domenica, giugno 24, 2018

Kobane



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
I precedenti post:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

KOBANE è diventata un simbolo della lotta contro l'Isis, soprattutto dopo la sanguinosa liberazione avvenuta da parte dei curdi nel gennaio 2015 dopo mesi di assedio (in cui persero la vita 1.500 combattenti per la libertà).
Oltre 3.200 edifici (l'80%) sono stati danneggiati o distrutti.

Nonostante le promesse di aiuti internazionali la ricostruzione (quasi la metà della città è stata rimessa in piedi) è rimasta ad appannaggio della popolazione che è lentamente rientrata in città, mettendosi subito al lavoro (nonostante il boicottaggio della Turchia). I costi sono staticoperti da risorse personali, dal Comune di Kobane e da quello di Diyarbakır, capitale del Kurdistan turco.

E' stato aperto un'ospedale (grazie anche all'aiuto di Medici Senza Frontiere e dell'UNiCEF).
La vita riprende.

Anche grazie al progetto di lasciare il centro della città, distrutto dalle bombe e dalla guerra, intatto, adibendolo a MUSEO della MEMORIA.
Al momento operazione complicata essendo abitato da chi non ha soldi e possibilità di trovare altri alloggi.

Foto dal New York Times

sabato, giugno 23, 2018

Libertà, Gil Scott Heron, Radiocoop



Domani sul quotidiano di Piacenza LIBERTA' nell'inserto "Portfolio" diretto da Maurizio Pilotti nella rubrica "La Musica Ribelle" parlo degli SMALL FACES.



E' uscito il 27 marzo la ristampa (aggiornata e abbondantemente riveduta) della mia biografia su GIL SCOTT HERON.

Storia della sua vita, discografia dettagliata e commentata, testimonianze sulle sue apparizioni italiane.
Invito chi fosse interessato a unirsi alla pagina FB per seguire le date delle presentazioni e varie informazioni sul personaggio:
https://www.facebook.com/Gil-Scott-Heron-205341980049956/

Stampa Vololibero Edizioni.
Al libro hanno offerto il loro prezioso contributo anche: Alberto Castelli, Carlo Babando, Fabio Pasquarelli, Alberto Bobby Soul De Benedetti, Ninni Laterza, Carlo Maffini, Salvatore Pignanelli, Francesco Gazzara.

PRESENTAZIONI:

GIOVEDI' 5 LUGLIO : TRAVO (PC) “Piazzetta dell'Asilo”
LUNEDI' 16 LUGLIO : FIORENZUOLA (PC) “Festival Dal Mississippi al Po”
MERCOLEDI' 14 NOVEMBRE: FIRENZE
GIOVEDI' 15 NOVEMBRE: PERUGIA
VENERDI' 16 NOVEMBRE: NAPOLI
SABATO 17/DOMENICA 18 NOVEMBRE: SICILIA

Per novembre sto preparando un tour che da Piacenza arriverà a Palermo.
Chiunque sia interessato a trovare una data (pomeridiana o serale, in libreria o circoli, locali, associazioni) mi scriva
.



Sul sito di RadioCoop (www.radiocoop.it) ogni lunedì va in onda il TG musicale "3 minuti con RadioCoop" condotto da me, Carlo Maffini e Paolo Muzio.

Il bravo figlio di Vittorio Bongiorno



Capita che certe gemme rimangano nascoste o comunque non arrivino alle gioiellerie di tutto il mondo come meriterebbero.
E che finiscano, come in questo caso, senza ristampa.

Un grande peccato perchè Bongiorno (l'ho già sottolineato) scrive benissimo, da provetto regista e valente fotografo rende il tutto perfettamente cinematografico, tesse storie complesse e allo stesso tempo lineari, intense, profonde, raccontate con un linguaggio di immediata presa.

Vittorio è anche un amico ed è facile capire fino a che punto il limite dell'autobiografico si fonde alla finzione, rendendo la lettura ancora più godibile.
Se inciampate in questo libro non lasciatelo sullo scaffale.
Per nessun motivo.

