martedì, novembre 29, 2005

Paul Weller said


JAM reunion ??

"Nah that would never happen. Why would I want to go back? For nostalgic reasons? That's never good enough,"
"My philosophy is to embrace the new day and get on with it.
If The Jam reformed now it'd just be a sad cabaret and that's not what I'm about at all."

venerdì, novembre 25, 2005

Le compilations del Libretto Rosso vol. 3


Greenhornes - Pattern skies
Il nuovo album "Sewed soles" è un concentrato irresistibile di puro garage beat tra Them e Texas punk con sprazzi psichedelici.
"Pattern skies" ha poi un video super

Strokes - Juicebox
Il primo singolo dal nuovo album in uscita più in là.
Stupendo con un video inquietante very sex drugs and rock n roll

Paul Weller - Here's the good news
Un grande brano dal nuovo "As is now" in pieno stile vaudeville Kinks con video spartano ma bellino

Small Faces - Raggi verdi
La versione in italiano di "Green circles" (che mi fece avere a suo tempo Cpt. Stax) trova finalmente la luce su "Tin soldier-The Anthology" , tre cd dedicati alla carriera di Steve Marriott dagli Small Faces agli Humble Pie agli ultimi brani con Peter Frampton

Tom Waits - You can never hold back spring
Dal nuovo film di Benigni la classe di sempre del grande Tom

Not Moving - No friend of mine
Tratto dal nostro "Live in the 80's" è un brano fatto poche volte e che doveva finire su "Sinnerman" e che precede di secoli le Hole ...stranissimo , sembra di sentire Courtney Love su base stoner...
Me lo ero dimenticato e l'ho ritrovato abbandonato su una live tape.
E' quello più bello del nostro live .
Per ascoltarlo a macca c'è l'mp3 su www.notmoving.net .
Poi ditemi cosa ne pensate

Madonna - Hung up
La dance al massimo dell'eccellenza .
Piaccia o no lei è una regina di queste cose e il brano è contagioso

Rita Lee - Bossa n Beatles
Lei era la voce dei Os Mutantes nei 60's , una band brasiliana , tra le più incredibili in ambito psichedelico , geniali , dimenticati , sperimentatori.
Il nuovo album omaggia i Beatles in versione bossa .
Delizioso , da "A hard day's night" a "Lucy in the sky with diamonds".




martedì, novembre 22, 2005

Black Convict's songs

Anni fa uscì un triplo vinile raccolto in uno splendido cofanetto , corredato da tre libretti con testi in inglese e tradotti in italiano , ricchissimi di note , che racchiudeva una serie di registrazioni effettuate nelle carceri nere americane .

Il cofanetto si chiamava "Black convict's songs - Worksongs and blues" e conteneva le registrazioni fatte da Alan Lomax in Mississipi nel 1947 , da Harry Oster in Lousiana nel 1959 e da Bruce Jackson in Texas nel 1965.

Non ci sono bluesman "di professione" ma solo carcerati neri che subivano soprusi di ogni tipo a causa del colore della pelle e che in queste preziosissime testimonianze cantavano attraverso il blues e il gospel la loro sofferenza.

Sono brani di un'intensità estrema che vanno ben oltre quello che si può provare all'ascolto di Robert Johnson , di Leadbelly o dei primi John Lee Hooker , Muddy Waters o Brownie Mc Ghee.

Questo è IL BLUES dei carcerati registrato (nel caso di Alan Lomax , uno dei più grandi ricercatori di musica tradizionale americana , con uno dei primi registratori portatili in assoluto) in carcere da persone anonime.

Il cofanetto è ormai introvabile ma sul sito www.rounderstore.com si trovano i CD separati.

Questo è uno dei punti cardinali del blues e della musica moderna.
Molto brani sono scanditi dalla sola voce accompagnata dal battito di mani o del piccone o di un barattolo.
EXTREME !

