domenica, luglio 17, 2016

Sintra



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
I precedenti post:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/La%20fine%20del%20mondo

Sintra, cittadina di 30.000 abitanti ne bel mezzo della costa ovest portoghese, iscritta nella lista dei Patrimoni Unesco dal 1995, è considerata una delle capitali dell’architettura romantica proprio grazie ad una serie di costruzioni di incredibile impatto visivo.
Il poeta inglese Byron, noto viaggiatore, che arrivò a definirla un "glorioso Eden".

Residenza estiva dei sovrani del Portogallo, a partire dal XIX secolo si è arricchita di palazzi originali, di residenze principesche e di castelli colorati che la rendono simile un luogo da fiaba.

Tra i luoghi più caratteristici il Palacio de Pena castello che sorge su una collina a 450 metri di altezza, coloratissimo e particolarissimo con uno spettacolare Parco del Palazzo, grande circa duecento ettari.
Non dimenticando il Palacio Nacional e l'antichissimo Castello do Mouros costruito dagli arabi nel VIII secolo.

sabato, luglio 16, 2016

Michael Kiwanuka, Aaron Neville, William Bell



MICHAEL KIWANUKA - Love & hate
Notevole il ritorno del cantante inglese.
Raffinato e allo stesso intenso e potente modern gospel soul che guarda prevalentemente, in versione aggiornata e attualissima, a Bill Whiters ma anche a Van Morrison o Terry Callier.
Voce stupenda, arrangiamenti eleganti, brani curatissimi, groove, anima e una visione fresca, pop e che riesce a coniugare alla perfezione passato e presente.
Eccellente, nei top del 2016.



AARON NEVILLE - Apache
Ottimo viaggio tra funk, soul, gospel blues.
C'è una ruvidezza di fondo che si affianca benissimo a una dolcezza che pervade ogni brano.
Grandi grooves, voce, come è noto, stupenda, grandi brani.



WILLIAM BELL - This is where I live
Non uno dei nomi di primo piano ma pur sempre un piccolo eroe della favola Stax Records, William Bell torna con un dignitosissimo album di sincero southern soul e rhythm and blues, ben fatto e intenso. Ottimo.

venerdì, luglio 15, 2016

AFC WIMBLEDON - Una storia di calcio vero



A cura di ALBERTO GALLETTI

Si è chiusa il 30 maggio, con la disputa dello spareggio per la promozione dalla IV all III serie (oggi League One, ma io non ce la faccio), la stagione professionistica inglese di calcio.

La partita ha sancito l’ennesima tappa della risalita dalle ceneri, e dalle profondità dei campionati minori inglesi di una squadra la cui parabola merita una speciale menzione e riconoscimento da parte degli appassionati, proprio nell’anno in cui una realtà solitamente di secondo piano si è aggiudicata il titolo nazionale.
Giù il cappello davanti all’ennesima impresa del AFC Wimbledon che si è guadagnato sul campo l’accesso alla III serie professionistica nazionale.
Non è una promozione qualunque ovviamente, non andrebbe ricordato tra gli eventi speciali visto che ogni anno una squadra vince questo spareggio, se non fosse per la grande storia di calcio che c’è dietro, riavvolgiamo il nastro.

Il 28 maggio 2002 un comitato esecutivo della federcalcio inglese (FA) accoglieva l’istanza del presidente del Wimbledon F.C. di ricollocare la squadra a Milton Keynes, città a 90km a nord di Wimbledon, onde scongiurare il fallimento del club e la sua scomparsa.
Fu un grandissimo pasticcio, c’erano già stati tentativi di riposizionare altre squadre a Milton Keynes, città fondata nel 1967 dal governo e a tutto il 2002 sprovvista di squadra professionistica, nel 1973 ci provarono col Charlton Athletic, nel 1979 proprio con il Wimbledon FC, ammesso alla Quarta Divisione giusto l’anno prima, poi col Luton Town nel 1985 e, nel 2000 dopo tre lustri di calma apparente venne sondato il terreno con Barnet, Crystal Palace e Queen’s Park Rangers, all’epoca in amministrazione commissariata dalla FA, ma per una serie svariatissima di motivi nessuno di questi tentativi andò in porto.

Le insistenze del proprietario del Wimbledon che nel frattempo si era visto anche chiudere lo storico impianto di Plough Lane in conseguenza dell’applicazione del Taylor Report, susseguente alle tragedie di Bradford e Sheffield vennero così accolte, in un marasma di atti ufficiali, commissioni, contro petizioni, decreti esecutivi, marce di protesta e così via.
L’atto di ricollocamento del Wimbledon FC cancellò così, d’acchito, uno dei più grandi club dilettantistici del panorama londinese, 91 anni di storia, inclusa quell’incredibile scalata alle vette del calcio professionistico inglese che vide i ‘Dons’ protagonisti dal 1978 (anno in cui furono ammessi alla vecchia quarta divisione), all’incredibile vittoria dell’ FA Cup del 1987/88 contro il favoritissimo Liverpool, ai tempi vera forza dominante del calcio inglese. L’epopea fu scandita da ogni sorta di comportamenti irriverenti, spesso violenti, al limite dei regolamenti e delle usanze dell’epoca ‘politically incorrect’ si potrebbero definire, che valsero alla compagine gialloblù l’appellativo di ‘crazy gang’, le loro gesta scandalizzarono i puristi e vecchi appassionati ed entusiasmarono i più giovani e irriverenti,oltre ai tifosi locali. Il famoso kick (non solo la palla) and rush ne fu l’inconfondibile marchio di fabbrica in campo.

