venerdì, settembre 23, 2005

Buon weekend dall'Iraq democratico


IL FILO NERO TERRORISTA DA GROUND ZERO A BASRA
(e il silenzio dei giornali di sinistra italiani)
da un articolo di Fulvio Grimaldi

DA LEGGERE COMPLETAMENTE (è lunghissimo) MA ESTREMAMENTE ESAURIENTE
su www.comedonchisciotte.org

ps:
Basra è la località Iraqena dove due dei servizi segreti inglesi sono stati beccati con l'auto carica di esplosivo.
Imprigionati sono stati "liberati" dai commilitoni inglesi con i carriarmati , attaccati dalla folla inferocita.
L'episodio gravissimo e chiarificatore dello stato delle cose in Iraq è passato pressochè sotto silenzio sulla stampa italiana ed estera
(Baghdad, 23 settembre - Un portavoce della polizia irachena di Bassora ha detto che i due agenti provocatori, di nazionalità britannica, arrestati dalla polizia locale "pianificavano di far esplodere delle bombe in un luogo santo sciita" in città. Secondo il portavoce, citato dalla stampa irachena, di cui riferisce l'Ansa, i due "lavoravano per il Mossad e le armi e gli esplosivi in loro possesso sarebbero dovuti servire a provocare il caos")

Guerra globale al terrorismo, o fiaba per lobotomizzati?
Abbiamo alle spalle in questo paese una serie di stragi, tutte di Stato, tutte con dentro fino al collo i servizi segreti con sulle spalle gli avvoltoi Cia e Mossad.
Tutte servite a normalizzare, reprimere, stroncare, avviare verso l’autoritarismo e la liquidazione del dissenso nell’era dell’arricchimento dei ricchi e dell’impoverimento di tutti gli altri.
A Cuba, nel giugno scorso, si è tenuto uno sconvolgente convegno di quattro giorni – e non bastavano – sul terrorismo. Vittime, congiunti, testimoni, investigatori. Terrorismo per mezzo secolo e più tutto yankee, dall’America Latina del Piano Condor, delle dittature, dei desaparecidos, di Posada Carriles, della Scuola delle Americhe, fino al terrorismo cosmico dell’Iraq e del Medio Oriente.
Fino agli orribili attentati che stanno preparando per evitare che la loro barca di teschi e tibie vada rovesciandosi e possa essere ancora guidata a sventrare pezzi di mondo.

Questa è gente che utilizza il terrorismo anche per far fruttare le catastrofi “naturali”: aprire, con la dinamite contro gli argini (udita da decine di testimoni) il passo a Katrina verso i quartieri neri, latinos, poveri di New Orleans e deviarla dai quartieri ricchi; annegare la “plebaglia” e lasciarla morire di fame, sete, incuria negli ospedali;
con la FEMA (Federal Emergency Management Authority), militarizzata da Oliver North e gestita da un trafficante di cavalli amichetto di Bush, tagliare le comunicazioni sopravvissute e impedire l’arrivo di soccorsi;
sparare al genio civile (4 morti) che si apprestava a riparare la falla;
inventarsi saccheggiatori tra chi attingeva a negozi sommersi per il pane che il governo non faceva arrivare, per giustificare l’irachizzazione della città;
disperdere ai quattro venti sotto la punta dei fucili la popolazione socialmente e razzialmente inadeguata, perché non possa rivendicare alcun ritorno e consentire alla già appaltata Halliburton del vice-gangster Cheney di ricostruire una città a misura di iperdotati economici e evangelici fanatici della sicurezza e dell’eliminazione fisica dei diversi;
approfittare del tutto per collaudare un apparato predisposto per imporre la legge marziale, stroncare rivolte e proteste, instaurare definitivamente con un Patriot Act III la dittatura e impedire, non funzionando più la manomissione dei voti che ha consacrato due volte l’utile idiota, che questa elite possa essere privata del potere.
E c’è chi preferisce chiudere gli occhi davanti alle voragini di menzogne che si sono aperte sull’11 settembre, sul 7 luglio di Londra, su tutti gli attentati in cui, guarda un po’, sono sempre morti tutti gli “attentatori”.
C’è chi preferisce non vedere, non capire, non accettare l’enormità del crimine e continuare a vivere in una fiaba, piuttosto che affrontare i veri terroristi.
Presto o tardi si sveglierà.
Lobotomizzato.

mercoledì, settembre 21, 2005

La determinazione

Quando la determinazione cambia, tutto inizia a muoversi nella direzione che desiderate. Nell'istante in cui decidete di vincere, ogni nervo e fibra del vostro essere si orienteranno verso quella realizzazione.
D'altra parte se pensate "non funzionerà mai", proprio in quel momento ogni cellula del vostro essere si indebolirà, smettendo di lottare, e tutto volgerà verso il fallimento.

Daisaku Ikeda da "Giorno per giorno"

mercoledì, settembre 14, 2005

Not Moving


Pubblicità progresso :
è attivo il sito
www.notmoving.net

Ancora un po' da costruire ,
ma dateci un'occhiata ogni tanto.

Mentre prosegue il blog:
www.not-moving.blogspot.com

martedì, settembre 13, 2005

I libri di testo

da BeppeGrillo.it

Altroconsumo ha denunciato nei giorni scorsi il caro libri, che alle famiglie costa circa otto milioni di euro in più,inviando a Letizia Moratti una richiesta di intervento.
Se la Moratti non interverrà Altroconsumo ha annunciato che farà ricorso al Tar.
Alcune domande:perchè i libri costano di più?Perché i libri costano comunque troppo?

E, infine, perché i libri?
I libri di testo dovrebbero costare poco o nulla.

Fantasie?
Digitalizziamo i libri, rendiamoli disponibili agli studenti in rete.
Non pagheremmo nulla per la carta, nulla per la distribuzione, e l’anno successivo gli aggiornamenti sarebbero fatti sui testi precedentemente digitalizzati.

Anche se il teorema di Pitagora e la Divina Commedia non dovrebbero cambiare tutti gli anni.
Certo, gli studenti dovrebbero disporre di un pc, le scuole essere dotate un collegamento in rete,gli insegnanti essere messi nelle condizioni di lavorare con le nuove tecnologie.
Non stiamo parlando, come è chiaro, dell’Italia.
Ma questo non era il governo delle tre I?

Due non me le ricordo più, la terza forse era Internet.

venerdì, settembre 09, 2005

Uragani

Fidel Castro , Cuba comunista , i diritti umani ....
Bush , America , libertà , giustizia , i diritti umani....

Marjorie Cohn in un pezzo dal titolo "The Two Americas":

"Nel settembre dello scorso anno un uragano di categoria 5 ha spazzato la piccola isola di Cuba con venti di 250 chilometri orari.
Più di 1,5 milioni di cubani sono stati evacuati in zone sicure prima dell’arrivo dell’uragano.
Sono state distrutte 20.000 case, ma non c’è stato nessun morto.
Qual è il segreto di Fidel Castro?
Secondo il Dr. Nelson Valdes, professore di sociologia all’Università del New Mexico e specializzato in America Latina, 'tanto per cominciare, l’intera difesa civile è radicata nella comunità.
La gente sa in anticipo dove deve andare.''I capi cubani vanno in TV e prendono in mano la situazione,' ha detto Valdes.[...]
Limitarsi a pigiare la gente in uno stadio è impensabile' a Cuba.
'In tutti i rifugi è presente personale medico del quartiere. A Cuba i medici di base prendono parte all’evacuazione con i loro assistiti, e sanno già, per esempio, chi può avere bisogno di insulina.
'Vengono portati via anche gli animali, gli apparecchi TV e frigoriferi, 'così che le persone non esitino ad andarsene per timore che qualcuno rubi le loro cose.
'Dopo l’uragano Ivan il Segretariato Internazionale delle Nazioni Unite per la Riduzione dei Disastri ha citato Cuba come un modello per la preparazione agli uragani.
Il direttore dell’ISDR Salvano Briceno ha detto:
'Il sistema cubano potrebbe facilmente essere applicato ad altri paesi con condizioni economiche simili e perfino a paesi con risorse più ingenti che però non riescono a proteggere la popolazione come fa Cuba.'[...]
Quando l’Uragano Ivan ha colpito Cuba non è stato imposto nessun coprifuoco.
Non ci sono stati saccheggi o violenze.
Tutti erano nella stessa barca.
Fidel Castro, che ha paragonato i preparativi del governo per l’Uragano Ivan ai preparativi per l’invasione degli Stati Uniti a lungo temuta, ha commentato: 'Ci prepariamo a questo da 45 anni.'"

giovedì, settembre 08, 2005

Le guerre mentono

Le guerre mentono
di EDUARDO GALEANO
da il Manifesto.it

Ma il motivo... disse il signor Duval.
Un uomo non uccide per niente.-
Il motivo? rispose Ellery, stringendosi nelle spalle-.
Lei il motivo lo conosce.
(Ellery Queen, «Avventura nella Casa delle Tenebre»)

