martedì, giugno 12, 2012

Rock e ologrammi



E’ recente la notizia che dopo l’”esibizione” di Tupac Shakur al Coachella anche ELVIS rivivrà in concerto grazie ad un OLOGRAMMA.
Ovvero una band suonerà dal vivo seguendo l’ologramma di Elvis Presley che canta i suoi successi. (Già era accaduto nel 2009 in "American Idol" in un duetto con Celine Dion).

La cosa pare verrà applicata in futuro anche a Jim Morrison (immagino già Manzarek e Krieger fregarsi le mani visto lo sfruttamento intensivo e indiscriminato fatto dei Doors negli anni con tanto di sosia sul palco, in questo caso Ian Asbury dei Cult....), Jimi Hendrix e chissà quanti altri.
Mentre Freddy Mercury dovrebbe apparire a breve a Londra con i “sempreverdi” (??) Queen.
E chissà che anche le cover band possano cambiare faccia con le varie feste della birra infestate da Vasco, Liga e compagnia bella in ologramma (venduto a pochi euro a MediaWorld, vasta gamma di personaggi tra cui scegliere).
Ma davvero il rock è così bollito ?

lunedì, giugno 11, 2012

Euro 2012: Italia-Spagna 1-1



Non parte male l'Italia all'Europeo.
Si temevano gli schiaffoni dalla Spagna e invece il pareggio finale è cosa buona e giusta.
Giganteggia De Rossi in difesa, Chiellini si conferma una certezza, in ombra Pirlo, bene Giaccherini, Giovinco e Di Natale, male il gatto di marmo Thiago Motta e impresentabile, come spesso accade, Balotelli che si mangia un gol e porta a casa la solita ammonizione.
Potevamo fare il colpaccio ma anche prenderne altri due (anche loro schierano una super pippa come Torres, per fortuna).
Bene così.
La Croazia strapazza un'Irlanda di scarso spessore e giovedì sarà un ostacolo molto , molto difficile con cui portare a casa il risultato.

Negli altri gironi troppo scarsa la Rep.Ceca per esaltare la Russia mentre Grecia e Polonia si confermano mediocri e irrilevanti.
Cade giustamente la sopravvalutata Olanda piena di giocatori spompati (Robben)o sopravvalutati (Snejder o Van Persie) contro una Danimarca che è però poca cosa.
Una Germania anonima e spenta dimostra però come si fa a vincere un torneo: gioca bene dieci minuti contro un Portogallo comunque forte e ben messo, fa un gol, i tre punti e buonanotte.

domenica, giugno 10, 2012

Soul Kitchen - Time of wine and roses



La rubrica domenicale di Madame Lilith dedicata a vini e rose.

Il Marzemino arriva dal Trentino,profumato rosso, tendente al violaceeo gradevole, fruttato…buonissimo con i primi ricchi, con i salumi, ……….
Va bevuto giovane……..al palato si riconoscono frutti di bosco leggermente aciduli; mirtilli, lamponi….
ma c’è una calda nota di cacao amarognolo sul finire del sorso che lo rende ultra particolare……….Sicuramente i sigg. qui sopra stannno parlando a riguardo…………………………

Chi possiede un piccolo giardino oppure un terrazzo anche senza avere l’esposizione giusta può creare una gradevole composizione di rose usando quelle di piccole dimensioni da ricercare fra le rose Patio (difficilmente raggiungono gli 80 cm, fiori belli, portamento elegante e compatto), le Miniatura (che non arrivano ai 50 cm, dai fiori piccoli, adatte anche a vasi, balconiere e davanzali )e le Polyanta nane (forti, dai fiori raggruppati a mazzi,rifiorenti)……….
MARLENA è una rosa patio creata da Kordes nel ’64, fiori perfetti, scarlatti, fiorisce continuamente da maggio in poi, creando un cuscino veramente ornamentale…… l’aggiunta di vasi con erbe aromatiche(quasi tutte dalla fioritura sui toni violacei) creera’ un colpo d’occhio molto attraente.
Se poi, vogliamo strafare possiamo sempre piantare in un vaso, in una latta, in una cassetta della frutta qualche fagiolo rampicante con supporto………quasi il Paradiso in pochi metri quadri (anche questo aiuta a vivere).

sabato, giugno 09, 2012

Il West Ham, David, la sua Lambretta e Rudeness



Riprendo, per gentile concessione, l'articolo dell'amico David Bardelli che, da anni, a Grosseto, gestisce il negozio Rudeness portando una forma di CULTURA profonda, sincera e spontanea. L'articolo è tratto dal sito www.station936.it dedicato ai tifosi italiani del West ham !
Forever Blowing Bubbles !

Mi chiamo David Bardelli, sono nato a Livorno nel 1974, da genitori abbastanza poveri e del basso proletariato (babbo contadino e poi cameriere, mamma casalinga).
Dopo un po’ mi sposto a Grosseto dove passo un’infanzia più o meno uguale a quella dei miei coetanei, tra scuola e partite a pallone.
E’ con l’adolescenza che comincio a vedere le cose in un modo un po' diverso da quello degli altri, dovuto sicuramente al fatto che già a 13 anni ascoltavo punk rock al contrario di molti che non andavano oltre Jovanotti. Continuando su questa strada, il punk (quello reale) mi dà l’opportunita di conoscere gente di altre città ed è così che vengo in contatto con degli skinheads un po’ più grandi di me che mi avviano all’Oi! e alla conoscenza del movimento skin in terra d’Albione.
Ascoltando gruppi come Cockney Rejects, Business e Cock Sparrer mi rendo conto ben presto che la cosa che univa i componenti di queste bands era una squadra di calcio di Londra chiamata West Ham United.
Io al tempo (parlo del ’91 credo) erano già diversi anni che tifavo la squadra della mia città e quindi ero interessato al mondo delle curve, ma mai mi ero interessato a quelle di oltremanica.
Eppure nelle foto dei concerti e dei dischi vedevo gli skins sotto il palco indossare le sciarpe di questa squadra, anche se magari non erano di Londra e di quel quartiere.
Notai delle sciarpe simili anche in Italia, ad un concerto dei Klasse Kriminale, sciarpe a bande bordeaux e celesti, claret & blue.
Colori belli, con un logo altrettanto bello, dal sapore proletario, come se fosse una cosa universale, che appartenesse a tutti i lavoratori, non solo quelli di Upton Park.

