martedì, marzo 31, 2026

Marzo 2026. Il meglio

A un quarto dall'inizio dell'anno e già un po' di cose di livello: Black Crowes, The Delines, Sleaford Mods, Kula Shaker, Angeles Of Libra, Sault, Incognito, Dry Cleaning, Molotovs.
In Italia Neoprimitivi, Sick Tamburo, Provincials, Warm Morning Brothers, The Mads, Pier Adduce.


THE BLACK CROWES - A Pound of Feathers
Fermi tutti!
Tornano i BLACK CROWES e mettono subito in riga chiunque aspirasse al miglior album del 2026.
Qui c'è da lottare e duramente con il consueto, tanto prevedibile quanto entusiasmante, mix di southern rock, blues, rock blues, soul, gospel, attitudine rock'n'roll e Stones.
Non c'è una nota o melodia che non sia già stata ascoltata ma sfido chiunque a farla così bene, con così tanta energia, freschezza, groove.
"A Pound of Feathers" spacca!

THE DELINES - The Set Up
La classe della band di Portland era nota ma il nuovo album è un sorprendente gioiello di profondità lirica, canzoni dolenti e malinoniche, intrise di soul, gospel, jazz, canzone d'autore americana, approccio doo wop. Le canzoni sono prevalentemente ballate dal taglio blues, drammatiche, cupe, tristi. Un lavoro di eccellente fattura, destinato a rimanere a lungo negli ascolti.

KIM GORDON - Play Me
Con il terzo album solista, l'ex Sonic Youth ci conferma la sua voglia di sfidar(si) e proseguire nella sua ricerca sonora, mischiando hip hop, elettronica, asperità varie, melodie ossessive, atmosfere psycho/apocalittiche.
Uno stile subito distinguibile e riconoscibile e questo è un grande merito, nell'omologazione circostante.
Magari non scriverà capolavori ma rimane uno dei progetti artistici più interessanti in circolazione.

FLEA - Honora
Un esordio solista atteso e con grande aspettative (soprattutto dopo il singolo, con stupendo video, "A Plea", che rimane la vetta dell'album). Dieci brani, quasi un'ora di musica, tra sperimentazione, jazz, spiritual jazz, una più che ottima ballad con Nick Cave alla voce, una cover stravolta di "Maggot Brain" dei Funkadelic, tante suggestioni e riferimenti.

SQUEEZE - Trixies
Torna la band inglese (ovvero Chris Difford e Glenn Tilbrook) con un concept-album elaborato a cavallo tra il 1972 e il 1974, mai pubblicato e ripreso ora. Molto gustoso e divertente, tra atmosfere glam rock/post Beatles/David Bowie/Marc Bolan/Elton John e affini. Paradossalmente moderno da quando questi suoni sono stati sdoganati e riproposti in chiave attuale (Lemon Twigs su tutti). Le canzoni sono di eccellente fattura, i riferimenti retrò ma dall'approccio molto fresco e intrigante. Un bel disco.

LONG RYDERS - High Noon Rhythms
Roba di alta qualità, signori e signore. Grande spinta ritmica, ricca di rock 'n' roll e rhythm and blues, alt-country, Gram Parsons e conclusione con "Forever Young" di Bob Dylan. In poche parole: tutto perfetto, come sempre.

MOTORPSYCHO - The Gaia II Space Corps
La band norvegese è una garanzia di qualità.
Magari non sempre altissima ma alla fine comunque soddisfacente.
Come nel nuovo album in cui girano a loro piacimento nel solito mondo hard/stoner/psych/70s, con competenza, ottime canzoni, le giuste vibrazioni.
Coverizzano i Frost alla fine e regalano l'ennesimo lavoro che fa sempre un grande piacere ascoltare.

