lunedì, luglio 10, 2017

David Spinozza



La rubrica DARK SIDE OF THE SUN va alla scoperta di quei personaggi rimasti sempre nell'ombra di grandi artisti (talvolta parenti stretti) ma essenziali nella loro carriera senza godere mai delle luci della ribalta. Dopo Enrico Ciacci (fratello e chitarrista di Little Tony), Ian Stewart pianista fondatore dei Rolling Stones, Simon Townshend, fratello di Pete, il padre/manager di Paul Weller, John Weller, Marco Pirroni, da sempre nelle retrovie di alcuni tra i principali act della scena punk/new wave, Andy Summers, nomade della musica dagli anni 60 ad oggi, Pat Smear, dai Germs ai Nirvana ai Foo Fighters, l'attore Gianni Agus, Chris Spedding, Henry Padovani escluso dai Police poco prima dell'esplosione commerciale, Bruce Foxton, da sempre nelle retrovie con Jam, Stiff Little Figers, Casbah Club, Glen Matlock fuori dai Sex Pistols appena prima del successo, il grande batterista Jim Keltner, Steve Jones, ex Sex Pistols e tanto altro, Dave Davies dei Kinks, Ari Paffgen (figlio di Nico e Alain Delon), Linda Eastman , Daryll Jones dei Rolling Stones, Jack Nitzsche, produttore e compositore, Jimmy Nicol, per un attimo batterista dei Beatles, parliamo oggi del chitarrista DAVID SPINOZZA.

Le precedenti puntate qui:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Dark%20side%20of%20the%20sun

DAVID SPINOZZA chitarrista di cui in pochi ricordano il nome ma che è stato protagonista di album se non basilari comunque firmati da eccellenze della storia del rock.

A partire dalla collaborazione con PAUL MC CARTNEY in "Ram" a cui seguì quella con JOHN LENNON, poco dopo, in "Mind Games". Nei primi 70's Paul e John erano piuttosto scorbutici l'uno con l'altro e David temeva che se John avesse scoperto la precedente collaborazione con Paul lo avrebbe licenziato. John si limitò a commentare che "Paul sapeva come scegliere la gente migliore".

Per non farsi mancare niente suona anche su "Ringo the 4th" di RINGO STARR.

Lo troviamo anche con Yoko Ono, James Taylor, Gil Scott Heron (in "Free Will"), Billy Joel (nella famosa "Honesty"), Aretha Franklin, BB King, Paul Simon, Herbie Mann, Dr,John, Yusef Lateef, Danny Hathaway e in numerose colonne sonore, tra cui "Dead Man Walking".
Suona con L'IMAGE con star dello strumento come Tony Levin, Steve Gadd, Warren Bernhard e Mike Mainieri.

sabato, luglio 08, 2017

Il cinema nel deserto del Sinai



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
I precedenti post:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

All'inizio degli anni 2.000 uno strano personaggio francese si trovò nel mezzo del deserto del Sinai in Egitto e dopo (pare) qualche canna decise che quel posto era una perfetta location per proiettare dei film. Tornò al Cairo, acquistò una serie di poltrone da un vecchio cinema, un proiettore, uno schermo e lo fece montare nel luogo a lui tanto caro.

Ma la sera della prima proiezione il generatore di corrente "misteriosamente" saltò (pare che la popolazione locale non fosse entusiasta dell'idea dello straniero) e nel cinema del Sinai non fu mai proiettato nulla.
L'attrezzatura è ancora lì (come documenta il blog estone http://www.kaupokikkas.com/blog/2014/3/7/end-of-the-world-cinema

Gli STADIO hanno girato il video "Il paradiso con te" da "Donne & colori" del 2.000 proprio in quel luogo.

https://www.youtube.com/watch?time_continue=56&v=poQ5Q1c5UVE

Libertà, Freak Antoni, Beatles a Bologna



Domani sul quotidiano di Piacenza LIBERTA' nell'inserto "Portfolio" diretto da Maurizio Pilotti nella rubrica "La Musica Ribelle" scrivo un articolo sul concerto di Little Steven a Pistoia, con poco pubblico, che invece affolla a decine di migliaia quell idi Springsteen di cui lui è da sempre stretto collaboratore. Poi del diritto all'oblìo per i musicisti (http://tonyface.blogspot.it/2014/11/le-recensioni-negative-e-il-diritto.html), di Lennie Tristano e la sua "Turkish mambo" (http://tonyface.blogspot.it/2017/04/lennie-tristano-turkish-mambo.html).

Nella foto il numero della scorsa settimana.



Venerdì 14 luglio alle 18 modero l'incontro con DANIELA AMENTA autrice del libro FREAK OUT - Freak Antoni psicofisiologia di un genio
A Fiorenzuola (Piacenza) - Piazza Verdi



Astrid Kirchherr with the Beatles

Palazzo Fava , Bologna, via Manzoni 2 dal 07/07/2017 al 09/10/2017

I dettagli qua: https://www.genusbononiae.it/mostre/astrid-kirchherr-with-the-beatles/

venerdì, luglio 07, 2017

Robert Fripp - Exposure



Rock goes punk è una rubrica che esplora in una serie di post gli album di gruppi provenienti dal rock (più o meno) classico e che furono influenzati da punk e new wave. Dopo i primi due album solisti di Iggy Pop, "The idiot" e "Lust for life" del 1977 e la trilogia di Lou Reed il 1978 e il 1979 "Street hassle", "Take no prisoner" e "The bells", Marianne Faithfull e "Broken english" Nico e "Drama of exile", John Cale e "Sabotage"parliamo oggi di "Exposure" di ROBERT FRIPP.

I precedenti post qui:

http://tonyface.blogspot.it/2017/05/iggy-pop-idiot-lust-for-life.html

ROBERT FRIPP è il grande guru della chitarra ma soprattutto un compositore, un genio della musica, della produzione, dell'avanguardia.
Di conseguenza mai indifferente a quello che gli succede intorno, pronto a cogliere la novità, i suoni più moderni e freschi.