Così cominciai a volerne sapere di più e iniziai la mia ricerca su questa squadra: da dove veniva, qual’era il quartiere, il perchè di quel logo etc.
Preciso che a quel tempo non c’era internet e a Grosseto nessuno ancora aveva sentito parlare del West Ham o della cultura casual per dirne una. Ero come una specie di iniziatore diciamo.
Mi decisi allora che dovevo per forza fare un viaggio oltremanica in un modo o nell’altro.
Nel frattempo ero uno skinhead a tempo pieno: compravo dischi, mi informavo, ero alla ricerca spasmodica dei migliori vestiti (e non era facile trovarli in Italia, ci si arrangiava come si poteva), mi appassioani alla musica nera, ska, reggae e soul principalmente, entrando così in contatto anche con certi mods Italiani e ragazzi scooteristi. Uno in particolare mi fece innamorare della Lambretta, lo scooter più stiloso al mondo, in assoluto!
Era ora: dovevo andare a Londra!
Erano gli anni ’90!
Misi da parte un bel gruzzoletto (a quel tempo lavoravo nel bar di mio padre) e con la ragazza di allora feci armi e bagagli e prenotai una settimana nella città patria di tutti i movimenti sottoculturali del mondo!


Primo giorno: dopo il classico giro a Carnaby Street non potevo indugiare oltre, dovevo andare allo stadio del West Ham.
Come tutti i novelli presi la metro e dove scesi? Non ad Upton Park, ma a West Ham!
Domandai ad un tipo dove si trovasse lo stadio, mi guardò un po’ male all’inizio, poi gli dissi che cercavo quello degli Hammers e lui con un sorriso a 36 denti mi disse che la fermata giusta era Upton Park!
Ok, prima figura di mer*a! Ripresi la metro e scesi alla fermata giusta, dopo 5 minuti ero davanti allo stadio del West Ham United: era la cosa più incredibile che avessi visto prima d’ora!
Lo sponsor, manco a dirlo era Dr. Martens, e il logo di questi famosi anfibi capeggiava su tutti gli angoli dello stadio!
Mi sentivo a casa e respiravo un’atmosfera particolare. Poco distante c’era una scolaresca, mi ricordo, credo facesse attività sportiva adiacente allo stadio.
La cosa incredibile era che tutti indossavano una maglia, tipo con lo scollo a V e nel petto c’era il logo della squadra!
Non mi pareva vero, pensai subito che in Italia queste cose non le avrei mai viste: bambini di tutte le razze uniti dai colori di questa squadra che evidentemente significava molto più di una semplice partita alla domenica!
Questi colori, claret & blue, cominciavano ad entrarmi nella testa e influenzavano anche il mio modo di vestire e nell’accostare i colori. Mi recai al botteghino, due biglietti per favore. La partita che vidi fu West Ham United vs. Tottenham. Pareggio se non ricordo male.

Dopo 7 giorni ero di nuovo a Grosseto, felice della vacanza a Londra (direi più che una vacanza!) ma allo stesso tempo sentivo che mi mancava qualcosa.
Dovevo per forza creare qualcosa che mi ricordasse per sempre quel viaggio che in un modo o nell’altro mi ha dato qualcosa in più, una conoscenza maggiore per il mio essere skinhead.
Giù da tempo pensavo di farmi una Lambretta e decisi di mettermi all’opera. Una volta trovata decisi dopo 9 mesi di restaurarla.
Smontata in 1000 pezzi arrivò il momento di scegliere il colore, che non doveva essere quello originale appunto.
Portai al carrozziere la sciarpa del West Ham che comprai allo store dello stadio e mi ricordo di essere stato almeno un’ora a scegliere i colori che più si avvicinassero a quelli della sciarpa: era chiaro, la mia Lambretta doveva essere un’omaggio a quella squadra, a quel quartiere, a quella gente, a quelle bands che amavo e che in un modo o nell’altro mi avevano accompaganto nell’adolescenza e mi avevano fatto crescere “diverso” dai miei coetanei.

Dopo quasi un anno (i soldi per il restauro non erano uno scherzo) la Lambretta era pronta: anno di grazia 1999!
Da li in poi raduni, serate, semplici uscite, la mia Lambretta era sempre con me e quei colori mi ricordavano semrpe che ero uno skinhead, che amavo certa musica, che la mia squadra del cuore oltre al Grosseto era il West Ham!
Ovunque andassi chi mi vedeva capiva subito, solo a Grosseto molti ci misero tanto a capire, fino a quando la cultura Casual e il vestire british cominciò a diventare una moda.
Da li in poi tutto divenne un po’ diverso, come questa cosa non appartenesse solo a me e in giro vedevo spesso ragazzetti con la maglia del West Ham, troppo commerciale per i miei gusti.

Dopo il viaggio a Londra oltre che la voglia di farmi una Lambretta con i colori sociali del West Ham, un’altra idea mi balenava nel cervello, ed era più o meno una cosa che riguardava il vestirsi, ma non la moda, direi più uno stile di vita, “A WAY OF LIFE!”.
A Grosseto reperire un’abbigliamento consono per chi come me andava allo stadio e per di più era skinhead e amava lo stile british era pressocchè impossibile.
A Londra notai diversi negozi molto belli di abbigliamento, ma uno in particolare mi colpì, era Sherry’s a Carnaby Street.
Un posto di appena 20 massimo 30 mq, dove dentro potevi trovare di tutto, dai vestiti agli accessori fino ai dischi (cosa di primaria importanza per me).