Il 30 maggio 2002, due giorni dopo l’autorizzazione sul trasferimento del Wimbledon FC (al quale verrà anche cambiato il nome in Milton Keynes Dons), un gruppo di tifosi guidati da Kris Stewart, Mark Jones e Trevor Williams, figure di primo piano e fondatori dell’associazione tifosi del Wimbledon, si riunirono al pub The Fox and The Grapes sul Wimbledon Common, il parco comunale sul quale il vecchio Wimbledon si originò, lanciando l’idea di formare una nuova squadra a esclusiva connotazione locale, lanciando una raccolta fondi sotto l’egida della Wimbledon Independent Supporters' Association, al fine di finanziare l’operazione. Il 13 giugno, in una conferenza stampa indetta al Wimbledon Community Center stipato all’inverosimile i tre presentarono il nuovo stemma, le nuove divise da gioco, il nuovo allenatore e il nuovo stadio per il neo formato club che venne battezzato Wimbledon AFC (Wimbledon A Football Club).

Al fine di riuscire a formare una squadra competitiva in tempi brevissimi fu indetto un provino generale al Wimbledon Common, il parco delle origini, per il 29 giugno seguente, al fine di selezionare la rosa, si presentarono 230 giocatori.La squadra fu formata e messa a disposizione del nuovo allenatore, Terry Earnes ex-giocatore del Wimbledon FC ai tempi della serie A , e iscritta alla Combined Counites League First Division, il nono livello del calcio inglese a quell’epoca, l’equivalente della nostra Seconda Categoria.
La prima partita per il nuovo Wimbledon AFC fu un amichevole pre-campionato giocata contro il Sutton United, squadra dell’omonimo sobborgo adiacente con una grandissima tradizione nei campionati dilettantistici inglesi, finì 4-0 per questi ultimi davanti ad un incredibile pubblico di 4657 spettatori. Il campionato fu chiuso al terzo posto e la promozione svanì per poco.
Nella stagione 2003/04 il Wimbledon AFC si ripresentò ai nastri di partenza più agguerrito che mai e ben deciso a cominciare la risalita verso categorie migliori, e grazie anche ad una striscia di 22 vittorie iniziali consecutive (che diventano 38 se sommate a quelle ottenute nelle ultime 16 partite della stagione precedente) chiusero al primo posto e vennero promossi alla Isthmian League First Division, dalla quale ottennero una roboante promozione (la seconda consecutiva) l’anno dopo rimanendo in testa al campionato dalla prima all’ultima giornata, vinsero anche la Surrey Senior Cup (la coppa della contea) completando un gran bis a livello locale.

Si ritrovarono così nella Isthmian League Premier dove, dopo due sconfitte ai playoff nelle prime due stagioni, riuscirono ad ottenere la promozione alla National Conference South (il 6° livello) al termine della stagione 2007/08 con un 2-1 allo Staines Town nello spareggio.
Nel frattempo la dirigenza, si impegnò in una difficile battaglia per lo stadio, una battaglia condotta tenendo fede ai valori della fondazione e a mio avviso assai più importante, e per la conduzione e per l’esito, dei risultati ottenuti sul campo.
Fin dalla prima stagione il club aveva ottenuto l’utilizzo del Kingsmeadow, casa del Kingstonian FC nel contiguo sobborgo di Kingston upon Thames e in difficoltà finanziarie dovute alla retrocessione dalla Football Conference (la 5° serie, di fatto un campionato professionistico a tutti gli effetti).
Il club fu venduto ad un affarista che comprato anche il lease sullo stadio lo trasferì ad una società di sua proprietà alienandolo di fatto dalla squadra.
I dirigenti del AFC Wimbledon indissero una assemblea straordinaria in cui fu stabilito che il riacquisto del lease sullo stadio avrebbe salvaguardato il futuro delle due squadre, consigliarono ai tifosi del Kingstonian di fondare una società costituita da tifosi, che fu immediatamente approntata, ed insieme raccolsero i tre milioni di sterline necessaria liquidare il padrone dello stadio.
Fu un passo importantissimo, in quanto entrambi i club si ritrovarono liberi da un debito pesantissimo e con la certezza della propria casa dove continuare a svolgere le proprie attività.
Al termine dell’operazione il Wimbledon offre al Kingstonian l’affitto del campo per una cifra corrispondente all’incasso di un’amichevole precampionato da disputarsi tra le due compagini un atto di solidarietà, per chi era finito in grossi guai dovuti all’ennesimo spregevole proprietario di squadre di calcio, di grande valore concesso da chi a sua volta si era visto privare addirittura dalla squadra. La situazione stadio è comunque in continua evoluzione, dopo la demolizione e il rifacimento della gradinata Kingston Road End (ribattezzata North End, curva nord) con mille posti a sedere, il club ha propsto un ampliamento dell’impianto, la questione ha incontrato difficoltà presso le autorità locali dovute all’ubicazione dello stadio nell’ambito del tessuto urbano.
I dirigenti hanno così intrapreso un nuovo, ambizioso percorso, l’edificazione di un nuovo impianto a Merton, il sobborgo originale e dapprima avevano posato gli occhi sul Wimbledon Greyhound Stadium, il glorioso impianto per le corse dei cani distante solo alcune centinaia di metri dallo storico impianto di Plough Lane per riconvertirlo in uno stadio (ampliabile) da 12.000 posti, ma la concorrenza di altri soggetti nell’asta di compravendita e il conseguente innalzamento della somma necessaria ad acquistare l’area ha dirottato le intenzioni dei dirigenti e nel novembre 2014 il club ha presentato richiesta al Municipio di Merton per l’autorizzazione a costruire un nuovo stadio in un operazione che comprende anche l’edificazione di abitazione e di un centro ricreativo commerciale.
L’iniziativa sarà inizialmente finanziata dalla vendita dello stadio al Chelsea (che lo userà per le compagini giovanili e quella femminile), vendita approvata dai sostenitori sia del Wimbledon che del Kingstonian che si sposterà nel nuovo campo. Questo pistolotto sullo stadio è molto importante perché rivela la serietà di chi si è impegnato totalmente per il bene della squadra (e anche della squadra vicina in questo caso) e con grande impegno e abnegazione è arrivato con i fatti e per gradi a scalare una montagna così alta che dal punto di partenza non si riusciva a vederne la sommità, in barba alle chiacchiere di casa nostra sull’azionariato popolare e blablabla tutti parlano, litigano ma nessuno tira fuori un euro o tantomeno impiega cinque minuti del suo tempo al bene della squadra per cui tifa.