AMY GADIAGA - Baby Goated
" I grew up in the suburbs of Paris, born to parents of Senegalese, Gambian, and Malian descent". La compositrice, cantante, valente e pluripremiata contrabbassista, è tra i personaggi più interessanti della scena Nu Jazz londinese (nella capitale si è trasferita da un po'). Un sound affascinante che abbraccia jazz, soul, afro, un gusto alla Kamasi Washington negli arrangiamenti, Betty Carter, Nina Simone e tanto estro funk (vedi il video). Il nuovo ep è eccellente ma vi invito a scoprire tutta la sua produzione nel suo Bandcamp: https://amygadiaga.bandcamp.com/

MT JONES - Joy
Debutto di grande classe per l'artista inglese, dopo una serie di ottimi singoli, tra soul, disco funk, inflessioni jazz, rhythm and blues. Molto soft e avvolgente, rilassante e groovy. Consigliato per un perfetto e soulful sottofondo.

SON LITTLE - Cityfolk
Molto buono i lsesto album de lmusicista dell'Alabama. Southern soul, intriso di blues, un pizzico di gospel, una manciata di folksoul alla Bill Withers, addirittura uno sguardo al primo Lenny Kravitz. Si ascolta con molto piacere, è "nero" e groovy, con canzoni ben fatte e dagli arrangiamenti perfettamente scarni.

STEVE WHITE TRIO - Soul Drums
L'esordio solista dell'ex batterista di Style Council, Paul Weller, Oasis etc, accompagnato da Chris Hague e Joel White lo coglie alle prese con un jazz sound strumentale piuttosto canonico ma molto godibile, sulle tracce dell'Horace Silver di "Song For My Father" e Jimmy Smith. C'è anche una versione jazz funk di "My Ever Changing Moods" degli Style Council, ben riuscita.

JAMES TAYLOR (JTQ) - Shadows And Dreams
James Taylor realizza un suo sogno: incidere un album di musica classica con il solo pianoforte. Da Bach a Beethoven a Mozart a Scarlatti. Proiduce la Acid Jazz e per chi vuole accomodarsi di posto ce n'é...

GONG - Bright Spirit
Il marchio Gong è da tempo immemorabile altra cosa rispetto agli esordi con Daevid Allen e anche alle successive tappe jazz fusion di Pierre Moerlen. Nel nuovo album si addentrano in una miscela di prog, space rock, pennellate Canterbury e jazz. Discreto, poco più.

IACAMPO - Preghiere contemporanee
Uno dei cantautori più raffinati e personali che abbiamo in Italia, ci ha fatto attendere sei anni dal precedente lavoro, il come sempre più che ottimo Fructus, per regalarci un nuovo album che, come facilmente prevedibile, non tradisce le aspettative. Nove canzoni, dalla lunga gestazione, apparentemente spoglie e scarne, in realtà ricchissime di particolari, sfumature sonore e strumentali.
Una lunga preghiera (laica ma non sempre e non troppo) che si ammanta di spezie gospel (elemento spesso presente nell'album, seppure non nelle modalità "black" abituali ma come approccio e attitudine) nella vetta dell'album, Anima piena, di archi nella delicata Come due cuori, di dolente drammaticità in Quanto assomigliamo a Dio. Un vero e proprio gioiello di poetica e di espressività.

GEORGEANNE KALWEIT - Tiny Space
Cantautrice, artista visiva e performer di Minneapolis, da lungo tempo residente in Italia, giunge al quarto album, primo a suo nome dopo le esperienze con i Delta V e con Kalweit and The Spokes. Un piccolo ma luminescente gioiello di eleganza compositiva e interpretativa che guarda spesso alla lezione dei Velvet Underground (inclusa un'impostazione vocale debitrice a quella di Nico) ma si sa destreggiare con eleganza in modalità espressive personali e distintive, tra rock, pop, dream pop e una carezza alla PJ Harvey meno ruvida. Al suo fianco eccellenze della musica italiana, Giovanni Ferrario (anche sapiente produttore artistico), Lorenzo Corti, Beppe Mondini, Diego Sapignoli. L'album è ricchissimo di spunti, suoni, eccellenti (sempre scarni e minimali) arrangiamenti. Eccellente.

