venerdì, febbraio 20, 2009

Best Rock Guitar Riff






Ogni tanto un po’ di divertimento ci vuole.
Cosa meglio di una bella classifica ?
Questa volta un tema più che classico:
i migliori riff di chitarra della storia

1) “Satisfaction” - Rolling Stones
Sul trono, senza ombra di dubbio.

2) “You really got me” - Kinks
Ma, subito dietro, questo.

3) “Smell like a spirit” - Nirvana
Ha cambiato buona parte della musica dei 90’s e riportato il “rock” negli stereo

4) “Seven nation army” - White Stripes
Sarà anche per ragioni calcistiche
In ogni caso inventare un riff “rock” dopo 50 anni è impresa da pochi

5) “Smoke on the water” - Deep Purple
Piaccia o no, ci va messo

6) “Day tripper” - Beatles
Loro non possono in ogni caso mancare

7) “Babylon’s burning” - Ruts
Immortale quanto poco conosciuto

8) “Janie Jones” - Clash
Un “non riff” in una top ten dei riff era necessario

9) “Johnny B Goode “ - Chuck Berry
Il “primo” riff non si scorda mai

10) “Pinball Wizard” - The Who
Un riff ad accordo aperto...solo Pete poteva farlo

E poi in ordine sparso:
“Song 2” dei Blur , “Whole lotta love” dei Led Zeppelin, “Sunshine of your love” dei Cream, “Crosstown traffic” di Jimi Hendrix, “Roadhouse blues” dei Doors, “Rebel rebel” di Bowie, altri tre o quattro almeno degli Stones (“Jumpin Jack flash” , “Honky Tonk Woman”, “Start me up” , “Street fighting man”) , “taxman” dei Beatles, “Sweet child o mine” dei Guns and Roses, “New rose” dei Damned, "Love and happiness" di Al Green, "Psychotic reaction" dei Count Five, "Talk talk" dei Music Machine, "Wahm bam Thank you ma am"" degli Small Faces etc etc

FUORI CONCORSO : "My generation" degli Who: difficile definirlo un riff, anche se..... e "No God" dei Germs, oltre ogni limite

mercoledì, febbraio 18, 2009

Two Tone






Nell’imminenza dell’uscita del nuovo album dei Madness "The Liberty of Norton Folgate” (piccolo capolavoro, concept su Londra, sorprendente per freschezza e spessore), parliamo di una delle etichette più innovative e fondamentali nella storia della musica pop-olare mod-erna: la TWO TONE.

Nata alla fine dei 70’s, riportò alla ribalta lo SKA, dimenticato da oltre un decennio dopo aver fatto capolino nei gusti inglesi ed europei grazie alla scena mod nei mid 60’s.

La Two Tone non fu solo un’etichetta revivalista, come spesso erroneamente viene derubricata ma, al contrario, altamente innovativa, in quanto non si trattò di solo ska, ma, partendo dalle atmosfere giamaicane, assorbì il furore, il ribellismo e l’etica punk, il suono di quei tempi, ancora elettrico, ma che già guardava alla new wave e alla contaminazione (“London calling” e “Sandinista” dei Clash, “Fear of music” e “Remain in light” dei Talking Heads, il funk punk del Pop Group o dei Bush Tetras erano dietro l’angolo).
Soprattutto (Two Tone) mischiò per la prima volta bianchi e neri, traducendo in pratica gli appelli del punk, la cultura dei mods e degli original skinheads.

Durò dal 1979 al 1985, attraverso 31 singoli e 13 album, con l’apporto di SPECIALS (che siglarono il primo 45 “Gangsters”), MADNESS (con il solo singolo “The prince”), SPECIAL AKA, SELECTER, BODYSNATCHERS, RICO , i BEAT con un singolo e perfino ELVIS COSTELLO con il singolo “I can’t stand up for falling down” nel 1980

DISCOGRAFIA CONSIGLIATA

AA.VV. The best of Two Tone
Quasi tutto il meglio
AA.VV - Dance Craze
Colonna sonora dell’omonimo film con Beat , Bad Manners, Specials, Madness, Selecter
SPECIALS Specials
Un classico
SELECTER Too Much Pressure
Non eccezionale e che non vale l’importanza del gruppo
SPECIAL AKA - In the studio
Il post Specials ad ottimi livelli

lunedì, febbraio 16, 2009

Gli Afterhours a San Remo



Credo che la partecipazione degli AFTERHOURS a SANREMO sia una cosa positiva e bene facciano Manuel e soci a non perdere l'occasione per fare conoscere a più gente possibile che esiste anche un' ALTRA MUSICA.

Rimane la tristezza di constatare che in Italia si deve passare per di lì e che da più parti si parli di loro come "gruppo emergente", "nuovo rock" etc etc, quando in Inghilterra un Alex Turner qualsiasi (non un genio inarrivabile) a 23 anni ha già inciso tre pregevoli album con Arctic Monkey e Last Shadow Puppets e sia un giorno si e uno no alla BBC.

Ben vengano gli Afterhours a SanRemo, sperando possa aiutare loro e tutta la musica che gli gira intorno

Su www.rockit.it una bella intervista a Manuel Agnelli spiega bene il tutto (motivazioni ed iniziative connesse alla partecipazione incluse)

giovedì, febbraio 12, 2009

Vecchio Rock






Il susseguirsi quasi settimanale di scomparse più o meno rilevanti (artisticamente) nell’ambito del “rock” ci rattrista, ma non dovrebbe stupirci e sorprenderci.
Volenti o nolenti il rock è vecchio.

