venerdì, maggio 16, 2014

Gianni Morandi - Il mondo di frutta candita



GLI INSOSPETTABILI è una rubrica che scova quei dischi che non avremmo mai pensato che... Dopo Masini, Ringo Starr, il secondo dei Jam, "Sweetheart of the rodeo" dei Byrds, Arcana e Power Station, "Mc Vicar" di Roger Daltrey, "Parsifal" dei Pooh, "Solo" di Claudio Baglioni, "Bella e strega" di Drupi, l'esordio dei Matia Bazar e quello di Renato Zero del 1973, i due album swing di Johnny Dorelli, l'unico dei Luna Pop," I mali del secolo" di Celentano, "Incognito" di Amanda Lear, "Masters" di Rita Pavone, Julian Lennon, Mimmo Cavallo con "Siamo meridionali"e i primi due album dei La Bionda di inizio 70's, il nuovo album dei Bastard Son of Dioniso, "Black and blue" dei Rolling Stones, Maurizio Arcieri e al suo album "prog" del 1973 "Trasparenze"oggi si torna al 1975 con GIANNI MORANDI e "Il mondo di frutta candita".

Le altre puntate de GLI INSOSPETTABILI qui:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Gli%20Insospettabili

A metà dei 70’s Morandi vive un periodo di profonda crisi sia personale (la separazione dalla moglie Laura Efrikian) che artistica. Nonostante abbia provato ad allontanarsi dall’immagine totalmente disimpegnata dei 60’s con brani di maggior spessore come “Al bar si muore” sulla guerra in Vietnam, si trova snobbato da pubblico e critica e spesso pesantemente contestato oltre che superato dalle nuove tendenze musicali.

Nel 1975 incide “Il mondo di frutta candita”, ennesimo insuccesso, nonostante rimanga, soprattutto con il senno di poi, un ottimo lavoro dai contenuti interessanti.
I brani sono tutti composti dal giovane Ivano Fossati, in coppia con Oscar Prudente(e in un caso di Mogol) e si muovono all’interno di un cantautorato serioso e d’ “autore” abbracciando anche umori prog (vedi la drammatica “Austostrade no!”).
Partecipano al progetto anche Antonio Coggio (collaboratore e co-autore di Claudio Baglioni), Franco Migliacci (autore e produttore storico di Morandi) e Toto Torquati (direzione archi).

La voce di Morandi è spesso irriconoscibile, tirata, roca e aggressiva, lontana dall’uso scanzonato e melodico a cui siamo sempre stati abituati. L’introduttiva “La caccia al bisonte” ha movenze country rock, “Io domani me ne vado” è molto vicino alle atmosfere scarne e minimali che ritroveremo (due anni dopo, nel 1977) in “Amarsi un po’” di Lucio Battisti (al limite del plagio), la conclusiva ballata “La mia gente” risente del pop sinfonico dei tardi Beatles e del McCartney più pomposo.
I testi di Fossati in particolare si distinguono per un approccio a tematiche inconsuete per Morandi, dall’ambiente, alla routine quotidiana, all’emarginazione sociale.

La title track fu sigla della trasmissione RAI “Alle nove della sera” e arrivò sesta al Festivalbar del 1975, mentre “La caccia al bisonte” fu sigla di un reportage sullo show business americano curato da Morandi e Gianni Minà, diretto da Ruggero Miti e trasmesso su Rai 1.
Nelle sessions dell’album Morandi provinò il brano “Formule magiche”, scritto da Oscar Prudente ma senza successo.
Poco tempo dopo, con il testo di Ivano Fossati il brano divenne “Pensiero stupendo” e un successo di Patty Pravo.

giovedì, maggio 15, 2014

La Turchia ai Mondiali



Prosegue la rubrica ASPETTANDO IL MONDIALE che ogni settimana proporrà un racconto o una storia relativa all'appuntamento quadriennale che si svolgerà quest'anno in Brasile.
ALBERTO GALLETTI si occupa oggi di un resoconto dell'avventura mondiale della Turchia, quest'anno assente.


Qui le altre puntate:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Aspettando%20il%20Mondiale

Il calcio in Turchia ha origini abbastanza antiche, e sebbene il primo campionato nazionale sia datato 1959 (vittoria del Fenerbahce), la Istanbul League fu giocata per la prima volta nel 1904, vinta ovviamente dalla HMS Imogene, la squadra composta dall’equipaggio dell’omonima nave inglese e costitui di fatto il campionato turco vero e proprio fino al 1958.
La squadra nazionale fu creata nel 1923 ed esordì con un pareggio (2-2) ad Istanbul in una partita amichevole contro la Romania, mantenne un attività sporadica, ma partecipò alle Olimpiadi del 1924 a Parigi dove perse 5-2 con la Cecoslovacchia e alla Coppa dei Balcani del 1931 dove finì 2°.
Nel dopoguerra arriva la prima qualificazione ad un mondiale, quello del 1950, ma dopo aver battuto la Siria per 7-0 nella partita di qualificazione, dovettero rinunciare alla spedizione per motivi finanziari.
La qualificazione riuscì anche 4 anni dopo, e questa volta riuscirono ad approdare in Svizzera, dove vennero inseriti ne girone con Ungheria e Germania Ovest.

A causa dell’assurdo formato di quel mondiale però la compagine della mezzaluna non incontrò i magiari, il loro torneo si aprì con una sconfitta per 4-1 contro i tedeschi, seguita da una roboante vittoria sulla Corea del Sud, autentico materasso del torneo per 7-0.
Questo rese necessario uno spareggio di nuovo contro i tedeschi (sconfitti dagli ungheresi e vittoriosi sui coreani) che terminò 7-2 per i bianchi allemani.
Vennero eliminati con due vittorie ed una sconfitta, esattamente come l’Italia.
Segnarono 10 gol subendone 11, con Suat e Burhan autori di tre reti ciascuno.

