Il Festival Beat rinasce dalle sue ceneri a cui tanti l'avevano già (perfidamente) condannato e si ritrova in quel di Cremona, lasciando la ormai storica sede di Salsomaggiore.
Guadagandoci.<BR>
La città lombarda ("di là da Po" come diciamo noi dirimpettai emiliani) è un piccolo gioiello architettonico, vivibile e accogliente, il luogo del Festival, le COLONIE PADANE, uno stupendo luogo di rara bellezza e suggestione.
Fondate nel 1915 come colonia elioterapica e nel 1922 trasformata in luogo per ospitare centinaia di bambini per terapie di bagni di sole.
In epoca fascista poi, Roberto Farinacci, ras di Cremona, la fece diventare “Colonia Regina Margherita di Savoia e balilla Roberto Farinacci”, una struttura centrale a forma di grande nave immersa in un vasto parco di quasi 60 mila metri quadrati ricco di essenze padane, piscinette e laghetti per formare la gioventù cremonese secondo i dettami fascisti in merito a salute, cultura e comportamenti.
Hanno fatto anche cose buone...
Le cronache raccontano di uno spettacolare set di Jon Spencer il venerdì sera.
Il sabato, avvolti da una calura difficilmente tollerabile, si apre con la presentazione, in piazza Roma, del mio libro su Keith Moon e di quello di Enrico Lazzeri "Ballare nella catastrofe" con Gino Delledonne moderatore. Tanta gente, tanta attenzione, tante suggestioni e considerazioni filosofico/poetiche.
Bei momenti davvero.
Si passa in riva al Po alle Colonie.
Tanta gente ad applaudire il rude anticipo di Reverend-Beat Man & Milan Slick.
Wild Billy Childish & CTMF spazzano via tutto.
Suono ruvido, crudo, chitarra/basso/batteria come i primi Kinks con la voce di Jason Williamson degli Sleaford Mods, garage beat 100% Brit, sempre storti, a volte scordati e imprecisi, perfetti!
A un certo punto suonano "You Are Forgiven", uno dei "movimenti" della mini opera degli Who "A Quick One While He's Away" ed è puro genio, qualcosa che connota fino in fondo il mondo di Billy Childish, dai Milkashakes ad oggi, con in mezzo cento altri gruppi.
Ci infilano anche "Fire" di Jimy Hendrix ed è fighissima.
Quello che risalta è l'unicità di questo suono, tanto banale quanto irripetbile e inimitabile.
I Mummies sono i Mummies, né più né meno.
Garage/surf/punk veloce e grezzo, tiratissimo.
Consueto sfoggio di evoluzioni "ginniche" con tastiere sulle spalle etc. Che siano i Devo del garage punk è confermato anche dalla cover (riuscita) di "Uncontrollable Urge" della band di Akron.
Chiudono improvvisamente dopo una quarantina di minuti.
Promettono di tornare ma la serata si chiude lì.
C'è chi mormora di uno scazzo tra di loro, chi apprezza la brevità punk, chi la guasconeria e l'ironia.
Va bene così.
Si gira tra i numerosi e ricchi banchetti, si incrociano mille persone conosciute e meno.
Organizzazione, come sempre, impeccabile (c'è chi mugugna per il prezzo ma quello é, il costo della vita è un attimino diverso dal solito, anche per chi gestisce. Se non va bene non andateci o organizzatene uno voi a metà costo).
lunedì, giugno 29, 2026
Wild Billy Childish & CTMF + The Mummies @Festival Beat 2026
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)






Nessun commento:
Posta un commento