Storie di barriera



STORIE DI BARRIERA è il concorso per scrittori e illustratori under 35 organizzato dalla casa editrice piacentina Officine Gutenberg in partnership con Consorzio Sol.Co Piacenza e Cooperativa sociale L’Arco. Il progetto si è classificato primo a livello nazionale all’interno del programma “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura - Bando Periferie Urbane - edizione 2017” nel Settore Libro e lettura. Il programma è promosso da SIAE e nato dalla direttiva del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) per favorire la creatività e la promozione culturale nazionale e internazionale dei giovani, a sostegno di autori, esecutori e interpreti under 35.

Una prima presentazione di Storie di barriera si è svolta domenica 13 maggio al 31° Salone Internazionale del Libro di Torino, all’interno dello stand di Alleanza delle Cooperative Italiane Comunicazione e mercoledì 23 maggio a Spazio2-Cittadella del Lavoro e della Creatività Giovanile del Comune di Piacenza.

IL CONCORSO è un duplice concorso letterario, rivolto da un lato agli scrittori under35 e dall’altro ad illustratori under 35, sul tema dell’inclusione sociale e della società multietnica.

I 6 migliori racconti pervenuti per la Sezione Scrittori saranno selezionati da una giuria di altro profilo e destinati a essere successivamente illustrati. Saranno gli stessi giovani autori dei racconti vincenti a selezionare a loro volta, all’interno dei lavori pervenuti per la Sezione Illustratori, gli illustratori che preferiscono e che ritengono più adatti a rappresentare la loro storia e il loro messaggio.

Cuore dell’iniziativa sarà poi un laboratorio dove giovani scrittori e giovani illustratori lavoreranno fianco a fianco, accompagnati da Lorenzo Calza, sceneggiatore della Sergio Bonelli Editore, per dare vita ad una serie di racconti e di graphic novel basate su di essi, sul tema dell’inclusione sociale e dell’abbattimento delle barriere che vengono erette, più o meno metaforicamente, in tutto il mondo nei confronti dell’altro e del diverso.

I racconti e le versioni illustrate degli stessi saranno raccolti nel volume “Storie di barriera” che sarà presentato nell’ambito di un evento finale che avrà luogo nel cuore del Quartiere Roma, quartiere che presenta problemi di convivenza tra la popolazione piacentina e le persone immigrate da ogni parte del mondo.
Racconti e graphic novel potranno essere fruiti dal pubblico presente in una modalità inconsueta ed innovativa, grazie alla proiezione di una versione multimediale delle storie su maxischermi piazzati in ogni angolo e l’ascolto delle relative colonne sonore mediante le cuffie normalmente utilizzate in occasione degli eventi di silent disco.

Nel corso della serata finale, la giuria si riunirà e decreterà la classifica finale del concorso, dopodiché verranno premiate le 3 migliori coppie (scrittori e illustratori).
Alcune realtà piacentine under35 saranno inoltre coinvolte fattivamente come autori delle colonne sonore e dei montaggi dei filmati, degli allestimenti esterni secondo i dettami del riuso e dell’economia circolare e nell’organizzazione della parte musicale e comunicativa dell’iniziativa.
L’evento, previsto nel cuore del Quartiere Roma, sarà aperto a tutti gli abitanti, italiani e non, del quartiere, e rappresenterà pertanto un momento di incontro tra diverse culture e diverse realtà.

Il concorso è aperto dal 17 maggio al 31 luglio 2018.

https://www.facebook.com/storiedibarriera/

venerdì, giugno 22, 2018

Ciao 2001



Attraverso una cinquantina di post, riviviamo una serie di episodi in chiave artistica, culturale, sociale del 1968.
I precedenti post qui:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/50%20anni%20dal%201968

Nasce nel 1968 la rivista musicale storica per eccellenza in Italia: CIAO 2001, criticata, sbeffeggiata, sicuramente non lo strumento ideale per una corretta e completa informazione ma per lungo tempo l’imprescindibile organo “ufficiale” per chi in qualche modo amava la musica.

Capace di affiancare Who e Renato Zero, Rolling Stones e Riccardo Fogli ma che, in mezzo a parecchia superficialità, riusciva comunque a portare in Italia quelle informazioni che nei 70’s e nei primi anni ’80 erano piuttosto complesse da ottenere.