Le guerre dicono di esserci per nobili ragioni: la sicurezza internazionale, la dignità nazionale, la democrazia, la libertà, l'ordine, il mandato della Civiltà o la volontà di Dio.
Nessuno ha l'onestà di confessare: «Io uccido per rubare».
In Congo, nel corso della guerra dei quattro anni che è in sospeso dalla fine del 2002, sono morti non meno di tre milioni di civili.
Sono morti per il coltan, ma neppure loro lo sapevano.
Il coltan è un minerale raro, e il suo strano nome designa la mescolanza di due rari minerali chiamati columbio e tantalio. Il coltan valeva poco o nulla, finché si scoprì che era imprescindibile per la fabbricazione di telefoni cellulari, navi spaziali, computer e missili; e allora è diventato più caro dell'oro.Quasi tutte le riserve conosciute di coltan sono nelle sabbie del Congo.
Più di quarant'anni fa, Patricio Lumumba fu sacrificato su un altare d'oro e di diamanti.
Il suo paese torna ad ucciderlo ogni giorno.Il Congo, paese poverissimo, è molto ricco di minerali, e questo regalo della natura continua a rivelarsi una maledizione della storia
Gli africani chiamano il petrolio «merda del diavolo».
Nel 1978 venne scoperto il petrolio nel sud del Sudan.
Si sa che sette anni dopo le riserve erano già più del doppio, e la maggior quantità giace nell'ovest del paese, nella regione del Darfur. Là, di recente, c'è stata, e continua a esserci, un'altra strage.
Molti contadini neri, due milioni secondo alcune stime, sono fuggiti o sono stati uccisi dai proiettili, dai coltelli o dalla fame, al passaggio delle milizie arabe che il governo appoggia con carri armati ed elicotteri. Questa guerra si traveste da conflitto etnico e religioso fra i pastori arabi, islamici, e i contadini neri, cristiani e animisti.
Ma il fatto è che i villaggi incendiati e i campi distrutti erano dove adesso cominciano ad ergersi le torri petrolifere che perforano la terra. La negazione dell'evidenza, ingiustamente attribuita agli ubriachi, è la più nota abitudine del presidente del pianeta, che, grazie a dio, non beve nemmeno un goccio.
Lui continua ad affermare che la sua guerra in Iraq non ha niente a che vedere con il petrolio.«Ci hanno ingannato occultando sistematicamente informazione», scriveva dall'Iraq, nel lontano 1920, un certo Lawrence d'Arabia: «Il popolo inglese è stato portato in Mesopotamia per cadere in una trappola dalla quale sarà difficile uscire con dignità e con onore».Lo so che la storia non si ripete, ma a volte ne dubito.
E l'ossessione contro Chávez?
Non ha proprio niente a che vedere con il petrolio del Venezuela questa campagna forsennata che minaccia di uccidere, in nome della democrazia, il dittatore che ha vinto nove elezioni pulite?
E le continue grida d'allarme per il pericolo nucleare iraniano non hanno proprio niente a che vedere con il fatto che l'Iran contenga una delle riserve di gas più ricche del mondo?
E se no, come si spiega la faccenda del pericolo nucleare?
È stato forse l'Iran il Paese che ha gettato le bombe nucleari sulla popolazione civile di Hiroshima e Nagasaki?L'impresa Bechtel, con sede in California, aveva ricevuto in concessione, per quarant'anni, l'acqua di Cochabamba.
Tutta l'acqua, compresa l'acqua piovana. Non appena si fu installata, triplicò le tariffe.
Scoppiò una rivolta popolare e l'impresa dovette andarsene dalla Bolivia.Il presidente Bush si impietosì per l'espulsione, e la consolò concedendole l'acqua dell'Iraq.
Davvero generoso da parte sua. L'Iraq non è degno di essere distrutto solo per la sua favolosa ricchezza petrolifera: questo paese, irrigato dal Tigri e dall'Eufrate, si merita il peggio anche perché è la pozza d'acqua dolce più ricca di tutto il Medio Oriente.
Il mondo è assetato. I veleni chimici imputridiscono i fiumi e la siccità li stermina, la società dei consumi consuma sempre più acqua, l'acqua è sempre meno potabile e sempre più scarsa.
Tutti lo sanno: le guerre del petrolio saranno, domani, guerre dell'acqua.In realtà, le guerre dell'acqua sono già in corso. Sono guerre di conquista, ma gli invasori non gettano bombe, né fanno sbarcare truppe.
I tecnocrati internazionali, che mettono i paesi poveri in stato d'assedio ed esigono privatizzazione o morte, viaggiano in abiti civili.
Le loro armi, mortali strumenti di estorsione e di castigo, non si vedono e non si sentono.
La Banca mondiale e il Fondo monetario internazionale, due ganasce della stessa morsa, hanno imposto, in questi ultimi anni, la privatizzazione dell'acqua in sedici paesi poveri.
Fra essi, alcuni dei più poveri del mondo, come il Benin, la Nigeria, il Mozambico, il Ruanda, lo Yemen, la Tanzania, il Camerun, l'Honduras, il Nicaragua...
L'argomento era irrefutabile: o consegnano l'acqua o non ci sarà clemenza per i debiti o nuovi prestiti.
Gli esperti hanno anche avuto la pazienza di spiegare che non lo facevano per smantellare sovranità nazionali, bensì per aiutare la modernizzazione dei paesi che languivano nell'arretratezza per l'inefficienza dello stato.
E se le bollette dell'acqua privatizzata non potevano essere pagate dalla maggioranza della popolazione, tanto meglio: magari così si sarebbe finalmente svegliata la loro assopita volontà di lavoro e di superamento personale.
Chi comanda in democrazia?
I funzionari internazionali dell'alta finanza, che nessuno ha votato?
Alla fine dell'ottobre dell'anno scorso, un referendum ha deciso il destino dell'acqua in Uruguay.
La maggior parte della popolazione ha votato, con una maggioranza mai vista, confermando che l'acqua è un servizio pubblico e un diritto di tutti.
È stata una vittoria della democrazia contro la tradizione dell'impotenza, che ci insegna che siamo incapaci di gestire l'acqua o qualsiasi altra cosa, e contro la cattiva fama della proprietà pubblica, screditata dai politici che l'hanno usata e maltrattata come se ciò che è di tutti non fosse di nessuno.
Il referendum dell'Uruguay non ha avuto nessuna ripercussione internazionale.
I grandi media non sono venuti a conoscenza di questa battaglia della guerra dell'acqua, persa da quelli che vincono sempre; e l'esempio non ha contagiato nessun paese del mondo.
Questo è stato il primo referendum dell'acqua e finora, che si sappia, è stato anche l'ultimo.

Qualche link interessante

http://italy.indymedia.org/
Il sito italiano di Indymedia
Tanti commenti inutili ma tante notizie libere ed interessanti

www.beppegrillo.it
Non c'è bisogno di presentarlo.
Antagonista con la testa

www.comedonchisciotte.org
Molte verità nascoste

http://boywhoheardmusic.blogspot.com/
Il blog di Pete Townshend relativamente al nuovo progetto letterario omonimo

martedì, settembre 06, 2005

da Beppe Grillo.it

Unione e Polo assomigliano sempre di più ai lottatori di wrestling, fanno finta di pestarsi senza pietà e poi escono a prendere un aperitivo insieme.
E’ in atto una emigrazione di politici del Polo a quelli dell’Unione, e sembra che sia un esodo di proporzioni bibliche.
Prodi e l’Unione, cristianamente, li accolgono come figliol prodighi insieme al loro pacchetto di voti (ma il vitello grasso non saremo per caso sempre noi?).
Qualche transfuga ripreso dall’articolo di ieri di Gian Antonio Stella sul Corriere della sera:
- Roberto Caputo, vicesegretario di Forza Italia di Milano-

Filadelfio Basile, senatore di Forza Italia-
Dorina Bianchi, deputato UDC-
Pietro Fuda, presidente della provincia di Reggio Calabria-
Marco Di Stefano, ex leader romano dell’UDC.
La stessa cosa era avvenuta alle elezioni del 2001 con la trasformazione di deputati, senatori e consiglieri regionali e provinciali ulivisti in polisti. Miracolo!
Alle prossime elezioni ci ritroveremo nella situazione di votare l’opposizione per ritrovarci lo stesso candidato di prima.
Ma noi non contiamo proprio nulla?

Si candidano, si riciclano, si referenziano uno con l’altro.
Pubblicherò nei prossimi giorni il nome dei trasformisti in un box che terrò aggiornato nel blog fino alle prossime elezioni.
Vi suggerisco fin d’ora di non votarli e di non farli votare.
Basta con le prese per il culo!

A bigger bang


Saranno vecchi e ripetitivi finchè volete , ma gli Stones hanno fatto un nuovo album eccellente.
16 brani , non tutti al top , ma in gran parte assolutamente stupendi......
Tra i migliori "This place is empty" cantata da Keith , "Sweet neo con" (contro Bush , l'assassino) , "Rough justice" , "Rain fall down" e il grandissimo Delta blues "Back of my hand".

venerdì, settembre 02, 2005

Qualcosa di bello , di carino e di brutto

IL BELLO

Supergrass - Road to Rouen
Il nuovo stupendo album beatlesiano in ogni nota.Superbeatles !
Oasis - The importance of being idle
Il nuovo singolo (con un grande video) con due ottimi inediti
Ordinary Boys - Brassbound
Non è più tanto nuovo ma è sempre un grande album
Paul Weller - As is now
Uscirà in ottobre ma dai primi due singoli sarà una gran bella cosa

In ottobre arrivano in tour Paul Weller , Oasis e White Stripes , tutti nel giro di dieci giorni !!!

IL CARINO

Black Rebel Motorcycle Club - Howl
Un po' Stones dei 70's , un po' Black Crowes , un po' Primal Scream .
Super Furry Animals - Love kraft
Suona molto psycho , primi Pink Floyd , ultimi Small Faces . Elegante , cool.