Sul campo le imprese della squadra continuano.

Nella stagione 2008/09 la squadra viaggia nelle prime posizioni di classifica per tutto il campionato e dopo la vittoria casalinga a fine aprile sul St. Albans City per 3-1 (davanti a un pubblico record di 4.722 spettatori), si aggiudicano il campionato e la promozione diretta alla National Football Conference, il quinto livello della piramide calcistica inglese, sopra di loro le quattro divisioni professionistiche, ma di fatto la quinta divisione professionistica, visti lo statuto del campionato, i club partecipanti e il pubblico delle partite.Si tratta della seconda promozione consecutiva (per la seconda volta).
La prima stagione nella nuova serie vede il Wimbledon chiudere all’ottavo posto a quindici lunghezze dalla zona play-off un po deludente ma anche un’ottimo piazzamento per consolidare la squadra in vista delle stagioni successive.

Fedeli alla loro recente fama infatti, al termine della stagione 2010/11 il Wimbledon chiude il campionato al secondo posto, qualificandosi ai playoff promozione dove demolisce il Fleetwood Town (2-0 e 6-1) in semifinale prima di ritrovarsi davanti al Luton Town nella finale del City of Manchester Stadium. La partita, bloccata dalla tensione per la posta in palio, non offre spunti al di la di un palo colpito dal Luton all’87’. Si va ai supplementari dove lo stallo persiste, il Wimbledon ha l’occasione per vincere al 119’ ma Yakubu di testa spedisce a lato da posizione favorevole. Ai rigori il Wimbledon prevale 4-3. E’ un momento storico, la società fondata dai tifosi all’indomani del furto della loro squadra è promossa nei campionati professionistici a soli nove anni dalla fondazione, è un record, l’ennesimo e fanno cinque promozioni in nove anni.

Ma c’è dell’altro: il club ha sempre messo grande enfasi sul proprio ruolo di catalizzatore per attività sociali all’interno della comunità e sin dal 2004 ha istituito un programma per rendere accessibile il gioco del calcio a tutti.
Nel 2010 questo programma che offre la possibilità per bambini dai 4 ai 14 anni che vivono nella comunità, di svolgere attività sfruttando impianti e personale del club ha ricevuto la massima onoreficenza che la Federazione inglese assegna per questo tipo di attività. Il progetto di attività legato all’impegno sociale del Wimbledon all’interno dell’area in cui opera si è poi ampliato fino ad ottenere il riconoscimento del Primo Ministro per il grande contributo offerto dal club nei progetti di sviluppo di istruzione e insegnamento dello sport legati all’istruzione e all’insegnamento civico. Congratulandosi col direttore generale, il Primo Ministro ha affermato che ‘Lo staff del Wimbledon AFC non solo hanno restituito una squadra alla propria comunità, l’ha resa unita, dando la possibilità agli abitanti di avere una partecipazione diretta nel club e ha migliorato la vita di molte persone grazie all’impegno profuso nella creazione di attività a sostegno della popolazione.
Il calcio è un gioco di squadra e la gente di Wimbledon ha dimostrato dove si può arrivare quando non si va solo alle partite ma si partecipa direttamente alla vita del club. Congratulazioni al Wimbledon, ai suoi tifosi e sostenitori che hanno creato una squadra che appartiene alla comunità (in ogni senso) ed è passata di successo in successo.


La soddisfazione è grande per i dirigenti del club che hanno mantenuto la loro identità di squadra locale, scalando i campionati e le attenzioni della società inglese dal parco locale fino ad arrivare ai campionati professionistici e al n.10 di Downing Street.

Le attività riprendono e la vita si preannuncia difficile nel campionato di IV divisione , League Two per chi segue il calcio solo dall’era di internet.
Infatti la stagione 2011/12 si chiude con un sedicesimo posto.
Difficile anche le ultime due con salvezza all’ultima giornata.

La stagione 2014/15 è un po più interessante, ci sono due partite in Coppa di Lega contro il MK Dons, la squadra generata dal ricollocamento del Wimbledon originale, una sconfitta per 3-1 in trasferta ed una memorabile vittoria per 3-2 (l’unica in quattro incontri) che non basterà per qualificarsi. Buono anche il cammino in FA Cup dove approda al 3rd round e soccombe davanti al Liverpool, eliminato da una doppietta di Gerrard entrato a metà secondo tempo in soccorso di una squadra che aveva corso più di un rischio fino a quel momento. Fu comunque una grande serata in un Kingsmeadow gremito all’inverosimile in un lunedì sera. Il campionato viene chiso da un’insoddisfacente 15° posto.
Arriviamo al 2015/16, la quinta stagione dal ritorno nei professionisti, una partenza men che mediocre relega la squadra sul fondo classifica,ma dopo Natale la squadra si riprende via via e chiude con una serie di 7 vittorie nelle ultime 10 partite che gli permettono di agguantare il 7° posto, l’ultimo disponibile per i playoff promozione. Avversario Accrington Stanley che ha chiuso al 4° posto mancando la promozione diretta alla differenza reti e come da tradizione, viene eliminato dai nostri in semifinale (1-0 e 2-2) il gol di Taylor nei supplementari del ritorno spedisce i gialloblu alla finale di Wembley, dove se la vedranno con il Plymouth Argyle.