E così all'esplosione del punk e della new wave entrò in qualche modo in quel mondo, assorbendone le parti più creative e propositive.
Suona con e collabora con Blondie, David Byrne e le Roches, segue la scena e i concerti.

Nel suo esordio solista del 1979 (che aveva incominciato a registrare a metà 1977) si sente.
In realtà l'album (facente parte di una specie di trilogia che comprendeva il secondo di Peter Gabriel e un album di Daryl Hall, entrambi qui presenti) abbraccia una gamma di stili e di influenze molto ampia (dalla sperimentazione con i suoi avanguardistici Frippertronics al rock (quasi) tradizionale al tipico sound alla King Crimson).

Ma ovunque aleggia un gusto new wave o addirittura punkeggiante come in “You burn me up I’m a cigarette” cantata da Daryl Hall.
Ad aiutarlo ci sono anche, tra gli altri, Peter Hammill (che canta in tre brani), Brian Eno, Phil Collins, Tony Levin, Jerry Marotta, Narada Michael Walden.

Video promo dell'album:

https://www.youtube.com/watch?v=X1NkphFI3oQ

giovedì, luglio 06, 2017

Soul Train



SOUL TRAIN è una trasmissione televisiva andata in onda in USA dal 2 ottobre 1971 al 26 marzo 2006. 35 anni in cui è passato oltre un migliaio di artisti neri del giro soul, rhythm and blues, rap, hip hop, funk, jazz, disco, gospel. Rare le apparizioni di musicisti bianchi: David Bowie, Elton John, Sting, Manhattan Transfer, Beastie Boys, Average White Band tra gli altri.

Infinita la lista dei grandi della BLACK MUSIC, da James Browm ad Aretha Franklin, Marvin Gaye, Chuck Berry, Al Green, Herbie Hancock, Isaac hayes, Ike and Tina Turner, Michael Jackson, Impressions, Curtis Mayfield, Temptations, Stevie Wonder etc.

Condotta dalla voce profonda e suadente di DON CORNELIUS (che ne fu anche l'ideatore e produttore, donando così agli afro americani una trasmissione tutta per loro), suicida nel 2012 (dopo aver subito un processo per violenza domestica) divenne seguitissima e fu un trampolino di lancio per molti musicisti.
All'interno, oltre alle band anche esibizioni di ballo (la "Soul Train Scramble Board" e la "Soul Train Line".

E infine la famosa conclusione di Don che salutava tutti sempre con la stessa frase: "...and you can bet your last money, it's gonna be a stone gas, honey. I'm Don Cornelius, and as always in parting, we wish you love, peace...and SOUL!"

STEVIE WONDER a Soul Train
https://www.youtube.com/watch?v=7SUEyf_2fbo

JAMES BROWN a Soul Train
https://www.youtube.com/watch?v=AsVyPAVBzRQ

ARETHA FRANKLIN a Soul Train
https://www.youtube.com/watch?v=TYxo6C9eNSQ

IKE AND TINA TURNER a Soul Train
https://www.youtube.com/watch?v=QJJFRxuIu9c

mercoledì, luglio 05, 2017

Chris Dean (Redskins)



Una delle storie più particolari e intriganti della storia della musica post 77.
CHRIS DEAN fu il leader, compositore, ideologo dei REDSKINS, una delle migliori band apparse sulla scena inglese negli 80's .

La band visse tra il 1982 e il 1986, lasciò una serie di esplosivi singoli e un ottimo album come "Neither Washington Nor Moscow", all'insegna di un SOUND RUDE che mischiava soul e punk ("Walk like the Clash, sing like the Supremes" era il loro slogan).
Testi impregnati di socialismo militante, tanti concerti e un seguito forte e fedelissimo.
Dopo lo scioglimento Chris sparisce dalla circolazione.
Va a vivere a Parigi ma da allora nulla si sa più di lui.

Ricompare brevemente con un nuovo progetto chiamato P-MOD e successivamente in un altro dal nome Chris Dean & The Crystallites.
Dei primi pare esista un demo, mandato a John Peel ma (pare) mai trasmesso.
Nessuno dei vecchi amici ha più ritrovato le sue tracce.

Spesso alcuni giornalisti o semplici fan provano a verificarne la raggiungibilità ma senza successo.
Ci ha provato anche il sottoscritto e dopo un'intensa e accurata ricerca ho ricevuto un'attendibile risposta da parte di Bazza (thanx Cpt. Stax), che curò per un periodo un sito dedicato ai Redskins:

“Chris vive a New York in questo momento, non lontano da casa mia.
Musicalmente ha fatto pochissimo dopo i Redskins, io posseggo un paio di canzoni composte dopo lo scioglimento.
Una grande agenzia di concerti ha provato più volte a fare offerte per rimettere insieme la band, anche solo per pochi concerti, ma Chris non è assolutamente interessato. Anche se possiede sempre la chitarra di Joe Strummer”

martedì, luglio 04, 2017

Nikoloai Federov, il bolscevismo e la ricerca tecnologica dell'immortalità



Come sempre molto interessanti gli interventi di ANDREA FORNASARI.
Illuminante direi, in questo caso
.

Per il pensatore russo dell'Ottocento Nikolai Federov (1828-1903) la natura è un nemico, perché condanna l'individuo all'estinzione.
L'unico progetto umano degno di nota è dunque la lotta titanica per raggiungere l'immortalità: non solo quella delle generazioni future, ma di tutto il genere umano.
La sfida dell'uomo è la resurrezione tecnologica dei morti.

Sembra incredibile che queste fantasie possano aver avuto un'influenza pratica, eppure il pensiero di Federov fu una delle correnti intellettuali che plasmarono il regime sovietico.
I bolscevichi credevano che l'uomo fosse destinato a dominare la natura e, influenzati da Federov, credevano che la tecnologia potesse emancipare l'umanità persino dal pianeta terra.