IL BRUTTO

Se ne è andato R.L.Burnside uno dei più grandi bluesman ancora viventi
New Orleans intanto annega (e speriamo che si tiri dietro anche Bush e la sua amministrazione assassina)

mercoledì, agosto 31, 2005

Occhio agli americani ! La fine di Nicola Calipari

Come passò le sue ultime ore Nicola Calipari?
«In realtà negli ultimi giorni della trattativa la notizia più preoccupante arrivava da Baghdad e riguardava il contingente dell’esercito Usa, definito molto pericoloso: pare avessero causato sette morti in quattro giorni, gente dal grilletto facile.
La parola d’ordine è: occhio agli americani!».
Lo scrivono i componenti della «squadra di Nicola», cioè i funzionari e gli agenti del Sismi che lo affiancarono sino alla tragica conclusione della «trattativa» per liberare Giuliana Sgrena.
Il testo redatto dei colleghi di Nicola è contenuto nel libro "Nicola Calipari, ucciso dal fuoco amico" che sarà in edicola assieme a l'Unità sabato prossimo 3 settembre.
Si tratta di un documento importante, scritto da un gruppo di funzionari il cui legame con il loro «capo» sacrificato dal «fuoco amico» ha fruttato negli ambienti dell'intelligence militare un soprannome collettivo: i Calipariani.

giovedì, agosto 25, 2005

La musica che gira intorno


In liquefazione il Link Quartet (di cui uscirà però in autunno un CD live + DVD con tutta la storia dal 1993 ad oggi) , sabato sono iniziate le registrazioni di un nuovo lavoro (album , ep ? , 45 ? cassetta ?) di Lilith dopo nove anni di stop.
Per adesso due brani , l'uno donatoci da Tav Falco , "Secret Rendez Vous" , (www.limbos.org/tavfalco/) , un tango n roll come solo lui poteva fare e a cui hanno reso omaggio in un'emozionante versione le sottoscritt/moi alle percussioni (maracas e un altro bagaglio che si dovrebbe chiamare guiro che fa gnicco trr , gnicco trr , presente ?) , Luigi Betty Blue Milani alla chitarra acustica e Apollo Negri al piano anni 20 dello Studio Elfo (www.elfostudio.com). Risultato: i Los Lobos incontrano Willy De Ville con Marianne Faithfull che guarda e i White Stripes dell'ultimo album che ascoltano.
Poi io e Apollo abbiamo registrato una versione di "I need somebody" di Iggy and the Stooges , versione piano e batteria (con tre timpani) direttamente ispirati (e microfonati) dai White Stripes.
Il tutto con l'idea di "buona alla prima" .
E in effetti abbiamo registrato una volta sola/una versione sola per ottenere un blues sufficientemente storto e sgangherato che Tom Waits ci andrebbe a nozze (se non fosse già sposato , che Manitù abbia in gloria Kathleen Brennan).
Molta soddisfazione , c'è un mood , c'è un feeling , c'è un suono che si cattura solo una volta nella vita e quella volta è stato proprio verso le 16 di quel 20 agosto 2005. Never again. E oltretutto abbiamno risparmiato un casino sulle spese di studio di registrazione.

Intanto ho spedito alla GoDown Records (www.godownrecords.com) il master definitivo del live dei Not Moving (www.not-moving.blogspot.com) che vedrà la luce a novembre con relativo DVD con fatti e misfatti del passato che fu .
E a novembre se esiste un dio dei miserabili , la mummia della band uscirà dal loculo per un breve e irripetibile reunion (www.blitzstudio.it) tour lungo lo stivale (shiny shiny shiny boots of leather...)

da : La musica che gira intorno (Ivano Fossati)

Sarà la musica che gira intorno
quella che non ha futuro
Sarà la musica che gira intorno
saremo noi che abbiamo nella testa un maledetto muro.
Ma uno che tiene i suoi anni al guinzaglio

e che si ferma ancora ad ogni lampione
o fa una musica senza futuro o
non ha capito mai nessuna lezione

martedì, agosto 23, 2005

La vita secondo Woody Allen

"... La cosa più ingiusta della vita è come finisce.
Voglio dire: la vita è dura e impiega la maggior parte del nostro tempo...
Cosa ottieni alla fine? La morte.
Che significa???!!!
Che cos'è la morte? Una specie di bonus per aver vissuto?
Credo che il ciclo vitale dovrebbe essere del tutto rovesciato.
Bisognerebbe iniziare morendo, così ci si leva il pensiero.
Poi, in un ospizio dal quale si viene buttati fuori quando si diventa troppo giovani.
Ti danno una gratifica e quindi cominci a lavorare per quarant'anni, fino a che sarai sufficientemente giovane per goderti la pensione.
Seguono: feste, alcool, erba e il liceo.
Finalmente cominciano le elementari, diventi bambino, giochi e non hai responsabilità, diventi un neonato, ritorni nel ventre di tua madre, passi i tuoi ultimi nove mesi galleggiando e finisci il tutto con un bell'orgasmo..."
WOODY ALLEN

lunedì, agosto 22, 2005

Scorie e sommergibili: il pasticcio italo-russo

da Corriere.it del 22 agosto 2005

Putin sarà pure amico di Berlusconi ma anche un vecchio navigatore internazionale come Giulio Andreotti, che certo non è un oppositore trinariciuto, non capisce: «Perché lo smantellamento dei sottomarini nucleari russi dovremmo pagarlo noi e non i miliardari moscoviti che si comprano le squadre di calcio?».
Totale della somma da scucire: 360 milioni di euro.
Cinque volte i soldi dati ai Paesi colpiti dallo tsunami che fece 288 mila morti.
Dettaglio curioso: il governo fa bella figura con Mosca tirando fuori 8 milioni di euro, parte dei quali già usati per un party astronomico, gli altri 352 sono sul gobbo dei governi futuri. Li trovino loro, i denari.
Sia chiaro: la rimozione delle armi di distruzione di massa degli anni della guerra fredda va fatta nell’interesse di tutti. Ed è giusto che tutti se ne facciano carico.
Italia compresa, nonostante siano anni di vacche così magre che Palazzo Chigi ha deciso tagli traumatici perfino alla cooperazione o alle organizzazioni no-profit contro la fame o le malattie nei Paesi più poveri. Ma proprio per questo ogni euro deve essere speso nella massima trasparenza. Cosa che in questa faccenda non accade affatto.
Per capirci qualcosa, bisogna tornare indietro di un paio di anni. Siamo ai primi di novembre 2003.
A Roma è in corso il vertice Ue-Russia.

Quello in cui il Cavaliere, interrompendo Putin nella conferenza stampa («Scusa Vladimir, adesso parlo io») prende le difese della repressione russa in Cecenia, sotto accusa in Europa, parlando di «leggende ».
Una sortita che gli procurerà la prima censura votata dal Parlamento europeo a un presidente di turno: «Si deplorano le dichiarazioni...».
In questo contesto, il premier firma un accordo che perfeziona un impegno preso nel G8, in base al quale l’Italia smantellerà, appunto, un certo numero di sommergibili nucleari russi.
Chi se ne occuperà? La Sogin (Società Gestione Impianti Nucleari), un’azienda che, nata da una costola dell’Enel, incorpora dal ’99 le competenze sulle centrali nucleari italiane.
Un gesto di generosità utile nei rapporti internazionali e pure conveniente. Lo sterminato territorio russo, ha infatti spiegato mesi prima il generale Carlo Jean (l’ex consigliere militare di Cossiga messo alla presidenza della Sogin con la benedizione di Antonio Martino, suo collega alla Luiss) potrebbe raccogliere «in cambio» le scorie nucleari italiane che non sappiamo dove mettere. Macché: manco il tempo di firmare e la contropartita cade: «La possibilità di esportare i materiali radioattivi in Russia non è più praticabile», spiega il generale, perché Mosca «si è allineata alla normativa internazionale e rifiuta qualunque ipotesi di stoccaggio permanente». Non bastasse, il progetto, che ha bisogno del via libera parlamentare, va a sbattere in una serie di difficoltà.
Anche dentro la destra, dove ad esempio Bruno Tabacci (Udc) o Stefano Saglia e Tommaso Foti (An) scalciano perché l’accordo va solo a beneficio dei russi. Per non dire della sinistra che, sia pure con qualche ambiguità lobbistica, è contraria.

Coi verdi, contrarissimi, in prima fila. Non bastasse ancora, emergono difficoltà pratiche: non ci sono i soldi.
E tutti i tentativi di rastrellarli (compreso quello del ministro Antonio Marzano di infilare nel 2004 nel decreto sulla competitività, alla chetichella, un comma per istituire un commissario ad acta) vanno a vuoto. Colpa del nuovo ministro Siniscalco, che avendo la competenza in materia visto che la Sogin appartiene al 100% al Tesoro ed è finanziata con lo 0,7% delle bollette elettriche, avoca a sé la pratica: «Fatemi capire». Rimasto al palo, Jean non si perde d’animo.
E dopo avere evidentemente avuto un via libera dall’alto, decide di giocare d’anticipo e, nonostante l’accordo non sia stato ancora ratificato, apre un ufficio a Mosca. E qui cominciano i guai. Sede di alto rango. Affitto da capogiro.
Dipendenti in quantità (una ventina, pare, tra i quali la sorella del direttore del personale Maurilio Fraboni) non solo lautamente pagati ma lautamente premiati da una ulteriore diaria di 300 euro al giorno, voce che da sola genera un costo di oltre 2 milioni l’anno. Insomma: un debutto alla grande. Come alla grande, stando alle contestazioni fatte in consiglio di amministrazione da Carlo Togni, capo di gabinetto di Altero Matteoli e vice-presidente della Sogin, è la festa (alla quale lui non va, come il rappresentante del Tesoro Fernando Carpentieri) data per brindare al progetto alla presenza di un sacco di gente come il sottosegretario azzurro Giovanni Dell’Elce e il responsabile dell’energia leghista Massimo Polledri. Uno strabiliante galà che, rivaleggiando con quello voluto a suo tempo dallo Scià per i 2.500 anni dell’impero persiano con l’ingaggio di centinaia di camerieri del parigino Chez Maxim, del Palace di Saint Moritz e dell’Hotel de Paris di Montecarlo, sarebbe costato 400 mila euro. Fatto sta che a marzo di quest’anno l’Autorità per l’Energia e la Corte dei Conti iniziano a chiedere chiarimenti su come la Sogin spenda i soldi.Ametà aprile, l’Autority contesta con una delibera alla Sogin 4,8 milioni di euro di spese, pare tutte relative alla sede di Mosca, perché per coprirle sarebbero stati utilizzati i soldi delle bollette Enel.
La società fa ricorso al Tar contestando all’Autorità il potere di censura mentre Jean sostiene che le attività di Mosca sarebbero state finanziate col fondo di 400 milioni di euro che la Sogin aveva in cassa già nel 1999, avendo ceduto i propri impianti all’Enel. Ma il Tesoro blocca il bilancio. E nel Cda Togni e Carpentieri piantano una grana tale che l’assemblea viene rimandata all’inizio di settembre. Anche perché il Cda è in scadenza: chi gestirà i soldi in arrivo?

