      C'è però una cosa che accomuna le due affermazioni: sono tempi che non abbiamo vissuto (o non consapevolmente: negli anni '60 ci sono nato, la musica di quel periodo l'ho evidentemente conosciuta dopo)
      E quindi la percezione di un periodo non vissuto rispetto a uno vissuto è completamente falsata, questa volta non dalla nostalgia ma dalla semplice non conoscenza diretta.
      se scopri una cosa a distanza di anni, di solito scopri le cose positive, non quelle negative.
      degli anni 60 sono sopravvisuti i dischi belli, quelli brutti ce li siamo giustamente dimenticati tutti

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    4. The Real WC

      (avevo dimenticato la firma)

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    5. Concordo sulla impossibilità di percepire un periodo se non l'hai vissuto.
      Ne parlerò lunedì sul blog, grazie per lo spunto !

      Invece è OGGETTIVO, secondo me, sostenere che gli anni 50 siano migliori del primo lustro dei 40....

      Relativamente al discorso musicale negli anni 60 è stata prodotta buona parte della miglior musica "rock/pop" di sempre. E' (abbastanza) oggettivo, al di là dei gusti personali.

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  9. er ri-eccolo il WC,.che appena uno rievoca un attimo tempi migliori subito sbava e scatta come una molla,...vabeh , capisco

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    1. Michele, comincio ad avere seri dubbi sulle tue capacità di comprendere ciò che leggi.
      Credo non sia possibile fare un intervento più pacato di quello che ho fatto io, sbavature e scatti di molle dove li hai visti?

      The Real WC

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    2. Real WC, probabilmente, vedendo la tua firma in calce al commento, ti si salta piè pari. Anche questa volta dove, senza sbeffeggiare nessuno hai fatto una osservazione oltre che pacata, condivisibile....
      Mi scuso per l'intrusione e, garbatamente, saluto.

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    3. Irriverent Escapade, hai perfettamente è ragione: è la stessa cosa che faccio io di solito quando vedo un tuo commento.
      Però non è che dopo ne scrivo uno lamentandomi di quello che hai scritto...

      The Real WC

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    4. Mi sembra che oltre ad essere leggermente (giusto un pizzico) irritante, tu abbia la memoria corta...ma poco importa.
      Continua ad ignorarmi, la mia pelle ne guadagna in luminositá.
      Adieu

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    5. carissima, ti ho solo risposto che faccio con te la stessa cosa che tu hai detto di fare con me, qual è il problema?

      The Real WC

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    6. Nessun problema, carissimo.
      Ti rilevo solo poco attento.
      Io ho inizialmente risposto ad una osservazione che hai fatto rispetto al commento di Michele in calce al tuo commento.
      L'uso dell'avverbio "probabilmente" e il fatto che io abbia fatto una osservazione sul contenuto del tuo originario commento non denunciano certo il fatto che io salti i tuoi commenti piè pari. Anzi. Ti confesso piuttosto che quella punta di masochismo alberga nella mia deliziosa personcina, non me fa perdere nessuno.
      Certo è che, poi, non perdo tempo a coomentarti...
      Encore une fois, Adieu

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    7. ie, allora domando scusa.

      tu però impara a scrivere: "vedendo la tua firma in calce al commento, ti si salta piè pari" significa "tutti noi (io compresa) ti saltiamo a piè pari", non "gli altri ti saltano a piè pari, io invece no".

      The Real WC

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    8. Scuse accettate anche se non necessarie.
      Io imparerò a scrivere ma tu dovresti imparare a leggere.
      «Probabilmente, quando si vede la tua firma in calce, ti si salta a piè pari..» considera una possibilitá, non sentenzia un dato di fatto.
      Posto che non mi interessa farti sapere che ti leggo, volevo solo puntualizzare la possibilità (bada non certezza) che Michele, magari un po'stufo dei tuoi atteggiamenti,non leggesse cose a tua firma.

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    9. ie, carissima, scusami ma ribadisco: non sono io che devo imparare a leggere, ma tu che devi imparare a scrivere.
      ti ho chiesto scusa perchè tu hai detto che la tua intenzione era un'altra, e mi sta bene.
      però una cosa è quello che hai pensato (o quello che avevi intenzione di scrivere), un'altra è quello che hai scritto, che è lì da leggere.
      il "probabilmente" è ininfluente, hai scelto di usare una forma impersonale forse perchè ti sembrava più elegante, ma l'hai usata in modo scorretto.
      "ti si salta" è come "ci si sveglia", significa "tutti", non "gli altri".
      quello che volevi scrivere tu era "probabilmente michele ti salta" oppure "probabilmente gli altri ti saltano", però hai scritto "tutti noi ti saltiamo".
      questo non è un parere, è grammatica.

      Poi oh, quando uno sbaglia può chiedere scusa, oppure incaponirsi a sostenere di avere comunque ragione.
      io ti ho chiesto scusa, tu fai quello che vuoi.

      (E mo' basta, che io son qui per scherzare, mica per fare discorsi seri)

      The Real WC

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    10. Quando la conversazione si svolge con educazione e pacatezza, non servono scuse. Si parla, ci si confronta e poi si è liberi di restare o meno della propria opinione....non mi inoltro ulteriormente nel dibattito, che quanto a noia, abbiamo, entrambi, dato abbastanza..e anche a me piace passar di qui con tono lieve.

