lunedì, agosto 29, 2016

Mod Records



L'estate ci regala tre nuovi fiammanti dischi di ispirazione MOD a rinfrancare le sorti di un sound e di una scena un po' con il fiato corto ultimamente.

THE SPITFIRES - A thousand times Dopo l'ottimo esordio di "Response" i quattro di Watford tornano giusto un anno dopo riproponendo la stessa brillante miscela di Jam sound e Wellerismi vari.
La voce di Billy Sullivan ricalca alla perfezione quella cupa e gutturale del Weller dei primi Jam, il sound viaggia all'ombra di dischi storici come "All mod cons" (Jam), i primi dei Buzzcocks o "Brassbound" (Ordinary boys) con una solida base ritmica, chitarra semi distorta in primo piano, ottime ballate acustiche, interventi di tastiere sempre azzeccati, eccllenti melodie di sapore 60's pop.
Ci sono anche "Return to me" (che però potremmo trovare, con quel funk solare, su un album degli Style Council...), "I don't even know myself" dove risaltano anche vaghi accenti reggae soul e "Day to day" che invece incrocia Prisoners, Charlatans e Kula Shaker.
Ancora un lavoro ben fatto, sono giovani e con molte frecce al loro arco.

The SENIOR SERVICE - The girl in the glass case
Ritorna quatto quatto il sempre immenso Graham Day (presente Prisoners, Solarflares, Gaolers etc ?) con il fido Wolf Howard alla batteria, basso e Hammond per riproporre quelle magnifiche sonorità, rigorosamente strumentali, che furono così care ai Prisoners ma anche al primo James Taylor Quartet e, andando più indietro, a Booker T and the Mg’s.
Hammond beat, rozzo e diretto, ultra cool, elegante e superlativo.
Grandissimo album.

ARTE POP - Hacia adelante
Un ex degli spagnoli Los Flechazos (tra le migliori mod bands degli 80’s in assoluto) torna con un nuovo ottimo progetto che ripercorre quei suoni tra beat, Who (di cui c’è anche una buona versione di “Run rn run” in spagnolo), garage, 79’s sound, Jam e un pizzico di soul.
Disco fresco e attuale che respira suoni e atmosfere antiche.

domenica, agosto 28, 2016

Wādī al-Salām



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
I precedenti post:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

Il cimitero di Wādī al-Salām (“la valle della pace”) si trova ad Al-Najaf – nel centro dell’Iraq – ed è uno dei più grandi cimiteri al mondo, il più grande tra quelli islamici.
Costruito circa 1.400 anni fa, è un cimitero sciita, copre un’area di circa 6 chilometri quadrati e si stima che ci siano seppelliti più di 5 milioni di corpi.

Il cimitero contiene molte tombe di Profeti ed è situato vicino alla Moschea dell'Imam Ali, dove è sepolto il quarto califfo dell'Islam sunnita e il primo Imam dell'Islam sciita.
Per questo, quasi tutti gli Sciiti in Iraq ambiscono d'essere seppelliti in questo cimitero.

Le recenti guerre che hanno sconvolto la zona hanno incrementato a tal punto le sepolture (passate da 80 a 200 al giorno) che incomincia ad esserci una carenza di spazio (per il quale il costo è aumentato vertiginosamente fino a 3.000 euro).

sabato, agosto 27, 2016

Il Grande Freddo



Ho recentemente visto la replica di una puntata del programma tv "Il Grande freddo", programma di Rai 3 dedicato a "scomparsi illustri".
Si parlava di FABRIZIO DE ANDRE' attraverso i ricordi e le testimonianze di Guido Harari, Eugenio Finardi, Franz Di Cioccio, Luigi Viva, Francesco Baccini (sempre imbarazzante, purtroppo) e altri.