Perché, stavolta, i soldi arrivano davvero. E non solo per il caviale. Con una improvvisa accelerazione, infatti, la Camera ratifica l’accordo e lo passa al Senato dove, il 28 luglio, ha addirittura la precedenza (nonostante la battaglia frontale del verde Stefano Boco, i dubbi della Margherita e le perplessità dell’Udc che si astiene) sul decreto anti-terrorismo dopo le bombe di Londra. Altri sei giorni (sei!) e il ministro Claudio Scajola firma la convenzione che affida alla stessa Sogin, senza gara, la gestione di tutta l’operazione.
Ma non è tutto.
L’accordo, oltre a stabilire che 8 milioni saranno tirati fuori adesso e 352 negli anni successivi, «riconosce alla Sogin annualmente un importo aggiuntivo pari al 25% del totale dei costi. Tale importo comprende un’aliquota del 20% destinata alla copertura dei costi per le attività di promozione, di controllo e ispezione svolte dallo stesso ministero».
Cosa vuol dire? Boh... Perché il Tesoro deve pagare quella quota in più a una società che è sua? Boh... E il restante 5%? Boh...
Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella
22 agosto 2005

Nascono e muoiono

Il 21 agosto del 1964, a Yalta, muore Palmiro Togliatti.
Lascia uno scritto incompiuto, che si chiamerà memoriale di Yalta, e che contiene - seppure con molte prudenze - i presupposti della rottura tra il partito comunista italiano e l'Urss.
Togliatti è stato per 37 anni (dal 1927 fino alla morte) il capo indiscusso del Pci.
Ha raccolto l'eredità di Gramsci, dopo il suo arresto, e ha guidato il partito per vie impervie, prima durante il fascismo, quando era un partito clandestino, e poi nella grande esperienza della democrazia. A Togliatti si imputano una colpa e diversi meriti.
La colpa è quella di non avere denunciato lo stalinismo nei bui anni' 30 e '40.
I meriti principali sono quattro:
avere costruito il più grande partito comunista di massa dell'occidente;
avere traghettato milioni di lavoratori italiani alla democrazia;
avere contribuito in modo decisivo alla stesura di una delle Costituzioni più avanzate della storia dell'uomo;
avere guidato una politica di lotte e rivendicazioni che è stata fondamentale per la costruzione, in Italia, dello stato sociale e di un significativo impianto di diritti

Il 22 agosto del 1917 nasce John Lee Hooker (morirà il 21 giugno del 2001).
Uno dei più grandi bluesman della storia assieme a Robert Johnson , Muddy Waters , Junior Kimborough , Willie Dixon e pochi altri.
Album come "Fried chicken and beer" , "The cream" , "Live at the Café au Go-Go" , "Hooker n Heat" brani come "Boom boom" , "Boogie chillen" , "One Bourbon, One Scotch, One Beer" , "Dimples" rimangono nella storia della musica.

giovedì, agosto 18, 2005

Belle le vacanze !

Belle le vacanze !
Tra Spagna (Gijon ,Asturie , bellissima città , con vento , sidro , bel mangiare e buon suonare con il Link Quartet e buon vedere i redivivi Yardbirds) e l' Appennino piacentino , su , in alto , dopo Ferriere dove girano i cinghiali nell'orto.

Per un bentornato non c'è di meglio che rubare una pagina al sito di Beppe Grillo (www.beppegrillo.it) del 13 agosto e vedere quello che ci aspetta nell'economia italiana prossimamente (vi risparmio Riotta sul Corriere che prevede foschi orizzonti con milioni di morti e catastrofi varie a causa dell'influenza dei polli)
Come non si fa ad essere ottimisti ??

" In una tabella semplice-semplice il Sole 24 Ore ha riportato i debiti finanziari delle più importanti società italiane al 31 marzo del 2005.
Vediamo cosa dice la tabellina partendo dai debiti finanziari, una piccola classifica delle società più indebitate:
1a Telecom Italia, 50.756 milioni di euro (non dubitavo),

2a Fiat, 32.121 milioni di euro (lo sapevo),
3a Enel, 25.666 milioni di euro (ho capito perché è andata in Borsa!),
4a Autostrade, 10.049 milioni di euro (tutti debiti dei Benetton?)
Telecom, Enel e Autostrade si reggono (con le stampelle) su tre fattori:

- monopolio di fatto,
- incassi continui,
- tariffe superiori alla media europea.
Ma, lo capisce chiunque, non possono durare con questi debiti e con questi manager.
Infatti, se l’indebitamento viene confrontato con il
capitale netto delle società (in altri termini quanto valgono) si ha la seguente classifica:
1a Fiat con un mostruoso 594,4%,

2a Autostrade con un altrettanto mostruoso 538,5%,
3a Telecom Italia con 239,5%,
4a Enel con il 128,1%.
Forse questo è l’ordine in cui nel tempo queste società falliranno.

Ma in realtà sono già tutte fallite."

venerdì, luglio 29, 2005

Libri per le vacanze


Il blog va in vacanza per un tot.
Un consiglio personale su un po' di libri da leggere e una foto dell'altro ieri tanto per gradire

“Confesso che ho vissuto” Pablo Neruda
Un capolavoro di poesia e militanza
“L’ultimo giro di giostra” Tiziano Terzani
Semplicemente tra i libri più belli che abbia mai letto
“La pelle” Curzio Malaparte

Crudo , sincero , disperato e decadente
"La vita mistero prezioso" Daisaku Ikeda
C'è dentro tutto quello che serve per capire il mistero della vita (e della morte)
“La noia” Alberto Moravia

Il meglio di Moravia (stupendo anche il film tratto dal libro)
“Il giardino dei Finzi Contini” Giorgio Bassani
Malinconico e intensissimo

“Il deserto dei Tartari” Dino Buzzati
Un classico
“1984” George Orwell
Di orwell andrebbe letto tutto
“Absolute beginners” Colin Mc Innes
Come sono nati i mods
“Alta fedeltà” Nick Hornby

Mi ci sono riconosciuto tantissimo
“Il lercio” Irwin Welsh

Uno degli scritti più bastardi e più geniali degli ultimi anni

giovedì, luglio 28, 2005

Le sopracciglia

"Le sopracciglia" di Gianfranco Ravasi da "L'Avvenire" del 28-07-2005

Furono dati gli occhi a un cieco: subito chiese di avere anche le sopracciglia.

Durante una cena in casa di amici mi viene presentato un signore della Georgia....vengo, così, a conoscenza di un aforisma georgiano
La sua incisività è indubbia e colpisce un difetto che un po’ tutti ci trasciniamo dietro, quello che ci rende incontentabili.
Vogliamo, esigiamo, pretendiamo, reclamiamo, richiediamo senza sosta, quasi tutto ci fosse dovuto.
L’insoddisfazione non ci permette neppure di godere quello che abbiamo ottenuto perché, subito dopo, siamo pronti a protestare perché desidereremmo qualcos’altro.
È, questo, un vizio che riguarda non solo il possesso ma anche l’intelligenza: vorremmo capire e risolvere tutto.
Riguarda la stessa vita: se abbiamo un dolore, ci lamentiamo; se passa, ci sembra poca cosa la serenità; se siamo soli, vorremmo una presenza; quando abbiamo una persona accanto, ci annoiamo.
La litania potrebbe proseguire all’infinito.
Non conosciamo il gusto della semplicità, del poco, della sobrietà, dell’essenzialità, dell’essere appagati anche nelle piccole cose e nella quotidianità.
È l’atteggiamento illustrato dall’autore sacro nel delizioso quadretto del Salmo 131:
«Non vado in cerca di cose grandi, superiori alle mie forze.
Io sono tranquillo e sereno come un bimbo svezzato in braccio a sua madre, come un bimbo svezzato è l’anima mia».
È questa pace interiore, libera da tensioni incessanti, il dono più prezioso.

mercoledì, luglio 27, 2005

In ricordo di Tiziano Terzani


Il 28 luglio del 2004 Tiziano Terzani ha lasciato il suo corpo.
Personalmente lo ritengo il miglior scrittore , poeta , giornalista , intellettuale italiano dell'ultimo mezzo secolo con Pasolini e De Andrè.
"Un altro giro di giostra" è tra i migliori libri di sempre.

lunedì, luglio 25, 2005

Stefano Benni

da Stefano Benni.it

Il mondo si divide in:
quelli che mangiano la cioccolata senza pane
quelli che non riescono a mangiare la cioccolata se non mangiano anche il pane
quelli che non hanno la cioccolata
quelli che non hanno il pane

(Dai detti celebri di nonno Socrate)

venerdì, luglio 22, 2005

Ricordando Indro Montanelli

Se ne andava quattro anni fa Indro Montanelli , il più grande giornalista italiano di tutti i tempi (con Tiziano Terzani , Ettore Mo , Enzo Biagi , PierPaolo Pasolini e pochi altri...).
Mi piace ricordarlo con un brano da una delle sue interviste più famose che rilasciò nel 2001 a Curzio Maltese
Le sue risposte alle Lettere al Corriere continuano a mancarmi

" Gli italiani non sanno andare a destra senza manganello.
Non amano la destra seria e non l'hanno mai amata, prima e dopo il fascismo.
Pensa alla grande destra risorgimentale, ai Sella, agli Spaventa.....
E pensa alla parabola di De Gasperi.
No, la destra liberale in Italia è stata sempre impopolare, una minoranza odiata e derisa.
Gli andava bene Mussolini e gli va bene Berlusconi.
Che cos'hanno Berlusconi e i suoi alleati in comune con la destra liberale, legalitaria?
Nulla..... La destra è incompatibile con il «parabolismo», la ciarlataneria e Berlusconi è un parabolano, un grande ciarlatano.....
La capacità di menzogna di Berlusconi è quasi commovente.
Perché il primo a credere alle sue menzogne è lui...».