Da qui la voglia di creare anche nella mia città un posto dove poter reperire i vestiti giusti, la musica giusta e offrire un punto di riferimento per chi come me era ed è appassioanto di British Culture.
Nel 2004 nasce ufficialmente RUDENESS STREETWEAR & RECORD SHOP e il logo, manco a dirlo, sono i due martelli incrociati dentro un alloro. Premetto che non è stato facile aprire un negozio del genere in una città dalla mentalità ristretta come la mia, eppure col tempo sono riuscito a creare un giro di persone che con gli anni dalla semplice curiosità sono finiti come me nel vortice di questa sottocultura che trova le radici nei sixties, ma che è sempre in movimento e si rinnova continuamente!
E questi ragazzi adesso fanno serate con me, sono stati allo stadio con me, facciamo raduni insieme e supportano Rudeness nonostante tutto.
Anche se le mode passano e la crisi politica cerca di annientare i ribelli come noi, ho visto che chi ha una passione come la nostra difficilmente torna indietro sui suoi passi, difficilmente si smette di vestirsi in un certo modo, ascoltare certa musica, seguire una determinata squadra.

La mia Lambretta LI IV serie 1968 claret & blue continuerà a viaggiare colorata così portandosi dietro anni di onorata carriera ai raduni, convinto (e sperando) che chi l’ha vista sfrecciare anche solo di sfuggita abbia pensato almeno due cose: che sono uno skinhead e che tifo West Ham United!

By David Bardelli

venerdì, giugno 08, 2012

Euro 2012



Iniziano gli Europei di calcio.
Da più parti si leggono istanze di boicottaggio, vuoi per le vicende di calcio scommesse e intrighi che stanno, ancora una volta, seppellendo l’Italia del pallone, vuoi per i problemi politici ucraini (vedi il caso Tymoshenko) o per il massacro di cani randagi perpetrato sempre in Ucraina per “ripulire” le città dal problema.

Personalmente li seguirò ( e se ne parlerà sul blog), da tifoso e appassionato allo stesso modo in cui ho seguito le Olimpiadi in Cina (dove non vanno tanto per il sottile in fatto di diritti umani) o in USA (dove non mi sembra che la pena di morte sia stata abolita o che quando c’è da invadere paesi altrui lasciando lunghe scie di sangue ed orrori si tirino indietro), giusto per fare un paio di recenti esempi.

Passando all’aspetto puramente sportivo direi che non è difficile pronosticare tra le possibili vincenti SPAGNA, GERMANIA o OLANDA. Con FRANCIA e INGHILTERRA appena dietro e RUSSIA e PORTOGALLO a poter giocare qualche brutto scherzo e ritrovarli in semifinale.
Poche speranze per gli AZZURRI anche se non è esclusa una piacevole sorpresa (semifinali ?). Improbabile invece che Ucraina. Polonia, Rep. Ceca, Grecia, Danimarca, Svezia, Croazia o Irlanda possano dire qualcosa.

giovedì, giugno 07, 2012

Batteristi Sconosciuti : Paul McCartney



Prosegue la carrellata di "Batteristi Sconosciuti" ovvero quelli che difficilmente verrebbero segnalati in una classifica dei migliori.

Non c'è bisogno di tracciare il profilo artistico di Paul McCartney.
Da un punto di vista strettamente tecnico ne conosciamo l'eccellenza nell'uso del basso, le capacità vocali e l'ottimo uso di tastiere, piano e chitarra.
Ma poco si è detto delle buone ed espressive capacità da batterista.
Paul ha incominciato a suonare la batteria a cavallo dei 50's e 60's nei giorni di Amburgo, arrivando anche a sostituire il batterista di Tony Sheridan (che i Beatles accompagnarono spesso) in alcuni concerti.
Lo ritroviamo poi nell'Album Bianco a suonare “Back In The USSR”, “Dear Prudence”, “Why Don’t We Do It In The Road?”, “Wild Honey Pie" (nel breve periodo in cui Ringo lasciò il gruppo)e ad accompagnare John in “The Ballad Of John & Yoko”.

Ma è sua anche la geniale idea ritmica di "Ticket to ride" (suonata comunque da Ringo) mentre per molto tempo si è vociferato che l'assolo di "The end" fosse suo (poi smentito dallo stesso Ringo).
La carriera solista e con gli Wings lo vede di nuovo dietro ai tamburi, in particolare in "Paul McCartney 1" e "Paul McCartney 2", in "Chaos And Creation In The Backyard" del 2005 ma soprattutto nel capolavoro "Band on the run".
Lo stile di Paul è essenziale, minimale e spesso molto "legato", quasi impacciato ma è riconoscibile, personale e molto particolare.
Da scoprire.

mercoledì, giugno 06, 2012

Mod Heroes: Detour Records

La Detour Records è stata e continua ad essere uno dei luoghi principali presso cui recuperare un po' tutto quello che riguarda la discografia MOD, dalle nuove uscite a vere e proprie rarità oltre ad aver prodotto nel tempo alcuni ottimi dischi.
L'anima dell'etichetta sono i coniugi Dizzy e Tania e l'idea dell'etichetta/mail order nasce a causa di un tragico incidente che costringe dal 1984 Dizzy su una sedia a rotelle a causa di un incidente di ritorno da uno scooter rally.
Costretto a casa, da avido collezionista la sua attività si allarga all'ipotesi, in breve diventata realtà, di gestire la compra vendita di dischi e CD.
Nasce la DETOUR RECORDS che dal 1993 con la stampa di 300 copie del singolo d'esordio dei Persuaders diventa anche etichetta che nel tempo produce decine e decine di singoli (dai nostrani Kickstart e Others ai Clique, dai francesi Bogeymen e Lost Minds a Mistreated e Mourning After) e album con preziose ristampe con inediti dei protagonisti della scena mod degli 80's come Small World, Killermeters, Circles, Chords, Long Tall Shorty, Gents, Speedball, Purple Hearts, Cigarettes, Makin Time e nuovi lavori per Clique, Ravengers, Lost Minds, Groove Tunnel e tanti altri.

www.detour-records.co.uk/

martedì, giugno 05, 2012

Ecco perchè da 35 anni continuo a riascoltare i Beatles, gli Who,i Jam e i Clash

La quasi totalità delle persone rivede più volte lo stesso film, ascolta più volte la stessa canzone e va in vacanza sempre nello stesso posto, perché da questi comportamenti reiterati si soddisfano diverse necessità psicologiche.