Dagli esordi di Elvis sono passati più di 50 anni, gli eroi del beat viaggiano tra i 60 e i 70 anni.
La natura fa il suo corso (e molti dei nostri eroi hanno fatto di tutto per aggiungerci del loro) e, come già è accaduto con il jazz e il blues, credo che dovremo rassegnarci a contare sempre più “caduti” di quella gloriosa musica chiamata “rock”

Nelle foto: Bob Dylan, Grace Slick, Sky Saxon, Keith Richards....oggi....

mercoledì, febbraio 11, 2009

Dubbi e Certezze

Trovo sconvolgente che milioni di italiani abbiano (avuto) sul caso Englaro così tante ferree certezze.
Che politici d’accatto abbiano urlato la loro certezza
Che preti (ricordiamoci che i loro capi e generali sono uomini che girano in sottana) di ogni sorta e risma abbiamo snocciolato la loro certezza.
Che chiunque abbia messo in piazza la sua certezza

Personalmente da laico e non credente ho (avuto) solo dubbi

Spero solo che il loro Dio esista e che quando verrà la loro ora (perchè prima o poi verrà anche per loro) li aspetti per prenderli a calci nel culo, uno per uno.
E’ ancora più sconvolgente pensare che FORSE tutte queste certezze certi politici le abbiano (avute) per distogliere l’attenzione da una crisi economica che più nera non si può, da una serie di leggi razziali che più vergognose non si può e da manovre politiche di stampo golpista.
E che certi preti molto in alto se ne siano serviti per far dimenticare che fra di loro, ora, ci sono anche dei simpatici negazionisti dell’Olocausto, oltre ad una lunga serie di simpatici pedofili sulla cui sorte poco si sa (ma sappiamo bene come vivono e vivranno quei bambini tutta la vita).

Questi giorni sono stati una delle pagine più buie della repubblica italiana

venerdì, febbraio 06, 2009

Small Faces






Nella lista delle bands preferite non potevano mancare gli SMALL FACES , visto che già avevo parlato di Rolling Stones (23 genn 2009) De Andrè (8 genn 09) Beatles (9 dic 08), Graham Day (27 ott 08), Oasis (7 ott 08), Paul Weller (27 mag 08) Prisoners (6 giu 06), , Ruts (23 sett 06), Who (22 mag 06), Monkees (28 giu 06).

Band ancora oggi amatissima e seminale per molta della musica odierna (a partire dal brit pop e affini), dalla vita breve, condita in seguito da lutti e tragedie, e caratterizzata artisticamente dalla peculiarità del sound e dalla bellezza delle singole composizioni, più che da album memorabili.
Degli Small Faces si ricorda lo STILE (non solo musicale ma anche e soprattutto estetico), il SUONO, l’APPROCCIO originale e personalissimo che sapeva mischiare soul, beat, rythm and blues fino alla psichedelia e al proto hard dell’ultimo periodo.
Una discografia confusa e complessa non ha reso giustizia alla band , tanto che una raccolta completa del meglio è sufficiente per avere un quadro esaustivo del sound, ma che sparsi in mille solchi di vinile, ha lasciato gemme di inestimabile valore

Small Faces (1966) 7
Un esordio all’insegna del più ruvido rythm and blues con un sentito omaggio a Sam Cooke (“Shake”) e alcune songs destinata a diventare classici dei loro shows come “Watcha gonna do about it” , “Sha la la lee” e “Hey girl”
Su tutto giganteggia la voce white soul di Steve Marriott

From the beginning (1967) 6.5
La band lascia la Decca per la Immediate e subito esce una semi compilation di brani vari tratti dal primo album da singoli e outtakes. La miscela è quella sopracitata

Small Faces (1967) 7,5
Il secondo album (realizzato con scaletta e brani leggermente diversi in USa con il nome di There are But Four Small Faces) , in pieno trip psichedelico circostante, risente solo occasionalmente di umori “floreali” (Green circles), insistendo invece su una formula rozza e dura, pur se più raffinata compositivamente con solide rock songs tinte di blues e soul come “(Tell Me) Have You Ever Seen Me” , “Talk to you” la splendida “Get yourself together”

Ogdens Nut Gone Flake (1968) 7
Marriott e Lane cercano nuove strade, lasciandosi alle spalle l’immediatezza ruvida dei precedenti album, immergendosi in un concept dall’affascinante copertina circolare e dai brani spesso particolarissimi dove si mischiano rock, blues, psichedelia , folk, riferimenti cockney, intensamente e profondamente inglesi (vedi la celeberrima “Lazy sunday”).
Una svolta decisa ma non ancora completa e a tratti incerta, ma l’album è comunque superbo

The Autumn Stone (1969 6.5
La band è ormai sciolta, esce un raffazzonato, doppio, seguito a “Odgen’s...” dove finiscono nuove songs, singoli, brani live, ripescaggi mono trasformati in stereo. Grandi songs ma la confusione è totale

Playmates (1977) 5
In the Shade (1978) 5

Senza più Ronnie Lane sono due album poveri di idee e senza un briciolo del fascino a cui ci avevano abituato. Da evitare

Esistono DECINE di compilations tutte più o meno valide in cui sono raccolti i principali singoli e i brani più rappresentativi

DOPO GLI SMALL FACES
Prima della tragica scomparsa nel 1991, Steve Marriott ebbe una carriera relativamente interessante e di successo con gli HUMBLE PIE con Peter Frampton, all’insegna di un rock duro, spesso scontato e una breve carriera solista con i PACKET OF THREE

Lane , Mc Lagan e Jones proseguirono con Ron Wood e Rod Stewart con i FACES, inanellando una lunga serie di successi e discreti lavori.
RONNIE LANE prima di finire ucciso dalla sclerosi multipla incise anche buoni album solista tra cui “Rough mix” in coppia con Pete Townshend, KENNY JONES entrò negli WHO, dopo la morte di Keith Moon, IAN MAC LAGAN divenne famoso session man con gli STONES, Bonnie Raitt e altri, continuando ad incidere discreti album solisti, comunque poco degni di nota.

(MY) TOP Small Faces Songs

1) Don't burst my bubble
2) Get yourself together
3) Tin Soldier
4) Afterglow
5) Watcha gonna do about it
6) Understanding
7) All or nothing
8) My Mind's Eye
9) (Tell Me) Have You Ever Seen Me
10) Wham Bam, Thank You Mam
10) Mad John
10) Green circles

giovedì, febbraio 05, 2009

Lux Interior





E' morto a 60 anni LUX INTERIOR , il cui vero nome era Erick Lee Purkhiser, per problemi cardiaci al Memorial Hospital di Glendale in California alle 4:30 di mattina del 4 febbraio.