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  10. Tra l'altro nell'articolo dice di frequentare assiduamente questi nuovi luoghi di svago... e ci faceva pure a botte!

    W

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  11. eh gia',..once upon el temp era tutto better quam au tag d'hui,..pero' qualche day fa ascoltavo i Rolling Stones,..well, preferisco la Rondinella Pro Sesto,..oppure ,..damn! Aristotele,..o anche Alan Ford e il gruppo TNT..,..bravo et ottimo il great Robert Redford,..concordo, in particular il secundus e third lps o una comp,... va beh, sed anche la 'singles collection' dei Jam??:),..poi e' vero,..anche Nereo Rocco o Leibniz, proprio now stavo a leger Ranx Xerox,..eh indeed,..anche L'apprendista stregone e Corto Maltese,..etc

    Michelin

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  12. Sidantonio Barretta7 novembre 2013 15:31

    Michelin iu ar veri veri strunz...laik ior frend rial vu ci

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    1. Sidantonio Barretta, Michelin non ti può rispondere, ringrazio io per tutti e due: tenchiu.

      The Real WC

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  13. Viva the Real WC!!!

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  14. Bella storia Boss..
    (but fucking rockers...eheh)

    C

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  15. non ho ancora capito perchè questo qui (the Real wc) debba sempre intervenire su cose che non sa,...listen real,...ieri facendo zap mi son visto un 'programma ' tivvì dove una tipa con le labbra ultrarifatte si urlava addosso con un peracottaro beccato ar mercato ,...io penso che tu dovresti andare a commentare quelle dispute, invece di spaccare le balle ad altri o su cose anni 70 ,....c'mon vai a commentare con 'messaggini' là:)

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    1. detto dal tuttologo principe del blog, quello che ha letto molti più libri di me (?) (peraltro senza averne capito il contenuto) è davvero un complimento!
      grazie Michele!

      The Real WC

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  16. incrociate i peni suvvia

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  17. Io la farei fuori alla Bruno Brancher.....

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  18. io non sono un tuttologo but se vuoi ti faccio 2 lezioni (gratis of course....sono abituato a ideare 'revival' gratis che poi altri sfruttano),...vabeh io sono cresciuto in mezzo a 4-5000 libri , forse qualcosa ne so:)

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  19. giusto!
    basta cazzeggi da signorine
    Un duello all'arma bianca
    e via
    C

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  20. ahahahahaha!!!!!
    e Tony come arbitro/mossiere

    da pauuuura!

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  21. Un bel duello modello "Amore e Guerra" di Woody Allen, w il leggendario Boris Grushenko!

    Charlie (Carlo x il regime)

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  22. la prima mossa sarà l'incrocio dei peni in segno di "stima"

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  23. Michele, ok, non sei un tuttologo
    Però mi spieghi su quale argomento mi fai due lezioni gratis?

    The Real WC

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  24. Ah ok per il duello, io faccio il secondo.
    Per la tenzone, schiero Michelin.
    :-)

    The Real WC

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  25. ma "Michelin" non e' colpibile
    C

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  26. eggià...

    The Real WC

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  27. e già
    che la verità
    e' solo un'immaginazione..

    continua tu TRWC

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  28. ma va a cagare povero mentecatto:)

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  29. oh ma insomma!
    io volevo imparare con un maestro come te, dico: cresciuto tra 4-5000 libri, mica ce ne sono tanti.
    ti ho solo chiesto quale sarebbe stato l'argomento delle lezioni.

    The Real WC

    p.s. poi a cagare ci vado tutti i giorni eh, ma cosa c'entra?
    oppure è l'argomento delle tue lezioni?

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  30. yeh right, è l'argomento delle mie lezioni,...quindi va ad imparare alla section 25 del piddì o dalla gelminz,...che poi è la stessa roba:)

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  31. Michele, sei troppo sottilmente dialettico per me, sarà l'effetto dei 4-5000 libri?
    Però sei tu che ti sei proposto di darmi delle lezioni.
    Vabbè va', vuol dire che le cominciamo al buio.
    Tu insegna che io cerco di imparare.

    The Real WC

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  32. amigo,..insegnare è muy faticoso:),.credimi..preferisco andare con un 'rudimentale' palo a far cadere 'rustici' cachi o noci dai rami più alti della 'rural plants', o a raccogliere ortiche per un old risotto...sempre meglio che beccarsi insulti online o litigare per niente:),...il good old Virgilio o il Petrarca in fondo c'avevan ragione,...w the respect della natura:),..dopo 4000 inutili (non tutti) libri questo è quanto dovremmo tenere a mente

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  33. Michele, allora: fai mente locale.
    Mica ti ho chiesto io di farmi da insegnante.
    Sei tu che ti sei proposto!
    (Tuo commento 08/11 ore 10.33)
    Se hai cambiato idea, peccato, ma va bene lo stesso: amici come prima.
    :-)

    The Real WC

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  34. ah sugli insulti: guarda che li hai usati solo tu, eh.
    citamene pure uno mio...
    :-)

    The Real WC

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  35. vabeh ma 'va a cagà'' qui lo si dice bonariamente,...cmq sorry :),...insulti su questioni linguistico-etimologiche ne ho beccati anch'io online in past,..ma vabeh, chi se ne frega:)

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  36. ohè biondino, io mica mi sono lamentato degli insulti, sei stato tu a farlo. la prossima volta prova a metterti d'accordo con te stesso prima di scrivere qualcosa...

    The Real WC

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