Ai confini del mondo : la Gagauzia














Prosegue il nostro viaggio ai confini del mondo alla scoperta dei luoghi più chiusi e lontani. Abbiamo parlato della Transnistria , del Somaliland , della Kabardino Balcaria .
Ora torniamo in Moldavia a scoprire la GAGAUZIA

Nel 1990 i turcofoni della Gaugazia nel sud della Moldavia, già riconosciuti nel 1957 minoranza nazionale, proclamarono una repubblica separatista a Comrat e tra il 1991 e il 1992, dopo un referendum popolare, il paese diventò de facto indipendente, ma i trattati russo-moldavi che seguirono, riconobbero alla Gaugazia una forma più limitata di autonomia e il 31 ottobre 1995 anche la bandiera, mai riconosciuta ufficialmente, fu sostituita.
Sia il color turchese che la testa di lupo erano simboli turchi: i gagauzi infatti sono turchi selgiuchidi cristianizzati.

La repubblica autonoma di Gagauzia, nella Moldavia meridionale, è abitata da una minoranza cristiana di lingua turca, i cui antenati musulmani fuggirono allo scoppio delle guerre tra Russia e Turchia del XVIII secolo.

Il prezzo da pagare per chi voleva entrare nella regione era la conversione al cristianesimo.
La lingua locale, un dialetto turco, presenta adesso un'influenza russa piu forte di quella islamica presente in altri dialetti turchi.
I gagauzi hanno fatto del resistere alla consueta serie di tattiche di assimilazione un'arte, il che spiega molto bene la loro ostinazione a dispetto del nazionalismo moldavo.
La costante minaccia da parte dei gagauzi di separarsi dalla repubblica ha costretto alla fine il governo moldavo a cedere e i cambiamenti piccoli ma significativi nella costituzione hanno aperto la via all'autonomia della Gagauzia nella gestione dei suoi affari interni e a una migliore rappresentanza della regione a livello governativo.
La capitale della Gagauzia, Comrat, è una minuscola cittadina situata circa 92 km a sud-ovest di Chisinau.
Sede di un'università, nel 1990 la città fu teatro di violenti scontri tra le forze armate moldave e i nazionalisti gagauzi in lotta per l'indipendenza della regione.
Ci sono diversi autobus giornalieri che collegano Chisinau alla Gagauzia ed è possibile (probabilmente è la soluzione migliore) fare una gita in giornata. Se ci si vuole fermare per un paio di giorni, le possibilità di alloggio sono limitate.

L'area autonoma della Gagauzia, nel sud della Repubblica di Moldova, è abitata dal gruppo etnico di lingua turca dei gagauzi: non corrisponde a un territorio geograficamente compatto, ma consiste nei due distretti confinanti Comrat e Ceadir Lunga, e del distretto territorialmente non collegato di Vulcanesti (all'estremità meridionale della Moldova), oltre a diverse comunità rurali disperse.
In Gagauzia su 182,500 abitanti attuali, 78,7% sono gagauzi etnici.

L'utilizzo della lingua gagauza (che è di fatto una versione della lingua turca in caratteri latini) convive nel territorio con quello del romeno e del russo.
La minoranza bulgara, consistente in questo territorio (5,5% della popolazione della Gagauzia) non vede con favore l'autonomismo, e alcuni vorrebbero anche un'ulteriore autonomia interna dei bulgari.
Tuttavia, non si registrano problemi linguistici né violazioni di diritti umani.

venerdì, novembre 18, 2005

Pre gig

Tanto per gradire ho preparato un CD pre concerto Not Moving per le bettole dove non ci fosse una selezione decente prima di noi....un po' di roba carina che vi consiglierei di cercare , ascoltare e poi si può morire in pace .
La cosa si conclude con due minuti da "Apocalypse now" quando la barca arriva nel covo del Capitano Kurtz. Quello è IL FILM , quella E' IL CINEMA.
Questa E' LA MUSICA.
Tifiamo rivolta !