Molto, molto bello.
Molto, molto TRISTE.
Con la sensazione che questo tipo di testimonianza artistica sia ad appannaggio di noi VECCHI.
Che ci emozioniamo a sentire parlare del tour dei 70's, di Mauro Pagani, della PFM, del Movimento etc etc.
Il tutto raccontato da gente con i capelli bianchi che parla al passato e di quanto era bello e interessante.
CARTOLINA SBIADITA e COLOR SEPPIA, nostalgica e "bei tempi quelli".
Comunque, ripeto, bello e nel link ve lo potete vedere.

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-83ed8d6e-128a-46a0-a69b-413ac67c91c7.html

venerdì, agosto 26, 2016

Leonarda Cianciulli



Le precedenti puntate della rubrica CRIMINAL WORLD ovvero i criminali che hanno avuto connessioni con la musica e l'arte, (dedicate ai Kray Twins, Ronnie Biggs, Luciano Lutring, Gary Gilmore, Janie Jones, i Moor Murders Ian Brady e Myra Hindley, Bonnie & Clyde, Hattie Carroll e William Zantzinger, Stagger Lee, Charles Manson, Ted Bundy, John Wayne Gacy il Killer Clown), Ed Gein sono qui:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Criminal%20World

Meglio nota come La saponificatrice di Correggio perché pare che smembrasse le sue vittime per bollirli con soda caustica per ricavarne sapone, la storia di LEONARDA CIANCIULLI è densa di lati oscuri e la maggior parte delle informazioni derivano dal suo memoriale, Confessioni di un'anima amareggiata (pare suggerito dai suoi avvocati, lei che aveva la terza elementare e difficilmente in grado di scrivere 700 pagine...).

Nata in Irpinia e trasferitasi a Correggio (Reggio Emilia) con il marito, si segnalò precedentemente come donna di facili costumi, impulsiva, ribelle all'autorità e incline a millanteria e truffa mentre nella cittadina emiliana fu benvoluta.
Tanto che conquistò la fiducia di tre donne sole che uccise tra il 1939 e il 1941, uccidendole, sezionandole e sciogliendole poi in una pentola e facendone sapone e biscotti (...)

« Gettai i pezzi nella pentola, aggiunsi sette chilogrammi di soda caustica, che avevo comprato per fare il sapone, e rimescolai il tutto finché il corpo sezionato si sciolse in una poltiglia scura e vischiosa con la quale riempii alcuni secchi e che vuotai in un vicino pozzo nero.
Quanto al sangue del catino, aspettai che si coagulasse, lo feci seccare al forno lo macinai e lo mescolai con farina, zucchero, cioccolato, latte e uova, oltre a un poco di margarina, impastando il tutto. Feci una grande quantità di pasticcini croccanti e li servii alle signore che venivano in visita, ma ne mangiammo anche Giuseppe ed io. »


« Finì nel pentolone, come le altre due (…); ma la sua carne era grassa e bianca: quando fu disciolta vi aggiunsi un flacone di colonia e, dopo una lunga bollitura, ne vennero fuori delle saponette cremose. Le diedi in omaggio a vicine e conoscenti.
Anche i dolci furono migliori: quella donna era veramente dolce. »


Pare che la spinta ad uccidere fosse mutuata dalla volontà di proteggere il figlio in guerra con sacrifici umani.

Scoperta, il 20 luglio 1946, la Cianciulli viene ritenuta colpevole di tre omicidi, del furto delle proprietà delle vittime e condannata al ricovero per almeno tre anni in un manicomio criminale e a trent'anni di reclusione.
Muore il 15 ottobre 1970, nel manicomio di Pozzuoli, all'età di 77 anni.

Oltre a libri, spettacoli, teatrali e vari film alla sua vicenda si sono ispirate diverse band:

Cianciulli Sapone Dance degli En Manque D'Autre dall'album Cianciulli!! del 1988
Cianciulli balla degli Acid Folk Alleanza (AFA) dall'album Acid Folk Alleanza del 1993
Soap opera degli Offlaga Disco Pax
La saponatrice di Ferrara degli OvO
A Bizarre Alchemical Practice dei Dark End
Soap Maker Woman dei Beggars On Highway nell'EP "Hard, Loud And Alcoholic!"
Disco Cianciulli del progetto musicale industrial italiano Teatro Satanico
In Memoria Di Me dei Subhuman

giovedì, agosto 25, 2016

4 luglio 1981, Hambrugh Tavern, Southall e la fine dell' Oi !