Il leader dei CRAMPS lascia un vuoto incolmabile nel ROCK N ROLL
Ma proprio incolmabile

lunedì, febbraio 02, 2009

I Me Mine







Mercoledì dalle 22 "Jukebox all'Idrogeno" con il sottoscritto al "Baciccia" di via Dionigi Carli a Piacenza

Su www.retrophobic.com un'intervista nell'ambito di un interessante servizio sulle "sottoculture" giovanili
Si parte con i MODS con il mio intervento, quello di OSkar degli Statuto e di Francesco Gazzara

Infine su www.piacenzasera.it nello spazio cultura alcune mie recensioni (si incomincia da Springsteen e Franz Ferdinand)

venerdì, gennaio 30, 2009

Gennaio 2009. Il meglio




ASCOLTATO



LUKAS SHERFEY - Soul Vacation
L’ex leader dei Movement, si dedica alla carriera solista con un eccellente viaggio tra gli ultimi Jam, gli Style Council più energici, soul, northern, scrittura Welleriana e una valanga di coolness. 100% MOD.



ANTHONY JOSEPH & the SPASM BAND - Bird head son
Uno splendido mix di Miles Davis, James Brown, Fela Kuti, Last Poets , Gil Scott Heron in un coraggioso album di deep funk soul dalle forti radici africane



FRANZ FERDINAND - Tonight

Ottimi davvero, tra pulsioni wave, il solito fantasma dei Talking Heads, pop e tentazioni kraut (che li avvicinano ai Blur). Album maturo e convicente

ANTHONY & the JOHNSONS
Not my cup of tea, ma “The crying light” è affascinante e avvolgente


ASCOLTATO ANCHE

HUGH CORNWELL (l’ex Stranglers riesce ancora a convincere anche se il tutto suona vecchio e risaputo)
JAZZANOVA (si respira aria soul, northern, jazzy, funk e pop anche se il tutto suona un po’ troppo artificioso)
BRUCE SPRINGSTEEN (non mi è mai piaciuto e non mi convince neanche questo nuovo debole album)
FLEET FOXES (tra Neil Young e i tardi Byrds alla fine annoiano un po’)
MARIANNE FAITHFULL (un po’ troppo prolissa ma con una classe smisurata)
THE BIRD AND THE BEE (mah, pseudo 60’s tronica troppo dolciastra)
HONEYCHILD COLEMAN (reggae, dub, funk pop, ben fatto)
LUCA CARBONI (un FANTASTICO esempio di come rovinare canzoni storiche e belle. Da ascoltare, un inno alla bruttezza)



LETTO


ERNEST HEMINGWAY . Addio alle armi
Non male pur se limitato da una verbosità eccessiva e da un racconto talmente particolareggiato da annoiare per lunghi tratti. Ha fatto di meglio, il ragazzo.
PINO CACUCCI - Oltretorrente
Stupendo ed agile racconto di un episodio poco conosciuto dell’Italia antifascista
ALESSANDRO BARICCO - Senza sangue
Molto cinematografico ed esile, ma Baricco scrive bene e si fa sempre apprezzare anche negli episodi minori
LUIS SEPULVEDA - Jacarè / Hot Line
Certamente non il suo meglio, ma sempre divertente e denso, spiritoso e “spesso” . Amo Luis !
MARIO SOLDATI - Le sere
Divertenti ritartti di un’Italia che fu e che è meglio continuare a NON dimenticare
E poi Soldati è sempre simpatic
o

VISTO

"Il diavolo veste Prada”
Sempre bello
“Un paese chiamato Po”
Quando la RAI se ne esce con questi servizi (un docufilm sul Po e le sue città) mi riconcilio con il Canone
“il Commisario Coliandro”
Leggero leggero. Bello e divertente.


COSE & SUONI
** Con Lilith & The Sinnersaints stiam preparando un po’ di cose nuove



WWW.LILITHANDTHESINNERSAINTS.COM (iscrivetevi alla nostra mailing list per tutte le news)



**www.myspace.com/tonyfacedrummer

Mercoledì 4 febbraio a Piacenza al “Baciccia” “Jukebox all’Idrogeno” con il sottoscritto

CANZONI
“Aeon” - Antony & the Johnson
“Vèro” - Antony Joseph + Keziah Jones
“Spend my days” - Lukas Sherfey
“Panic attack” - Svetlanas

BANDS DA SCOPRIRE E CONOSCERE
Anthony Joseph www.anthonyjoseph.co.uk/
Svetlanas www.myspace.com/svetlanas77




CALCIO

Vola il CAGLIARI !!! Il Piacenza balbetta in fondo alla B

Sul fronte BASKET il Copra Piacenza sta sbancando in C1 rifilando 80 punti ad ogni squadra. Soli in testa a punteggio pieno , 19 vittorie su 19 partite


IN CANTIERE

Mercoledì 4 febbraio a Piacenza al “Baciccia” “Jukebox all’Idrogeno” con il sottoscritto
Il 23 maggio il Beatles Day a Castelsangiovanni (organizzato by moi)
La ristampa di “Sinnermen” dei Not Moving
Produzione e consulenza artistica al nuovo album della PELUQUERIA HERNANDEZ

mercoledì, gennaio 28, 2009

Bandiera Rossa La Trionferà !



Bandiera Rossa La trionferà
Nei cessi pubblici della città


Con la scissione all’interno di Rifondazione si è consumata l’ennesima (ultima ?) farsa della sinistra “radicale (??) italiana.
Ora a fregiarsi e a scippare lo scettro del comunismo o di “quelli a sinistra del PD” (che ci vuole uno sforzo incredibile) ci sono più o meno Rifondazione Comunista, Rifondazione per la Sinistra (i vendoliani), il Pdci di di Diliberto, Sinistra Critica di Flavia D'Angeli, il PCL di Ferrario, Sinistra Democratica, ci possiamo mettere anche i Verdi, senza considerare la miriade di piccoli e insignificanti partitini, da Iniziativa Comunista di Norberto Natali al Partito Comunista Italiano Marxista Leninista di Domenico Savio, Lista comunista per il blocco popolare di Pietro Vangeli, Partito di alternativa comunista e l'immarcescibile PMLI di Scuderi

Un applauso sentito a chi non era lontano da un possibile 10%, a chi è stato al governo, a chi ha rappresentato ideali FORTI , PULITI e SINCERI ed ora ci consegna questa emerita MERDA.