Lunedì 30 maggio 2016, ultimo atto (per il momento) di una scalata ai vertici calcistici davvero rimarchevole. Wembley Stadium , periferia di Londra si gioca lo spareggio per la promozione dalla League Two alla League One, la Serie C inglese, orario pomeridiano e giornata di sole, calda. Moltitudini di tifosi si riversano verso il nuovo e moderno impianto, un dei ‘gioielli’ del calcio mondiali per giocarsi questo modesto (davanti a cotanta maestà) spareggio.
Ma la grandezza degli stadi è dovuta al pubblico che li riempie, seppur in abbinamento con le gesta delle squadre. Sono tanti per una partita del genere, tantissimi 57.956 paganti in Italia un pubblico da sogno per partite di Serie A. Supremazia per i sostenitori nero-verdi giunti in massa dalla Cornovaglia, circa trentamila, poco più di ventimila han seguito il Wimbledon per questa breve trasferta dal sud di Londra, il resto è neutrale, il colpo d’occhio splendido e all’altezza del palcoscenico.

Nel primo tempo i portieri sono poco impegnati, ad inizio ripresa una punizione di Carey per il Plymouth costringe Roos ad un difficile intervento. La partita continua priva di emozioni con una leggera supremazia del Wimbledon fino al 79’ quando su cross insidioso di Kennedy dall’out destro, Taylor insacca con un tocco preciso. 1-0!
Mancano 10’ al termine e il Plymouth prova a ricompattarsi e a ripartire, ma non c’è ritmo e il Wimbledon adesso controlla, si riporta in avanti all’88’ un gan colpo di testa di Akinfenwa (the beast) è salvato miracolosamente dal portiere, nel tentativo di contrastare Hartley, capitano del Plymouth si scontra con the beast e deve uscire in barella, ci sono 7 minuti di recupero i Pilgrims attaccano adesso a ondate nel disperato tentativo di pareggiare, rimangono ovviamente esposti e al 7’ di recupero su contropiede inevitabile,Azez viene atterrato in area e l’arbitro decreta un rigore inesistente si portano in tanti sul dischetto, tutti vogliono tirare questo rigore, la discussione che si protrae per un paio di minuti è vinta ovviamente da the beast Akinfenwa, vero centravanti di sfondamento che realizza spiazzando il portiere.
Giunge il triplice fischio che sancisce il risultato 2-0 e la promozione del Wimbledon in League One, sei promozioni in tredici anni e , surprise surprise, il prossimo anno due inedite gare in campionato con chi gli rubò la squadra quattordici anni fa e non è mai riuscito ad andare oltre a questo campionato a cui il rifondato Wimbledon è arrivato partendo dal fondo.
Well done lads!
Veri eredi della Crazy Gang, matti si , irriverenti, scorretti, tutto quello che volete ma così fantasticamente inglesi, in una parola veri.

Da gustarsi preferibilmente con un paio di pinte (o tre) di Fuller’s London Pride

In sottofondo:

Madness - Madness
For tomorrow - Blur
We’re a winner – Mother Earth

mercoledì, luglio 13, 2016

Wet Dream Festival



Nel novembre 1970 ad Amsterdam la rivista porno locale SUCK (una delle prime in assoluto) organizzò il WET DREAM FESTIVAL, primo festival di cinema pornografico.
Replicò l'anno successivo e anticipò di poco i corrispettivi americani Erotic Film Festival a San Francisco (del dicembre 1970) e il New York Erotic Film Festival (del dicembre 1971).
Che ai tempi era qualcosa di sovversivo e in qualche modo rivoluzionario, combattuto e osteggiato ovunque tanto che l'iniziativa attirò rappresentanti della cultura underground da mezza Europa ma annche da Usa e Giappone.

Come dichiarò l'organizzatore Jim Haynes:
"Quello che la maggior parte delle persone non capisce del Wet Dream Festival è che non siamo interessati solo agli aspetti pornografici ma all'idea libertaria.
Si tratta di un attacco al paternalismo perché chiede il motivo per cui la gente non può vedere qualsiasi immagine che desidera
".

Le principali proiezioni avvennero al Leidseplein Theatre.
Pare che, in omaggio al concetto di fruire della visione non solo in senso passivo e comunque abbracciando lo spirito liberatori odi questa nuova forma di arte visiva, alcune proiezioni siano finte in mezze orge tra il pubblico presente.

Il primo premio venne assegnato a Bodil Jensen per "A Summer Day" un film sulle abitudini zoofile della protagonista. Il premio "Blast from the Past” fu invece ad appannaggio al film di Jean Genet "Un chant d’amour"
(https://www.youtube.com/watch?v=ch8cTL2tN4c&bpctr=1468247127).

martedì, luglio 12, 2016

Loredana Bertè - Traslocando



Ho sempre amato le autobiografie di personaggi POP dello spettacolo italiano (da Cristian De Sica a Verdone a Teo Teocoli tra i tanti).

Tra quelli più appariscenti ed estremi LOREDANA BERTE' gioca un ruolo di primo piano.
E la sua testimonianza in "Traslocando" non delude le aspettative ma, anzi, travalica ogni immaginazione a partire dalle violenze subite dai genitori nella tenera infanzia che ne hanno marchiato indelebilmente tutta la vita fino alla tragica fine dell'amata sorella Mia Martini.
Loredana è crudissima, spietata, anche con sè stessa, non risparmia niente e nessuno.
Nel marasma di ricordi, aneddoti e dichiarazioni "forti" ogni tanto perde credibilità (la cena con George Bush, Borg e...Bin Laden sembra un tantino forzata...e anche i concerti visti a fine anni 60: vanno bene Stones e Hendrix ma citare anche i Ramones...ehm...).

