lunedรฌ, maggio 18, 2026

Antonio Bacciocchi - Keith Moon, batterista

๐Š๐ž๐ข๐ญ๐ก ๐Œ๐จ๐จ๐ง รจ stato uno dei batteristi ๐ฉ๐ข๐ฎ̀ ๐ฉ๐ž๐ซ๐ฌ๐จ๐ง๐š๐ฅ๐ข, ๐ข๐ง๐ง๐จ๐ฏ๐š๐ญ๐ข๐ฏ๐ข ๐ž ๐ข๐ง๐ข๐ฆ๐ข๐ญ๐š๐›๐ข๐ฅ๐ข ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐ฌ๐ญ๐จ๐ซ๐ข๐š ๐๐ž๐ฅ ๐ซ๐จ๐œ๐ค.

Il suo era uno stile unico che attingeva da tutto e da niente, o forse solo dalla sua mente che viaggiava a mille all’ora in chissร  in quale direzione.

Anche la sua breve vita รจ stata come un proiettile vagante che ha disseminato danni ovunque. Purtroppo รจ spesso ricordato soltanto come una macchietta folle che devastava alberghi e batterie, che si distruggeva con alcol e mille droghe; in altre parole, un incontenibile pericolo pubblico.
In realtร  รจ stato ๐ฎ๐ง๐จ ๐ฌ๐ญ๐ซ๐ฎ๐ฆ๐ž๐ง๐ญ๐ข๐ฌ๐ญ๐š ๐ข๐ง๐š๐ซ๐ซ๐ข๐ฏ๐š๐›๐ข๐ฅ๐ž, ๐ฉ๐ž๐ซ ๐ช๐ฎ๐š๐ฅ๐ข๐ญ๐š̀ ๐ž ๐Ÿ๐š๐ง๐ญ๐š๐ฌ๐ข๐š.

Questo libro, parla della vita e della personalitร  di Keith Moon, ma soprattutto del modo in cui suonava e interpretava le canzoni di ๐ฎ๐ง๐จ ๐๐ž๐ข ๐ฉ๐ข๐ฎ̀ ๐ ๐ซ๐š๐ง๐๐ข ๐ ๐ž๐ง๐ข ๐๐ž๐ฅ ๐—๐— ๐ฌ๐ž๐œ๐จ๐ฅ๐จ, ๐๐ž๐ญ๐ž ๐“๐จ๐ฐ๐ง๐ฌ๐ก๐ž๐ง๐, ๐ž ๐๐ข ๐ฎ๐ง๐š ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐ž ๐ฉ๐ข๐ฎ̀ ๐ ๐ซ๐š๐ง๐๐ข ๐ซ๐จ๐œ๐ค’๐ง’๐ซ๐จ๐ฅ๐ฅ ๐›๐š๐ง๐ ๐๐ข ๐ฌ๐ž๐ฆ๐ฉ๐ซ๐ž: ๐ ๐ฅ๐ข ๐–๐ก๐จ.

“Sono rimasto stupito di come la musica degli Who conduce a una performance orchestrale. Lo stile di batteria di Keith Moon era quasi orchestrale, molto piรน decorativo e celebrativo piuttosto che ritmico.” (Pete Townshend)

Quando seppi della morte di Keith Moon, il giorno successivo andai a scuola con una fascia nera al braccio in segno di lutto, suscitando la preoccupazione e la solidarietร  di compagni e professori.
Si trasformรฒ in ilaritร  e dileggio quando spiegai che era morto Keith Moon degli Who e che per me ciรฒ significava molto.
E' da sempre stato il mio batterista preferito, allo stesso livello di Ringo Starr.
Tanto compassato, poco visibile e sommessamente geniale Ringo, quanto folle nella sua pirotecnica modalitร  esecutiva Keith.
Due opposti che si compensavano nella mia visione dello strumento.
Poco tempo dopo il settimanale "Ciao 2001" pubblicรฒ la notizia che gli Who sarebbero andati avanti e che stavano per iniziare le audizioni per un nuovo batterista, riportando anche un indirizzo (quella della Eel Pie, casa editrice e di produzione musicale di Pete Townshend) a cui eventualmente proporre la propria candidatura.
Io non avevo ancora compiuto 17 anni e suonavo la batteria da molto poco ma scrissi immediatamente una lettera con la mia Olivetti, lasciatami da mio padre, su un foglio di ricercata qualitร .
Lasciai indirizzo e numero di telefono, avvertendo mia mamma che poteva arrivare una telefonata dall'Inghilterra nei prossimi giorni e di farsi dare il numero che avrei richiamato io.
Ero consapevole che non sarei mai stato scelto ma l'obiettivo era di andare a Londra e di suonare un brano con gli Who, farmi dire "ti faremo sapere", farmi autografare i loro dischi (avevo tutti quelli usciti fino ad allora e anche quelli solisti), una foto insieme e me ne sarei tornato a casa.
Poco tempo dopo uscรฌ la notizia che avevano scelto il loro vecchio amico Kenney Jones, ex Small Faces e Faces.
Capii che era per quello che non mi avevano risposto.


Per chiunque fosse interessato/a l'invito รจ di rivolgersi a una libreria (oppure Hellnation64@gmail.com) o direttamente a Low Edizioni, cercando, se possibile di evitare Amazon e affini.
Grazie.


https://www.edizionilow.it/

Antonio Bacciocchi
Keith Moon, batterista
Low Edizioni
160 pagine
16 euro


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