Cristel Russell, professore di marketing alla American University di Washington, ha chiamato ’re-consumption’, ’fruizione ripetuta', il consumo reiterato di un’opera musicale o cinematografica, motivato dalla garanzia dei risultati di azioni ripetute.
Pratica molto più complessa della semplice nostalgia.
Le persone continuano a guardare con interesse anche film già visti (o ascoltare costantemente musica già conosciuta) a nella prospettiva di riscoprire piccoli dettagli o trovarne di nuovi.
«I comportamenti basati sul re-consumption ’soddisfano' cinque necessità: regressiva, progressiva, ricostruttiva, relazionale e riflessiva».

Dietro il reconsumption si celano anche risvolti economici.
«Comprendendo questo fenomeno le imprese potranno capire meglio i propri clienti e creare prodotti che saranno usati infinite volte».
O riproporli più e più volte in altro formato (vedi le classiche ristampe rimasterizzate con inedito etc etc) Fonte: La Stampa.it

lunedì, giugno 04, 2012

Red Ronnie



Come minacciato qualche settimana fa andiamo a parlare, dopo l'encomiabile Carlo Massarini, di un personaggio quanto meno "controverso", ovvero quel RED RONNIE tra i primissimi a divulgare in Italia il "verbo" punk e new wave e il messaggio dell'autoproduzione, con competenza e coraggio e poi arenatosi in acque fangose e reflue di cui sappiamo.

Red Ronnie è tra i personaggi più noti della televisione e della musica italiana (che lo si voglia o no).

La sua carriera inizia nel 1975 trasmettendo nelle prime radio private italiane (nel marzo 1977, Red Ronnie riporta per Radio Alice , dal balcone della casa di Bonvi, gli scontri di piazza a Bologna a seguito dell’uccisione dello studente Francesco Lorusso).
E’ tra i primi in Italia ad accorgersi dell’arrivo di punk e new wave e a parlarne con cognizione di causa.
Nel 1978 crea quella che è probabilmente la prima fanzine italiana, Red Ronnie's Bazar a cui, ad ogni numero, è allegato un disco gratuito, introducendo il concetto, praticamente sconosciuto da noi, dell’autoproduzione (di cui parlò diffusamente, allegando anche costi, indirizzi e modalità in alcuni articoli sulle riviste Poster e Popstar.
Fonda l’etichetta Nice Label con cui produrrà la compilation “The Great Complotto” con le band del “movimento musicale” di Pordenone e l’esordio dei Rats, oltre ad un doppio live dei Throbbing Gristle.
E’ fino agli inizi degli anni ’80 un agitatore delle immobili acque italiane e permette a molti di addentrarsi per la prima volta nel contesto punk e new wave con uno sguardo disincantato e poco schierato (ricordo la stroncatura dell’album solista di Sid Vicious, descritto come un pagliaccio punk e la doppia recensione di “London calling” dei Clash, l’una da una visione punk ovvero visto come tradimento delle radici a favore di una rassicurante e redditizia commercializzazione , l’altra da una visione di amante della musica e con conseguente riconoscimento di quale capolavoro avevano appena partorito).
Incomincia a questo punto un declino verso il mainstream più totale con programmi come “Bandiera Gialla” ( anche se con “Be Bop a Lula” trovano ancora spazio personaggi come Stranglers o Virgin Prunes) e varie apparizioni a “Domenica In”, frequentazioni con Muccioli, candidature con il PSI di Craxi, la consulenza a Letizia Moratti ed esternazioni sempre più “discutibili”.

domenica, giugno 03, 2012

Soul Kitchen - Time of Wine and Roses

La rubrica domenicale di Rose e Vini a cura di madame Lilith.

Maggio e giugno, soprattutto questo perché tutto è un po’ indietro… sono i mesi in cui parlare di rose diventa superfluo, basta aprire gli occhi e guardare in giro……se poi si passa da un rivenditore non si può che rimanere colpiti dalla moltitudine di colori, tipi, varietà et novità……….
un delirio di petali e profumi.
quindi oggi si parla della Rosa Canina…..semplice , selvatica oppure integrata all’uso domestico……arbusto che in natura si allarga anche per 3 meti, libera, spinosa,leggera.
Fiori piccoli, lievi , perfetti in boccio, dal bianco rosato al rosa più intenso…….si trova spontanea anche negli incolti vicino ai fiumi, nei boschi,sugli Appennini fino ad una altitudine di 1300 m..
Viene usata molto spesso come porta-innesto per creare nuove varietà di rose considerate più pregiate…
MA…Se si pota drasticamente un arbusto danneggiato dal gelo, di una…mettiamo…rosa tea colr giallo ,profumata, altezzosa, regina della stagione, è possibilissimo che l’anno dopo ci si trovi con una fragile ma tenacissima Rosa Canina.

Alcuni consigli sul vino……..quando imbottigliare..
Fino ad oggi(3 giugno)…vini che si vogliono frizzanti
Dal 4 al 10 giugno……..vini che si vogliono tranquilli
Dall 11 al 16 giugno… vini da invecchiamento
Dal 19 al 25 giugno….l’unica operazione consigliata in Luna nuova è bere…
Dal 26 al 1 luglio…….col primo quarto di Luna..si ricomincia con il vino frizzante

sabato, giugno 02, 2012

Calcio Punito - The Greatest Foot'n'Ball Swindles: Scandali inglesi

Rubrica (a cura di Sir Alberto Galletti e consulenza di Mr. Wite)
"Calcio Punìto"The Greatest Foot'n'Ball Swindles
Scandali e obbrobri vari nella storia del calcio"


Il primo scandalo del calcio inglese coinvolse la superstar dell'epoca Billy Meredith del Manchester City e nazionale Gallese che fu trovato coplevole di aver pagato 10 sterline a un giocatore dell' Aston Villa, Alex Leake per perdere una partita del campionato 1904-05.
Fu squalificato per 18 mesi. Durante la squalifica si trasferì al Manchester United.

