


Ho già parlato di Statuto (3 aprile 2009) ,Clash (13 marzo 2009) Small Faces (6 feb 2009) , Rolling Stones (23 genn 2009) De Andrè (8 genn 09) Beatles (9 dic 08), Graham Day (27 ott 08), Oasis (7 ott 08), Paul Weller (27 mag 08) Prisoners (6 giu 06), , Ruts (23 sett 06), Who (22 mag 06), Monkees (28 giu 06). Muore il 12 giugno del 1979
DEMETRIO STRATOS, voce degli
AREA , o meglio,
VOCE.
Gli
AREA, sono stati a parer mio, l’UNICO gruppo italiano non derivativo, in grado di rapportarsi, creativamente, in modo paritario, alle realtà artistiche inglesi o americane.
Protagonisti coraggiosi di un jazz rock estremamente aperto a contaminazioni di tutti i tipi, mediterranee in particolare, ma anche pop, sperimentali, di avanguardia e di classica contemporanea, innestando testi talvolta ermetici, ma di grande spessore politico e sociale.
E su tutto la voce di
DEMETRIO STRATOS (capace di raggiungere i 7.000 Hertz. Un tenore arriva sopra i 500, un soprano, quindi una donna, poco sopra i 1.000....)
Nascono nel 1972 provenienti da diverse esperienze.
DEMETRIO STRATOS viene dal beat, con la buona esperienza dei Ribelli (“Pugni chiusi” , una grande “Get ready” e altro),
PAOLO TOFANI, chitarrista, dai Califfi (altra pregevole beat band poi approdata al prog) , il bassista Patrick Djivas dal gruppo di Rocky Roberts, ma viene sostituito dopo il primo album da
ARES TAVOLAZZI (in arrivo dai Pleasure Machine di Ellade Bandini e Vince Tempera) e infine il tastierista (con esperienza classica),
PATRIZIO FARISELLI e il batterista
GIULIO CAPIOZZO.
Il flautista e saxofonista Victor Busnello lascerà da subito la band, a cui si affianca invece
GIANNI SASSI (in arte Frankestein), fondatore della Cramps Records (che pubblicherà i loro dischi) e autore di molti dei brani della band.
Gli Area durano dal 1973 al 1978.
Alla sua morte Stratos aveva già lasciato il gruppo, per dedicarsi alla ricerca vocale.
Gli Area proseguiranno con altri lavori musicalmente più convenzionali e con la formazione rimaneggiata.
Di Demetrio Startos rimangono numerose prove soliste (su tutte “Metrodora” e "Cantare la voce" all’insegna dell’avanguardia musicale e della sperimentazione vocale).
Arbeit Match Frei (1973) 7
Caution Radiation Area (1974) 7Album ostici, ancora grezzi e abrasivi, dove non sono ammessi compromessi.
Si mischiano jazz rock, free jazz, avanguardia estrema, violenza sonora, elementi di musica medio orientale, musica elettronica, progressive.
“Luglio agosto settembre nero” (dedicato alla lotta palestinese) nel primo , “Cometa rossa” nel secondo, sono i picchi artistici.
Crac ! (1975) 8La band, non rinnegando la componente sperimentale, vira verso atmosfere leggermente più fruibili e “pop”, con brani come “Gioia e rivoluzione”, la funkeggiante “La mela di Odessa”, mentre “L’elefante bianco” si attesta come uno dei loro migliori brani di sempre.
Areazione (1975) 8Uno stupendo live, in cui si coglie al meglio come potevano essere gli Area al di fuori dalla dimensione ristretta dello studio di registrazione.
Ottima qualità sonora e una storica versione de “L’internazionale” (che pare fece esclamare al dittatrore rumeno Ceausescu “è una vergogna !” )
Maledetti (1976) 6.5Un buon lavoro anche se prevedibile, che ripropone le consuete tematiche del gruppo, senza particolari novità.
Da segnalare l’eccellente “Gerontocrazia” e la collaborazione del sax di Steve Lacy.
Esce nel frattempo una serie di album live “Concerto teatro uomo” , “Event 76” (all’insegna della sperimentazione e non particolarmente interessanti) e “Parigi Lisbona” (invece ottimo, seppur inferiore ad “Areazione”), oltre alla compilation “Antologicamente”.
1978 Gli dei se ne vanno, gli arrabbiati restano (1978) 7.5Abitualmente considerato un album minore, lo ritengo personalmente uno dei più interessanti.
Gli Area abbandonano lo schema improvvisazione/sperimentazione e si affidano alla canzone, elaborando e perfezionando quanto già introdotto in “Crac”.
E la formula funziona tremendamente bene, riuscendo a miscelare al meglio pop e poliritmi, jazz rock e folk mediterraneo.
Una svolta che avrebbe potuto portarli lontano.
Ma
Demetrio se ne va, prima dal gruppo, poi
per sempre.
Usciranno “Tic & tac” nel 1980 e “Chernobyl 7991” nel 1997, accreditati agli Area, ma senza aggiungere nulla di interessante a quanto già prodotto.
Fariselli proseguirà con vari progetti e lavorando come autore di musiche per pubblicità e televisione, Giulio Capiozzo continuerà a girare nell’ambito jazz prima di scomparire tragicamente nel 2000, Ares Tavolazzi collaborerà con decine di artisti (da Max Roach a Fresu, Capossela, Mina, Guccini, Finardi, Paolo Conte), Paolo Tofani entra negli Hare Krishna e solo recentemente è tornato a suonare dal vivo con strumenti di origine tibetana.
Io e gli AreaGiovanissimo, li vidi parecchie volte dal vivo nei 70’s, conobbi alla fine di un concerto Demetrio e fui colpitissimo per la sua disponibilità e umanità. Vidi anche un’esibizione solista di Ares Tavolazzi (solo basso...impressionante).
Incontrai un giorno Paolo Tofani che vendeva materiale Khrisna porta a porta.
Organizzai un paio di concerti di Giulio Capiozzo nel mio locale Beethoven tra il 1994 e il 1996. Assolutamente emozionante vedermi davanti Capiozzo nel check a un metro da lui...
Reliquie:
Acquistai da uno studio di registrazione i microfoni in cui cantò Demetrio nell’album “1978...” le congas e l’Hammond che utilizzarono per lo stesso lavoro.
Con LILITH facemmo una versione di "Hommage a Violette Noizieres" nel MiniCD "Guaerra" nel 1995, uscito in Belgio per la Boom Records www.demetriostratos.it
www.fariselliproject.com