Incredibilmente il 22 Febbraio 1956 la Turchia giocò e sconfisse l’Ungheria al completo per 3-1 in un amichevole giocata allo stadio del Besiktas, allenatore quel giorno era Giovanni Varglien II, ex-grande della Juventus del quinquennio .
Il calcio turco rimase comunque di basso livello per i quarant’anni successivi pochissime soddisfazioni e parecchi rovesci, a discapito di una buona popolarità nelle competizione domestiche, ma a partire dagli anni 90 si assiste ad una graduale ascesa del calcio turco, miglioramenti dei giocatori locali e qualche straniero che comincia ad essere ingaggiato innalzano il livello dei club e delle nazionali, fino ad arrivare alla clamorosa vittoria del Galatasaray in Coppa UEFA nel 2000 dopo essersi sbarazzati di Borussia Dortmund, Leeds Ud e Arsenal (in finale) e alla qualificazione al mondiale nippo-coreano del 2002.
Fu un cammino non eclatante, anche sofferto se vogliamo ma il terzo posto finale fu davvero ragguardevole. Inseriti nel gruppo C si qualificano come secondi alle spalle del Brasile per differenza reti sul Costa Rica, piegati da un dubbio rigore di Rivaldo all’88’.

Lo storico passaggio alla seconda fase vede la Turchia accoppiata ai padroni di casa del Giappone, questa volta la squadra non ripete la prestazione col Brasile e subisce la partita dai giapponesi, che tuttavia manterranno un predominio sterile e non riusciranno a pareggiare il gol di Umit messo a segno quasi subito in uno dei rarissimi attacchi turchi di tutta la partita, ma l' 1- 0 è sufficiente per qualificarsi ai quarti di finale dove li attende il Senegal; partita sostanzialmente equilibrata decisa da un golden-goal al 4' del 1° tempo supplementare che decreta la fine dell'incontro e il passaggio della Turchia allla semifinale dove si troveranno di fronte ancvora il Brasile.
La partita risulta bloccata, la posta in gioco è troppo alta, specialmente per i Brasiliani ai quali basterà un solo gol, ancora di Rivaldo, a inizio ripresa per vincere e approdare la finale.
Si tratta comunque di un risultato storico per la Turchia che chiude inaspettatamente terza dopo aver battuto 3-2 la Corea del Sud nella finalina, molto superiore alle aspettative di inizio torneo, ben capiatanati da veterano Hakan Sukur che gioco a mio parere il miglior football della sua carriera.

Rimane questa l'ultima partecipazione della Turchia ad un mondiali, la squadra non si è qualificata a Brasile 2014, nonostante dal quel 2002 il calcio turco abbia compiuto ulteriori passi in avanti, anche se principalmente a livello di club, grazie ai parecchi quattrini che i miliardari locali hanno usato per ingaggiare assi stranieri, che forse però hanno tolto spazio ai giocatori locali in ruoli chiave delle squadre principali, la passione in Turchia resta grande, ma lo è da un po' nonostante i risultati altalenanti della Nazionale.

mercoledì, maggio 14, 2014

Insulti tra musicisti italiani



Abbiamo parlato poco tempo fa di insulti tra musicisti (inglesi e americani).
Per non discriminare nessuno oggi spazio agli INSULTI TRA MUSICISTI ITALIANI.


Vasco Rossi su Ligabue
"Ligabue? Un bicchiere di talento in un mare di presunzione"

Pelù su Jovanotti
"Uno che salta sempre sul carro dei vincitori"

Vasco su Baglioni
Cosa fai, allora, quando incontri un cantante che consideri un perfetto imbecille per le cose che canta? Quando ti trovi di fianco ad uno che, secondo te, dovrebbe andare a zappare la terra, piuttosto che continuare a frignare stupide canzoni che sono tutte la stessa lagna? Canzoni lagnose che non sopporti, ma non glielo puoi dire certo in faccia.
Quando incontri un Baglioni, insomma, che per te impersona… che per te è l’emblema… delle musichette da sala d’attesa…
Con testi che non raggiungono neanche il livello dei peggiori discorsi sul più e sul meno, infarciti dei soliti luoghi comuni, come quelli che si fanno per ammazzare il tempo quando si sta in fila alle Poste o che fanno tra loro le signore dal parrucchiere durante una messa in piega…
Lo hai conosciuto agli inizi della sua carriera, quando sembrava la brutta copia di Battisti. Certo… “la tua maglietta fina”… in confronto alle “scarpette rosse”… “Passerotto non andare via”… rispetto a “Dieci ragazze per me”…! O “La mia canzone per Maria”, “La vita è adesso” in confronto a “Emozioni”…
Eh, insomma! …Impallidivano un po’! Sarà forse per questo che lo hai preso subito in antipatia…

Vasco su Piero Pelù
Allora, magari, ti ritrovi di fianco a Pelu’…
e lo osservi un attimo.
E pensi che ancora non hai capito se canta per scherzo e fa del rock per caso, o se in fondo si diverte soltanto… per sesso! Certo non hai ancora capito nemmeno un suo testo.
Tutti quegli ululati poco funzionali e tutte quelle gratuite distorsioni vocali continue, che sottomettono il significato delle parole al solo fine dello spettacolo e della recitazione, sono tanto lontani dalla tua concezione di “canzone” e di “musica rock” che finisce che uno come lui, poi… ti sembra un UFO.

