venerdì, maggio 03, 2013

La nascita del ROCK n ROLL in Italia: Clem Sacco



Tra i personaggi più particolari degli albori del rock n roll italiano il nome di CLEM SACCO riveste un ruolo di primo piano soprattutto a causa dei testi impregnati da una vena dissacrante e demenziale (molto più accentuata rispetto alla media italiana comunque sempre piuttosto leggera, spensierata e vacua nelle liriche delle canzoni), antesignana di un un modello poi ampiamente ripreso in Italia.
Clem Sacco è anche uno dei rari esempi d’epoca di compositore di buona parte del suo repertorio quando la regola era il rifacimento dei classici americani o al massimo del loro riadattamento in italiano.

L’esordio discografico è del 1958 con il classico rock n roll jive “Agnese rock” a cui fanno seguito numerosi altri 45 ed EP con brani come “Spacca rompi spingi”, “Banana rock”, “Oh Mama voglio l'uovo a la cocque” (1961) un wild n roll tiratissimo.
Sostituisce Celentano nei Ribelli durante il servizio militare del Molleggiato e a fianco d i suoi successi propone brani di propria composizione.

Fonda la band Clem Sacco e i suoi Califfi con Gino Santercole e il futuro batterista dei Giganti, Enrico Maria Papes (che sarà anche negli Amici di Guidone), incide la “famosa” “Baciami la vena varicosa”, in chiave mambo n roll.
I suoi spettacoli e le sue tematiche sono considerate oltraggiose per l’epoca e presto si chiudono molte porte sia nei locali che nelle case dsicografiche ( "All'indomani di quella esibizione, era il 1961 allo Smeraldo - racconta Clem Sacco - andai negli uffici della mia casa discografica, la Durium, convinto di ricevere l'accoglienza estasiata del presidente Krikor Mintangian, perché a Milano non si parlava d'altro se non del mio uovo alla coque in mutande. Lei ci ha trascinati nella vergogna con quella schifezza di spettacolo! Mi urlò invece sulla faccia Mintangian invitandomi ad uscire e insieme diffidandomi dal ripresentarmi nuovamente al suo cospetto. Così all'embargo della Rai si aggiunse presto quello dei discografici e degli editori").

Si inventa mille mestieri, dal modello a Brera a rappresentante a venditore di enciclopedie, insegna body building. Alla fine accetta anche un contratto per sei mesi di concerti in un club gay per il quale si abbiglia con parrucche e indossa le vesti del travestito Clementina Gay !
Abbandona progressivamente l’attività, si trasferisce alle Canarie ma continua ugualmente ad esibirsi saltuariamente fino ad una recente riscoperta che lo ha riportato più frequentemente ospite di festival e serate.

5 commenti:

  1. Mito !
    Ancora in circolazione a quanto vedo

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  2. Ma Banana Rock è di Clem Sacco ?
    Un mio amico aveva un flexi disc. Il brano era suonato anche con una fisarmonica (!) e non c'era testo, veniva ripetuto solo il titolo Banana rock, banana rock...c'entra qualcosa ?

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  3. Credo di no. Quella di Sacco è cantata

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  4. Di "banane" in quel campo ce ne sono state diverse (con chiarissime allusioni),anche GHIGO fece un altra canzone simile...
    in radio ed in TV non erano bene accetti,proprio per via di questi messaggi subliminali.

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  5. fukking rockkers

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