Nel 1915 ci fu uno scandalo scommesse incentrato sulla partita di campionato Manchester United 2-0 Liverpool che fu combinata con diversi giocatori di entrambe le squadre che beneficiarono delle scommesse fatte sul risultato "garantito".
Il Liverpool era salvo mentre il Manchester United era in piena lotta per non retrocedere.
L'arbitro notò una strana mancanza di impegno dei giocatori del Liverpool che sbagliarono anche un rigore sullo 0-0.
Dopo la partite vennero intercettate parecchie ricevute che dimostravano come ingenti somme erano state scommesse sulla vittoria dello United per 2-0 che era data 7/1.
L'inchiesta della FA,rapidissima, trovò che Turnbull, West e Whalley dello United e Sheldon (un ex), Miller,Pursell e Fairfoul del Liverpool si erano accordati.
Pagnam del Liverpool si accorse della combine durante la partita e minacciò di segnare un gol per rovinare il risultato, colpì una traversa a tempo quasi scaduto, tra le proteste dei compagni ,ma testimoniò contro di loro al processo.
Furono tutti squalificati a vita e poi riabilitati nel 1919 in quanto tutti si erano arruolati volontari nella I guerra mondiale, Turnbull morì in combattimento.
I due club risultarono estranei ai fatti e non perseguiti.

Nel 1964 fu scoperto che il calciatore Jimmy Gauld operava da anni combinando risultati di partite.
Costui indusse tre giocatori dello Sheffield Wednesday a scommettere sulla sconfitta della loro squadra due anni prima, quando vendette la storia al giornale People per 7000 sterline.
Quando il giornale pubblicò la storia fu costretto a cedere la fonte della notizia alla polizia che ascoltò le telefonate registrate tra Gauld e i tre giocatori che vennero squalificati a vita e finirono sotto processo.
Il giudice lo condannò a 4 anni di prigione (che dovette scontare) e a 5000 sterline di multa, sottolineando come fosse stato lui a rovinare gli altri tre che finirono a loro volta in prigione.
In tutto vennero condannati 31 giocatori.

venerdì, giugno 01, 2012

Il terremoto in Emilia e l'enfasi catastrofista dei media

Abito in provincia di Piacenza, sono emiliano.
Il terremoto è "tirato" (come si dice da noi) a pochi kilometri (meno di 100) e lo abbiamo sentito e pure parecchio.
La prima notte alle 4 si è mosso il letto tanto da svegliarci e la lampada della camera dondolava da paura.
La seconda volta, al lavoro, il pavimento ha oscillato per un po', si sono aperti i cassetti degli scaffali, a casa sono caduti un paio di quadri.
23 i morti, danni ingentissimi, situazione incerta di paura e preoccupazione.

Finalmente però trovo un articolo sulla Stampa che suffraga alcuni dubbi che mi giravano per la testa da giorni ma che non osavo dire:
ovvero il CATASTROFISMO dei media che parlavano di PAESI CANCELLATI , EMILIA DISTRUTTA, "CAVEZZO CHE NON ESISTE PIU'".
Scrive Michele Brambilla, di ritorno da luoghi del disastro:
Mi domando se chi dice e scrive queste cose sia stato davvero in questi giorni a Mirandola, Cavezzo, Rovereto sul Secchia, Medolla, Carpi.
Paesi che hanno subito danni ingentissimi e molti lutti: ma che esistono ancora.
Paesi popolati da persone in difficoltà: ma non ridotte alla fame.
Paesi in cui i capannoni crollati sono per fortuna una piccolissima percentuale, non la norma. Paesi in cui le abitazioni private hanno tenuto, grazie al cielo: anzi, grazie agli emiliani che le hanno costruite meglio che altrove...
Tutto viene enfatizzato a dismisura, a partire dalla paura della gente, che già ha buoni motivi per avere paura.
L’altra notte l’ho trascorsa in piedi fra la gente in tenda. Una notte certamente disagevole, soprattutto per la preoccupazione per il futuro.
Ma non ho visto alcuna scena di panico.
La mattina alle nove accendo la radio e sento: «Notte di terrore nelle tendopoli per sessanta nuove scosse».
Che ci sono state, ma non tali da essere percepite.
Non si tratta di sminuire la gravità di quello che è accaduto, ma di evitare che ai danni del terremoto si aggiungano quelli di un’informazione drogata.

giovedì, maggio 31, 2012

Maggio 2012. Il meglio.


Foto da lunchboxoddsox.tumbrl.com

Un quarto del 2012 e un po’ di nomi che ritroveremo nella top a fine anno.
Garladn Jeffreys, Jack White, Paul Weller, Motorpsycho, Quantic+Alice Russell, Leonard Cohen, Dojo Cuts, Micatone e Mark Lanegan, Fay Hallam, Off! .
Tra gli italiani Julie’s Haircut, Mr.T-Bone & Young Lions, Infernal Quinlan, Giardini di Mirò, Mike Painter/Viola Road, Redska, Lo.Mo, Sir Frankie Crisp, Glincolti, Rookies.


ASCOLTATO
GARLAND JEFFREYS - The king of in between
Una lunga carriera alle spalle, l’amicizia con Lou Reed, la frequentazione dell’underground new yorkese, eccellenti dischi di blues, reggae, soul, rock con quella “Wild in the streets” del ’73 ripresa da Circle Jerks e Chris Spedding tra gli altri.
Il nuovo album è eccellente, profondo, blues, un brano di duro ska, tono rauco, cattivo, insolente, un brano come “Til John Lee Hooker calls me”, rhythm and blues ruvidissimo in “Rock n roll music”.
Che roba ! Nella mia top 10 2012.

JULIE’S HAIRCUT - The wildlife variations
La storica band emiliana esce con un geniale EP di quattro brani che mischiano una base elettronica ad un mood psichedelico personalissimo e avant/art/rock.
Difficile da collocare tanto è particolare e originale. Grandissimi.

THE KIK - Springlevend
Olandesi, suonano come i Beatles del 1964, tra stupende melodie 60’s e un tiro che solo a tratti sconfina nel garage ma si mantiene in generale nell’ambito del miglior e più cristallino beat .
Un gioiello di purezza 60’s.

NICK WATERHOUSE - Time’s all gone
Americano, retro oriented, mischia rythm and blues di stampo 50’s , soul, boogaloo, mambo, un po’ di New Orleans blues e un mood piacevolissimo tra fiati, ritmi oscuri e atmosfere avvolgenti care ai primi 60’s.