Non lesina feroci strali all' (ex) amico Renato Zero e non ha paura a fare nomi e cognomi di "bastardi" vari che le hanno reso la vita difficile (con augurio finale di morte veloce al padre).
Un libro che testimonia il suo ruolo di loser, scheggia impazzita e incontrollabile, scritto senza falsi pudori o particolari remore.
Non è facile.

lunedì, luglio 11, 2016

Campionati Europei di calcio 2016



Si è chiuso un Europeo sicuramente non indimenticabile.
Qualche buona partita, qualche buona squadra ma niente che resterà nella storia del calcio, relegato in un'aurea mediocrità.
Molti giocatori arrivano stanchi e acciaccati, infortunati o esausti, complice un Calcio bulimico sempre più pressato di impegni (sintomatico che in concomitanza con i quarti di finale, nei campi di mezza Europa, lituani e maltesi, macedoni e moldavi ma anche irlandesi e slavi partivano i preliminari di Champions e Europe League).

Qui avevamo fatto qualche pronostico: http://tonyface.blogspot.it/2016/06/euro-2016.html

Oggi andiamo con le pagelle

OTTO

PORTOGALLO
In una competizione del genere si vince anche senza giocare al meglio e pareggiando sempre o quasi.
E se alla fine, dopo sette partite, vinci, anche se ai supplementari e quasi casualmente, hai avuto ragione.

GALLES e ISLANDA
Espressione calcistica di piccole nazioni con buona parte dei giocatori (a parte Bale e qualche altro gallese) che militano in squadre di secondo piano, hanno saputo fare squadra e arrivare lontano, giocando bene e lottando sempre con convinzione.
Credo che li ritroveremo presto di nuovo ai vertici tra le Europee.

SETTE

ITALIA

Partita con la nomea di "peggior nazionale degli ultimi 50 anni", GRAZIE a CONTE, sono diventati SQUADRA, vinto tre partite non facili e usciti solo ai rigori con i tedeschi.
Passato quell'ostacolo si poteva anche sognare.
Le qualificazioni al Mondiale saranno ostiche ma in Russia nel 2018 possiamo dire la nostra da protagonisti.

GERMANIA
Castigati dalla Francia, rimane una delle migliori squadre al mondo con tanti giovani e una qualità eccelsa.

FRANCIA
Giocavano in casa, erano tra i favoriti, calendario molto facile ma ottima squadra, concreta e ancora giovane, ottimo campionato ma non puoi sbagliare una finale, relativamente abbordabile, in casa...

SEI

UNGHERIA e POLONIA

Due squadre solide e interessanti senza grandi individualità ma in grado di farsi notare parecchio negli anni a venire.

Il resto è anonimato, comparsate, simpatia (Albania, Irlanda del Nord, Irlanda)

LE BOCCIATURE

SPAGNA e BELGIO sono arrivate da favorite, grandi individualità, tanta supponenza, giustamente castigate, a casa a orecchie basse.
L'INGHILTERRA non riesce mai e poi mai a mettere insieme un allenatore decente e una squadra competitiva, un'altra volta a casa (e, con tutto il rispetto, dall'Islanda agli ottavi...).
Infine la RUSSIA, caterve di soldi investiti negli ultimi anni, squadra sempre mediocre e fuori subito in un girone non irresistibile.

domenica, luglio 10, 2016

Hotel Prora



La fine del mondo è la rubrica domenicale che va ad esplorare i luoghi abbandonati dalla storia, particolari o estremi.
I precedenti post:
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Il COLOSSO DI PRORA è un enorme complesso alberghiero costruito sulle sponde del Mar Baltico, nell’isola di Rugen, all’estremo nord della Germania, che nelle idee dei dirigenti nazisti doveva diventare punto di riferimento per la villeggiatura ariana.

Iniziato prima della Seconda Guerra Mondiale, è costituito da blocchi identici di edifici di sei piani che si estendono per oltre quattro chilometri, per un totale, stimato, di circa 10.000 camere.
In realtà nessuna delle stanze venne mai utilizzata.
È costituito da cento edifici, ciascuno con cento camere collegate tra loro da decine di corridoi lunghi un chilometro e mezzo ciascuno.
All’interno c’è anche un cinema, una scuola, un ospedale e un lunghissimo pontile che si getta nel mare.

La sua costruzione venne rallentata dalla guerra e in seguito ciò che ne rimase fu utilizzato per l’esercito della Germania dell’Est.
Le camere sono tutte doppie e hanno il riscaldamento centralizzato, che per i tempi era un vero lusso e la struttura avrebbe dovuto dare lavoro a 25.000 tedeschi.

sabato, luglio 09, 2016

Targa Mei Miglior Blog



La giuria della quarta edizione della Targa Mei Musicletter, premio nazionale destinato al “miglior blog personale” italiani di informazione musicale e culturale, ha scelto i cinque finalisti di ciascuna categoria.
Ecco le nomination del 2016 (in rigoroso ordine alfabetico)

MIGLIOR BLOG PERSONALE

- L’ultima Thule di Federico Guglielmi (lultimathule.wordpress.com)
- Music Won’t Save You di Raffaello Russo (musicwontsaveyou.com)
- Polaroid - Un blog alla radio di Enzo Baruffaldi (polaroid.blogspot.it)
- Tony Face di Antonio Bacciocchi (tonyface.blogspot.it)
- Yes I am Drowing di Giorgio Moltisanti (yesiamdrowning.tumblr.com)

La giuria di qualità della Targa Mei Musicletter 2016, diretta come sempre da Luca D’Ambrosio (Musicletter.it) e coordinata da Giordano Sangiorgi (Mei), quest’anno vede la partecipazione di: Gaetano Ambrosiano (liutaio/sound engineering), Massimo Benini (Irma Records), Massimo Bonelli (iCompany), Nicola Cani (Foolica Records), Jessica Gaibotti (Universal Music Italia), Francesco Galassi (ExitWell), Giuseppe Marmina (Ghost Records), Gianni Maroccolo (musicista e produttore), Carlo Massarini (conduttore televisivo e radiofonico), Luca Minutolo (Rumore), Marco Notari (Libellula Music/cantautore), Diletta Parlangeli (giornalista freelance/Il Fatto Quotidiano), Andrea Pipino (Internazionale), Annachiara Pipino (DNA Concerti), Michele Severino (Martelabel).