Sei convinto che prima o poi gli italiani se ne accorgeranno?
«Sì, ma devono andare a sbattere.
Ci libereremo di Berlusconi come del vaiolo, con il vaccino.
E l'unico vaccino è che provi a governare.....

martedì, luglio 19, 2005

Il figlio di Vargas Llosa riscrive la storia di Ernesto Guevara, dipingendolo come un criminale.Luis Sepulveda gli risponde

I deliri del Che del piccolo Alvarito Llosa
Alvarito, oh Alvarito
di Luis Sepulveda (da "Il Manifesto" del 17 luglio)

Il figlio di Vargas Llosa riscrive la storia di Ernesto Guevara, dipingendolo come un criminale. Ignorando che la principale preoccupazione del Che fu quella di evitare alla popolazione civile di finire ostaggio della guerra

Ci sono tipi che, a leggere quello che scrivono o a sentire quello che dicono, ci spingono a porci una domanda cruciale: da che uovo è uscito quel passerotto?
Senza offesa per i passeri e gli ornitologi, Alvaro Vargas Llosa, «Alvarito», è un passerotto uscito dall'uovo della frustrazione sofferta da quelli che hanno un papà che è un grande scrittore e vogliono mettersi in luce anche loro come letterati o giornalisti.
Alvarito si trova bene a Miami, papà gli ha trovato un lavoro da giornalista e lui dalla terra di Jeb Bush scrive, o almeno così assicura dalla sua singolare mediocrità di tonto viziato dall'editoriale che è poi la stessa in cui papà pubblica i suoi libri.
Stranamente è un'impresa che, in questi tempi di concentrazione dei mezzi di comunicazione in pochissime mani, appartiene allo stesso proprietario di radio spagnole in cui il papà di Alvarito, e lo stesso Alvarito, commentano gli accadimenti da un punto di vista il più possibile di destra e, altra curiosità, appartiene allo stesso proprietario della Cnn in spagnolo e al giornale di maggior tiratura in cui il papà di Alvarito e lo stesso Alvarito scrivono le loro odi ultra-conservatrici in nome del «liberalismo» e della libertà di mercato come unica etica possibile.
Qualche anno fa Alvarito ebbe con suo papà un interessante scambio intellettuale, di alto livello. «Papi, voglio diventare scrittore, dammi una mano».
Papà gli diede una mano e il pargolo pubblicò un oggetto, con forma di libro, intitolato «Manuale del perfetto idiota latinoamericano».
Nelle sue pagine piene di errori, tutti noi che abbiamo preso le difese dei valori democratici in America latina, da Garcia Marquez e Cortazar fino alle vittime delle dittature, eravamo qualificati come «idioti al servizio del castrismo».
Adesso, da Miami, Alvarito scrive sul Che. Su Ernesto Guevara.
Sul comandante Ernesto Che Guevara, che è molto più di una moda, di una marca o di una maglietta.
Sostiene Alvarito, in un articolo pubblicato su The New Repubblic, che è normale che i fedeli di un culto non conoscano la vera storia dell'eroe che ha fondato quel culto. E sembra che lui sì che la conosca, grazie alle straordinarie fonti di informazione offerte da Miami e dai gusanos della Fondazione Cubano-Americana.
La spazzatura scritta da Alvarito non merita risposta, neppure i suoi tentativi di infangare con i dubbi - semina dubbi che qualcosa rimane, deve aver detto Goebbels - Frei Betto e Leonardo Boff, dal momento che entrambi hanno alle spalle un valore etico che parla da solo.
Invece conviene soffermarsi su questo nuovo tentativo - uno in più - di screditare l'immagine e il ricordo del comandante Ernesto Che Guevara, un uomo che, anche se questo pesa molto a tutti gli Alvaritos del revisionismo storico, è un punto di riferimento fondamentale per tutti coloro che credono in un altro mondo possibile, in un'altra realtà possibile, in una società più giusta e più generosa.
Il Che partecipò alla guerra rivoluzionaria a Cuba, combatté insieme ai cubani - non insieme ai russi o ai cinesi o i marziani - contro la dittatura di Fulgencio Batista, un dittatore inventato dal dipartimento di Stato degli Stati uniti.
In guerra si uccide o si muore - che ci piaccia o no - e lo stesso Che si incaricò di ricordarlo a una maestra rurale che andò a visitarlo nella scuola di Vallegrande, in Bolivia, poche ore prima che lo assassinassero, per ordine degli Stati uniti.
Se Alvarito e tutti gli Alvaritos della new age fossero dotati di una minima capacità di intendere, nonché di leggere i trattati della guerra rivoluzionaria e i diari scritti dal Che, scoprirebbero che la sua grande preoccupazione fu quella di rendere meno cruenta la guerra di liberazione; che la guerra di guerriglia concepita dal genio strategico del Che cercava di evitare, prima di tutto, che la popolazione civile finisse come ostaggio degli eserciti mantenuti e diretti da ufficiali degli Stati uniti.
Il Che è stato l'uomo più universale dell'America latina.
Gli toccò vivere l'epoca atroce in cui le prospettive di vita della popolazione del Centramerica e dei Caraibi arrivavano appena ai 40 anni, l'epoca in cui la denutrizione era endemica e l'analfabetismo era accettato come il prezzo da pagare per il fatto di vivere in una società divisa in classi. E agì di conseguenza. Si mise in gioco.
Morì in un'azione di coerenza etica.
Oggi, a più di trent'anni dalla sua morte, possiamo essere d'accordo o no con le sue analisi della società latinoamericana o africana, ma nessuno può negare che il Che ha marcato più di una generazione ridando loro un orgoglio che gli Alvaritos non possono capire: l'orgoglio di vivere in piedi, l'orgoglio di essere padroni del proprio destino, l'orgoglio di essere protagonisti attivi della propria storia.
Per infangare la memoria del Che, gli Alvaritos si avvalgono di testimonianze che loro stessi sono andati a cercare fra la gente dell'esilio cubano - lamentabile come tutti gli esili -, ma ignorano le testimonianze di quelli che l'accompagnarono e che sarebbero disposti ad andare di nuovo in montagna con lui.Conosco due persone in Cile, sono figli di Augustin Carrillo, il «Comandante Gonzalo» dell'Esercito di liberazione nazionale della Bolivia, morto in combattimento contro i Rangers sulle montagne del Teoponte.
Venerano il ricordo di loro padre, che perdettero quando avevano tre e cinque anni.
Ma i loro visi si riempiono d'orgoglio quando dicono: «Mio padre ha combattuto con il Che».
In ogni giovane che crede che un altro mondo è possibile, in ogni individuo che crede in una società migliore, più giusta e più etica, lì sta l'esempio del Che, molto di più che un'icona culturale di sinistra o una figura romantica.
Il suo esempio si traduce in un breve paragrafo dei «Passaggi della Guerra rivoluzionaria»:
«Il livello più alto dell'umanità è la dedizione, è la rinuncia al benessere personale quando la maggioranza vive nella miseria, è capire che la rivoluzione è un atto trasformatore della società perché le sue decisioni future siano orientate verso il benessere della specie umana.
Quando si capisce questo e si raggiunge quel livello più alto della specie umana, allora si è un rivoluzionario. E il dovere di ogni rivoluzionario è fare la rivoluzione».

Il comandante Ernesto Che Guevara è ancora qui e ci resterà fino a che la società avrà bisogno di trasformazioni.
I miserabili e gli Alvaritos saranno dimenticati, per molto che scrivano e siano i figli viziati del potere monopolistico delle comunicazioni.

giovedì, luglio 14, 2005

Dell'Utri, le motivazioni della condanna: per trent'anni mediatore tra mafia e Fininvest

dall' Unità del 14/7/2005

Marcello Dell’Utri è stato per trent'anni anni mediatore tra Cosa Nostra e la Fininvest.
Per questo il tribunale di Palermo lo ha condannato nei mesi scorsi a nove anni di reclusione per concorso in associazione mafiosa.
Lo afferma la motivazione della sentenza, depositata mercoledì e che chiama in causa anche il patron della Fininvest, Silvio Berlusconi che era a conoscenza dell’attività del suo fido.
Dell’Utri ha in particolare «chiesto ed ottenuto dal capo mandamento mafioso Vittorio Mangano favori, promettendo anche appoggio in campo politico e giudiziario». Mangano è il preteso stalliere della villa di Arcore di Berlusconi. In realtà, scrivono i giudici, l’uomo era stato “assunto” per garantire le relazioni tra Fininvest e l’organizzazione mafiosa.

venerdì, luglio 08, 2005

London calling

London calling to the faraway towns
Now that war is declared and battle come down
(Londra chiama le città lontane
Ora che la guerra è dichiarata e la battaglia è in corso)

