venerdì, febbraio 09, 2007

DDR



I cittadini dell'ex Germania Est, la Deutsche Demokratische Republik (DDR), ne sentono la mancanza ancora oggi.
Un sondaggio realizzato dal network televisivo della Sassonia "Mdr" ha rivelato che:


l'81% degli Ossis, come si chiamano gli abitanti dell'ex area comunista tedesca, non è soddisfatto di come è stata condotta la riunificazione tedesca.

Il 52% del campione dichiara poi di rimpiangere alcuni aspetti del regime comunista.

Il 32% vorrebbe che la vecchia Repubblica democratica tedesca venisse ripristinata.





12 commenti:

  1. Unificazione che venne fatta con anni di anticipo sui piani per via dell'onda emotiva e dei muri che si sgretolavano.
    E poi quanti nostri immigrati ha accolto la Germania...
    Però. rimpiangere il regime.... brrrr che paura....

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  2. L' Ostalgia!
    per forza, con l'economia di stato e gli auiti di Mosca si lavorava un po' ma mai troppo. e si lavorava tutti, 8 ore al giorni e non una di più. 5 giorni la settimana, e non uno di più...e più a differenza di quanto accadeva in Urss venivano prodotti oggetti d'èlite, ad elevato tasso di specializzazione.
    La DDR doveva essere il fiore all'occhiello dei rossi, e così era.

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  3. Mah, è un sentimento "abbastanza" diffuso negli ex paesi comunisti.

    Molta gente, dopo oltre quindici anni di "libero mercato" (spesso selvaggio e spietato), rimpiange, come dice Pibio, il pane, la casa e il lavoro assicurati, educazione e sanità più o meno gratuite.

    Certo, la libertà era molto limitata, ma tra il mendicare per strada o il non avere alcun futuro davanti o il finire (come in molti casi) in mezzo a sanguinose guerre civili e un comunismo repressivo che però garantiva la sussistenza base....

    Diciamo che la rimozione veloce e coatta che è stata fatta dell'eesperienza comunista è stata assolutamente prematura, poco pensata e selvaggia, con i risultati che abbiamo visto.

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  4. questa della nostalgia per la casa sicura (sotto Ceausescu)me l'ha detta anche una romena amica di un mio amico,....anyways,preparatevi a ridere,...ho letto una vecchia dichiarazione (di quest'estate) di Bobo Craxi,..mentre Maroni e Caruso sostenevano di scaricare regolarmente mp3 "illegali" il Bobo ha affermato che "chi scarica musica online è un ladro" (hahaha!)

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  5. e Bobo Craxi e' un piciu.
    Cristiano

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  6. Rimpiangere il regime mi pare troppo. Che però la riunificazione sia stata fattta troppo in fretta è la realtà.
    Magari bisognava fare abituare la DDR ad un'economia di mercato e poi riunificare.
    Ma si sa, da lì a poco sarebbero venuti i mondiali di Italia '90 , un'occasione troppo ghiotta per arrivare con una nazionale unica. :D
    Parlando di Italia '90, si può anche ricordare come per Craxi sia stata un'occasione troppo ghiotta per intascarsi altri soldi. E il cerchio si chiude. :D

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  7. W TOTO' SCHILLACI!!!!

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  8. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  9. A QUESTO PROPOSITO DA REPUBBLICA DI OGGI QUALCOSA DI INTERESSANTE

    Dovevano dimenticare tutto, venivano rieducati a forza
    come prototipi dell'"Uomo nuovo" del socialismo
    La sfida degli orfani
    della Germania Est
    A migliaia furono sottratti ai genitori dissidenti: oggi rivogliono la propria identità

    dal nostro corrispondente ANDREA TARQUINI


    Margot Honecker, moglie del dittatore Erich, ideò la deportazione degli "orfani di Stato"
    KATI Bauer finì all'orfanotrofio a tre mesi. Dei cinque fratelli e sorelle che aveva oggi non sa nulla. Yvonne Hinneburg fu separata a forza dalla sorella. Nicole Tegen fu portata a tre anni nel Gulag di lusso per bambini. I genitori erano stati arrestati o eliminati dalla polizia segreta. Sono tre storie tra tante, una pagina dell'orrore della Ddr che riemerge oggi dal passato tedesco.

    Migliaia di bambini furono sottratti a forza ai genitori, dissidenti o sospetti aspiranti alla fuga in Occidente.
    Dovevano dimenticare tutto e tutti, venivano rieducati a forza come prototipi dell'"Uomo nuovo" del socialismo. Oggi molti di loro, adulti nella Germania riunificata, chiedono notizie delle famiglie a cui furono strappati: cercano disperati di riprendersi la vita degli affetti rubata loro dal sistema.

    Gli "orfani di Stato" della Germania orientale sono una storia dolorosa che riemerge. Come le tante pagine atroci dell'"Impero del Male" sovietico. Macchie bianche del passato, cui tocca al presente dare colore e volto. Ferite aperte di cui parlare.