FAY HALLAM & The BONGOLIAN - Lost in sound
Preziosa collaborazione tra la musa mod per eccellenza (Makin Time, Prime Movers, Phaze etc) e The Bongolian funambolica mente dei Big Boss Man e varie imprese soliste.
Il risultato è un gradevole e ben riuscito excursus nell’ambito del Hammond Soul con puntate in atmosfere bossa, beat, accenni all’accoppiata Julie Driscoll/Brian Auger e atmosfere 60’s in genere.
La voce di Fay è sempre perfetta, le songs ottime, il groove sempre azzeccato.

OFF! - Off!
La ex voce dei primi Black Flag e dei Circle Jerks poi, Keith Morris, , con membri di Redd Kross, Rocket from the Crypt e Burning Brides, alle prese con un HC punk di stampo californiano primi 80’s.
Sferragliante, rancido, cattivo, brani brevi e ignoranti di una violenza inaudita. Grandissimi.

GLINCOLTI - Glincolti
Quintetto veneto alle prese con un incredibile mix di fusion, jazz, prog, virate alla Zappa, richiami ai Battles, alla prima PFM, ai Primus, funk, intrecci strumentali pazzeschi ed imprevedibili e capacità strumentali da paura.

ROOKIES - Things never said
Garage beat che attinge dall’Olanda di Outsiders e Q65, dagli Stones di “Out of our heads”, da Love, “Nuggets”, Sick Rose e primi Chesterfield Kings.
100% purezza 60’s .

SUGARMEN THREE - What the world needs now
Storici artefici di un classico funk soul strumentale tornano con un ennesimo album dalla classica formula. Piacevole e groovy anche se piuttosto prevedibile.

SIR FRANKIE CRISP
Pugliesi, ex cover band di George Harrison, compongono un album di inediti che potrebbe tranquillamente essere un album perduto del buon George, per quanto è simile a livello compositivo, sonoro e nella voce. Sorprendente.

MADE - Is it different
La band spezzina confeziona un ottimo album di power pop, marcate influenze beat che riportano alla mente il sound degli Squire e del mod sound meno aggressivo. Dieci brani cristallini, puliti, ben costruiti ed interpretati.

HIVES - Lex Hives
La formula è sempre la stessa: high energy rock n roll con secchiate di new beat (Fleshtones), punk (Ramones) e un pizzico (ma appena appena) di soul.
Divertente, coinvolgente ma alla fine un po’ scontata e che si dimentica in fretta.

ASCOLTATO ANCHE:
JAPANANDROIDS (duo canadese dalle forti spinte altrock con Husker Du, Fugazi e Jane’s Addiction sullo sfondo. Ottimi), SNIPERDOGS (punk 77 con macchie di rockabilly, un po’ di NoFx e tanta potenza. Ottimi), WHITE FENCE (progetto solo di Tim Presley alle prese con una psichedelia di stampo UK tardo 60‘s, tra Barrett e primi Pink Floyd, Tomorrow, Kinks, freakbeat. Doppio album, 28 brani, molto interessante), TY SEGALL (e White Fence collabora a questo album sulle medesime coordinate garage psych lo-fi, piuttosto interessante) GOSSIP (non che avessi dei dubbi ma il nuovo album è davvero brutto. Avrà successo), DEVIN (da NY una specie di Johnny Thunders moderno (con dosi abbondanti di Strokes) con qualche spunto ma un decimo del mood dell’originale), NORAH JONES (jazzy, bluesy, ballads, carino nulla più), BRAD (side project di uno dei Pearl Jam ancora più noioso della band madre...tutto dire...), NOBRAINO (molto apprezzati dalla critica e dai media. Canzone d’autore un po’ “bizzarra”..mah..), METALLIC TASTE OF BLOOD (dalle parti di John Zorn: avant jazz, dub, chitarre che tagliano), INTERSTATIC (fusion jazz con punte prog e psych. Strumentale e interessante), CRIBS (solita broda inglese con rock punkizzato un po’ duretto un po’ melodico, alla fine anonimo), MISTERY JETS (album di rara noia). SPAIN (atmosfere bluesy e soffuse ma anche soporifere), TENACIOUS D (fanno rock volutamente tarro e sguaiato, l’uno è l’attore Jack Black. Ad aiutarli anche Dave Ghrol. Risultato divertente e bene fatto), COLD SPECKS (dal Canada, voce soul, atmosfere cupe, ballate intense, molto PJ Harvey) , THE VAN HOUTENS (italiani, sulle orme dei Fool’s Garden, quelli di “Lemon tree” con ballate graziose in vaudeville/Kinks. Possono fare successo), SMOKE FAIRIES (folk blues molto personale per un duo molto amato da Jack White), MASSIMO PRIVIERO e MICHELE GAZICH (12 brani della tradizione folk rock e non solo, rivisti con l’intensa voce di Priviero e il violino di Gazich, da Dylan a Seger, da Neil Young all’immortale “What a wonderful world”)

LETTO
ERRI DE LUCA - Il torto del soldato
Un’affascinante e morbosa storia di strani incroci tra nazismo e kabbalà ebraica.
De Luca torna al top con il nuovo lavoro, breve ma diretto come un pugno di Alì.

JAMES BROWN - I feel good. L’autobiografia
Il Padrino del Soul racconta dei difficilissimi esordi, dei successi e delle cadute, si autoassolve spesso, indulge un po’ troppo con l’enfasi, trascura molti particolari della carriera ma il libro si legge velocemente e con piacere.

MABINUORI KAYODE IDOWU - Fela Kuti, Lotta Continua
Un esaustivo racconto dell’intensa, difficile, violenta vita di lotta e musica, entrambi al servizio dell’Africa e da un profondo senso di giustizia in una Nigeria oppressa da dittature e neo-colonialismo.