Gary Hodges, voce dei 4 Skins ha definito l'infausta serata del 4 luglio 1981, all'Hambrugh Tavern, Southall, "la fine dell'Oi!".
Il giorno in cui si tenne, organizzato da un gruppo di Skinheads anglo-asiatici, un concerto con 4 Skins, The Business e Last Resort tra i nomi principali della scena Oi/Skinhead inglese.

Southall era/è un quartiere con un alta densità di indo-pakistani, cuore pulsante della comunità asiatica londinese, già teatro un paio di anni prima 1979 di scontri tra National Front ed esponenti di sinistra aiutati dalla gente del quartiere in cui morì un attivista dell'Antinazi League.

Alcuni bus portarono centinaia di skins, punks e altri ragazzi al locale ma gli asiatici interpretarono il concerto come un raduno di nazi e si assieparono intorno al pub (dopo aver attaccato alcuni bus che esponevano bandiere inglesi).
In realtà il pubblico era prevalentemente apolitico (con anche skin neri e asiatici) e gli esponenti di destra circoscritti a poche persone (e come ricorda sempre Gary Hodges "tra i nostri fans vigeva un tacito accordo durante i nostri concerti: che tu fossi di destra o di sinistra non importava, di fronte a noi le differenze si appiattivano").

Durante il concerto dei 4 Skins trecento persone (asiatici appoggiati da organizzazioni di sinistra) attaccarono il pub con mattoni e bottiglie incendiarie che bruciarono completamente il locale.
I pochi poliziotti presenti evitarono il linciaggio e il pestaggio di spettatori e componenti delle band.

La stampa etichettò immediatamente gli intervenuti al concerto come nazisti e conseguentemente anche tutto il movimento Oi.
L'episodio si aggiunse alla compilation "Strenght through Oi!" il cui titolo riecheggiava (inconsapevolmente) lo slogan nazista "Strenght through joy" e sulla cui copertina appariva Nicky Crane, membro di organizzazioni di estrema destra.
Il movimento Oi! venne delegittimato e spesso derubricato a fascista.

mercoledì, agosto 24, 2016

Herbie Hancock - Possibilities



Notevole questa autobiografia di HERBIE HANCOCK, uno dei musicisti più geniali del panorama internazionale, dalla carriera fenomenale (dal Miles Davis Quintet alla colonna sonora di "Blow Up" fino al successo commerciale con "Head Hunters" e "Rockit" che bissava la lontana hit "Watermelon Man").
Se si mastica di musica e si è musicisti è un vero piacere addentrarsi in certi particolari tecnici (per il lettore meno specializzato sono invece talvolta eccessivamente prolissi, tra elenchi di tastiere e specifiche tecnologiche).

La sua vita è un appassionante susseguirsi di eventi (artisticamente e non) pazzeschi e nel libro entrano concerti epici, dischi storici, interminabili tour, registrazioni senza fine, lutti, alcolismo, droga, la conversione al Buddismo di Nichiren Daishonin ma soprattutto un'energia e una voglia di vivere, creare, scoprire, sfidarsi, incredibili.
La lettura è scorrevole e appassionante, gli aneddoti sono impagabili e spesso divertenti, il tono è serio ma leggero.

Pubblica Minimum Fax.

martedì, agosto 23, 2016

Olimpiadi Rio 2016



Quando sei in vacanza in montagna una bella Olimpiade a riempire le giornate è l'ideale.

BELLA non lo è stata, nessun record particolarmente eclatante, pochi gli "eroi" (Bolt, Phelps...) ma è comunque sempre un ottimo spettacolo.
Contro ogni previsione RIO ha svolto un discreto lavoro organizzativo anche se gli spalti erano spesso desolatamente vuoti (dove a Londra erano gremiti per ogni sport).