Le idee di Federov ispirarono l'ingegnere missilistico Konstantin Tsiolovsky (1857-1935) e attraverso lui la prima generazione di cosmonauti, pervadendo il regime sovietico per tutta la durata della sua storia. La visione federoviana di un'umanità come specie eletta, destinata a dominare la terra e a sconfiggere la morte, è la formulazione moderna di una fede antica. Il platonismo e il cristianesimo hanno sempre pensato che gli esseri umani non appartengono al mondo naturale: essi immaginavano un'umanità che potesse disfarsi di tutti i limiti che gravano sulle altre specie animali. E i pensatori dell'Illuminismo hanno semplicemente rinnovato, con nuove parole, questo antico errore.

Federov era indubbiamente un'estremista, ma questa sintesi di fede e gnosticismo tecnologico e umanesimo, ha ispirato tanto Saint-Simon quanto Comte e Karl Marx.
Gli effetti pratici del culto federoviano-marxiano della tecnologia furono ovviamente rovinosi.
Ispirandosi a una filosofia materialista e ad una fede misticheggiante, l'Unione Sovietica danneggiò il proprio ambiente fisico più gravemente di qualsiasi regime precedente.
Verdi pianure trasformate in deserti, livelli altissimi di inquinamento.
Dalla distruzione della natura, però, l'Unione Sovietica non ricavò alcun vantaggio per l'umanità: i cittadini sovietici non vivevano né meglio né più a lungo.

Lo scetticismo generale nei confronti delle pianificazioni in stile federoviano, oltre ovviamente a tutte le altre considerazioni, contribuì a innescare il collasso sovietico. L'esplosione del reattore nucleare di Chernobyl rafforzò la protesta. Pare che molta ostilità nei confronti di Gorbaciov fosse dovuta al suo progetto di modificare il corso di alcuni fiumi siberiani, cosa che avrebbe provocato l'allagamento di grandissimi territori e modificato di conseguenza anche il clima.

L'eredità lasciata alla Russia post-comunista dal regime sovietico è un ambiente devastato: un'eredità semi-criminale e folle.
Solo il capitalismo "taglia e brucia" ha saputo provocare catastrofi più grandi.
Ma il culto dell'immortalità tecnologica continua.
E continua nei paesi capitalistici più avanzati.
In California vi sono organizzazioni che promettono la resurrezione tecnologica di corpi congelati (la criogenia).
Questo genere di culti è la prova evidente che, per la maggior parte di noi, eredi del cristianesimo e dell'Illuminismo, l'escatologia e la tecnologia si appartengono reciprocamente.
Resuscitare i morti, probabilmente, non sarà impossibile per sempre.
Forse ci si riuscirà. L'inghippo fatale nella promessa dell'immortalità criogenica non è tanto quello di sopravvalutare i poteri della tecnologia.
È dimenticarsi che le società che credono alle promesse di immortalità tecnologica sono esse stesse mortali.

I fautori dell'immortalità tecnologica pensano che la società odierna durerà per sempre, o comunque devono sperarlo. In realtà, i morti congelati si saranno già sciolti da tempo quando forse si riuscirà a disporre della necessaria tecnologia.

Guerre, rivoluzioni, catastrofi naturali, crisi economiche avranno già distrutto i mausolei criogenici.
La ricerca tecnologica dell'immortalità spacciata come progetto scientifico non è per niente un progetto scientifico.

Essa promette quel che le religioni hanno sempre promesso: affrancare l'umanità dal suo passato di animale come tutti gli altri e liberarla dal fato e dai limiti naturali.

domenica, luglio 02, 2017

Festival Beat 2017



Premesso che GRAHAM DAY and the FOREFATHERS ha cancellato tutti (tra brani dei Prisoners come "Love me lies" e "Melanie", di Solarflares come "You want blood" e un finale con una deragliante "Hush").
Suona rauco, duro, minimale, primitivo.
Voce pazzesca, attitudine totale.
E premesso che ARCHIE & the BUNKERS sono due minorenni che fanno garage punk con tastiera e batteria, coverizzano Dead Boys e Stooges, sembrano gli Screamers o i Suicide in speed e spaccano anche loro.
E premesso che gli altri gruppi, alcuni ottimi altri meno, non hanno sempre impressionato.

Una riflessione generica:
molti del pubblico con capelli candidi (o miseramente tinti male...) o semplicemente senza, tante rughe e tanti anni sulle spalle MA, contrariamente alla vulgata che vuole questo tipo di eventi ad appannaggio esclusivo della "vecchia guardia", TANTI TANTI GIOVANI.
E un eccellente mercato con prodotti interessanti tra dischi, vestiti, poster e altro.
Keep the faith !

Skygarden Seoullo 7017



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
I precedenti post:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

Il 20 maggio 2017 ha aperto a SEOUL in COREA del SUD un nuovo parco pubblico lo Skygarden Seoullo 7017 a cura dello studio d'architettura olandese di Rotterdam MVRDV (https://www.mvrdv.com/)

Il parco, lungo 983 metri con oltre 200 piante locali, nasce dalla riconversione di un viadotto di una superstrada urbana.
In due anni MVRDV ha trasformato un viadotto della superstrada cittadina, risalente agli anni 1970 in un parco ricco di strutture per lo svago dei piccoli e dei grandi, una vera passeggiata lussureggiante sopra le strade di Seoul.

Oltre all'importanza di un recupero di una struttura pre esistente (e diametralmente opposta per concetto e fruizione) Skygarden accoglie circa 24mila piante tra alberi, cespugli e fiori.

sabato, luglio 01, 2017

Libertà e Classic Rock



Domani sul quotidiano di Piacenza LIBERTA' nell'inserto "Portfolio" diretto da Maurizio Pilotti nella rubrica "La Musica Ribelle" scrivo dei Quattro batteristi dei Beatles (http://tonyface.blogspot.it/2011/03/i-4-batteristi-dei-beatles.html ), riassumo il meglio del mese di giugno e recensisco i libri di Massimo Zamboni ed Enrico Gabrielli.

Nella foto il numero della scorsa settimana.



