


GLI INSOSPETTABILI è una rubrica che scova quei dischi che non avremmo mai pensato che... Dopo Masini, Ringo Starr, il secondo dei Jam, "Sweetheart of the rodeo" dei Byrds, Arcana e Power Station, "Mc Vicar" di Roger Daltrey, "Parsifal" dei Pooh, "Solo" di Claudio Baglioni, "Bella e strega" di Drupi, l'esordio dei Matia Bazar e quello di Renato Zero del 1973, i due album swing di Johnny Dorelli, l'unico dei Luna Pop," I mali del secolo" di Celentano, "Incognito" di Amanda Lear, "Masters" di Rita Pavone, Julian Lennon, Mimmo Cavallo con "Siamo meridionali"e i primi due album dei La Bionda di inizio 70's, il nuovo album dei Bastard Son of Dioniso, "Black and blue" dei Rolling Stones, Maurizio Arcieri e al suo album "prog" del 1973 "Trasparenze"oggi si torna al 1975 con GIANNI MORANDI e "Il mondo di frutta candita".
Le altre puntate de GLI INSOSPETTABILI qui:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Gli%20Insospettabili
A metà dei 70’s Morandi vive un periodo di profonda crisi sia personale (la separazione dalla moglie Laura Efrikian) che artistica. Nonostante abbia provato ad allontanarsi dall’immagine totalmente disimpegnata dei 60’s con brani di maggior spessore come “Al bar si muore” sulla guerra in Vietnam, si trova snobbato da pubblico e critica e spesso pesantemente contestato oltre che superato dalle nuove tendenze musicali.
Nel 1975 incide “Il mondo di frutta candita”, ennesimo insuccesso, nonostante rimanga, soprattutto con il senno di poi, un ottimo lavoro dai contenuti interessanti.
I brani sono tutti composti dal giovane Ivano Fossati, in coppia con Oscar Prudente(e in un caso di Mogol) e si muovono all’interno di un cantautorato serioso e d’ “autore” abbracciando anche umori prog (vedi la drammatica “Austostrade no!”).
Partecipano al progetto anche Antonio Coggio (collaboratore e co-autore di Claudio Baglioni), Franco Migliacci (autore e produttore storico di Morandi) e Toto Torquati (direzione archi).
La voce di Morandi è spesso irriconoscibile, tirata, roca e aggressiva, lontana dall’uso scanzonato e melodico a cui siamo sempre stati abituati. L’introduttiva “La caccia al bisonte” ha movenze country rock, “Io domani me ne vado” è molto vicino alle atmosfere scarne e minimali che ritroveremo (due anni dopo, nel 1977) in “Amarsi un po’” di Lucio Battisti (al limite del plagio), la conclusiva ballata “La mia gente” risente del pop sinfonico dei tardi Beatles e del McCartney più pomposo.
I testi di Fossati in particolare si distinguono per un approccio a tematiche inconsuete per Morandi, dall’ambiente, alla routine quotidiana, all’emarginazione sociale.
La title track fu sigla della trasmissione RAI “Alle nove della sera” e arrivò sesta al Festivalbar del 1975, mentre “La caccia al bisonte” fu sigla di un reportage sullo show business americano curato da Morandi e Gianni Minà, diretto da Ruggero Miti e trasmesso su Rai 1.
Nelle sessions dell’album Morandi provinò il brano “Formule magiche”, scritto da Oscar Prudente ma senza successo.
Poco tempo dopo, con il testo di Ivano Fossati il brano divenne “Pensiero stupendo” e un successo di Patty Pravo.















.jpg)


