Votate il NOSTRO blog con un messaggio su Facebook qui: https://www.facebook.com/targameimusicletter

Oppure con una mail qui:
redazione@musicletter.it

Le segnalazioni, non vincolanti, verranno prese in considerazione dalla giuria ai fini della valutazione finale.

venerdì, luglio 08, 2016

I Cotton Fiocc



I dannosissimi (per le orecchie e per l'ambiente..) COTTON FIOCC (definizione italiana in un inglese storpiato del nome originale Cotton swabs (in Usa), Cotton buds (in Inghilterra) ma meglio conosciuti come Q-TIPS) nacquero nel 1923 grazie all'inventore statunitense di origine polacca Leo Gerstenzang che fondò la ditta Infant Novelty Company per lanciare sul mercato la sua innovazione (mutuata osservando la moglie che poneva dei batuffoli di cotone su delle asticelle di legno per pulire le orecchie al figlio piccolo).

A causa dei devastanti problemi ambientali legati all'accumulo di enormi quantità di asticelle in prossimità dei corsi d'acqua, l'uso di bastoncini cotonati in materiale plastico (non biodegradabile) è in regresso dalla fine del XX secolo, tanto che in diversi paesi occidentali il modello in plastica è stato proibito (come ad esempio in Italia nel 2001).

E' ormai appurato come l'introduzione dei bastoncini nell'orecchio contribuisca a formare tappi di cerume piuttosto che toglierli e quanto siano dannosi per fognature, corsi d'acqua, ambiente in genere. E in effetti inizialmente non erano stati concepiti per la pulizia interna ma solo esterna.

Il dottor Dennis Fitzgerald, un otorinolaringoiatra di Whashington, afferma:
«Il vero motivo per cui continuiamo a usare i cotton fioc per le nostre orecchie è semplice: è una sensazione fantastica.
Le nostre orecchie sono disseminate di terminazioni nervose che inviano segnali alle altri parti del nostro corpo.
Solleticarne le parti interne stimola un senso di piacere viscerale.
Ma non solo.
L’utilizzo dei cotton fioc innesca quello che i dermatologi definiscono il ‘ciclo prurito-grattamento’, una forma minore di dipendenza che si auto-alimenta.
Più usiamo i cotton fioc, più prurito avvertiamo alle orecchie e più prurito avvertiamo alle orecchie, più li usiamo».

giovedì, luglio 07, 2016

John Wayne Gacy, Killer Clown



Le precedenti puntate della rubrica CRIMINAL WORLD ovvero i criminali che hanno avuto connessioni con la musica e l'arte, (dedicate ai Kray Twins, Ronnie Biggs, Luciano Lutring, Gary Gilmore, Janie Jones, i Moor Murders Ian Brady e Myra Hindley, Bonnie & Clyde, Hattie Carroll e William Zantzinger, Stagger Lee, Charles Manson, Ted Bundy) sono qui:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Criminal%20World

Uno dei serial killer più famosi e tristemente famosi fu John Wayne Gacy meglio conosciuto come Killer Clown.
Rapì, torturò, sodomizzò e uccise 33 ragazzi e adulti, spesso seppelliti sotto la sua abitazione o ammassati in cantina, tra il 1972 e il 1978 quando fu catturato.

Il soprannome Killer Clown deriva dall'attività di intrattenitore di bambini in alcune feste con costume e trucco da clown facendosi chiamare Pogo il Clown.
Era parte di un club di volontari, tutti mascherati da pagliacci, che partecipavano a manifestazioni di beneficenza e a spettacoli in ospedali per i bambini malati.

Si disegnava da solo i costumi e creò il suo personaggio.
Fu condannato a morte e giustiziato nel 1994 lasciando un gran numero di disegni e dipinti raffiguranti pagliacci.
Le ultime parole prima di morire pare siano state "Kiss my ass".

La vicenda e gli omicidi di Gacy contribuirono ad alimentare la paura del "clown malvagio" nell'immaginario popolare.
Dalla sua storia è stato tratto il film biografico Gacy, prodotto nel 2003.

Il cantante e performer hardcore GG Allin fu uno dei pochi interlocutori di John Wayne Gacy durante la sua permanenza in carcere e uno scambio di lettere ci fu anche con Lux Interior dei Cramps.
Nell'album "Come on feel the Illinoise" di Sufjan Stevens è presente una canzone intitolata John Wayne Gacy, jr.
Nella copertina del primo album degli Acid Bath, "When the Kite String Pops", è raffigurato Gacy nella veste di Pogo the clown in cartone animato.
Uno dei membri della band di Marilyn Manson adottò il nome d'arte "Madonna Wayne Gacy".
La punk band americana dei Dickies intitolò un album del 1988 "Killer Klowns from Outer Space".
In Italia furono attivi per anni i Killer Klown con cinque album e diversi singoli nella discografia.

mercoledì, luglio 06, 2016

Tyrrell P 34 - L'auto a sei ruote



Nei primi anni 1970 la Tyrrell sviluppò una vettura rivoluzionaria nel mondo della Formula 1, grazie al progettista Derek Gardner, con una monoposto a sei ruote, la TYRRELL P 34.