Nel nuovo numero di CLASSIC ROCK parlo nell'ambito dei Migliori 100 dischi degli anni 80 di "Los Angeles" degli X e di "Daydream nation" dei SONIC YOUTH. Recensisco poi gli album di Electric Swan, Filippo Graziani, Senza Benza, Raw Power oltre ad un' antologia dei fantastici INMATES.



A Salsomaggiore in pieno svolgimento il FESTIVAL BEAT.

Qua il programma e i dettagli:

https://www.facebook.com/events/1842407939361023/

venerdì, giugno 30, 2017

Giugno 2017. Il meglio



Un elenco già lungo di nomi si affaccia già tra i candidati al top del 2016.
Gospelbeach, Paul Weller, Stone Foundation, Charlatans, The Ride, Little Barrie, Don Bryant, Godfathers, Sleaford Mods, Como Mamas, Sinkane, Juliana Hatfield, Gemma & the Travellers, Ani Di Franco, Kevin Morby, Neville Staple, Will Sessions tra gli stranieri, Edda, Cut, Julie's Haircut, Senzabenza, Cesare Basile, Diplomatics, Don Antonio, Gang, Strato's, Five Faces, Todo Modo, Love Thieves tra gli italiani.


GOSPELBEACH - Another summer
CAPOLAVORO di delizie 60's.
Ogni nota del quartetto californiano è intrisa di Byrds, del Dylan di "Higway 61 revisited", dei Beatles 1965, Kinks, Big Star, primi Grateful Dead, Beach Boys.
Brani stupendi, atmosfere solari, calde, avvolgenti.
Una bellezza rara.

THE RIDE - Weather diaries
Assenti da 11 anni, torna un'altra band del giro brit pop con un lavoro riuscitissimo, completo, tra melodie 60's, ottimi brani, una grande cura compositiva. Spicca ancora una volta la figura del produttore, il dj Erol Alkan, apparentemente lontano dal sound della band e che invece ne plasma brani e attitudine senza snaturarne le radici, rendendo il tutto attuale e moderno. Ottimo album.

LITTLE BARRIE - Death express
La band londinese è al quinto album, sempre guidata da Barrie Cadogan, che si divide tra band e altre collaborazioni, da Paul Weller a Morrissey e Primal Scream (il batterista è invece Virgil Howe, figlio di Steve Howe degli Yes, per curiosità...). 21 brani per 1 e 10 minuti di musica, un furioso, torrido e acido mix di rock blues hendrixiano, freak beat, soul, funk.
Notevole.

KEVIN MORBY - City music
Quarto album e un condensato di Lou Reed, Velvet Underground, Patti Smith, Television, Willie Nile, Jim Carroll, Jonathan Richman, Bob Dylan, Johnny Thunders, Johnny Cash.
E' quello che noi crediamo sia NEW YORK nel nostro immaginario.
Sia vero o no è una bella cosa.
Coverizza anche "Caught in my eye" dei GERMS in chiave soul country.
Un bel disco, proprio un bel disco.

FLEET FOXES - Crack up
Nuovo pregevole capitolo della saga Fleet Foxes che ad ogni uscita regala affascinanti gemme di grazia e raffinatezza. Non sfugge alla regola "Crack up" tra melodie vocali tra Beach Boys, Simon & Garfunkel, Byrds, primi Jefferson Airplane, C.S.N.&Y. e una struttura sonora (acustica) che abbraccia perfino certe modalità del primo prog. Affascinante, avvolgente, conturbante, un bellissimo album.

ANI DI FRANCO - Binary
Al ventesimo album di un'onorata carriera la cantautrice/attivista americana tira fuori un album con i fiocchi, ricco di influenze blues, funk, soul, jazz.
Ad aiutarla Ivan Neville (figlio di Aaron e membro degli Xpensive Winos di Keith Richards e tastierista con gli Stones per alcuni anni), Maceo Parker, Bon Iver. Disco superbo, grandi canzoni, arrangiamenti "neri", groove a non finire.

KING GIZZARD and the WIZARD LIZARD - Murder of the universe
Ci hanno promesso 5 album quest'anno. Ecco il secondo. Psichedelia, molto più "liquida" e dilatata del consueto, meno schizoide e abrasiva, sempre geniale.

CHICAGO PLAYS THE STONES
Chicago tributa omaggio a chi negli anni 60 fu tra i principali ambasciatori della musica blues nel mondo, i Rolling Stones. Billy Boy Arnold, Buddy Guy (che duetta con Jagger in persona in "Doo Doo Doo Doo Doo (Heartbreaker)", John Primer, Jimmy Burns e altri rifanno vari classici della band in versione Chicago Blues. Molto divertente e riuscito.

BENJAMIN BOOKER - Witness
Booker è un vero "outsider" che già aveva stupito all'esordio nel 2014 (era tra i miei migliori 5 album dell'anno).
Il secondo album condensa la sua etica artistica fatta di blues, soul ma anche rock e punk a tratti (cita Gun Club e T.Rex tra le sue influenze...per dire....).
Una sorta di Black Music Totale in cui trovi mille riferimenti (tra cui Mavis Staples in duetto nella title track).
Testi duri, approccio "cool, clean and hard".

CHUCK BERRY - CHUCK
Poco prima di morire, all'età di 90 anni, Chuck Berry aveva preparato un nuovo album, il primo dal 1979 (!!!). Di registrare gli interessava poco, la sua vita era su un palco.
"CHUCK" non ha ovviamente nulla di sorprendente (e nessuno lo pretendeva), c'è perfino un "Lady B.Goode", i riff sono i soliti ma troviamo anche qualcosina di particolare (un quasi reggae, un po' di blues etc etc).
Con lui suonano il figlio e il nipote e Tom Morello è gradito ospite.
Banalmente ma realisticamente: it's only rock n roll....

ROGER WATERS - Is this the life we really want ?
Dopo 25 anni Roger Waters torna con un nuovo album. Epico, intenso, solenne, greve, severo, marziale, come sempre impietoso nel fustigare potere e potenti (Trump in primis), ovviamente a più riprese palesemente Pink Floydiano (periodo "The wall" e dintorni).
Interessante, a prescindere.