THE MADS – Acoustic Live Ep
La storica band milanese torna con un ep dal vivo, registrato in acustico sul palco dell’Arci Bellezza a Milano, di supporto agli Stone Foundation, il 19 settembre 2025. Quattro brani, due autografi e due splendide cover perfettamente riarrangiate del classico “Waterloo Sunset” dei Kinks e l’oscura gemma soul di Bill Withers “Lovely Day”. La band suona con classe, raffinatezza e la consueta sfacciataggine. Bravi, anzi, bravissimi!

FREEDOM 35's - Groove Your Illusions Vol.1
Brillante band irlandese, alle prese con il tipico sound Hammond Beat debitore a James Taylor Quartet (e gli strumentali dei Prisoners), Jimmy Smith, Jimmy McGriff. Il singolo è potente, efficace e pieno di groove.

STEFANO BOLLANI ALL STARS – Tutta Vita live
Registrato dal vivo durante il memorabile concerto al Teatro Politeama Rossetti di Trieste il 17 febbraio 2025 con una formidabile band con Enrico Rava, Paolo Fresu, Daniele Sepe, Antonello Salis, Ares Tavolazzi, Roberto Gatto e tre giovani talenti come Frida Bollani Magoni, in arte Frida, Matteo Mancuso e Christian Mascetta. Un viaggio nelle musiche del mondo, dalla Grecia alla Turchia, dagli Stati Uniti alla Russia, attraverso virtuosismi, classe, eleganza esecutiva, interpretazioni perfette. Spiccano Yerakina, canzone popolare della Macedonia, che ha apertamente ispirato gli Area di Luglio, agosto, settembre (nero) e The Old Castle, dalla suite pianistica Quadri di un’esposizione, composta di Musorgskij. Un album divertente quanto colto e incredibilmente creativo.

MAURO ERMANNO GIOVANARDI – E poi scegliere con cura le parole
Dopo la ripresa della felice esperienza dei La Crus e l’omaggio documentaristico alle origini con i Carnival of Fools, il cantautore milanese torna, dopo quasi dieci anni, alla carriera solista, con un album raffinatissimo, molto curato a livello compositivo e negli arrangiamenti, in cui elettronica e canzone d’autore si sposano alla perfezione, con un retaggio new wave a condire il tutto. A dare una preziosa mano Francesco Bianconi, Colapesce, Kaballà, Cheope, Giuseppe Anastasi, Alessandro Cremonesi per un lavoro di gran pregio e personalità.

SUBSONICA – Terre rare
L’undicesimo album della band torinese non tradisce le aspettative e riesce a spostarsi artisticamente ancora più in là del consueto, cercando nuovi sentieri espressivi, contaminazioni, suoni, modalità creative. Lo sguardo si rivolge al Mediterraneo, all’Africa, alle sue suggestioni, abbracciando il consueto groove electro/dub/urban che ha sempre caratterizzato la band, unito alla classica vena pop che rende certe melodie irresistibili. Ennesima conferma della qualità, ampiamente conosciuta e apprezzata, di uno dei gruppi più importanti della musica italiana di sempre.

PIER ADDUCE & TRESETTE - I funamboli
Alla lunga carriera di Pier Adduce si aggiunge un nuovo tassello, parte di un'avventura che lo ha visto protagonista sia con i Guignol che con varie incarnazioni soliste. Non cambia il gusto per le atmosfere oscure, opache, notturne, fumose, intrise di blues, Nick Cave, Tom Waits, Luigi Tenco, Piero Ciampi. E' lì che si muove il suo immaginario, costantemente sospeso, inquieto, incerto, vagando tra figure drammatiche, decadenti, perennemente in bilico. Un album affascinante e ammaliante, come sempre.

BONO/BURATTINI - Ora sono un lago
Il duo bolognese torna con un lavoro come sempre complesso, mai banale, avanguardistico, sperimentale. Si intrecciano umori sintetici, kraut e post rock, drone music, graffi industrial, loop ritmici. Non è una musica da "spiegare" o descrivere ma da introitare come uno stimolo vitale e sorta di inquietante medicina che fotografa una modernità inquietante e scabrosa, quanto piena di prospettive e vie di fuga dai drammi quotidiani, sia personali che globali. Guardano avanti, guardano oltre e ci vuole coraggio.