Agli inizi degli anni 80 anche per l’informazione musicale si aprirono anche in Italia tutt’altri orizzonti e il “Ciao 2001” perse parte dell’autorevolezza che fino ad allora aveva in qualche modo rappresentato.

CIAO 2001 nacque nel 1968 dalla fusione di due tra le più importanti riviste musicali del periodo beat, “Ciao Amici” e “Big” (per un anno il nome fu infatti "Ciao Big") e usciva settimanalmente.
Si occupò inizialmente di musica leggera spostandosi poi verso il pop rock, con ampio spazio al prog (particolarmente seguito in Italia) e al cantautorato italiano non disdegnando però anche il rock più duro come quello di Led Zeppelin, Deep Purple, Who oltre ad immancabili notizie (e numerose copertine) sugli ex Beatles.
Il direttore storico fu Saverio Rotondi.
Tra le rubriche più seguite la "Posta" e "Psicologia & Psicanalisi" in cui si parlava di sesso in modo aperto.
Molto importanti, per i tempi, gli spazi dedicati alle discografie, molto spesso sconosciute e difficilmente ricostruibili.

Ciao 2001 proseguì fino agli ’90 per poi riprendere con una nuova grafica e una nuova impostazione, ma senza successo, tra il 99 e il 2000.
In totale vennero pubblicati 1212 numeri.

Personalmente ne conservo ancora parecchie centinaia di copie, acquistate tra il 1975 e i primi anni 80 e in cui è interessante leggere le recensioni dei primi album di Jam, Clash, Police, Talking Heads, dell’approccio al punk e alla new wave, visti con sospetto e sufficienza (anche se con puntualità), spesso attraverso un'informazione pressapochista (come inserire in uno speciale 45 giri PUNK, accanto a Ramones, Police e altri “Sultans of swing” dei Dire Straits...).
Ricordo però con piacere ed orgoglio leggere una recensione positiva del primo 45 dei Not Moving “Strange dolls”, nel 1982 su quella rivista che aveva rappresentato per anni la mia Bibbia “rock”.


Il post è già stato pubblicato qui: http://tonyface.blogspot.com/2012/09/ciao-2001.html il 5 settembre 2012.

giovedì, giugno 21, 2018

Ken Regan



Ken Regan (scomparso nel 2012) è stato un grande fotografo americano che ha ritratto sportivi, politici e tanti musicisti: soprattutto i ROLLING STONES nei 70's e il tour Rolling Thunder Revue di BOB DYLAN nel 1975, oltre a Beatles, Iggy Pop, Bruce Springsteen, Madonna, Elvis e altri.

Fu il fotografo personale di Ted Kennedy e documentò la riabilitazione di Christopher Reed dopo l'incidente.

http://kenreganphotography.com/

mercoledì, giugno 20, 2018

L’imbalsamatore di dati online dopo la morte



La rivista Technology Review del Massachusetts Institute of Technology di Boston evidenzia come stia diventando per molte persone sempre più impellente l'esigenza di provvedere alla gestione dei propri dati digitali DOPO LA MORTE.

L’imbalsamatore di vite online potrà sopperire alla richiesta.

Ovvero la la possibilità di fare un backup, una copia di sicurezza, di tutti i dati e informazioni che quotidianamente produciamo sul web.

Già nel 2013 Google ha introdotto un piano di gestione del proprio account in caso di inattività per un lungo periodo.
“Stabilisci quando Google dovrà considerare inattivo il tuo account e come dovrà gestire i tuoi dati in seguito.
Puoi condividere i dati con persone di cui ti fidi o chiedere a Google di eliminarli”
.

Con il servizio Back Up Your Life si può redigere un testamento digitale, nel quale possiamo decidere cosa ne sarà della nostra presenza online quando "verrà il momento" e chi si dovrà occupare di profili social, abbonamenti, conti correnti e informazioni sensibili come quelle mediche, legali e finanziarie, fino a come il nostri profili debbano essere gestiti (o cancellati).

La società prepara piani post-mortem per gestire account sui social, password, pagamenti di bollette, assicurazioni, lavori creativi, documenti personali o gruppi online.