ASSIST + MAL - Bionda attitudine
Torna la band torinese con un 45 giri di puro pop (northern) soul con tanto di delizioso featuring di Mal !
Eccellente brano con tanto di gradevolissimo video qui: https://www.youtube.com/watch?v=CLcWZR89KUY

VHELADE - Afrosarda
Album di grande bellezza e rara eleganza. Vhelade assembla le origini africane unendole a quelle sarde in un mix di soul, nu jazz, elettronica, smooth, reggae, dub, momenti quasi ambient, ammantato da un gusto pop di estrema raffinatezza. Voce pulita e chiara, perfettamente a suo agio in queste atmosfere, arrangiamenti superbi, cura estrema per i particolari.

ASCOLTATO ANCHE: DAN AUERBACH (non male il disco solista del leader dei Black Keys: molto roots e pop. Godibile), CHASTITY BELT (alt rock al femminile. Discreto), NIKKA COSTA (si proprio lei, con un album soul blues, molto soft ma piacevole), ROYAL TRUX (distorsioni e lo fi. Che hanno anche stancato però), JAMES ELKINGTON (buon folk acustico di sapore brit).

LETTO

BEN WATT - Un paziente
I libri delle pop/rock star indulgono abitualmente su storie di tour, dischi, studi di registrazione, aneddoti, incontri, eccessi.
BEN WATT, famoso come membro con la moglie Tracey Thorn degli Everything But The Girl, ci parla invece degli inferi in cui è disceso nel 1992 a causa di una malattia rara e spesso letale, la Sindrome di Churg-Strauss. Mesi di ospedale, l'85% dell'intestino asportato, dolori insopportabili, terapie estreme.
Watt non ci risparmia niente. Descrizioni crude e spietate, disagio, frustrazione, dolori, disperazione, abbandono, particolari sgradevolissimi.
Scrittura immediata, scientifica, lucida, nessun fronzolo, nessun auto compiacimento nè auto pietismo.
Ne è uscito. Per noi lettori è invece difficile uscire indifferenti da una lettura del genere, a tratti agghiacciante e poco sopportabile.
Da leggere solo con un approccio consapevole e distaccato alla materia.
Mi accorsi di come il tempo e il mondo esterno avessero smesso di avere un interesse per me. Le condizioni atmosferiche erano qualcosa che riguardavano le altre persone, quelli che andavano nei loro uffici o momolocali, nelle loro casette con giardino o nei caravan.

DANIELA AMENTA - Freak Out Freak Antoni psicofisiologia di un genio
"Una biografia complicatissima la sua, perché non c’è percorso artistico che Freak non abbia sperimentato.
E dunque autore, scrittore, comico, animatore, rianimatore, conduttore, attore, musicista, operatore culturale, critico, poeta, punk"
.
Daniela Amenta (giornalista de L'Unità, Repubblica, Mucchio, Frigidaire, in Rai e tanto altro) ne ripercorre la vulcanica, estrema, esplosiva vita.
Non solo "il leader degli Skiantos" ma decine di altre cose, soprattutto un Artista a 360 gradi, provocatorio, di un'ironia tagliente, sublime, geniale.
Molte le testimonianze di amici e colleghi, molti i particolari inediti, anche intimi.
E' NECESSARIO, tremendamente importante, conoscere, non dimenticare, conservare la memoria dell'operato di certi artisti, così fuori dall'ordinario che vengono spesso depositati nel container dell'OBLIO. Ben vengano libri come questo, ben vengano.
“Con questi applausi voi mi confondete…. con un altro sicuramente”

ENRICO GABRIELLI - Le piscine terminali
Enrico Gabrielli è un musicista, un artista e ora uno scrittore.
Ma è soprattutto un VISIONARIO.
E come tale si accompagna prima ed ora ad altri visionari.
Come Pj Harvey, Capossela, i Winstons, i Calibro 35, Morgan , gli Afterhours e decine di altre esperienze sonore e non.
Sono visionari la sua musica e il suo approccio a qualsiasi del numero infinito di strumenti che suona, il modo in cui si inserisce nel contesto con un flauto, un sax, una delle tante tastiere, con i suoi arrangiamenti con i suoi interventi che ora prendono dal folk, ora dal prog, ora dalla classica, ora dal punk.
Non poteva essere di conseguenza più che visionario il suo primo passo nella scrittura.
"Le piscine terminali" raccoglie una serie di racconti strani, obliqui, sghembi, il più delle volte ambientati in una dimensione spazio temporale parallela o futura, tra astronavi e pianeti sconosciuti, specchi che ti parlano da un altro mondo, piccioni sapiens e ragni che cercano di uscire da uno strano crepaccio siberiano.
La scrittura è colta ma sempre divertente e ironica, pronta a stenderti con un coup de théâtre.

MASSIMO ZAMBONI- Nessuna voce dentro - Un'estate a Berlino Ovest
Massimo Zamboni è stato il chitarrista di CCCP e CSI, poi solista e collaboratore di una lunga serie di progetti, da Nada ad Angela Baraldi.
E' anche valente scrittore di colonne sonore e libri.
Il nuovo lavoro è la riscrittura e l'ampliamento di Il mio primo dopoguerra del 2005.
Vi si racconta di un'estate del 1981 in cui Massimo partì in autostop per Berlino, visse nelle case occupate, mantenendosi facendo il cameriere da un pizzaiolo italiano felliniano (le parti dedicate sono davvero esilaranti: mi sono immischiato in una compagnia di persone ai miei antipodi, quanto a sogni e pratiche quotidiane. Ma ammiro sinceramente quel loro non «pensarsi», ma semplicemente «essere». Storia geografia scienze, cultura generale: nessuna traccia. Ci sono giorni in cui la loro libertà mi appare infinita.).
Intorno Berlino che brucia e si consuma, quella del TUWAT (fai qualcosa).
E IL MURO.
DER MAUER (in tedesco è femminile).
Per chi è passato da quelle parti in quegli anni IL MURO, depauperato dei suoi connotati geo politici, è rimasto "dentro" e se ne conserva una sorta di nostalgia.
Un mondo da non rimpiangere ma che in qualche modo si è ricavato una nicchia nella nostra anima.
Sarà in una discoteca di Berlino che Massimo incontra Giovanni:

Il suo ingresso nella mia memoria lo ricordo ancora, millimetricamente.
Due mani destre si incrociano.
– Giovanni.
– Massimo.
Un riconoscimento che non ho saputo spiegare mai.
Un sistema a incastro.
Immediato; non mediato; non meditato.
Gli occhi che cercavo, per guardare oltre il Muro.
La voce per dirlo.
La mia voce.


