mercoledì, giugno 29, 2022

Get back. Dischi da (ri)scoprire


Ogni mese la rubrica GET BACK ripropone alcuni dischi persi nel tempo e meritevoli di una riscoperta.
Le altre riscoperte sono qui:

http://tonyface.blogspot.it/search/label/Get%20Back

Speciale dedicato ai TRAFFIC.

Dear Mr. Fantasy (1967)
Gioiello e capolavoro dei 60's. Il "bambino prodigio" Steve Winwood lascia la proficua esperienza dello Spencer Davis Group e si unisce a tre talenti come Jim Capaldi, Chris Wood e Dave Mason per un eccellente album (precdeuto da alcuni ottimi singoli) in cui entrano psichedelia, rock, beat, jazz, retaggi soul e rhythm and blues e tanta creatività e originalità.

Traffic (1968)
Il secondo album gioca sul dualismo tra Dave Mason più orientato verso un rock blues intriso di soul, country e pop e Winwood/Capaldi/Wood più inclini alla sperimentazione e a influenze jazz. La qualità è ancora eccelsa con brani come "Pearly queen" e il classico soul rock "Feelin' alright" (di Mason) a condurre le danze.

Last Exit (1969)
Nonostante il successo di pubblico e critica la band esplode.
Steve Winwood assapora l'Olimpo del rock con l'effimera avventura dei Blind Faith, con Clapton e Ginger Baker e i Traffic si sciolgono.
L'etichetta discografia racimola le frattaglie rimaste in giro e confeziona un nuovo album con scarti dei precedenti album, canzoni uscite solo in singoli e due brani live. La classe c'é e l'album, pur non indispensabile, è di ottimo livello.

John Barleycorn Must Die (1970)
Conclusa la deludente esperienza con i Blind Faith, Winwood incomincia a comporre e registrare il suo primo album solista "Mad shadows".
Quando chiama Jim Capaldi e Chris Wood ad aiutarlo diventa evidente che si sono riformati i Traffic. Che incidono un capolavoro assoluto, avvicinandosi al concetto, in voga ai tempi, di "musica totale", in cui vengono incorporati elementi rock, blues, jazz, folk, pop, prog.
Sei brani per 35 minuti di musica, uno dei dischi più significativi nella storia del rock.

Welcome to the Canteen (1971)
Grande live con una super line up (Steve Winwood, Jim Capaldi, Dave Mason, Chris Wood, Ric Grech, Rebop Kwaku Baah, Jim Gordon) grazie alla seconda facciata occupata da due prodigiose versioni di "Dear Mr. Fantasy" (11 minuti) e una stravolta "Gimme some lovin" di 9 minuti.
La band suona alla grande e il disco merita grande considerazione.

The Low Spark of High Heeled Boys (1971)
La line up del precedente live (senza Mason) alle prese con un buon lavoro, pur inferiore ai precedenti, in cui troviamo rock, jazz, funk, Canterbury Sound e il consueto gusto per l'imporovvisazione.

Shoot Out at the Fantasy Factory (1972)
Album non particolarmente ispirato, probabilmente il più debole della carriera, che ricalca il sound del precedente ma con un'attitudine più stanca.

On the road (1973)
Un altro live con sei versioni lunghissime di brani del repertorio. Interessanti il nuovo sviluppo delle canzoni e le improvvisazioni, la partecipazione della sezione ritmica dei Muscle Shoals Rhythm Section ma è un episodio solo per completisti.

When The Eagle Flies (1974)
Album conclusivo per la band, piuttosto cupo e riflessivo, riuscita e ispirata miscela dei consueti stili e riferimenti e che dimostra che l'innata classe della band non ha ancora perso colpi.

Far from home (1994)
Venti anni dopo lo scioglimento Winwood e Capaldi tornano insieme.
Il duo suona e compone tutto ma con suoni "moderni", sintetici, una voglia di uniformarsi a un sound completamente lontano dal classico mondo dei Traffic.

The Last Great Traffic Jam (2005)
Registrato durante il tour promozionale di "Far from home" nel 1994. Tanto professionismo, voglia di suonare e divertirsi, versioni dei classici più che riuscite (una grande "Gimme some lovin"), Jerry Garcia in "Dear Mr. Fantasy".

La morte di Capaldi nel 2005 chiude definitivamente la storia della band.
Winwood : “I Traffic senza il mio storico partner non possono esistere”.

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