La Goodyear costruì all'uopo una nuova gomma, più piccola (10 pollici) rispetto alle 13 pollici comuni in Formula 1.
La ridotta carreggiata anteriore migliorò l'inserimento in curva ,ma la velocità non ne ebbe vantaggio.
La Goodyear lasciò presto il progetto creando enormi problemi nello sviluppo e nel perfezionamento.
Deluso e scoraggiato Gardner abbandonò la squadra e fu sostituito da Maurice Philippe che apportò ulteriori modifiche ma senza sostanziali progressi.

La Tyrrell abbandonò il progetto nel 1978 ma altre squadre provarono a perfezionarlo (vedi la Lotus e perfino la Ferrari) ma quando la FIA inserì l'obbligo delle sole 4 ruote ogni velleità in tal senso scomparve dall'orizzonte.
La Tyrrell a 6 ruote vinse solo il Gran Premio di Svezia 1976, conuna storica doppietta (primo Jody Scheckter e secondo Patrick Depailler) e giunse terza nel campionato costruttori.

martedì, luglio 05, 2016

Viaggio al centro dei Cramps di Dick Porter



Adoro alla follia le biografie maniacali, quelle piene di dettagli, magari inutili, superflui, eccessivi ma che rendono il libro "definitivo".

E' il caso di questo bellissimo viaggio nella carriera dei CRAMPS a cura di Dick Porter, edito da GoodFellas, splendidamente tradotto da Caterina Micci (non facile attenersi correttamente, senza la dovuta competenza, ad una lunga serie di definizioni e terminologie molto specifiche), con una introduzione di Federico Guglielmi e una serie di testimonianze "italiane" finali.

Nulla è lasciato al caso, date, eventi, particolari anche secondari ed è costantemente corredato dalle parole di Lux Interior e Poison Ivy (i Cramps...) ma anche dai vari, più o meno importanti, numerosi, compagni di viaggio da Miriam Linna a Bryan Gregory a Kid Congo, tra i tanti.
Grande spazio agli esordi e ai primi due seminali album, più sbrigativo il seguito (in effetti meno significativo e più di routine tra dischi e tour) fino alla prematura scomparsa di Lux Interior nel 2009.

C'è la commovente e smisurata passione per il vero spirito del rock n roll, la ricerca della PUREZZA di quel sound e di quell'attitudine, l'amore per i B Movies horror, le fregature discografiche, i tracolli economici, le risse ai concerti, i rapporti spesso difficili con gli altri componenti, le droghe, il sesso, la provocazione, lo spirito autenticamente punk.
Per chi ama la band o anche solo un certo tipo di rock n roll un testo assolutamente imperdibile.

lunedì, luglio 04, 2016

Frank Sinatra - Watertown



GLI INSOSPETTABILI è una rubrica che scova quei dischi che non avremmo mai pensato che...

Dopo Masini, Ringo Starr, il secondo dei Jam, "Sweetheart of the rodeo" dei Byrds, Arcana e Power Station, "Mc Vicar" di Roger Daltrey, "Parsifal" dei Pooh, "Solo" di Claudio Baglioni, "Bella e strega" di Drupi, l'esordio dei Matia Bazar e quello di Renato Zero del 1973, i due album swing di Johnny Dorelli, l'unico dei Luna Pop," I mali del secolo" di Celentano, "Incognito" di Amanda Lear, "Masters" di Rita Pavone, Julian Lennon, Mimmo Cavallo con "Siamo meridionali"e i primi due album dei La Bionda di inizio 70's, il nuovo album dei Bastard Son of Dioniso, "Black and blue" dei Rolling Stones, Maurizio Arcieri e al suo album "prog" del 1973 "Trasparenze", Gianni Morandi e "Il mondo di frutta candita", il terzo album degli Abba, "666"degli Aphrodite's Child, la riscoperta di Gianni Leone in arte Leonero, il secondo album di Gianluca Grignani, Donatella Rettore e il suo "Kamikaze Rock 'n' Roll Suicide", Alex Britti e "It.Pop", le colonne sonore di Nico Fidenco , il primo album solista dell'e Monkees, Davy Jones, Mike McGear (fratello di Paul McCartney), Joe Perrino, il ritorno di Gino Santercole, l'album del 1969 di Johnny Hallyday con gli Small Faces, la svolta pop della PFM, gli esordi degli Earth Wind and Fire e quelli degli UFO, e l'ultimo di Jovanotti, uno dei primi lavori di Bruno Lauzi, l'album prog del 1972 dei Dik Dik, Riccardo Fogli e la sua opera prog rock del 1979 "Matteo", del nuovo di Massimo Ranieri "Malìa", la dimenticata opera rock dei Giganti "Terra in bocca", l'esordio di Riccardo Cocciante del 1972 con l'opera prog rock "Mu", Pooh (già citati con "Parsifal") con il primo "Per quelli come noi" del 1966, gli Small Faces riuniti alla fine dei 70's, oggi parliamo di FRANK SINATRA e del suo album più anomalo.


Le altre puntate de GLI INSOSPETTABILI qui:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Gli%20Insospettabili

La fine dei 60's aveva cancellato FRANK SINATRA dal podio della popolarità. Vendite in calo, attenzioni riservate a ben altro piuttosto che ad un ultra cinquantenne melodico.
Nel 1969 entra in studio per il suo lavoro più atipico (pubblicato nel 1970) che, forse per cercare di invertire l'infausta tendenza, cerca di guardare con più attenzione alle nuove sonorità.
Nulla di rock o psichedelico, per carità, ma affida a Bob Gaudio dei Four Seasons la scrittura, l'arrangiamento e la produzione del nuovo album, un concept su un uomo abbandonato dalla moglie e costretto a crescere da solo i due figli piccoli.