A chi cinguettava in cachemire in ginocchio da Bruno Vespa (o Santoro o Mentana o Floris, stessa palude è) a fianco di fascisti e democristi mentre bruciavano gli operai della Thyssen o continuavano a morirne tre, quattro, cinque al giorno
A chi volava alle Maldive con la scorta (compagno Oliviero), a chi dispensava favori e badilate di soldi a fratelli e amici (compagno Alfonso), a chi ci esortava a resistere o a credere in loro che con stipendi da favola pasteggiavano alla corte del nostro Caro Leader.

A costoro : un bel vaffanculo e buona rifondazione, ricostruzione, risodomizzazione.

Non contate più su di me

martedì, gennaio 27, 2009

La Giornata Della Memoria




Un sondaggio del Corriere della Sera ci dice che il 12% degli italiani è antisemita e che il 44% nutre qualche pregiudizio contro gli ebrei.

Sua Santità Ratzinger coglie l'occasione per reintegrare nella Chiesa un porco negazionista come monsignor Williamson.

Mai come oggi è NECESSARIO NON DIMENTICARE

Anche attraverso un libro appena uscito:
Il libro della Shoah italiana. I racconti di chi è sopravvissuto
di: Marcello Pezzetti
Più di cento sopravvissuti raccontano la loro storia, componendo un grande racconto corale dell'ebraismo italiano. Dal mondo di prima, l'infanzia, la scuola, alle leggi antiebraiche e alla conseguente catena di umiliazioni. E poi l'occupazione tedesca, gli arresti, le detenzioni, la deportazione. Complessivamente nel 1943 venne deportato circa un quinto degli ebrei residenti sul territorio italiano: oltre 9000 persone

venerdì, gennaio 23, 2009

The Rolling Stones






Ogni tanto parlo in dettaglio dei miei musicisti preferiti.
La lista è lunga: Beatles (9 dic 08), Graham Day (27 ott 08), Prisoners (6 giu 06), Oasis (7 ott 08), Paul Weller (27 mag 08), Ruts (23 sett 06), Who (22 mag 06), Monkees (28 giu 06), De Andrè (8 genn 09)
Ne mancano ancora un po’ a partire dai ROLLING STONES.

Difficile analizzare una carriera così lunga, ma ci ho provato, eliminando la marea di inutili live e compilations varie e lasciando perdere le opere soliste, per lo più scontate e mediocri (se si eccettuano alcuni dischi jazz di C.Watts, qualche brano di Mick e “Talk is cheap” di K.Richards, buono per quanto prevedibile.

Ladies and gentlemens The Rolling Stones

The Rolling Stones 1964 7.5
Grezzi, acerbi, cattivi.
Esordio con il coltello tra i denti a base di rythm and blues (“Walking the dog”, “Can I get a witness”), rock n roll (“Route 66” , “Carol” ) , blues ”I’m a king bee”). Fulminante

The Rolling Stones No. 2 1965 6
Molto meno convincente il secondo, più raffazzonato e alla ricera di un’identità, ma con “Off the hook” e “Time is on my side” che brillano

Out of Our Heads 1965 6.5
La band incomincia a crescere vistosamente. Ancora tante covers (la travolgente “She said yeah”) ma anche le prime songs autografe come la splendida “The last time”, mentre impazza su singolo “Satisfaction”

December's Children (And Everybody's) 1965 6.5
Solo per il mercato americano mischia brani da “Out of our heads” a bsides (con un capolavoro come “I’m free” e il nuovo singolo “Get off my cloud”)

Aftermath 1966 7
Il primo album firmato interamente Jagger Richards e dove Brian Jones si apre a nuovi strumenti ed arrangiamenti.
Ci sono vette come le classiche “Lady Jane” e “Under my thumb”, la lunghissima (e un po’ inutile) “Goin’ home” e una serie di altri buoni brani

Got Live if You Want It! 1966 6.5
Grezzo e imperfetto, coglie però in pieno l’atmosfera live del periodo, infilando unaserie di hits impressionante , da “Satisfaction” a “19th nervous breakdown” più qualche rarità

Between the Buttons 1967 6.5
Gli Stones guardano oltre il consolidato territorio R&B e Rock n roll alla ricerca di nuovi orizzonti artistici.
Nuovi suoni e composizioni più curate e meno prevedibili ma il risultato non è eclatante e l’album non regala momenti indimenticabili tra accenni psichedelici, vaudeville, canzoncine ironiche.

Their Satanic Majesties Request 1967 5.5
In pieno trip psichedelico, presunta risposta a Sgt Peppers, “Their satanic..” risulta in realtà uno sconclusionato esperimento mal riuscito.
Si salvano “2000 light...” , “Citadel” , “She’s a rainbow”, ma è un album che difficilmente si riesce a prendere sul serio

Beggars Banquet 1968 7.5
Gettata alle ortiche la paccottiglia psichedelica e con l’ultimo apporto di Brian Jones prima della tragica scomparsa, gli Stones scrivono uno dei loro capolavori.
Rock minimale, suonato con l’anima, scarno e crudo, ma soprattutto songs senza tempo come “Sympathy fr the devil”, “Street fighting man”, “Stary cat blues” , “Jigsaw puzzle”

Let It Bleed 1969 8
Gli ultimi due brani con Brian , i primi due con Mick Taylor e uno dei capolavori degli Stones (e della musica rock).
Da “Gimme shelter” a “Midnight rambler” dalle suggestioni country (nate dall’amicizia tra Keith e Gram Parsons dei Byrds) e blues, alla splendida conclusione di “You can’t always get waht you want” , è un album perfetto

