"The Who By Numbers" è probabilmente l'album più (ingiustamente) sottovalutato degli Who.
In effetti, arrivare dopo "Tommy", "Live At Leeds", "Who's Next" e "Quadrophenia", non era semplice.
Di conseguenza la critica lo affrontò in maniera piuttosto tiepida: ma come? Non è un altro capolavoro?
Di contro, è vero che non è, in ogni caso, il loro migliore album.
Mancano brani da ricordare (perfino Who Are You - la title track" - e Faces Dances hanno avuto la loro hit: You Better You Bet) se non la trascurabile "Squeeze Box".
Con il senno di poi e alla luce di questa versione Deluxe, il giudizio è radicalmente diverso.
La band (seppure minata da mille problemi, tra alcolismo, rivalità, ego smisurati) suona incredibilmente bene.
Roger Daltrey spaventoso alla voce, Keith Moon (rispetto alla vulgata che lo descriveva incapace di impugnare le bacchette) in formissima, John, inutile dirlo, Pete ispirato e chitarristicamente splendido.
Compositivamente l'indulgere su problematiche personali e intimiste di Pete rese il lavoro troppo "privato" - Roger decise in tal senso di non cantare due brani (Blue, Red and Grey e However Much I Booze) - mentre John scrive un ottimo Success Story.
Le outtakes ci confermano la potenza della band, gli inediti sono interessanti: Keep Me Turning già incisa da Pete con Ronnie Lane su Rough Mix e She Loves Everyone ottime canzoni, carine le improvvisazioni e jam session in studio, che confermano la salute del gruppo, bellissimi i demo suonati interamente da Pete, talvolta quasi superiori alla versione con la band.
E infine un live devastante a Swansea in Galles nel giugno 1976, spaventosi!!!
In aggiunta un libro con copertina rigida di 100 pagine con ampie note bio-discografiche, rare fotografie, memorabilia e materiale d'archivio dell'epoca.
Per i fan e cultori della band: da avere/ascoltare assolutamente.
venerdì, novembre 06, 2026
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