mercoledì, maggio 16, 2012

Mod Heroes: The High Numbers



L'inizio di carriera degli WHO fu, come spesso accade, piuttosto convulso con i classici cambiamenti di nome e formazione.
Dai Confederates con Pete Townshend e John Entwistle del 1959 ai Detours, nel 1961, band di Roger Daltrey e John a cui si aggiunge di lì a poco Pete, fino a The Who, nell'aprile del l964 con l'arrivo di Keith Moon (proveniente dai Mark Twain and the Strangers prima e da Clyde Burns and the Beachcombers poi.
Ma nello stesso tempo il nuovo manager PETE MEADEN, uno dei prime movers della scena MOD decide di cambiare il nome della band in un logica strettamente collegata ai MODS.
Gli Who diventano HIGH NUMBERS, vengono abbigliati in pieno stile mod (cultura a cui Pete era comunque già molto vicino), frequentano i locali e gli allnighter mod e macinano un repertorio a base di classici rythm and blues.
La vita della band durerà molto poco, giusto qualche mese, fino a novembre del 1964 quando ritornano ad essere definitivamente THE WHO.
Esce nel frattempo (il 3 luglio 1964) il singolo (fallimentare) "Zoot suit" / "I'm the face" (l'una cover di "Misery" dei Dynamics, l'altra di "Got live If you want it" di Slim Harpo, con testi riscritti a sfondo mod e accreditati compositivamente alla band).
In agosto Chris Stamp e Kit Lambert prendono il posto di Meaden nel management, la band suona una ventina di concerti (tra Blackpool, Brighton, Londra) tra cui un supporting ai Beatles e ai Kinks, il 16 agosto a Blackpool e a Gerry and the Pacemakers e un'apparizione alla BBC il 24 agosto.
In ottobre provinano alcuni brani per la EMI.
Cambiano nome di nuovo in The Who in novembre, suonano per 16 date consecutive al Marquee a Londra e nel gennaio 1965 esce "Can't explain"....
Risalgono al periodo High Numbers (settembre 1964) le prime distruzioni di chitarra e batteria in concerto.

Il repertorio di allora comprendeva brani come: Smokestack Lightning, Walking The Dog, I'm A Man, Memphis Tennessee, I Gotta Dance To Keep From Crying, You Really Got Me (quella dei Kinks !), Young Man Blues, Green Onions, Long Tall Shorty, I Gotta Dance To Keep From Crying, Pretty Thing, Money, Here 'tis, oltre a vari brani strumentali spesso improvvisati sul palco.

32 commenti:

  1. Ciao Tony,scusa il disturbo, OT : c'è qualche musicista fra i frequentatori del blog che suona strumenti accordati a 432 hz ?

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  2. piccola curiosità, i why and because sono da chiarire: all'inizio del 1965 e per qualche mese (devo controllare) il loro nome diventò per i concerti "the who london 1965"

    altra cosa, le registrazioni degli high numbers, anche quelle live uscite a posteriori su famosi bootlegs ed ufficialmente,, hanno una qualità audio ed una pulizia notevole, specialmente per l'epoca. talvolta superiore a cose uscite in seguito come who

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  3. Non sapevo dei Who London 1965. Non è riportato da nessuna parte che ricordi.
    E' vero, qualità altissima (alcuni demo furono registrati ad Abbey Road) anche se il contenuto artistico è abbastanza scontato, in linea con le beat bands d'epoca (più orientate però verso il rock n roll / blues alla Beatles/Stones e pure Kinks che verso il rythm and blues)

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  4. cè qualcosa a riguardo qui (ho accorciato il link)

    http://tinyurl.com/c6v5mkm

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  5. "Risalgono al periodo High Numbers (settembre 1964) le prime distruzioni di chitarra e batteria in concerto."
    Ecco, questa è una cosa di cui non so niente se non per sentito dire o per leggende metropolitane.
    Ma perchè sfasciavano gli strumenti? E soprattutto, quali strumenti sfasciavano? Quelli con cui facevano i concerti? E se sì, ma quanti cazzo di soldi guadagnavano per poterselo permettere?
    Se ne sapete qualcosa, sarei curioso di capirne di più.