Pelù su Vasco
"Bravo Vasco, ci è piaciuta la tua battuta detto da te, che sei un esperto di alieni, è veramente un complimento".

Vasco su Amedeo Minghi
E cosa vuoi fare, dicevo, quando ti ritrovi seduto di fianco ad un tal Wolfang Amadeus Minghi ( il soprannome è mio) che sembra talmente soddisfatto di sé e delle sue canzoni tristi e lagnose…?
Che poi, queste sue lagne, lui le fa sempre in tonalità minore… che ti fa scendere giù per le sue scale melodiche sempre di più e, alla fine della torturante atmosfera di triste malinconia, ti risolleva finalmente (anche perché più giù non poteva proprio più andare) con un compiaciuto e soddisfatto…. “La vita mia!” ….In MAGGIORE!!
E nel momento in cui lo senti cantare quest’ultima egocentrica e superba frase, lo vedi anche alzare il viso ed assumere un’espressione da imperatore… Be’, allora può venirti proprio voglia di smontarlo un po’, di dirgli che la sua aria da fenomeno musicale e il suo modo di tirarsela ti fanno pena, che sono solo un triste squallore, il risultato di una presunzione eccessiva che ha perso ogni contatto con la realtà, quella vera.
E sì… E alla fine glielo dici pure! E lui non fa una piega, resta sordo ed isolato nel suo mondo fatto di favole e di preghiere.

Morgan su Vasco
“Mi commuove pensare che ha vissuto solo 27 anni, una tale intelligenza, una tale profondità, una tale sensibilità si vorrebbero spalmate in una vita più lunga. Alla stessa età sono morti Hendrix, Janis Joplin, Luigi Tenco”

Patty Pravo su Mina
“Ti metti 31 anni da una parte e almeno fai dei dischi stupendi, invece di farne quanti ne ha fatti, fanne cinque che pero' almeno rimangano nella storia”.

Celentano su Pelù (dopo un concerto del Primo Maggio i ncui se la prese con il Papa)
“Preferisco il vuoto che avere una platea come quella che ho visto in Piazza San Giovanni...voi verrete in massa al mio prossimo concerto e mi applaudirete perchè sono il più forte...ma il giorno dopo sullo stesso palco ci sarà un altro che in nome del successo a tutti i costi mimetizzato da un “credo” che non ha dirà delle stronzate come quelle che ha detto il povero Pelusc dei Litfiba”

Dopo Festival di SanRemo con Frankie Hi-Nrg e Federico Zampaglione dei Tiromancino
Frankie Hi-Nrg dice che la canzone “Il rubacuori” di Tiromancino è stata «sopravvalutato» e le polemiche successive sarebbero state «pura promozione, che costa meno di una campagna scontata» e il brano «è molto più fiacco di molti pezzi fatti in passato». Zampaglione: «Sono anni che canti: "piove, governo ladro".
Ma io non mi sono mai permesso di dire che il tuo “Rivoluzione” è un rappettino e che ti hanno ripescato al festival perché i tuoi dischi vendono sempre meno. Non mi fare i complimenti e gli inchini quando m' incontri, perché sei un leccaculo”
(Pare che alla fine i due siano stati separati a stento....)

Anche tra Elio e Guè Pequeno dei Club Dogo non sono mancati i convenievoli
Alla frase d Elio "Ma un verso come 'sto lontano dallo stress, fumo un po' e dopo gioco a P.E.S.' è un messaggio che fa schifo al cass...
Ed è mille volte più volgare di quello che diciamo noi nella canzone "Cara ti amo” il Club Dogo ha replicato con un raffinato “Elio stai zitto, giusto con la piuma in testa in tele puoi stare, no nvendi più, nessuno ti fila , hai abbuffato il cazzo, rosicone, suca !

Evitiamo la simpatica diatriba tra Mondo Marcio e Emma Marrone, quella tra la Pausini e la Tatangelo e quel magico mondo di Povia che regala costanti perle, non dimenticando un mirabile scambio di tweet tra Neffa e la solita Emma Marrone e tra Fabri Fibra e Valerio Scanu.

martedì, maggio 13, 2014

I primi DJ in Italia



Avevamo parlato poco tempo fa dei PRIMI DJ's (qui: http://tonyface.blogspot.it/2014/04/i-primi-dj.html).
Torniamo a parlarne con i PRIMI DJ's ITALIANI

Nonostante esistano pochi dati ufficiali sulle origini della scena DJ in Italia, abitualmente si fa risalire l’inizio tra la fine dei 60’s e l’inizio dei 70’s in locali gay come il Whiskey a Go go di Bologna, l’Hi Fi Whisky a Go go di Milano e il Kinky di Milano.
Ma nei 60’s al Piper di Roma il tecnico delle luci e del suono Giuseppe Farnetti prima dei concerti alternava l’ascolto di dischi da un giradischi ad un registratore a bobine.
A lui si succedettero Gianni Boncompagni e una DJ donna, l’inglese Janice.

Nel 1969 si colloca la nascita professionale di Daniele Baldelli che, giovanissimo, inizia al TANA CLUB DISCOTEQUE a “mettere dischi” (la parola Disc-Jokey, in Italia non esisteva).
Il suo compito si limitava a programmare dischi che erano già stati scelti dal gestore del locale, abbassando il volume del giradischi sul quale girava il 45 giri che si stava ascoltando, e alzando il volume di un altro giradischi dove era pronto un altro 45 giri senza mixaggio, senza badare troppo ad eventuali spazi vuoti.

