venerdì, febbraio 20, 2015

U.F.O. - UFO 2: Flying



GLI INSOSPETTABILI è una rubrica che scova quei dischi che non avremmo mai pensato che... Dopo Masini, Ringo Starr, il secondo dei Jam, "Sweetheart of the rodeo" dei Byrds, Arcana e Power Station, "Mc Vicar" di Roger Daltrey, "Parsifal" dei Pooh, "Solo" di Claudio Baglioni, "Bella e strega" di Drupi, l'esordio dei Matia Bazar e quello di Renato Zero del 1973, i due album swing di Johnny Dorelli, l'unico dei Luna Pop," I mali del secolo" di Celentano, "Incognito" di Amanda Lear, "Masters" di Rita Pavone, Julian Lennon, Mimmo Cavallo con "Siamo meridionali"e i primi due album dei La Bionda di inizio 70's, il nuovo album dei Bastard Son of Dioniso, "Black and blue" dei Rolling Stones, Maurizio Arcieri e al suo album "prog" del 1973 "Trasparenze", Gianni Morandi e "Il mondo di frutta candita", il terzo album degli Abba, "666"degli Aphrodite's Child, la riscoperta di Gianni Leone in arte Leonero, il secondo album di Gianluca Grignani, Donatella Rettore e il suo "Kamikaze Rock 'n' Roll Suicide", Alex Britti e "It.Pop", le colonne sonore di Nico Fidenco , il primo album solista dell'e Monkees, Davy Jones, Mike McGear (fratello di Paul McCartney), Joe Perrino, il ritorno di Gino Santercole, l'album del 1969 di Johnny Hallyday con gli Small Faces, la svolta pop della PFM, gli esordi degli EARTH, WIND and FIRE, si va oggi nei temibili meandri del proto hard rock con gli UFO

Le altre puntate de GLI INSOSPETTABILI qui:
http://tonyface.blogspot.it/search/label/Gli%20Insospettabili

Gli UFO sono per lo più conosciuti per un classico hard rock da classifica, piuttosto scontato in cui rilucevano i virtuosismi del chitarrista Michael Schenker (arrivato dagli Scorpions), negli anni 70’s.
Per gli innamorati delle curiosità “rock” sono da annotare anche i passaggi nella band, nel corso degli anni, del bassista Paul Gray (ex Eddie & the Hot Rods e Damned), del batterista Ansley Dunbar (che suonò con Jeff Beck, Lou Reed, Bowie, Zappa, Jefferson Airplane tra gli altri) e il figlio di John Bonham, Jason.
Il bassista degli UFO Pete Way compare nel brano “England I miss you” inciso nel 1980 da Paul Weller e due dei Cockney Rejects ma mai realizzato (se non su un 45 bootleg in 45 copie).
Ma poco prima dell’arrivo di Schenker e del salto in alto nelle classifiche gli UFO realizzarono due album, il secondo dei quali, del 1971, “UFO 2: Flying” è un notevole tuffo nella psichedelia, nello space rock, nell’hard rock contaminato.
Apartire dalla pulsante iniziale “Silver bird” che pesca da Free, Jeff Beck Group a cui seguono 19 minuti di classico psych hard tra Blue Cheer, Cream, Iron Butterfly.
Singolare lo strumentale “The coming of Prince Kajuku” che si trasforma in una sorta di una sorta di ripresa di “Sparks” degli Who (nella versione “Live at Leeds”) mentre “Flying” è un blues rock con influenze funk, ricchissimo di improvvisazioni e rincorse sonore con la chitarra di Mick Bolton protagonista, quintessenza dell’acid rock.

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