Get Yer Ya-Ya's Out! The Rolling Stones in Concert 1970 6.5
Uno dei loro, innmerevoli, miglior live.
Ancora grezzo e rabbioso infila una serie di hits impressionante

Sticky Fingers 1971 8
Reduci da due album superbi gli Stones riescono a confermarsi qualitativamente (a partire dalla mitica copertina di Warhol). Album drogatissimo ma irresistibile, a partire da “Brown sugar” , “Wild horses” e “Sister morphine”, ma senza dimenticare “Moonlight mile” e i fiati di “Bitch”

Exile on Main St. 1972 9
Il capolavoro della band, che in due album raccoglie, pur senza brani memorabili, tutto il mood Stones, tra rock, blues, funk, soul e un Jagger in forma smagliante.
Il suono è crudo e diretto, sporco e scarno, il tutto suona sincero (forse per l’ultima volta)

Goats Head Soup 1973 6.5
Il perido d’oro scema lentamente verso produzioni più modeste, a partire da questo buon lavoro ma che raramente vive di vette, vira verso il funk e con “Angie” occhieggia spudoratamente al mercato.

It's Only Rock 'n' Roll 1974 6.5
L’ultimo album con Mick Taylor, abitualmente poco considerato dalla critica, ma in realtà poderosamente funk rock, con un paio di gemme come la title track e “Fingerprint file” e altri eccellenti momenti come “Luxury” e la cover di “Ain’t too proud..” dei Tempatations

Black and Blue 1976 7
Arriva Ron Wood (e soprattutto Billy Preston), il sound vira pesantemente verso funk, black sound, soul, reggae, jazz blues raffinato (“Melody”). Un lavoro molto particolare e inusuale ma eccellente.

Love You Live 1977 7
Un ottimo live, tra i migliori della lunga serie, corredato da un’orrenda copertina di Andy Warhol e pieno di classici e piccole rarità.

Some Girls 1978 6.5
In piena era punk e disco music gli Stones sanno ancora destreggiarsi con furbizia e abilità, concedendosi al dancefloor con la celeberrima “Miss you”, ma ruggendo con alcuni consueti riff “alla” Keith e ritornando al country nell’ironica “Faraway eyes”

Emotional Rescue 1980 5
Brutto, poco ispirato, svogliato e troppo equilibrato nel volersi dividere tra dance, rock da FM, ballate etc.

Tattoo you 1981 6
Una raccolta di brani inutilizzati negli ultimi otto anni e opportunamente rimixati e risistemati, un paio di nuove songs (la nuova hit “Start me up”), ospiti vari (Pete Townshend, Sonny Rollins tra gli altri) , il tutto ben confezionato e venduto come sempre a tonnellate.
L’Industria Stones funziona a pieno regime

Undercover 1983 4.5
L’aspra divisione tra Jagger (più orientato verso dance e sperimentazione) e Richards (legato al “buon vecchio rock”), partorisce un album pessimo, con testi oscuri, suoni levigati, tempi funk disco, ma soprattutto canzoni modeste e di poco conto.

Dirty Work 1986 5.5
Con Charlie Watts impegolato nell’eroina e nell’alcolismo (sostituito in numerose songs) e la morte dello storico “sesto Stones” Ian Stewart, “Dirty work” non nasce sotto i migliori auspici e se si considera che i migliori brani sono due covers (“Harlem shuffle” e “Too rude”) è chiaro che la crisi artistica continua

Steel Wheels 1989 5.5
Il riavvicinamento di Mick e Keith, dopo due anni di break e (deludenti) album solisti, coincide con l’ultimo album di Bill Wyman. Apprezzabile lo sforzo di continuare, molto meno i contenuti che a parte l’arabeggiante “Continental drift” , sembra voler suonare il più possibile “alla Stones” scegliendo e riproponendo abilmente tutti i clichès musicali della band.
Trascurabile

Voodoo Lounge 1994 6
Dopo cinque anni di attesa, altri (sempre trascurabili) album solisti e una marea di compilations, live album e rarità varie, il nuovo sforzo è addirittura doppio, si avvale della produzione di Don Was, suona di nuovo “crudo e diretto” (seppure riprodotto artificialmente) ma non di meno, è un grande passo avanti ed il migliore loro album dal 1978.
E “Love is strong” , “Suck on the jugular” e “I go wild” sono proprio ottime songs

Stripped 1995 7
Uno stupendo live , registrato in piccoli club, spesso in versione semi acustica con grandi songs del passato e un feeling unico che pervade il tutto.
Da “Like a rolling stone” di Dylan a “Love in vain” e vecchie gemme nascoste come “Spider and the fly” , “Not fade away” e “Sweet Virginia”, “Stripped” è uno stupendo inno al rock blues

Bridges to Babylon 1997 5
Per un nuovo trionfale tour un nuovo album con tutte i tasselli “Stones” al loro posto, ma con rarissime tracce di anima

A Bigger Bang 2005 7
Solita serie di live e compilation a riempire un buco di otto anni e contro ogni previsione “Bigger bang” restituisce gli Stones al top della forma.
Il suono si scrolla di dosso ogni tipo di pomposità, recupera la raucedine dei 60’s e dei primi 70’s, ritorna nel blues più marcio e sporco, Keith schitarra che è un piacere, Mick canta come sempre al meglio, dietro c’è un feeling da paura. Bellissimo.

giovedì, gennaio 22, 2009

Sgombrato il Cox 18




Stamane all’alba, quando non c’era nessuno dentro, è stato sgomberato il Cox 18, storico centro sociale in zona Navigli a Milano. Attivo da decenni, centro di attività autogestite di tutti i tipi (la Libreria Primo Moroni su tutte), realtà scomoda nella nuova Milano da bere e dell'Expo delle mie palle.