I dati sensibili, come le password, vengono poi custoditi al sicuro su una piattaforma online terza che li renderà accessibili alle persone designate al momento della dipartita.
Pare che i principali clienti siano soprattutto giovani.

Fonte: Wired.it

martedì, giugno 19, 2018

Storie di cricket



Storia! Ma storia vera sul serio.

A cura di ALBERTO GALLETTI.

Giornata memorabile ad Edimburgo nell’imperturbabile ed eccentrico mondo di quelli che guidano a sinistra e per il nobile gioco del cricket.

Nonostante si trovi da un po sulla strada della modernizzazione, il cricket rimane per certi versi un mondo antico, il vertice chiuso su se stesso assai restio a contatti con l’esterno e l’ignoto, forte della propria autoproclamata superiorità morale, tecnica ed organizzativa, peraltro inattaccabile.
Una vera torre d’avorio nella quale sono rinchiuse le dieci nazioni che godono del ‘Test status’, il più alto livello del gioco riconosciuto.
Con la totale ammirazione e la benedizione di tutti quelli che guardano e si appassionano.

In virtù di questo la Scozia, rivale sportiva numero uno degli inglesi negli altri giochi comprendenti una palla che rotola, non è mai stata considerata degna di venir elevata allo status di Test Nation, nessuna sua contea partecipa al campionato inglese al contrario ad esempio dei gallesi del Glamorgan.
In verità bisogna riconoscere che il meraviglioso rumore del cuoio che batte sul legno è piuttosto raro ad udirsi al di la del Vallo di Adriano, feudo inattaccabile del calcio, e in misura minore del rugby, questi si, capaci di accendere l’orgoglio e lo spirito nazionale.
Inoltre trovare cinque giorni consecutivi senza che piova per riuscire a disputare un incontro risulta forse ancora più difficile che trovare buoni giocatori, forse, non ieri però.

Qualcuno infatti c’è e qualche risultato qua è la c’era stato, fin dal primo incontro in cui batterono il Surrey nel 1865 per 165 runs.
Nel 1882 batterono gli Australiani per 7 wickets (altra vittoria sonante), ma l’anno dopo la neonata federazione chiuse i battenti, pochi iscritti, e venne sostituita dal Grange Cricket Club di Edimburgo che ne sostituì le funzioni per i successivi trent’anni.
E proprio al Grange Cricket Ground si è consumata domenica una delle giornate storiche di questo gioco e una della più nere nella tribolata storia dello sport inglese.

Il campo è un piccolo gioiello, situato sul limitare settentrionale del centro, all’interno di una vasta area verde che confina col Giardino Botanico, un bel muro in pietra ne delimita due dei quattro lati non escludendo la vista verso l’interno dell’impianto, sull’altro lato di Portgower Place il mitico Raeburn Place ,il campo dove si svolse la prima partita di rugby internazionale, il celebre Scozia - Inghilterra del novembre 1871, vinta dai padroni di casa, in lontananza una suggestiva panoramica del centro di Edimburgo: la cornice ideale per il miglior gioco al mondo e un bel cimitero per l’ennesimo funerale del cricket inglese.