'Cos London is drowing and I live by the river
(Perché Londra sta annegando ed io vivo vicino al fiume)

da "London Calling" - Clash - 1979

giovedì, luglio 07, 2005

Il gran raduno

Il gran raduno di Massimo Serafini da "Il Manifesto" del 6/7/2005

Vengono pomposamente chiamati «i potenti della terra» gli otto capi di stato che si riuniscono, da oggi, a Edimburgo.
Dovrebbero discutere e soprattutto prendere qualche decisione utile per governare il clima impazzito e la povertà che si diffonde.
Tantissimi, non solo quelli che protestano nella città scozzese, non li considerano né potenti, ma soprattutto in grado di governare i cambiamenti climatici o combattere la povertà, per la semplice ragione che per mettere a posto il clima e non avere poveri bisogna mettere in discussione e non difendere quella globalizzazione liberista che invece li alimenta.
Come ogni G8, anche questo lascerà che i poveri crescano e che la terra si surriscaldi, producendo come ogni volta solo repressione (oltre alle botte siamo tornati alla pratica degli arresti preventivi) e ulteriore esasperazione, che mi auguro diventi ribellione diffusa e conflitto.

martedì, luglio 05, 2005

Top black

Alcuni album di black music da avere

James Brown - Live at the Apollo
Pura dinamite funk soul !
Aggiungere una compilation con le migliori cose dai 60's e dai primi 70's
Aretha Franklin - Live At Fillmore West
Un super megalive del 1971 con una band super con Billy Preston , King Curtis e Ray Charles come ospite. Il soul all'ennesima potenza.
Ci sono anche "Lady soul" e "Aretha arrives" di qualche anno prima con gemme fantastiche.
Otis Redding - Otis blue
A parte le compilations piene di ogni ben di dio , "Otis blue" del 1965 è il meglio del grande e sfortunato Otis con dei grandi megaclassici
Marvin Gaye - What's goin on
Un classico del soul più raffinato
Steve Wonder - Talking book
Secondo me il suo migliore anche se in molti indicano "Songs of the key of life" o "Innervisions" pur eccellenti (senza dimenticare la proiduzione rythm and soul dei 60's)
Gil Scott Heron - The revolution will be not televised
Poeta e musicista , ha raggiunto il top con "The bottle" e con la title track di questo grande album
Ray Charles - Doing this thing
Di lui ci sono da cercare più che altro le compilations del periodo Atlantic (50's/60's) con tutte le piccole gemme , ma questo album de l1969 è comunque eccellente con la superba "Finder keepers , loosing weepers"
Temptations - Gettin ready
Anche per loro un bel "Best of" rende la miglior giustizia ad una lunghissima carriera , ma quest'album de l1969 ne riasume al meglio i tratti principali
Sly and the Family Stone - Stand
Se "There'a riot goin on" di un paio di anni dopo (1971) è quello artisticamente più importante "Stand!" è quello più vitale , più rythm and blues , più energico. Consigliato anche un bel greatest hits

martedì, giugno 28, 2005

Il Live 8 , la melassa e l'ipocrisia

Noel Gallagher (Oasis)...sempre un mito....

“Scusate un attimo, ma qui si spera che qualcuno del G8 si faccia una pausa di un quarto d’ora in Scozia, veda Annie Lennox che canta ‘Sweet dreams’ e si metta a pensare: ‘E che cazzo, ma questa qui ha ragione’”
“Oppure alla TV ci sono i Keane che fanno ‘Somewhere only we know’, passa un uomo d’affari giapponese e pensa: ‘Ma guarda quel tipo lì, dovremmo veramente azzerare il debito dei Paesi poveri’”.

Stupri senza castrazione

Manfredonia.
Prima l'ha convinta a fuggire da casa e poi l'ha violentata.
Così Matteo Pettinicchio, un ragazzo di 23 anni, è stato arrestato dalla polizia di Manfredonia con l'accusa di aver abusato sessualmente di una ragazzina tredicenne.

E questo ?
Non è albanese , non è immigrato , eppure è un terrone !
E la Lega dov'è ?
Calderoli tace ?
E' in ferie ?
Nessun corteo , nessuna fiaccolata ?
Nessuno sdegno ?

giovedì, giugno 23, 2005

I dieci film più belli (non i migliori !!)

"Quadrophenia" di Frank Roddam
Perchè si

"Blow Up" di Michelangelo Antonioni
Com'erano i 60's a Londra

"Il sorpasso" di Dino Risi
Com'erano i 60's in Italia

"Blues Brothers" di John Landis
Il filmn che rivedi una volta all'anno senza mai stancarti

"Apocalypse now" di Francis Ford Coppola
Assoluto !

"Arancia meccanica" di Stanley Kubrick
Il genio assoluto !

"Shining" di Stanley Kubrick
Il film più pauroso ed inquientante della storia

"I 400 colpi" di Francois Truffaut
L'elegìa dell'innocenza

"La dolce vita" di Federico Fellini
Un capolavoro e basta

"Daunbailò" di Jim Jarmusch
Quando Benigni era un genio

Ci metto anche però "Full metal jacket" di Kubrick, "Fitzcarraldo" e "Aguirre furore di Dio" di Herzog , "Pulp fiction" di Tarantino e almeno una decina di film con Alberto Sordi , ill più grande attore della storia !! (da "Mafioso" a "La grande guerra" da "I due nemici" a "I magliari" a "I vitelloni" a "Ladro lui ladra lei")

martedì, giugno 21, 2005

Da un'intervista a Ry Cooder

Da un'intervista a Ry Cooder di Alessandro Grandesso su "Io Donna" di sabato scorso

"Cancellare il passato è più facile per chi governa controllare il futuro.
Vogliono farci credere che tutto va bene e invece tutto va male. Se si distruggono interi quartieri per far spazio a centri commerciali , Mc Donald's e uffici come succede nella mia Los Angeles , significa che non c'è più rispetto per la memoria e di conseguenza per le condizioni di vita di milioni di esseri"

"...non impariamo nulla dal nostro passato..."

Ha qualche soluzione ?
"Spegnere la tv per incominciare , ma è diventato impossibile rinunciarvi.
La possibilità di cambiare le cose l'abbiamo avuta prima dell'avvento della tv.
Allora c'era più tempo per guardarsi intorno e riflettere.
Ora siamo bombardati da immagini che ipnotizzano la gente imponendo valori inutili che ci dividono , ci fanno odiare l'un l'altro."

In che senso ?
Ci fanno odiare i neri , aver paura dei messicani , disprezzare i cinesi , combattere i musulmani.
Marx aveva intuito che l'unione costituiva un elemento sovversivo contro il sistema....

Resta la sua musica.Per lei è strumento e messaggio di ribellione ?
Fino a poco tempoi fas avrei risposto di si
Oggi sono più pessimista In teoria la musica serve a far star bene non a star meglio

venerdì, giugno 17, 2005

I dieci dischi più belli (non i migliori !) della storia del rock

Tanto per fare una classifica che non serve ma che mi piace tanto fare.............

1) Clash "London calling"
C'è dentro tutto
2) Beatles "White album"
C'è dentro tutto
3) Who "Quadrophenia"
Rock e poesia , tecnica , violenza , anima
4) Rolling Stones "Exile on main street"
Il capolavoro del rock blues
5) Stooges "Funhouse"
Il capolavoro punk
6) Small Faces "un best of..."
Perchè erano grandi e in pochi li hanno apprezzati
7) Prisoners "A taste of pink"
Il più grande disco garage beat della storia
8) X "Under the big black sun"
Punk e poesia
9) AA.VV. "Best of rythm and blues"
Una compilation con dentro Aretha Franklin , Ray Charles , i Temptations , Curtis Mayfield , Rufus Thomas , Otis Redding , Booker T.
10) A pari merito "Sgt Peppers" , "Abbey Road" e "Revolver" dei Beatles , "Who's next" degli Who , "The gift" dei Jam , il primo dei Velvet Underground , "Nevermind" dei Nirvana , e un altro centinaio..........

giovedì, giugno 16, 2005

Piccole notizie

Tra le altre cose per lavoro gestisco un sito musicale e di informazione culturale (www.radiocoop.it) e sul web inciampo ogni giorno in una marea di piccole notizie.
Anche questa , triste ma significativa , almeno per me che ho messo da sempre "Sgt Peppers" dei Beatles tra i 10 migliori album della storia.


"E` morta l`ispiratrice di "Lucy in the sky with diamonds"

Quando la canzone usci`, si sparse la leggenda che `Lucy in the Sky with Diamonds` parlasse dell`Lsd (dalle iniziali delle tre parole, L-S-D), l`acido lisergico che divenne popolarissimo negli psichedelici Sixties: John Lennon pero` disse che quella lettura era pura fantasia, e che il titolo della canzone era ispirato da una bambina cui suo figlio Julian aveva fatto il ritratto.
L`identita` della piccola Lucy non fu mai rivelata, ma oggi il Daily Mail afferma che si trattava di Lucy Richardson, una art dicrector cinematografica che e` morta di cancro qualche giorno fa, a 47 anni. La rivelazione viene dalla sorella di Lucy, Mary Foster, che ieri ha raccontato dei legami che c`erano tra la sua famiglia e quella di Lennon. Lucy era, all`epoca in cui John scrisse la canzone, un po` piu` grande di Julian, che in quell`anno di iscrisse alla scuola privata Heath House nel Surrey, frequentata dalla ragazza. Ma in realta` i due ragazzi si conoscevano perche` Lennon e gli altri Beatles erano clienti abituali del negozio di antiquariato della famiglia Richardson: Lucy fini` per fare da babysitter al piccolo Julian, quando questi era a casa malato.
Il figlio di John, in quelle occasioni, si divertiva a fare ritratti della sua amichetta Lucy. ``Un giorno - ha raccontato Mary Foster - John entro` nel negozio e disse, `Ciao, Lucy in the Sky with Diamonds`. Pensavamo fosse una delle sue solite frasi di fantasia, ma quando la canzone usci` mi ricordai di quella frase``. `Lucy...` usci` nel 1967 con l`album `Sgt. Pepper`s Lonely Hearts Club Band`, e John disse proprio in quell`occasione che una ragazzina di nome Lucy aveva ispirato il titolo, e non l`Lsd: ``Julian - disse il Beatle - venne un giorno a casa con il ritratto di un`amica di scuola. Le aveva disegnato alcune stelle attorno, e diamanti, e aveva intitolato il dipinto Lucy in the Sky with Diamonds (Lucy nel cielo, con diamanti)``. ``
Fu allora che avemmo la certezza che parlava di Lucy - dice Mary che ancora oggi gestisce il negozio di antiquariato - Lucy si ricordava di quando Julian faceva i ritratti ed era onorata che quel suo ritratto avesse ispirato la canzone, ma era molto riservata e modesta e non ne parlava. C`era un`altra Lucy che pensava la canzone parlasse di lei, ma noi sapevamo che era la nostra Lucy``.
Quando la ragazza divenne piu` grande, i contatti con i Beatles si interruppero, e Lucy intraprese una carriera cinematografica di successo: fu tra l`altro l`art director per `Chocolat` nel 2000 e in `Life and Death of Peter Sellers`, uscito lo scorso anno.
Nel 2003 le fu diagnosticato un tumore, e da allora la donna aveva combattuto una lunga e penosa battaglia contro la malattia. Lucy Richardson, che forse ispiro` una delle canzoni piu` belle nella storia del pop, e` morta il primo giugno scorso, ed e` stata sepolta ieri a Weybridge in Surrey.
La famiglia, per ricordare i diamanti della canzone, ha sparso cristalli sulla tomba.