Ci ho suonato uno dei miei migliori concerti, con gli Hermits, secoli fa

Omologare, omologare, omologare, omologare, omologare, omologare

http://cox18.noblogs.org/

Contro lo sgombero del C.S. Conchetta - Milano
Riprendiamoci COX 18!
http://www.petitiononline.com/cox18/petition.html

In questi mesi un po' ovunque a Milano, nel contesto della mostra It's Difficult di Alfredo Jaar, si potevano scorgere cartelli con la domanda Cos'è la cultura? La risposta di Letizia Moratti e Riccardo De Corato ci è giunta in questi giorni, con la chiusura di uno dei luoghi culturalmente più dinamici e stimolanti della città. Il tutto in nome di uno spirito legalitario di cui gli stessi amministratori non sembrano dare prova quando in gioco sono questioni edilizie, sanità privata o poteri forti. Con sgomento abbiamo appreso dello sgombero di Cox 18. In una città sempre più tetra e asfittica, Cox 18 ha rappresentato per tutti noi un punto di riferimento importante. Una programmazione musicale di alto livello, aperta sul mondo a 360 gradi, che dava a molti, e a prezzi irrisori, la possibilità di confrontarsi con le produzioni più innovative o, in altre serate, di ballare o fare quattro chiacchiere. Questo sarebbe già abbastanza, ma non è certo tutto. Nel corso degli anni Cox 18, con al suo interno la Libreria Calusca e l'Archivio Primo Moroni ha costituito un luogo unico di confronto fra le idee. Tutti noi abbiamo presentato i nostri libri, abbiamo organizzato dibattiti o vi abbiamo assistito. Se c'era un'idea, in Cox 18 la si poteva realizzare, magari testandola per poi portarla altrove. Presentazione di libri, si diceva, ma anche rassegne cinematografiche, convegni, seminari, spettacoli teatrali o di danza, mostre o installazioni. E magari tutto insieme, unendo forme e mondi distanti. Non è questa la sede per illustrare tutto quello che Cox 18 ha fatto in più di dieci anni. Noi lo sappiamo e ci auguriamo che il collettivo di gestione sappia, in queste settimane, rendere consapevoli coloro che non lo sono dell'importanza di Cox 18, della sua storia, del livello delle iniziative che in questi anni si sono succedute.
C'è un'immagine che rende chiaramente l'idea di che cosa sia la cultura per Letizia Moratti e Riccardo De Corato: i poliziotti che si avventano sui libri della Calusca e dell'Archivio Moroni per sequestrali e spedirli al macero. Fortunatamente qualcuno li ha fermati, almeno per il momento. Ma Cox 18 è sotto sequestro. Non può finire così. Ormai siamo quasi al capolinea. Non resta più molto, in questa città, che non sia consumo scadente o trash provinciale. Da qualche parte bisogna iniziare a fare qualcosa per porre fine al 'genocidio' culturale avanzato inesorabilmente in questi ultimi anni.
Mobilitiamoci per difendere Cox 18, la Libreria Calusca e l'Archivio Primo Moroni.

[Marco Philopat]

mercoledì, gennaio 21, 2009

Good Luck Barack



"Obama è un INTELLETTUALE. e da troppo tempo negli USA mancava un presidente così"
Thurston Moore dei Sonic Youth

In queste parole per me c'è tutto, incluso un briciolo di speranza di VERO cambiamento.

PS: per festeggiare Obama c'erano Stevie Wonder, Bruce Springsteen, Pete Seeger, James Taylor, Bono, Mary J.Blige tra gli altri.
Aretha Franklin ha cantato l'inno americano.

Immaginiamoci in Italia: Apicella, Albano, Gigi D'Alessio, Toto Cotugno e i Pooh.
Presenta una frizzante, brillante, tiratissima Simona Ventura, affiancata da Carlo Conti e Pupo.

martedì, gennaio 20, 2009

MusicalNews



Segnalo un'intervista al sottoscritto su www.musicalnews.com a cura di Erasmo Graffietti

Il link diretto è questo:

http://www.musicalnews.com/articolo.php?codice=14755&sz=3

lunedì, gennaio 19, 2009

Giochi Senza Frontiere






Una delle trasmissioni più IMPORTANTI della storia della televisione, che contribuì più di tante altre decisioni a tavolino a instillare nella mente degli europei, il concetto di EUROPA UNITA

I giochi nacquero nel 1965 per volere dello statista francese De Gaulle, proprio in funzione di creare un'unità "gioiosa" tra le popolazioni europee (che solo fino a 20 anni prima si erano massacrate nella seconda guerra mondiale)

La prima edizione andò in onda nel 1965 e poi ogni estate ininterrottamente fino al 1982; dopo una sospensione di alcuni anni, il programma riprese nel 1988 e andò avanti fino al 1999.

Ma le edizioni di maggior fascino rimangono quelle circoscritte agli anni 70.
Un appuntamento imperdibile per milioni e milioni di europei.
Condotti nelle edizioni storiche dal mitico Ettore Andenna, assursero a ruolo di protagonista i due giudici Gennaro Olivieri
Guido Pancaldi, vere icone dell'evento.

I GIOCHI SENZA FRONTIERE erano una sorta di olimpiadi dove ogni nazione partecipante era rappresentata da una propria città che si sfidava in prove divertenti e bizzarre, con le città delle altre nazioni.
I giochi erano a tema, generalmente suggerito da qualche peculiarità della città che li ospitava in quella puntata.

Erano generalmente piccoli paesi, piuttosto che grandi città, a rappresentare le nazioni

Nel 1965 parteciparono Belgio, Francia, Germania Ovest e Italia e nel corso degli anni si avvicendarono in totale 20 nazioni, non a caso poi tutte confluite nell' UNIONE EUROPEA.

Si è più volte tentato di fare resuscitare la trasmissione, ma i tempi sono profondamente cambiati e l'ingenuità, la spontaneità, l'importanza mediatica di quelle edizioni non possono più tornare.

venerdì, gennaio 16, 2009

Abbonamento Rai Tv



E’ arrivato, puntuale, anche quest’anno, comprensivo di leggero aumento, il bollettino per il pagamento dell’abbonamento RAI.
Ed è sempre più difficile andarlo a pagare senza bestemmiare, a causa dell’evidente spreco di danaro, molto più utile per ben altro, soprattutto di questi tempi.