ERA SERENASE – BGR
Torna dopo sei anni di silenzio il duo ligure, con un concept che racconta la fine del mondo attraverso tre colori primari, Blu, Giallo e Rosso, con le produzioni differenti firmate da Sicket Simpliciter, OHME clctv e Frank Blake. L’asse sonoro continua ad affondare le radici nel rap ma si sposta verso orizzonti più pop ed elettronici, affondando, al contrario, la lama nella critica socio politica, bene attenta al drammatico e funesto circostante, nei bellissimi ed efficaci testi. Con la speranza che questo breve ep sia il preludio a un nuovo album.

DELTA DEL RIO – As My Eyes Do
Il progetto di Miriam Sirolli, Ester Sampaolo e Gianleonardo Gentile approda a un album che coniuga atmosfere solari con ombre autunnali, all’insegna di un indie folk aggraziato, debitore tanto alle moderne declinazioni dell’ambito, vedi Bon Iver, quanto alle fondamenta storiche, da CSN&Y alle melodie vocali dei Beach Boys. I nove brani godono di grande qualità e maturità compositive, l’esecuzione è elegante e raffinata, ai limiti della perfezione. Bravissimi/e.

PRODOTTI LOCALI - Superficie
La band bergamasca travolge con nove brani diretti, duri, puri, a base di street punk minimale e senza fronzoli. Il rimando è a quell'universo di band che vanno dai Clash agli Angelic Upstarts, dai Nabat ai Klasse Kriminale. Il sound è (volutamente) grezzo, quasi live in studio ed è proprio questo che dona all'album ancora più freschezza. Per i cultori del genere c'é da divertirsi (e godere di testi militanti e "di strada").

LIBRI

Tony Fletcher - Dear Boy: The Life of Keith Moon
E' stata ristampata la dettagliata e più che completa biografia di Tony Fletcher sulla figura musicale e umana di KEITH MOON, pubblicata originariamente nel 2005.
Un libro molto crudo che non ci risparmia nulla sulle follie del batterista, anche quelle più sgradevoli e di pessimo livello che ne inficiano il ricordo del "clown" pazzo e giocherellone.
Forse un'attenzione sensazionalistica che poteva essere evitata o limitata.
Per il resto c'è il dettaglio maniacale per ogni aspetto della sua complessa vicenda umana, altrettanto per la breve carriera artistica (dal 1964 al 1978 a livello professionistico).
Una fine amara, pressoché inevitabile e particolarmente triste.
Nella nuova versione l'introduzione è affidata alla figlia Mandy.
“Sono rimasto stupito di come la musica degli Who conduce a una performance orchestrale.
Lo stile di batteria di Keith Moon era quasi orchestrale, molto più decorativo e celebrativo piuttosto che ritmico.” (Pete Townshend)

Stuart Murdoch - L'impero di nessuno
L'autore è il leader dei Belle And Sebastian e dimostra di sapere scrivere bene quanto comporre canzoni di grande livello.
Il romanzo ha chiari contorni autobiografici, viaggiando tra la passione per la "nostra" musica, continuamente evocata e citata e la lotta del protagonista Stephen contro la sindrome da stanchezza cronica o EM (encefalomielite mialgica) di cui è vittima (e che nel periodo in cui è ambientato il libro, nella Glasgow degli anni Novanta, era una malattia scarsamente conosciuta e dai rimedi ancora precari).
Il tutto raccontato con leggerezza, tanta (auto) ironia, talvolta caustica, anche nei momenti più drammatici.
La musica diventa l'ancora salvifica che ci porta a identificarci ancora di più con la pur strana e particolare vicenda.
La lettura è molto appassionante, la traduzione di Carlo Bordone è, come sempre, precisa e competente, il libro è consigliato per affrontare qualche ora rilassante.