Hanno spadroneggiato gli USA, in calo la Cina, molto sotto tono la Russia, bene l'Italia, scomparsa o quasi l'Africa dal medagliere.
Divertente il Rugby a 7, appassionante la corsa della pallavolo nostrana e del ciclista Viviani.

lunedì, agosto 22, 2016

Targa MEI Musicletter



IL NOSTRO BLOG HA VINTO la Targa MEI Musicletter come MIGLIOR BLOG 2016 !
Grazie a tutti per l'aiuto e il supporto.

http://www.musicletter.it/?x=entry:entry160822-125830#readmore-entry160822-125830

Campionato di calcio 2016-2017



Come ogni anno da queste pareti si fanno i pronostici sul campionato prossimo venturo.

La palla è rotonda, il campionato è lungo, tutto può succedere etc etc. Si possono cercare mille scuse per provare a rendere interessante la nuova stagione ma che la JUVENTUS vinca a mani basse penso sia fuori dubbio. Troppa la disparità con le rivali e una evidente "Bayernizzazione" o "PSG style" del nostro torneo.
Dietro le solite ROMA e NAPOLI.

L'INTER ha un buon potenziale di calciatori ma un tale casino societario che lascia poche speranze al momento.
Per il resto FIORENTINA, SASSUOLO, TORINO e anche LAZIO possono fare bene.
Per la retrocessione se la giocano PESCARA, CROTONE, UDINESE, PALERMO.
Il mio CAGLIARI ha messo su una bella squadra che dovrebbe consentire una salvezza tranquilla.

E come sempre i pronostici in percentuale:

Juventus 90%
Roma 3%
Napoli 3%
Inter 3%
Cagliari 1%

venerdì, agosto 19, 2016

Aretha Franklin di Gabriele Antonucci
Al Green di Lucia Settequattrini



Volo Libero Edizioni inaugura una benvenuta serie di pubblicazioni su alcuni dei nomi principali della SOUL MUSIC, intitolata SOUL BOOKS e curata da un luminare del genere, Alberto Castelli.
Doveroso partire con la Queen of Soul, ARETHA FRANKLIN, coraggioso affiancarle un nome da noi poco noto come AL GREEN.

Gabriele Antonucci scrive un ritratto completo ed esaustivo di ARETHA FRANKLIN, con tutti i suoi eccessi (madre di due figli già a 14 anni, bizzosa, passione per l'alcool, una vita complicata, segnata da amori turbolenti, numerosi e dolorosissimi lutti, ascese all'Olimpo, cadute rovinose) ma soprattutto i suoi successi, pressochè infiniti dai 60's fino ai nostri giorni.
Un racconto dettagliato e preciso, appassionante e "caldissimo".

Più "personalizzato" il lavoro su AL GREEN, a cura di Lucia Settequattrini, di cui si sottolinea una vita spesa tra musica e conversione (è un fervente predicatore cattolico), ma che però perde a tratti il percorso strettamente musicale.
Un testo comunque unico ed essenziale per scoprire un nome così poco considerato dalle nostre parti nonostante lo spessore della sua carriera e una voce pressochè unica.

In arrivo Marvin Gaye, Curtis Mayfield, Otis Redding, Solomon Burke, Nina Simone e altri.

mercoledì, agosto 17, 2016

Fix! di Vittorio Parisi



Mafia, corruzione e sfruttamento nella grande boxe è un sottotitolo esaustivo per descrivere cosa ci attende nelle oltre 200 pagine di questa pubblicazione a cura di Bradipo Libri.

Vittorio Parisi entra nel dettaglio (paradossalmente forse l'unica pecca del libro è l'eccesso di nomi, date, sigle in cui si rischia alla fine di perdersi un po') di una lunga serie di incontri combinati, per scommesse, per l'intervento diretto della mafia, per convenienze varie.
Si passa da Rocky Marciano, alle sfide Cassius Clay-Sonny Liston ad una lunga serie di verdetti scandalosi, all'analisi molto precisa e circostanziata del controllo totale che la mafia ha a lungo tenuto sul pugilato.