JOHN LENNON:WELL WELL WELL (è la incredibile , stupenda versione acustica sull'album dello scorso anno "Acoustic" o qualcosa del genere)
ERMA FRANKLIN:LIGHT MY FIRE (la sorella del soul)
GEORGIE FAME:SOMEBODY STOLE MY THUNDER (uno de imiei dieci brani preferiti di sempre)
DANA GILLESPIE:YOU JUST GOTTA KNOW MY MIND (puro 60's)
ELVIS:MISTERY TRAIN (Elvis)
BLIND BOYS OF ALABAMA:I JUST WANT TO SEE HIS FACE (la migliore cover degli Stones di sempre , insieme a Satisfaction di Aretha e quella dei Catpower)
J.HENDRIX:I DON'T LIVE TODAY (Jimi)
JANIS JOPLIN:MOVE OVER (il più bello di Janis)
J.L.HOOKER:BOOM BOOM (Il SUPREMO)
S.B.WILLIAMSON:EYESIGHT TO THE BLIND (l'hanno rifatta gli Who in "Tommy" questa è quella originale che scricchiola e fruscia)
ROBERT JOHNSON:GOT MY MOJO WORKING (Ancora più di John Lee Hooker)
NINA SIMONE:I'M GOIN'BACK HOME (immensa Nina...lei fece "Sinnerman" , i Not Moving la coverizzarono nel 1986 sull'omonimo album)
JOHNNY CASH:THE MAN COMES AROUND J (la classe redneck)
JUNIOR KIMBOROUGH:OLD BLACK MATTIE (il blues e il Mississipi)
MARK LANEGAN: ALL NIGHT LONG (una cover di Junior Kimborough dalla voce più cool del momento)
MUDDY WATERS:MANNISH BOY (uno dei super classici)
ROBERT JOHNSON:THEY'RE RED HOT (ancora lui)
R.L.BURNSIDE:YOU GOTTA MOVE (stupenda questa)
WILLY DE VILLE:MUDDY WATERS (Willy caro)
ROLLING STONES:BACK OF MY HAND (loro !)