Il libro è molto bello.
Molto forte, molto intenso.
E' un libro MOLTO.

EDDY CILIA - James Brown Nero e fiero
Un altro di quei personaggi estremi della Black Music, protagonista in modo del tutto disordinato e incoerente di lotte per i diritti, di rivoluzioni musicali (e non solo) e contemporaneamente perso in mezzo a droghe, eccessi di ogni tipo, galera, paura della mafia etc etc.
James Brown è stato tutto e ha fatto tutto e di tutto.
La sempre brillante penna di Eddy Cilia ci accompagna nel caotico mondo (soprattutto quello discografico) di James Brown, dagli inizi come "sosia" di Little Richard agli ultimi oscuri giorni.
"James Brown era nato per perdere. Ma rifiutò di accettare quel destino" (Clff White)
Come sempre i volumetti della collana Soul Books per Volo Libero sono perfetti per conoscere e approfondire in modo critico l'immenso operato di certi Artisti che hanno scritto le migliori pagine della Black Music.

CURZIO MALAPARTE - La pelle
Mi piace periodicamente rileggere i libri che più ho apprezzato. E così ho ripreso tra le mani LA PELLE di CURZIO MALAPARTE, uno dei capolavori della letteratura italiana.
Il controverso (per usare un eufemismo) autore riporta in modo crudo, spietato, al limite dell'efferatezza, i giorni della liberazione di Napoli durante la Seconda Guerra Mondiale con l'arrivo degli americani, in cui "per salvare la pelle" la popolazione finisce nel degrado più abbietto , chinando il capo ai nuovi vincitori , vendendosi, vendendo i figli, i bambini, le mogli.
Triste metafora dell'Italia che verrà (e che forse è sempre stata).
“non è più la lotta per la libertà, per la dignità umana, per l’onore… oggi si soffre e si fa soffrire, si compiono cose meravigliose e cose orrende, non già per salvare la propria anima, ma per salvare la propria pelle”.
Il libro fu a lungo bandito, condannato, messo all'indice dalla Chiesa, Malaparte pagò la spietatezza del suo racconto (romanzato ma che attingeva da una tristissima realtà), tacciato di "poetica della crudeltà" e di una vita fatta di continui volta faccia.

VISTO

"Bella e perduta" di Pietro Marcello
Tragica e drammatica metafora dell'Italia "bella e perduta" e che muore...un film aspro e crudo, triste e angosciante. Ma poetico e profondo e di cui è consigliata la visione.

Robinù di Michele Santoro
Agghiacciante è dir poco.
La storia di una serie di BABY KILLERS che hanno lasciato a terra un'ottantina di morti a Napoli.
Parlano i diretti interessati, guardando la telecamera, indifferenti a quanto fatto e ai 15 / 20 anni o ergastolo che devono scontare.
Il Kalashnikov eletto a modello di perfezione, famiglie devastate, sangue e morte.
Bravo Santoro, tornato a fare giornalismo puro. E duro.

IN CANTIERE

Al lavoro su parecchie cose nuove che vedranno la luce entro fine anno.
Nel frattempo recensioni quotidiane di album italiani su www.radiocoop.it, varie sul mensile CLASSIC ROCK, settimanali sul quotidiano LIBERTA'.

giovedì, giugno 29, 2017

Get Back. Dischi da(ri)scoprire



Ogni mese la rubrica GET BACK ripropone alcuni dischi persi nel tempo e meritevoli di una riscoperta.
Le altre riscoperte sono qui:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Get%20Back

DARONDO - Let my people go
Una carriera oscura nei 70's, tre singoli, un moderato successo com "I didn't", la prematura scomparsa nel 2013 e il consueto tardivo tributo con una compilation che raccoglie quanto disponibile. Funk soul di grande qualità, Al Green, James Brown, Marvin Gaye e tanti insegnamenti che ha sicuramente o probabilmente preso Prince per portarli nei suoi dischi futuri.

CLARENCE WHEELER and the ENFORCERS - Doin What We Wanna
Poderoso Hammond jazz in arrivo da Chicago dai primi 70's. Poco si sa di Clarence Wheeler se non che ha lasciato tre album di grande stile in cui il suo sax è protagonista su ottimi brani strumentali, tra cui spicca una fenomenale versione di "Hey Jude".

OSCAR ROCCHI & TULLIO DE PISCOPO - Metamorphosis
Un album del 1981 con il grande drumming di Tullio De Piscopo, le tastiere di Oscar Rocchi, il funambolico basso di Julius Farmer (quell oche suonava con Ares Tavolazzi degli Area le sigle di "Jeeg Robot d'acciaio" ma anche con Sergio Caputo e ALberto Radius).
Fusion, jazz, funk, qualità esecutiva altissima, la chitarra di uno dei migliori turnisti italiani come Sergio Farina e un grande groove.

OSCAR ROCCHI e il suo MODERN SOUND - Erbe selvatiche
Grande lezione di funk jazz e sonorità proto lounge, datata 1977. Il Modern Sound di Oscar Rocchi (con gente come il chitarrista Ernesto Verardi già con Mina, De Andrè, Bubola, Nannini etc, il batterista Andy Surdi della band di Branduardi) suona da paura, con grande gusto e ci regala un album strumentale di classe e raffinatezza.

mercoledì, giugno 28, 2017

Eddy Cilia - James Brown - Nero e fiero !