La musica che suonava ai tempi, si poteva forse dividere in due grandi branche: la musica Bianca (tra cui Rolling Stones, Atomic Roosters e Stooges !) e la musica Nera di provenienza americana: Arthur Conley, Joe Tex, Wilson Pickett, James Brown, Rufus Thomas, Stax, Tamla Motown, ecc.
Negli anni 70 la musica veloce si ballava come “shake” ed era alternata da lenti.
5 shake e 5 lenti inizialmente, poi trenta minuti di shake e 3 lenti.

Nel 1974-75 apre LA BAIA DEGLI ANGELI a Gabicce (PS) dove si rivoluzionò tutto con i Dj che incominciarono a sovrapporre uno o più brani e mixando i pezzi.
La musica era affidata a due dee-jays americani: Tom Sison e Bob Day.
Bob Day e Tom Sison furono la coppia più nota fra i Dj.
Ogni due settimane si recavano in America per seguire da vicino le ultime novità discografiche per poi importarle, in anticipo, sulla costa alla Baia degli Angeli.
Bob e Tom fecero coppia anche nella vita.

In Italia nel 1975 il primo DJ italiano a mixare è stato MIKI DJ del Ciak di Bologna, paragonato per tecnica ai migliori DJ americani a cui seguirono Checco "Lee Marrow" Bontempi, Steve Martin,Riccardo Cioni, Mozart, Claudio Cecchetto, Sergio Zuccotti (e, in chiave minore ma giusto per amore della citazione, una tale Vasco Rossi di Zocca).

Tra le fonti:
Luca Locati Luciani, "Crisco disco. Gay e disco music" (VoloLibero Edizioni)

lunedì, maggio 12, 2014

Il referendum sul divorzio del 1974 e gli artisti



Quarant’anni fa il 12 e 13 maggio 1974 il referendum abrogativo della legge che consentiva il divorzio in Italia venne vinto con il 59,3% contro il 40,7% del 87.7% dei votanti dai NO che confermarono quindi la possibilità di divorziare, aprendo una stagione di cambiamenti nel costume e nella società nostrana.

Il fronte del Sì all’abrogazione era composto da Democrazia Cristiana, Unione monarchica e MSI (Giorgio Almirante affianca divorzio a comunismo e chiude la sua tribuna televisiva fissando la telecamera per invitare gli italiani a “non votare come le Brigate Rosse, con le Brigate Rosse e per le Brigate Rosse”....), tutti gli altri partiti Partito Comunista Italiano, Partito Liberale Italiano, Partito Radicale, Partito Repubblicano Italiano, Partito Socialista Democratico Italiano e Partito Socialista Italiano) si schierarono per il No.

In questa sede una breve carrellata di quegli artisti si spesero pubblicamente in funzione di una vittoria del NO.

In particolare molti attori tra cui Nino Manfredi, Gigi Proietti, Pino Caruso che diretti da Ugo Gregoretti girano alcuni spot TV (finanziati dal PCI).
Sempre della stessa serie il filmato di GIANNI MORANDI con la moglie Laura Efrikian.
Si schierano, in modo più defilato, con il NO anche Gino Bramieri, Ernesto Calindri, Nicola Di Bari, Rosanna Fratello, Ombretta Colli, Caterina Caselli e Mino Reitano.
DOMENICO MODUGNO, simpatizzante del Psi, dona i diritti d’autore della canzone “L’anniversario”, composta proprio per la campagna elettorale referendaria. un veemnete inno antimatrimoniale censurato perchè ritenuto istigatore al concubinaggio "il nostro anniversario / non è sul calendario / perché di matrimonio non si parla tra noi due... io non ti giuro niente / perché non c'è bisogno / con un contratto non si lega un sogno..."

Nel 1970 aveva precorso i tempi 'O divorzio", scritta da FRANCO FRANCHI e presentata con Angela Luce al Festival di Napoli, che aveva nel testo "…appena 'a legge approvano / 'i voglio divorzia.." ma che verrà modificato in "..appena 'a legge approvano / me voglio riposa'".

Incredibile e paradossale invece la vocenda che coinvolse GIGLIOLA CINQUETTI il cui brano partecipante all’EuroFestival cade sotto i colpi della censura (italiana) a causa del titolo: “SI”.....ritenuto come passibile di influenzare gli ascoltatori in vista del voto referendario.
Viene oscurata così l'intera manifestazione, trasmessa in differita molti mesi dopo.....

domenica, maggio 11, 2014

Lilith and the Sinnersaints a Vignola (Modena)



Con Lilith and the sinnersaints si torna sul palco tre volte prossimamente.

A Vignola (Modena) al Circolo Ribalta OGGI alle 19 !!!

https://www.facebook.com/events/1464453760455281/

A Varese sabato 17 maggio

https://www.facebook.com/events/773495686001746/

A Genova il 6 giugno al Lilith Festival prima di Lene Lovich

http://www.lilithassociazioneculturale.it/

www.lilithandthesinnersaints.com

sabato, maggio 10, 2014

Skinheads di John King



Un ottimo libro,scorrevole, diretto e gradevole.
Trama esile e storiella a lieto fine ma è importante e riuscita la collocazione in ambito skinhead, con competenza, nessun consueto strafalcione, esattezza nelle citazioni e nella descrizione di gusti, abiti, attitudine.

Un sentito omaggio ad una delle culture più inglesi in assoluto.
John King è uno dei principali "cantori" del sottobosco brit con eccellenti libri come "Human Punk" (che personalmente annovero tra le migliori mie letture in assoluto) e altrettanto riusciti omaggi alla cultura calcistica inglese (lui è tifosissimo del Chelsea) come "Fedeli alla tribù" e "Fuori casa" (meno interessanti "Cacciatori di teste", pur se divertente e "Smaltimento rifiuti", che reputo mediocre).