martedì, novembre 15, 2005

Il fosforo bianco

da Il Manifesto del 13 novembre 2005

Fosforo e distintivi
ALESSANDRO ROBECCHI

Effetti del fosforo bianco sui civili iracheni di Falluja: bruciature micidiali che sciolgono la carne e lasciano intatti i vestiti.
Effetti del fosforo bianco sull'informazione italiana: bruciature di intere pagine, che lasciano intatti i lettori. Questa volta Clarissa Burt non si è espressa, leggo la delusione sui vostri volti.
I grandi giornali (piccola eccezione ieri sul Corriere, tutta declinata al condizionale) non hanno ancora scoperto la notizia che i nostri amici americani le armi di distruzione di massa se le sono portate da casa e le hanno usate in spregio a ogni convenzione. Armi chimiche di fabbricazione americana sparate su tutto quel che si muoveva a Falluja.
Dal produttore al consumatore, non come l'altra volta che per sparare armi chimiche americane sugli iraniani era servita la mediazione di Saddam (che poi le tirò sui curdi, ops!). Gli americani lo hanno pure scritto su un loro house-organ (notizia che ho letto solo su questo giornale) per dire che in effetti sì, il fosforo bianco sparato su esseri umani funziona alla grande.
Ah, averci pensato prima!
Spero non sfugga a nessuno che non si può fare di tutte le armi chimiche un fascio: se le usa Saddam bisogna assolutamente mettersi l'elmetto e andare a consegnare la democrazia agli iracheni.
Se le usa Bush si fa finta di niente e chi lo documenta è semplicemente accecato dall'odio antiamericano (che sia detto per inciso è sempre meglio che essere accecati dal fosforo bianco).
Così, i giornali italiani e le televisioni (con le eccezioni di RaiNews24 e Raitre, grazie a Primo Piano) fanno finta di niente. I più lucidi tra gli embedded, Giuliano Ferrara e Clarissa Burt non hanno scritto una riga né detto una parola.
Niente fiaccolate per il nuovo napalm.
Un rapido giro nel controllo della malafede mi ha indotto persino a un gesto dadaista e disperato: comprare il Riformista, spassoso giornale satirico.
Ed ecco l'articolo dell'ambasciatore americano in Italia che ci ringrazia per aver mandato a morire alcuni italiani in Iraq, ci assicura che entreranno nei libri di storia, ma sulle armi chimiche americane niente, nemmeno una virgola.
Devo dedurre che tra gli effetti collaterali del fosforo bianco ci siano disturbi alla memoria, anche se naturalmente il Riformista chiede con un accorato appello una giornata della memoria.
Effetti devastanti sulla memoria anche per il nostro premier, tutto impegnato a ricordare alla masse che lui la guerra non la voleva e che era contrario, anzi è un noto pacifista.
Ma quando è arrivato in Italia il presidente iracheno, installato dagli invasori, ha assicurato che la guerra era inevitabile. Quando quello se n'è andato ha ricominciato a dire che lui era contrario: un bi-Silvio ad assetto variabile, forse un altro effetto collaterale del fosforo bianco (occhio alla caduta dei capelli!).
Il premier anzi fa di più, dipana davanti ai giovani azzurri (puffi? effetti del fosforo?) una semplice equazione: dire che l'Italia ha voluto la guerra, e ha anche fornito le prove (false) agli americani per avere una scusa per l'attacco non è più solo anti-americano, ma addirittura anti-italiano.
E se verrà qui un qualche kamikaze a rovinarci le feste di Natale sarà colpa di chi ha appeso la bandiera della pace.
Inutilmente ho cercato i pezzi di Teodori, Fallaci, Pera Marcello e altri corifei del settimo cavalleggeri, magari anche piccoli corsivi e trafiletti.
Niente: il fosforo bianco ha bruciato tutto, meno male che ha lasciato intatti i vestiti.
Tutti quelli abituati a farci enormi pipponi su come si fa il giornalismo sono preda di gravi attacchi di amnesia.
Ora, dopo appena qualche timida voce che si leva dai banchi dell'Unione, aspetto con trepidazione una netta posizione dei Ds, una dichiarazione di Prodi e una di quelle fulminanti battute dietro le quali si intuisce il talento politico di Rutelli: qualcuno dei nostri eroi oserà dichiarare che usare armi chimiche sui civili è piuttosto incivile?
Che Bush è un criminale di guerra?
Che Berlusconi è un suo complice?
Che non vogliamo restare laggiù mentre i nostri alleati cuociono donne e bambini?
Ops, scusate, mi è scappata. Sono proprio anti-italiano, maledizione.
Sarà l'effetto del fosforo bianco.

giovedì, novembre 10, 2005

Le compilations del Libretto Rosso vol. 2

Le compilations del Libretto Rosso vol.2
Deep black !

Sly and the Family Stone – Harmony
Da “Life “ del 1968.
Uno dei più grandi soul men dei 60's in una grandissima song

Kelee Patterson – I’m gonnna love you just a little bit more
Ultra cool soul funk datato 1976

Gil Scott Heron – The bottle
Da "Winter in America" del 1975 , l'unica hit dell'immenso Gil.
Puro riot funk soul

Impressions – Young mods forgotten story
La song che diede il titolo all'omonimo album del 1970 della prima band di Curtis Mayfield. Cristallina !

Betty Davis – If I’m in luck I might get picked up
L'ex di Miles , Hendrix e Sly nel suo album di debutto del 73 mise questo in apertura e il funky non fu mai più lo stesso.Real Black Panther !

Screamin Jay Hawkins – Alligator wine
Da "At home with SJ:Hawkins2 del 1958 una grande versione di "Alligator wine". Frenzy !!!

Fela Ransome Kuti and The Africa 70 – Egbe mi o carry me I want to die
Originariamente è uscito su un 45 in Ghana (!!) nel 1972 , poi è finito su compilations varie ma la discografia di Fela è impossibile (come trovare quante mogli e figli ha fatto). Di fatto un esempio tra i più alti dell'Africa funk ! ULTRA black power !!

Erma Franklin – Light my fire
La sorella "minore " di Aretha (che ha fatto spesso la corista nei dischi della più titolata parente) qui nella splendida versione del brano dei Dorrs dall'album solista del 69 "Soul sister" (la sorella (del) soul....non male..)