Ne escono puliti davvero in pochi e alla fine la visione della "nobile arte" è veramente desolante.

lunedì, agosto 15, 2016

Atipico



Vi segnalo l'uscita del nuovo numero (gratis in dowmload) della rivista ATIPICO.
La trovate qui: http://atipico-online.it/ e il Nostro Charlie cura un interessante sondaggio sul brano "bromuro"...
io ho votato "Certe notti" di Ligabue (e la discografia dei Queen)

venerdì, agosto 12, 2016

Omaggio di Iggy Pop a David Bowie



E' nota la lunga e proficua collaborazione tra IGGY POP e DAVID BOWIE, supportata da una sincera amicizia.

Bellissimo questo sentito omaggio che IGGY ha fatto allo scomparso amico DAVID alla BBC in qualità di DJ.
Buon ascolto, sono due ore ma vale la pena.

http://www.bbc.co.uk/programmes/b07llby4

mercoledì, agosto 10, 2016

Lo Stadium di Torino



Il più grande stadio d'Italia fu costruito a Torino nell'area dell'ex piazza d'Armi, dove oggi sorge il Politecnico: l'ingresso principale era posto su corso Vinzaglio, oggi corso Duca degli Abruzzi.
Oltre ad essere stato il primo stadio di Torino, fu anche il primo d'Italia ad essere dotato di un impianto di illuminazione elettrica e ad essere realizzato in cemento armato.

Fu progettato da Carlo Ceppi e dai suoi collaboratori architetti Vittorio Ballatore di Rosana e Ludovico Gonella.
Fu costruito in concomitanza dell'Esposizione Internazionale di Torino del 1911 svoltasi al parco del Valentino in occasione del cinquantenario dell'unità d'Italia.
Si chiamava STADIUM, occupava un'area di 100.000 metri quadrati, con 40.000 posti a sedere e 30.000 in piedi, venne inaugurato il 30 aprile del 1911 davanti ai Sovrani e a 70.000 spettatori.

In stile greco-romano misurava 361 metri di lunghezza per 204 di larghezza , circa il doppio dello "Stadio Comunale".
Intorno al campo c'erano tre piste: una grande esterna da 730 metri per le gare ciclistiche, una per le corse dei cavalli e una terza di 500 metri per l'atletica.

L'arena centrale, di circa 47.000 m², era suddivisa in due parti eguali: la prima metà ospitava un campo da calcio regolamentare e un attiguo campo per l'allenamento, l'altra metà era invece attrezzata per allestire una pista di pattinaggio su ghiaccio e comprendeva anche una piscina con trampolino mobile che poteva essere completamente svuotata e coperta.
Sotto le campate degli spalti trovavano posto un grande numero di locali che ospitavano la palestra utilizzata dalla Reale Società Ginnastica Torino, svariate sale destinate ad altre discipline sportive come scherma, ginnastica artistica, pugilato e una serie di altri locali: spogliatoi, docce, infermeria, una caffetteria con ristorante, sale da buffet, scuderie, autorimessa, magazzini, vani tecnici e anche un dormitorio per gli atleti delle squadre sportive da 5.000 posti letto.

Esternamente la struttura era circondata da un'aiuola recintata che percorreva tutto il perimetro e, sul lato corto affacciato su corso Peschiera vi era un'ampia area verde che ospitava campi da tennis e da bocce.
Totalmente finanziato da privati fu costruito in meno di un anno.
Ospitò solo due partite di calcio di campionato e tre volte la nazionale ma si svolsero anche spettacoli pirotecnici, saggi ginnici, mostre di cani e di cavalli, concorsi ippici internazionali, corride, gare di pallone elastico, corse di bici, auto e moto, proiezioni cinematografiche estive, circhi equestri, mostre ed esposizioni.
Nel 1923 fu teatro della spettacolare rappresentazione della "Passione di Cristo" che coinvolse oltre 2000 comparse e ospitò la mostra delle invenzioni e delle industrie, che si sarebbe poi strasformata nel Salone della Meccanica e successivamente, della Tecnica. Nel 1928 vi si svolse il "Carosello Storico Sabaudo".
Nel 1930 venne acquisito dal Comune di Torino ma cadde presto in disuso e fu chiuso nel 1938.