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  6. e ce l'ho pure il libro ma non ricordavo il particolare

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  7. La prima rottura di chitarra pare sia stata casuale.
    Keith Moon si accodò per solidarietà sfasciando la batteria.
    L'originalità della cosa fece parecchio presa sul pubblico che incominciò ad affollare i concerti per vedere quelli che "rompevano gli strumenti".
    Divenne un'attrazione.
    Agli inizi sfasciavano gli strumenti con cui suonavano (e in effetti i primi veri guadagni arrivarono anni dopo, nonostante i successi di classifica), in seguito incominciarono ad usare strumenti riparati dallo sfascio precedente, ad inserire fumogeni per rendere più caotico il tutto, utilizzare insomma degli espedienti un po' meno costosi.
    Ma in generale Townshend se ne è sempre abbastanza fregato demolendo preziose chitarre e altrettanto costosi ampli a suo piacimento , quando gli girava.

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  8. all'inizio Townshend sfasciò casualmente il manico di una chitarra contro un soffitto basso di un locale durante un act particolarmente esagitato,poi visto che la cosa faceva "scena" comionciò più o meno sistematicamente a distruggere chitarre ogni volta che lo riteneva opportuno. Però c'era un tecnico che era incaricato di riaggiustare e riassemblare i vari pezzi ad ogni distruzione...non è che ogni volta si sfasciasse uno strumento nuovo

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  9. Non sono così esperto come voi su THE WHO, ma ho quei singoli degli High Numbers su un cofanetto retrospettivo e la voce di Roger Daltrey è talmente diversa da avermi sempre fatto sospettare che non fosse lui a cantare!
    Henry Trave

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  10. no no era lui ma erano i brani molto diversi da quello che uscì poco dopo.
    Sound e registrazione più pulita ed "educata"

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  11. Tra l'altro, ma correggetemi se sbaglio, i problemi di udito di Pete sarebbero iniziati a causa dell'esplosione di un petardo sistemato nella gran cassa di Keith. Se non sbaglio dovrebbe essere l'esibizione televisiva all'inizio del doc "The Kids Are Alright". Is dèt correct?

    In effetti il sound in studio degli Who nei sixties era qualitativamente ben al di sotto di altre produzioni. Non ho ben presente le registrazioni degli High Numbers, ma se le han fatte ad Abbey Road;-)...la differenza tra le produzioni EMI e il resto si sente...tra l'altro anche molte versioni, nel senso dell'esecuzione, delle canzoni di Townshend&co sono meglio dal vivo che in studio, sècond mi...

    W

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  12. A giudicare dall'altezza del locale nella seconda foto, potrebbe essere il luogo in cui Pete "Freddy Kruger" Townshebd sfracellò la prima paletta contro il soffitto...

    W

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  13. non improbabile...
    x Charlie: ti ho lasciato l'indirizzo nel post di Black Market Face.
    Cmq è info at lilithandthesinnersaints.com

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  14. Può essere, sembra poco più di una festa in casa. Ci han fatto il video (o un pezzo di video) di I can't explain" li dentro, ricordo bene il maglione strepitoso di Roger, lo sfondo dietro la batteria e gli occhiali di canappia Townsend.

    A.G.

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  15. a prop di pete
    ieri ho condiviso il "video" di uno delle sue piu' scandalose e misconosciute produzioni :)
    su stiff records, fine 70s'

    http://www.youtube.com/watch?v=q2DG-cP5ir8

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  16. Angie! ex brit-bambina prodigio...
    Questa chicca è a cura dello stesso produttore di Radio Kills the radio stars, Trevor Horn, che nella sua biografia racconta dell'esistenza di una versione in cui la linea vocale è fatta dallo stesso Pete utilizzando una bomboletta di elio per ottenere l'effetto 'kid vox'...l'esperimento avrebbe ispirato i Clash per la versione di Career Opportunitees su Sandinista, ma nessuno lo sa!