COSE & SUONI
Si suona parecchio in giro con Lilith and the Sinnersaints, il nuovo album funziona più del solito e ne siamo davvero felici ( e sorpresi)
www.tonyface.it
www.lilithandthesinnersaints.com
News sui Beatles su www.pepperland.it by me

CALCIO
La Champions al mediocre Chelsea, del deludente campionato già si è detto, del marcio già si sapeva.
Piacenza giù in C2 e ormai a scontato rischio di cancellazione dal giro prof.
Bravo il Piacenza Basket ad arrivare ai play off di A2

IN CANTIERE
Lilith and the Sinnersaints live al “Lio Bar” a Brescia il 29 giugno e al Festival Anarchico a Sestri Levante (Ge) il 30.
Prosegue bene il libro sugli Statuto.
In arrivo il nuovo Assist in autunno.
A luglio una bella serie di concerti ed appuntamenti (Paul Weller, Excitments, Sharon Jones, PIL+Specials+Rancid e un bel po’ di cose per Lilith)

mercoledì, maggio 30, 2012

Get Back. Dischi da (ri)scoprire



La consueta rubrica mensile dedicata alla riscoperta di dischi dimenticati.

JAMES BROWN - Popcorn
Nella marea indistinta di album di JAMES BROWN “Popcorn”, del 1969 è un lavoro interamente strumentale che mischia una vena pre funk con il rythm and blues, il jazz, il modern jazz e il consueto inimitabile senso ritmico del Godfather of Soul.
Pee Wee Ellis giganteggia con il sax, mentre James si diletta all’organo ma anche alla chitarra e a tratti alla batteria.
Brani tiratissimi, eccellenza tecnica, groove a secchiate e la classica “The chicken” sopra tutto.

ELVIS PRESLEY - Reconsider baby
Una raccolta del 1990 che include vari brani blues o di ispirazione affine, dimostrando che Elvis non era solo quello di “Love me tender” o del rock n roll iniziale ma un cantante dalle possibilità illimitate e da una personalità artistica ben più ampia.
Stupende “Hi heel sneakers” di Tommy Tucker e “Stranger in my home town” di Percy Mayfield dal groove quasi funk mentre la title track di Lowell Fulson ci porta sulle classiche rive del Mississipi nel blues più profondo.
Ma il meglio è con il gospel blues di “Down in the alley” dei Clovers (composta da Jesse Stone autore anche di “Flip, flop and fly” e dell’immortale “Shake, rattle and roll”) e con “When it rains it really pours” di Billy The Kid Emerson, già nei Kings of Rhythm di Ike Turner.

LUCIO BATTISTI - Anima latina
Uno dei lavori più controversi e coraggiosi di Battisti, uscito nel 1974, all’apice del successo nazionale e che rimetteva in discussione la carriera, sperimentando pesantemente, incorporando elementi latini, prog con ampio uso di sintetizzatori e orchestrazioni ardite.
La stessa composizione dei brani è anomala, senza quasi mai ritornelli e con strutture spesso bizzarre tra brani di 6/7 minuti e brevi intermezzi di un minuto.
Chi lo considera il suo capolavoro, chi un capolavoro della musica italiana in generale, chi invece continua a dargli scarsa importanza.
In ogni caso un ascolto è indispensabile e interessantissimo.

martedì, maggio 29, 2012

Ramones

Nei giorni dell’uscita delle ultime frattaglie rimaste da gettare in pasto ai nostalgici (l’album solista “Ya know”, ultra postumo di Joey Ramone, fatto di demo rimessi insieme da vari estimatori con risultati alterni ma sostanzialemnte irritanti) un breve excursus su una delle band seminali della scena Punk rock (e non solo).

Difficile stabilire se i RAMONES siano stati il gruppo PUNK per eccellenza o se, al contrario, con il punk abbiano avuto sempre poco a che fare.
Lontanissimi da ogni impegno politico, dalla visione autodistruttiva di band come i Sex Pistols, dalle visioni gotico dark di certe frange che furono alla base della new wave, dalle ibridazioni tanto perseguite ai tempi con il reggae o altre forme musicali, ancora meno con la sperimentazione e l’avantgarde di fine 70’s.
Il loro è sempre stato un essenziale, ripetitivo, monocorde (o quasi) inno al divertimento su una base di sparatissimo rock n roll / garage / surf chitarristico di tre accordi tre, con melodie 60’s accattivanti e di immediata presa e testi teen , speso surreali e minimali.
A cui hanno aggiunto il monocromatico abbigliamento quasi fumettistico che tutti conosciamo e il vezzo del cognome “comune” Ramone (da uno pseudonimo usato da Paul McCartney).
Ma è inimmaginabile l’impatto rivoluzionario che ebbero a metà degli anni 70 (l’esordio discografico è datato aprile 1976) in epoca pre punk.
Aprirono per primi la strada ad una nuova era in cui tutti, seguendo il loro esempio, avrebbero potuto impugnare uno strumento e salire su un palco.
E da allora milioni di ragazzi in tutto il mondo lo hanno fatto.
I primi 5 album (anche se il secondo “Leave home” del ’77 è di caratura inferiore) sono essenziali ed esaustivi dello stile Ramones, dall’omonimo fulminante esordio del 1976, al capolavoro “Rocket to Russia” del 1977, dove allineano brani come “Cretin hop” , “Rockaway beach”, “Sheena is a punk rocker”, “Teenage lobotomy”, “We’re a happy family” e cover devastanti di “Do you wanna dance’” e “Surfin bird”), attraverso l’irresistibile “Road to ruin” e l’irraggiungibile doppio live “It’s alive” del 1979.
Inizia una serie di album meno convincenti speso scontati e ripetitivi, fatti di alti e bassi, a partire dal controverso “End of the century” del 1980 con la produzione di Phil Spector che addolcisce molto l’impatto del gruppo, portandolo su spiagge più pop.
Si fanno ancora notare “Pleasant dreams”, “Mondo bizzarro” del 1992 (che segna l’uscita di Dee Dee Ramone) e l’album dell’addio “Adios Amigos” del 1995 che prelude nell’agoso del 1996 all’ultimo concerto della band a Los Angeles.
Purtroppo gli anni seguenti vedranno le tragiche scomparse di Dee, Joey e Johnny mentre rimane Marky a portare sempre in giro un patetico ricordo di una delle più grandi fun band di tutti i tempi.

lunedì, maggio 28, 2012

Suonare dal vivo ai tempi della crisi



Aretha Franklin non si preoccupava tanto di intonare una caldissima "Think" nel suo bar "Soul Food" nel film "Blues Brothers" nè Sonny Boy Williamson di suonare l'armonica in strada da qualche parte in USA.