Animals – Inside looking out
Da Animalization uno dei brani più cattivi e "neri" della band di Eric Burdon

Os Mutantes
Brasiliani , tra i più eccentrici , creativi e strani gruppi psycho beat dei 60's mai usciti. E' da poco in circolazione lo stupendo "Bossa n Beatles" di Rita Lee , la vocalist , che rifà i Beatles in chiave brazileira in maniera eccellente

Ruts – West One
Immensi alla fine dei 70's tirarono fuori un punk beat dub destinatio a rimanere tra le cose più belle del "punk"

lunedì, novembre 07, 2005

Babylon's burning !!!















Babylon's burning (The Ruts - 1979)

Babylon's burning
You're burning the street
You're burning your houses
With anxiety
Babylon's burning

You're burning the street
You're burning the ghetto
With anxiety
With anxiety

You'll burn as your work
You'll burn at your plays mouldering
With ignorance and hate
And with anxiety

Babylon's burning
Babylon's burning
Babylon's burning
Babylon's burning
Babylon's burning, babyCan't you see?

Babylon's burningWith anxiety
Babylon's burning

Babylon's burning
Babylon is... burning
Babylon's burning
Babylon's burning
Babylon's burning

Sarko fils de pute !
Nique la police !

giovedì, ottobre 27, 2005

Le compilations del Libretto Rosso Vol. 1

Le compilations del Libretto Rosso , ovvero un ascolto per le occasioni particolari.

Volume 1 : All Saints













CAMPBELL BROTHERS "Live at the house of God . Rochester"
Gospel punk da vedere su http://ropeadope.com/canyoufeelit/video
NINA SIMONE - Sinnerman (1965)
GIL SCOTT HERON - Lady day and John Coltrane"
da "Pieces of a man" 1971
ARETHA FRANKLIN + REV. JASPAR WILLIAMS - Higher ground
ARETHA FRANKLIN + MAVIS STAPLES - We need power
da "One Lord , One faith , One baptism" (1987)
JAMES BROWN + REV. J.CLEVELAND CHOIR - The old landmark
dalla colonna sonora del film "Blues Brothers"
JIMI HENDRIX + RONETTES - Earth Blues
da "Rainbow Bridge" (1970)
ELVIS PRESLEY - When it rains it really pours (1955)
ROBERT JOHNSON - If I had possession over Judgment day" (1936)
GUN CLUB - Preachin the blues
da "Sex Beat " (1980)
CLASH - The sound of sinners
da Sandinista (1980)
OASIS - Songbird
da "Heathen chemistry" (2002)
FUGAZI - Long division
da "Steady diet of nothing" (1991)




martedì, ottobre 25, 2005

Il coraggio delle idee 2


«Ci hanno impedito - ha detto Giuseppe, il portavoce degli studenti - di entrare in un palazzo pubblico. Abbiamo chiesto di parlare, ci hanno risposto con le manganellate». E sulla piazza sono riecheggiati slogan che richiamano ai movimenti del '77: «Bologna è rossa, ma rossa di vergogna», hanno gridato gli studenti davanti al Comune.



Non è vero, dice Cofferati , che lui è il braccio violento della legalità.
Ogni caso è un caso a sé: qualche mese fa, gli sgomberi nella periferia di via Roveretolo, eseguiti dopo un'ordinanza della magistratura, intendevano colpire l'abusivismo intrecciato con la delinquenza, contrabbando d'oro e traffico di droga.
Le iniziative contro i lavavetri sono state sollecitate da un intervento dell'opposizione, "a cui ho risposto tenendo un profilo bassissimo, dicendo che avrei invitato i vigili a controllare: ma è evidente che il problema non sono i lavavetri, sono il racket che li sfrutta".
Quanto agli squatter che occupano le case popolari, è vero o non è vero che negano l'abitazione a gente bisognosa, che ne ha diritto?
E le cento baracche abbattute con la ruspa nel Lungo Reno, l'operazione che ha fatto esplodere la vicenda bolognese?
Sono arrivate le proteste di Bertinotti, che ha definito "sconcertanti" le iniziative del sindaco, mentre il vicesindaco Adriana Scaramuzzino, delega ai servizi sociali, "all'oscuro di tutto", ha parlato a denti stretti di scarsa collegialità della giunta.
Cofferati sostiene che si è voluta colpire una situazione pericolosa per i residenti (dato che le baracche erano costruite sul greto del fiume), ma anche una realtà permeata dal lavoro nero, con la presenza di un caporalato nel settore edile che sfrutta la manodopera in nero.

