



Band dai mille cambiamenti di pelle, di formazione, di indirizzo musicale, con una storia intricatissima, densa di litigi, ripicche, denunce reciproche.
E la costante nomea di
GRUPPO PUNK, quando invece hanno spaziato come pochi in mille direzioni.
Il documentario
The Damned: Don't You Wish That We Were Dead, uscito nel 2015, lo spiega bene e piuttosto impietosamente ci mostra un gruppo diviso in mille rivoli e rivalità.
Nella loro storia c'è di tutto: il primo 45 giri punk inglese (l'inno punk per eccellenza
"New rose" uscito il 26 ottobre 1976) e un album come
"Damned damned damned" tra i migliori della storia del punk in assoluto.
Il secondo
"Music for pleasure", prodotto da Nick Mason dei Pink Floyd (!!) a causa dell'impossibilità di avere Syd Barrett.
Un lavoro stroncato ai tempi ma più che dignitoso.
Nel documentario Nick Mason ricorda che nel tempo in cui hanno registrato le basi i Pink Floyd sistemavano un microfono...
Delusi dallo scarso riscontro si sciolgono per tornare poco tempo dopo, nel 1979, con un nuovo album
"Machine gun etiquette", tra i loro migliori.
Energico, cattivo, aggressivo, chiassoso, con canzoni eccellenti come "Love song" e "Smash it up", riferimenti 60's e una travolgente cover di "Looking at you" degli MC5.
Qua e là ci sono contributi non accreditati dei Clash (che stavano registrando "London calling" negli stessi studi.
La band si evolve ancora con il successivo, ambizioso doppio,
"The Black Album", svoltando verso sonorità più gothic e oscure, sperimentando nuove direzioni, includendo addirittura un brano di 17 minuti come "Curtain call".
Un passo interessante che pone la band sotto un'altra luce.
Tra ulteriori cambiamenti di line up, il parallelo successo della carriera solista di Captain Sensible, lo stupendo omaggio ai 60's degli altri membri con il nome di Naz Nomad and the Nightmares, i Damned approdano a
"Strawberries", disco molto godibile tra pop, umori psichedelici, un gusto sempre più dark, enfatizzato dalla voce baritonale di Vanian e una notevole maturità compositiva.
Incompresa, anzi respinta dal
pubblico che vuole ascoltare solo i primi brani punk.
Se ne va Captain Sensibile, rimangono solo Dave Vanian e Rat Scabies (peraltro oberati da una situazione economica disastrosa) e saltano su un nuovo carro, un goth pop piuttosto pacchiano che trasuda in
"Phantasmagoria" ma che darà loro successo commerciale e notevole visibilità.
Brani come "Shadow of love" o "Grimly friendish" sono comunque piacevoli e godibili.
Provano a cavalcare il nuovo status ma con
"Anything" incidono uno dei loro lavori più deboli e insignificanti.
La band si scioglie, si riunisce, si separa di nuovo, entra uno, esce l'altro, litiga, va in tour, nel 1995 pubblica un controverso lavoro, rinnegato poi dalla band ma voluto dal solo Rat Scabies (dal doc e da varie testimonianze emerge un personaggio piuttosto astioso, incostante, non propriamente "cristallino").
La line up si consolida intorno a Dave Vanian e Captain Sensibile (per un periodo con Patricia Morrison ex Gun Club e futura moglie di Vanian, al basso), prosegue a suonare in giro per il mondo con un buon riscontro, incide due album poco interessanti come
"Grave disorder" (2001) e
"So, who's paranoid?" (2008) per poi tornare lo scorso anno con l'ottimo
"Evil spirits".
Una band atipica, anomala, originale, sempre personale, una carriera vissuta tra alti e bassi ma sostanzialmente dignitosa.
Ho aperto per i DAMNED con i Not Moving riuniti nel festival Rock in Idro del 2006.
Concerto sostanzialmente deludente.
Grazie a Paul Musu per il prezioso doc sui Damned