Nel tour che stiamo facendo con Lilith and the Sinnersaints sta emergendo con sempre più evidenza una nuova modalità di fare concerti ma soprattutto DOVE.
La nostra band può essere configurata, per comodità, in una fascia medio bassa (un'etichetta alle spalle, Alphasouth, una distribuzione nazionale ed internazionale, Audioglobe, copertura mediatica su tutte le principali riviste italiane, qualche passaggio a RadioRAI, un minimo di interesse da parte di pubblico e critica e un discreto numero di concerti a prezzi che coprono di poco il rimborso spese).
Le ultima date le abbiamo fatte al "Bar Dante" di Acqui Terme. Come dice la parola un BAR, nè più nè meno, senza palco, impianto minimale, spazi strettissimi.
Già lo avevamo fatto a Monza, al "Lybra", alle 19 (dopo ci sarebbero stati problemi con il vicinato). Ad Asti abbiamo suonato in una chiesa sconsacrata. Sabato vicino a Varese A CASA di Paolo dei (band eccellente) Lo.Mo, al "Sur Le sofa".
Concerti andati benissimo, pubblico interessato, appassionato, tanti CD venduti e grandissimo, diretto, feeling tra gruppo e spettatori.

La crisi (economica, sociale e artistica) ha ridotto gli spazi, i locali tradizionali spesso sono costretti alla chiusura, alla drastica riduzione dei concerti e a non poter più rischiare su nomi "medio-bassi" ma solo su quelli "garantiti" (soliti noti, cover bands, nomi locali), i festival estivi seguono la medesima prassi, i budget a disposizione sono sempre più ridotti.

E allora LA MUSICA si ritaglia NUOVI SPAZI, improbabili forse, estremi, precari, ma che continuano a dare voce, con forza (disperata ?), a chi vuol fare musica, suonare, proporre, esporre la propria ARTE (anche se MEDIO-BASSA).
Una realtà che continua a pulsare nonostante le macerie.
E allora grazie a chi continua a crederci, ai bar, a Paolo e a tutti coloro che si reinventano un nuovo modo di espressione.
CON OGNI MEZZO NECESSARIO.

domenica, maggio 27, 2012

Soul Kitchen - Time of wine and roses


Torna la rubrica domenicale di Madame Lilith a base di rose e vini.

L.D:Braithwaite………(Lilì Devil Blues)
Sottotitolo Lady wine
Sempre di David Austin dell’88, è un ibrido di rosa tea, adatta ad aiuole e siepi leggere, rifiorisce abbondantemente, profumata di un soave e misterioso sentore di the, ha fiori grandi, maestosi di un rosso cremisi quasi orientale il profumo aumenta con la maturazione della corolla che si appiattisce mostrando un cuore ricco di petali disposti in quarti………aspetto la seconda fioritura …….
Mi scuso…nel più traballante maggio delle piogge…ho avuto da fare.

Barbera Pelo di Lupo
Arrivato per posta e gustato a distanza di pochi giorni, con piacere….rosso trasparente, velato terracotta, buono, che sembra leggero ma non è..saporito con un accentuato ed importante aroma di cigliegia.
Matura, ……..è stato un dono molto gradito e in un attimo finito………..da servire con salumi, lasagne verdi ai funghi e formaggi di mucca , anche di quelli che sudano tra le crepe….grazie a Mr C.e Signora……….

sabato, maggio 26, 2012

Back in the 60's



Due album che ci riportano nei profondi 60's, senza contaminazioni nè intermediazioni sonore.
Così è, se vi piace.
A ME PIACE !

I ROOKIES operano nella Valtidone (che ha partorito cose che voi umani...tra cui i NOSTRI amati Temponauts), profonda provincia di Piacenza, dalla metà degli anni '90 per volere iniziale di Attilio Fellegara, prime mover della scena neo 60's piacentina e nazionale, che diede vita, oltre anche agli HERMITS, al FESTIVAL BEAT (poi "rilevato da un altro insano prodotto della Valtidone, Gianni Fuso Nerini).
Cambiata più volte la line up, giungono a questo, secondo, album, "Things ever said" con un sound (riprodotto rigorosamente in vinile, in 250 copie) sfacciatamente debitore al Dutch Beat di bands come Outsiders e Q 65 ma che assimila anche influenze USA di Love e 13th Elevator (oltre a buone dosi di suoni dalla mitica compilation "Nuggets") e degli Stones 1965, quelli di "Out of our heads".
Aggiungiamo un po' di primi Sick Rose e dei Chesterfield Kings del primo album e abbiamo il quadro completo di ciò che riservano questi grandi 12 brani dove una ritmica precisa e potente sorregge le chitarre di Simone Modicamore, sempre incisive, creative, personalissime e una voce adattissima al genere e perfettamente inserita nel contesto.
Supportiamo la musica e i gruppi che fanno tutto con passione, amore e dedizione totale.

Ho parlato di Olanda per i Rookies e dall'Olanda arrivano i THE KIK all'esordio con "Springlevend" un album che sembra una lista di brani perduti da "A hard day's night" dei BEATLES.
Suonano esattamente come i Fab Four di quel primo semestre del 1964 con un'aggiunta di primi Who, Kinks, Yardbirds e Monkees qua e là.
E il risultato è un beat freschissimo, solare, sereno e divertente.
Poco altro da chiedere, ascoltare e goderne!

THE 60's ARE BACK !!

venerdì, maggio 25, 2012

Back in the USSR

Lilith and the Sinnersaints a Acqui (AL) e Varese



Si chiude oggi, 25 maggio, al "Bar Dante" di Acqui Terme, Alessandria e domani, 26, a Varese al "Sur Le Sofa") il tour primaverile di "A Kind Of Blues" di LILITH AND THE SINNERSAINTS.
Spazio da fine giugno alle date estive:

29.06.2012 Lio Bar @ Brescia
30.06.2012 Festival Anarchico @ Sestri Levante
06.07.2012 Masnada @ Brugherio (MI)
07.07.2012 Friction Festival @ Spilamberto (MO)
25.07.2012 Spazio 4 @ Piacenza + i guests dell'album

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