Con rare e sempre più sporadiche eccezioni (cito a caso “Passepartout” di P.Daverio, “Per un pugno di libri” condotto da Neri Marcorè, la domenica su Rai 3, qualche “La storia siamo noi” di, con e per Minoli , sempre abbastanza circostanziati e ben fatti, i vari “Superquark” e poco altro) , la RAI è ormai un contenitore di spazzatura varia, tra reality, Simona Ventura, il suo respiro affannoso e la faccia “tirata” in ogni salsa, programmi per decerebrati, culi e tette a go go, fiction su preti, papi, santi e sante, TeleGiornali faziosi all’inverosimile (si salva qualche volta la solita Rai 3), “inchieste” e “servizi” spesso revisionisti o pacchianamente filo governativi, fiction su tutte le forze dell’ordine possibili ed immaginabili (sempre oneste, sprezzanti del pericolo, paciose e simpatiche...)
Neanche lo sport si salva, ormai relegato sulle tv a pagamento.

E allora ci si chiede una volta di più: PERCHE’ PAGARE ???

mercoledì, gennaio 14, 2009

Black Power : Motown Records






Prosegue la serie periodica dedicata agli artisti più rappresentativi della Black Music, intesa come commistione di radici nere, impegno civile, impegno anti razzista, qualità della proposta musicale.
Il 24 giugno si è parlato di NINA SIMONE , l'8 Luglio di SLY & THE FAMILY STONE , il 18 luglio di GIL SCOTT HERON, il 15 settembre i TEMPTATIONS, il 7 ottobre di FELA KUTI, il 10 novembre a MIRIAM MAKEBA.

Tocca oggi alla MOTOWN RECORDS di cui il 12 gennaio ricorreva il 50° anniversario della nascita
Dalla classicissima prima uscita, “Money” di Barrett Strong, ad oggi, con il black sound nuovo e stimolante di Erykah Badu, la Tamla Motown, è stata ed è una delle più importanti etichette della storia della musica e non solo.
Inutile ripercorrerne la storia e la discografia, infinita e complessa (tenuto conto anche delle numerose sotto etichette, dalla Gordy alla Mo Jazz, dalla Hitsville alla Prodigal).
Solo una lista di alcuni artisti targati Motown credo che basti

Stevie Wonder
Temptations
Marvin Gaye
Diana Ross & the Supremes
Smokey Robinson & the Miracles
Four Tops
Martha & the Vandellas
Edwin Starr
Commodores
Rick James
Gladys Knight & The Pips
Marvelettes
Jr. Walker & The All Stars
Mary Wells
Spinners
Rare Earth

lunedì, gennaio 12, 2009

Oroscopo 2009



Tempo di oroscopi e previsioni.
Tempo anche di crisi.
Così mi cimento in una serie di previsioni per l'anno in corso, che se ci becco, mi riciclo come Mago Face e mi faccio due soldi.

POLITICA
Dopo un drammatico congresso il PD confluisce nel PDL. Mugugni dalla base.
Rimpasto di governo, Veltroni Ministro delle Scelte Intelligenti, Belen alla Cultura , Fabrizio Corona alla Pubblica Istruzione.
Sale il gradimento al Governo.
Salgono a 10 i partiti comunisti in Italia (ognuno con lo 0,2%)

ECONOMIA
Nonostante la vendita della Sardegna agli arabi, della Val d'Aosta alla Francia, del Friuli alla Slovenia, del Trentino all'Austria, di Lampedusa a Malta e della Puglia all'Albania, l'Italia va in bancarotta.
L'Italia si smembra in Padania, Stato Vaticano, Regno delle Due Sicilie, sotto un unica bandiera bianca e con la banana di Andy Warhol che vi campeggia.

CLIMA
Allarme piogge in primavera
Allarme caldo e siccità in estate
Allarme nebbia e caduta foglie in autunno
Allarme ghiaccio e neve in inverno

CALCIO
L'Inter vince lo scudetto ma va fuori ai quarti in Champions. Via Mourinho, torna Simoni.
Moratti compra Cristiano Ronaldo, Messi, Crujiff, Maradona, Puskas e le ceneri di George Best
Il Milan punta sempre sul calcio spettacolo e l'allegria e schiera Belen e la Ventura in attacco

MUSICA
Gli Afterhours vincono Sanremo e si aggiudicano un posto fisso a Domenica In in duetto con Gio Di Tonno e Lola Ponce

RIABILITAZIONI
Ribailitati :
MOGGI (Cavaliere della Repubblica per meriti sportivi)
MASTELLA (doppio ministero come risarcimento)
CRAXI (fiction di 12 puntate trasmessa a rete unificate, una piazza in ogni città e paese d'Italia, Piazza Duomo a Milano si chiamerà Piazza Grande Craxi)

SOCIALITA'
Milioni anzi miliardi di italiani in vacanza sulla neve, ai tropici, in coda davanti ai negozi di lusso, in giro in Ferrari e yacht.
La crisi si conferma un'invenzione dei comunisti e di paesi stranieri ostili

COSE MIE
Escono 8 miei nuovi album, 16 compilations, , 3 libri, 12 racconti, tre quadri, due statue, bricolage vario.
In totale raccolgono 624 recensioni positive e vendono in tutto 53 copie.

giovedì, gennaio 08, 2009

Fabrizio De Andrè






Ormai abbondantemente avviato alla beatificazione (in direzione ostinatamente contraria a quello che è sempre stato) Fabrizio De Andrè a dieci anni dalla morte continua a rimanere una delle poche pietre miliari della nostra cultura del ‘900.
Decine di mediocri si sono rifatti la verginità (o meglio ci hanno provato) coverizzando, citando, riferendosi a Faber , ma una risata (salvo poche eccezioni) li ha seppelliti.