Il coraggio delle idee 1

E' MORTA ROSA PARKS, LA MADRE DEL MOVIMENTO DEI DIRITTI CIVILI
RIFIUTO' DI CEDERE IL POSTO AD UN BIANCO SU UN AUTOBUS NEL '55
Si e' spenta all'eta' di 92 anni a Detroit Rosa Parks, la rammendatrice nera di Montgomey, Alabama, considerata madre del Movimento dei Diritti Civili americano.

Ha cambiato la storia degli Stati Uniti il suo rifiuto in un giorno qualsiasi del 1955 di cedere il posto su un autobus ad un bianco. La Parks fu arrestata e comincio' cosi' la lunga battaglia contro l'apartheid.

martedì, ottobre 18, 2005

Tutti a casa

Chiunque se ne sarebbe già andato , solo per una questione di buon gusto.
Loro no.
Rimangono lì .
Ancora per poco , per molto poco.
Nel frattempo ne parla bene , come sempre , Beppe Grillo

Ieri, in una bella giornata di ottobre, 4.300.000 italiani hanno pagato per votare il loro candidato dell’Unione.E’ un risultato straordinario.
Un piccolo esempio di democrazia diretta, certo parziale, con molte contraddizioni.
Ma è un passo avanti.
Esattamente il contrario della legge truffa (che, lo ricordo, ha annullato una decisione presa da noi con il referendum del 1993) che annulla la scelta diretta del candidato delegandola ai partiti.Per costringere un italiano a pagare, a fare la fila per votare e a non andare in gita bisogna portarlo all’esasperazione.Il voto non è stato per l’Ulivo, ma contro il Polo.

Un anticipo del plebiscito che manderà a casa il governo alle prossime politiche.
Io provo una sensazione di sfinimento, non vedo l’ora che finisca questa legislatura, conto i giorni, quasi come a militare.

Lo sanno di aver perso e continuano a pensare, ad arrovellarsi su come uscirne. A fare trucchi. A pensarle tutte.Credo che dopo le elezioni verremo a conoscenza di cose che voi umani non avete ancora visto….
Questo periodo mi ricorda la Repubblica di Salò, con Mussolini che scriveva leggi, dava ordini, emanava decreti.

Una persona ormai estranea al Paese reale.Questi dipendenti della maggioranza sembrano gli interpreti del racconto di Poe: “La maschera della morte rossa”, nel quale il principe Prospero e la sua corte si rifugiano in un castello per sfuggire a una pestilenza che semina la morte nel Paese.
Arroganti, irridenti, sicuri di sé.
Isolati.

venerdì, ottobre 14, 2005

Ancora Not Moving

Beh ogni tanto mi piace ricordare ai gentili fruitori di questo blog (affezionati e fedeli) che siamo impegolati nella reunion dei Not Moving band dei tempi che furono e di cui si possono aver maggiori lumi sul sito www.notmoving.net e sul blog
www.not-moving.blogspot.com.

