giovedì, marzo 16, 2006

Mod movies

Mi è stata chiesta una consulenza per una tesi di laurea in Storia e critica del cinema ("La sottocultura MOD dagli anni 60 ad oggi e il suo rapporto con il cinema")
Grazie ad una domanda specifica ho tracciato un personalissimo excursus sulla filmografia "mod" .
Se qualcuno ha qualcosa da aggiungere o da obbiettare sarò felice di ospitare le sue opinioni nei commenti.
La domanda di Elena era :
Quali sono i 5 film (solo ed esclusivamentedel periodo dal 60 al 69) che definiresti più mod e perchè ?

La mia risposta

E' necessario premettere che la cultura mod nasce alla fine degli anni 50 , si sviluppa nei primi 60's e poco dopo si trasforma verso la metà dei 60's in fenomeno di moda e di massa mischiandosi al "beat" , Beatles , Swinging London eccetera per poi fluire verso la cultura psichedelica , hippy e flower power alla fine del decennio.
I primi mods presero l'ispirazione estetica e culturale da modelli di vita e di look italiani e francesi (Vespe e Lambrette come mezzo di locomozione , abbigliamento e scarpe italiane , taglio di capelli alla francese o "alla Mastroianni").
Difficile individuare da dove nello specifico attinsero , ma si possono identificare alcuni film da dove , sia esteticamente, sia , soprattutto culturalmente arrivarono sicuramente semi e segnali per la cultura mod.
"Sabato sera domenica mattina" di Karel Reisz (tra i fondatori del frre Cinema) del 1960 che evidenzia i caratteri di una società inglese che sta cambiando , "I giovani arrabbiati" (Look back in anger) di Tony Richardson del 59 oppure il visionario "Billy il bugiardo" di John Schlesinger del 1963 hanno caratteri da cui la cultura mod ha potuto attingere.
Anche se personalmente ritengo che "I 400 colpi" di Francois Truffaut del 59 sia il film pre mod per eccellenza , in cui è riassunta tutta l'etica del mod-ism , dallo scontro con la realtà e la conseguente lotta per non perdere l'innocenza , la fuga verso il futuro , verso l'ignoto , il desiderio di libertà e di emancipazione , l'esplosione di gioventù , la costante esclusione della figura dell'adulto.
Tutto questo è MOD.
Sintomaticamente il finale richiama (non so quanto sia stato in questo senso fonte di ispirazione) il finale di "Quadrophenia" di F.Roddam.
Lo sguardo inquietante ed inquieto di JPLeaud / Antoine Duanel che si volta verso la telecamera è quello di ogni giovane mod che nei primi 60's guardava per la prima volta al di fuori dalla millenaria gabbia adolescenza/età adulta.
Nasceva con i mods la gioventù.
E' lo sguardo tra l'altro che ritroviamo anni dopo in Dustin Hoffman a fianco di Anne Bancroft in fuga sul bus nelkla scena finale de "Il laureato" di Nichols nel 1967.
Tratti mod , per quanto difficilmente questi film possano aver raggiunto il mercato inglese , sono anche in "La voglia matta" di L.Salce (con Tognazzi e una splendida C.Spaak) del 62 nelle introversioni di Michelangelo Antonioni di "Deserto Rosso" e "L'avventura" e nel ben più famoso e diffuso Fellini di "La dolce vita" e "81/2".
La scena mod , ormai appannaggio delle masse e diventato fenomeno di moda , frequentemente sui giornali , influenzò direttamente la cosiddetta "Swinging London" e tutto ciò che ne conseguì.
La cinematografia è piena di riferimenti più o meno diretti al fenomeno mod , dal miglior esempio in questo senso , "Blow Up" di Antonioni del 66 che spazia a piacimento nell'ambiente della scena londinese , a "Modesty Blaise" di J.Losey del 66 con Monica Vitti , a "Morgan" di K.Reisz del 66 e "Smashing time" di D.Davis del 67 al grande "If" di L.Anderson del 68 , "Italian job" del 68 di P.Collison , ai film dei Beatles , "A hard days night" e "Help" a quelli di James Bond , "Barbarella" con Jane Fonda del 68 , "Alfie" di Lewis Gilbert del 1966 con un immenso Michael Caine
In Italia fa piacere ricordare "Fumo di Londra" primo sforzo da regista di Alberto Sordi ambientato nella Londra post mod o "La ragazza con la pistola" di Monicelli del 1968.
Nota anche per "Gonks go beat" del 65 con varie bands dell'epoca e scene sui mods e "Dateline diamonds" del 1965 con gli Small Faces protagonisti .
Nel 1986 è uscita la trasposizione cinematografica del libro C.McInnes "Absolute beginners" (ovvero il libro che dscrive senza saperlo la primissima scena modernista) diretto da Julian Temple con David Bowie (che fu tra i primi mods in Inghilterra)