"Skinheads" corre veloce con in sottofondo, tra una pagina e l'altra un sacco di original reggae, gli Angelic Upstarts, i Cockney Rejects, i Last Resort, i Cocksparrer.

venerdì, maggio 09, 2014

Le Creepers



Le Creepers (nome originale Brothel Creeper, in Italia inizialmente chiamate Clippers nel linguaggio di strada) nascono nel 1949 in una fabbrica situata a Wellingborough nel Northamptonshire in Inghilterra, grazie a George Cox , utilizzate inizialmente dall’esercito inglese nei campi base situati nell’Africa settentrionale e successivamente adottate dai Teddy Boys alla fine degli anni 50.

Il classico Blue Suede Shoes di Carl Perkins, portato al successo da Elvis Presley, potrebbe fare riferimento proprio alle Creepers anche se non è accertato.

Tornano in voga in era punk alla fine dei 70’s (molto usate da John Lydon, Joe Strummer e i Clash in generale) e riadottate da rockabillies e psychobillies, prima di diventare ormai alla moda (Bono le indossava nel tour di How to dismantle an atomic bombs nel 2005 probabilmente per sfruttare la para che alza la staura di qualche centimetro) e ormai non più ad appannaggio delle sottoculture ma oggetto di consumo indistinto.

Nei primi anni ’80 in Italia erano irreperibili e con alcuni dei Not Moving si andava a comprarle (in treno, viaggio notturno di sei ore) in un negozio di Zurigo.
Li accompagnavo volentieri per farmi un giro e alla fine ne comprai un paio anch’io anche se , data la scomodità e l’antitesi con il look mod, le indossai molto raramente e finii per rivenderle poco tempo dopo.

giovedì, maggio 08, 2014

I peggiori falli ai Mondiali di calcio



Prosegue la rubrica ASPETTANDO IL MONDIALE che ogni settimana proporrà un racconto o una storia relativa all'appuntamento quadriennale che si svolgerà quest'anno in Brasile.
ALBERTO GALLETTI ci porta alla scoperta dei PEGGIORI FALLI AI MONDIALI.

Qui le altre puntate:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Aspettando%20il%20Mondiale

Mi sono divertito molto con questo video, niente di eclatante, con una carrellata di falli e fallacci commessi in varie edizioni della Coppa del Mondo di calcio.

http://www.youtube.com/watch?v=ZiRCWdroye4

Ce ne sono di spettacolari, cattivi, meno cattivi, di scuola sudamericana o latina principalmente, ma anche qualcuno nordeuropeo.
Ne esce un bel quadretto degli eroi domenicali visti da questa parziale angolazione, secondo me anche divertente visto che da un controllo sommario non mi sembra ci sian state conseguenze gravi in termini di infortunio, manca ovviamente il peggiore.
Ho deciso quindi di stilare la mia personalissima classifica dei peggio falli mondiali, lo spirito è naturalmente goliardico e non malizioso, ho considerato solo gli interventi di gioco e non i falli di reazione.

1 Schumacher su Battiston in Germania Ovest 3-3 Francia del 1982
2 Bulnes su Zamora (credo) in Spagna 1-1 Honduras del 1982
3 De Jong su Xabi Alonso in Olanda 0-1 Spagna del 2010
4 Mario David su Leonel Sanchez Cile 2-0 Italia del 1962
5 Massing su Caniggia in Argentina 0-1 Camerun del 1990
6 Brehme su Gascoigne in Germania 1-1 Inghilterra del 1990
7 Luis Pereira su Neeskens in Olanda 2-0 Brasile del 1974
8 Van Hanegem su Paul Cesar in Olanda 2-0 Brasile del 1974
9 Facchetti su Shurik in Italia 0-0 Israele del 1970
10 Velazquez su Roberto Dinamite in Brasile 3-0 Perù del 1978

Menzione speciale e d’onore per gli splendidi placcaggi di Ze Maria su Cruyff in Olanda 2-0 Brasile del 1974 e del difensore argentino in fallo su Haller in Germania Ovest 0-0 Argentina.

Buon divertimento, e traguardo minimo 100 commenti , la lista è ovviamente largamente incompleta.

mercoledì, maggio 07, 2014

Cesare Cremonini - Logico - Recensione



CESARE CREMONINI è, con Raphael Gualazzi e pochi altri, uno dei migliori autori POP italiani.
POP inteso come musica POPolare ad appannaggio di tutti, anche di coloro che abitualmente non masticano suoni particolari, che non chiedono originalità, ricerca, ma solo svago e gradevole accompagnamento.
E Cremonini svolge il compito in maniera eccellente, proponendo brani facili ma sempre intelligenti, colmi di citazioni “colte” e raffinate.
E il quinto album “Logico” lo conferma.