Durante la seconda guerra mondiale fu adibito a scopi militari e nel 1946 venne infine demolito.
L'area restò inutilizzata fino al 1951, quando venne lottizzata per edificare l'attuale area residenziale, gli edifici dell'istituto "G. Sommelier", del liceo scientifico "G. Ferraris" e la nuova sede della Facoltà di Ingegneria del Politecnico.

lunedì, agosto 08, 2016

The Big Show - The Who, Small Faces, Paul Jones in Australia 1968



Un potenziale successo, in una terra mai "esplorata" e piuttosto sensibile al fascino del beat inglese, il Tour Australiano e Neo Zelandese del gennaio del 1968 di WHO, SMALL FACES e PAUL JONES, si trasformò in un incubo, con autorità, stampa e anche pubblico ostili e spesso inclini al sabotaggio.

La cattiva fama delle bands fu preceduta da alcuni "scontri" verbali sull'aereo nel viaggio d'andata con il personale di bordo (sui beveraggi alcolici in particolare e qualche comportamento "sopra le righe") su cui la stampa locale prese a ricamare abbondantemente, aggiungendo vari particolari relativi agli esplosivi concerti degli Who, ad alcune storie di droga di vari membri delle band.
In particolare la prima domanda che fu fatta a Mc Lagan nella prima conferenza stampa fu "E' vero che sei un drogato?" (era stato accusato di possesso di marjuana)a cui rispose con un sonoro "Vaffanculo!".
Tutti i giornalisti si alzarono e se ne andarono scrivendo da quel momento articoli di fuoco.
Ci furono scontri verbali con vari giornalisti, palchi, strumentazione e impianti voci di pessima qualità, problemi con il pubblico (o troppo freddo o talvolta eccessivamente agitato).
Durante il volo da Adelaide a Sidney una hostess fu mandata affanculo da uno delle band.
Per ripicca il pilota atterrò nel primo aeroporto disponibile e cacciò l'intero gruppo di musicisti e accompagnatori....

Durante un party in un hotel, Steve Marriott, ubriaco, ruppe un registratore portatile e lo buttò fuori dalla finestra, mandandolo in mille pezzi.
Keith Moon prese spunto per svuotare la stanza e gettare in strada ogni tipo di suppellettile.
Ian Mc Lagan ricorda tra i pochi momenti gradevoli l'incontro con un gruppo di Mods ad Adelaide che li scorazzò da un pub all'altro in scooter.
Alla fine addirittura il Primo Ministro australiano John Gordon mandò un telegramma a Pete Townshend dicendogli che la loro presenza non era gradita e di no ntornare mai più. Townshend prese alla lettera l'invito e gli Who suonarono di nuovo in Oceania solo nel 2009.

Ogni tappa prevedeva due concerti, uno alle 18.00 e l'altro alle 20.45

Saturday 20 January - Festival Hall, Brisbane
Monday 22 January - Sydney Stadium, Sydney 
Tuesday 23 January - Sydney Stadium, Sydney
Thursday 25 January - Festival Hall, Melbourne
Friday 26 January - Festival Hall, Melbourne
Saturday 27 January - Centennial Hall, Adelaide

New Zealand
Monday 29 January - Town Hall, Auckland
Wednesday 31 January - Town Hall, Wellington

Questo post ne aggiorna uno più sintetico del 2011

venerdì, agosto 05, 2016

I 50 migliori batteristi (su Classic Rock)



La rivista CLASSIC ROCK mi ha affidato la gestione di un numero speciale dedicato a 50 BATTERISTI RAPPRESENTATIVI NELLA STORIA DEL ROCK.

