
E' stato emozionante acquistare i due album chiedendo "vorrei il nuovo degli Who e il nuovo dei Beatles" un po' come essere a Londra nel 66 o 67.THE BEATLES "Love"
Colonna sonora dell'omonimo spettacolo del Cirque du Soleil , "Love" è una raccolta di 27 brani dei Beatles , rimixata da George Martin e dal figlio Giles, che mischiano brani con altri, utilizzano ritmiche dell'uno per accompagnare quell'altro (ad esempio in "Strawberry fields forever" nel finale c'è l'assolo di tromba di "Penny Lane" , "Get back" si apre con l'accordo iniziale di "A hard day's night" e prosegue con l'assolo di batteria di "The end" da "Abbey Road"), in perfetta armonia con lesigenze dello spettacolo , ovviamente.
Apparentemente (come scrive Giles Martin nelle note di copertina) può sembrare come disegnare i baffi alla Gioconda , in realtà è un album fantastico , soprattutto per chi conosce a menadito i brani dei Beatles.
Assolutamente affascinante , coinvolgente e fresco , una sorta di viaggio psichedelico attraverso il mondo totalmente magico dei Beatles .
THE WHO "Endless wire"
A parer mio il miglior album degli Who da "Quadrophenia" , di gran lunga superiore a "Face dances" , "It's hard" e "By numbers" e perlomeno a pari di "Who are you".
Pete e Roger tirano fuori grinta, raffinatezza, complessità della scrittura compositiva, autocitandosi spesso (citando cioè la storia della musica rock) , esponendosi coraggiosamente con scelte ardite come quella di rispolverare il concetto di miniopera rock (peraltro inventato da Pete nel 1966 con "A quick one") in "Wire and glass".
Un album eccellente, con picchi altissimi , Roger Daltrey in splendida forma vocale ed espressiva, Pete Townshend al top compositivo ed esecutivo.
Qualche riserva sulla band e sulla scelta di Pete di utilizzare spesso la batteria elettronica se non addirittura di suonarla lui stesso ("Mike Post theme") con risultati decenti ma non certo adatti ad un album di questo livello.
Comunque consigliatissimo.




