Un altro di quei personaggi estremi della Black Music, protagonista in modo del tutto disordinato e incoerente di lotte per i diritti, di rivoluzioni musicali (e non solo) e contemporaneamente perso in mezzo a droghe, eccessi di ogni tipo, galera, paura della mafia etc etc.

JAMES BROWN è stato tutto e ha fatto tutto e di tutto.
La sempre brillante penna di Eddy Cilia ci accompagna nel caotico mondo (soprattutto quello discografico) di James Brown, dagli inizi come "sosia" di Little Richard agli ultimi oscuri giorni.

"James Brown era nato per perdere. Ma rifiutò di accettare quel destino" (Clff White)

Come sempre i volumetti della collana Soul Books per Volo Libero sono perfetti per conoscere e approfondire in modo critico l'immenso operato di certi Artisti che hanno scritto le migliori pagine della Black Music.

martedì, giugno 27, 2017

Enrico Gabrielli - Le Piscine Terminali



Enrico Gabrielli è un musicista, un artista e ora uno scrittore.
Ma è soprattutto un VISIONARIO.

E come tale si accompagna prima ed ora ad altri visionari.
Come Pj Harvey, Capossela, i Winstons, i Calibro 35, Morgan , gli Afterhours e decine di altre esperienze sonore e non.
Sono visionari la sua musica e il suo approccio a qualsiasi del numero infinito di strumenti che suona, il modo in cui si inserisce nel contesto con un flauto, un sax, una delle tante tastiere, con i suoi arrangiamenti con i suoi interventi che ora prendono dal folk, ora dal prog, ora dalla classica, ora dal punk.

Non poteva essere di conseguenza più che visionario il suo primo passo nella scrittura.
"Le piscine terminali" raccoglie una serie di racconti strani, obliqui, sghembi, il più delle volte ambientati in una dimensione spazio temporale parallela o futura, tra astronavi e pianeti sconosciuti, specchi che ti parlano da un altro mondo, piccioni sapiens e ragni che cercano di uscire da uno strano crepaccio siberiano.
La scrittura è colta ma sempre divertente e ironica, pronta a stenderti con un coup de théâtre.

Il booktrailer:
https://www.youtube.com/watch?time_continue=3&v=sARyT-XJh3k

lunedì, giugno 26, 2017

Massimo Zamboni - Nessuna voce dentro - Un'estate a Berlino Ovest



Massimo Zamboni è stato il chitarrista di CCCP e CSI, poi solista e collaboratore di una lunga serie di progetti, da Nada ad Angela Baraldi.
E' anche valente scrittore di colonne sonore e libri.
Il nuovo lavoro è la riscrittura e l'ampliamento di Il mio primo dopoguerra del 2005.

Vi si racconta di un'estate del 1981 in cui Massimo partì in autostop per Berlino, visse nelle case occupate, mantenendosi facendo il cameriere da un pizzaiolo italiano felliniano (le parti dedicate sono davvero esilaranti: mi sono immischiato in una compagnia di persone ai miei antipodi, quanto a sogni e pratiche quotidiane. Ma ammiro sinceramente quel loro non «pensarsi», ma semplicemente «essere». Storia geografia scienze, cultura generale: nessuna traccia. Ci sono giorni in cui la loro libertà mi appare infinita.).
Intorno Berlino che brucia e si consuma, quella del TUWAT (fai qualcosa).
E IL MURO.
DER MAUER (in tedesco è femminile).

Per chi è passato da quelle parti in quegli anni IL MURO, depauperato dei suoi connotati geo politici, è rimasto "dentro" e se ne conserva una sorta di nostalgia.
Un mondo da non rimpiangere ma che in qualche modo si è ricavato una nicchia nella nostra anima.

Sarà in una discoteca di Berlino che Massimo incontra Giovanni:

Il suo ingresso nella mia memoria lo ricordo ancora, millimetricamente.
Due mani destre si incrociano.
– Giovanni.
– Massimo.
Un riconoscimento che non ho saputo spiegare mai.
Un sistema a incastro.
Immediato; non mediato; non meditato.
Gli occhi che cercavo, per guardare oltre il Muro.
La voce per dirlo.
La mia voce.


Il libro è molto bello.
Molto forte, molto intenso
.
E' un libro MOLTO.

Abbiamo cicatrici fonde, anche feroci, croste cumulate sulla strada. Molti di noi già non ci sono piú, o non ci saranno a breve, caduti ammazzati da qualcuno o qualcosa, feriti, acciaccati, storditi, storpiati, finiti.
Molti sono in viaggio su strade impossibili che i migliori poeti poi con calma canteranno. Un eccesso di generosità verso il mondo, mai se ne conoscerà di eguale, e altrettanto autolesionista.


Il booktrailer
https://www.youtube.com/watch?v=xiFwv-Kn0tg

domenica, giugno 25, 2017

Mietshäuser Syndikat



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
I precedenti post:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

Il Mietshäuser Syndikat ( https://www.syndikat.org/en/ )è una cooperativa che organizza l’acquisto collettivo delle proprietà occupate in Germania.
In trent'anni di attività il MS possiede ora 124 immobili.
Syndikat e gli occupanti creano una società a responsabilità limitata che comprano dal proprietario l’immobile occupato.
La regola (rivoluzionaria e innovativa) è che la proprietà non sarà più vendibile, uscendo così dal mercato immobiliare, da una logica di profitto e dalla speculazione commerciale.

Circa il 40 per cento del capitale necessario all'acquisto è raccolto dalle persone interessate al progetto, il resto viene chiesto a una banca tedesca.
Dei 124 progetti proosti finora, solo uno ha fallito.