Con il responsabile editoriale Maurizio Becker e il direttore Francesco Coniglio li abbiamo individuati per poi dividere le schede tra i vari collaboratori.
L'elenco è in rigoroso ordine alfabetico.
Io mi sono occupato di Tony Allen, Fred Below, John Densmore, Topper Headon, Al Jackson Jr., Keith Moon, Bernie Purdie, Ringo Starr, Clyde Stubberfield, Moe Tucker, Charlie Watts, Joseph Zigaboo Modeliste.

Gli altri sono Carmine Appice, Ginger Baker, Hal Blaine, John Bonham, Terry Bozzio, Bill Bruford, Matt Cameron, Danny Carey, Billy Cobham, Vinnie Colaiuta, Phil Collins, Stewart Copeland, John Densmore, Virgil Donati, Aynsley Dunbar, Sheila E., DJ Fontana, Steve Gadd, Michael Giles, Dave Grohl, Levon Helm Jim Keltner, Jaki Liebezeit, Dave lombardo, Nick Mason, Mitch Mitchell, Ian Paice, Carl Palmer, Neil Peart, Cozy Powell, Jeff Porcaro, Mike Portnoy, Simon Phillips, Marky Ramone, Michael Shrieve, Alex Van Halen, Christian Vander, Bill Ward, Tony Williams.

C'è poi una parte italiana (che ho coperto interamente io) in cui si parla di
GEGE' DI GIACOMO, GIANNI DALL'AGLIO, FRANZ DI CIOCCIO, GIULIO CAPIOZZO, ELLADE BANDINI, BRUNO BIRIACO, TULLIO DE PISCOPO, TONY ESPOSITO, FRANCO DEL PRETE, MICHI DEI ROSSI, WALTER CALLONI, AGOSTINO MARANGOLO, ROBERTO GATTO, con un cenno anche a Helder Stefanini, Fabio Rondanini, Ferdinando Masi, Giovanni Naska Deidda, Ringo De Palma, Francesco Valente, Massimo Ferrarotto.

The Beatles - Revolver



Usciva 50 anni fa REVOLVER dei BEATLES uno dei migliori album pop rock di tutti i tempi.

Un balzo in avanti epocale nella percezione popolare della musica grazie alla tipica particolarità dei Fab Four di riuscire a condensare in poco più di mezzora (14 brani di cui nessuno passa i tre minuti di durata) un universo di sonorità, influenze, riferimenti, colti o meno.
C'è il semplice pop e la sperimentazione, il rock e la psichedelia, il beat e la musica indiana, gli archi da orchestra da camera e la black music etc.
Un caleidoscopio organico, perfettamente coerente nella diversità di direzioni che la band non riuscirà più a ripetere con la stessa efficacia e freschezza.
A cui si aggiungono nuovi orizzonti nella tecnica di registrazione, nel posizionamento dei microfoni per la batteria, nell'uso dei nastri, nel mixaggio.

Apre l'inconsueto "one,two,three, four" di TAXMAN (unico brano di George messo all'inizio di un album dei Beatles), con aspro testo polemico e politico, un assolo di chitarra incredibile di Paul (che provvede ad un giro di basso indimenticabile) in un brano soul rock veeemente che stride con la drammatica successiva ELEANOR RIGBY con il solo Paul protagonista, accompagnato da una sezione d'archi (mirabilmente arrangiati da George Martin) e da un testo profondo, lugubre ma incisivo sulla solitudine.
Tocca poi a John con I'M ONLY SLEEPING: il brano non è forse dei suoi migliori ma è una ballad psichedelica con un solo di chitarra di George suonato al contrario (lo suonò diritto, lo riversò, lo imparò al contrario e lo riversò di nuovo...effetto incredibile) e una struttura molto particolare.
Di nuovo spazio a George con l'indiana LOVE YOU TO, brano non irresistibile ma che sancisce definitivamente la passione del "quiet one" per l'Oriente.
Nel brano ci sono anche Ringo e Paul.