Impresa titanica che rimette in gioco , oltre ad una ventina di vecchi brani da portare sul palco , 24 da ascoltare su CD e un'ora di immagini da vedere su dvd in "Live in the 80's" prodotto dalla Godownrecords (www.godownrecords.com) , tutta una serie di emozioni e vibrazioni (positive e negative) che aleggiavano nello stato di latenza da una ventina d'anni e che come in ogni reincarnazione che si rispetti , rinascono dall'infinito passato con nuova energia e un afflato non sempre poetico.
Intanto un paio di foto dei Not Moving made in 2005 che a conti fatti non stonano neanche troppo con quelle di 20 anni fa

giovedì, ottobre 13, 2005

La Kabardino Balkaria


Gli eventi che stanno accadendo in queste ore
in Russia ci permettono un altro viaggio in un luogo "estremo" dopo la Transnistria e il Somaliland

Repubblica autonoma (12.500 km2, 760.000 ab., capoluogo Nalčik) tra il crinale del Caucaso e il bassopiano caspico. Il territorio è diviso in due zone: la Balcaria, a sud, e la Cabardia, a nord. Agricoltura (mais, frutta), allevamento bovino e ovino.

da www.peacereporter.net
In Cabardino-Balcaria è attivo da due anni il gruppo armato islamico Yarmuk, che già lo scorso dicembre assaltò gli uffici della polizia anti-droga di Nalchik. In quell’azione i guerriglieri uccisero quattro agenti e sottrassero dall’armeria un'ottantina di fucili mitragliatori, centottanta pistole e molte casse di munizioni, prima di dare alle fiamme l'edificio.
In quell’occasione il gruppo rivendicò l’azione con un comunicato in cui si affermava: "Non è un segreto che il commercio della droga nella nostra repubblica sia gestito, non combattuto, dall’amministrazione locale con la copertura dei servizi segreti russi. Quest’attività criminale sta favorendo la tossicodipendenza tra la nostra gente. E soprattutto tra i nostri giovani. Per la sharìa i trafficanti di droga vanno puniti con la pena di morte".

L'origine del nome Yarmuk. Yarmuk è il nome di un fiume, affluente del Giordano, che divide la Siria dalla Giordania. Per i musulmani questo nome evoca una battaglia che tredici secoli fa fu decisiva per l'espansione dell’Islam in Medioriente. Il 30 agosto dell’anno 636 d.C., infatti, le armate arabe, approfittando di una tempesta di sabbia, passarono il fiume Yarmuk travolgendo l'esercito bizantino dell'imperatore Teodoro, conquistando la Siria e aprendosi la strada per la conquista della Palestina, che sarebbe avvenuta quattro anni più tardi.

Jihad dall'agosto 2003.

Questo gruppo aveva annunciato nell’agosto 2003 l'inizio della jihad contro il "tirannico e corrotto regime fantoccio" della Cabardino-Balcaria accusandolo di essere nient’altro che un'organizzazione che "opprime, intimidisce e sfrutta la popolazione per i propri interessi criminali", facendo crescere "povertà, disoccupazione, alcolismo, tossicodipendenza, criminalità, prostituzione e depravazione" nella repubblica, e portando avanti una brutale politica di repressione della religione islamica, con la persecuzione poliziesca dei fedeli islamici e con la chiusura delle moschee.

Reazione alla repressione.

Un quadro, purtroppo, non distante dalla drammatica realtà socio-economica della Cabardino-Balcaria, dove i giovani disoccupati che non si danno alla droga e all'alcol diventano facile preda della crescente propaganda del radicalismo islamico di matrice wahabita. Un radicalismo estraneo alla tradizione sufi e moderata dell’Islam caucasico, ma sempre più diffuso tra le nuove generazioni afflitte dalla povertà. Un fenomeno al quale le autorità locali, su ordine di Mosca, reagiscono solo con una repressione durissima che non ha altro effetto se non quello di alimentare il fuoco dell'estremismo.

A caccia di Basayev.

Tutto è cominciato nell'estate del 2003, quando nella repubblica si diffuse la voce che il famigerato signore della guerra ceceno, Shamil Basayev, si era nascosto a Baksan, un piccolo villaggio nella foresta. Quando, il 24 agosto 2003, la polizia andò a controllare, venne attaccata da un gruppo di guerriglieri, uno dei quali si fece saltare in aria con una carica esplosiva.
Nelle settimane successive il governo locale avviò una campagna di arresti di massa nelle moschee della piccola repubblica, che poi vennero chiuse.

Arresti di massa, pestaggi e torture.

