L'amico Michele Savini ci riporta in terra d'Irlanda con il nuovo singolo di una brillante band, i Freedom 35's, alle prese con il tipico sound Hammond Beat debitore a James Taylor Quartet (e gli strumentali dei Prisoners), Jimmy Smith, Jimmy McGriff. Un'ottima occasione per una breve intervista conoscitiva.
Dopo una pausa di sei anni, la band torna con “Groove Your Illusions Vol.1”, un nuovo doppio singolo A-side: cosa rappresenta per voi questo ritorno e cosa vi ha spinto a ripartire?
Direi che è un modo per affermare che in realtà non ce ne siamo mai andati e che siamo tornati alla grande, con due brani nuovi ed esplosivi!
Il tempo sembra scorrere sempre più veloce, quindi quando si è presentata l’occasione di entrare in studio per registrare nuovo materiale, l’abbiamo colta al volo. Un ringraziamento speciale a Steve Fearnley dei Narrow Water Studios!
Questo nuovo singolo sembra puntare molto sul vostro groove: come descrivereste il vostro suono a chi non vi ha mai ascoltato? Ci sono elementi nuovi che lo hanno influenzato rispetto ai vostri lavori precedenti?
Offriamo un esplosivo Deep soul sound che quando lo ascolti non puoi fare a meno di lasciarti andare al groove! Non so se ci siano influenze dirette, ma alcune delle cose che stiamo ascoltando in questo periodo sono: Bo Diddley – Elephant Man, Parlor Greens – Eat Your Greens, Betty Davis – They Say I’m Different, The Karminsky Experience Inc. – Exploration e i primi sei album dei Black Sabbath. Magari qualcosa di tutto questo finirà per influenzare i prossimi brani che scriveremo.
Avendovi visti dal vivo, è evidente che le vostre performance portano la band a un livello diverso rispetto alle registrazioni. In studio cercate di ricreare quella stessa energia o lo vivete come uno spazio completamente diverso, più orientato alla sperimentazione?
In studio registriamo tutti gli strumenti insieme, per cercare di catturare quel suono e quell’energia tipici del live, usando il meno possibile gli overdub. Se avessimo più tempo e budget, sicuramente sperimenteremmo di più anche in studio... ( ride).
Il singolo è co-prodotto insieme a due etichette indipendenti, Fuzzed Up e Soundglasses: come è nata questa collaborazione?
Conosciamo Andy Marke di Fuzzed Up già da diversi anni e, dopo aver partecipato ad alcune delle serate che ha organizzato, ci è sembrato naturale contattarlo per chiedergli se fosse interessato a pubblicare un nostro singolo. Negli ultimi anni Andy è stato molto impegnato con le uscite su Fuzzed Up/Astromoon, ma ha pensato che questo progetto fosse più adatto a una collaborazione con Michele Savini, sotto l’etichetta Fuzzed Up/Soundglasses.
Siamo davvero felici di lavorare con entrambi.
Il vostro suono ha un forte immaginario cinematografico, che richiama i polizieschi italiani degli anni ’70 e atmosfere noir. Se il vostro ultimo singolo fosse la colonna sonora di un film, a quale regista, stile o universo cinematografico lo assocereste?
Forse un film di kung fu diretto da Alex Garland o Sergio Leone! (anche se per lui servirebbe una macchina del tempo!). Per la colonna sonora mi piacerebbe fare qualcosa nello stile di David Axelrod: sarebbe incredibile lavorare con un’orchestra.
State già pensando a nuove uscite? Cosa possono aspettarsi i fan dalla band nei prossimi mesi?
Sì, abbiamo già altri quattro brani pronti. Speriamo di riuscire a pubblicare Groove Your Illusions Vol.2 e Vol.3 entro la fine dell’anno…
Per acquisti e ascolti: https://soundglasses.bandcamp.com/album/groove-your-illusions-vol-1
venerdì, marzo 20, 2026
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