




Usciva 50 anni fa
REVOLVER dei
BEATLES uno dei migliori album pop rock di tutti i tempi.
Un balzo in avanti epocale nella percezione popolare della musica grazie alla tipica particolarità dei Fab Four di riuscire a condensare in poco più di mezzora (14 brani di cui nessuno passa i tre minuti di durata) un universo di sonorità, influenze, riferimenti, colti o meno.
C'è il semplice pop e la sperimentazione, il rock e la psichedelia, il beat e la musica indiana, gli archi da orchestra da camera e la black music etc.
Un caleidoscopio organico, perfettamente coerente nella diversità di direzioni che la band non riuscirà più a ripetere con la stessa efficacia e freschezza.
A cui si aggiungono nuovi orizzonti nella tecnica di registrazione, nel posizionamento dei microfoni per la batteria, nell'uso dei nastri, nel mixaggio.
Apre l'inconsueto "one,two,three, four" di
TAXMAN (unico brano di George messo all'inizio di un album dei Beatles), con aspro testo polemico e politico, un assolo di chitarra incredibile di Paul (che provvede ad un giro di basso indimenticabile) in un brano soul rock veeemente che stride con la drammatica successiva
ELEANOR RIGBY con il solo Paul protagonista, accompagnato da una sezione d'archi (mirabilmente arrangiati da George Martin) e da un testo profondo, lugubre ma incisivo sulla solitudine.
Tocca poi a John con
I'M ONLY SLEEPING: il brano non è forse dei suoi migliori ma è una ballad psichedelica con un solo di chitarra di George suonato al contrario (lo suonò diritto, lo riversò, lo imparò al contrario e lo riversò di nuovo...effetto incredibile) e una struttura molto particolare.
Di nuovo spazio a George con l'indiana
LOVE YOU TO, brano non irresistibile ma che sancisce definitivamente la passione del "quiet one" per l'Oriente.
Nel brano ci sono anche Ringo e Paul.
HERE THERE AND EVERYWHERE è il Paul melodico al 100%, ballata lenta e sognante che è restata fino d ora anche nel repertorio solista (lui la giudica una delle sue migliori composizioni in assoluto trovando concorde anche John e George Martin).
Come previsto uno spazio è lasciato anche a Ringo a cui è riservata la ballata per bambini
YELLOW SUBMARINE, brano di Paul, arricchito da ripetuti effetti speciali. E' l'unico momento debole dell'album anche se diventerà uno dei loro brani più noti (ai cori anche Brian Jones e Marianne Faithfull).
A chiudere la facciata A uno dei brani più sottovalutati ma particolari della carriera dei Beatles con una delle migliori prestazioni in assoluto di Ringo alla batteria (e l'unico in cui Paul non compare, al basso c'è George).
SHE SAID SHE SAID è un brano di John, psichedelico, rock, dall'incedere ritmico particolarissimo: Ringo si produce in un capolavoro passando agevolmente e con estrema classe da battute in 4/4 a brevi passaggi in 3/4, una in 6/4, una di nuovo in 3/4, una in 6/4, una in 3/4, concludendo in un rutilante 2/4 che conclude il brano che sfuma.
Ma sono i continui contro tempi che rendono la sua esecuzione superba, eseguendo una sorta di parte solista che emerge sotto la linea vocale dalle movenze orientali.
In fase di registrazione il suono dei piatti fu notevolmente compresso per conferire al brano un effetto più psichedelico.
Per il lato B ci sono in apertura la breve (2 minuti), solare e allegra
GOOD DAY SUNSHINE di Paul (che suona tutto lasciando Ringo alla batteria, Paul e George solo ai cori e George Martin al piano, con un bellissimo solo) e
AND YOUR BIRD CAN SING di John, molto rock e psichedelica con le chitarre di George e Paul a tessere il riff di sostegno all'intero brano.
Grande lavoro di basso di Paul e armonie vocali eccelse.
L'eccellenza compositiva, ormai a livelli di autore classico, si palesa con l'incredibile
FOR NO ONE, uno dei suoi migliori brani in assoluto con uno splendido solo di corno inglese e la parte strumentale che non prevede George e John ma il solo Ringo in una ritmica usata con discrezione.
Imperiosa e vivacissima la
DOCTOR ROBERT di John (esplicitamente dedicata ad uno spacciatore) in cui la band suona al completo con i rispettivi ruoli, dimostrando ancora una volta la classe e la capacità esecutiva.
Ancora George con la bella
I WANT TO TELL YOU dai sapori orientaleggianti ma senza traccia di sitar o altra strumentazione del luogo. Parti vocali di una bellezza unica e Paul al basso protagonista.
Le ultime due tracce sono uno dei tasselli più importanti della varietà di questo capolavoro.
GOT TO GET YOU INTO MY LIFE di Paul è un esplicito omaggio alla soul music con una poderosa sezione fiati (e testo dedicato alla scoperta della marijuana che da allora non abbandonerà più) mentre non ci sono parole per descrivere
TOMORROW NEVER KNOWS viaggio oltre le soglie della psichedelia con il groove batteristico di Ringo marchio di fabbrica inimitabile.
In giugno era uscito il singolo
PAPERBACK WRITER / RAIN che se fossero stati inseriti nell'album lo avrebbero reso ancora migliore, se possibile.
La discutibile copertina è opera di Klaus Voorman, vecchio amico della band che collaborerà in futuro negli album solisti di John, George e Ringo.
Il titolo originale è stato scelto tra
Abracadabra, Four Sides of the Eternal Triangle, After Geography (in risposta al recente Aftermath degli Stones)
Magic Circles, Beatles on Safari, Pendulum.