mercoledì, giugno 15, 2005

L'Opa del Cavaliere sulla Margherita

L'Opa del Cavalieres ulla Margherita di CURZIO MALTESE
da Repubblica.it

L'invito di Berlusconi alla Margherita a cambiare casacca e indossare la livrea del centrodestra è già stato liquidato dal coro sprezzante dei destinatari come una sciocchezza, un colpo di sole o un gesto patetico. Quindi non meriterebbe ulteriori commenti, se non fosse un segnale della campagna elettorale che ci attende e del declino politico in corso.
S'è già capito insomma che nei prossimi dieci mesi Berlusconi le proverà davvero tutte pur di mantenere il potere, al solito.
Ed è chiaro ormai che il centrosinistra le proverà tutte pur di perdere.
Neppure questa è una novità.
Se dobbiamo credere ai sondaggi, gli opposti ma altrettanto titanici sforzi finora non sono serviti a nulla. Il coma elettorale del berlusconismo sembra irreversibile e anzi si aggrava con l'avanzare della recessione economica.
Ma chissà che, dài e dài, non si riesca a riesumare il cadavere. La sortita nel campo nemico di Berlusconi, nel suo ruvido qualunquismo, ha costretto la Margherita a un'orgogliosa levata di scudi ulivista e dunque non è parsa una gran mossa.
Il premier avrebbe fatto meglio a tacere, come prima del voto referendario. Ma la trovata ha almeno il merito di dar voce a una tentazione nascosta del quadro politico, all'antica voglia di palude trasformista che il fallimento dei referendum ha materializzato di colpo. Dopo un decennio di faticoso maggioritario, il ceto politico è già stanco di responsabilità e rimpiange appunto la vecchia palude centristra dove tutto si tiene. Berlusconi ha fiutato l'aria e traduce la tentazione in una specie di Opa politica, una pubblica offerta d'acquisto del nemico di ieri. Non importa se per farlo deve inventarsi moderato, chiedere magari a Casini di candidarsi al posto suo e negare in definitiva quattro anni di governo all'insegna dell'estremismo, dell'asse con la Lega e dello stravolgimento costituzionale.

Naturalmente il personaggio è immune allo scrupolo morale. Per lui il moderatismo è una merce che si può comprare dall'oggi al domani.

Ma come sempre il cinismo di Berlusconi mette allo scoperto la mancanza di saldi principi e forti identità nello schieramento avversario.
Ed è in fondo a questo che davvero mira con il paradossale invito. La questione è sempre la stessa: che cosa tiene insieme il centrosinistra? Quali valori, quale modello? Da dieci anni la risposta non si trova. All'avventura scellerata del berlusconismo il centrosinistra ha saputo oppore ragioni critiche efficaci e giuste ma mai una visione davvero alternativa della società. I problemi sono stati ogni volta altri, la leadership anzitutto, la formula dell'alleanza, i nomi, i rapporti fra partiti. Non esiste in Europa una sinistra così amletica. La nostra ogni sei mesi cambia modello straniero, una volta è il laburismo alla Blair, un'altra la socialdemocrazia di Schroeder, per alcuni dovrebbe essere il socialismo laico di Zapatero. Ma intanto gli altri sono e i nostri vogliono sembrare.
L'Ulivo, ch'era il nocciolo di una possibile identità unitaria della sinistra italiana, fu assassinato nella culla e ancora adesso stenta a rinascere. Lo spettacolo ultimo dato dall'opposizione prima e dopo il referendum è imbarazzante. Certo è difficile non dar ragione al professor Parisi quando s'indigna per i festeggiamenti dei rutelliani.
Un'astensione del 75 per cento non può essere occasione di giubilo o di giubileo anticipato.
Di più, con la conferma della legge 40 l'Italia diventa l'unica nazione al mondo dov'è proibita la ricerca sulle cellule staminali, a parte un pugno di nazioni dove vige la legge coranica e il Costarica.
Che cosa c'è allora da festeggiare?
Eppure i toni, l'atteggiamento, gli argomenti con cui i prodiani hanno commentato l'invito di Berlusconi a Rutelli suonano eccessivi, vendicativi e un po' paranoici. Sembra quasi che si augurino davvero il voltagabbana dei margheriti per poi poter gridare al tradimento. Possibile che Prodi e Parisi non si rendano conto che il problema dell'alleanza è la debole identità politica e non il "tradimento" di questo o quello, ieri Bertinotti e D'Alema, oggi Rutelli o Mastella?
Quanto tempo dobbiamo perdere ancora, oltre gli anni di Berlusconi, perché la classe dirigente capisca che la crisi italiana è troppo seria per ridurre la politica a un conflitto di personalità?

lunedì, giugno 13, 2005

Fine

26 anni fa moriva Demetrio Stratos , la voce ,
oggi è morto un pezzo di civiltà.

venerdì, giugno 10, 2005

Il gioco dell'embrione

Casella 1, partenza - Sei un embrione, che culo! Non sappiamo nemmeno se sarai una cellula di orecchio o un pezzo di placenta e hai già più diritti di tua madre. Non possono nemmeno farti le analisi per vedere se sei sano. Vietato, dicono che così ti proteggono. Avanza di sei caselle. Casella 7 - Sei giovanardi, Sfiga. Fermo un giro, poi ritira i dadi. Siccome sei Giovanardi, puoi tirarne due. E infatti con due dadi fai due. Sei pur sempre Giovanardi, non ti allargare!
Casella 9 - Siete una bella coppia e volete dei bambini. Evviva! Vai avanti di tre caselle.
Casella 12 - Ahi, ahi, ahi. Sei omosessuale quindi non esiste un patto sociale che ti leghi al tuo partner. per la legge siete due estranei. Bambini nemmeno a parlarne, adozione pussa via. E' già tanto se ti puoi masturbare, ma forse faranno una legge restrittiva anche per questo. Punito. Torna alla casella uno.
Casella 1 - Che culo! Sei di nuovo un embrione. Hai più diritti di un professionista gay di quarant'anni con la station wagon! Tira tre volte i dadi!
Casella 21 - Hai una malattia ereditaria e non vuoi che ce l'abbia anche tuo figlio. In più ti dicono che sei come Mengele. Vai in Francia, in Germania o a Malta, paesi civili. Ma prima vai avanti di tre caselle.
Casella 24 - Sei la mamma. Non so se hai notato, ma a te in questo grande gioco tra preti e scienziati non ti ha cagato nessuno. Ferma un giro perché sei un po' Mengele anche tu. Poi puoi tirare i dadi.
Casella 31 - Sei Rutelli, orrore! Torna alla casella numero 7
Casella 7 - Aargh! Sei di nuovo Giovanardi! Che raccapriccio! Corri alla casella 35.
Casella 35 - Stai tentando la fecondazione assistita, punture, ormoni, ospedali, dottori, ma il vescovo di Venezia dice che è meglio una bella trombata. Compra un machete e vai avanti di tre caselle.
Casella 38 - Sei Marcello Pera, capisco la delusione. Eri un popperiano laico e adesso sei un chierichetto di Ratzinger, nemmeno molto dotato. Stai fermo un giro, poi tira i dadi.
Casella 43 - Sei la legge sull'aborto e già senti odore di bruciato. Cominci a capire che sei tu il vero obiettivo. Scappa! Corri avanti di cinque caselle.
Casella 48 - Sei un piccolo feto che fa marameo dall'ecografia. Dall'ecografia si può capire se stai bene oppure no: la tua mamma verrà accusata di eugenetica? Ciucciati il pollice per quattro caselle.
Casella 52 - Sei un lettore del "Corriere della Sera" e ti sei beccato due paginate di Fallaci senza avere alcuna colpa. Puoi fare causa per molestie al Corriere se vai avanti di tre caselle.
Casella 55 - Sei Carletto di due anni e mezzo, e piangi perché vuoi venire nel lettone di mamma e papà. Cazzo, ma sono le quattro! Quando eri un embrione non facevi così! Vai avanti di due caselle.
Casella 57 - Sei un ciellino, una cosa che nessuna analisi prenatale poteva prevedere. Sei contrario all'analisi preimpianto perché sei un sadico che ama la sofferenza della gente. Stai fermo un giro, poi tira i dadi.
Casella 62 - Sei un padre in sala parto, non sai cosa fare, sei spaventato, affascinato e felice. Sudi come un carrettiere. Vai avanti di una casella.
Casella 63 - Sei una madre in sala parto. gridi come un'aquila e intanto pensi: ma guarda come suda quel fesso. Vai avanti di tre caselle.
Casella 66 - Sei un italiano normalissimo, un'italiana normalissima, ti stai chiedendo cosa diavolo ci fanno i preti e i famosi neo-con con le mani nelle tue mutande. Vai avanti di cinque caselle.
Casella 71, arrivo! - E' domenica 12 giugno, prendi la tua tessera elettorale e vai a votare i referendum. Ci vogliono cinque minuti e si vota anche lunedì, dillo a tutti quelli che puoi. E' un'azione che distingue l'uomo dal Giovanardi e che restituisce un diritto alle donne.