Dunque il cricket viene praticato in tre forme: first class, battitori da eliminare due volte, chi segna di più vince, durata dai tre ai cinque giorni: l’espressione massima del gioco.
One Day cricket, durata cinquanta overs a testa (al lancio), chi segna di più vince, durata un giorno e infine il nuovo e rapido T/20 stessa formula del One Day, ma su 20 overs invece di 50. Per questo incontro, come per i quattro precedenti, tre vittorie inglesi e una pari perché sospesa per pioggia, si gioca un One Day International, che non sarà First Class, ma è pur sempre il formato della Coppa del Mondo!
Gli inglesi si recano quindi in visita pastorale dai cugini presentandosi come squadra al primo posto nel ranking mondiale della specialità, la sconfitta non è presa nemmeno lontanamente in considerazione: la Scozia è tredicesima, ma tra l’ottavo e il decimo posto c’è un abisso e dietro ancor a di più.
Il capitano scozzese Coetzer vince il toss manda i suoi in battuta per primi, il campo è asciutto, il tempo bello e dovrebbe reggere per un po', il boundary corto: condizioni ideali per cercare di segnare quanto più possibile. Scelta giusta.
Apre lo stesso Coetzer insieme a Cross, ad attenderli Wood e Willey, temibilissimi e ben decisi a lanciargli contro di tutto.
Il capitano esce dopo aver realizzato un fantastico 50 in 44 lanci, segue Cross con 46, la media punti è già alta, oltre 7 per over.
Al loro posto McLeod e Barrington che ci prendono gusto, e sarà proprio McLeod il protagonista assoluto con un imperioso 140 not out che si rivelerà decisivo.
Gli inglesi ricorrono allo spinner Moeen Ali per cercare di fermare l’emorragia di punti ma McLeod lo colpisce senza pietà: tre fuori campo spettacolari demoliscono il lanciatore inglese, uno finisce in strada, uno sul tetto dei campi da tennis adiacenti e l’altro è preso spettacolarmente da uno spettatore in tribuna che stà bevendo una birra che gli finisce sulla camicia, gli oltre 6.000 presenti si esaltano con boati di giubilo.
L’eliminazione di Barrington, 39 punti per lui, non scalfisce lo spirito scozzese, Munsey che arriva dopo di lui, si presenta con un grande sweep che va subito a segno per quattro, i blu mantengono imperterriti il loro ritmo. Nel corso del 44° over Munsey raggiunge uno splendido 50 e poco dopo McLeod fa 100 diventando il più veloce scozzese a segnare 100 punti contro the Auld Enemy, ottenuto in soli 70 lanci, e continua imperterrito.
Si arriva alla conclusione del 50° e ultimo over con McLeod autore di un incredibile 140 not out che attesta la Scozia ad uno sbalorditivo 371-5, il suo miglior punteggio mai raggiunto in un ODI.

Dopo la pausa gli inglesi entrano in battuta e partono a razzo, sono stati colpiti duramente, la cosa non gli è affatto piaciuta e il totale da battere è davvero molto alto, la probabilità di una sconfitta reale.
Bairstow e Roy ci danno dentro con il primo che raggiunge 50 in soli 27 lanci, l’Inghilterra arriva a 100 nel giro di altri cinque overs, poi Roy cade per 34 rimpiazzato da Hales che gioca molto bene e ne fa 54 , nel frattempo Bairstow arriva fino a 105 prima di cadere per mano di Barrington: per lui dodici 4 e sei 6: una prestazione sfavillante. Ma i compagni non riescono ad imitarlo e sia Root (20), che Morgan (29), le altre due punte di diamante dell’ordine di battuta inglese, non riescono a mantenere le attese facendosi eliminare troppo in fretta.

Quando anche Moeen cade per 46 per gli inglesi si fa dura.
Plunkett ci mette del suo con un ottimo 47 ma gli ultimi tre compagni avvicendatisi con lui ne fanno solo 13 in tre.
Mancano adesso otto lanci alla fine della partita, l’Inghilterra è comunque arrivata a 365-9, non ha più battitori a disposizione, la prossima eliminazione chiuderà l’incontro, ai due al centro del campo non sono consentiti errori.
Al lancio per la Scozia c’è Safyaan Sharif, la pressione su di lui è enorme, non deve sbagliare, con un 6 gli inglesi pareggerebbero il conto con altri 7 lanci a disposizione ed un solo punto da realizzare per vincere.
Non sbaglia: il lancio è perfetto, accurato, lunghezza giusta, traiettoria perfetta, veloce il giusto: Mark Wood, il battitore inglese è lento a chiudere il colpo difensivo, la palla gli colpisce il gambale e l’arbitro chiama il lbw e lo elimina. Il campo è un tripudio, alcuni tifosi si riversano in campo abbracciano i giocatori, un altro rimuove lo stump inglese rimasto in piedi quasi fosse uno scalpo, in tribuna un mucchio di pinte si rovesciano o vengono gettate in aria in segno di esultanza: mayhem at The Grange! I pochi inglesi presenti sulle tribune si guardano attoniti, le mani nei capelli.

Ma non c’è più rimedio, l’Inghilterra ha perso.

