Tony Esposito è un vero e proprio monumetno della musica italiana, troppo spesso ricordato solo per "Kalimba de Luna" e per le percussioni "strane" che usava soprattutto agli esordi.
Se consideriamo con chi ha suonato (decine e decine di eccellenze, giusto per citarne alcuni: Pino Daniele, Edoardo Bennato, Alan Sorrenti, Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Gino Paoli, Roberto Vecchioni, Francesco Guccini, Eugenio Bennato, Claudio Rocchi, Don Cherry, Gato Barbieri, Eumir Deodato, Brian Auger, Gilberto Gil, Billy Cobham, Moncada, Naná Vasconcelos) non basterebbero pagine e pagine di un libro per descriverne la carriera.
Non dimenicando che è stato uno dei pilastri del Napoli Power, esperienza sonora personalissima e innovativa degli anni Settanta.
La sua produzione discografica è sovente "limitata" ai primi quattro, eccellenti, album, tra sperimentazione, proto world music, prog e affini, dal 1974 al 1978, Rosso napoletano, Processione sul mare, Gente distratta, La banda del sole, prima dell'abbraccio a una dimensione più pop e fruibile.
Il villaggio globale, del 1990, è un album, dimenticato dai più, molto particolare, in cui si immerge in una dimensione sonora cosmopolita, tra un costante groove funk, elettronica, marcate influenze "africane" (a tratti quasi figlie dei Talking Heads di "Remain in light" o dei Liquid Liquid ), fusion, jazz.
C'è anche "Novecento auf Wiedersehen" in coppia con Eugenio Bennato (alle chitarre con Alex Britti in tutto l'album, insieme al fido Remo Licatsro a tastiere e arrangiamenti) che fu presentata al Festival di Sanremo (l'anno di "Uomini soli" dei Pooh).
Un lavoro da riscoprire, ancora molto moderno e fresco, ricco di suggestioni e spunti originali.
Vidi Tony Esposito a Parma nel maggio del 1979 nella favolosa band di Pino Daniele, con Joe Amoruso, Tullio De Piscopo, James Senese e Rino Zurzolo. As aprire Roberto Ciotti.
mercoledì, giugno 24, 2026
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