E’, a parer mio, comunque buona cosa, che l’interesse intorno a Fabrizio De Andrè
continui a crescere e permetta così a tanti di conoscere un gioiello di cultura a 360 gradi, un patrimonio senza uguali nella nostra storia recente.

Come disse Fernanda Pivano “Bob Dylan è il De Andrè d’America”
Godiamoci con distacco, come avrebbe fatto lo stesso De Andrè, l’enfasi della santificazione, le lacrime di coccodrillo, l’autocelebrazione di chi lo ha solo sfiorato e torniamo ad ascoltare la sua voce e leggere le sue parole.
Ne usciremo comunque più ricchi

Tutto Fabrizio De André (Karim, 1966) 6.5
Primo (ed unico) album pubblicato dalla Karim. Raccoglie 10 dei 18 brani incisi su singolo da Fabrizio De Andrè in questo primo periodo (dal '58 al '66). Nell'album compare per la prima volta come 'Fabrizio De Andrè' (i singoli venivano pubblicati con il solo nome: 'Fabrizio'). Verra' ripubblicato numerose volte

Volume I (Karim, 1968) 7
Il vero esordio , subito ricco di perle come “Bocca di rosa” o “Via del Campo” (tanto quanto il misconosciuto “Spiritual”)

Tutti Morimmo A Stento (Ricordi, 1969) 7
Lavoro difficile, “concept” a tratti “eccessivo” , barocco, monumentale, ma imprescindibile nella sua discografia

Volume III (Ricordi, 1969) 6.5
Si torna ad un album “normale”, con quattro inediti e brani già noti del periodo con la Karim Records, in ogni caso ottimo

La buona novella (Ricordi, 1970) 7
Concept album tratto dalla lettura dei Vangeli apocrifi ritenuto dallo stesso De Andrè come uno dei suoi più riusciti, risente forse eccessivamente dell’adesione al tema di fondo e appare oggi “invecchiato male” . Il sitar in chiave mediterranea di “Il ritorno di Giuseppe” sembra anticipare le intuizioni di “Creuza de ma”

Non al denaro non all'amore né al cielo (Ricordi, 1971) 8
Ispirato a Edgar Lee Masters e alla sua Antologia di Spoon River, suonato con musicisti di eccelsa levatura, prodotto magnificamente, pur se particolare, è tra le vette della sua produzione

Storia di un impiegato (Ricordi, 1973) 8.5
Ancora un concept, molto vicino musicalmente all’estetica Dylaniana affronta a muso duro l’arrivo dei cosiddetti anni di piombo, con brani epici come “Il bombatrolo” o “Canzone di Maggio”

Canzoni (Ricordi, 1974) 6.5
Album transitorio con solo tre inediti e rifacimenti di brani già noti, ma che segna l’inizio della collaborazione con De Gregori

Volume VIII (Ricordi, 1975) 7.5
Si salda la collaborazione con De Gregori e ne esce un ottimo lavoro con classici come “La cattiva strada” e “Amico fragile” e un’impronta musicale sempre più USA folk roots ( Dylan in particolare)

Rimini (Ricordi, 1978) 7.5
Lasciato De Gregori inizia la collaborazione con Massimo Bubola, il sound diventa più pop, i testi più criptici e ricchi di metafore, coverizza Dylan nella splendida “Avventura a Durango”, ritornano i personaggi a lui cari, protagonisti dell’emarginazione.
Uno dei suoi migliori album.

In concerto volume I (con la Pfm - Ricordi, 1979) 7
In concerto volume II (con la Pfm - Ricordi, 1979) 6.5

Il tour con la PFM conferisce nuova linfa ai vecchi brani con arangiamenti sontuosi, vicini ad un prog pop ben fatto, frizzante, in cui la band milanese si sbizzarrisce al meglio. Ottimi

L’Indiano (1981) 7
Abitualmente poco considerato è in realtà un eccellente album (successivo al rapimento subito con la moglie Dori Ghezzi), apparentemente più rilassato ma con liriche sempre a livelli di prima qualità tra cui spicca “Fiume Sand Creek”. Al suo fianco ancora Massimo Bubola.

Creuza de mä (Ricordi, 1984) 8.5
Originariamente nato come progetto solista di Mauro Pagani (già autore di un eccellente primo album dal forte sapore mediterraneo), “Creuza de ma” diventa il capolavoro di De Andrè. Con una scelta coraggiosa , assolutamente contro ogni logica commerciale, canta tutto l’album in genovese, utilizzando suoni, ritmiche , atmosfere provenienti dalla ricca cultura mediterranea. Un successo di critica e di pubblico

Le nuvole (Fonit Cetra/Ricordi, 1990) 8
Dopo un lungo silenzio torna a collaborare con Mauro Pagani realizzando un nuovo eccellente lavoro che si divide tra le suggestioni etniche del lato B e la graffiante satira del lato A con la celeberrima “Don Raffaè”, la stupenda “Domenica delle salme”, il barocco di “Ottocento”

Anime salve (Ricordi, 1996) 8
Il testamento discografico di De Andrè nasce dalla collaborazione con Ivano Fossati e mischia , di nuovo coraggiosamente, l’anima che fu di Pagani, rivolta al Mediterraneo con quella di Fossati che guarda al SudAmerica, ma assimila anche elementi balcanici.
Ennesimo capolavoro

lunedì, gennaio 05, 2009

Facebook



Facebook è stato fondato il 4 febbraio 2004 da Mark Zuckerberg, all'epoca diciannovenne e studente presso l'università di Harvard.
Il sito conta attualmente oltre 160 milioni di utenti in tutto il mondo ed è valutato più di 16 miliardi di dollari.
Il sito è gratuito per gli utenti e trae guadagno dalla pubblicità inclusi i banner.


E' in atto, così a pelle, un'offensiva pubblicitaria massiccia per introdurlo in Italia (non passa giorno in cui i principali quotidiani o media in genere non diano ampio spazio a notizie correlate a Facebook).

Personalmente ho aperto il mio profilo su Facebook, l'ho tenuto una settimana, l'ho trovato una puttanata pazzesca e l'ho chiuso.
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