Se la title track è un pop apripista molto orecchiabile e ben fatto, il successivo GreyGoose attinge a piene mani dalla base di Close to me dei Cure (citazione voluta?) e la ballata Io e Anna abbastanza anonima con John Wayne si entra in pieno brit pop tra rimandi a Kinks, Oasis e gli amati Beatles in un brano raffinatissimo quanto il successivo mid tempo Fare e disfare non lontano dai migliori Coldplay.
E’ Motown il groove di Vent’anni per sempre (con un testo che cita Satisfaction che fa rima con One Direction...) con melodie vocali che occhieggiano ai Beach Boys e un arrangiamento molto Joe Jackson di “Night and day” e Donald Fagen e Steely Dan.
Tipica ballata “alla Cremonini” è Quando sarò milionario (anche qui si scava abbondantemente nel miglior brit pop) che apre una serie di quattro brani lenti, introspettivi, “sognanti” con il conclusivo, bluesy, Cos’hai nella testa che spicca sul resto.

martedì, maggio 06, 2014

Intervista a STEVE CRADOCK



Dopo FEDERICO FIUMANI dei DIAFRAMMA, al giornalista FEDERICO GUGLIELMI, ad OSKAR GIAMMARINARO, cantante e anima degli STATUTO, al presidente dell'Associazione Audiocoop GIORDANO SANGIORGI, a JOE STRUMMER, a MARINO SEVERINI dei GANG, a UMBERTO PALAZZO dei SANTO NIENTE, LUCA RE dei SICK ROSE, LUCA GIOVANARDI e NICOLA CALEFFI dei JULIE'S HAIRCUT, GIANCARLO ONORATO, LILITH di LILITH AND THE SINNERSAINTS, a Lorenzo Moretti, chitarrista e compositore dei GIUDA, il giornalista MASSIMO COTTO, a FAY HALLAM, SALVATORE URSUS D'URSO dei NO STRANGE, CESARE BASILE, MORENO SPIROGI degli AVVOLTOI, FERRUCCIO QUERCETTI dei CUT, RAPHAEL GUALAZZI, NADA, PAOLO APOLLO NEGRI, DOME LA MUERTE, STEVE WHITE, batterista eccelso già con Style Council, Paul Weller, Oasis, Who, Jon Lord, Trio Valore, il bassista DAMON MINCHELLA, già con Paul Weller e Ocean Colour Scene, di nuovo alla corte di Paul Weller con STEVE CRADOCK, fedele chitarrista di Paul oltre che degli Ocean Colour Scene e protagonista di un'ottima carriera solista.

Grazie a Sally Cradock per l'opportunità.

Le precedenti interviste sono qua:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Le%20interviste

1
I tuoi album solo sono qualcosa che avresti sempre voluto fare ?

In realtà non è una cosa che ho pianificato.
Mi sono solo ritrovato nel 2008 con un po’ di tempo a disposizione e l’ho usato in abbondanza.

2
“Travel wild - Travel free” è molto psichedelico, abbastanza diverso da “Kundalini target” e “Peace city west”. E’ una specie di tributo a quel sound o è un mood particolare di questo periodo ? Ci sono ottimi nuovi nomi in questo nuovo “trip” (Tame Impala o Temples ad esempio).

Penso che “Peace city west” fosse una vero album psichedelico, molto più di “Travel wild”.
Anche perchè una buona parte di quello fu scritto da stonato su una spiaggia.

3
C’è un approccio diverso nel tuo songwriting quando scrivi per i tuoi dischi solisti rispetto a quando o fai con gli Ocean Colour Scene ?

Il mio materiale solista è dove suono, compongo e produco tutto, così non c’è altro da fare.

4
In Italia vivere di musica è piuttosto difficile. Cosa consiglieresti a chi vuole iniziare ?

Credo che sia difficile ovunque.
Quando iniziammo te la potevi ancora cavare per un paio di anni utilizzando uno schema imprenditoriale ma questa cosa non esiste più da molto tempo.
Credo che se scegli di fare musica full time dovrai sempre trovare una direzione bene precisa, un po’ come uno scrittore.

5
Ti ricordi della prima volta in cui desiderasti fare il musicista ?

Certo, avevo 11 anni e ascoltai “Pity poor Alfie” dei Jam.

6
Qual’è il tuo album preferito di Paul Weller e quali le sue canzoni a cui hai contribuito di più ?

“The gift” dei Jam, “Cost of loving” degli Style Council, “22 dreams” di Paul.
Per “22 dreams” sono stato in studio tutti i giorni.
In “111” e “Have you made up your mind” c’è stata una buona collaborazione e anche in “Drifters” in “Sonik Kicks”.

7
So che hai incontrato Steve Marriott (facendogli da supporter per un paio di concerti).
Un’icona per molti di noi, qualche aneddoto ?


Mi sono fatto la mia prima canna con lui, era adorabile.

8
Ci puoi dire della tua collezione di chitarre ?
Che tipo di chitarra preferisci usare in studio e dal vivo ?


Le chitarre principali sono una Gibson, in particolare una 335 e una SG, poi le Taylor acustiche sono grandi chitarre e Paul mi ha regalato la sua Rickenbacker nera dei Jam per il mio trentesimo compleanno che è la mia preferita.

9
Ho letto che per te registrare con Paul è “stupendo ma lui è veramente intenso”

Yeash, non immagini quanto sia duro Paul in studio !

10
Come ti reclutò Paul per la sua band ? E cosa ne dici della sua dichiarazione all’Indipendent che ti condsidera “a magical person” ?

Andò a scavare nei primissimi singolo degli Ocean Colour Scene quando facemmo da supporto al Paul Weller Movement nel 1992 e m chiese di unirmi a lui nell’agosto del 1993.
Non so perchè, visto che non ero un gran buon chitarrista ai tempi ma presumo che vide che avrei potuto imparare ad essere un secondo chitarrista complementare per la sua band.

11
Come giudichi Paul Weller come musicista ed artista ?
E’ il miglior compositore inglese, un grande pianista, un cantane fantastico e un formidabile chitarrista.

12
Qualche novità sugli Ocean Colour Scene ? Avete in programma qualcosa per il prossimo futuro ?

No non so proprio che cosa faremo prossimamente.

13
Hai suonato con gli Smokin Mojo Filters “Come together” (con Weller, McCartney, Noel Gallagher, FDamon Minchella, Steve White), Due parole su quell’esperienza.

