venerdì, luglio 10, 2026

Rolling Stones - Foreign Tongues

Ogni nuovo album, canzone, suono che arriva da NOSTRI grandi amori sono un dono.
Di cui, per ovvie ragioni semplicemente anagrafiche e biologiche, a breve non ne potremo più godere.

Prendiamo dunque come tale anche il nuovo album degli STONES, il 25° in studio, ancora una volta vitale, ricco di prestigiosi ospiti (sinceramente abbastanza ininfluenti, da Robert Smith a Paul McCartney, ottimo invece Steve Winwood alle tastiere), della possente produzione di Andrew Watt, di una sfilza impressionante di tecnici del suono e collaboratori di studio.

Il disco è bello, fresco, Stones al 100% (e che altro ci si aspettava?), con le chitarre in grande risalto, la voce di Jagger sempre ad altissimo livello, spazia tra torridi rock 'n' roll, un omaggio al falsetto di "Emotional rescue" ("Jealous Lover"), country ("Ringing Hollow"), l'ultima session con Charlie Watts (e si sente...) nel potentissimo, quasi punk, "Hit Me in the Head", il brano "più Stones" del lotto, la cover di "You Know I'm No Good" di Amy Winehouse (sinceramente trascurabile), il malinconico, al limite dello struggente, Keith Richards che canta "Some Of Us" (con l'Hammod di Benmont Tench della band di Tom Petty in grande evidenza).
Inutile la melensa "Covered In You" (a cui partecipa anche Macca).
Si chiude da dove si è partiti un po' di tempo fa: la cover di "Beautiful Delilah" di Chuck Berry (ripresa anche dai Kinks) in chiave blues.

Mi preme sottolineare, ancora una volta l'enorme lavoro di rifinitura di Ron Wood e l'apporto totale di Andrew Watt come musicista in buona parte dell'album (chitarre, voci, tastiere, percussioni).
PS: a me piace anche l' "Orrenda" copertina.

Grazie, ragazzi, per questo nuovo regalo.

2 commenti:

  1. Concordo con te su quasi tutto (sia mai... :) ) Tupolev però su Amy, che ame è piaciuta, e Delilah perchè canta Jagger. Hai visto quante versioni con copertina diversa o vinile colorato sono usciti? Una ventina, alcune con copertine totalmente cambiate, non solo i colori. Qualche pazzo ci sarà. Tra le versione anche un Apple download con un brano in piu, un'altra session con Charlie, quasi country, dove Jagger e Keith si alternano come lead vocalist, non male, meglio di quella con Macca. Un discorso a parte sarebbe da dedicare alla produzione, anche per questo disco, come il precedente, critiche delle old Stones generations a Andrew Watt specialmente per la compressione, il "riempimento", ed il suono delle chitarre. Per produttori come lui la Loudness War è un concetto che neanche lo disturba. Io capisco le ragioni delle critiche, ma a me piace molto e lo considero un miracolo aver prodotto un disco cosi (per me anche con Macca ha fatto un capolavoro)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sarà l'età o quello che vuoi ma al momento Macca e Stone sono i miei preferiti dell'anno. Nella classifiche finali non li metterò con gli "altri" perché sono fuori classifica. Andrew Watt ha fatto il suo mestiere e molto bene e chi vorrebbe sentire ancora gli Stones dei 70 (cioè 50 anni fa) ha un po' rotto lo scatole. E quelli che "sono una loro tribute band". Cosa dovrebbero fare? Un album alla Sleaford Mods? Sono gli Stones e quindi suonano come gli Stones.

      Elimina

Related Posts with Thumbnails