Un disco malinconico, struggente a tratti ma particolare, dove l'inarrivabile voce di Frankie viaggia, come sempre, cristallina su basi orchestrali non così zuccherose o allegramente swinganti come d'abitudine ma molto più complesse e particolari.
Il sound è orchestrale ma con una base più pop rock, la voce e l'interpretazione intensissime con Sinatra a perfetto agio con la "nuova" materia (nonostante sia l'unico album in cui cantò su basi orchestrali pre registrate).

Vendette pochissimo (non più di 30.000 copie, una nullità per lui e per i tempi) ma rimane un episodio interessante e unico con le potenzialità di diventare un classico senza tempo.

C'è addirittura un sito completamente dedicato a questo album: http://www.watertownology.com/

domenica, luglio 03, 2016

Classic Rock



C'è un po' di roba che ho scritto nel nuovo numero di CLASSIC ROCK (Classic Rock Italia).

Recensioni di "The wanderer" buon album di JOHN DOE (The X), del box retrospettivo di otto CD dei BACHMAN TURNER OVERDRIVE, degli italiani KOMATZU, THE LEECHES, Pressione Su Malta.

E poi una pagina su FANTASTIC NEGRITO (il cui "Last days of Oakland" è uno dei dischi del 2016) che, scusate l'auto sbrodolata, credo sia la cosa migliore che io abbia mai scritto.

Me ne compiaccio e mi stringo la mano da solo.

Euro 2016: Italia-Germania 6-7



Brucia ovviamente uscire così.
Ma di più non avremmo mai potuto pretendere, soprattutto nelle infauste previsioni della vigilia.
I rigori sono i rigori, inutile recriminare sui troppi errori etc.
L'Italia avrebbe meritato per lo spirito di sacrificio, per l'atteggiamento sempre solido, arcigno, sempre sulla palla, mai buttata via.
La Germania si è mangiata due gol fatti (Sturaro ha dovuto ricorrere ad un colpo di karatè per salvare sulla linea).

Tutti bravi, una bella base per ripartire per il prossimo Mondiale.
E ora Forza Galles, sperando stasera nell'Islanda.

PS: vedere la partita al Festival Beat con in sottofondo Elli De Mon e Sick Rose è stato ancora più particolare.

sabato, luglio 02, 2016

Targa Mei 2016 Miglior blog



La giuria della quarta edizione della Targa Mei Musicletter, premio nazionale destinato al “miglior blog personale” italiani di informazione musicale e culturale, ha scelto i cinque finalisti di ciascuna categoria.
Ecco le nomination del 2016 (in rigoroso ordine alfabetico)

MIGLIOR BLOG PERSONALE

- L’ultima Thule di Federico Guglielmi (lultimathule.wordpress.com)
- Music Won’t Save You di Raffaello Russo (musicwontsaveyou.com)
- Polaroid - Un blog alla radio di Enzo Baruffaldi (polaroid.blogspot.it)
- Tony Face di Antonio Bacciocchi (tonyface.blogspot.it)
- Yes I am Drowing di Giorgio Moltisanti (yesiamdrowning.tumblr.com)

La giuria di qualità della Targa Mei Musicletter 2016, diretta come sempre da Luca D’Ambrosio (Musicletter.it) e coordinata da Giordano Sangiorgi (Mei), quest’anno vede la partecipazione di: Gaetano Ambrosiano (liutaio/sound engineering), Massimo Benini (Irma Records), Massimo Bonelli (iCompany), Nicola Cani (Foolica Records), Jessica Gaibotti (Universal Music Italia), Francesco Galassi (ExitWell), Giuseppe Marmina (Ghost Records), Gianni Maroccolo (musicista e produttore), Carlo Massarini (conduttore televisivo e radiofonico), Luca Minutolo (Rumore), Marco Notari (Libellula Music/cantautore), Diletta Parlangeli (giornalista freelance/Il Fatto Quotidiano), Andrea Pipino (Internazionale), Annachiara Pipino (DNA Concerti), Michele Severino (Martelabel).

Votate il NOSTRO blog con un messaggio su Facebook qui: https://www.facebook.com/targameimusicletter

Oppure con una mail qui:
redazione@musicletter.it

Le segnalazioni, non vincolanti, verranno prese in considerazione dalla giuria ai fini della valutazione finale.

venerdì, luglio 01, 2016

The MADS - On the bus / The way she smiles
The FIVE FACES - Live in London SW15



THE MADS - On the bus / The way she smiles
Il quartetto milanese, in attesa del primo album, sfodera un 45 giri al fulmicotone (che vede il "nostro" Cpt Stax/Flavio Candiani alla scrittura dei testi) con due brani stupendi che attingono parimenti dal tipico 79 sound (Jam/Chords/Jolt) infarcito di deliziosi riferimenti 60's soprattutto nelle ricercate melodie beatlesiane.
Da agosto in vinile (blu), dal 31 luglio in digital download.

https://www.facebook.com/TheMadsOfficial

THE FIVE FACES - Live In London SW15
la detour Records pubblica il suo primo DVD in assoluto e lo fa con i nostri FIVE FACES ripresi dal vivo i l16 gennai o2016 a Putney, a Londra.
Dodici brani, tra numerosi loro originali e una serie di covers (Who, Creation, la "Police on my back" di EddyGrant in versione Clash e la "My friend Jack" degli Smoke.
Un documento importante e quasi unico per una mod band italiana in terra inglese (solo gli Underground Arrows arrivarono da quelle parti dal vivo ? Anche il Link Quartet nel periodo mod-oriented) .

https://www.facebook.com/TheFiveFaces
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