domenica, aprile 28, 2013

La storia dei NOT MOVING - Secondo semestre 1986



Nelle foto: in tour con il furgone, foto promo scartata, vari scatti dal vivo, gli ultimi due a Nusco (AV).

“Sinnermen”, nonostante la nostra insoddisfazione per il risultato finale (rimixato malamente e con copertina anonima totalmente diversa da quella scelta da noi.La versione “ufficiale” vedrà la luce solo nel 2009 per la GoodFellas per mano, ironicamente di quello stesso Simone Fringuelli che al tempo fu responsabile del misfatto), trova un ampio consenso di critica e anche di pubblico, riuscendo a piazzare parecchie copie in vendita, anche se, come sempre, non sapremo mai quante copie effettivamente siano state stampate e vendute (ovvero non abbiamo mai visto un soldo).

La serie di concerti prosegue in tutta Italia riempiendo locali e spazi all’aperto dal solito nostro “Pluto” a Piacenza, a Cremona a Porta Mosa (dove finiamo sotto un diluvio, imperterriti bagnati da capo a piedi incuranti, nonostante i fonici ci urlino di tutto, del pericolo di rimanere fulminati...), Treviso (con gli Scary Melodies ad aprire), Pisa al Giardino Scotto, alla Festa dell’Unità di Certaldo (FI) davanti a più di mille persone impazzite, a Padova in Piazza Mazzini (finito il concerto ce ne andiamo a Venezia a girare e a bere tutta notte), a Verona (con Underground Life e DHG).
Il 1° agosto siamo a Nusco (Avellino), con Violet Eves e Paranoja, ancora ferita dal terremoto di qualche anno prima, a suonare davanti alla case di Ciriaco De Mita (a cui Lilith non risparmia qualche battuta pubblica) poi a Diano Marina (Imperia) in piazza con i quasi esordienti Ritmo Tribale.
Torniamo al sud in ottobre, al “Ramblas” di Taranto (dove troviamo gente ad attenderci nel pomeriggio per foto e autografi ! E dove all’inizio del concerto si rompe la macchina del fumo/ghiaccio secco che in pochi minuti inonda il locale e rende l’atmosfera claustrofobica: non si vede nulla, noi suoniamo, la gente urla, qualcuno ha paura, noi anche..una finestra provvidenzialmente aperta risolve in breve la situazione) e in piazza ad Acireale (Catania).
Siamo di casa al “Pluto” di Piacenza (dove ogni tanto improvvisiamo anche brevi concerti alla fine di quell idegl ialtri, vedi in dicembre dopo gli Effervescent Elephants).
I gestori decidono di realizzare una compilation a cui accettiamo di partecipare con una versione di “You gotta move” di Fred McDowell, ripresa anche dagli Stones su “Sticky fingers”.
La registriamo nel mio studio Audiar in cui lavoro, da poco, a tempo pieno.
Ma ci beviamo su un po’ troppo e il risultato finale non è dei migliori.
Decidiamo così di partecipare sotto falso nome, Mad Strippers.

I rapporti con la Spittle non sono dei migliori ma il lavoro promozionale svolto e il riscontro che di conseguenza sta avendo l’attività live ci induce a continuare a lavorare con loro, perlomeno per un ulteriore passo discografico che è già in cantiere e che vuole cogliere l’urgenza dei nuovi brani che si affollano in repertorio.
Sui nostri giradischi girano da un po’ i vinili in arrivo dall’Australia di Hoodoo Gurus, Lime Spiders, Celibate Rifles che coniugano così bene il suono chitarristico e duro di certo punk con le melodie 60s’ a cui siamo così affezionati. E i nuovi brani si indirizzano proprio in quella direzione.

1 commento:

  1. Un appuntamento appassionante e storie bellissime

    RispondiElimina

Related Posts with Thumbnails