    W

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  17. Grazie per le spiegazioni sullo "sfascio", in effetti se usavano strumenti appositi la cosa mi torna un po' di più.
    tony, non so come era per i Not Moving, ma sfasciando una chitarra e un ampli a concerto io avrei potuto fare non più di un concerto all'anno...
    :)

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  18. Secondo me hanno cambiato così tante volte il nome della band perchè prima sfasciavano gli ampli degli altri gruppi!

    Pensando alle devastazioni townsendiane non posso non rimembrare il chitarrista dei Placebo che ficcò una chitarra nel cono di un ampli a San Remo...per altro, non fece un danno molto spettacolare. Una botta e via, invece Pete stava lì a infierire anche sui pezzetti rimasti...che rock allo "sfascio", vuoi mettere?...

    W

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  19. Con i Not Moving e anche con Lilith (e pure gli Hermits) ho talvolta "sfasciato" la batteria buttando tutto per aria e prendendolo a calci.
    A parte qualche riga qua e là non si è mai rotto nulla e la batteria è sempre quella e la uso tuttora.
    Gli Who già nel febbraio del 1965 piazzavano "Can't explain" in classifica all'8° posto ovvero un pacco di copie vendute. E parlo del primo singolo di un gruppo di successo in Inghilterra.
    Di conseguenza soldi e una certa disponibilità economica.

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  20. grandi sia come high numbers che e sopratutto come who

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  21. poco male,Allelimo

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  22. Su "The Kids are Allright" (il film) c'è una sequenza in cui sono state montate tutte le distruzioni di chitarra ad opera di Pete. Una sofferenza!

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  23. Eh si! Anche perchè non usava mica delle Davoli Cobra!

    W

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  24. Non so agli esordi,ma negli anni seguenti molti miei amici più "anzianotti" che videro i WHO dal vivo (soprattutto nel tour italiano del 1967) sostengono che quelle chitarre erano poste dietro all'amplificazione ed erano già inservibili e semi distrutte,praticamente distruggeva dei rottami.
    Questo a detta di chi era vicino al palco...ma non sono al corrente di tutti i risvolti,posso solo riportare voci che ho ascoltato da più parti autorevoli.

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  25. Grandissimi High Numbers in Amazing Journey..forse le loro uniche immagini riprese..
    Quanto alle chitarre Pete l'ha dichiarato piu' volte..effetti scenici con repaired guitars e talora anche no (a loro volta repaired x la prox volta)
    C

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  26. Infatti molto spesso ha utilizzato chitarre "di fortuna" per l'effetto scenico (nei 60's e anche nei 70's non potevano finire lo show senza distruggere qualcosa, era compreso nel biglietto) ma non era raro che la cosa fosse invece spontanea.

    Mi ricordo invece di Patti Smith a Bologna nel 79 suonare tutto il concerto con una Rickenbacker, mi sembra e sul bis finale prenderne un'altra, visibilmente una sottomarca, per poi romperla "alla" Townshend

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  27. C'è una foto di Pete con appese al muro dietro di lui una serie di Rickenbacker sfasciate...
    Un giorno poi andò in California alla fabbrica della Rick. I liutai, ricorda Pete, lo guardarono e trattarano malissimo.

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  28. Beppekin, per 432 Hz intendi mezzo tono sotto?

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  29. La distanza tra il 'La Verdiano' e il semitono sotto è in effetti impercettibile...
    Io e i miei da sempre usiamno il semitono pieno sotto. La differenza dovrebbe essere sotto i 40 hz, difficilmente percettibile.
    Il La 440 mi è sempre stato sulle balle a me!
    (Non sono un complottista Omega, solo 3 anni fa ho scoperto della diatriba :-)
    Ma in effetti mi ha sempre suonato meglio, e non per presunte facilitazioni sul canto, ma perchè alla lunga mi stufa meno le oregie e le corde più rilassate 'janglano' che è un piacere, soprattutto sulle gradazioni da 0.11 in su.
    Poi da quando ho scopetro che il La 440 fu forzatura austriaca ho deciso che non era roba per me.
    Anche se in effetti il La 440 hz è molto più casula.

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  30. OOOppps...errore!
    Intendevo: La differenza dovrebbe essere sotto i 40 CENTESIMI ovviamente...

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