    Migliaia e migliaia di bambini, nel "Primo Stato socialista fondato sul suolo tedesco", finirono affidati alle autorità per la cura degli orfani. Ma orfani non erano. I loro genitori erano caduti in disgrazia. Per contatti con l'opposizione, perché arrestati dalla Stasi, la famigerata polizia segreta, in base a una banale delazione. O perché qualcuno sospettava che preparassero una fuga nel mondo libero.

    "A volte, quando viaggio nel metrò a Berlino, se vedo altri passeggeri che un po' mi somigliano, penso che forse sono miei parenti", dice triste Kati Bauer. Del suo passato, della sua famiglia vera, restano solo indizi vaghi dattiloscritti su un foglio formato A4 quando, in fasce a due mesi, fu portata alla Colonia socialista per bambini di Berlino-Koenigsheide intitolata al pedagogo sovietico A. S. Makarenko. "Cinque fratelli o sorelle; genitori Jutta Przybylski e Kurt Schadewitz". Non una parola di più. Kati non sa nemmeno se i cinque siano fratelli o sorelle, ignora chi siano e dove siano oggi.

    Dalla riunificazione sono passati quasi 18 anni. Gli orfani di Stato della Ddr sono adulti: alcuni giovani, come Kati Bauer, 27 anni, altri già in età di pensione. Adesso tentano di costituirsi in movimento: vogliono la verità, vogliono riprendersi una vita strappata. Hanno anche un sito internet, www. ehemaligekoenigsheider. com. Si cercano online, si scambiano e-mail sui computer e sms sui cellulari.

    La colonia Makarenko fu fondata nei primi anni di vita della Ddr, nella verde zona di Koenigsheide a Berlino Est. Sette edifici in stile neoclassico-prussiano, oggi in abbandono. Era l'orfanotrofio-modello del socialismo alla tedesca, il più grande nel paese: una splendida mensa, strutture speciali per i neonati, un ospedale pediatrico, persino un piccolo zoo. Poi il viale per le parate con le bandiere rosse al vento. "Volevano farci crescere come perfette personalità socialiste", dice alla Bild Yvonne Hinneburg.

    La politica delle Zwangsadoptionen, le adozioni forzate, non fu mai scritta ufficialmente nero su bianco. Ma fu una priorità strategica della Ddr. Specie dopo l'agosto 1961, quando il regime reagì alla fuga in massa costruendo il Muro di Berlino. Un sequestro di migliaia di bambini. La massima responsabile fu Margot Honecker. "Miss Comitato centrale", l'allora giovane e bellissima moglie di quell'Erich Honecker cui il primo dittatore postbellico dell'Est tedesco, Walter Ulbricht, aveva affidato la costruzione del Muro.

    Passarono gli anni, Erich e Margot fecero carriera. Lui ereditò da Ulbricht la guida del Partito-Stato, lei divenne ministro e potentissima esponente del vertice. Come Elena Ceausescu a Bucarest o Jiang Qing, moglie di Mao Zedong, in Cina.

    E' difficile, per gli ex orfani di Stato, ricercare l'infanzia perduta. Molti documenti - atto di nascita, paternità e maternità - furono distrutti dal regime. A chi poi venne adottato fu cambiato d'ufficio il nome di battesimo, non solo il cognome. I pochi dossier personali sui bambini rapiti che la Stasi, dopo la caduta del Muro, non riuscì a distruggere, non sono ancora pubblici.

    Bernd Hechler, oggi sessantenne, fu portato all'orfanotrofio a dieci anni. Vi restò fino alla licenza liceale."Conobbi molti bambini che raccontavano in segreto dell'arresto dei loro genitori". Infanzia e adolescenza nel terrore, nell'obbligo del silenzio: ricordi e affetti tenuti nascosti nel cuore. Agli orfani bianchi della Ddr nessuno potrà restituire un'esistenza. Margot Honecker che ideò la loro deportazione a Koenigsheide vive ancora tranquilla a Santiago del Cile, nella villa che il Partito comunista locale regalò a lei e a suo marito.

    Il mese scorso ha narrato da vedova devota di tenere ancora con sé l'urna con le ceneri di Erich. La Germania unita ha rinunciato a processare la compagna Margot e le paga una generosa pubblica pensione. Dittatore del Muro o no, il marito di cui lei è rimasta vedova, era pur sempre capo di Stato.

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  10. Ursus, LO Sapio lo trovi con Federicobianco tutti i giorni su Flash dalle 15 alle 16
    cia

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  11. OK,vedrò di ascoltare di nuovo il vecchio Lo Sapio...nel frattempo volevo dire che non ho nessuna nostalgia del cosidetto socialismo reale (reale de che???)ma credo di averlo già spiegato,ma penso che sarebbe meglio voltare pagina e guardare oltre URSUS

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