16 commenti:

  1. sto cercando tutto il possibile...
    Marco MODS Trieste

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  2. mi tolgo il cappello(Lock e Hatters obviusly...)davanti a tanta cultura.E andrò a procurarmi " I 400 colpi" che non ho mai visto.See you soon. Talia

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  3. appena finito di scaricare Blow up, sta ancora scaricando i 400 colpi e absolute beginners...
    Marco MODS Trieste

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  4. scaricato anche i 400 colpi... con calma mi guarderò tutto... saluti
    Marco MODS Trieste

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  5. Io privilegerei i "400 colpi" .
    C'è dentro se non tutto , TANTO.

    "Absolute beginners" invece è puro divertimento

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  6. ho appena finito di guardare blow up in inglese... non è che ci ho capito molto, per adesso... vedo se lo trovo in italiano... e guarderò i 400 colpi...
    Marco MODS Trieste

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  7. "peccatori in bluejeans" la traduzione i italiano.
    non ricordo altro ma ce l'ho a casa e vi diro'.
    ciao
    cristiano

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  8. "peccatori in blue jeans".
    tony?
    cristiano

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  9. Mi sembra di averlo visto secoli fa , un film francese dei cinquanta , sui teddy boys ma che in qualche modo mi sembra contenga "germi" di mod-ernismo....

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  10. non proprio sui teds,piu' su beatnick esistenzialisti parigini..lambrette cappuccini pensiero libero..un bel film
    cristiano

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  11. wow, mi dichiaro totalmente estraneo a tutto cio che è cultura mod quindi resto incuriosito e affascinato.

    i 400 colpi resta comunque uno dei miei film preferiti di sempre

    ci saranno capitoli riguardanti scooter e abbigliamento?

    ciao!
    m.

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  12. Relativamente agli scooter si finisce in una lista di modelli e di sigle che se non si è profondi conoscitori...

    Sull'abbigliamento in effetti prima o poi un post è necessario...

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  13. ne deduco che le immagini di scooter SUPER-accessoriati sono solo un'esagerazione o è uno stile?
    ciao
    m.

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  14. No.
    Lo scooter accessoriato nasce come simbolo di distinzione , di non omologazione, di voglia di intervenire con la propria personalità anche sul mezzo che si guida (oltre che sull'abbigliamento , sull' "etica" e sullo stile di vita).
    Poi c'è chi lo preferisce "esagerato" con decine tra specchietti e fanali e chi più sobrio.
    Questione di gusti personali.
    Diciamo che quando ho avuto sei specchietti sulla mia Vespa PE200 (del 1980) un gorno si e l'altro no me ne cadeva uno , urtavo a destra e a sinistra..una roba scomodissima.
    Adesso ne ho tre più il paracolpi cromato davanti e il copri ruote rosso.
    Sobria...
    a 44 anni bisogna essere un po' più sobri...

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  15. allora qualcosa da dire sugli scooter c'era... forse solo per un ignorante come me, ma c'era
    buona giornata
    m.

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