Punk Rock. The Manges photo archive
La band spezzina dei Manges, monumento del punk rock italiano, sceglie di raccontarsi non con una classica (auto)biografia ma con un percosrso fotografico, raccolto in decenni di concerti in mezzo mondo (Italia, Europa, Giappone, America).
Imnmagini volutamente non perfette o patinate ma semplicemente reali, dirette e urgenti come la loro musica.
Una scelta coraggiosa ma altrettanto efficace: il punk rock è semplicemente questo e quello che raccontano nella breve prefazione.
Le foto non sono presentate in ordine cronologico. Questo non è un percorso lineare. Il punk rock non è mai stato sinonimo di ordine. Ciò che conta è l'energia, i volti, il sudore, il movimento.
Questo libro è un omaggio a cosa significa crescere dentro una scena DIY, lasciarsi ispirare dai Ramones, mettere in piedi una band con gli amici e andare avanti per 30 anni e oltre.
Dormire per terra, guidare tutta la notte, perdere strumenti, perdere tempo, ma non perdere mai di vista il motivo per cui hai incominciato. E' una dedica alle sottoculture che vivono fuori dai riflettori.
Alle band che si guadagnano rispetto senza contratti con grandi etichette.
Alla musica che non va in Tv.
Alle persone che creano qualcosa di autentico senza bisogno di essere validate da talent show o algoritmi.<


Donato Zoppo - Lucio Corsi. Volevo essere strano
Donato Zoppo ha a lungo esplorato il mondo del prog, con numerosi e interessantissimi libri su PFM, Area, King Crimson, Genesis ma anche quello di Lucio Battisti (a cui ha dedicato vari testi) e Beatles.
Recentemente ha spostato l'attenzione verso il cosiddetto (una volta) "rock italiano" con approfondimenti su Litfiba e CSI.
Azzeccata la scelta di entrare nel mondo di LUCIO CORSI che con quattro album, centinaia di concerti in Italia ed Europa e la partecipazione Sanremese, che lo ha lanciato anche nel mainstream, si è affermato come uno degli artisti più personali e particolari della scena musicale italiana.
Il suo mix è noto: David Bowie, Marc Bolan, Ivan Graziani, Renato Zero ma anche Paolo Conte e la migliore canzone d'autore.
Il tutto proposto con ampie dosi di personalità.
Il libro è un racconto, semi romanzato e ricco di riferimenti metaforici, della sua carriera, non alla "Wikipedia" ma con una poetica che lo rende interessante, agevole e spedito da leggere.
"Una peculiarità della poetica di Lucio è il suo sguardo di meraviglia verso le cose" dice Francesco Bianconi dei Baustelle nella prefazione.
Esattamente.

Fabio Massera - La Libellula al Guinzaglio
Torna Fabio Massera con un nuovo romanzo, sorta di fiaba "laica" molto attuale che intreccia una storia d'amore, il mondo dei social, dolore, sentimento.
Il tutto con una colonna sonora ad hoc che intreccia Nirvana, Sex Pistols, Damned, Kina, Assalti Frontali, X, Not Moving, Doors, Dead Kennedys, Negazione e decine di altri.
Massera scrive bene, con fantasia visionaria e poetica e un costante aggancio alla realtà.

COSE VARIE
° Ogni giorno mie recensioni italiane su www.radiocoop.it (per cui curo ogni settimana un TG video musicale - vedi pagina FB https://www.facebook.com/RadiocoopTV/).
° Ogni mese varie su CLASSIC ROCK.
° Ogni sabato un video con aggiornamenti musicali sul portale https://www.facebook.com/goodmorninggenova
° Sulle riviste/zines "GIMME DANGER" e "GARAGELAND"
° Periodicamente su "Il Manifesto".

APPUNTAMENTI

Giovedì 9 aprile: al Fela di Vico Dietro al Coro di San Cosimo, nei vicoli di Genova, parlo dei miei DIECI DISCHI preferiti con Dalida Spunton, dalle 21.

NOT MOVING
"That's All Folks!" Tour

Lunedì 6 aprile: ZeroBranco (Treviso) "Maximum Festival"
Sabato 25 aprile: Savona "Fortezza del Priamar"
Venerdì 15 maggio: Bologna “Eufonica Festival”
Mercoledì 27 maggio: Genova “Giardini Luzzati”
Sabato 20 giugno: Livorno “Surfer Joe”

Nessun commento:

Posta un commento