HERE THERE AND EVERYWHERE è il Paul melodico al 100%, ballata lenta e sognante che è restata fino d ora anche nel repertorio solista (lui la giudica una delle sue migliori composizioni in assoluto trovando concorde anche John e George Martin).
Come previsto uno spazio è lasciato anche a Ringo a cui è riservata la ballata per bambini YELLOW SUBMARINE, brano di Paul, arricchito da ripetuti effetti speciali. E' l'unico momento debole dell'album anche se diventerà uno dei loro brani più noti (ai cori anche Brian Jones e Marianne Faithfull).
A chiudere la facciata A uno dei brani più sottovalutati ma particolari della carriera dei Beatles con una delle migliori prestazioni in assoluto di Ringo alla batteria (e l'unico in cui Paul non compare, al basso c'è George).
SHE SAID SHE SAID è un brano di John, psichedelico, rock, dall'incedere ritmico particolarissimo: Ringo si produce in un capolavoro passando agevolmente e con estrema classe da battute in 4/4 a brevi passaggi in 3/4, una in 6/4, una di nuovo in 3/4, una in 6/4, una in 3/4, concludendo in un rutilante 2/4 che conclude il brano che sfuma.
Ma sono i continui contro tempi che rendono la sua esecuzione superba, eseguendo una sorta di parte solista che emerge sotto la linea vocale dalle movenze orientali.
In fase di registrazione il suono dei piatti fu notevolmente compresso per conferire al brano un effetto più psichedelico.

Per il lato B ci sono in apertura la breve (2 minuti), solare e allegra GOOD DAY SUNSHINE di Paul (che suona tutto lasciando Ringo alla batteria, Paul e George solo ai cori e George Martin al piano, con un bellissimo solo) e AND YOUR BIRD CAN SING di John, molto rock e psichedelica con le chitarre di George e Paul a tessere il riff di sostegno all'intero brano.
Grande lavoro di basso di Paul e armonie vocali eccelse.
L'eccellenza compositiva, ormai a livelli di autore classico, si palesa con l'incredibile FOR NO ONE, uno dei suoi migliori brani in assoluto con uno splendido solo di corno inglese e la parte strumentale che non prevede George e John ma il solo Ringo in una ritmica usata con discrezione. Imperiosa e vivacissima la DOCTOR ROBERT di John (esplicitamente dedicata ad uno spacciatore) in cui la band suona al completo con i rispettivi ruoli, dimostrando ancora una volta la classe e la capacità esecutiva.

Ancora George con la bella I WANT TO TELL YOU dai sapori orientaleggianti ma senza traccia di sitar o altra strumentazione del luogo. Parti vocali di una bellezza unica e Paul al basso protagonista. Le ultime due tracce sono uno dei tasselli più importanti della varietà di questo capolavoro.
GOT TO GET YOU INTO MY LIFE di Paul è un esplicito omaggio alla soul music con una poderosa sezione fiati (e testo dedicato alla scoperta della marijuana che da allora non abbandonerà più) mentre non ci sono parole per descrivere TOMORROW NEVER KNOWS viaggio oltre le soglie della psichedelia con il groove batteristico di Ringo marchio di fabbrica inimitabile.

In giugno era uscito il singolo PAPERBACK WRITER / RAIN che se fossero stati inseriti nell'album lo avrebbero reso ancora migliore, se possibile.



La discutibile copertina è opera di Klaus Voorman, vecchio amico della band che collaborerà in futuro negli album solisti di John, George e Ringo.
Il titolo originale è stato scelto tra Abracadabra, Four Sides of the Eternal Triangle, After Geography (in risposta al recente Aftermath degli Stones) Magic Circles, Beatles on Safari, Pendulum.
Related Posts with Thumbnails