Prima di tutto è da ricordare che un disco per “War Child”, una grande opera di beneficienza.
Mi sono fatto una canna con Paul McCartney, fatto una jam su “Green onions” con lui e ho ricevuto una stupenda lettera da lui stesso.
Era decidamente il miglior musicista in quella stanza...

14
Ci dici quali sono i brani che suggeriresti per conoscere lo STeve Cradock chitarrista o compositore ?

Riverboat song da Moseley Shoals degli Ocean Colour Scene e Running away dal mio solo Kundalini Target.

15
Qualche disco da portare sull’isola deserta ?

“Lover’s concerto” dei Toys

16
Chitarrista preferito
Jimi Hendrix

17
Il tuo pronostico per la prossima Coppa del Mondo (Steve è tra l’altro un tifoso dell’Aston Villa)


ENGLAND ( I WISH )

lunedì, maggio 05, 2014

Viaggio ad Auschwitz e Birkenau



I bambini piccoli si vaccinano contro varie malattie.
Ho pensato fosse opportuno vaccinare contro altri tipi di malattie il mio ormai grande con un viaggio ad Auschwitz e Birkenau. Anche andarci in bus (con l’Anspi del mio paese) è interessante, il lento avvicinarsi, il cambio di paesaggi, di lingue, cibi, colori, attraverso Austria, Rep. Ceca e Polonia, 18 ore comunque non pesanti.
E quanto è bella la Polonia, le sue campagne e Cracovia, vero gioiello di città, ordinata, pulita, accogliente, “umana”.

Quanto stride con l’orrore, con il forte senso di Male che pervade i due siti dello sterminio.
E quanto è presente il Maligno.
Un non credente come me, per induzione matematica, finisce per trovare dimostrata, per la legge degli opposti, l’esistenza del Benigno (chiamatelo Dio se volete).
Assente o distratto in quei giorni.
Ma stavolta la matematica è un’opinione.

Lasciando perdere le dissertazioni filosofiche che appartengono al Personale di ognuno di noi, la visita ai due campi è sconvolgente, fonte di fortissime emozioni e di informazioni poco conosciute (dal fatto che l’unica nazione che quattro anni fa ha deciso di chiudere il padiglione riservato alla memoria dei propri morti ad Auschwitz è l’Italia....al progetto dei nazisti di eliminare 50 milioni di slavi, la vita media dei prigionieri nel campo di 5/6 mesi, il LIBRO CON I NOMI di 4 MILIONI di internati con DATA di NASCITA, MORTE, PROVENIENZA - vedi foto -, alla costruzione non terminata di un impianto di biogas con cui riciclare le deiezioni dei prigionieri, dell’utilizzo delle loro ceneri per concimare i campi, dei loro capelli per filare coperte etc etc).

Consiglio a chi non l’avesse mai fatto di ritagliare un paio di giorni nella propria lunga vita per una visita.
Cambia la percezione del mondo in modo radicale.

Ricorda solo che io ero innocente e, come te, mortale, anch'io ho avuto una faccia caratterizzata da rabbia, pietà e gioia, piuttosto semplicemente, una faccia umana.
Benjamin Fondane, ucciso ad Auschwitz/Birkenau nel 1944.

domenica, maggio 04, 2014

Complesso Gli Illuminati - Lumen gentium



Per me uno di quegli album che saranno sicuramente ai vertici dei top 10 italiani del 2014.
Per l'originalità della proposta, per la qualità dell'esecuzione, per l'intensità e l'attitudine con cui il quartetto riprende la tradizione 60's del beat con testi a forte impostazione cristiano/cattolica (che sfociò nelle "famose" Messe Beat).
Nessuna ironia o dissacrazione, l'impronta è filologica e rispettosa.
Ma è soprattutto la musica a stupire per freschezza e ricercatezza e dove l'esordio "Prendi la chitarra e prega" faceva riferimento ai mid 60's, qui si fa un salto in avanti di qualche anno tra freakbeat, proto hard, accenni addirittura prog, ultimi Yardbirds, Creation.

Si parte alla grande con "Bisogna gridare di gioia" che tra Seeds, Standelles e Knickerbockers starebbe benissimo su "Nuggets", mentre "Non uccidere" è uno stupendo mix di Animals e Yardbirds e "Tu non sai" di Prisoners e Creation.
"Il pane è di tutti" e "Christus Dominus" viaggiano invece tra proto hard prog psych, non lontano dai Blue Cheer, come "Il mio grido giunga a te" che mischia Arthur Brown e il groove di "Immigrant song" dei Led Zeppelin.
Stupendo il beat di "Graduale", Yardbirds psichedelici in "Felice è l'uomo" e una simil "White room" dei Cream è la conclusiva "Il cerchio", unico brano autografo della band che ci consegna un gioiello di altissima caratura in puro vinile !

sabato, maggio 03, 2014

Lo stivale è marcio di Claudio Pescetelli



Formidabile ricostruzione in quasi 300 pagine (corredate da foto, decine di testimonianze dirette, discografie, dati di tutti i tipi) dei primissimi pionieristici approcci del punk in Italia, dal 1977 al 1980.
Con certosina cura e una scrittura eccellente, precisa, limpida, con una perfetta e colta inquadratura nel clima dell’epoca Claudio Pescetelli si addentra nella caotica “scena” dei tempi tra tentativi maldestri ma sinceri e pieni di “attitudine” dei primi punks nostrani.
Il tutto perfettamente e dottamente (con ampi e precisi riferimenti) contestualizzato al periodo storico tra "indiani metropolitani", P38, Brigate Rosse, rapimento Moro, guerra civile di "basso profilo" tra fasci e compagni.