mercoledì, giugno 08, 2005

Perfino Fini

Dal Corriere di oggi il post (ex?) fascista Gianfranco Fini attuale vice premier sul referendum di domenica...mi spiace essere (per una volta) d'accordo con uno così

Teme che se non passasse il referendum sarebbe a rischio la 194? (la legge sull'aborto)

"Nel fronte astensionista in tanti giurano che quella legge non si tocca.
Credo a quanto dicono Buttiglione e Follini, ma se per davvero pensano che la 194 non va toccata, rispondano a questa semplice domanda: com’è possibile che due leggi stiano in così stridente contraddizione tra loro?
La 194 consente l’aborto quando la salute fisica e psichica della donna è a grave e provato rischio.
La legge 40 vieta invece la diagnosi dell’embrione prima dell’impianto, e così facendo espone la donna a rischio di un successivo aborto, se il feto è affetto da grave malattia genetica.
Le donne sono le più convinte su questo punto: non si può chiedere loro di abortire perché una legge vieta attraverso una diagnosi pre-impianto di verificare se il feto è affetto da una grave malattia di tipo genetico.
Se la campagna referendaria fosse stata più onesta intellettualmente, il nodo del rapporto tra la legge 40 e la 194 avrebbe dovuto essere il tema dominante. Perché c’è un’evidente contraddizione giuridica, c’è una legislazione schizofrenica.
Chi tiene gli occhi chiusi dinnanzi a questa palese contraddizione è in una condizione di scarsa coerenza"

lunedì, giugno 06, 2005

Occidente, fai un po' schifo

Occidente, fai un po' schifo
di Rina Gagliardi

da Liberazione

Prendiamo una normale pagina di cronaca del "Corriere deella sera" di ieri, la pagina 11, dedicata alla politica internazionale.
Vi campeggiano due diverse notizie: "Il Pentagono ammette: profanato il Corano", recita la notizia di apertura.
Da essa apprendiamo che ora la massima autorità militare degli Stati uniti conferma le rivelazioni di "Newsweek", e che i secondini di quell'inferno umano che si chiama Guantanamo usavano (usano?) prendere a calci il Corano, innaffiarlo di urina, buttarlo nel cesso e tirare l'acqua. L'altra notizia, di spalla, ci parla della confessione di alcuni soldati israeliani: tre anni fa, uccisero a freddo quindici poliziotti palestinesi, a Ramallah.
Palestinesi che stavano seduti al bar, a prendere un caffè - falciati per rappresaglia, in omaggio alla legge dell'occhio per occhio. Che cosa c'è di comune tra questi due eventi, così lontani nello spazio ed anche nel tempo?
Non c'è solo, ci pare, l'esercizio di una violenza illimitata, efferata ed anche esibita, senza pudicizia.
O la ferocia, anche simbolica, che raggiungono gli eserciti di due grandi potenze, gli Usa ed Israele, quando diventano strumento di invasione, occupazione, cancellazione dei diritti degli altri popoli. C'è qualcosa che va oltre anche l'ordinaria sanguinarietà della guerra: la perdita di ogni senso del limite.
Che cosa sta diventando questo Occidente, che si asserraglia attorno alla bandiera della propria salvezza ed invoca ad ogni momento la lotta contro il Nemico, l'Altro, l'islamico, il terrorista? Dove sta, dove è finita, l'essenza della così detta civiltà occidentale?

Noi siamo stati allevati nell'idea che l'Occidente - certo insieme al capitalismo e a quisquilie come lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo, o la "necessità" di grandi disuguaglienze sociali - era comunque il portatore di grandi valori: la democrazia, la libertà di stampa, la tolleranza, il rispetto umano, i diritti, e così via. Ideali che molto hanno combattuto, di qua e di là dall'Atlantico, per conquistarsi Costituzioni, leggi e verità di pratiche politiche - non a caso calpestati nelle società del "socialismo reale", ignoti a quei selvaggi del mondo arabo, sconosciuti ai sottosviluppati del Sud.
E ora? Ora che il "campo socialista" non esiste più, si scopre che tutto questo non ha più corso, neppure dal punto di vista propagandistico - abbiamo scherzato, per due o tre secoli. La libertà? Non ne resta granchè, dopo emergenza dei vari "Patriot Act". Anche la libertà di stampa sembra obsoleta, se è vero che il giornalismo che conta è solo quello "enbedded".
E se un giornale moderatamente liberal, come "Newsweek", fa uno scoop, scrive cioè il vero e denuncia le nequizie di Guantanamo, si scatena l'inferno: da Bush in su, quel giornale è stato messo alla gogna, ha dovuto ritrattare le rivelazioni pubblicate e rendere le sue più sentite scuse, ma l'establishment Usa ha continuato a dire che no, che non bastavano le scuse e bisognava che i colpevoli pagassero un prezzo ben più sostanzioso.
Ora il Pentagono conferma tutto, e anche di più - ma, ne siamo certi, non chiederà scusa ai giornalisti. Del resto, dentro e dietro questo sconcertante episodio, non c'è nulla di casuale, ci sono scelte e un'intera strategia regressiva. In nome della quale la più grande potenza planetaria ha rigettato il rispetto delle più elementari norme del diritto internazionale, arrivando a disconoscere, nientemeno, che la Convenzione di Ginevra: chi è sospettato di "appartenere all'Internazionale del terrore" non è più neppure un nemico, è un non-uomo, che può anzi deve essere torturato, umiliato, avvilito.
Non è in grazia di queste indicazioni strategiche che i militari americani hanno potuto così tranquillamente torturare ad Abu Ghraib?
E perché, se no, quelle guardie di Guantanamo si sono sentite legittimate a sbeffeggiare un Libro, a dissacrare un credo religioso, a giocare con le loro "prede" ex-umane come nemmeno fa il gatto col topo? Quattro secoli, in occidente, di riflessione, ricerca, tormento.
E in un istante siamo tornati cinque secoli fa, a prima di Hobbes, Locke, Voltaire, Rousseau. E così, nell'unica democrazia del mondo arabo, che ancora sarebbe Israele, tende a smarrirsi ogni differenza tra militari e cecchini, tra soldati di un esercito regolare e serial killer, tra esponenti, comunque, dello Stato e giustizieri che colpiscono, puniscono, uccidono a sangue freddo gente che beve un caffè. Già da tempo il governo di Sharon ha teorizzato e praticato l'assassinio di Stato dei suoi avversari.
Appunto: invece e al posto dell'Immaginazione, è la Vendetta che ha preso il potere.
E' l'Odio che si è fatto Stato.
Ma se questo è l'Occidente, beh, fa proprio schifo.
Quasi più di tutti i socialismi reali - esteeuropei, arabi e africani - messi insieme….

venerdì, giugno 03, 2005

Buone notizie

Il nuovo degli Oasis è una bomba !!!
Un album capolavoro come non speravo più potessero fare.
Beatles , Stone s e Who a piene mani un po' dappertutto , gioelli stupendi come "Lyla" (una riedizione di "Street fighting man" degli Stones in versione 2005) , "The importance of being idle" (Beatlesiano fino al midollo con citazione ritmica di "When I'm 64") , "Maining of soul" un breve garage beat (comppsto da Liam) che ruba il ritornello a "Jumpin jack flash" , "Part of the queue" che accarezza il Van Morrison di "Astral weeks" , la stupenda "A bell will ring" (di Gem Archer che ha firmato anche la fantastica b side del singolo "Eyeball tickler") che cita i Beatles (ammò !) di "Revolver" ed infine il Dylan meet Velvet Underground di "Mucky fingers".
Confezione cool and clean , suoni ultra , produzione da sogno.
Album dell'anno !

L'altra buona notizia è che c'è l'ipotesi che Zeman (l'allenatore più grande e divertente attualmente in circolazione in Italia che allena squadre di calcio e non aziende ) arrivi al Cagliari (guai se Zola smette allora !!!!!!).
Un'altr'anno ce ne andiamo in UEFA !!!

mercoledì, giugno 01, 2005

Votiamo Si !!!!!

da "La crociata blasfema del cardinal Camillo"
di Rina Gagliardi su Liberazione di oggi


Ieri in parlamento, e domani al referendum, il contenuto reale di questa legge è la liceità dell'aborto - e con esso la libertà delle donne di scegliere, in ultima istanza, la libertà (e la responsabilità) di diventare madri. Una posta in gioco altissima, come ben sa il cardinal Ruini.
Se il 12 e 13 giugno non scatterà il quorum e la legge attuale resterà in vigore, se vincerà l'alacre campagna astensionista della Chiesa, alleata della disinformazione e dell'indifferenza, verrà sanzionata una regressione civile, politica, culturale molto gravi.
La norma che equipara l'embrione alla persona (non di vita, come effettivamente è: ma anche una pianta, una mosca, un'ameba non sono vita?) implica in effetti sia una concezione puramente biologica dell'essere umano (negata a suo tempo dallo stesso Ratzinger), sia, in conseguenza, la fine dell'idea stessa di autodeterminazione delle donne. La strada, dunque, per una drastica revisione della legge 194 è più che spalancata. Alle soglie del terzo millennio, nella regressione e nella crisi di civiltà che infuria, sulla laicità dello Stato incombe questa spada di Damocle. Ed ha la faccia di Sua Eminenza Camillo Ruini
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