"Anche mio figlio era stato arrestato in quei giorni", racconta Aminat Kardanova. "Aveva solo vent’anni. Lo hanno picchiato brutalmente. Era solo uno studente, e andava in moschea di rado. Purtroppo, perché ora non ci va più: sta tutto il giorno in strada, e ha anche cominciato a drogarsi".
Negli stessi giorni, bande di ragazzi protetti dalla polizia organizzarono un vero e proprio pogrom contro gli studenti universitari di origine cecena, scappati in questi anni dalla guerra.
Tra il 15 e il 17 settembre 2003, centinaia di universitari ceceni vennero assaliti nei dormitori del'ateneo di Nalchik, per le strade, all’uscita dai cinema e dal teatro.

L'Emirato del Caucaso del Nord.

Da allora, nonostante la chiusura delle moschee e l'incarcerazione di molti leader islamici locali, l'estremismo anti-governativo non ha fatto che aumentare.
Lo Yarmuk ha evidentemente fatto proseliti. E ora ha fatto anche scorta di armi, ed è pronto per varcare un nuovo Yarmuk, lanciandosi alla conquista di un'altra provincia da inglobare nell' Emirato islamico del Caucaso settentrionale sognato da Shamil Basayev. Ma rischiando solo di trasformare la Cabardino-Balcaria in una nuova Cecenia.

martedì, ottobre 11, 2005

Polli , Lapi , i prodi berlusconi e il Pakistan

Tre anatre sono morte per l’influenza aviaria e mille tacchini sono stati soppressi in Turchia.
Lapo si è bombato di speedball insieme a tre trans (lo stile Fiat !)

Prodi e Berlusconi che cazzo ce ne frega delle puttanate che hanno detto !
Tanto non servono al popolo italiano ma solo a loro.

Nei telegiornali queste notizie hanno preceduto i 30.000 morti del terremoto in Pakistan (metà dei quali bambini....)

lunedì, ottobre 10, 2005

Il Somaliland

Dopo la Transnistria (vedi post del 4 ottobre) prosegue il viaggio immaginario nei posti "estremi" , luoghi isolati , non riconosciuti dalle autorità internazionali.
Tocca al Somaliland , a nord della Somalia

La Repubblica del Somaliland è stata conosciuta come Protettorato del Somaliland sotto l'Impero britannico dal 1884 fino al 26 giugno 1960, quando ha ottenuto la propria indipendenza dalla Gran Bretagna. Il 1 luglio 1960 si è unita all'ex Somalia Italiana per formare la Repubblica di Somalia. L'unione non ha funzionato secondo le aspirazioni della gente e lo sforzo ha portato a una guerra civile dal 1980 in poi e all'eventuale collasso della Repubblica Somala. Dopo il crollo della Repubblica Somala, la gente del Somaliland ha tenuto un congresso con il quale ha deciso di ritirarsi dall'unione con la Somalia e reintegrare la sovranità del Somaliland.

Il Somaliland, una delle tante regioni semi autonome della Somalia, è ancora in attesa di un riconoscimento diplomatico internazionale.
Fino ad oggi, il conflitto politico e civile ha causato oltre 500.000 vittime e più di un milione di profughi.
La regione, sita nell'area est-centrale del continente africano, è prevalentemente arida. Negli ultimi sette anni le piogge sono state scarse, al di sotto della media, causando gravi problemi alla popolazione.
Pochi hanno accesso ad acqua potabile e, a causa della siccità, gli animali muoiono.
Le persone perdono, così, un'importante fonte di cibo e reddito.

venerdì, ottobre 07, 2005

Un Paese sempre più in miseria Otto milioni di poveri in Italia


da Unita.it.

Poveri, sempre più poveri.
E al sud anche in tanti, di poveri: l’11,7% delle famiglie italiane si trova sotto la soglia della povertà, ma al sud la percentuale sale al 25%.
Una famiglia su quattro nel meridione d’Italia dunque è povera.
Per capirci, visto che le percentuali non sempre riescono a spiegare, sono sette milioni e 588 mila gli italiani considerati poveri.
Ma per la maggioranza non c'è allarme.
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