Il corredo di testimonianze dirette dei protagonisti aggiunge ancora più spessore alle gesta di Skiantos, GazNevada, Cafè Caracas, Decibel, Kandeggina Gang Elettroshock, Kaos Rock, Rats, SIB, Aedi, Incesti, Sorella Maldestra, X Rated, Tampax, Hitler SS e il Great Complotto, Dirty Actions, Rank Xerox (i primi Gang..) e centinaia di altri nomi scovati, uno ad uno, in ogni regione tra chi ha avuto qualche riscontro, chi lo ha trovato successivamente (da Jo Squillo a Ruggeri, da Raf, Piero Pelù e Ghigo Renzulli a Marco Conidi, i coniugi Arcieri etc etc), chi è rimasto confinato nelle cantine da cui è uscito un paio di volte per estemporanei e disastrosi concerti davanti a poche decine di persone e chi invece è restato solo un nome sulla carta.

Interessante anche l'elenco finale di chi è stato ficcato a forza nel punk solo per vaghe affinità (Anna Oxa, Rettore, Camerini, Ivan Cattaneo) e chi invece lo ha preso bellamente in giro (da Andrea Mingardi a Toni Santagata, via David Riondino).

Allegato un Cd con rarissime, per quanto incerte e spesso approssimative, testimonianze sonore.

www.raveuprecords.com/

venerdì, maggio 02, 2014

Maurizio Arcieri - Trasparenze



GLI INSOSPETTABILI è una rubrica che scova quei dischi che non avremmo mai pensato che... Dopo Masini, Ringo Starr, il secondo dei Jam, "Sweetheart of the rodeo" dei Byrds, Arcana e Power Station, "Mc Vicar" di Roger Daltrey, "Parsifal" dei Pooh, "Solo" di Claudio Baglioni, "Bella e strega" di Drupi, l'esordio dei Matia Bazar e quello di Renato Zero del 1973, i due album swing di Johnny Dorelli, l'unico dei Luna Pop," I mali del secolo" di Celentano, "Incognito" di Amanda Lear, "Masters" di Rita Pavone, Julian Lennon, Mimmo Cavallo con "Siamo meridionali"e i primi due album dei La Bionda di inizio 70's, il nuovo album dei Bastard Son of Dioniso, "Black and blue" dei Rolling Stones, oggi spazio a MAURIZIO ARCIERI e al suo album "prog" del 1973.

Le altre puntate de GLI INSOSPETTABILI qui: http://tonyface.blogspot.it/search/label/Gli%20Insospettabili

Abitualmente il nome di Maurizio Arcieri viene collegato a due ben distinte fasi artistiche.
Quella beat e leggera con i New Dada prima e poi con una proficua carriera solista a cavallo dei 60‘s e 70’s (con successi come “Cinque minuti e poi”, “L’uomo e la matita” oltre ad una riuscita versione di “We’re gonna take it” degli Who da “Tommy” intitolata “Guardami, aiutami, toccami, guariscimi” del 1970).
E quella più nota con i Chrisma/Krisma con cui precorse i tempi con album come “Chinese restaurant” e “Hybernation” con un sound che attingeva, in tempo reale, dalla new wave, dall’elettronica, con gusto per la sperimentazione e attitudine punk già nel 1977.

In mezzo un album misconosciuto ma interessante del 1973, “Trasparenze” in cui Arcieri abbraccia sonorità prog (“Una foglia”), rock blues acido (“Se fossi io” e l’iiruente cavalcata protostoner che, testo a parte, potrebbe stare su un album dei Litter o addirittura Mc5 con breve sol odi batteria che passa da un canale all’altro delle stereo) ancora impregnato di influenze tardo beat, ballate dilatate e psichedeliche (“Sereno”, l’ipnotica “Immagini”, la pink floydiana “Vibrazioni” con folate jazzate, la conclusiva sperimentale “Trasparenze”), uno strumentale “cosmico” come “Primo volo”.

Alla chitarra il danese Claes Cornelius, già con i Blues Right Off (band veneziana di rock blues alla Ten Years After che incise un rarissimo album nei primi 70’s, forse il primo lavoro italiano con affinità blues) che dopo “Trasparenze” tornò in patria, Paolo Donnaruma, uno dei migliori bassisti italiani con un’infinità lista di collaborazioni, da Battiato alla Nannini, DeAndrè, Bennato, Camerini, Ron etc etc), Pepè Gagliardi alle tastiere (collaboratore di Camerini e Donatella Bardi), Ezio Malaguti alla percussioni e con copertina di Mario Convertino.
Un album inevitabilmente datato ma interessantissimo e ricco di suggestioni molto personali e indubbia creatività.

giovedì, maggio 01, 2014

Rock d'autore al "Melville"



Si terrà nel mese di maggio al "Melville" di San Nicolò (Piacenza) una rassegna all'insegna del Rock d'aurore alla quale ho avuto il piacere di collaborare per alcune serate.

Mercoledì 7: CRISTIANO GODANO + GIANCARLO ONORATO in "Alla ricerca della bellezza"

Martedì 13 : FEDERICO FIUMANI racconta "Siberia"

Mercoledì 14: Blue Bottazzi presenta "Long Playing una storia del rock"

Mercoledì 21: STATUTO presentano "Statuto/30" + Live set acustico

Venerdì 23: Davide Devoti + Andrea Cremona + Marcello Cremona live session

https://www.facebook.com/pages/Melville-Caffè-Letterario/103060099900901?fref=ts
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