La Scozia vince per 6 runs un’ autentico partitone, pieno di grandi giocate, colpi di scena e altamente spettacolare, è la prima vittoria contro l’Inghilterra nella sua storia. Un risultato enorme.
Una giornata di gloria per lo sport scozzese, una giornata che sarà ricordata a lungo e una nuova pagine di storia del cricket scritta.

Per gli inglesi uno smacco, l’ennesimo, madornale, non il miglior modo per presentarsi all’imminente serie di cinque partite contro lo storico, odiatissimo e spietato nemico australiano, già sbarcato sul suolo inglese: che sia bastato quello per mandarli in crisi?
Buona estate, sarà una lunga estate e , viste le premesse, speriamo avvincente.

lunedì, giugno 18, 2018

Claudio Lolli - Disoccupate le strade dai sogni



Claudio Lolli, alla fine degli anni 70 è stato (con Guccini e certi gruppi prog) il paradigma del "vecchio" (non aveva ancora 30 anni...) da spazzare via a favore della Nuova Onda.
Il tipico "cantautore impegnato", simbolo di un mondo verboso, pesante, sorpassato.

Finita e omologata la rivoluzione, quel periodo e, nello specifico, quell'autore si prestano ad una (ri)lettura serena e scevra da pregiudizi.

Questo libro raccoglie l'opera omnia di Lolli cantautore e ci fa (ri)scoprire un autore eccelso, lucido, oltraggioso a tratti, preciso, colto, ostinatamente in direzione contraria.

Da leggere, capire, approfondire.

domenica, giugno 17, 2018

Mahda e Nahwa



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
I precedenti post:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

L'area di MADHA è un'exclave dell'OMAN contenuta nel territorio degli EMIRATI ARABI UNITI

Il territorio è in gran parte disabitato, l'unica zona popolata è quella denominata New Madha dove c'è una scuola, un ufficio postale, una stazione di polizia omanita, una banca dell'Oman, una centrale elettrica, un acquedotto e una pista d'atterraggio per velivoli.

L'enclave di MADHA contiene a sua volta un piccolo enclave degli Emirati chiamato NAHWA, appartenente all'Emirato di Sharjah.

sabato, giugno 16, 2018

Libertà, Gil Scott Heron, Radiocoop



Domani sul quotidiano di Piacenza LIBERTA' nell'inserto "Portfolio" diretto da Maurizio Pilotti nella rubrica "La Musica Ribelle" parlo della nuova scena jazz inglese, un breve omaggio alla scomparsa di Gino Santercole, due parole sui nuovi album di Roger Daltrey e Wilko Johnson e sul libro di Steven Blush "New York Rock".



E' uscito il 27 marzo la ristampa (aggiornata e abbondantemente riveduta) della mia biografia su GIL SCOTT HERON.

Storia della sua vita, discografia dettagliata e commentata, testimonianze sulle sue apparizioni italiane.
Invito chi fosse interessato a unirsi alla pagina FB per seguire le date delle presentazioni e varie informazioni sul personaggio:
https://www.facebook.com/Gil-Scott-Heron-205341980049956/

Stampa Vololibero Edizioni.
Al libro hanno offerto il loro prezioso contributo anche: Alberto Castelli, Carlo Babando, Fabio Pasquarelli, Alberto Bobby Soul De Benedetti, Ninni Laterza, Carlo Maffini, Salvatore Pignanelli, Francesco Gazzara.

PRESENTAZIONI:

GIOVEDI' 5 LUGLIO : TRAVO (PC) “Piazzetta dell'Asilo”
LUNEDI' 16 LUGLIO : FIORENZUOLA (PC) “Festival Dal Mississippi al Po”
VENERDI' 20 LUGLIO : PIACENZA “Nuova Fahrenheit”

Per novembre sto preparando un tour che da Piacenza arriverà a Palermo.
Chiunque sia interessato a trovare una data (pomeridiana o serale, in libreria o circoli, locali, associazioni) mi scriva
.



Sul sito di RadioCoop (www.radiocoop.it) ogni lunedì va in onda il TG musicale "3 minuti con RadioCoop" condotto da me, Carlo Maffini e Paolo Muzio.

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