In Italia il primo tentativo (appoggiandosi al MS) lo sta facendo il collettivo Macao (http://www.macaomilano.org/ )che sta provando ad acquistare da Sogemi l'ex Borsa del macello di viale Molise a Milano.

sabato, giugno 24, 2017

Libertà, Cremona e Festival Beat



Domani sul quotidiano di Piacenza LIBERTA' nell'inserto "Portfolio" diretto da Maurizio Pilotti nella rubrica "La Musica Ribelle" scrivo di DEMETRIO STRATOS e della via a lui dedicata a Milano recentemente (http://tonyface.blogspot.it/2017/06/milano-via-demetrio-stratos.html) e poi dei libri sui Suicide (http://tonyface.blogspot.it/2017/02/suicide-dream-baby-dream-di-kris-needs.html), quello di Ben Watt (http://tonyface.blogspot.it/2017/06/ben-watt-un-paziente.html) e quello di Daniela Amenta su Freak Antoni (http://tonyface.blogspot.it/2017/06/daniela-amenta-freak-out-freak-antoni.html)

Nella foo il numero della scorsa settimana.



https://www.facebook.com/events/301160190345392/?acontext=%7B%22ref%22%3A%2222%22%2C%22action_history%22%3A%22null%22%7D

Associazione Porte Aperte Festival
Centro Fumetto "Andrea Pazienza"
Comune di Cremona

Aspettando il Porte Aperte Festival 2017
FILLMORE 1994-2006

Un’officina di talenti inaugurazione della mostra fotografica
di A. Mori e Pierpaolo Ferreri
dedicata allo storico locale di Cortemaggiore

intervengono Luca Bazooka Catullo, Antonio TonyFace Bacciocchi, Romolo Stanco ed Enrico Pighi
conduce Daniele Duchi

LUNEDÌ 26 GIUGNO 2017 • ore 21:00
Centro Culturale Santa Maria della Pietà
Piazza Giovanni XXIII • Cremona
• ingresso libero



Venerdì 30 giugno presentazione del libro NO STRANGE e Sogni Correlati alle ore 18 al Festival Beat.

Incontro con AREA PIRATA casa produttrice dei dischi dei No Strange e del nuovo libro scritto da loro stessi,insieme al giornalista Fabrizio Della Porta,con la collaborazione di musicisti e artisti italiani ed esteri,dagli anni 60 fino ad oggi. All'incontro darà vita Luca Frazzi, coadiuvato da Tony Face Bacciocchi e Roberto Calabrò.

https://www.facebook.com/events/119309138644837/

venerdì, giugno 23, 2017

Freakbeat di Luca Pastore



Un road movie visionario consumato sulle strade dell'Emilia tra bocciofile ed ex negozi di dischi o bar storici diventati altro.

Il tutto alla spasmodica ricerca del “Sacro Graal” del Beat: un presunto nastro perduto di una mitica session fra l’Equipe 84 e Jimi Hendrix in una notte nebbiosa a Correggio ("era una serata strana, si tagliava la nebbia con il coltello ma non era nebbia, quindi non mi ricordo un accidente..." confessa alla fine uno scorbutico Maurizio Vandelli).

Freak Antoni trascina sua figlia Margherita su un vecchio furgone Volkswagen alla ricerca di quel nastro e in questo viaggio stralunato parla e racconta, come sempre lucidamente e ironicamente.

Alla fine lo troverà e ascolterà (e finiamo anche noi per crederci).

"Mia figlia è sicuramente diversa da suo padre, ogni generazione deve trovare il suo modo di essere diverso dalla precedente. Mia figlia è una delle poche persone ad aver sentito quella musica leggendaria anche se lei ci ha sentito solo un gran casino, suona di chitarra distorta, bonghi ma soprattutto gente che rideva e urlava.
Non so se ha mai capito di aver sentito la risata di Jimi Hendrix"

"Quando con l'Equipe siamo andati a Milano abbiamo trovato questa bellissima villa liberty in via Bodoni ed era diventata l'ostello per tutti gli artisti un po' fuori di testa che arrivavano in Italia.
E' passato anche Jimi Hendrix ma mi sono rotto le scatole di parlarne. Una volta ho detto agli Hendrixiani italiani che Jimi Hendrix è stato a casa mia quattro o cinque volte. Mi hanno scritto un'email dicendo: è impossibile. E allora andate affanculo e non ho mai più risposto. Jimi per me era un ragazzino di sei anni . Si faceva delle canne lunghe così ma era come aver per casa un bambino che si guardava intorno ed era più felice lui di stare a casa mia che io che ero in brodo di giuggiole ad vere lui lì."
(Maurizio Vandelli)

giovedì, giugno 22, 2017

John Cale - Sabotage / Live



Rock goes punk è una rubrica che esplora in una serie di post gli album di gruppi provenienti dal rock (più o meno) classico e che furono influenzati da punk e new wave. Dopo i primi due album solisti di Iggy Pop, "The idiot" e "Lust for life" del 1977 e la trilogia di Lou Reed il 1978 e il 1979 "Street hassle", "Take no prisoner" e "The bells", Marianne Faithfull e "Broken english" Nico e "Drama of exile", oggi si parla di JOHN CALE e "Sabotage".

I precedenti post qui:

http://tonyface.blogspot.it/2017/05/iggy-pop-idiot-lust-for-life.html

L'ex Velvet Underground, in un periodo piuttosto estremo della sua vita (dipendenza da cocaina e altri eccessi), abbraccia l'etica punk e nel 1979 registra al CBGB's di New York un tiratisismo live, "Sabotage / Live" accompagnato da una serie di musicisti della scena: da Deerfrance ai cori (una delle prime movers del giro punk wave new yorkese, spesso al lavoro allo stesso CBGB's) al bassista George Scott dei Contortions di James White, 8-Eyed Spy, Raybeats, Lydia Lunch e giro No Wave.

I nove brani (tutti originali con l'eccezione di una versione stravolta del classico "Walking the dog" di Rufus Thomas) sono un misto di rock duro, martellante e sonorità tipiche della new wave/punk new yorkese con concessioni al gusto Velvet Underground (la viziosa e soave "Only time will tell") e al rumorismo blues stralunato di "Sabotage" che anticipa di un po' Birthday Party e Nick Cave.

Un album ancora oggi corrosivo e seminale.
Related Posts with Thumbnails